A.LXXV-N.15 BOLLETTINO SALESIANO   1° AGOSTO 1951

GLI SPLENDORI DEL SACRO RITO della Canonizzazione di S. MARIA DOMENICA MAZZARELLO

« Luminosa letizia regnava nella Basilica Vaticana la Domenica 24 giugno 1951.

La frequenza con cui si vede l'esaltazione suprema di insigni Servi di Dio - rilevava L'Osservatore Romano - non solo non toglie nulla, ma anzi aggiunge nuova suggestione all'incanto dei solenni riti papali, giacchè, in tali circostanze, la Chiesa si ammanta della più alta solennità. Persino il tempio materiale, pur così sempre maestoso, assume un aspetto nuovo e più imponente per l'apparato esterno, per le migliaia di luci, che lo illuminano, per il regale corteo, che precede ed accompagna il S. Padre, per la grandiosità della cerimonia..

» Maria Domenica Mazzarello è stata proclamata Santa insieme con Emilia de Vialar, fondatrice dell'Istituto delle Suore di S. Giuseppe dell'Apparizione. Sono ambedue educatrici cristiane, che si aggiungono alla serie dei grandi Santi dei secoli passati e contemporanei, con la missione e lo spirito dei Santi educatori, fra i quali domina, come gigante, S. Giovanni Bosco, della cui luce si illumina la Santa Maria Domenica Mazzarello, confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice».

La Basilica di S. Pietro fin dalle prime ore del mattino vide una ressa imponente di pellegrini, di devoti e, soprattutto, delle religiose delle due Sante. Le Figlie di Maria Ausiliatrice con le alunne, ex Allieve e Cooperatrici formavano da sole una massa di circa i 6.000. La nostra Postulazione aveva distribuito oltre 30.000 biglietti.

Erano presenti le due miracolate: Suor Maggiorina Avalle e Carla Ramponi le cui guarigioni figuravano sopra la tribuna della crociera nelle due tele dipinte dal prof. Crida.

Alle ore 8 cominciò ad entrare il numeroso corteo del Clero regolare e secolare di Roma, con i propri stendardi e distintivi. Lo aprivano le rappresentanze degli Ordini Mendicanti; seguivano quelle degli Ordini Monastici, gli alunni del Pontificio Seminario Romano, i Parroci di Roma, i Capitoli delle Basiliche. Intonate le Litanie dei Santi, si avanzarono i Componenti della Sacra Congregazione dei Riti col Promotore della fede, Ill.mo e Rev.mo Mons. Natucci precedendo gli stendardi delle due Sante. Lo stendardo di Santa Maria Mazzarello era accompagnato dal Rettor Maggiore, rev.mo Don Pietro Ricaldone, coi Superiori del Capitolo della Società Salesiana ed il Procuratore re Don Tomasetti.

Il corteo Papale.

Il Sommo Pontefice, uscito dai suoi privati appartamenti e accompagnato dalla sua Nobile Anticamera Ecclesiastica e Laica, scortato dalla sua Guardia Nobile, preceduto e seguito dalla Guardia Svizzera, dopo una breve adorazione al Santissimo Sacramento, si è recato dapprima alla Sala dei Paramenti, dove erano convenuti gli Em.mi Signori Cardinali ed ha ivi indossato le sacre vesti: la falda, l'amitto, il camice, la stola, il manto papale bianco ricamato in oro con il formale e il triregno. Quindi, alla Cappella Sistina ove, dopo breve preghiera, ha intonato l'Inno Ave Maris Stella.

Terminata la prima strofa, si è avvicinato a -Sua Santità Sua Eminenza Rev.ma il Cardinale Clemente Micara, Vescovo Suburbicario di Velletri, Pro-Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti e Procuratore della Canonizzazione, presentandoGli tre ceri accesi. Il Santo Padre ne ha preso uno, e, salito in Sedia Gestatoria, dopo aver assunto la mitra preziosa, si è diretto verso la Basilica Vaticana, facendovi ingresso dalla porta centrale fiancheggiato dai flabelli sotto il baldacchino.

Precedevano due ufficiali della Guardia Svizzera, un gruppo di sediari con il sotto Decano di Sala, i Procuratori di Collegio, il Confessore della Famiglia Pontificia con il Predicatore Apostolico, i Procuratori Generali degli antichi Ordini Religiosi, i Bussolanti, i Cappellani Comuni Pontifici, i Chierici Segreti, i Cappellani Segreti, gli Avvocati Concistoriali, i Camerieri d'onore e segreti Ecclesiastici, i Votanti della Segnatura Apostolica, gli Uditori della Sacra Romana Rota, due Cappellani Segreti recanti la tiara e la mitra preziosa usuale del Sommo Pontefice, un Prelato Votante di Segnatura, recante il turibolo, un Prelato Uditore della Sacra Romana Rota in vesti suddiaconali, recante la Croce papale, in mezzo ai sette Accoliti Votanti della Segnatura con candelieri e ceri accesi e, a lui dappresso, due Maestri ostiari, il Suddiacono Apostolico ministrante Monsignor Alberto Canestri, Uditore della Sacra Romana Rota, avente ai lati il Diacono e Suddiacono Greci, i Penitenzieri della Basilica preceduti da due chierici recanti le lunghe bacchette ornate di fiori bianchi; gli Abati Generali, gli Abati Nullius e circa sessanta Arcivescovi e Vescovi, tra cui: il Segretario della Sacra Congregazione dei Riti, Sua Ecc. Monsignore Carinci, il Vescovo di Acqui, diocesi della Santa, Mons. Dell'Omo; ed i Salesiani: Mons. Felice Ambrogio Guerra, Mons. Emanuel, Mons. Rotolo e Mons. Lucato.

Seguivano gli Eminentissimi Signori Cardinali: Caro Rodriguez, Fossati, Fumasoni Biondi, Verde, Tedeschini, Piazza, Aloisi Masella, Pizzardo, Micara, Tisserant.

Quindi: S. E. il Principe D. Giuseppe Aspreno Colonna, Assistente al Soglio Pontificio; i due Protonotari Apostolici e i due Uditori di Rota per la falda, i Cardinali Diaconi Assistenti E.mi Canali e Mercati, aventi nel mezzo il Diacono Ministrante Em.mo Cardinale Bruno, il Prefetto delle Cerimonie Apostoliche Mons. Dante, i Comandanti dei Corpi Armati Pontifici, i Dignitari laici della Famiglia Pontificia, parte dei quali fiancheggiavano la Sedia Gestatoria ai cui lati erano le Guardie Svizzere con il morione, la corazza e gli spadoni.

Dietro la Sedia Gestatoria: il Decano della Sacra Romana Rota, Ministro per la mitra; S. E. Mons. Callori di Vignale Pro-Maestro di Camera, con i Monsignori Camerieri Segreti Partecipanti; il Medico di Sua Santità; l'Aiutante di Camera; i Protonotari Apostolici soprannumerari e ad instar, i Superiori Generali degli Ordini Religiosi.

All'ingresso del Santo Padre nella Basilica squillava dall'alto della loggia la marcia del Silveri e l'immensa moltitudine raccolta nel tempio, prorompeva in entusiastiche acclamazioni di affetto filiale.

Il corteo papale, percorsa la navata centrale, girava dal lato destro della Confessione e sostava all'inizio dell'abside. Sua Santità, dopo breve preghiera al faldistorio, dinanzi all'Altare Papale, si recava al grande trono e subito gli Em.mi Cardinali prestavano, come di regola, l'obbedienza.

Il sacro rito.

Si iniziava quindi il sacro Rito della Canonizzazione. L'Em.mo Cardinale Micara, Procuratore della Canonizzazione, si avvicinava al trono per la postulazione, fatta in suo nome dall'Avvocato Concistoriale Comm. Luigi Filippo Re.

Subito dopo, il Segretario dei Brevi ad Principes, Ill.mo e Rev.mo Monsignore Antonio Bacci, a nome del Santo Padre, cosi rispondeva alla devota richiesta:

È giunto il tempo dell'ora solenne. Colui che, in terra, tiene le veci di Gesù Cristo sta per pronunciare l'oracolo decretorio. Si rallegrano i cieli, trema l'inferno, e la Chiesa militante riceve nuovi incitamenti di virtù. In modo speciale il niveo giglio della verginità, che risplendé incontaminato nelle Sacre vergini, richiama e soavissimamente attrae tutti i mortali al cielo.

Il Papa, dietro invito dell'Eminentissimo Cardinale Primo Diacono, si raccolse in preghiera per alcuni istanti, poi intonò l'inno Veni Creator Spiritus, coronandolo con l'Oremus dello Spirito Santo.

E tosto procedette alla solenne proclamazione.

Momento ineffabile! Levatisi in piedi, a capo scoperto, i Cardinali e tutti gli altri dell'eletta Assemblea, il Vicario di Gesù Cristo, tenendo in capo la mitra, dalla Sua Cattedra, nella pienezza del Suo Sacro Magistero, pronunciò la formula della Canonizzazione:

Ad onore della Santa ed Individua Trinità, ad esaltazione della Fede Cattolica e ad incremento della religione cristiana, con l'autorità di N. S. Gesù Cristo, dei Beati Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dopo matura considerazione e frequente implorazione del divino aiuto, col voto anche dei Venerabili Nostri Fratelli i Cardinali della Santa Chiesa Romana, degli Arcivescovi residenti in Roma, Noi decretiamo e definiamo Sante e iscriviamo nel catalogo dei Santi, le Beate Emilia De Vialar e Maria Domenica Mazzarello, stabilendo che la loro memoria sia celebrata tutti gli anni con pia devozione nella Chiesa universale, per la prima il 24 agosto e per la seconda il 14 maggio. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Un immenso applauso salutò l'augusta definizione protraendosi in vibranti acclamazioni, mentre le campane di S. Pietro espandevano nel cielo di Roma il loro suono festoso, al quale facevano eco tutte le campane delle chiese dell'eterna Città.

Sua Santità accolse quindi il ringraziamento dell'Em.mo Cardinale Procuratore e la domanda perchè dai Protonotari Apostolici si redigesse l'istrumento ufficiale della compiuta Canonizzazione, pronunciata dallo stesso Avvocato del Sacro Concistoro; poscia intonò il Te Deum proseguito dalla Cappella e dal popolo, cantando, a conclusione del sacro Rito, dopo la invocazione della intercessione delle nuove Sante fatta dal Cardinale Primo Diacono, l'Oremus delle Sante Emilia de Vialar e Maria Domenica Mazzarello.

L'omelia di circostanza.

Terminato il canto, il Santo Padre pronunciò una fervida omelia sull'amore di Dio, dote precipua delle due Sante.

Venerabili fratelli e Diletti Figli,

Mentre meditiamo la vita delle sacre vergini, che, oggi, in questa sì grande maestà di cose e folla di uomini, abbiamo decorato delle insegne della santità, di esse, anzi tutto, alla Nostra mente, si presenta la virtù della cristiana fortezza, con la quale le due Sante, fin dalla tenera età, si sforzarono di vincere tutti gli ostacoli, che loro impedivano l'arduo cammino a conseguir la perfezione evangelica e ad inculcarla, con ogni sforzo, nelle loro compagne.

Abbandonare la casa paterna, dire addio con forte e generoso animo alle gioie di questa vita, che in alta e in umile condizione è pur lecito sperare, niente altro desiderare, niente altro chiedere se non la Volontà di Dio, che le invitava a grandi missioni: tutti questi pii desideri ci fanno conoscere la loro indole, che, se, per natura, fu forte e coraggiosa, fu anche abbondantemente alimentata e rafforzata dalla grazia superiore, affinchè crescesse in modo meraviglioso.

Questa invitta fortezza d'animo rifulse splendidamente nelle due vergini, quando vi fu bisogno che, sotto la loro guida e moderazione, le due nascenti comunità affrontassero e superassero gravi difficoltà di ogni genere. Senza nulla trascurare, e superate continue difficoltà, furono aperte, in molti luoghi, scuole per fanciulle specialmente di modesta condizione; per lo stesso motivo furono fondati collegi, opifici, ospizi. Inoltre le Figlie delle due Congregazioni, spinte dall'infiammata carità delle Fondatrici, prestarono l'opera loro per sollevare angustie, miserie, affanni, e a curare le malattie del corpo si dedicarono con maniere sì soavi che, spesse volte, innalzarono gli animi dei languenti e degli infermi alla speranza di una vita migliore e di più grande felicità. Nè questo basta: ma sia Emilia de Vialar sia Maria Domenica Mazzarello, desiderando fortemente di propagare il nome cristiano anche nelle lontane regioni non ancora illuminate dalla verità evangelica, mandarono le loro Figlie in aiuto ai Missionari, perchè in modo speciale li coadiuvassero nell'educazione delle fanciulle e delle donne.

Nelle molteplici faccende e gravi imprese è ammirevole specialmente che le Fondatrici di queste sacre vergini, quantunque fossero distratte da sì gravi cure, sollecitudini, fatiche, e fossero oppresse da tanti pericoli, strettezze e difficoltà, niente tuttavia perdettero di quella serena e soave tranquillità, che sembrava quasi una dote innata del loro animo. Non era però del tutto innata, era, piuttosto, grazia infusa dal cielo, alimentata dall'alto, con fermata e rafforzata da un forte amore verso Dio e verso il prossimo. Erano, infatti, congiunte strettamente e sempre col divino Redentore; era loro delizia parlare familiarmente con Lui ed amarlo intensamente. E da questa infiammata carità derivarono una forza impetuosa sì che era facile vincere e superare ogni ostacolo.

Questo spiega quell'aureo libretto dell'Imitazione di Cristo, nel quale si leggono le seguenti frasi degne di un'attenta meditazione:

« Gran cosa è l'amore, gran bene sotto ogni aspetto; perchè esso solo fa lieve ogni peso, e tollera cosa animo uguale ogni disuguaglianza. Porta, infatti, il peso senza sentirlo, e fa dolce e gustosa ogni amarezza. Il nobile amore di Gesù sprona a cose grandi, e spinge a desiderare sempre cose più perfette. Nulla è più dolce dell'amore, nulla più forte, nulla più sublime, nulla più espansivo, nulla più giocondo, nulla più dovizioso, nulla di, migliore in cielo e in terra, poichè l'amore è nato da Dio, nè può sopra cose create quietarsi, ma in Dio solo. L'amante vola, corre, giubila, è libero e non si può tenere.

»Dà tutto per il tutto, e il tutto trova in tutte le cose; perchè riposa in quell'uno, che è sopra tutte le cose, dal quale ogni bene emana e procede » (Im. di Cristo, III, 5).

Molto ha da imparare questo nostro secolo da così mirabili e salutari esempi; molte cose da apprendere dalla santa vita di queste vergini; gli uomini oggi troppo spesso ripudiano il bene eterno per aspirare al mutevole e al caduco, quasi che i piaceri di questa vita terrena possano appagare i loro infiniti desideri, e avviene che continuamente sono agitati dalla mutevolezza delle cose e degli eventi; essi con le loro menti ed il loro cuore sono sempre in preda all'inquietudine, poichè essi non riposano nell'amore di Dio. Facilmente decidono e risolvono, e poichè la loro volontà giace snervata, non si sollevano allo splendore delle cose eccelse, ma piuttosto si attardano nella infelice bassezza morale.

Voi tutti, dunque, che siete qui presenti, e voi che siete assenti e che sentite in grazia della radio queste Nostre parole, o che le leggerete attraverso le relazioni della stampa, rivolgete la mente e l'animo vostro alla luce che promana da queste Sante celesti, la quale vi invita tanto fortemente alle cose superne. Abbiate per certo che nulla vi può essere in questa vita mortale più bello della virtù, nulla di più amabile, nulla di più fruttuoso. La virtù cristiana, infatti, rafferma e dirige i torbidi moti dell'animo, tempera la volontà e spinge ad agire fortemente e rettamente; nell'ansietà dà quiete, negli affanni conforto, nel dolore serenità e nelle opere dell'apostolato, che oggi spettano non soltanto al clero ma anche ai laici, conferisce quella sollecita alacrità che richiede da tutti la salute delle anime.

Ciò impetrino, queste due Sante, da Dio, datore di tutti i beni: così fiorisca su questa misera terra quasi una sacra e nuova primavera; e tutti, ciascuno compiendo fedelmente il proprio dovere, godano del lume di quella intima tranquillità, la quale é immagine ed auspicio della felicità eterna da raggiungere un giorno.

All'omelia seguì la benedizione apostolica. L'Em.mo Cardinale Diacono Ministrante, recatosi alla sinistra del trono, cantò il Confiteor aggiungendo dopo i nomi dei Santi Apostoli Pietro e Paolo quello delle nuove Sante, e l'Augusto Pontefice pronunciò la formula solenne, largendo anche l'indulgenza plenaria preannunciata dal Cardinale Vescovo Assistente Em.mo Tisserant. Lo stesso Cardinale notificò l'Indulgenza di dieci anni annessa alla visita alle salme gloriose delle due Sante ai loro altari.

Dopo di che la corale iniziò il canto di Terza ed il Santo Padre passò al tronetto per assumere i paramenti per la Santa Messa.

Il solenne Pontificale celebrato dal Santo Padre.

Secondo il rito, lo stesso S. Padre celebrò la S. Messa solenne in onore delle nuove Sante. Durante la celebrazione, oltre il canto dell'Epistola e del Vangelo in latino ed in greco, alcune particolari, caratteristiche cerimonie acuivano l'attenzione dei fedeli.

All'Offertorio, le tradizionali oblazioni, consistenti in ceri, pane, vino, acqua, tortore, colombe e alcuni altri uccellini chiusi in gabbie argentate e dorate.

Con l'Em.mo Cardinale Micara Procuratore della Canonizzazione, presentarono le offerte i Cardinali della Sacra Congregazione dei Riti, più anziani nei tre Ordini, gli Em.mi: Tisserant - il quale per la circostanza era sostituito come Cardinale Vescovo Assistente dall'Em.mo Cardinale Pizzardo - Verde e Canali.

Col nostro Postulatore, D. Francesco Tomasetti, erano: il Rettor Maggiore, Rev.mo D. Pietro Ricaldone, il Prefetto Generale Don Ziggiotti, l'Economo Generale Don Giraudi, Mons. Barale, Segretario dell'Em.mo Cardinale Arcivescovo di Torino, ed il Parroco di Mornese.

Alla Elevazione, mentre l'Augusto Celebrante procedeva ad ostendere ai quattro punti dell'orizzonte le Sacre Specie, dall'alto della Cupola le trombe d'argento diffondevano le melodie del largo del Longhi.

All'Agnus Dei il Santo Padre tornò al trono per la Comunione. Fra la commossa adorazione di tutti gli astanti il Cardinale Diacono ed il Suddiacono Ministranti recarono processionalmente l'Ostia e il Calice dall'altare papale al Santo Padre che, dopo avere assunto delle Sacre Specie con vivissima devozione, diede anche a loro la Santa Comunione.

La Messa si chiuse all'altare papale, dopo l'Ite Missa est, con una nuova Benedizione Apostolica.

Terminato il Divin Sacrificio, l'Augusto Pontefice, assunse il triregno e, risalito in Sedia Gestatoria, ripercorse la Basilica, mentre le trombe d'argento accompagnavano il Suo passaggio e la folla entusiasticamente acclamava il Pastore Supremo, che, prima di lasciare la Basilica, faceva volgere la Sedia Gestatoria, levandosi in piedi a benedire ancora l'immensa moltitudine festante.

Tra i Presuli Assistenti al Soglio, le LL. EE. Rev.me i Monsignori Venini e van Lierde hanno funzionato per il libro e per la candela presso il Sommo Pontefice.

Il Sacro Rito si è svolto con il consueto splendore sotto la direzione dei Maestri delle Cerimonie Pontifice al completo.

La parte musicale.

La Cappella Musicale Pontificia sotto la direzione di S. E. il M.o Mons. Lorenzo Perosi ha eseguito: Tu es Petrus del Perosi; Haec dies di Narcisso durante l'Obbedienza; la Messa Ascendo ad Patrem a 4 e 6 voci del Palestrina, un vero gioiello di polifonia; l'Oremus pro Pontifice del Perosi e il Beati Omnes di Mendelssohn; l'O sacrum convivium del Perosi alla Comunione.

Le melodie gregoriane per il canto di Terza e per le parti proprie della Messa sono state eseguite da alunni di Seminari e Collegi dell'Urbe, sotto la direzione di Monsignor Magnoni e del P. Pujol; dopo l'Epistola e il Vangelo, gli alunni del Collegio Greco, diretti dal Padre Nicola Marangos, hanno eseguito i prescritti canti liturgici.

Le Autorità ecclesiastiche e civili.

Nella bancata dei Prelati di Fiocchetto erano gli Ecc.mi Monsignori Alberto Di Torio Uditore Generale della Rev.da Camera Apostolica, e Alberto Arborio Mella di Sant'Elia, Maestro di Camera di Sua Santità con S. E. Mons. Federico Callori di Vignale, ProMaestro di Camera.

Nelle rispettive tribune assistevano: gli Ecc.mi Parenti di Sua Santità; S. A. E.ma il Principe e Gran Maestro dell'Ordine di Malta; S. E. Monsignor Montini, per la Segreteria di Stato, con Mons. Sericano Sotto-Segretario della S. Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari, Mons. Grano, Capo del Protocollo della Segreteria di Stato e Mons. Dell'Acqua, Sottosegretario aggiunto della Sacra Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari.

Dell'Ecc.mo Corpo Diplomatico erano presenti le LL. EE. gli Ambasciatori: del Cile, Irlanda, Italia, Francia, Repubblica Dominicana, Perù, Cuba, Portogallo ed Equatore; le LL. EE. i Ministri: del Sovrano Militare Ordine di Malta, di Olanda, Costarica, Uruguay, Egitto, Indonesia, Liberia e Gran Bretagna; gli Ill.mi Signori Incaricati di Affari di Finlandia, Cina, Salvador, Colombia e Spagna ; i Consiglieri delle Ambasciate di Polonia e Brasile: i Segretari delle Ambasciate di Bolivia e della Repubblica Argentina; i Segretari delle Legazioni del Libano e di San Marino; il Consigliere Ecclesiastico della Legazione di Nicaragua.

Sono anche intervenute le Alte Cariche della Città del Vaticano; le rappresentanze dell'Ordine di Malta; della Pontificia Accademia delle Scienze; dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme con il Referendario d'Onore S. E. Mocchi; del Patriziato Romano - nella tribuna dei Principi assistenti al Soglio era S. E. D. Filippo Orsini Principe di Solofra, con la Consorte e la Principessa Colonna -; dell'Azione Cattolica ; della Peregrinatio Romana ad Petri Sedem.

Nella tribuna della Postulazione, la Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Madre Linda Lucotti con il Consiglio Generalizio ; parenti della Santa, le miracolate e varie Ispettrici con le rappresentanze delle Direttrici, ex-allieve, alunne, cooperatrici e benefattori dell'Istituto dei Paesi seguenti: Argentina, Brasile, Centro America, Cile, Colombia, Equatore, Isole Antille, Messico, Perù, Stati Uniti, Uruguay, Paraguay, Venezuela, Cina, Giappone, India, Siam, Egitto, Siria, Palestina, Israele, Belgio, Germania, Francia, Inghilterra, Spagna. Le rappresentanze delle Case d'Italia affollavano altre tribune, la crociera e gran parte della navata centrale.

Due pellegrinaggi, dall'Argentina e Sud America, per l'imprevidenza ed il disservizio di una società di trasporti, giunsero, purtroppo, solo nel pomeriggio.

Alla Radio Vaticana - che ha diffuso il Sacro Rito, erano collegate tre reti nazionali: per l'Italia la R.A.I., che ha trasmesso con la consueta precisione il Rito della Canonizzazione, illustrato brillantemente dal Padre Pellegrino. La rete nazionale francese ha parimente radiodiffuso la cronaca del P. Dauchy, mentre per la Radio Nazionale spagnola illustrava la cerimonia il P. Batrina. Tutte e tre le trasmissioni collegate sono state seguite con vivo interesse nei rispettivi paesi, sotto la direzione del Rev.mo Padre Enrico PerezGarcia S. J., Direttore dei programmi.

A notte, mentre la Basilica di San Pietro sfoggiava il suo splendore da un mare di luce riflessa, centinaia di Figlie di Maria Ausiliatrice con alunne, ex allieve e Cooperatrici si ammassarono nuovamente in piazza acclamando il Sommo Pontefice che, nonostante l'ora tarda e le fatiche della giornata, si affacciò ripetutamente alla finestra del suo studio benedicendo paternamente.

Il solenne triduo nella Basilica del S. Cuore a Roma.

La nuova Santa Maria Mazzarello ha avuto subito i primi onori liturgici nella Basilica del S. Cuore al Castro Pretorio di Roma sempre affollata di popolo in preghiera col seguente programma:

Lunedì 25 giugno.

Ore 7,30 - Messa della Comunione generale celebrata da Sua Em.za Rev.ma il Sig. Card. Maurilio Fossati, Arcivescovo di Torino

Ore 10,30 - Solenne Pontificale di S. E. Rev.ma Mons. Salvatore Rotolo, Vescovo Tit. di Nazianzo.

Ore 18,45 - Rosario. Panegirico di S. E. Rev.ma Mons. Biagio Budelacci, Vescovo tit. di Nissa. Inno della Santa. Mottetto. Benedizione Eucaristica impartita da Sua Em.za Rev.ma il Sig. Card. Giuseppe Pizzardo, Vescovo di Albano, Prefetto della S. Congregazione dei Seminari e delle Università degli Studi.

Martedì 26 giugno.

Ore 7,30 - Messa della Comunione generale celebrata S. E. Rev.ma Mons. Federico Emanuel, Vescovo di Castellammare di Stabia, Salesiano.

Ore 10,30 - Solenne Pontificale di S. E. Rev.ma Mons. Giovanni Lucato, Vescovo di Isernia e Venafro.

Ore 18,45 - Rosario. Panegirico di S. E. Rev.ma Mons. Salvatore Rotolo, Vescovo tit. di Nazianzo. Inno della Santa. Mottetto. Benedizione Eucaristica impartita da S. Em.za Rev.ma il Sig. Card. Benedetto Aloisi Masella, Vescovo di Palestrina, Protettore della Società Salesiana di S. Giovanni Bosco e dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Mercoledì 27 giugno.

Ore 7,30 - Messa della Comunione generale celebrata da Sua Em.za Rev.ma il Sig. Card. Benedetto Aloisi Masella.

Ore 10,30 - Solenne Pontificale di S. E. Rev.ma Mons. Federico Emanuel. Vescovo di Castellammare di Stabia.

Ore 18,45 - Rosario. Panegirico di S. E. Rev.ma Mons. Angelo Bartolomasi, Arcivescovo tit. di Petra. Inno della Santa. Mottetto. Te Deum. Benedizione Eucaristica impartita da Sua Em.za Rev.ma il Sig. Card. Clemente Micara, Vescovo di Velletri, Vicario generale di S. Santità, ProPrefetto della S. Congregazione dei Riti.

La Basilica, sontuosamente addobbata e sfarzosamente illuminata, vide affluire folla di fedeli e numerosissimi sacerdoti a celebrare in onore della nuova Santa.

Le scuole di canto dei nostri studenti delle Università Pontificie e dei nostri Istituti cittadini svolsero scelti programmi di musica polifonica e gregoriana.

All'altare prestarono servizio anche gli alunni del Borgo « Ragazzi Don Bosco» al Prenestino e delle nostre scuole ed oratori del Testaccio.

Il Rettor Maggiore si recò a celebrare nella sede Ispettoriale delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Via Marghera, esaltando in una affettuosa allocuzione le caratteristiche della Santità della Confondatrice alla Madre Generale, alle Superiore del Consiglio Generalizio, Ispettrici, Direttrici e rappresentanze dei pellegrinaggi che affollavano la cappella.

DUE MEMORABILI UDIENZE L'offerta del reliquiario a S. S.

Il Sommo Pontefice, il 26 giugno, ricevette ìn privata udienza il Rettor Maggiore dei Salesiani, la Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice con le Madri del Consiglio Generalizio ed una rappresentanza delle Ispettrici d'Italia e dell'Estero, per la rituale offerta del reliquiario, quadro e vita di S. Maria Mazzarello.

L'accoglienza non poteva essere più paterna.

li quadro è un pregevole dipinto del Crida e rappresenta la Santa in ginocchio, davanti a Maria Ausiliatrice.

Vero gioiello d'arte è il reliquiario, pregevole per la materia e la finezza dell'esecuzione da parte della Ditta Politi di Milano. È in stile gotico con guglie dentellate; in argento massiccio, quasi tutto dorato, tranne i gruppetti di angeli e i gigli.

Nel centro domina una statuetta di Maria Ausiliatrice. Il basamento è in malachite ornato di tre finissime miniature riproducenti la Santa e gli stemmi del Papa e dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Il S. Padre gradì molto il dono, ne ammirò la bellezza e il pregio manifestando la Sua sovrana compiacenza. L'udienza durò più di mezz'ora.

Il IV Successore di Don Bosco colse anche l'occasione per fare al Santo Padre un assortito omaggio di pubblicazioni e sussidi catechistici che illustreremo ai nostri Cooperatori nel prossimo numero.

Virtù e opere delle due Sante.

Alle ore 12,30 del giorno seguente, mercoledì 27 giugno, il Santo Padre accordò nell'Aula delle Benedizioni, Udienza Generale alle Religiose e alle Rappresentanze convenute in Roma per la Canonizzazione delle Sante Emilia de Vialar e Maria Domenica Mazzarello.

Delle insigni eroine, l'Augusto Pontefice esaltò i grandi meriti e le caratteristiche della loro santità nel venerato discorso, del quale riportiamo la parte che si riferisce alla S. Maria Mazzarello.

Unite in un solo e medesimo inno di azioni di grazia la vostra gioia e la vostra riconoscenza, dilette figlie delle due grandi Sante, di cui celebrate insieme la suprema glorificazione. Secondo che si considerano l'una e l'altre dal lato mondano e superficiale, o invece da quello serio e cristiano, esse appariscono, a volta a volta, dissimili fino al contrasto, simili fino alla fraternità di spirito e di opere.

Nel tempo in cui Emilia de Vialar redigeva le sue Costituzioni, nasceva da semplici campagnuoli Maria Mazzarello. Ella cresce piamente, placidamente, nei lavori della casa e dei campi. In materia di scienze e di lettere umane, ella è e rimarrà sempre - e si compiacerà di proclamarlo altamente - poco istruita. Ben lontana dal doversi imporre per rispondere a una vocazione chiaramente conosciuta di fondatrice, ella, al contrario, avrà da lottare invano per schermirsene. Quasi per ispirazione divina, è creata Superiora, anche prima che ella stessa e le sue compagne avessero una idea precisa di ciò che è la vita religiosa. Eccetto qualche nube passeggera, ella cammina nella luce. A lei non mancano nè gli appoggi nè i consigli; sostenuta e guidata da uomini eminenti per santità e qualificati, oggetto delle cure di direttori spirituali attenti e solleciti, sembrerebbe che non abbia, avuto che a lasciarsi condurre, e il suo Istituto, all'ombra di quello del santo Don Bosco, si sia fondato, stabilito, consolidato, quasi da se stesso. Senza dubbio le tribolazioni non sono mancate a Maria, come le gioie a Emilia, ma esse sono di carattere ben differente.

Come diversi sono i due campi in cui si svolge la vita delle due Sante, altrettanto considerevoli sono per la loro conformità lo spirito, l'oggetto, lo sviluppo dei loro Istituti.

Lo spirito dell'uno e dell'altro è di soccorrere in tutti i modi più atti le necessità e le miserie, volgendosi con preferenza alle più urgenti e alle più pietose. Quindi l'oggetto dell'uno e dell'altro è assai vario e molteplice, e abbraccia, si può dire, tutti i rami e le forme dell'insegnamento e dell'assistenza: la visita agl'indigenti, la sollecitudine per i prigionieri, la cura dei malati, la veglia dei moribondi a domicilio e negli ospedali, i dispensari, l'insegnamento gratuito ai poveri, reso possibile con quello dei fanciulli delle famiglie agiate. In questa enumerazione sommaria è l'attività delle Suore di S. Giuseppe dell'Apparizione: vi sarebbe molto da modifcare per indicare quella delle Figlie di Maria Ausiliatrice? Alcune incisive parole di Don Bosco rispondono sufficientemente a questa interrogazione: « La loro Congregazione è pari alla nostra; ha lo stesso fine e gli stessi mezzi».

Ambedue gl'Istituti, per l'influsso visibile delle cause seconde ben diverse, avanzano tuttavia, sotto l'azione invisibile della Provvidenza, a un ritmo prodigiosamente accelerato, e le due Fondatrici non cessano di seguirne attentamente lo sviluppo con le loro visite e la loro corrispondenza. Il pensiero delle vocazioni, necessarie per bastare a tante imprese, non le induce nè ad allentare la severità nella scelta e nella conservazione delle aspiranti, nè ad esitare nel rispondere alle domande di nuove fondazioni.

Le notizie, che pervenivano sulle meravigliose opere apostoliche dei Salesiani nell'America latina, avvivano lo zelo di Maria Mazzarello e delle sue figlie e suscitano, l'una dopo l'altra, numerose partenze, non solo per l'Argentina e l'Uruguay, ma ben presto anche per le regioni indiane della Patagonia.

L'udienza Pontificia coronò il ciclo delle feste romane cui seguono ora solenni celebrazioni in ogni parte del mondo civile.

IN FAMIGLIA

Ordinazioni Sacerdotali.

Il 2 luglio, la Basilica di Maria Ausiliatrice rivide una delle funzioni più commoventi: la solenne ordinazione di trentatrè Sacerdoti e di diciassette Suddiaconi salesiani. La compì l'Em.mo Cardinale Arcivescovo di Torino Maurilio Fossati, assistito dai Superiori del nostro Ateneo Pontificio.

Il giorno innanzi l'Ecc.mo Vescovo di Ivrea Mons. Rostagno aveva conferito il Presbiterato ed altri sacri Ordini ad altri Studenti del nostro Istituto Teologico di Bollengo.

Meritano un particolare cenno due Ordinazioni Sacerdotali conferite il r e il 17 giugno ai Diaconi Salesiani D. Antonio Sarto e D. Pietro Mazzarello, i quali vantano legame di parentela, il primo, col Beato Pio X, il secondo, con Santa Maria Mazzarello.

Il Rettor Maggiore ha, paternamente, desiderato che i due Diaconi, dall'America, venissero in Italia e ricevessero, ai piedi di Maria Ausiliatrice, la Sacra Ordinazione alla vigilia della glorificazione di Pio X e di Maria Mazzarello, onde iniziare in sì gradita occasione la propria vita Sacerdotale.

Furono, rispettivamente, Vescovi consacranti le LL. EE. Rev.me Mons. Carlo Re delle Missioni della Consolata e Mons. Vincenzo Gili, Vescovo di Cesena, ex-allievo dell'Oratorio.

Passaggio di Cardinali e Vescovi.

Per breve tempo è ripassato all'Oratorio Sua Em. il Card. Giacomo de Barros Camara, Arcivescovo di Rio de Janeiro.

Celebrò nelle camerette di D. Bosco S. E. l'Arcivescovo di Chartres e all'altare del Santo, in Basilica, S. E. Mons. Guido Luigi Bentivoglio Arcivescovo Coadiutore di Catania, il quale, poi, proseguì per Roma per essere presente alla canonizzazione di S. Maria. Domenica Mazzarcllo.

Pellegrinaggi.

La Basilica di Maria Ausiliatrice è sempre meta di pellegrinaggi, che vengono ad esprimere la loro gratitudine o a cercare conforto davanti al venerato altare di Maria Ausiliatrice e presso la salma di S. Giovanni Bosco, S. Maria Mazzarello e il B. Domenico Savio.

Registriamo:

1 giugno: Pellegrinaggio di 55 domestiche da Monza, guidato da Mons. Viganò; pellegrinaggio di Riforano (50), da Milano 50 mutilatini di D. Orione con tre sacerdoti.

2 giugno: 100 bambine e bambini di Prima Comunione condotti dalle Suore Ausiliatrici del Purgatorio. Pellegrinaggio di Busto Arsizio, da Luisago (30), da Torno (Como), da Parma-Parrocchia S. Giuseppe (100), gruppo operai Grandi Motori; 42 pellegrini con l'Arciprete D. Giovanni Poggio; da Crodo (25), da Premia (24), da S. Rocco di Premia (40), da Monza - Parrocchia S. Gerardo (40), da Milano - Stabilimento Mollificio Campidoglio (50), da Condove (Susa) (50), da BognoCertara (Canton Ticino) (17), da Vialla GuardiaComo (36).

3 giugno: Da Gavi (50), da Sestri (80), da Lomazzo-Como (51), da Brescia (50), da Bassano Bresciano (56), da Prada Poschiano, Coro di S. Bernardo (23).

4 giugno: Da Ornago-Milano (5o Figlie di Maria), Trento, Coro di Abbiano (45), Aclisti di Sesto S. Giovanni (50), Bogno (17), da Sampierdarena Dame Patronesse, da Vaestano di Palanzano, da Peverano (40).

6 giugno: Da Trecate (50), da Villanova di Mondovì (60 alunni elementari), da Tetti di Rivoli (Scuole elementari), da Bellinzona (Svizzera) Collegio dei PP. Somaschi (150), da Imbriate-Milano (100).

7 giugno: Da Caravino (40), da GerenzanoMilano (100), da Castiglione Tinella di Cuneo (70 premiati per il Catechismo).

8 giugno: Da Becedasco di Vernasca (40), da Prunetto di Mondovì (5o).

10 giugno: Da Colderio-Svizzera (97), da CantùOratorio femminile Canossiano (54), da S. Martino in Strada Oratorio Don Bosco (25), da Trevisago (24), da Caronno Milanese (100), da Sormano (110), dall'Oratorio Salesiano di Sesto S. Giovanni (52).

11 giugno: Da Barolo. Istituto dei PP. Giuseppini (45). Pellegrinaggio-Giubileo della Scuola Salesiana del Martinetto.

12 giugno: Da Ceresole d'Alba (60), Scuola elementare di Santena, dalle parrocchie di Borzago e Bevera di Milano (85).

13 giugno: Da Tavernola-Bergamo (50), da S. Giuseppe di Casto-Biella (30).

14 giugno: Da Romano di Lombardia-Como (51).

15 giugno: Seminario di Miasino-Novara (30).

16 giugno: Da Brescia. Associazione A. C. S. Giovanni Bosco, da Seveso-Milano (45).

17 giugno: Pellegrini da Albeuve (Svizzera), da Melzo (5o), da Castelnuovo Bozzente-Como (90), da Castelletto d'Orba (40), da Piacenza (250).

19 giugno: Da Seregno (20), da Como, da Dusino S. Michele e Cellarengo (68); Infermiere Ospedale di Legnano (80).

21 giugno: Da Parigi con l'Ispettore Salesiano D. Uberto Amielh (120), da S. Agata di Milano (5o), da Civale Brianza (44)•

22 giugno: Pellegrini da Malta.

24 giugno: Da Azzio Valcuria di Como (55), da Romano Lombardia, Parrocchia dell'Assunta (100), da Brè Adesago (Svizzera) (30).

25 giugno: Da Busto Arsizio, da Pistoia (45).

26 giugno: Da Monza (30).

27 giugno: Da Bragno-Savona (40), da Cantù S. Michele (45).

29 giugno: Da Gravedona-Como, da Ascona (Canton Ticino) (120), da Minussio Ticino (120).

30 giugno: Da Sondrio.

30 giugno: 300 Pellegrini Spagnoli, per i quali celebrò il Rev.mo D. Modesto Bellido. Ad essi il venerato Rettor Maggiore rivolse, in lingua spagnola, un paterno, affettuoso discorso.

Con piacere notiamo che agli altari di Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco, in tutto il mese, c'è stato un succedersi di Sacerdoti forestieri venuti a celebrare.

Frascati - Villa Sora - Commemorazione cinquantenaria.

Frascati - Villa Sora ha, quest'anno, celebrate le sue Nozze d'Oro.

L'imponente Istituto è il risultato di un vasto complesso di edifici sorto intorno all'antica Villa Sora, possedimento della principesca famiglia Ludovisi-Boncompagni. In altra epoca vi furono ospiti S. Carlo Borromeo e S. Alfonso Maria de' Liguori, nonchè i Pontefici Gregorio XIII e XV, membri della nobile famiglia.

L'Istituto salesiano, dedicato a S. Carlo Borromeo, conserva tuttora saloni con pregevoli affreschi e quadri di valore artistico; e dopo aver subito gli orrori e i danni della guerra, ha ripreso le sue gloriose tradizioni, con i suoi 300 allievi interni del Liceo Pareggiato, Scuole Ginnasiali e Medie e il fiorente Oratorio.

Nella Cattedrale, dal 17 al 20 maggio, triduo e festa di Maria Ausiliatrice con l'intervento delle LL. Ecc.ze i Mons.ri Smith e Budelacci.

Il 24 fu tenuta l'inaugurazione dell'organo, offerto dagli Ex allievi e costruito dalla ditta Ruffatti di Padova. Lo collaudò con grandioso concerto il M.o Cianfriglia del Pontificio Ateneo di musica sacra.

Il 27 fu la vera giornata giubilare rallegrata dal Convegno di 250 Ex allievi, fra cui molti della primissima ora. Erano, inoltre, presenti il Gr. Uff. Arturo Poesio, Presidente Internaz. Ex allievi, il sig. Ispettore D. Giuseppe Oldani e l'incaricato centrale D. Umberto Bastasi.

Il direttore sac. prof. Enrico Tittarelli porse il saluto e lesse, delle molte adesioni, quella di S. E. il Card. Clemente Micara, del Rettor Maggiore, del Sindaco S. E. il Principe Clemente Aldobrandini, di S. E. il Ministro Gonella, del Provveditore agli Studi, dell'Ex-direttore D. Francesco De Agostini, ecc. Seguirono le relazioni del Presidente locale, del cav. V. Cipriani e del cap.no Capuzzo.

Dopo la S. Messa gli Ex allievi posarono una corona d'alloro sulla lapide dei Caduti.

Giunse quindi acclamatissimo S. Em. il Card. Protettore Benedetto Aloisi-Masella, che sedette in mezzo al gruppo fotografico e partecipò alla mensa fra un pienone di Autorità, Ex allievi e Salesiani, di cui parecchi tornati anch'essi alla casa già campo di lavoro in altri anni.

Il pomeriggio fu riservato alla commemorazione cinquantenaria. Oratore fu il Presidente Cav. Uff. Francesco Gabrielli, che tracciò a grandi linee la vita e l'apostolato durante i 50 anni dalla fondazione dell'Istituto. Parlarono, quindi, il Comm. Poesio, gran papà degli Ex allievi, l'On. Remo Sammartino, pure ex allievo di Villa Sora e chiuse S. E. il Cardinal Protettore con la sua paterna benedizione.

La festa fu un inno al passato, che ha avuto i giorni e risultati brillanti, ed un augurio all'avvenire, perchè l'opera salesiana di Frascati, sulle vie luminose dei tempi trascorsi, con nel cuore gli ideali di S. Giovanni Bosco, prosegua per più raggianti mète.

Lanusei (Sardegna) - Benedizione della prima pietra di un tempio a S. Giovanni Bosco.

Il 27 maggio u. s. veniva benedetta solennemente da S. E. il Vescovo Diocesano la prima pietra del tempio, che dovrà sorgere in Lanusei ad onore di S. Giovanni Bosco, quale omaggio di riconoscenza al grande Educatore della gioventù, da parte dei numerosissimi Ex allievi di quel rinomato Istituto, che conta più di 50 anni di vita. Volle essere anche espressione di riconoscenza e di amore di tutta la Sardegna, dove il nome e le opere di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco sono conosciutissimi e grande ne è la devozione.

Erano presenti alla cerimonia le prime Autorità regionali: lo stesso Presidente della Regione autonoma sarda con il Presidente del Consiglio, l'Assessore ai LL. PP. e diversi consiglieri regionali, le autorità locali con a capo il sig. Sindaco e un gruppo folto ed eletto di ex allievi accorsi, in quel giorno stesso, al loro Convegno annuale, e un pubblico numerosissimo.

Il tempio, che sta già sorgendo su solidi basamenti, diventerà mèta di devoti pellegrinaggi da molte parti dell'isola. Lo raccomandiamo alle generose oblazioni dei buoni, e specialmente degli Ex allievi e dei benemeriti Cooperatori e cooperatrici di Sardegna.

Vallecrosia - Il 75° dell'Opera salesiana.

Attivissimi Comitati di Ex allievi e di Ex allieve hanno collaborato coi Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice all'organizzazione di un programma di grandiosi festeggiamenti, coronati da pieno successo. La Parrocchia aperse il ciclo con un corso di Sacre Missioni predicate dai rev.di Don Lanteri e Don Lupi.

La domenica 29 aprile, cominciarono le celebrazioni con l'inaugurazione di una lapide commemorativa del soggiorno del Servo di Dio Principe Don Augusto Czartoryski, rievocato brillantemente dall'avv. Gino Vota.

A sera, spettacolo gratuito con la proiezione del film « Don Bosco ».

Seguirono commemorazioni dei quindici lustri: a San Remo, nella basilica di San Siro ed a Ventimiglia, nella parrocchia di Sant'Agostino, tenute rispettivamente dal cappuccino P. Vittorino da Bologna e dal Salesiano Don Maggiorino Bonzo.

Il 3 maggio, convegno degli Ex allievi. Ne affluirono oltre duecento. Dopo la Messa e l'adunanza presieduta dal Presidente regionale prof. Fazio, inaugurazione della Via Don Bosco e della lapide ricordo nella primitiva sede dell'Opera Salesiana in casa Lavagnino, con intervento del Provveditore agli Studi Dott. Armando Bianchini, dei Sindaci di Vallecrosia e di San Biagio e delle altre autorità locali. Prestò servizio la banda di Ventimiglia. Tenne il discorso ufficiale l'avv. Gino Vota e tagliò il nastro la madrina signora Jolanda Giribaldi.

Nel pomeriggio, inaugurazione della mostra storico-artistica e poi processione trionfale a San Biagio per la consegna della statua di S. Giovanni Bosco, da parte degli Ex allievi di Vallecrosia, alla popolazione di San Biagio, che aveva preparato in parrocchia un apposito altare.

Una società cinematografica riprese tutto il pittoresco corteo, aperto dalla gioventù degli Oratori ed Istituti dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice, infoltito dalle colonne degli Ex allievi e delle Ex allieve e dalla massa degli abitanti di Vallecrosia. La popolazione di San Biagio, con a capo il Parroco e il Sindaco e la banda musicale, scese ad incontrarli ai piedi del colle. In piazza Biamonti l'Oratore salesiano della circostanza fece la consegna ed il parroco rispose con nobili parole, proclamando la fervida divozione del paese, che diede anche un missionario alla famiglia Salesiana, il compianto D. Fabrizio Soldano.

Nelle sere seguenti, Don Favini si recò anche a Bordighera ed a San Remo a parlare dell'Opera di Don Bosco nella parrocchia di Terrasanta ed in Basilica e diede il saluto alla salma del primo parroco di Vallecrosia, l'indimenticabile D. Ci brario, riesumata dal cimitero comune e trasferita, con una dimostrazione di pietà e di venerazione commovente, nella chiesa da lui eretta ed officiata per quasi quarant'anni. Alla traslazione erano già presenti, oltre a vari ex parroci ed ex direttori, ex direttrici dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, l'Ispettore salesiano e la Ispettrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice della Liguria. A sera arrivò anche il Vicario del Rettor Maggiore, rev.mo Dott. Don Renato Ziggiotti,

Prefetto Generale, che l'indomani celebrò la Messa dei giovani e benedisse il nuovo altare a San Giovanni Bosco. La domenica 6 maggio sorse radiosa di sole in un profumo di garofani. Celebrò per la Comunione delle associazioni parrocchiali il Vicario Generale della Diocesi Mons. Filippo Anfossi.

Gli uomini, però, avevano già fatto la Comunione a mezzanotte dopo una veglia santa e l'acquisto del Giubileo. La chiesa, sfarzosamente illuminata, non potè contenere la folla al selenne Pontificale del Vescovo di Ventimiglia S. E. Mons. Agostino Rousset. Le scuole di canto dei due Istituti e dell'Associazione di Azione Cattolica si divisero il programma musicale. Oltre ai Superiori ed ai Sindaci di Vallecrosia, Bordighera, Ventimiglia e S. Biagio assistevano in posti distinti: Mons. Borea, Mons. Peitavino, il Provveditore agli Studi prof. Bianchini ed il presidente Ex allievi Cav. Ronco, coi Cavalieri del S. Sepolcro.

Terminato il Pontificale, le Ex allieve si raccolsero pel loro convegno annuale ed il Vescovo con le autorità passò a visitare la mostra storicoartistica, interessandosi particolarmente alle documentazioni fotografiche dell'opera svolta, nel nome e con la benedizione di Maria Ausiliatrice e di San Giovanni Bosco, nei 75 anni trascorsi, ed ai lavori degli alunni e delle alunne bellamente esposti. Nel pomeriggio, l'ampio cortile dell'Istituto salesiano si gremì di popolo per la chiusura delle Sacre Missioni coronata dalla Benedizione Eucaristica impartita dal Vescovo. Quindi tutti si radunarono nel cortile dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ridente di palme e di fiori, dove trovarono posto su quattro ampie tribune per l'accademia commemorativa. Al Vescovo, ai Superiori ed alle Autorità presenti si aggiunsero il vice Prefetto ed il Console di Francia, il sig. Augusto Lecuyer; S. E. il Prefetto Dott. Carlo Villasanta giunse verso la fine.

Dopo l'omaggio del direttore Don Epifanio Colombara, tra brillanti esecuzioni della banda di Ventimiglia e della fanfara del nostro Oratorio di Alassio, alunni ed alunne rievocarono care memorie con dialoghi e poesie. Quindi il Segretario della Pia Unione dei Cooperatori tenne il discorso commemorativo, coronato da paterne parole del sig. Don Ziggiotti e di Mons. Vescovo.

Seguì, nel salone dell'Istituto Maria Ausiliatrice, un servizio d'onore alle autorità e personalità, offerto dal Comitato; i fuochi artificiali ed uno spettacolo cinematografico chiusero la grande giornata.

L'indomani, si celebrò una Messa funebre per tutti i Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice e Parrocchiani defunti, ed il Parroco diede il saluto ai missionari. Il sabato seguente, pellegrinaggio alla Chiesa abbaziale di Bordighera Alta a rendere omaggio alla salma del P. Viale, Cappuccino, primo collaboratore di San Giovanni Bosco per la fondazione dell'Opera salesiana a Vallecrosia. La domenica, 13, inaugurazione di una lapide a S. Giovanni Bosco nel Seminario Vescovile sorto sulla Casa Moreno, che ospitò il Santo nel suo primo soggiorno. Parlò il rev. Don Mario Guglielmi.

Ora il canto continua nelle opere pulsanti di vita: la Parrocchia con tutte le organizzazioni e pie associazioni, i due Oratori, maschile e femminile, l'Istituto Salesiano con Scuole medie parificate, l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dall'Asilo alle Scuole magistrali parificate, le Colonie estive.

BELGIO - Woluwé St. Pierre-Malines- XXV della fondazione.

Il grande Orfanotrofio S. Giorgio di Woluwé St. Pierre, sorto 25 anni or sono con la benedizione dell'indimenticabile Card. Desiderato Mercier e che fu già diretto dal Servo di Dio D. Luigi Mertens, ha celebrato le sue nozze d'argento fra l'esultanza dei 600 e più alunni e fra il largo plauso degli ammiratori.

Alla cerimonia ufficiale erano presenti S. E. il Nunzio Apostolico Mons. Fernando Cento, la principessa Amautry de Mérode, l'Ambasciatore d'Italia S. E. il Marchese Pasquale Diana, il Presidente dell'Opera Orfanotrofi, ecc.

Il Nunzio Apostolico parlò con entusiasmo di D. Bosco, dicendo che il Santo possedeva il segreto di conoscere le necessità del tempo ed indirizzò i suoi figli a compiere il bene oltre i confini della patria.

Un bel numero di circostanza riuscì la Cantata Giubilare su parole del salesiano D. Carlo de Freyn e con musica del M.o salesiano D. Virgilio Bellone, allievo del Conservatorio di Torino.

Anche S. M. il re Leopoldo espresse la sua compiacenza, facendo rimettere al direttore Don Lorenzo Deckers la croce di cavaliere dell'ordine di Leopoldo I.

NELLE ISOLE DEL CAPO VERDE

Lisbona - I Salesiani si trovano nell'arcipelago del Capo Verde (Portogallo) e precisamente nell'isola S. Nicolao dal 1943.

Curano la vita religiosa degli abitanti con 2 parrocchie, una nella cittadina Ribeira Brava, e l'altra in un piccolo paese.

A Ribeira Brava sono particolarmente accuditi i giovani, con istruzione civile, religiosa e sani divertimenti.

Periodicamente i Salesiani percorrono tutta l'isola per l'assistenza religiosa. Non sono pochi, anche fra adulti, i battesimi amministrati in queste escursioni. Il movimento battesimi c. a. è stato di 278 e 239 prime comunioni. Ma, soprattutto, i Salesiani lavorano per la santificazione delle famiglie e per la loro cristianizzazione. I matrimoni celebrati quest'anno sono saliti a 427.

Si nota molta corrispondenza. Le 2 parrocchie e altre cappelle sparse per l'isola hanno il proprio gruppo di cantori, preparati dai missionari. I ragazzi, che frequentano la scuola di Catechismo, sono 1103; i Salesiani sono aiutati per questo lavoro da 43 catechisti.

In tutte le scuole pubbliche viene impartito l'insegnamento catechistico.

IRAN - Tehran.

Nella capitale della Persia, a Tehran, i Salesiani, da 15 anni, hanno aperto un pensionato, con scuole elementari e parrocchia dedicata alla Consolata, nome già tanto caro a S. Giovanni Bosco.

La scorso maggio la parrocchia potè inaugurare un grande organo della ditta Beniamino Zanin di Udine, che vuol essere un tributo di venerazione e di affetto a S. E. il Delegato Apostolico Mons. Paolo Pappalardo per il 50.mo del suo sacerdozio.

L'inaugurazione avvenne con grande solennità, alla presenza degli Ecc.mi Mons. Paolo Pappalardo, Delegato Apostolico, Mons. Paolo Cheikho, Arcivescovo caldeo, Mons. Giovanni Battista Apcar, Ordinario degli Armeni, dell'Ambasciatore d'Italia Cerutti e signora, del Ministro del Brasile e dei membri di varii Corpi Diplomatici.

S. E. il Delegato Apostolico prese la parola per ringraziare, per congratularsi con i benefattori e tutti i presenti, augurando che l'organo possa contribuire con le sue note armoniose ad elevare le anime a Dio, vera sorgente di ogni armonia.

Dalle nostre Missioni

ARGENTINA

Mar del Plata: Nuova chiesa.

Nei giorni 28-29 aprile u. s. a Mar del Plata, nel rione « Don Bosco » fu benedetta la nuova chiesa dedicata a San Paolo, e consacrate le campane, provenienti da Padova, per la medesima. S. E. Mons. Manuel Tato, ausiliare di Buenos Aires, dopo la cerimonia procedette all'amministrazione della S. Cresima a 730 giovani.

Assistevano con tutte le autorità cittadine alla cerimonia il Sig. Ispettore Don Michele Raspanti e il Sig. Don Giuseppe Reyneri. La folla riempì all'inverosimile la nuova chiesa e il cortile dell'attiguo collegio salesiano.

Dopo la cresima si snodò la processione per le vie della città, che riuscì un'imponente manifestazione di devozione a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco. Di questa festa godettero i Cooperatori salesiani cittadini e in particolare il Sig. Paolo Tavelli, che fu tra i principali offerenti e sostenitore della nuova chiesa.

EQUATORE (Cuenca)

Sevilla Don Bosco: un paesetto di soli Kivari.

Sevilla Don Bosco è la prova tangibile del trionfo missionario nel Vicariato Apostolico di Mendez e Gualaquiza, il frutto di lunghi e penosi anni di esperienze.

Il paesetto sorge sulla sponda sinistra del fiume Upano, di fronte a Macas, in posizione incantevole ed ospita più di 70 famiglie kivare cristiane, con numerosa figliolanza. Presso tutte le residenze missionarie del Vicariato si è sviluppato un nucleo o un villaggio di famiglie indigene, vicino all'abitato dei coloni bianchi.

Sevilla Don Bosco, però, rimane un esempio tipico, perchè i suoi abitanti sono soltanto aborigeni, educati ed allevati dai missionari. Si è potuto arrivare a questi risultati da quando i kivaretti vennero educati e cresciuti in piccoli internati, sparsi per il Vicariato Apostolico, lontano dalla influenza delle loro famiglie.

Dalla prima giovinezza fino ai 18 o 20 anni, i kivari trascorrono la vita negli internati e si scelgono la sposa fra le ragazze cresciute presso le suore. Il missionario li unisce in matrimonio, trova loro un terreno vicino da coltivare, aiuta il giovanotto a costruirsi la casa, gli regala l'anello e le poche masserizie necessarie e stimola l'industria della nuova famiglia con compere e vendite.

Presentemente sono più di 500 i giovani indigeni raccolti nelle diverse scuole-internato. Alcuni hanno proseguito dagli studi primari a quelli secondari, con buon esito.

Con continui sforzi si è anche migliorata l'igiene, in se molto primitiva dei selvaggetti; i locali per le scuole e i dormitori sono stati allargati ed attrezzati per gli usi di una vita civile, incanalandovi anche l'acqua potabile.

Un'ultima spinta al progresso l'ha data l'organizzazione di una piccola fanfara, per la quale i kivaretti fanno ornai risuonare in lungo e in largo le selve degli allegri squilli degli strumenti musicali.

E, dal cielo, ne sarà contento anche il buon Padre S. Giovanni Bosco, che vede attuato il sistema educativo persino fra il folto della foresta, in un paese, che in parte, ricorda il suo nome: Sevilla Don Bosco.

BRASILE

Barbacena (Stato di Minas Gerais): Apertura di un nuovo Noviziato.

La popolazione cittadina di Barbacena ha accolto festosamente i Salesiani. Godettero particolare soddisfazione i Cooperatori Salesiani per il loro arrivo. Essi avevano provveduto e donato tutto l'occorrente per i 27 novizi (25 chierici e 2 Coadiutori) e i loro Superiori, che hanno aperto questa nuova Casa di Noviziato.

Culto e Grazie di Maria Ausiliatrice

Gli organizzatori dei pellegrinaggi sono vivamente pregati di scrivere per tempo e prendere gli opportuni accordi col Rettore del Santuario di Maria Ausiliatrice - via Cottolengo, 32 - Torino (709)

A ricordo della Peregrinatio Mariae " compiuta con la statua di Maria Ausiliatrice, nella diocesi di S. Severo (Foggia).

Lo scorso anno la diocesi di S. Severo, prima ed unica in Italia, fece la Peregrinatio Mariae con la statua di Maria SS. Ausiliatrice, benedetta dal Sommo Pontefice Pio XII.

I fedeli riferirono numerose grazie corporali e favori spirituali elargiti dalla Madonna di D. Bosco, che suscitò un'onda di entusiasmo oceanico, dovunque passò con la sua materna benedizione e il suo dolce sorriso.

Riportiamo, con atto di fede umana, due grazie concesse nel paese di Torre Maggiore, riferite dall'Arciprete, nel primo anniversario dell'indimenticabile peregrinazione.

Grazie attribuite all'intercessione di MARIA AUSILIATRICE e di S. GIOV. BOSCO

Raccomandiamo vivamente ai graziati, nei casi di guarigione, di specificare sempre bene la malattia e le circostanze più importanti, e di segnare chiaramente la propria firma. Sarà bene, potendolo, aggiungere un certificato medico.

Non si pubblicano integralmente le relazioni di grazie anonime o firmate colle semplici iniziali.

Un sogno diventato realtà.

Il bambino Domenico Antonio Salcito di Matteo, colpito da difterite, era in gravissime condizioni da quattro giorni. Il 14 settembre 1950 lo stato è preoccupante; verso l'una di notte, tuttavia, il bambino si assopisce e la zia Loreta invita tutti a concedersi un po' di riposo ed ella stessa, che non si era mai allontanata, si reca a casa sua a riposare.

Addormentatasi, sogna la Vergine Ausiliatrice, la « Pellegrina » della diocesi di San Severo, mentre viene portata in processione, tra la folla acclamante, per le vie di Torre Maggiore, e le chiede la guarigione del nipotino.

La Madonna le risponde sorridente che la grazia è stata concessa a lei e al nipotino. La zia Loreta, svegliatasi dopo qualche ora soltanto di sonno, pensa che la concessione della grazia consista nella fine terrena delle sofferenze del piccolo e che la Madonna l'abbia voluto con sè in Paradiso. Corre pertanto, di buon mattino, a casa del nipotino e, quale non è la sua gioia nel trovarlo vivo! Tutta allegra gli dice che ha fatto un bel sogno. E il bambino di rimando: « Anch'io ho fatto un bel sogno ». E lo espone, quindi, con tutti i particolari, concludendo come la Madonna lo avesse benedetto. Allora la zia Loreta espone il suo sogno quasi simile a quello del nipotino e, con tutti i familiari, ringrazia e loda l'Ausiliatrice, perchè realmente il bimbo non ha più febbre. Questi, anzi, visibilmente protetto dalla Madonna di Don Bosco, guarito completamente, chiede i suoi abiti e si veste, recitando le solite preghiere del mattino, fra la commozione di tutti.

Dopo qualche giorno il piccolo Domenico, accompagnato da tutti i familiari, si reca all'Istituto Salesiano di San Severo a prostrarsi, riconoscente, ai piedi dell'Ausiliatrice, cui viene offerta anche una lampada votiva, a perenne ricordo della segnalata grazia.

La famiglia Salcito intende, a mezzo del Bollettino Salesiano, ringraziare pubblicamente la Madonna di Don Bosco e incoraggiare tutti ad aver fiducia nel suo valido patrocinio.

Torre Maggiore (Foggia).

Arciprete GIUSEPPE LA RICCIA.

Maria Ausiliatrice concede una morte dolcissima.

È il racconto steso con semplicità, da una madre.

Durante i nove giorni della permanenza di Maria Ausiliatrice, la Madonna Pellegrina di San Severo, in questa città, mia figlia Fernanda prese sempre parte attiva, fin dal suo arrivo da S. Paolo Civitate, per l'ottima riuscita della nostra doverosa accoglienza.

Nonostante le sue atroci sofferenze, causate dal male cardiaco, da cui era affetta, senza mai stancarsi, ogni giorno prendeva parte alle prediche, tenute da rev.mi

Sacerdoti Salesiani, alle Messe solenni, alla Comunione ed alle processioni.

Indusse i fratelli Edmondo di anni 27 e Tonino di anni 17 ad essere i primi a portarsi alla veglia notturna, indetta per i soli uomini.

Il 25 agosto tornò dalla chiesa, mi fissò dolcemente e disse: « Mamma, che gioia di paradiso ho provato stamane nel momento della Comunione ! Con tutto il cuore ho detto alla Madonna: " Vergine Santa, Maria Ausiliatrice, ottenetemi dal vostro Divin Figliuolo Gesù e mio Salvatore o la grazia della guarigione o una santa morte!" ».

Detto questo, cadde su se stessa, chiuse gli occhi e divenne muta. Mi curvai per sollevarla, la scossi, la chiamai. Un grido d'angoscia mi uscì dal cuore. Mi strinsi sul petto il freddo cadavere, posai il mio labbro sulla sua gelida fronte e impressi su di essa tutti i miei baci.

Il suo viso divenuto pallido, si trasfigurò in pochi istanti, ed apparve più bella di quanto non era in vita.

I funerali più che un mesto rito di morte, sembrarono una festa trionfale. Molte amiche biancovestite l'accompagnarono fino al cimitero e, prima di distaccarsi dalla bara, vollero cantare il suo inno preferito:

Ausiliatrice, Vergine bella,

Di nostra vita tu sei la stella;

Fra le tempeste, deh! guida il cuore Di chi ti chiama Stella d'amore.

Siam peccatori, ma figli tuoi:

Ausiliatrice, prega per noi.

Torremaggiore (Foggia), 26 novembre 1950.

Per l'autenticità della firma della sig.ra ANGELA MOSCATELLI LA RICCIA

Arcipr. GIUSEPPE LA RICCIA.

"Con ferma fiducia mi rivolsi, allora, a Don Bosco ".

Ho con me, dall'età di circa due anni, come figlio, un nipote, non essendo la mia casa rallegrata da figliuoli.

Attualmente è iscritto all'ultimo anno di legge presso l'Università di Padova.

Ho, giornalmente, pregato Don Bosco perchè lo facesse crescere timorato di Dio. Da qualche anno però, per uno speciale impulso, avevo, anzi, scelto Don Bosco per suo particolare protettore.

La sera del 21 dicembre a. s. il giovane, eludendo la nostra vigilanza e col pretesto di passare una serata presso seria famiglia del luogo, organizzò, invece, una gita automobilistica notturna con altri amici, suoi coetanei. Nelle prime ore del mattino stava per rientrare in famiglia, quando rimase vittima di un grave incidente automobilistico. Trasportato d'urgenza, col primo mezzo di fortuna, all'ospedale civile di Treviso, vi rimase ricoverato per frattura della base cranica con commozione cerebrale e successiva meningite traumatica. Il suo stato di eccezionale gravità venne constatato da vari medici, i quali tutti furono concordi nel ritenere che nessuna speranza offriva la scienza per la salvezza del traumatizzato.

Il giovane aveva completamente perduta la conoscenza e i pochi intervalli di lucidità apparente non offrivano speranza alcuna di miglioramento.

Con ferma fiducia mi rivolsi allora a Don Bosco ed iniziai la novena dallo stesso suggerita perchè, almeno, il giovane riprendesse la conoscenza per il periodo strettamente necessario a mettere in regola le partite dell'anima sua: che se poi Don Bosco avesse voluto darmi un segno di particolare benevolenza e restituirmi il giovane guarito, gliene avrei serbata eterna gratitudine.

Prima ancora che la novena avesse termine, il giovanotto venne dichiarato fuori pericolo: tutti gridarono al miracolo !

Ed io più convinto di tutti che di vero e proprio miracolo si tratti, ottenuto per intercessione di Don Bosco, assolvo il mio dovere e, dopo aver inviato la modesta offerta per le Opere salesiane, prego che la grazia sia pubblicata nel Bollettino.

Il giovane ora è completamente guarito, ha ripreso gli studi ed è sempre sotto la mirabile protezione di Don Bosco.

PRIMO CÀZZARO, Ex allievo salesiano.

Dopo solo tre giorni.

Il giorno 6 gennaio, accusai improvvisamente un brivido di febbre. Mi misi a letto convinta che si trattasse di un po' d'influenza, ma, in seguito, sentendomi peggiorare ed essendosi la temperatura molto elevata, feci chiamare il medico, il quale non constatò nulla di grave. Intanto la febbre continuava sempre molto alta e dopo dieci giorni, il medico, non sapendo spiegare il mio male, mi fece ricoverare d'urgenza all'ospedale. Ero già in condizioni molto gravi. Avevo forti dolori alla testa, la temperatura sempre alta di 40 gradi, ormai i miei occhi erano offuscati e anche il parlare e il pensare erano per me difficili.

La diagnosi fu: broncopolmonite destra con cistopielite bilaterale. Mi venne subito iniettata la penicillina e dopo due giorni mi fu praticata la puntura lombare.

Feci la S. Comunione per Viatico, invocando più con il cuore e con la mente, che con le labbra, Maria SS. Ausiliatrice e San Giovanni Bosco.

Pregai mio marito di far accendere davanti all'altare di Maria SS. Ausiliatrice, che qui si venera nella chiesetta di S. Rocco, una candela. Mio marito aderì al mio desiderio e pregò la Vergine Santa che ottenesse da Dio la grazia di conservarmi ancora in vita, almeno pera i miei cinque ancor teneri figliuoletti. Anzi, con confidenza, disse alla Madonna che quando quella candela fosse consumata, egli aspettava la grazia. Difatti dopo solo tre giorni, proprio mentre mio marito usciva dalla stessa chiesa e la candela da lui fatta accendere stava per spegnersi, s'incontrò con il Signor Primario dell'ospedale, che gli disse che io ero fuori pericolo.

La grazia era fatta ! Tanto i Sigg. medici che la Rev. Superiora mi chiamarono a la risuscitata », perchè dissero che avevo già gli occhi velati, dei moribondi.

Con profonda riconoscenza, insieme con i miei piccoli e mio marito, ringrazio la nostra Potente Protettrice e il grande Santo Giovanni Bosco, pregandoli di conservarci la loro validissima intercessione presso Dio.

Asiago (Vicenza).   RINA DAL SASSO TESSARI.

Guarito da frattura della base cranica.

Il 15 febbraio u. s. un mio nipote di diciotto anni, ritornando da un convegno di A. C., cadde dalla motocicletta, sulla quale erano saliti in tre. Il sacerdote che la conduceva e l'altro giovane se la cavarono con poche escoriazioni; mio nipote riportò la frattura della base cranica e fu ricoverato all'ospedale con prognosi riservata.

A detta del sacerdote e dell'altro compagno di viaggio che lo videro cadere, per il colpo dato, non avrebbe dovuto rialzarsi.

Ricorsi subito con grande fiducia a S. G. Bosco, che aveva già salvato mio nipote quando aveva tre mesi ed era stato per morire soffocato, e promisi che, se lo avesse guarito, avrei fatto pubblicare la grazia ed avrei mandata offerta.

Un giovane di A. C. mi portò una reliquia di S. G. Bosco che misi sotto il capo di mio nipote, il quale, dopo diciotto giorni, potè lasciare l'ospedale.

Ora sta bene; ha qualche lieve disturbo che certamente scomparirà per intercessione del Grande Santo. Mando l'offerta promessa, piena di riconoscenza per la grazia ottenuta.

Pesaro.   LUISA GRAZIANI.

Aveva già ricevuto i Ss. Sacramenti.

Piena di riconoscenza, elevo il pensiero a Maria Ausiliatrice, che sempre ha esaudito le mie preghiere.

Al tifo, che una povera ragazza, mia conoscente, da tempo sopportava, si era aggiunta la broncopolmonite in modo che, prostrata da tanti mali, le cui cure erano contrastanti tra di loro, essa era giunta al termine della sua vita ed aveva già ricevuto i Ss. Sacramenti.

Quando seppi della situazione, dichiarata dai medici disperata, e del tragico dolore di tutta la sua famiglia, decisi di fare una novena a Maria Ausiliatrice. La pregai con tanto fervore ed anche questa volta la Madonna ascoltò le mie suppliche, perchè lo stato della morente rimase per giorni stazionario, poi la catastrofe temuta non vende, ma di ora in ora il miglioramento progredì fino al completo ristabilimento della malata.

Stradella (Pavia).   PAOLA SESTINI.

Dopo quattro anni di sofferenze.

Da quattro anni soffrivo dolori atroci nell'ingerire qualsiasi cibo, che inoltre potevo ritenere solo in parti minime. La lunga denutrizione ed i dolori mi avevano ridotto ad uno stato veramente pietoso. A nulla valsero le cure affettuose dei familiari e quelle premurose dei sanitari. Non si riusciva neppure a diagnosticare il male, che mi affliggeva. Quando finalmente si riuscì in questo, prima di recarmi in clinica, volli passare a prostrarmi presso l'altare di S. Giovanni Bosco nella basilica di Maria Ausiliatrice, per invocare la sua protezione sulla mia persona e luce per i dottori curanti.

In clinica, a nulla valsero le energiche cure mediche. Non rimaneva che l'intervento chirurgico; ma lo stato generale dell'organismo, ridotto allo stremo delle forze, e la debolezza del cuore, rendevano assolutamente impossibile l'intervento proposto del chirurgo, che mi aveva preso in cura.

Fu allora che toccai con mano la protezione del caro Santo. Era proprio il giorno della sua festa: 31 gennaio. All'ultimo momento il primario intervenne personalmente per modificare, con grande sorpresa degli altri chirurghi, il genere d'intervento.

Il risultato dimostrò che D. Bosco mi aveva veramente assistita. L'operazione riuscì felicemente, l'organismo lentamente si riprese; ed ora, a tre anni di distanza, pur non avendo riacquistato la primiera salute, posso dire che solo la protezione di D. Bosco mi ha salvata da certa morte e ridonato tanto di energia da ritornare, contro l'aspettativa di tutti i dottori, al disimpegno delle ordinarie occupazioni di madre di famiglia.

A Lui affido la salute corporale e specialmente spirituale mia e dei miei figli.

Trino   MARIA ISACCO.

Guarita da ascesso polmonare.

Negli ultimi giorni del settembre scorso anno, la nostra cara mamma si ammalava improvvisamente e gravemente di ascesso polmonare.

Il primo ottobre, nonostante le energiche cure di penicillina, si aggravò talmente che il dottore e il professore, chiamati d'urgenza, volevano trasportarla all'ospedale. Alle nostre insistenze perchè la mamma rimanesse con noi, il professore prescrisse ancora alla nostra cara inferma la streptomicina, dicendoci che se la sera seguente il dottore non l'avesse trovata meglio, sarebbe stato proprio necessario ricoverarla.

In tanto dolore ci rivolgemmo con fiducia alla Vergine Ausiliatrice, incominciando la novena consigliata da Don Bosco e subito ci sentimmo rasserenate e confortate, compresa la nostra buona mamma, che passò tranquillamente la notte e la giornata seguente. Il miglioramento era visibile e grande, tanto che il dottore, venendo la sera per la decisione, dovette esclamare: « Che scherzo m'ha fatto! È quasi fuori pericolo!,>. Lo scherzo l'aveva fatto la Madonna. Infatti la mamma continuò a migliorare ed ora gode ottima salute.

Grazie, o Maria! Sii sempre la Mamma e Regina della nostra famiglia e continua a difenderci e proteggerci.

Lonbriasco.   Sorelle FASANO.

Guarigione di due fratelli colpiti da tifo.

Mio fratello Salvatore si ammalò di tifo addominale, arrivando in fin di vita, come fu assicurato dai medici curanti, giacchè per qualche giorno fu privo dei sensi. Il giorno in cui stava per avverarsi quella grande disgrazia, mia madre, che ha sempre nutrito fiducia in Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco, uscì per recarsi in chiesa per farla a tu per tu con i suoi Protettori, affinchè le guarissero il figlio. Contemporaneamente io mi avviai dal sac. Don Alfonso Mondello per fare somministrare all'infermo l'Estrema Unzione. Venne il Sacerdote, il quale invano chiamò mio fratello reiterate volte, poichè non dava più sembianza di vita. Ma ecco che la grazia fu concessa. Mia madre asserisce che in chiesa sentì una voce che diceva: « Va' pure, la grazia è fatta ». Mio fratello, infatti, aprì la bocca, dicendo: « Gesù mio, misericordia! ». Di qui il miglioramento: fece la S. Comunione e dopo pochi giorni potè alzarsi dal letto.

Più tardi il caso volle che anch'io mi ammalassi di tifo in una maniera ancora più, grave per le complicazioni, che mi si svilupparono durante il corso della malattia. Anche questa volta i medici fecero presente ai miei genitori che il caso mio era grave e che era inutile portarmi a Palermo, dove si sarebbero trovare più possibilità di cure, in quanto che le condizioni fisiche non lo permettevano assolutamente.

Si aggiunga che anche mia madre, causa i continui e gravi strapazzi nell'assistermi, fu colpita da un forte accesso di febbre.

Eppure per tutta una notte, in ginocchio, supplicò i due Protettori per la doppia guarigione e, sul mattino, si sentì ispirata ad assicurarmi che quello stesso giorno sarei sfebbrato.

Venuti, infatti, i medici, trovarono che mia madre ed io eravamo senza febbre.

Come si nota, la preghiera era stata esaudita. Dopo alcuni giorni potei alzarmi, benchè debole e assai dimagrito.

In paese abbiamo poi onorato Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco con grande solennità, giusta la promessa che io stesso feci, quando mia madre venne ad assicurarmi che sarei sfebbrato in giornata.

Casteltermini (Agrigento).

Rag. FRANCESCO MALLIA.

Ringraziano ancora della loro intercessione Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco:

N. N. (Mondovì Breo). - È una madre che scioglie il suo ringraziamento a Maria Ausiliatrice e S. Giov. Bosco per averle guarito la figlia.

Teresa Munafi. (S. Agata Militello) fa conoscere la guarigione del padre da ostinata febbre.

D. B. (Saluzzo) da Maria Ausiliatrice e S. Giov. Bosco ha ottenuta la guarigione della propria madre da polmonite e del fratello da frattura di una gamba.

Il Sac. Prof. Umberto Aceto (Roma) rimasto senza conoscenza e con guancia destra e labbra contorte, riacquista la conoscenza e il movimento regolare in seguito a preghiere dei suoi familiari.

Giulia Manzia Colabianchi (Urbisaglia) comunica che il 24 maggio, prima ancora del termine della novena Maria Ausiliatrice le ha concessa la grazia desiderata.

Giorgio Rovi (Mondovì-Frabosa) attribuisce a Maria Ausiliatrice la guarigione della consorte Caterina Barberis per complicazioni di parto.

Giuseppe Toraldo (Tropea) è guarito per la bontà di Maria Ausiliatrice da calcolosi renale sinistra.

Giannina Bandone (Vercelli) scrive: « ... di una complicata situazione, che minacciava di travolgere il loro avvenire. Ormai avevano perduta ogni speranza. Tuttavia io continuo a rivolgere fiduciosa supplica a Maria Ausiliatrice ed a San Giovanni Bosco. Contrariamente alle pessimistiche previsioni, già essi hanno avuto un concreto segno di miglioramento».

A. C. Leoni (Novara) così scrive: « Adempio con cuore riconoscente alla promessa fatta, allorchè coll'animo pieno di terribile angoscia per la salvezza del mio diletto marito, ricorsi con fede a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco e subito ne ebbi protezione ed aiuto ».

Antonino Brunetti (S. Teresa Riva) assicura che i suoi bambini Dora e Gianfilippo ad ogni attacco di febbre sono, finora, guariti col baciare la reliquia di S. Giovanni Bosco.

Ch. Francesco Patriarca (Seminario di Castellammare di Stabia) ha ottenuto da S. Giovanni Bosco due desideratissime grazie.

Giusta Pastorino (Genova) a Maria Ausiliatrice deve la guarigione sollecita da morso di animale, che minacciava infezione.

Antonietta Bionducci (La Spezia) ringrazia per la guarigione del figliuolo.

Teresa Burdese (Villafranca d'Asti) fa sapere che la reliquietta di S. Giov. Bosco posata su di un piede gonfio per lussazione, ha sollevato il dolore dell'infermo, che dopo tre giorni ha ripreso a camminare comodamente.

P. S. (Bassano) guarisce da un ostinato e lungo malore.

E. B. da Maria Ausiliatrice e da S. Giov. Bosco ottiene la felice soluzione da un delicato rapporto scolastico.

Maria Sessa (Saluzzo) ringrazia per la bella grazia che Maria Ausiliatrice le ha concessa.

Grazie attribuite all'intercessione di S. MARIA DOMENICA MAZZARELLO

Guarita da paralisi infantile e meningite.

Mia figlia Pasqualina d'anni sette, fu improvvisamente colpita da febbre alta e il dottore, dopo d'averla visitata, disse trattarsi di paralisi infantile e meningite. Difatti tutta la parte destra del corpo era paralizzata e anche gli occhi e la lingua, al punto da non poter più profferir parola.

Priva d'ogni speranza umana mi rivolsi alla Beata Maria Mazzarello, supplicandola a venirmi in aiuto.

Non la invocai invano! L'ammalata incominciò a migliorare e nel giro di otto giorni, con grande meraviglia del dottore curante, scomparve ogni sintomo del male.

Riconoscente, adempio la promessa di far pubblicare la grazia e faccio un'offerta per la sua Canonizzazione.

Felicetto di Verzuolo.

GIOVANNA GHIBAUDO.

Guarita da gravi infezioni.

Nell'inverno 1948 mi ammalai seriamente; gravi infezioni, localizzatesi al cuore, mettevano in pericolo la mia vita. Gli specialisti chiamati al mio capezzale poco davano a sperare.

Dopo lunghi mesi di sofferenze ed alternative di miglioramenti e peggioramenti della malattia, mi rivolsi con fiducia alla Beata Madre Mazzarello, pregando il rev. Direttore della Casa di Nizza a celebrare per me tre sante Messe all'altare della Beata. Proprio in uno di quei tre giorni sognai la cara Madre, che mi consolò assai.

Nel giorno successivo dovetti recarmi a Torino per consultare un altro grande studioso di tale malattia; con mia sorpresa questi mi dichiarò fuori pericolo e in via di convalescenza. Grande fu la mia gioia!

Ritornata a casa, cominciai con fiducia, sicura della protezione della Beata, ad occuparmi dei lavori riguardanti le mie bambine, ed a poco a poco ripresi le forze normali. Oggi, a distanza di due anni, mi posso dire completamente guarita.

Adempio ora la promessa, inviando tenue offerta in riconoscenza per la Causa di Canonizzazione, con desiderio venga pubblicata la grazia.

Continuerò a pregare la Beata Madre affinché protegga e benedica in modo speciale la mia famiglia, e prometto un'offerta per le missioni.

Novello d'Alba (Cuneo).

ANTONIETTA DEGIORGIS.

Guarita da pleurite.

Come da promessa fatta, rendo nota la grazia ottenuta a favore di una mia sorella per intercessione della S. Maria Domenica Mazzarello.

Da circa un anno soffriva di pleurite, e con spavento vedevamo esaurirsi tutti i mezzi umani e sempre più approssimarsi la catastrofe.

Mi raccomandai con piena fiducia alla cara Santa: iniziai una novena e promisi un'offerta a grazia ottenuta. La grazia non si fece attendere. Mia sorella, ristabilitasi completamente, potè ritornare alle occupazioni ordinarie con immensa gioia dello sposo e dei figli.

Invio l'offerta promessa, pregando la Santa a continuare la sua protezione su tutta la nostra famiglia.

Trino.

MARIA ISACCO.

Piccola collana di grazie.

Avendo saputo della glorificazione della mia Protettrice, oso chiamarla così, la S. Maria Mazzarello, voglio rendere note tre grazie ricevute per sua intercessione.

1° Eravamo ancora in guerra e mio padre partiva per il militare, lasciandoci a casa cinque bambini (la più grande ero io di soli sedici anni), la mamma ammalata di ulcere, il nonno vecchio e, in più, i terreni da coltivare. Si può immaginare le nostre condizioni! La mamma si trovava nell'ospedale di Arquata Scrivia per una visita di controllo al fratellino più piccolo, che, tra l'altro, si era rotto un braccio: e si lamentava delle situazione in cui ci trovavamo. Una donna presente le diede un'immagine della Santa Maria Mazzarello e la consigliò di rivolgersi a Lei.

Infatti, la sera stessa, incominciammo la novena e il quattro agosto, giorno in cui finiva la novena, usciva il decreto che i militari con più di quattro figli sarebbero stati congedati. Il tredici di detto mese il babbo poteva essere con noi.

2° Tutti si ricorderanno della guerra in Russia e del lento ritorno dei superstiti. Fra questi c'era una persona a me cara ed una mia amica aveva il marito. Entrambe pregammo di cuore la Santa Mazzarello. Alla fine di maggio i nostri cari erano con noi.

3° Un militare, il 1946, si trovava ancora in campo di concentramento. Un giorno ricevetti una sua lettera, dalla quale trapelava la disperazione, forse più per la lontananza dalla madre che per il trattamento. Ne fui molto scossa e quella sera stessa incominciai un'altra novena e la Santa Mazzarello anche questa volta mi esaudì. Era il nove maggio, quando cominciai la novena, il trenta ricevetti una lettera dal prigioniero, in data diciotto maggio, con queste parole: « Mentre tutto è oscuro, ecco la luce! Verso la fine del mese salperemo per l'Italia ».

Non so come ringraziare la Santa Mazzarello di tante grazie!

Vignole Borbera (Alessandria).

MARIA BISIO.

N. N. ringrazia S. Maria Mazzarello per averla protetta in un gravissimo investimento.

Maria Antonietta, da Lanzo Torinese, in ripetuti e spasmodici attacchi cardiaci si senti subito sollevata con l'invocare l'aiuto di S. Maria Mazzarello.

Lidia Magnolosco (Padova) ha ottenuta una grazia da S. Maria Mazzarello.

ANIME RICONOSCENTI

Ci hanno segnalato grazie ottenute per intercessione di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, di S. Maria Mazzarello e degli altri Servi di Dio alcuni hanno anche innato offerte per la celebrazione di sante Messe di ringraziamento, per le Missioni salesiane o per altre opere di D. Bosco -- i seguenti:

A. F., Aiazza S., Alciati R. e R., Aliberti F., Amerio C., Ameno G., Amerio M., Anfossi B., Arato M., Arluno C., Asselle G., Audano M.

Baiardi G., Barale E., Barberis E., Barbieri D., Barosso D., Barzani F., Bello F., Beltramo E., Bertotti N., Bertone G., B. G., Biano Pittore A., Biasetti L., Binello M., Bioglio E., Boasso G., Boccardo-Sorisio, Bolloli R., Bonacossa C., Bongiovanni A., Bosco A., Bosio R., Bosio T., Rosso D., Bosticco M., Bova C., Bracco T.

C. A., Canonica M., Capozzo A., Careggio A., Careggio V., Carosso D., Carullo A., Castclla G., Cattani G., Cavaglià B., C. C., Chaisc A., Chasseur Gamba M., Chiodo M., Cisi M., Coniugi Manero, Conti A., Coppo M., Cornaglia M., Cosa C., Costabello A., Cravero M., Cravino A., Cristoforo B., Cristoforo V., Croci E., Crosa P.

Dassetto P., Defilippi M., Demichelis C., Denaud E., Diaferia L., Dodero A., Donzelli E., brocco M., Elleon P., Enrico G.

Fame: Bongianino, C., Capra, Festa e Virgili; Fassetta A., Ferrero S., Ferrini F., Franino L., F. V.

Galleri V., Garelli frat.lli, Carino L., Gay D., Geminati, Libello M., Giusto D.

Ingarao G., Ivaldi M.

Lacchi L., Lasagno L., Leone R., Lisa A., Lovera G.

Maddaleno M., Maio C., Mangiavacchi Z., Maruzzi G., Mascrotto G., Merlino M., Miletto R., Molino A., Molino E., Montanaro F., Montarsino C., Mora G., Musso A., Musso F., Musso P.

Navone M.

Obert E., Oseglia M.

Paschetto A. e T., Patrone C., Pozzi A., Pelli G., Pereno A., l'eretti D., Perino P., Piacentini M., Piantato Bocchiotti F., Picca B., Picco Ribotta L., Piccollo L., Pinello M., Piovano C., Pirali R., Pirali T., Pogliani D. C., Porcù A. M., Porello G.

Quarello P. R.

Ratazzo G., Rebagliati Sr. M., Renoglio M., Ribaldone M., Righetto A., Rista T., Roasio A., Robotti M , Roccasalva Sr. C., Rubiolo 1,.

Salvi R., Sartori A., Siracusa D. e R.

Torazzo V., Toselli F.

Usseglio G.

Valle C., Varassi G., Vassallo G., Verri L., Vigliani M., Vigliani P., Visconti M., V. S.

Zorzoli G.

IN FIDUCIOSA ATTESA

Raccomandiamo caldamente alle preghiere di tutti i devoti di Maria Ausiliatrice, le seguenti persone e le loro particolari intenzioni:

Amerio C., Amerio M., Audasso L., Baldino V., BaudinoGastaldi, Beccari F., Belli P. G., Belligotti-Arluno, Benedicente L., Benzoni l., Beraggio M., Bertero C., Bianchi M., Bietto G., Birago N., Bonetto V., Bonino F., Botta R., Bozzo R., Brignolo C., Brignolo M., Cairo L., Campanella G., C irosso A., Castellano, Castelli 'P., Colombo M., Coniugi: Astigiano e Treppo; Cristoforo B., Cristoforo V., Cugnonato V., Decanale M., Della Zoppa G., Demartini A., D. F. Dezzani C., Dulio P., Dusmasi V., Gallino G., Gambertoglio M., Garetto G., Castaldo ti., Geninazzi I., Gorgone Dr. F., Gramaglia G., Guerneri M., laccarino R., Longo E., Marocco M., Marocco T., Maruzzi G., Masino M., Merlo G., Merzari M., Mesturino L., Montarsino C., M. S., Navone M. Oreggia A., Oreggia D., Paglino L., Podio A., Porta V., Previti G., Prola E., Riccagno M. R., Rinaldi- L., Rollone fratelli e nipote, Sangalli N., Schenone A., Serra R., Spaltini G., Tachella P., Testa M. F.. Tosco Favette P, Valetti E., Verbena P., V. S.

NECROLOGIO

SALESIANI DEFUNTI:

Don GIORGIO DURIN, da Montmarault (Allier), † a Lione (Francia) il 23-VIII-1950 a 90 anni.

Servitore attivissimo del Signore, praticò con zelo e dolcezza il suo dovere, vivendo sempre di spirito di fede.

Don AMATO GENIEYS, da Pradinas (Francia), † a La Navarre (Francia) il 4-VIII-1950 a 73 anni.

Animatore di opere buone, visse un apostolato tutto Salesiano nel senso dolce e forte della parola.

Don LODOVICO GOSTYLLA, da Leopoli, † a Lodz il 5-1-1951 a 69 anni.

Abile amministratore, più ammirevole, però, per la sua pietà e il suo lavoro condotto sempre con tenacia, spirito di sacrificio e di fede.

Doti PIERO BOCCHETTA, da Arona (Novara), † a Borgomanero (Novara) il 10-XI-1950 a 66 anni.

Fedeltà alla povertà religiosa e attaccamento alla vita comune furono la caratteristica di questo salesiano semplice e pio.

Don ALBERTO RICCARDO MONTECCHIO, da Pernumia (Padova), † a Trieste il 13-V-1951 a 48 anni.

Aveva una pietà soda e profonda, condotta lineare, viso aperto e sorridente, contegno dignitoso riflesso della sua purezza adamantina. Lascia di se caro ricordo specialmente a Trieste, dove fu Direttore e Parroco.

Coad. FILIPPO MACZMARCZYK, da Miechowice (Polonia), † a Lima (Perù) l'8-III-1951 a 83 anni.

La sua lunga esistenza fu impreziosita dal lavoro, pietà, amore filiale alla Congregazione e distacco dalle cose della terra.

Coad. ENRICO DANIEL da Auray (Francia), † a LioneFontaniere (Francia) il 22-VIII-1949 a 76 anni.

Per seguire la sua vocazione dovette persino lasciare la patria e sostenere gravi sacrifici. Ebbe per i sofferenti un cuore delicatissimo e sempre pronto ad attenzioni quasi materne.

Coad. AMATO GARCIN, da Gap (Francia), † alla Navarre (Francia) il 17-VIII-1949 a 63 anni.

Religioso di vita austera trascorsa nella pietà, povertà e lavoro, senza mai mettersi in vista.

Coad. BARTOLOMEO BERSEZIO, da San Francisco, † a Borgomanero (Novara) il 14-XI-1950 a 54 anni.

Sul letto di morte disse: La vita religiosa quanta tranquillità dona in punto di morte.

Coad. PAOLO MUJICA, da Villarino di Buenos Aires, † ad Alta Garcia (Argentina) il 6-XII-1949 a 43 anni.

Si ammiravano in lui una grande rettitudine, un'edificante puntualità nelle pratiche di pietà e un senso delicato di gratitudine.

Coad. STEFANO GAMBINO, da Tunisi, † alla Navarre (Francia) il 19-IX-1949 a 27 anni.

L'amor di Dio e il bene vero dei giovani erano il movente delle sue azioni.

COOPERATORI DEFUNTI:

Ing. Comm. Prof. ARISTIDE BIANCHI, † a Nervi il 28-II u. s. ad 83 anni.

Laureato in Ingegneria e in Scienze Naturali, era cresciuto nei tempi difficili del dissidio tra Chiesa e Stato, quando dominava la massoneria. Ma, Cattolico di fede viva, sincera, convinta, apertamente praticata, senza infingimenti e senza compromessi, rivendicò tutta la libertà di coscienza e dimostrò sempre la sua dirittura morale di fronte a scolari, a colleghi, ad autorità superiori. Intelligente insegnante di Matematica e Fisica e poi Preside, nei Licei-Ginnasi di Ovada, di Chieri, di Torino, fu anche Vice-Provveditore agli studi.

Eletto fin dalla fondazione, 1922, Presidente dell'Unione Insegnanti « Don Bosco » tenne la presidenza effettiva fino al 1948 quando gli fu conferita quella onoraria.

Ammiratore di Don Bosco e del suo insegnamento, portò nella Scuola, per i quarant'anni che vi spese, non solo il suo fervore di Insegnante, ma anche la luce di una pedagogia cristiana e salesiana, educando col suo esempio i giovani a serietà di studio e lealtà di carattere, a quelle virtù che erano connaturate con la sua persona di Educatore prima che di Insegnante.

S. E. Mons. ANTONIO CESA, † a Nagoya (Giappone) il 29-IV u. S.

Zelante Missionario, per 40 anni lavorò indefessamente nel Giappone.

Ottimo cooperatore Salesiano. Lesse la vita di Don Bosco, quand'era studente a Bolzano, e si iniziò da quel momento la sua devozione al nostro Padre, la cui immagine teneva sul suo tavolino di studio. Poco tempo prima di morire, invocò per lettera preghiere speciali al nostro Santo. Aiutò sempre, specialmente col consiglio e colla preghiera i figli di Don Bosco fin dagli inizi della loro entrata in Giappone.

Apparteneva alla Congregazione del Verbo Divino.

Don DIONIGI Cav. ORLANDI, Arciprete di Pieve di Trebbio (Modena), † il 26 marzo u. s.

Ha lasciato i suoi parrocchiani quasi improvvisamente in età di 70 anni, e dopo 32 anni di ministero parrocchiale. I Confratelli nel sacerdozio hanno perduto un caro amico, ed i parrocchiani un padre e pastore buono, l'Opera Salesiana un affezionato Cooperatore.

VITTORIA RUSCHENA, † in Vignale Monferrato, il 18 maggio 1951, in età di anni 87.

La famiglia, dandone l'annuncio di morte, si gloriava di potere chiamare la cara Estinta , Donna profondamente devota e zelante Cooperatrice Salesiana,,.

Difatti la nostra Congregazione nella Defunta perde colei che, per lunghi anni, seppe legare gran parte delle famiglie di Vignale alla vita delle Opere di S. Giovanni Bosco.

La raccomandiamo ai suffragi dei Cooperatori, mentre presentiamo sincere condoglianze alla Famiglia.

ALTRI COOPERATORI DEFUNTI.

Antico Pietro, Bronx, N. Y. (Stati Uniti) - Bado Giovanni, Igliano (Cuneo) - Beatrici Pezzoni Giuseppa, Malegno (Brescia) - Bertotti Maria, Trento - Busso Beniamino, Issime (Turino) - Cacciaguerra D. Enrico, Forlimpopoli (Forlì) - Cannavò Dr. Giuseppe, Torino - Coppa Emilio, Rogna, (Francia) - De Gaudenzi Apollonia, Forno (Trento) - Ferrara Salvatore, Napoli - Ferrero Teodora, Montechiaro (Asti) - Foglia Giuseppe, Chiari (Brescia) - Galifi Francesco, Taormina (Messina) - Garibotto Vincenzo, Casarza Ligure (Genova) - Gibillini Ernesta, Gavirate (Varese) - Givogre Caterina, S. Michele D'Asti (Asti) - Golzio Caterina, Cambiano (Torino) - Lavy Joconde, S. Nicolas (Torino) - Lo Voi Nunzio, Palermo - Mattiello Baratto Italia, Camisano (Vicenza) - Maturo D. Nicola, Telese (Benevento) - Milanese Gina, Bettole (Alessandria) - Mion Antonio, Mira (Venezia) - Monti Graffi Maria, S. Giorgio di Casale (Alessandria) - Motta Elisa, Vimercate (Milano) - Nicola Umberto, Aramengo (Asti) - Piolti Delfina, Cuneo - Pisapia Gerardo, Casa dei Tirreni (Salerno) - Poggi Anna Maria, Granarolo (Bologna) - Quarello Rosa, Alfiano Natta (Alessandria) - Risi Pirota Zita, Consilio Rumo (Como) - Riva Vittorina, Balerna (Svizzera) - Roilo Maria, Longiarù (Bolzano) - Rosati Giulio, Matelica (Macerata) - Rosso Stefano, Torino - Rossotto Lagna Teresa, Cinzano (Torino) - Sala Giuseppina, Crescentino (Vercelli) - Santoro Nicola, Grassano (Matera) - Sempiana Giuseppa, Gavirate (Varese) - Siena Carmela, Bitonto (Bari) - Taretto Callisto, Levice (Cuneo) - Tiburri D. Giuseppe, Montignano (Ancona) - Tità Micheletta Brigida, Monastero di. Lanzo (Torino) - Zanchi Pietro, Legnano (Milano) - Zavattero Paolo, Roma - Zingoni P., Montecastello (Pisa) - Zoboli Avv. Cesare, Sassuolo (Modena).

TESORO SPIRITUALE

I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice, possono acquistare

L'INDULGENZA PLENARIA

Ogni mese:

1) In un giorno del mese a loro scelta.

2) II giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte.

3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.

Nel mese di Settembre anche:

8) - Natività di Maria SS. 14 - Esaltazione della Croce. 15 - SS. Addolorata. 29 - S. Michele Arcangelo.