ANNO LXXV 15 AGOSTO 1951 NUMERO 16
LUCE DIVINA
I tre agili volumetti che già da un lustro hanno trovato nella Scuola media vasta eco di consensi e di plauso, ritornano oggi in nuova edizione migliorata e abbellita anche nella presentazione editoriale.
Quali i criteri tenuti nella compilazione di questo testo di religione ?
La nuova edizione di "Luce Divina".
Un testo di religione per la scuola - che di sua natura è un'ampliazione del Catechismo - diventa spesso o un'arida ripetizione di questo o se ne discosta quanto più può in cerca di originalità e di platoniche sottigliezze. Per queste due vie si incontrano ostacoli. Per la prima si disgustano gli scolari; per la seconda, scostando questi, si dànno gravi noie agli insegnanti.
Essere facili per essere comprensibili; essere attraenti per esser graditi.
Ecco l'assioma tenuto presente dagli Autori di Luce Divina e più ancora perseguito in questa edizione nuova.
L'insegnante che adotta Luce Divina vi trova lo spunto alla lezione nel fatto suggestivo - per lo più biblico: o del Vangelo - di qui l'avvio alla catechèsi vera e propria, sempre contenuta nell'ambito del Catechismo di Pio X - di cui spesso il discorso stesso ne parafrasa le risposte - con l'accorgimento sempre vigile di far sì che l'appreso diventi norma vitale, arricchimento della personalità.
Nessuna scienza, come la religione, possiamo dire, è ordinata alla vita. Perciò essa suppone sempre il vivo magistero orale, insopprimibile, del maestro. Il testo quindi sarà una traccia, un utile aiuto che vuol suggerire e contenere spunti vitali, più che un pretensioso mezzo di miracolistica efficacia. E per l'alunno, il testo vuole essere una voce serena che persuade fraternamente, come un amico. Un libro che si fa leggere e si fa amare, un « compagno di via» ricercato anche dopo l'anno trascorso, una «luce divina», accesa sul cielo dell'anima per investirla di bagliori che rischiareranno le vie della vita intera.
Tre impegni.
L'efficacia dei tre volumetti di Luce Divina è appunto questa: aderenza all'anima giovanile, rispondenza all'ambiente scolastico delle prime medie, nitido tracciato dei programmi prescritti.
La fedeltà ai programmi, spesso è trascurata o interpretata liberamente. Per Luce Divina invece abbiamo voluto attenerci fedelmente ad essi, per una ragione pratica e per una ragione ideale. La ragione pratica è che la fedeltà precisa ai programmi prescritti rende i volumi di Luce Divina accessibili, pur nello stesso ordine di scuole, alle levature diverse e alle indoli più disparate: infatti il programma imposto o suggerito dalla autorità è sempre un termine medio, che suppone la dinamica e l'attività del vivo insegnamento magisteriale e dall'altro lato un alunno di comune levatura.
La ragione ideale è poi una forma di fedeltà all'autorità, al Catechismo così come ci è tramandato e come lo accettiamo, fedeltà in ultima analisi, alla Chiesa.
Le illustrazioni.
Una bella novità di questa nuova edizione di Luce Divina sono le originali illustrazioni, dalle quali ogni singolo volumetto trae un felice e adattato commento di immagini suggestive al Dogma, alla Morale, alla Grazia.
Queste illustrazioni dovute ai valenti pittori Gallizzi, Monzio-Compagnoni, Favaro, Nico Rosso, Fiorio, Lagna, Togliatto, Fabris e altri, sono tratte dalla preziosa raccolta di originali a colori, che l'Editore cura con particolare competenza e amore per la serie di «filmine» (proiezioni luminose fisse) sui Vangeli festivi, a commento indovinato sulla pericope evangelica che incentra la liturgia del giorno domenicale o festivo.
Questa serie di «filmine», del tutto nuova e originale sia in Italia che all'Estero, arricchisce orma; da anni la tradizionale iconografia sacra, rivelandoci con profonde e attuali introspezioni psicologiche i più bei momenti della vita del Cristo.
Per Luce Divina abbiamo scelto - tra l'imponente raccolta di parecchie centinaia di originali - quelli che maggiormente si prestavano ad un'opera come la presente. Da notare tra gli altri, i quadri ideologici e quelli simbolici e le accurate ricostruzioni topografiche e ambientali di alto valore culturale, frutto di pazienti ricerche e studi di competenti, sotto la direzione dei Professori dell'Ateneo Pontificio Salesiano di Torino, specie dell'ormai notissimo decano degli scritturisti italiani, prof. Don Giacomo Mezzacasa.
La ricerca delle illustrazioni di Luce Divina, il loro commento così come l'impostazione dei tre volumi è stata fatta con lo scopo di incentrare il tutto nella figura di Cristo, affinchè sempre più vitalmente il giovane sia legato a Lui.
Così la vita dell'alunno, attraverso le lezioni di Luce Divina, avvivate dal Maestro e arricchite dal vivo apporto personale di ciascuno, si volgerà, uniformandosi, alla vita di Cristo, in cui, come a centro di attrazione e di propulsione, è armonizzata tutta la dottrina delle singole parti, secondo il vivo e perenne insegnamento della Chiesa.
Dogma, Morale, Grazia, Storia Sacra ed Ecclesiastica, Liturgia, ecco i canali luminosi in cui si sfrangia l'unica luce divina in queste pagine raccolta. È luce di Cristo, luce della sua Chiesa.
Facciamo essa brilli nel cuore e sul volto arditamente consapevole delle nuove generazioni. Sarà accesa una volta, per sempre!
L. D. C.
La parola degli Ecc.mi Vescovi - Una pastorale sul Catechismo.
Venerabili Fratelli e Figli dilettissimi,
io compendio tutti i miei e vostri doveri circa l'istruzione catechistica in una sola parola: Catechismo !
lo non vi farò l'elogio del Catechismo con le mie parole, ma con quelle ben più autorevoli tratte da un'importantissimo documento della S. Congregazione del Concilio:
« Esso contiene gli elementi destinati a nutrire e irrobustire la vita dello spirito; esso solo può formare le coscienze forti e pronte a combattere... Il Catechismo insegna all'uomo l'esistenza di Dio che come Padre amoroso veglia su di lui, vuole il suo bene, la sua salute temporale ed eterna.
» Esso gli fa conoscere donde viene, dove va, qual via deve tenere per giungere al suo fine. Gli fa comprendere l'eccellenza dell'anima sua riscattata al prezzo di un valore infinito: il Sangue di Gesù Cristo; e in conseguenza la nefandezza del peccato...
»Gli inculca la necessità di amare il prossimo come se stesso, di posporre l'interesse privato a quello pubblico ed il dovere di dare anche la sua vita per il bene superiore della religione e della patria.
»Gli fa infine conoscere i mezzi da Gesù Cristo messi a disposizione di ognuno per conseguire la grazia di cui abbiamo bisogno per la nostra santificazione.
» Il Catechismo contiene così un complesso di verità sublimi, di leggi di precetti, di mezzi atti a condurre chiunque alla propria perfezione». (S. C. Concilii: Epist. ad Italiae Ordinarios... etc., 23 aprile 1924).
È difficile tratteggiare in modo più breve e più chiaro, la natura, gli effetti e i benefici di quel libriccino che si chiama Catechismo.
Aggiungerò solo questo: Trascurate il catechismo ai fanciulli, voi Parroci, e preparerete la rovina della vostra Parrocchia; trascuratelo voi sacerdoti, e preparerete la rovina della Chiesa nel vostro paese; trascuratelo voi genitori, e preparerete la rovina della vostra famiglia.
Parroci, Sacerdoti, Religiosi, ascoltate l'impressionante racconto di un Parroco della Romagna. Eccolo, tosi come l'ho letto io con indescrivibile tristezza, in un giornaletto quindicinale di Milano:
La mia Parrocchia di circa 9500 anime, ha oltre il 9o% che più non frequenta la chiesa. Il 6o% perchè militante nei partiti di sinistra (e in Romagna ciò vuol dire rivoltarsi assolutamente contro la fede) il 10% iscritto al P.R.I. qui dichiaratamente areligioso se non ateo; gli altri per paura, indifferenza, ignoranza.
Nell'anno in corso (si riferisce al 1950) oltre il 75% dei funerali sono stati prettamente così detti «civili», cioè senza il sacerdote nè al letto del moribondo, nè al trasporto funebre. I matrimoni oltre il 40% sono stati celebrati civilmente. I ragazzi iscritti all'A.P.I. (Associazione Pionieri Italiani: comunista) sono circa 400. Alle lezioni di religione nelle scuole vari fanciulli hanno chiesto di essere esentati. Nei giorni festivi non è l'oratorio che frequentano, ma le sale dei partiti, a cui vengono attirati in tutti i modi ».
(Da Adveniat, febbraio, 1951).
Che cosa ha potuto causare un così grande disastro? Lontani di luoghi, ignari delle circostanze locali, non siamo noi che possiamo dare la risposta precisa a questa domanda. Però possiamo ben pensare che la rovina di una Parrocchia non si determina nel giro di un anno, ma in un lungo e lento periodo di tempo, durante il quale i sacerdoti, tratti in inganno da manifestazioni religiose occasionali, a grand'effetto, si sono creduti dispensati, forse, da quel lavoro assiduo di lenta e ininterrotta penetrazione nell'anima del popolo attraverso l'insegnamento catechistico.
Lo stesso pericolo si prospetta per noi... Il popolo nostro sente ancora il fascino della religione, di quell'esteriore apparato coreografico, che accompagna le manifestazioni religiose. Tuttavia possiamo dire che la maggior parte dei nostri cristiani... sono... cristiani?
... Non ci sono forse dei ferventi comunisti, che si dicono, con accento di sincerità, cristiani, e non comprendono che non si può essere cristiani senza l'obbedienza a Colui che in terra per divino mandato fa le veci di Cristo?
... Non vi scandalizzate di quello che stiamo per dire: Meno novene a Sant'Antonio, a S. Rita, ai Ss. Medici, ecc. Meno predicazione altisonante che diletta, seppure, le orecchie e lascia vuote le anime, ma più catechismo, più predicazione pastorale, più istruzione religiosa adatta alle condizioni spirituali e intellettuali dei nostri fedeli... All'opera tutti! Creiamo per prima cosa una Mentalità Catechistica nel Clero, nei genitori, nei fanciulli, in tutti i fedeli. Poi organizziamo le nostre scuole di Catechismo alla guisa delle altre scuole cioè con tutte le norme e i sussidi della pedagogia e della didattica, che le possano rendere attraenti e fruttuose; in ultimo, diamo ad esse scuole una organizzazione così completa, per quanto ci è possibile, che ne assicuri un regolare e ininterrotto funzionamento. Certe disfunzioni, certe precarietà, certe saltuarietà compromettono definitivamente l'attuazione del più nobile programma.
... All'opera dunque... per raggiungere la radiosa meta che ci siamo prefissi: Fare di ogni cristiano affidato alle nostre responsabilità pastorali, uno che sa vivere per intero la sua fede e di essa sa rendere ragione a chiunque gliene domandasse.
Salviamo il fanciullo e salviamolo col Catechismo!
+ REGINALDO G. M. ADDAZZI, O. P.
Arcivescovo di Barletta e Trani.
PER SCOLARI DELLE CLASSI ELEMENTARI
PER ALLIEVI POSTELEMENTARI (MASCHILI E FEMMINILI)
PER CHIERICHETTI
Valore didattico.
IL Concorso Catechistico-Liturgico è un sussidio originale, ideato appositamente per stimolare gli allievi allo studio del Catechismo e collaudato, con esito molto soddisfacente, tra giovani fino ai 16 e 17 anni. Ha pregi assai notevoli:
1° Dà modo di organizzare, in forma interessante, una gara di catechismo continuata tra gli allievi, durante un intero anno catechistico.
2° Inserisce direttamente in esso e valorizza elementi caratteristici di Liturgia, come:
il livello, ossia il « rito liturgico » delle feste;
la successione cronologica delle principali celebrazioni del calendario romano, attinenti al mistero della Redenzione;
una sintesi panoramica e fedele dell'anno liturgico.
3° Illustra, con figurine a colori, ciascun soggetto delle 30 feste integranti il Concorso.
4° Si adatta con facilità, perchè intuitivo, tanto alla intelligenza degli scolaretti delle classi elementari, quanto a quella degli allievi delle classi postelementari.
5° Non richiede altro materiale che il cartellone con una o due serie di figurine per le varie applicazioni.
6° Inoltre, anche prescindendo dal Concorso, è particolarmente indicato per spiegare i suddetti elementi di Liturgia ai piccoli ed ai maggiori e specialmente ai chierichetti. A tal fine è pure stato stampato il « Quaderno dell'anno liturgico » fatto per gli scolari della 4a e 5a elementare e per gli allievi delle classi postelementari.
Il Cartellone...
del Concorso, di m. 1 X 70 cm., comprende tre zone orizzontali distinte:
La prima zona (la più vasta) è il diagramma delle feste, che occupa oltre la metà superiore del cartellone.
La seconda zona è il diagramma di marcia del Concorso, che si estende immediatamente sotto alla precedente.
La terza zona, quella più in basso del cartellone, comprende i diagrammi dei punti.
Il diagramma delle feste...
... presenta una serie di 30 figurine che illustrano 30 feste o celebrazioni liturgiche. Ogni figurina sta ad un'altezza maggiore o minore rispetto alle altre, secondo che la festa, da essa raffigurata, ha maggior o minore importanza; importanza che viene determinata dal rito liturgico.
Al margine sinistro di chi guarda, da 0 a 12, è precisata la quota di ciascuna festa o figurina, secondo l'importanza del rito liturgico: rito semplice, semidoppio, doppio, doppio maggiore, ecc., fino a 12.
Per cui le domeniche di Avvento, che sono di rito doppio, sono elevate alla quota 2, l'Immacolata di rito doppio di prima classe con ottava comune sta alla quota 9, il Natale a quota 10... e così fino al giorno dei Morti che è a quota 3, perchè di rito doppio.
Al piede di ciascuna figurina o celebrazione è indicato il nome della festa e il relativo colore liturgico quello cioè dei sacri paramenti che il Sacerdote usa in chiesa per le sacre funzioni in tali ricorrenze.
Le 30 feste riportate sul cartellone, sono radunate in tre gruppi: le prime 6 di sinistra appartengono al tempo di Natale, le 11 del centro compongono il tempo di Pasqua, le restanti 13 di destra appartengono al tempo di Pentecoste, e tutte insieme rappresentano assai bene l'intero anno liturgico.
Il diagramma di marcia...
... si estende immediatamente sotto al « diagramma delle feste», da un estremo all'altro del cartellone. È fatto per 30 allievi di una stessa classe, suddivisi in due gruppi di 15 allievi ciascuno, oppure per due classi che non superino i 15 allievi ognuna.
Al margine sinistro del diagramma sono appositi spazi destinati ai nomi degli allievi, partecipanti al Concorso in due gruppi: 15 azzurri e 15 rossi, in gara fra di loro.
Questo diagramma è fatto per segnarvi la marcia dei singoli allievi, per cui si dovranno conteggiare (a scelta del Catechista)...:
Tre valori catechistici.
1° O conteggiando il voto di catechismo a senso e a memoria e il lavoretto scritto; oppure
2° conteggiando il voto di condotta, del catechismo orale e del lavoretto scritto; ovvero
3° conteggiando il voto di puntualità alla lezione, il voto di condotta e il voto di studio del catechismo.
Criterio di marcia.
Accanto a ciascun nome e sotto ad ogni festa o figurina sono disegnati a tre a tre gli spazi per la marcia, che ogni allievo percorrerà col succedersi delle singole lezioni di catechismo, se avrà meritato tre lodevoli (o dieci lode), ossia un lodevole per ognuno dei tre valori catechistici conteggiati: catechismo a senso, a memoria e lavoretto scritto; oppure: condotta, catechismo orale e lavoretto scritto; ecc. Cosicchè ogni allievo farà tre passi se avrà meritato tre lodevoli, due passi o un solo passo se solo avrà meritato due o un lodevole.
I diagrammi dei punti...
... sono due, uno per il gruppo degli azzurri e uno per il gruppo dei rossi, disposti uno accanto all'altro, nella patte inferiore del cartellone. Ogni volta che un allievo, sul «diagramma di marcia», avrà sorpassata intieramente una festa, guadagnerà per sè tanti punti quanti ne indica la quota liturgica della medesima.
Supposto, ad esempio, che un allievo abbia meritato, fin dall'inizio del Concorso, dieci « lodevoli», avrà così sorpassato intieramente le feste delle domeniche di avvento, l'Immacolata e il Natale più un passo fatto sotto alla Circoncisione. Ciò vuol dire che tale allievo avrà totalizzato 2+9+10=21 punti.
Perciò il Catechista, accanto al nome di tale allievo, disegnerà una linea (azzurra o rossa) fino a coprire i primi dieci tratti o passi fatti sul diagramma di marcia. Quindi trascriverà i suddetti 21 punti, in modo analogo, sul diagramma dei punti, da o fino a 210, tenendo conto che ogni piccolo spazio vale due punti.. Per cui, anche qui accanto al nome dell'allievo, il Catechista disegnerà una linea azzurra o rossa, che prolungherà sulla traccia bianca per 10 spazi, più mezzo spazio seguente.
Analoga operazione il Catechista farà sui diagrammi di «marcia» e « dei punti» per ogni singolo allievo e per ogni lodevole meritato in ciascuna lezione di catechismo. Si può dare ancora...
Un altro modo di classifica...
... conteggiando il solo voto di studio del Catechismo. In questo caso, ogni allievo farà tre passi sul « diagramma di marcia» se avrà meritato 10 lode (il « lodevole»), due passi se avrà meritato lo, e un solo passo se solo avrà meritato 9 di Catechismo. Ed ogni volta che l'allievo sorpasserà intieramente una festa, ne acquisterà i punti ad essa corrispondenti, secondo l'importanza liturgica; punti che verranno segnati sul «diagramma dei punti» come già è stato suggerito.
Marcia a trimestri.
Sul diagramma della marcia (non sui diagrammi dei punti), dopo ogni dieci lezioni (pari ad un trimestre all'incirca), raggiunte o no le dieci feste liturgiche sul cartellone, converrà sospendere, così com'è, il tracciato della marcia per andarlo a ricominciare come daccapo, a partire dalla Domenica delle Palme per il secondo, e dalle Domeniche dopo Pentecoste per il terzo trimestre.
Questo accorgimento serve ad incoraggiare gli allievi meno diligenti o meno fortunati, perchè concede loro di poter rifarsi di eventuali insuccessi patiti, e primeggiare anch'essi, almeno sul diagramma della marcia, nei trimestri successivi. Sarà così possibile fare... opportune premiazioni trimestrali.
Le 30 figurine...
a che cosa potranno servire?
Il Catechista, se così gli piacerà, potrà prendere una serie di 30 figurine a colori, tagliarne via con cura i margini bianchi e poi incollarle sul cartellone, sovrapponendole esattamente a quelle stampate in solo nero. Ciò egli potrà fare in due maniere:
a) o incollando sul cartellone tutte le 30 figurine in una volta; oppure
b) incollando una sola figurina per volta, ordinatamente, dopo ognuna delle lezioni di catechismo.
Anzi alla fine di ogni lezione, il Catechista potrà molto lodevolmente spiegare ai suoi allievi il significato della celebrazione liturgica, di cui ha incollato la figurina sul cartellone. Questa, generalmente, rappresenta il fatto narrato dal Vangelo della festa: basterà quindi leggerne il Vangelo, per averne la spiegazione voluta. Ciò servirà a dare... un colore liturgico a tutto il Concorso del Catechismo.
Gara di liturgia.
Finito il corso catechistico e chiuso il « Concorso Catechistico-Liturgico», il Catechista potrà indire un esame o una gara di Liturgia fra i suoi allievi, sul rito, sul colore e sul significato delle 30 feste, illustrate sul cartellone dalle figurine.
A tal fine è stato stampato e pubblicato il quaderno dell'Anno liturgico, fatto per le classi elementari superiori e per gli allievi delle scuole postelementari. Contiene 30 lezioni sull'Anno liturgico e sulle 30 figure e feste del cartellone (pure riprodotto nel Quaderno), combinato in modo originale, interessante e alla portata degli allievi.
« Il Quaderno dell'Anno Liturgico» all'Insegnante servirà di guida e all'allievo come applicazione e studio dell'anno Liturgico.
Detto quaderno potrà essere adottato (chiedendolo alla Libreria Dottrina Cristiana, Via Cottolengo 32, Torino) e usato dagli allievi insieme al « Concorso Catechistico Liturgico » o anche indipendentemente (per i chierichetti ed altre Associazioni maschili e femminili, e nelle colonie estive). In tal modo, Catechismo e Liturgia verrebbero a completarsi vicendevolmente.
Inoltre, volendolo il Catechista, ad ogni lezione dell'anno, potrà regalare o vendere agli allievi puntualmente presenti (o con altro criterio), la figurina corrispondente: il che potrebbe stimolare i singoli allievi alla puntualità e allo studio del Catechismo.
Importante.
Per favorire in ogni modo l'interesse degli allievi nello studio del Catechismo, converrà assai che il Catechista metta in pratica i seguenti suggerimenti, dettati dall'esperienza:
a) Quand'anche il Catechista organizzi il Concorso dopo di avere già trascorse diverse lezioni, valorizzi e conteggi tutti i «lodevoli» arretrati, cominciando dalla prima lezione fatta e segnata sul proprio registro di Classe.
b) A chi, per motivi attendibili, non raggiunse il « lodevole » nello studio o non assistette alla lezione, il Catechista potrà concedere di riparare la lezione, recitandola alla prossima occasione, segnandone sul Concorso il solo voto di studio.
GIOVANNI MAROCCO.