Bollettino Salesiano

ANNO LXXV   1° SETTEMBRE 1951   NUMERO 17

Augusto compiacimento del Sommo Pontefice

Il 26 giugno p. p. Sua Santità Pio XII concedeva al Ven.mo Rettor Maggiore dei Salesiani un'indimenticabile Udienza.

Il Sig. Don Ricaldone si era recato a Roma per la solenne Canonizzazione di S. Maria Mazzarello, Confondatrice dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Due giorni dopo, Don Ricaldone presentava al S. Padre il Consiglio Generalizio delle Figlie di Maria Ausiliatrice e coglieva l'occasione per umiliare a S. Santità un omaggio catechistico di primissima importanza.

In quest'anno si celebra, infatti, il primo decennio di vita della Libreria Dottrina Cristiana, istituita e promossa dal Ven.mo IV Successore di Don Bosco, per una più larga e più profonda diffusione del catechismo nelle masse del popolo e tra i giovani. La Libreria Dottrina Cristiana è nata dieci anni or sono, al celebrarsi del I Centenario dell'inizio dell'opera di San Giovanni Bosco - inizio segnato, appunto, da quel catechismo, che il Santo fece a Bartolomeo Garelli, nella Chiesa di S. Francesco d'Assisi in Torino, l'8 dicembre 1841. - Essa ha sviluppato, in un decennio, una ricca attività editoriale, sotto la direzione del Centro Catechistico Salesiano, che, nel medesimo spazio di tempo, ha atteso ad una molteplice attività redazionale e propagandistica, affermandosi come una tra le principali iniziative dell'Italia cattolica di questo dopo guerra.

Era questo il significato che rappresentava l'Udienza memoranda. Al S. Padre si sarebbe umiliato il dono di una «vetrina» di elegante stile e bella costruzione dovuta all'artistica opera di artigianato del Laboratorio Salesiano Istituto Conti Rebaudengo, nella quale erano riuniti gli esemplari di tutte le edizioni curate in questi anni, nonché un'abbondante raccolta di sussidi didattici per l'insegnamento catechistico nella scuola e nella parrocchia e l'attrezzatura per l'organizzazione e il funzionamento d'una segreteria dell'istruzione parrocchiale e altro pregevole materiale.

Il Santo Padre si degnava di gradire il dono, intrattenendosi a lungo ad ammirare ogni singola edizione e i numerosi e bene studiati sussidi e pronunciava parole di elogio per la multiforme attività del Centro Catechistico Salesiano e della sua Libreria.

Informatosi, innanzitutto, quanti fossero i Salesiani, che attendevano a questa attività catechistica, il Santo Padre apprendeva che erano ben 24, oltre le maestranze dell'Istituto Salesiano per le Arti Grafiche di Colle Don Bosco, ove attivamente si lavora all'esecuzione delle edizioni e di altro materiale catechistico. Sua Santità, auspicando che ancora altri si aggiungessero agli attuali per coadiuvarli in un'impresa tanto utile alla cristiana società nel tempo presente, si compiaceva di esprimere il Suo augusto pensiero nel rilevare come il Catechismo sia l'unica arma contro l'ignoranza religiosa, che fa larga preda nelle masse, allontanandole dall'ovile di Cristo. E non solo tra le masse - rilevava Sua Santità - è pericolosa tale ignoranza religiosa, ma altresì tra coloro che stanno in alto, perchè, là, si vale di una falsa cultura.

Indi con Augusta benevolenza si fermava a guardare i vari scomparti dell'indovinato mobile.

Alla sinistra figuravano i catechismi per le elementari, per la scuola media, per il popolo e per le persone colte. L'ammirazione del Santo Padre era particolarmente attratta dalle Collane Fides, Veritas, Fulgens, delle quali apprezzava l'utilità e l'efficacia, attardandosi a considerare i singoli volumetti. Sua Santità si compiaceva, inoltre, delle pubblicazioni periodiche Catechesi nelle due edizioni, Teatro dei giovani nella edizione maschile e femminile; Voci bianche per la musica, e delle due riviste Giovani e Primavera e del periodico Gioventù Missionaria.

Passando poi alla parte centrale della « vetrina», nella quale, in piani distinti, erano ben composti, in multicolore varietà, i sussidi didattici per la scuola di catechismo, il S. Padre si compiaceva di interessarsi delle Filmine Don Bosco, delle quali, presso la nota macchina da proiezione « Docens », figuravano alcune centinaia di esemplari. Il Santo Padre rilevava come agli effetti dell'insegnamento tale sussidio abbia la sua non discussa efficacia, tale da farlo considerare uno tra i migliori e più indicati aiuti alla catechesi; ammirava poi la ricca serie di «cartelloni murali » illustrativi delle singole domande di catechismo, e delle altre ben riuscite edizioni, come quella delle Scene Evangeliche e del catechismo, per le scuole materne, « Io aspetto Gesù » in elegante edizione a colori.

Il Santo Padre, nella lunga ed accurata rassegna del grazioso mobile, si interessava dei Laboratori di Arti Grafiche del Colle Don Bosco, laboratori, che, unitamente con quelli delle Filmine Don Bosco, sorgono presso la casetta natia del Santo. A tal fine il Rettor Maggiore umiliava pure al Santo Padre un pregevole album contenente una documentazione fotografica del decennio di attività propagandistica ed editoriale del Centro Catechistico Salesiano, con larga documentazione di fotografie dei laboratori stessi.

Sua Santità non mancava di rilevare come dalla Libreria si fosse provvisto anche, sotto l'illuminata guida del Ven.mo Rettor Maggiore, all'edizione di album illustrati per ragazzi, a fine di combattere la stampa immorale. Infine esprimeva l'augusto compiacimento per tale attività, di cui aveva ammirato la varietà e vastità, inviando a tutti e singoli i membri della Libreria Dottrina Cristiana e del Centro Catechistico Salesiano una larga e paterna benedizione apostolica.

La nostra gratitudine, al Supremo Maestro e Pastore della Chiesa, è tanto più sentita e filiale in quanto che, in questo anno Egli ha elevato alla gloria degli altari il Papa del Catechismo, Pio X. Per questa felice circostanza il Centro Catechistico Salesiano, in unione col Ven.mo fondatore e reggitore il Sig. Don Ricaldone, esprime al Santo Padre indefettibile dedizione ed accresciuto ardore nel bandire la Crociata Catechistica in Italia e all'Estero, grato della Sua paterna augusta Benedizione, che, suggellando un decennio di attività, apre la via a nuovi sviluppi e nuove iniziative, con il cuore e con lo spirito di San Giovanni Bosco, il Santo del Catechismo.

Il S. Padre, come segno di aver gradito il dono della vetrina, ha fatto pervenire alla direzione del Centro Catechistico, la seguente lettera.

SEGRETERIA DI STATO DI SUA SANTITÀ

Dal Vaticano, li 20 luglio 1951. Rev.do Signore,

L'abbondanza di pubblicazioni e di materiale didattico che il «Centro Catechistico Salesiano » di Torino ha sapientemente disposto nella geniale «Vetrina Catechistica», del cui dono alla nuova Basilica di S. Eugenio in Roma la S. V. Rev.da ha informato il Santo Padre, è opera di zelo, che ha vivamente interessato la Santità Sua e meritato dalle auguste labbra parole di lode e di approvazione.

Testi e sussidi didattici per il periodo scolastico e post-scolastico sono quanto di più adatto si può pensare per un insegnamento religioso, graduato e adeguato, ai fini di una formazione cristiana ben formata e redditizia nel pensiero e nell'azione.

Un materiale di tal genere, messo facilmente alla portata di tutti, discenti e docenti, non può non agevolare un insegnamento di tanta importanza, e più che agevolarlo, renderlo gradito ai meno disposti e quindi assimilabile e fruttuoso.

Rallegrandosi di cuore col « Centro Catechistico Salesiano» per una così bene ispirata iniziativa, Sua Santità fa voti che l'iniziativa stessa abbia negli ambienti scolastici e di studio religioso tutto il favore di cui è degna. E mentre invoca su l'attività dei figli di Don Bosco addetti a questo apostolato la paterna abbondanza dei divini lumi, invia di cuore alla S. V. e ai suoi compagni di lavoro l'implorata Apostolica Benedizione.

Con sensi di distinta stima mi confermo di V. S. Rev.da dev.mo nel Signore G. B. MONTINI, Sostituto.

Rev.do Signor Direttore del Centro Catechistico Salesiano TORINO.

IN FAMIGLIA

Due novelli Vescovi Salesiani.

Recentemente S. S. Pio XII ha eretto la nuova diocesi di Dibrugarh nell'India e vi ha nominato Vescovo il Salesiano D. Oreste Marengo.

S. E. Rev,ma Mons. Oreste Marengo è nato il 20 agosto 1906 a Diano d'Alba. Dopo frequentati gli studi ginnasiali nel collegio Salesiano (presso la casamadre) a Torino, nel 1924 fu inviato a Shillong per compiervi il noviziato. Coronò il corso filosofico e teologico con l'ordinazione sacerdotale, avvenuta a Shillong il 31 marzo 1932. Destinato prima alla stazione missionaria di Gauhati poi a quella di Barpeta, passò quale maestro dei novizi a Bandel e a Sonada, ove dal 1940 al 1947 diresse lo studentato filosofico. In seguito esercitò l'apostolato missionario nel distretto di Tezpur, riuscendo a penetrare in zone dianzi inaccessibili ai banditori del Vangelo.

Il Santo Padre si è degnato di nominare Vescovo Tit. di Teodosiopoli d'Armenia il Salesiano Sac. Dott. Antonio Baraniak, deputandolo Ausiliare di S. E. Mons. Stefano Wyszynski per l'Archidiocesi di Gnesno in Polonia.

L'eletto fu già Segretario dell'Em.mo Cardinale Salesiano Augusto Hlond e con lui divise i dolorosi giorni della tragedia polacca durante la guerra.

Ai novelli Vescovi auguri di apostolato santo.

La festa del Rettor Maggiore.

Ci fu un leggero spostamento di data: 30 giugno, e domenica 1° luglio. Come di consueto le Dame Patronesse, con a capo la Presidente Marchesa Carmen Compans di Brichanteau, offersero gli arredi per le missioni: 9 altari portabili, 70 pianete, 3 piviali, 1 paramentale al completo e 3 cassette farmaceutiche per le missioni.

Presentò i doni la Segretaria Prof.ssa Menzio; quindi parlò il Rev.mo D. Giorgio Seriè, il quale ricordò che pochi mesi prima, trovandosi in visita alla Prefettura Apostolica dell'Orinoco, aveva potuto celebrare la S. Messa proprio grazie ad un altarino portabile, offerto per le missioni, nelle foreste di quella regione affidata all'apostolato dei figli di D. Bosco.

Il Rettor Maggiore ringraziò cordialmente e con paterna soddisfazione fece notare che le due grandiose e popolari opere « Istituto Edoardo Agnelli » e « Monterosa » sono divenute insufficienti per le continue richieste. Per la prima di esse l'Avv. Gianni Agnelli è pronto a far costruire padiglioni per altri 500 posti; e del bene, che si compie e si compirà, i Cooperatori e le Cooperatrici continuano ad essere gli artefici, di cui si serve la Provvidenza.

Ad incitamento e conforto ricordiamo qui che due altari portabili sono dono delle Dame Patronesse in memoria del servo di Dio D. Filippo Rinaldi e di D. Pietro Berruti; altri due sono legati al nome della prima indimenticabile segretaria, la contessa Maria Teresa Camerana.

Sabato 30, verso le ore 20, fu aperto al pubblico, ai confratelli e ai giovani il nuovo, grandioso teatro costruito secondo tutte le moderne esigenze della tecnica e dell'acustica, sotto la personale e diligente sorveglianza dell'Economo Generale, D. Giraudi. Ecco il dono principale, che l'affetto dei figli e dei Cooperatori ha inteso porgere al Successore di D. Bosco per la sua festa onomastica.

Il Rev.mo Rettor Maggiore benedisse il nuovo locale e, quindi, circondato da personalità, cooperatori e cooperatrici, superiori del Capitolo ed ex allievi, assistè all'accademia di circostanza. Gremita la sala e le ampie tribune. Con la Superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice era tutto il Consiglio generalizio e molte Ispettrici e Direttrici delle Case d'Italia e dell'Estero. Dopo l'inno d'occasione, D. Favini diè la lettura delle adesioni e mise in rilievo alcuni doni: il IV volume degli annali della Società Salesiana e i profili biografici dei Capitolari del tempo di Don Bosco compilati da D. Ceria; un artistico reliquiario con reliquia ex ossibus di Santa Maria Domenica Mazzarello offerto dalla Superiora delle Figlie di Maria Ausiliatrice; e le cospicue offerte dei Cooperatori Argentini: generi alimentari, indumenti di lana e materiale di cancelleria portati da D. Reyneri pei nostri istituti di beneficenza.

La banda dell'Oratorio fece echeggiare le sue note giulive, gli alunni del Pontificio Ateneo e dell'Oratorio espressero i loro auguri, in modo particolare per il prossimo Centenario delle Scuole Professionali e la Messa di diamante del Sig. D. Ricaldone (1953)

A nome poi dei Cooperatori ed Ex allievi rese omaggio al Rettor Maggiore S. E. l'On. Giuseppe Brusasca, ex alunno del nostro Collegio di Lanzo, venuto espressamente da Roma anche per dire al IV Successore di Don Bosco l'ammirazione e la gratitudine del Governo pel bene che compiono i Salesiani in Italia ed all'Estero. A tutti rivolse il suo paterno ringraziamento il Rettor Maggiore che, l'indomani, celebrò la S. Messa, nel Santuario di Maria Ausiliatrice, fra la preghiera di cuori affezionati.

NB. - L'inaugurazione ufficiale e solenne del teatro avverrà in novembre, a chiusura delle feste in onore di S. Maria Mazzarello e sul nuovo, grandioso palco sarà, come primizia, eseguito un dramma, cui già assistè S. Giovanni Bosco.

Pellegrinaggi.

È sempre costante, devoto, numeroso l'afflusso dei pellegrini, che si raccolgono in preghiera ai piedi del quadro di Maria Ausiliatrice e davanti alle urne di S. Giov. Bosco e S. Maria Mazzarello.

Sono anche oggetto di filiale visita le camerette di D. Bosco.

Abbiamo notato con piacere il passaggio di Ecc.mi Vescovi, dei quali ricordiamo: Mons. Giuseppe Skvireckas, Arcivescovo di Kaunas, metropolita della Lituania;

Mons. Vincenzo Padolskis, Vescovo Ausiliare di Vilkaviskis (Lituania); con il segretario Rev.mo Mons. Clemente Razmina. (tutti e tre profughi dalla Lituania).

Mons. Salvatore Martinez Silva, Vescovo Titolare di Jasso (Messico); e Mons. Federico Emanuel, Salesiano, Vescovo di Castellammare di Stabia.

Riferiamo la lista dei principali pellegrinaggi:

Fine di giugno: Da Mondello (Como) 55 giovani delle Acli; da Busto Arsizio 150 persone guidate dalle Suore Serve di Gesù.

1° luglio: da Albusago (Varese) 150, da Camorino Ticino (Svizzera), da Besana Brianza, fraz. Vergo Zoccorino, 70; da Parma 35 parrocchiani dei PP. Francescani Minori; Pellegrini Spagnoli, ai quali celebra, all'altare di S. Giovanni Bosco, il Rev.mo D. Modesto Bellido del Capitolo Superiore.

2 luglio: da Cerrina 50 oratoriani premiati, da Cigazzo (Mantova) 60.

3 luglio: da S. Giorgio di Piano (Bologna) 50, da Cogozzo (Cremona) 6o.

5 luglio: da Trino Vercellese 50.

8 luglio: da La Praz di Savoia 5o, da Brezzo di Lieto Colle (Como) ioo, da Varallo 8o, da Suisio (Bergamo) Gioventù A. C., da Gubbio con a capo S. E. il Vescovo Mons. Beniamino Ubaldi, da S. Rocco di Montà (Cuneo) 35, da Claro del Canton Ticino 32, da Osiglia (Savona) 5o, da Bergamo 52, da Monte Viasco (Varese) 30, da Briançon (Francia), da Caravaggio (Bergamo) 9o parrocchiani e 140 delle Acli, da Savona 50.

10 luglio: da Polignano (Piacenza) 4o aclisti:

15 luglio: da Cascina Restelli (Milano) 100, da Brà 8o, da Trivero (Vercelli) 84, da Cesano (Modena) 50 del Villaggio Snia Viscosa.

16 luglio: Pellegrini Svizzeri diretti a Lourdes; 30 Zelatrici Unione Crocifisso di Torino.

17 luglio: Celebra nel Santuario un novello Sacerdote Ungherese religioso della Compagnia di Gesù.

19 luglio: da Riva di Solto (Bergamo), da Zorlesco (Milano) 56, da Germanedo di Lecco «Istituto Ricovero Arioldi Muzzi » 5o.

22 luglio: da Costiglione Saluzzo 46, da Peveragno S. Margherita 5o, da Bergamo 5o, da Gorla Minore 50, da S. Ilario Milanese 6o.

23 luglio: da Nizza Mare 55.

25 luglio: da Montemarzo Asti. 26 luglio: da Ticineto-Alessandria.

27 luglio: da Albenga 47, da Roncaro (Pavia) 35. 28 luglio: da Albenga 50 pellegrini guidati da Mons. Arcidiacono.

29 luglio: da S. Giovanni in Persiceto 40, da Vedano Olona (Varese); pellegrini di Savona diretti ad Oropa, da Rogoredo (Milano) ioo, da Castegnato (Brescia) 100, da Ferrara 45.

30 luglio: da Vezza d'Alba 95, da Feisoglio d'Alba 52, da Pieve Dugliara (Vicenza). 31 luglio: da Fabbiano (Piacenza) 36.

Chiari -S. Bernardino (Brescia) - Nozze d'argento ed ampiamento di locali.

L'Istituto salesiano S. Bernardino in Chiari (Brescia) ha celebrato il 24 maggio u. s. il suo giubileo d'argento, inaugurando ed ammodernizzando i locali dell'antico chiostro, che fu già sede dei PP. Francescani e dei monaci Benedettini di Francia. Il venerato Rettor Maggiore aveva inviato al Direttore una lettera a rendere nota la sua partecipazione per la fausta ricorrenza: « Mi unisco con paterna gioia alla celebrazione del primo XXV di attività dell'istituto S. Bernardino. Gli operosi anni trascorsi ci invitano a sciogliere un inno di riconoscenza al Signore per le molteplici grazie con le quali ha reso feconda di bene la nostra modesta fatica ».

Con piacere si notò la presenza del Sindaco, delle varie autorità civili e scolastiche, del signor Ispettore salesiano D. Paolo Gerli e di Sua Ecc. l'Arcivescovo Mons. Egidio Lari, che compì le funzioni religiose e benedisse le due lapidiricordo degli insigni benefattori, ai quali si rivolge la riconoscenza della Famiglia Salesiana, perchè con le loro elargizioni hanno permesso l'ampiamento dell'Istituto.

Moralmente presenti erano i numerosi missionari salesiani della Cina, dell'America e dell'Australia, che trascorsero i loro primi anni di formazione nell'accogliente casa di S. Bernardino in Chiari.

Altro trionfo di Maria Ausiliatrice in Codigoro.

La sera del 31 maggio u. s. Codigoro ha vissuto ore memorande, con la solenne chiusura del mese della Madonna, la grandiosa processione di Maria Ausiliatrice e la posa della prima pietra della nuova chiesa parrocchiale.

Preparato spiritualmente il terreno, per tutto il mese, dal salesiano D. Mario Pellizzoni e, per il triduo, da Mons. Giovanni Marinelli, S. E. Mons. Paolo Babini, Vescovo di Forlì e Amministratore Apostolico di Comacchio, volle, paternamente, presenziare a tutta la grande cerimonia. L'imponente processione, compiendo il suo percorso tra fitte ali di popolo e al canto di inni mariani, fu ricevuta, nella piazza maggiore, dalle Autorità, S. E. il Prefetto, dott. Alberto Liuti e il Sindaco Eros Ronconi e dai benefattori. Prese la parola il rev.mo D. Paolo Gerli, Ispettore salesiano, il quale, ringraziando tutti i presenti, portò il saluto e la benedizione del quarto Successore di D. Bosco, auspicando che Codigoro provasse il benefico influsso della divozione a « Maria Ausiliatrice dei Cristiani ».

Quindi l'arciprete salesiano D. Luigi Gadda tesse il telegramma augurale che il Papa inviò per la solenne circostanza: Col paterno augurio che lavori costruzione nuova chiesa Arcipretale, iniziati sotto fausto sguardo Divina Madre, possano felicemente concludersi a gloria di Dio e a vantaggio solerte Clero e cari fedeli nonchè singoli benefattori e realizzatori così nobile impresa, su tutti invocando larga effusione grazia e aiuti celesti.

Fece seguito la lettura della pergamena sottoscritta da tutte le Autorità; quindi, in doppio tubo di vetro e piombo, fu collocata nella pietra, insieme con monete italiane, un po' di terra del Colosseo e pregevoli medaglie pontifìce, dono del notaio Dott. Pomanti.

La cerimonia si chiuse con elevate parole di S. E. il Vescovo, che esortò tutti i presenti a ravvivare quella fede religiosa, che ogni generazione ha manifestato e tuttora manifesta nella grandiosità delle sue chiese.

Rimini - Primo convegno dei Decurioni dei Cooperatori e riconsacrazione della chiesa parrocchiale.

Rimini, che ricorda con venerazione il passaggio di Don Bosco nel 1882 e che vanta un bel numero di Cooperatori fin dai tempi del Santo, vide affluire all'Istituto Salesiano, l'8 giugno u. s., un'ottantina di sacerdoti e decurioni, pel primo convegno diocesano. In assenza del Vescovo, operato, quei giorni, in una clinica di Torino, lo presiedette l'Ispettore delle Case salesiane dell'Adriatica, Don Giulio Parazzini, il quale lo iniziò con la celebrazione della Santa Messa nella nostra chiesa parrocchiale di Maria Ausiliatrice. Seguì la meditazione dettata dal Segretario della Pia Unione, Don Favini, che diresse il convegno nel salone-teatro e poi predicò l'ottavario. Diede il benvenuto il Direttore D. Sondi, leggendo anche un affettuoso telegramma di S. E. Mons. Santa, che, dalla clinica, inviava la benedizione pastorale con fervidi auguri.

Quindi il Can. Polverelli, dopo le notizie sulla salute del Vescovo, comunicò le norme da tenere nel sacro ministero di fronte agli sconcerti dei tempi.

Relatore del primo tema: L'istruzione catechistica ai giovani ed agli adulti, fu il Direttore dell'Opera Salesiana di Forlì, Don Pietro Garbin, che, con l'esperienza acquistata in questi anni e in quelle zone, suscitò vivissimo interesse ed animata discussione sulle forme più attuali e più pratiche. I convenuti manifestarono il desiderio di aver vicino, o in città, un centro della nostra Libreria della Dottrina Cristiana e l'Ispettore diede notizia del prossimo trasferimento di quello di Macerata ad Ancona e della propaganda affidata all'Economo Ispettoriale con filmine e materiale adatto. Svolse il secondo tema: Le vocazioni ecclesiastiche il nostro Don Mereghetti. Tornò molto gradita la notizia dell'inaugurazione di una sezione di Figli di Maria, adulti aspiranti allo stato ecclesiastico, nella casa di Lugo. Dopo l'invio di devoti telegrammi al Sommo Pontefice, al Vescovo Diocesano ed al nostro Rettor Maggiore, il convegno si concluse in fraterna letizia con generosi propositi di apostolato ed il voto di ritemprarsi, ogni anno, alla scuola di S. Giovanni Bosco, nella divozione a Maria SS. Ausiliatrice.

Alla fine dell'ottavario di preparazione predicato, S. Ecc. Mons. Salvatore Rotolo, Vescovo salesiano, Prelato di Altamura e Acquaviva delle Fonti, il 9 giugno consacrava il tempio parrocchiale artisticamente decorato dai fratelli Bedini di Ostra, per lo zelo del direttore parroco Don Bondi.

Le severe e solenni cerimonie si svolsero sotto la direzione di Mons. Malavolta, cerimoniere della Cattedrale di Bologna, alla presenza di numeroso popolo.

Domenica, alle 11, S. E. Mons. Rotolo teneva solenne Pontificale assistito dai canonici della cattedrale e con l'accompagnamento di scelta musica.

Alle 18, davanti a numerosissimi fedeli, S. E. Mons. Rotolo, aspersa d'acqua santa la nuova statua di Maria Ausiliatrice, l'incoronava con auree corone donate dalla pietà dei parrocchiani e già benedette dal Papa. Ritornata nella piazza la solenne processione, S. E. Mons. Vescovo si congratulò con tutti i fedeli che avevano mostrata tanta devozione alla Vergine, impartendo quindi la trina benedizione.

La statua è opera di Angelo Pescosta di Ortisei, le corone della ditta Spartaco Ledere di Roma; l'una e le altre sono riuscite veri gioielli artistici.

S. Remo - Popolo in festa dinanzi alla Madonna di Don Bosco.

Da pochi mesi i Salesiani hanno aperto una casa in S. Remo, avverandosi in tal modo una antica predizione di S. Giovanni Bosco.

La popolazione ha dimostrato il suo compiacimento, festeggiando, per la prima volta, Maria Santissima Ausiliatrice, la Madonna di Don Bosco.

Gli abitanti di Salita Costiglioli e dintorni si riunirono in folla, domenica 3 giugno, per onorare Maria Ausiliatrice, di cui ammirarono la nuova statua collocata nell'edicola costruita con le offerte del rione.

La celebrazione si svolse in un'atmosfera di simpatico entusiasmo di fede e d'amore.

Dinanzi alla rinnovata edicola il P. Edoardo da Montegrosso, Superiore dei Cappuccini, benedisse la statua, tenendo poi un caldo discorso per rilevare il significato della cerimonia, la devozione popolare verso la Madonna ed esaltare la bontà di Maria.

Buenos Aires - Trionfo di Maria Ausiliatrice.

Con la partecipazione del Card. Giuseppe Caro Rodriguez, Arcivescovo di Santiago del Cile, quest'anno, in Buenos Aires-Almagro, la festa di Maria Ausiliatrice ha assunto un tono di solennità superiore agli anni scorsi. La Madonna di Don Bosco, da un anno proclamata Patrona dell'Agro Argentino, durante tutto il mese di maggio, ricevette continue manifestazioni di amore e di fede con i frequenti e numerosi pellegrinaggi dai vari istituti ed oratorii della città; la novena vide un continuo crescendo, che ebbe culmine nella festa e nella trionfale processione.

La domenica 27 celebrò per i fedeli S. E. il Nunzio Apostolico Mons. Giuseppe Fietta, per i Cooperatori il Rev.mo D. Modesto Bellido; il Pontificale fu tenuto dal nuovo Abate di S. Benedetto P. Andrea Azcàrate. Un vero trionfo fu la processione, alla quale partecipò S. E. il Vescovo Ausiliare Mons. Manuel Tato. Al ritorno della processione nella Basilica, S. E. il Sig. Cardinale Giuseppe Caro Rodriguez, Arcivescovo di Santiago-Cile, che si trovava di passaggio nella capitale argentina, impartì la Benedizione solenne e con lo splendore della porpora romana aggiunse un'altra nota di grandezza e decoro alla grandiosa processione, che era riuscita una magnifica attestazione di fede e di amore del popolo bonaerense alla Madonna di Don Bosco.

Solenne ed originale commemorazione della festa dell'Invenzione della Croce al Capo Froward

Sul confine del Mondo nuovo, dove l'America latina finisce in un brusco taglio roccioso di 400 metri d'altezza e le acque dei due maggiori oceani s`intrecciano nel fragore delle onde spumeggianti, si alza, sopra la rupe arcigna, la

Bianca Croce dei mari, ricordo monumentale del IX Congresso Eucaristico Nazionale e delle feste del XVI centenario della pace costantiniana.

Il 3 maggio u. s., le sue 250 tonnellate di ferro e cemento, che furono, in epoca ormai lontana, portate a spalla sulla cima selvaggia, in 25.000 viaggi, ed ergentesi al cielo per 28 m. d'altezza, si ingigantirono, diremmo, per ricevere dalle mani del Vescovo della diocesi più australe del mondo, Mons. Vladimiro Boric, salesiano, un pezzo della vera Croce, gemello di quello che campeggia sull'obelisco di Roma, mostrando a tutti l'universalità della Chiesa. È questo, appunto, il significato dell'inscrizione della Croce dei mari: Et dominabitur a mari usque ad mare, et a flumine usque ad terminos orbis terrarum: eco lontana. e distinta del Christus vincit... di piazza S. Pietro.

Sfidando la bufera di vento e la tormenta di neve, la notte precedente, salpava da Punta Arenas la nave Austral, che portava il pio pellegrinaggio verso il Capo Froward, a 90 km. di distanza, dove si alza la Croce monumentale. Lo presiedeva S. E. il Pastore di quelle terre di pastori, accompagnato dal sue Cancelliere e Cappellano militare, D. Giov. Gaule, dai benefattori D. Francesco Campos Menéndez e D. Pietro Trujillo, dalla banda dell'Istituto D. Bosco di Punta Arenas, e da molti altri pellegrini.

Arrivati il mattino seguente, festa dell'invenzione, benché la tormenta avesse persino cancellato il sentiero, riconoscibile a stento per il rigagnolo d'acqua, che, come filo d'argento, scendeva dal monte, iniziarono con entusiasmo l'ascensione come altrettanti Cirenei, portanti la preziosa reliquia. Sulla cima, ai piedi della Croce, si svolse la cerimonia: alle lodi sacre seguirono le parole infuocate di S. E., che impartì pure la benedizione colla reliquia a Magellano, primizia delle Opere salesiane nella Terra del Fuoco, al Cile ed al mondo, da quella cima internazionale. Cantato l'inno nazionale, la reliquia venne rinchiusa nel centro della Croce dei Mari e difesa da una lastra marmorea, portante la Croce dell'Ordine di Santiago, del quale era membro lo stesso scopritore di quelle terre, D. Pietro Sarmiento Gamboa.

Quindi sotto il cielo sereno, la comitiva ridiscese allegramente per imbarcarsi, lasciando stagliato verso il cielo quel singolare monumento, simbolo di una realtà perenne come la Chiesa e impreziosito della sacra reliquia della Croce. Mentre la nave si allontanava, l'occhio sembrava non si volesse staccare da quella visione, resa più suggestiva, nella penombra della sera invernale, dal fascio di luce, che vi proiettava il faro eretto, in omaggio, dalla marina Cilena, ai suoi piedi.

La notte del 3 maggio u. s., vide, sopra il temuto e privilegiato Capo Frowaid, una corona di croci: la Croce del Sud, nei cieli, quella di cemento e ferro nella roccia, il monogramma di Costantino tra le sue braccia e la Croce dell'Ordine di Santiago, che racchiude e difende una parte della vera Croce di Cristo: « che dominerà dall'uno all'altro mare... e fino agli ultimi confini della terra».

Ad onore del Beato Domenico Savio

Messina (Alla Giostra). Parrocchia S. Leonardo. - Il triduo solenne, predicato il 17, 18, 19 maggio, vide affluire nella chiesa parrocchiale una massa imponente di ragazzi, fanciulle e di popolo, avidi tutti di conoscere la vita del piccolo gigante della santità.

Il giorno della festa si trasformò in un devoto pellegrinaggio dei fedeli, accorsi a venerare la reliquia del Beato e a raccomandarsi alla sua protezione.

Alla Messa solenne, la schola cantorum dell'Istituto teologico salesiano della città eseguì la Messa Tu es Petrus del Vittadini a tre voci pari.

Nel pomeriggio il quadro del novello Beato, in un cespuglio di gigli, venne portato a spalla dai giovani oratoriani per le vie della Parrocchia, al canto di inni sacri, tra una. massa di oltre diecimila persone, che, riverenti, si assieparono all'intorno.

Novoli (Lecce) - Questa cittadina, che ebbe i primi Cooperatori Salesiani quando era ancor vivo Don Bosco, ha voluto tributare solenni onori al B. Domenico Savio, primo fiore dell'Oratorio salesiano. Perchè la festa riuscisse più solenne fu abbinata all'annuale celebrazione di Maria Ausiliatrice e così, per un'intera settimana, lo spirito salesiano ha dominato incontrastato nell'intera parrocchia.

A preparare degnamente la celebrazione, aveva contribuito la proiezione della filmina «Domenico Savio», col commento del decurione Sac. Prof. Oronzo Madaro. Suscitò vivo entusiasmo la parola animatrice del Salesiano Don Emanuele Breglia di Bari, la sera della vigilia e il giorno della festa. Domenico Savio trionfò sull'altare decorato da tanti gigli profumati e circondato da centinaia di fanciulli e fanciulle bianco vestite, che, nel giorno della loro prima Comunione, rinnovarono il proposito del Savio: « la morte ma non peccati ».

E la gioventù Novolese, capitanata dall'Oratorio festivo San Giovanni Bosco e dall'associazione di gioventù femminile « Santa Maria Goretti » cantò i suoi inni più belli e, dinanzi all'altare, rinnovò i propositi di vita cristiana.

Solenni feste salesiane a Piazza Armerina. - La festa di Maria Ausiliatrice quest'anno assunse tono e proporzioni di eccezionale solennità.

Nel novenario di preparazione alla festa si intrecciarono onoranze alle tre radiose, sante figure, che riflettono la luce e la gloria dell'Ausiliatrice: S. Giovanni Bosco, il Beato Domenico Savio, e la oggi Santa Maria Mazzarello, i cui quadri furono esposti, accanto alla statua della Madonna, in cornici di fiori e di luci.

Le feste furono aperte il giovedì 17 maggio, con un riuscito convegno salesiano tenuto nel salone dell'Episcopio, presenti i membri del Comitato e numeroso, scelto pubblico.

Lo presiedette il salesiano Don Antonio Fasulo, il quale commemorò il Giubileo di Diamante dell'Unione dei Cooperatori Salesiani e suggerì norme pratiche per la riuscita dei festeggiamenti, che si svolsero con crescente fervore. Nei vari discorsi, alla luce dell'Ausiliatrice, vennero illustrate le virtù caratteristiche del suo apostolo, S. Giov. Bosco, del Beato Domenico Savio e Maria Mazzarello, che, col suo fiorente Istituto, dell'Ausiliatrice porta il nome e canta le glorie. Oltre che in chiesa la santa, attraente figura vissuta nella luce di D. Bosco, fu illustrata con belle proiezioni, il 22 maggio, nel cinema Plutia più che gremito e, il giorno 24, nel Seminario.

La mattina del 24 fu segnata dalla bella cerimonia delle prime Comunioni a uno stuolo di 24 fanciulli e fanciulle, celebrando il divino Sacrificio S. E. il Vescovo Mons. Antonino Catarella.

Il fervido movimento suscitato e diffuso nel novenario sfociò, il giorno della festa, domenica 27 maggio, in solenni cerimonie religiose e una processione grandiosa, cui partecipò tutta la città.

Saluzzo - Oratorio Salesiano. - I festeggiamenti furono caldeggiati e voluti da S. E. Mons. Egidio Lanzo, Vescovo Diocesano, che vi partecipò entusiasticamente insieme col ven. Capitolo della Cattedrale e le Autorità civili e scolastiche.

La sera di mercoledì 11 aprile, circa quaranta macchine, con sopra le rappresentanze del Clero Diocesano e Religioso, con il sindaco della città, avv. Emilio Villa e altre personalità e benefattori, si recarono a Torre S. Giorgio per prelevare la Reliquia del Beato. Magnifico lo spettacolo! Si entrò in città e le vie percorse dal corteo erano illuminate e attraversate da archi luminosi.

Ad attendere la Reliquia, sulla porta del Duomo, con le Autorità e il Clero, vi era S. E. Mons. Vescovo, che la ricevette dalle mani del Direttore dell'Oratorio. Le scholae cantorum del Seminario e di S. Giovanni eseguirono scelta musica. Rarissime volte il Duomo fu visto così stipato di fedeli e di Autorità.

Il giorno dopo incominciò il Triduo con funzioni per gli studenti, la gioventù in genere, i Seminaristi, le Opere pie.

L'apoteosi fu domenica 15 aprile.

La giornata fu realmente piena e tutta dedicata alla venerazione del novello Beato. Alle ore 8,30 tutti gli Oratoriani con bandiera in testa, in corteo, sfilarono numerosi al Duomo, ove assistettero alla S. Messa celebrata dal rev.mo Signor Ispettore, Don Michelangelo Fava. Alle 10,30 il Piccolo Clero, le rappresentanze delle Associazioni con bandiera parteciparono alla Messa Pontificale, durante la quale S. E. tenne l'Omelia in onore del Beato.

Nel pomeriggio, la solenne processione con una vera massa. di popolo. Giunti i fedeli nell'Oratorio Salesiano, tenne la predica D. Angelo Zannantoni, direttore del nostro Convitto di Cuneo. Seguì la Benedizione Eucaristica impartita da S. E. Mons. Vescovo

Continuò il pellegrinaggio alla Reliquia del Beato fino a sera tardi.

Nel salone-teatro, gremito di autorità e di benefattori, l'avv. Andreis con facondia e genialità rievocò la cara figura del Beato Domenico Savio.

Cairo - Commemorazione di Domenico Savio e del 25° di fondazione.

Per oltre un mese era stata tratteggiata la vita del Savio nelle prediche, nelle esortazioni, nelle buone notti, nelle varie letture.

I giornali locali ne parlarono; L'Oriente e il Rayon d'Egypte pubblicarono un breve profilo del nostro Beato.

La filmina a colori Domenico Savio fu proiettata ben 13 volte e se ne incantò i piccoli delle elementari, piacque pure molto agli artigiani e agli studenti delle medie e del nostro liceo. Ma la più bella propaganda se la doveva fare lo stesso Domenico Savio.

I primi di aprile, Renato Castorina, allievo del II corso di Meccanica, venne ricoverato all'ospedale, d'urgenza, affetto di una forma di tifo di eccezionale violenza. Due abbondantissime emorragie portarono ad una diagnosi disastrosa: «Perforazione intestinale, imminente e gravissimo pericolo di vita». I genitori si stringevano con la forza della disperazione attorno al letto dell'unico figlio, paventandone da un momento all'altro la catastrofe.

Due Superiori dell'Istituto, nella visita che fecero all'infermo, misero una immaginetta-reliquia del Beato sotto il capezzale del degente, incitando alla massima fiducia e promettendo preghiere dei compagni studenti ed artigiani. La fiducia in Domenico non fu vana. Castorina guarì ed è già venuto personalmente a ringraziare il suo Protettore.

In questo clima, il triduo predicato con entusiasmo dal nostro D. Guglielmo Carlesso fu seguito con interesse e frutto.

In alto, sull'altar maggiore della nostra bella cappella, sorrideva, da un bellissimo quadro ad olio, la figura del Beato.

Il primo giorno del triduo, la munifica cooperatrice salesiana sig.ra Albertiri preparò con signorile e materna delicatezza il pranzo a 20 piccoli delle elementari, ai quali fu poi distribuito un pacco indumenti. Molto apprezzato l'omaggio floreale, che trasformò l'altare maggiore in un immenso profumato mazzo di candidi fiori, dai quali emergeva, sorridente, il fiore più bello del giardino salesiano.

Il giorno della festa, affollatissima la cappella di allievi, di rappresentanze dei vari Istituti religiosi della città e di popolo, che, soprattutto con numerosissime Ss. Comunioni, onorarono nel migliore dei modi il Savio.

Mons. Van Der Bronk, Vicario Apostolico del Delta del Nilo, e nostro amatissimo Vescovo, volle riservato a sè il pontificale, che riuscì solennissimo.

Impeccabile e molto apprezzata la Missa Maria Aux. Christianorum, a tre voci dispari, del maestro Magri.

A sera, benedizione solenne e bacio della Reliquia del Beato, che è penetrato, possiam dirlo, in centinaia di case, a mezzo di un riuscitissimo quadro-ricordo sparso a larga mano.

In giornata si ebbe anche la commemorazione ufficiale del 25° della fondazione della Casa, tenuta con entusiasmo e competenza dal prof. Valenti, nostro grande amico.

Vera folla di ex allievi, di famiglie di allievi, di amici ed ammiratori, larga rappresentanza dei maggiorenti e dei componenti la collettività italiana e degli Istituti religiosi facevano ala alle Autorità religiose e civili, che vi intervennero numerosissime. Erano presenti: S. E. Mons. Levamé, Internunzio Apostolico, il nostro Vescovo Mons. Van Der Bronk e Mons. Cardinali, Segretario di Nunziatura.

Tra le autorità civili notammo: S. E. il Dott. Renato Prunas Ambasciatore d'Italia e gentilissima consorte, il sig. Console Gen. d'Italia al Cairo, Dott. De Michelis e signora, il sig. Dott. Ferrero 1° Consigliere d'Ambasciata e consorte, il Prof. Cucinotto Consigliere Giuridico, il vice Console Gen. sig. Sabbatucci e signora, l'Addetto Commerciale Dott. Vigliolo, ecc...

Dopo gli inni Pontificio e Nazionale, ha la parola l'applaudito oratore, che, non rifuggendo di tanto in tanto anche « dalla poesia dei numeri», traccia una sicura sintesi del già lungo e glorioso cammino dei primi 25 anni di vita dell'Istituto.

Sorto dal nulla, affermò il Prof. Valenti, voluto dalla tenace fede di Don Rubino, che ne fece collocare la prima pietra dal Maresciallo Luigi Cadorna, seguì la via di tutte le istituzioni volute dal Signore. Nè difficoltà materiali o morali, nè incomprensioni o cattiverie poterono fermare la sicura e continua ascesa. Incalcolabile il bene fatto, continua l'oratore, e quello morale noto completamente solo a Dio e quello materiale, anche a base di cifre, che non perdono nulla della loro suggestività.

Nel solo decennio 1941-51 sono stati 5166 gli studenti, che passarono a Rod El Farag, e 3250 quelli che passarono nelle scuole professionali d'arte e mestieri.

« E quali furono i princìpi umani che furono alla base di un così lusinghiero successo?», si chiedeva sul finire il Prof. Valenti.

« Quando sul punto di partire per lontane Missioni i Salesiani chiedevano delle direttive, D. Bosco - ricordò l'Oratore - rispondeva semplicemente: " Fate come avete visto fare D. Bosco"»

Ed i Salesiani ovunque andarono, con i fatti, mostrarono d'averla questa grande anima di educatori, perchè ovunque si videro e si vedono i miracoli, ai quali abbiamo assistito anche noi qui al Cairo.

«Continuate nella vostra opera, e noi vi saremo sempre accanto - esclamò ad un certo punto il conferenziere. - Non solo alla nostra collettività voi siete diventati indispensabili, ma lo siete anche al Paese, soprattutto con la vostra Scuola Professionale ».

I più calorosi applausi dissero il consenso di autorità e di amici.

Grandiosa manifestazione in onore del Beato Domenico Savio nella Cattedrale di Los Angeles (Stati Uniti).

Sua Eccellenza Mons. Francesco Mac Intyre, Arcivescovo di Los Angeles, accettò di buon grado l'invito di presiedere alla cerimonia religiosa in onore del Beato Domenico Savio. La fiorente scuola salesiana di Bellflower, che annovera ben 250 studenti fra esterni ed interni, divenne l'epicentro organizzativo ed il direttore Don Luigi Masoero ebbe la tenacia di visitare personalmente parroci e suore delle centocinquanta scuole parrocchiali, onde il gentile invito venisse esteso ai migliori giovani studenti.

Infatti, il 22 aprile, alle 2 del pomeriggio, sotto un cocente sole californiano, oltre 4000 giovanetti riempirono talmente la Cattedrale che rimasero esclusi uomini e donne, per poter lasciare il posto alla sola gioventù.

Il Vescovo ausiliare Mons. Timoteo Manning rimase colpito nel vedere ogni angolo gremito ed esordì colle parole più toccanti sulla figura del novello Beato, intessendo un panegirico di ben tre quarti d'ora, fatto questo veramente insolito. Le fasi-chiave dell'azione educativa salesiana nel mondo in generale e quella californiana in particolare, vennero espresse in un linguaggio semplice e concettoso, che elettrizzò gli astanti. I cavalieri di Colombo, in piena gala, decorarono con la loro presenza l'indimenticabile festa; e la folla giovanile cattolica della Città degli Angeli ormai è divenuta il miglior lievito spirituale per seguire e propagare le angeliche virtù del degno Figlio di San Giovanni Bosco.

Nel Paese di Gesù.

Superate numerose difficoltà, con l'aiuto e l'incoraggiamento di S. Beatitudine Mons. Patriarca, Alberto Gori e delle altre Autorità religiose e civili, fu possibile concretizzare un vasto programma di manifestazioni destinate a glorificare e far conoscere degnamente il Beato Giovanetto, che, alla scuola di S. Giovanni Bosco, seppe, pur nella breve esistenza, assurgere all'apice della perfezione cristiana.

Il giorno 19 aprile ebbe inizio il Triduo solenne, che doveva preparare gli animi alla festa della domenica seguente. Un breve riassunto della vita del Beato, ottimamente scritto in lingua araba dal nostro D. Fathalla, largamente diffuso, servì a far affluire numerosi i fedeli. Sull'altare maggiore campeggia il bel quadro raffigurante il Beato, che si slancia verso il cielo, sorretto da angeli con le ali spiegate. È opera del confratello D. Cornelio Bertagnolli.

Le funzioni si susseguono sempre grandiose durante i tre giorni. Predicatore entusiasta è un nostro ex allievo, il rev.mo D. Zaccaria Sciomali del clero patriarcale.

Il primo giorno del Triduo è riservato alla gioventù femminile. Tutte le comunità di Betlemme si fanno premura di condurre le loro alunne. Celebra la Messa ed imparte, alla sera, la Benedizione il rev.mo Mons. Domenico Enrici, Consigliere di Nunziatura.

Il secondo giorno, destinato alla gioventù maschile, vede accorrere gli alunni delle scuole cattoliche, che circondano l'altare del loro compagno Beato, formandone così la corona più bella. Celebra la Messa il rev.mo Padre Guardiano del Convento Francescano e, alla sera, il rev.mo Parroco di S. Caterina imparte la Benedizione solenne.

Il terzo giorno, vigilia della festa, è la giornata dell'Azione Cattolica, dei Cooperatori e delle Cooperatrici, della Arciconfraternita di Maria Ausiliatrice, del Circolo Auxilium e della Compagnia B. D. Savio del nostro Oratorio festivo. Interviene espressamente, da Gerusalemme, S. E. rev.ma Mons. Vincenzo Gelat, Vescovo Ausiliare, il quale celebra la Messa. Il venerando Vescovo vuole personalmente distribuire il Pane degli Angeli ai fedeli e ai giovani, che per oltre mezz'ora affollano la Mensa Eucaristica. Alla sera la trina Benedizione del Vescovo chiude il Triduo.

La domenica 22 è veramente, nel pieno senso della parola, una giornata trionfale. Si inizia con la Messa celebrata dal rev.mo P. Dionigi Buzy, Superiore Generale dei Preti del S. Cuore di Betharram, alle ore 6,30. La chiesa è gremita.; le Comunioni si susseguono quasi senza interruzione. All'altare di Maria Ausiliatrice, alle ore 7,30, assistito da D. Fathalla, celebra Mons. Gelat per la Arciconfraternita, pronunziando dopo il Vangelo un commosso discorso.

Alle ore 8, giunge da Gerusalemme, Sua Beatitudine Mons. Patriarca Alberto Gori. Una squadra dei nostri Esploratori si è recata in antecedenza all'entrata della città, per accogliere l'automobile di S. B. I baldi giovani, con le biciclette ornate di bandierine, fanno così scorta d'onore, attraverso le vie di Betlemme fino al nostro Orfanotrofio. Il venerato Pastore è accompagnato dal suo Cancelliere, il rev.mo Can. Giacomo Beltritti e dall'Ispettore delle Scuole Cattoliche, il rev.mo Can. Selim Hadue. Squilli di trombe, suono festoso di campane, giovani sorridenti accolgono il Patriarca, che, preceduto dal Piccolo Clero, e attorniato dai sacri Ministri, in Cappa Magna, fa il suo ingresso nella chiesa sfarzosamente illuminata, mentre dall'alto dell'orchestra si diffonde il canto maestoso del Sacerdos et Pontifex. Il sacro tempio è gremito fino all'inverosimile. In posti riservati si trovano Mons. Gelat, il Console Generale d'Italia, Barone Gasparini, il Governatore e il Sindaco di Betlemme, i Superiori e le Superiore delle Comunità religiose. Presta servizio all'altare il Seminario Patriarcale, sotto l'abile direzione del rev.mo D. Alfredo Atie.

Dopo il Vangelo, D. Sciomali con parola alata e sentita traccia un magistrale panegirico del B. Domenico Savio tra l'attenzione e la commozione dei presenti.

Alle 14,30 la chiesa si riempie nuovamente per la Benedizione Pontificale impartita da Mons. Patriarca, che suggella le cerimonie religiose.

Alla Benedizione fa seguito l'Accademia commemorativa in onore del Beato. Ben cinquecento invitati riempiono il nostro teatro.

Dopo D. Laconi sale sul palco il rev.mo P. Pietro Duvigneau, Superiore del Seminario Patriarcale. In un francese smagliante parla di Domenico Savio, il santo modello dei giovani, che con volontà tenace seppe camminare nella via della perfezione, guidato e diretto dall'Apostolo dei Giovani, Don Bosco.

Accolto da un nutrito applauso il Prof. Lorenzo Anton Sciukri, Presidente della Società di S. Vincenzo di Gerusalemme, dà inizio alla commemorazione del Beato in lingua araba. Essa è tutto un inno alato all'angelica figura del Savio e all'opera educativa di S. Giovanni Bosco e dei suoi Figli.

Nel prendere commiato, S. Beatitudine Mons. Patriarca esprime al Direttore tutta la sua gioia per aver potuto partecipare ad una festa così ben preparata, nonchè l'augurio che il simpatico Beato resti tra i giovani, non solo di Betlemme, che ormai hanno imparato a conoscerlo e ad amarlo, ma anche tra quelli della travagliata Palestina. simbolo di purezza e di santità.

Indulgenza del lavoro santificato.

Il S. Padre Pio XI, nell'udienza accordata al Rettor Maggiore Don Filippo Rinaldi, il 6 giugno 1922, concedeva benignamente questo singolarissimo favore:

Ogni qual volta i Salesiani, e Suore Figlie di Maria Ausiliatrice, i loro allievi, ex allievi, Cooperatori d'ambo i sessi, uniranno al lavoro (qualunque esso sia), qualche divota invocazione, anche brevissima, lucreranno l'INDULGENZA di 400 giorni e l'INDULGENZA PLENARIA una volta al giorno, applicabile alle anime del Purgatorio ».

Per lucrare l'indulgenza plenaria e necessario osservare le solite condizioni della Confessione, della Comunione e della visita ad una chiesa od oratorio pubblico, pregando secondo l'intenzione del Sommo Pontefice. (Cfr. Lettera del Card. Penitenziere Maggiore al Rettor Maggiore dei Salesiani. 18 febbraio 1933)

DALLE NOSTRE MISSIONI

GIAPPONE

Da una relazione inviata a Mons. Leone Giov. Batt. Nigris, Segret. Gener. Pont. Opera della Propagazione della Fede in Roma, riferiamo le seguenti notizie scritte dal missionario Salesiano del Giappone, Don Albano Cecchetti.

Spero che l'Eccellenza Vostra abbia ricevuto la relazione, che inviai all'inizio di quest'anno sull'inauguraziore della Scuola di Miyazaki, con altre notizie sulle diverse nostre Opere. Ora le invio qualche notizia e fotografia sull'inaugurazione della nuova Scuola di Osaka. Anche la seconda ala è stata completamente ultimata e il giorno 26 maggio p. p. si potè tenere la solenne inaugurazione ufficiale, colla partecipazione di Sua Ecc. il Vescovo, Mons. Taguchi, che rappresentava pure Sua Ecc. il Delegato Apostolico impedito, e le massime autorità governative in persona: Sua Ecc. il Governatore della Provincia di Osaka, il Sindaco della grande metropoli, il Commissario degli studi, tutte le altre autorità competenti, e un eletto stuolo di invitati, benefattori ed ammiratori dell'Opera, e numerosi Confratelli Salesiani venuti da tutte le case.

Il Santo Padre si era degnato di inviare telegraficamente la Sua paterna ed augurale benedizione, e il Ministro stesso dell'Istruzione, da Tokyo, volle far pervenire la sua adesione ufficiale, con un prezioso documento assai eloquente.

Durante la solenne funzione, tenuta in uno degli ampi saloni della Scuola, tutte le Autorità, cominciando dal Governatore, nei discorsi, manifestarono apertamente la loro convinzione sulla necessità dell'insegnamento della religione nella scuola, e, alla fine, il capo dell'Associazione delle Scuole Private - un bonzo! - ribadì questi concetti con un'eloquenza smagliante e fece l'apologia del nostro sistema educativo, dimostrando che l'educazione della gioventù deve assolutamente essere basata «sul sistema preventivo e sull'insegnamento religioso», e concluse: « E questa è la magnifica educazione che si dà in questa Scuola! L'eloquente bonzo doveva aver letto la vita di Don Bosco e qualche cosa sul Cristianesimo per parlare in quel modo!

Noi ci domandavamo se da autorità pagane si poteva desiderare una comprensione ed una approvazione più piena di questa, al nostro lavoro educativo

In realtà, è questo, oggi, in Giappone, l'orientamento del Governo. In aprile è venuta fuori una disposizione governativa, che permette alle scuole private di inserire nel loro programma la Religione come materia obbligatoria.

Oh se il Cattolicesimo fosse in grado di mettersi alla testa di questo grandioso movimento! Purtroppo siamo impari alla fiducia che il Governo e gli onesti mettono nel contributo dei Cattolici. Nelle Scuole Cattoliche si fa tutto il possibile; e i Salesiani non sono certo tra i meno arditi nell'insegnamento religioso ai loro alunni. E abbiamo cominciato subito dopo la guerra, quando tra di noi c'era purtroppo ancora tanta titubanza! A Osaka quasi metà degli alunni entrati l'anno scorso ha già ricevuto il Battesimo; 37 la notte di Natale e 10 il 27 maggio, il giorno dopo l'inaugurazione, quando Sua Ecc. il Vescovo venne pure a dare, la prima volta, le Cresime: una sessantina. Tra i neo-battezzati c'è pure il figlio di un bonzo, il quale non solo ha permesso che il figlio si facesse Cristiano, ma assicurò per iscritto che gli lasciava massima libertà di osservare i suoi doveri religiosi! Anche i nuovi alunni, entrati col nuovo anno scolastico in aprile, studiano tutti il Catechismo, in gara coi più anziani, con lo stesso ardore e con lo stesso desiderio di divenire presto Cristiani. Nella Scuola regna una tale atmosfera di fervore cristiano, che commuove e fa aprire il cuore alle più belle speranze.

Lo stesso ambiente lo vediamo nelle altre nostre Scuole ed Orfanotrofi. A Miyazaki specialmente, con la nuova imponente costruzione, la Scuola ha aumentato di molto la sua reputazione, e, per il corrente anno scolastico, si ebbe un grande numero di domande, che non fu possibile accettare. Gli allievi sono ora 662, e si fanno notare in città per la loro serietà e correttezza, facendo onore e propaganda all'educazione cattolica, che ricevono.

CINA - Shiuchow - Situazione sempre più grave.

La situazione di Shiuchow., quest'anno, è peggiorata. Sono stati imprigionati Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice. Da una parte il governo tenta in tutti i modi di staccare la Chiesa Cattolica in Cina dal Papa; dall'altra, ogni giorno, i nemici limitano la sfera di azione ai Missionari. Nelle diocesi, i Missionari non possono più uscire dalle loro residenze, e quelli che si trovano in città non si possono più muovere. Un missionario da più mesi è chiuso in prigione, e due mesi fa anche un sacerdote secolare fu imprigionato. E ciò che è più triste è che nessuno può portare loro aiuto, in nessuno modo, perchè non lo permettono.

Varie residenze missionarie, come pure la casa del Vescovo, furono requisite. Alcune scuole cattoliche furono chiuse, altre furono tolte, e adesso si trovano in mano dei progressisti. E la situazione tende ancora ad aggravarsi per i Missionari e per i Cattolici.

I Missionari però mantengono sempre la loro calma e cercano di rendersi sempre utili al prossimo: chiuso un campo di attività, si adattano a lavorare in un altro. La loro opera, di apostolato presentemente la svolgono in città, mentre prima andavano nelle campagne. I cristiani si mostrano più forti nella fede e più fervorosi nella pratica dei loro doveri.

Culto e Grazie di Maria Ausiliatrice

Gli organizzatori dei pellegrinaggi sono vivamente pregati di scrivere per tempo e prendere gli opportuni accordi col Rettore del Santuario di Maria Ausiliatrice - via Cottolengo, 32 - Torino (709)

Raccomandiamo vivamente ai graziati, nei casi di guarigione, di specificare sempre bene la malattia e le circostanze più importanti, e di segnare chiaramente la propria firma. Sarà bene. potendolo, aggiungere un certificato medico.

Non si pubblicano integralmente le relazioni di grazie anonime o firmate colle semplici iniziali.

Salvo da pericolosa caduta in un pozzo.

È con animo sommamente grato alla Vergine Ausiliatrice, che invio questa succinta relazione.

Nel tardo pomeriggio del giorno 9 luglio mio figlio Bonifacio, di anni 12, scherzava con alcuni compagni sulla piazza del paese, nei pressi d'un pozzo chiuso con cancello di ferro. Uno dei compagni aprì il cancello. Mio figlio non s'accorse di niente e, nel rincorrersi, si avvicinò al pozzo. Voltandosi di scatto, perdette l'equilibrio e cadde dentro. Alcune persone, sentendo il tonfo, accorsero portanto una sottilissima fune ed in più parti aggiunta. Fu gettata quell'esile àncora di salvezza, il ragazzo con prontezza di spirito si avviticchiò ad essa, mentre io, accorrendo, invocavo l'aiuto della Vergine. Lentamente fu tirato sù.

Il ragazzo fu visitato da un medico, che non gli riscontrò alcuna ferita, e, al dire di lui, non aveva bevuta alcuna goccia d'acqua. Tutti si meravigliarono della cosa; data la profondità del pozzo e l'età del ragazzo e la fune esilissima, la cosa doveva andare diversamente. Un caso ? No. Siamo tutti convinti che vi fu un intervento della Madre Celeste da me e da altre persone ripetutamente invocata.

Ginestra di S. Giorgio del Sannio (Benevento).

SALVATRICE NARDONE.

Efficacia della benedizione di Maria Ausiliatrice.

Il giorno 22 maggio la mia figliuola subìva un'operazione, che, pur non riuscendo di grave difficoltà facendo quindi sperare buon esito, creò improvvisamente un serio pericolo per le complicazioni che sopraggiunsero.

Il peggioramento fu tale che proprio il giorno della grande festa della Vergine Ausiliatrice, si dovettero amministrare all'inferma i Ss. Sacramenti.

Gesù nell'Eucaristia portò serenità e rassegnazione alla paziente, ma il male continuava il suo corso. Pensai allora d'interessare più direttamente la Vergine Santa e feci dare alla mia amata figlia la benedizione di Maria Ausiliatrice, che altre volte aveva esperimentato efficace, anzi miracolosa. Nè fu invano. Subito dopo si notò il miglioramento, che si fece vieppiù sensibile fino ad allontanare interamente il pericolo. Ora la mia diletta figlia in via di completa guarigione si unisce al mio rendimento di grazie, che vuole essere una fervida nota dell'immenso coro, che da codesta Basilica s'innalza continuamente al trono della Regina del Cielo.

Sliema (Malta).

Baronessa LUISA TESTAFERRATA ABELA.

L'immaginetta di S. Giovanni Bosco applicata sulla parte dolorante.

Mia figlia Rosaria, lo scorso febbraio, fu colta da coliche appendicolari. Nella notte del 2 marzo, fu presa da una colica così forte e singhiozzo da far temere un imminente intervento chirurgico. Aveva presso di me un'immaginetta con la reliquia di S. Giovanni Bosco, e con viva fede l'applicai sulla parte malata dell'inferma, promettendo di pubblicare la grazia sul Bollettino Salesiano. Dopo poco i dolori si calmarono, le condizioni dell'inferma migliorarono, tanto da poter, con i propri piedi, ricoverarsi in clinica a Napoli. L'operazione riuscì felicemente e di convalescenza ne ebbe ben poca. Vera grazia della Madonna!

MARIA MORLICCHIO.

Grazie attribuite all'intercessione di MARIA AUSILIATRICE e di S. GIOV. BOSCO

" Pregammo San Giovanni Bosco, e fummo esauditi ".

Il 20 giugno del 1949 fui colpita da alta febbre, mi sottoposi ad una radioscopia, donde risultò un'infiltrazione al polmone destro. Dopo pochi giorni mi iniziarono il pneumotorace, il quale mi portò una disastrosa conseguenza: pleurite con pus, che aggravò le mie condizioni, sicchè si disperava la guarigione.

Nel colmo dello scoraggiamento ci rivolgemmo io e la mia famiglia con fiducia e con incessanti preghiere alla Vergine Ausiliatrice ed a S. Giov. Bosco, verso il quale abbiamo una particolare divozione. Inghiottii con viva fede la reliquia del Santo, sicura che mi avrebbe aiutata. Dopo pochi giorni fui sottoposta all'estrazione del pus, e quale fu la meraviglia, quando il pus uscì liquido. Il dottore lo dichiarò un miracolo, tanto più che non si ripetè, e in solo 20 giorni la pleurite scomparve.

Ischitella (Foggia).   MARIA AGRICOLA. Illesa in un pericoloso scontro.

Mia cognata era di ritorno da un pellegrinaggio, quando il camion, carico di circa 30 persone, ebbe uno scontro con un altro. Nessuno ne uscì illeso; feriti gravi e 3 morti. Mia cognata ebbe un forte sbalzo, si temeva assai per le sue condizioni interessanti. Invece se la cavò con tre giorni di letto e dopo 2 mesi dette alla luce un bel bimbo sano.

A D. Bosco era stato affidato il caso! ... e ci esaudì.

Colmurano (Macerata).   ANNA SALVI. Era l'ultimo giorno della novena.

Mio figlio Giuseppe da lungo tempo cercava lavoro. Una nuova fabbrica sorgeva nel paese e, tra i primi. mio marito si era raccomandato al padrone, affinchè, iniziandosi i lavori, assumesse mio figlio. Alle insistenze di mio marito, il padrone rispondeva sempre di pazientare; le difficoltà però aumentarono talmente da renderne impossibile l'accettazione.

Facendosi sempre più critica la situazione, volli metterlo sotto la protezione di S. Giov. Bosco, iniziando una novena con la promessa d'una offerta per le opere salesiane, se avessi ottenuta la grazia. Durante la novena, che feci con tutta la fede di essere esaudita, nell'atrio della fabbrica comparvero le liste dei primi operai chiamati al lavoro: purtroppo fra quei nomi non c'era quello di mio figlio. Giunse l'ultimo giorno della novena. Al mattino ascoltai la S. Messa e feci la S, Comunione, fiduciosa più che mai nell'intervento di S. Giov. Bosco. Durante il giorno, seppi che una nuova lista di operai, chiamati al lavoro, era stata esposta nell'atrio della fabbrica: ma anche questa volta il nome di mio figlio non risultava.

Verso sera, mentre recitavo il S. Rosario a questo scopo, sentii bussare alla porta di casa, e mi si presentò un impiegato municipale, annunciandomi che col prossimo lunedì mio figlio era assunto al lavoro. Col cuore pieno di gioia, ringraziai il mio Santo Protettore S. Giovanni Bosco, che aveva esaudito le mie preghiere.

In fede

Breganze (Vicenza).   ROSA PERON.

Le immagini di Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco fecero sentire la loro protezione.

Nel marzo u. s. il nostro amatissimo padre fu colpito da fortissima influenza, la quale lo ridusse in cattive condizioni, per essere subentrata anche l'intossicazione del sangue. Il nostro benemerito dottore tentò l'ultimo rimedio: la penicillina; ma l'avanzata età di 81 anni e la gravità della malattia rendevano assai dubbio l'esito di questa portentosa medicina. Nessuno può immaginare l'angoscia e la disperazione nostra.

In quella terribile situazione invocammo con la fede più viva Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco, dei quali siamo tanto devoti e mettemmo le loro immagini sotto il guanciale del nostro carissimo infermo. Oh potenza della grazia ! Dopo tre giorni, il dottore lo dichiarò salvo, dicendo pure lui che è stato un miracolo. Ora è quasi completamente guarito e, pur riconoscendo l'efficacia della penicillina, ringraziamo pubblicamente Maria SS. Ausiliatrice e San Giovanni Bosco, che, accogliendo le nostre angosciose preghiere, ci conservarono e ridiedero salute al nostro amatissimo padre. Inviamo l'offerta promessa.

Lavarone (Trento).

Famiglia di EUGENIO BERTOLDI.

Guarì quasi improvvisamente.

Mio padre, un dopo pranzo, mentre passeggiava, cadde a terra. Prontamente rialzato e trasportato a letto, si constatarono dai familiari i primi sintomi di paralisi.

Chiamato il medico, d'urgenza, affermò trattarsi di paralisi in tutta la parte sinistra del corpo. Aggravandosi sempre più, venne chiamato il primario dell'ospedale di Camposampiero, che, giunto, praticò le cure necessarie. Nel frattempo gli vennero amministrati i Ss. Sacramenti.

Lo stato dell'infermo peggiorava continuamente. Il giorno del Corpus Domini anche la bronco-polmonite venne a complicare la già grave situazione. I medici perdettero ogni speranza di salvarlo, tanto che gli diedero ancora poche ore di vita. Non potendo nessun rimedio umano giovare, incominciammo una fervorosa novena alla Vergine Ausiliatrice e a Don Bosco Santo, promettendo tutti di accostarci ai Ss. Sacramenti.

Il primo giorno della novena il babbo non parlava quasi più. Le sue parole erano: « Abbiate fede, sarà tutto quello che Dio vorrà. Sia fatta la sua volontà ».

La notte del secondo giorno della novena, verso le ore undici, il babbo si addormentò profondamente. Risvegliatosi verso le ore quattro e mezzo, dice di sentirsi meglio. Invero, giunto il medico verso le ore nove, constatò che l'infermo era realmente fuori pericolo. Nel quarto giorno della novena la Vergine Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco ci esaudirono completamente, ridonando al babbo anche l'uso delle membra paralizzate.

Il medico curante affermò che solo l'intervento soprannaturale poteva guarire così bene il babbo. Ora esso è già alzato e fa voti che la grazia venga presto pubblicata.

Santa Giustina in Colle.

CIPRIANO GOTTARDELLO.

I medici si erano rifiutati di operare.

Negli ultimi di gennaio scorso mia mamma accusava un malessere, che ben presto si manifestò sotto forme allarmanti: appendicite, colicestite, albumina. Fu condotta in clinica, ma i chirurghi temevano che l'ammalata, debole e per di più di 70 anni, non avrebbe sopportato le complesse operazioni. Fu proprio il 31 gennaio che, ricordandomi che era la solennità di S. Giovanni Bosco, formulai al Santo una preghiera e un voto. Alcuni giorni dopo mia madre veniva ricondotta a casa, perchè dichiarata non passibile di alcuna operazione. Io però avevo notato un certo miglioramento il 31 gennaio, qualche ora dopo che mi ero rivolta con fiducia a S. Giov. Bosco. Difatti, senza alcuna operazione, qualche settimana dopo, essa si alzava completamente guarita dall'intervento del cielo. Oggi essa gode una salute migliore di prima. Io adempio il voto di allora con pubblicare tanta grazia ricevuta dal Santo.

Dèlia (Caltanissetta)..   NUNZIA RICCOBENE.

Era grave il male e l'età avanzatissima.

Il 10 gennaio ultimo scorso, mia mamma novantenne si metteva a letto con febbre alta e delirio; chiamato il medico, annunciò la bronchite diffusa e nei giorni seguenti si manifestò nell'ammalata anche la polmonite, sicchè il medico perdette ogni speranza di salvarla. Nella desolazione di vederci portar via la nostra vecchietta, ci rivolgemmo con tanta fede a M. SS. Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco. Il medico volle tentare con la penicillina, che per noi fu come una sentenza di morte.

Mio fratello sacerdote, allievo dei Salesiani di Parma, collocò sotto il guanciale della nostra cara ammalata, l'immagine di S. G. Bosco, poi si pregò con gran fervore. Alla seconda iniezione l'ammalata cominciò a migliorare e dopo un mese e mezzo potè uscire di camera. Ora, in proporzione alla sua età, sta benino e fa anche qualche lavorino. Noi abbiamo la ferma fiducia che M. SS. e S. G. Bosco ce la abbiano conservata da morte quasi certa, poichè il dottore aveva sempre detto: Non sarebbe niente, ma mi fanno paura gli anni. Invece è guarita nonostante i 90 anni!

Canètolo di Corniglio (Parma).

DIRCEA BOLZONI.

Guarito da mastoidite e paralisi facciale.

La notte del 22 gennaio u. s. mio marito fu colpito da un fortissimo dolore all'orecchio destro, che gli passò dopo qualche giorno per fare poi una nuova e più dolorosa riapparizione.

Iniziammo la novena a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco. Il quinto giorno della novena mio marito si recò da un dottore, il quale subito si accorse della gravità del male e consigliò l'atto operatorio.

L'orecchio era pieno di pus, la mastoidite minacciava di farsi cerebrale e si temeva la paralisi facciale.

Figuratevi il mio dolore! Raddoppiai le mie preghiere ed ecco giungermi, per telefono, la prima notizia sull'esito soddisfacente dell'operazione. Mi profusi in ringraziamenti a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco e, recatami all'ospedale, sentii dal Professore operatore e dagli infermieri accusare l'esito come un vero miracolo, tanto era grave il male.

Mio marito se l'è cavata benissimo dopo ventiquattro giorni di degenza.

Ringrazio Maria Ausiliatrice e Don Bosco.

Seriate (Bergamo).   VIRGINIA BARCELLA.

Ringraziano ancora della loro intercessione Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco:

Emilia Cini ved. Corsini (Firenze) con la sua fede nell'aiuto di S. Giov. Bosco ottiene la felice sistemazione finanziaria per una causa civile, che durava da 20 anni.

Giuseppe Traisi (Naro) rende noto che ha ricevuto due grazie da S. Giov. Bosco.

Ermelinda Bosisio (Milano) nel mese di maggio ottenne un posto per suo figlio, il quale, così, ha trovato lavoro e la pace domestica è tornata in casa.

Il Ch. Arnaldo Navarini (Cittadella di Padova) fa sapere di aver ottenuta la guarigione di sua madre, che era molto grave.

Giuseppina Vassallo (S. Cataldo) ringrazia Maria Ausiliatrice per la continua protezione usata ai suoi figli.

Giovannina Bardone (Vercelli) rende nota la protezione di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco nella felice soluzione di forti pericoli, che minacciavano di travolgere alcuni suoi parenti

Landolina Clemente da Castronovo di Sicilia affidò l'esito degli esami di Licenza Media del figliuolo a Maria Ausiliatrice e suo figlio fu promosso.

Ernesta Tallia ved. Arvarico (Torino) professa eterna riconoscenza a S. Giov. Bosco per averla guarita da asma e per la buona sistemazione dei suoi tre figli.

Giulia Maggi (Civate) è grata a S. Giov. Bosco per la riacquistata salute e per la felice soluzione di una causa imbastita contro di lei.

Cesira Locotti (Genova) ringrazia S. Giov. Bosco, perchè il figlio Remo ha trovato una buona occupazione e perchè l'altro figlio è rimasto incolume da un terribile scontro, che ridusse in pezzi l'autocarro, sul quale egli si trovava.

N. N. rende nota la guarigione della sorella da un attacco di nefrite.

Maria Falaguerra (Trino) partecipa la guarigione del padre da emorragia cerebrale e polmonite.

Vincenzo De Marco (Cammarata-Agrigento) da S. Giov. Bosco ha ottenuta una serie di grazie: 1) ha trovato lavoro, 2) sono guarite da grave malanno la moglie e la figlia, 3) ha potuto riavere un importante collo, che un ferroviere aveva spedito, per errore, ad un'altra destinazione.

Grazie attribuite all'intercessione del BEATO DOMENICO SAVIO

Il caso era disperato.

Sento il dovere di comunicarvi l'insperata guarigione avvenuta nell'aprile scorso a mio figlio Renato, grazie all'intervento del Beato Domenico Savio.

Nel pomeriggio del Venerdì santo mio figlio rientrava a casa in preda ad un'acutissima febbre. Il medico credette trattarsi di un semplice disturbo gastrico. Però, non verificandosi nessun miglioramento, fu ricoverato, dopo alcuni giorni, all'ospedale italiano. Le analisi dimostrarono che si trattava di tifo. Giorni penosissimi incominciarono per il povero figliuolo, in preda ad altissima febbre, accompagnata da spasimi atroci e da delirio. I medici attaccarono il male con tutti i mezzi più moderni; tuttavia un'improvvisa emorragia interna rese il caso disperato.

Fu in questo momento criticissimo che i rev. Pp. Salesiani, di cui Renato è alunno, lo misero sotto la protezione del Beato Domenico Savio. La sua immagine fu posta sotto il cuscino dell'infermo, si iniziò da tutti una novena. Si notò subito un sensibile miglioramento, che continuò fino alla completa guarigione. Il Beato Domenico Savio aveva salvato mio figlio.

Cairo (Egitto).   C. CASTORINA.

La guarigione insperata.

Nel mese di marzo il giovanetto Natale Phaure, di undici anni, cadeva ammalato di febbri, la cui natura non era chiaramente definita. Trascurato nei primi quindici giorni di malattia, il male si aggravò in maniera tale che, anche portato all'ospedale, i medici non sapevano dire di che si trattasse. Da più di tre settimane ormai la febbre persisteva alta, sempre, giorno e notte, sopra i 40 gradi. Il ragazzetto era ridotto a pelle ed ossa, e dava più poca speranza di guarigione, poichè tutti i tentativi dei medici non erano valsi a far diminuire la febbre. I suoi compagni allora si rivolsero a Domenico Savio, incominciando una novena di preghiere e di Comunioni. L'ammalato stesso si unì a loro, pregando con grande fiducia Domenico Savio. Il giorno stesso che incominciarono la novena, la febbre incominciò a diminuire ed in due giorni era completamente sparita. Una settimana dopo ritornava sorridente ed allegro fra i suoi compagni, ed ora desidera rendere pubbliche grazie al novello Beato per la grazia concessa.

Mandalay (Birmania).

Sac. FORTUNATO GIACOMIN

Missionario Salesiano.

La radiografia lo trovò completamente guarito.

Un nostro allievo di terza ginnasiale, certo Ulderico Naganò di anni 15, già da due mesi era a letto colpito da febbre con sudori notturni e sputi sanguigni, segni manifesti della tubercolosi, che la radiografia rivelò con evidenza. Avevamo quindi stabilito di ricoverarlo nel tubercolosario cattolico di Beppu.

La sera del 4 marzo 1950, vigilia della Beatificazione di Domenico Savio, andai a visitarlo, e, vistolo tutto sudato e febbricitante, l'esortai a pregare Domenico Savio e a chiedergli la grazia della guarigione.

Il ragazzo pregò con molta fede, promettendo a Domenico Savio che sarebbe diventato prete al suo posto, se l'avesse guarito; poi si addormentò placidamente.

Al mattino si sentì completamente rinvigorito, e non potendo più resistere, prima della levata comune, corse dal Direttore per dirgli tutta la sua gioia per la segnalata grazia ricevuta proprio il giorno della beatificazione di Domenico Savio.

Quel mattino stesso andò alla Messa, si accostò alla S. Comunione e riprese la sua vita regolare in mezzo ai compagni, nonostante che si volesse obbligarlo ad aversi dei riguardi.

Ad una nuova radiografia, il medico, meravigliato, lo dichiarò perfettamente guarito.

Il giovanetto ha ripreso i suoi studi, è riuscito bene negli esami ed ora si trova nel nostro aspirantato salesiano di Miyazaki. Da quel giorno non fu più malato; è passato più di un anno e continua a godere perfetta salute, allegro e contento di aver ottenuto con la guarigione anche la grazia della vocazione.

A gloria di Dio e in onore del Beato Domenico Savio. In fede.

Nakatsu (Giappone).

Don ALBANO CECCHETTI, Direttore dell'Orfanotrofio D. Bosco.

Vindice di giustizia.

Mio figlio era stato ingiustamente accusato: le prove portate dagli accusatori erano state così bene inventate che non era possibile, umanamente parlando, trovare una via di uscita. Soffrivo immensamente nel vedermi il figlio innocente così villanamente trattato. Con tutta la fede del mio spirito mi rivolsi al Beato Domenico Savio con questa breve preghiera: « O Beato Domenico Savio, tu che non hai conosciuto colpa e che invochiamo protettore dei giovanetti, guarda mio figlio e fa' che trionfi la giustizia nella verità ». Un'ora dopo un signore bussava alla mia porta e si offriva, e se del caso conduceva altri suoi amici, a testificare e a dimostrare l'innocenza di mio figlio. Immensa fu la gioia che provai: il Beato Savio mi aveva subito esaudita. Le testimonianze così miracolosamente trovate sventarono ogni satanica macchinazione e mio figlio fu giudicato, come realmente era, innocente.

Ottobiano (Pavia).

MARTINA SACCHI in AGOSTEO.

Guarisce dopo aver baciato l'immagine del Beato Domenico Savio.

Da vari giorni a letto con morbillo, il mio nipotino Ugo Bocca, di anni dieci, si aggrava repentinamente: era il 6 marzo dell'anno 1950. Il medico, chiamato subito, riscontra un principio di polmonite; la febbre è salita a 40°, in casa si è atterriti. La sera tardi vado a trovare il bambino: è in uno stato di assoluta spossatezza, le guance infocate, gli occhi chiusi, le palpebre gonfie. Lo chiamo, gli faccio vedere una grande immagine del Beato Domenico Savio. « Quant'è bello! » mi dice e la bacia commosso. Richiusi gli occhi, ritorna nello stato di eccessivo abbandono. Gli metto la reliquia del Beato sotto il guanciale. La mattina presto giunge a casa la notizia che il bambino è completamente sfebbrato.

Messina.   LINA DE FRANCESCO.

Iva Carapelli (Murlo-Siena) attribuisce al B. Domenico Savio l'esito felice negli esami della propria figliuola Amneris, che per lunga malattia era stata assente dalla scuola.

Anna Locatelli (Bergamo) ringrazia il B. Domenico Savio per la guarigione del figlio.

Grazie attribuite all'intercessione del SERVO DI DIO DON MICHELE RUA

Una bomba nella stanza.

Manifesto in ritardo a Don Michele Rua la mia devozione e riconoscenza per la sua protezione a mio riguardo.

Sfollata, per paura, con la famiglia, lasciai la casetta natìa, sulla quale apparecchi nemici gettarono spezzoni incendiari. Nel centro della casa, in una stanza ove, 43 anni fa, Don Rua fu con noi a pranzo, dopo aver benedetto le mie nozze nella chiesa di San Bernardino, vi rimase sempre il Suo quadro. Tornati finalmente a casa nostra, proprio in quella stanza trovammo una grossa bomba inesplosa. L'U.N.P.A. subito chiamata riconobbe un vero miracolo, perchè solo un piccolo movimento avrebbe prodotto l'esplosione con distruzione anche di tutte le case vicine, essendo una delle bombe più grandi.

Ringrazio D. Rua per avermi salvata la casa e la persona.

Torino.   CESARINA FIVELLI DE LAUSO.

Grazie attribuite all'intercessione del Servo di Dio Don ANDREA BELTRAMI

Il caso era definito disperato dai medici.

Un nostro caro ex allievo di Verona, abitante a Schio, scrive pregando di pubblicare sul Bollettino Salesiano una grazia ottenuta per intercessione di D. Beltrami. Si tratta di un suo parente settantenne, che fu operato a Vicenza per un tumore allo stomaco. L'operazione, per lo stato grave del malato, fu disastrosa. Non fu possibile per 20 giorni consecutivi, far ingerire nulla al malato. Il caso era definito disperato dai medici. Si iniziò, allora, dall'ex allievo una novena al Servo di Dio D. Beltrami con promessa di un'offerta per la sua causa e la pubblicazione sul Bollettino, se si otteneva la guarigione. Dopo soli due giorni dall'inizio della novena, si tentò un nuovo atto operatorio e alla fine della novena il malato era già fuori pericolo.

Monteortone (Padova). Sac. GIUSEPPE SCIANCA.

" Applicai la sua reliquia ".

Ero malata gravemente ed era già decisa l'operazione. Mi venne l'ispirazione di applicare sulla parte malata una reliquia del servo di Dio D. Andrea Beltrami. Quasi istantaneamente passò il dolore e sono tuttora in buona salute.

APOLLONIA COEREZZA, madre di un Salesiano Missionario nella Cina.

Guarita da ostinato male ad un piede.

Da dieci anni soffriva pene indicibili ad un piede ed ero costretta ad usare un apparecchio ortopedico, che doveva continuamente cambiare e rinnovare.

Un mio nipote Salesiano il Ch. Ugo Malighetti mi consigliò di raccomandarmi al Servo di Dio D. Andrea Beltrami e mi fornì una reliquietta.

È stato proprio D. Beltrami a farmi cessare le dure sofferenze e a farmi incontrare, dopo dieci anni di dolori e di spese, un bravo ortopedico di Brescia, che finalmente ha indovinato cura e strumento, per cui sono cessati i miei atroci mali.

Iseo.   C. FENAROLI. Grazie attribuite all'intercessione del Servo di Dio Don FILIPPO RINALDI

Riconosciuto innocente.

Mio padre, per l'accusa di inesistenti reati politici, era stato incarcerato in attesa di giudizio. Un primo processo fu tenuto dopo tre anni e si concluse con una lievissima condanna, che fu poi cancellata coll'amnistia; ma se ne doveva svolgere un secondo, tenuto precisamente in questo mese. In famiglia si era certi dell'integrità d'animo di nostro padre, ma sapevamo anche quanto la giustizia umana possa essere influenzata da elementi interessati ed ostili, per cui l'attesa di questo secondo processo era colma di timori.

Intanto conobbi un sacerdote salesiano, che mi parlò del Servo di Dio Don Filippo Rinaldi e mi consigliò di raccomandarmi a lui.

Allora feci con questo sacerdote, in antecedenza al processo, una fervorosa Novena. Le cose nei primi giorni di dibattito sembravano svolgersi favorevolmente, poi si complicarono e si ebbero giorni di ansia e d'incertezza a causa delle responsabilità, che si tentava di addossare a mio padre per l'alta carica ricoperta, sicchè pareva che tutte le speranze stessero per crollare. Però non veniva meno la fiducia nell'intercessione di D. Rinaldi, che, difatti, non mi abbandonò. Finalmente, dopo un lungo dibattito, la Corte lesse la sentenza di assoluzione. Mio padre era libero!

Adempio la promessa di pubblicare la grazia.

Firenze   M. Z.

La radioscopia non trovò più nulla.

Alla fine del febbraio scorso fui costretta al letto da alta febbre. Il medico pensò ad un'influenza. Dopo un mese la febbre non solo non diminuì, ma aumentò in modo impressionante. La diagnosi si volse ad una infezione polmonare e poichè il male andava paurosamente crescendo, il medico giudicò urgente la radiografia. Dovevo essere autotrasportata ad un centro distante venti chilometri e non reggevo a tenermi, un istante, ritta. Sopravvennero acutissimi dolori di capo, emorragie nasali, temperatura altissima. Avevamo, da alcuni giorni, incominciata una novena di preghiere a D. Rinaldi, del quale già precedentemente, in parecchie circostanze, sperimentammo il paterno intervento. Al settimo giorno mi decisi di farmi condurre ai raggi e, mirabile caso, la decisione segnò immediatamente il principio della guarigione. Non ebbi a soffrire nulla lungo il viaggio, scese rapidamente la febbre e la radiografia non segnalò nulla. Nel giro di pochi giorni potei lasciare il letto e ora sono completamente guarita. Mentre in casa, commossi e grati, sciogliamo le nostre solenni promesse personalmente fatte a D. Rinaldi, invio la mia offerta per le Opere, che stavano tanto a cuore al Servo di Dio.

Ceglie Messapico (Brindisi).

DOMENICA PERSICO ved. CERRUTI.

Guarisce da asma cardiaca.

Alcuni mesi fa, il papà, colpito da asma cardiaca, fu ricoverato all'ospedale.

I medici non nascosero lo stato grave del paziente.

Immediatamente lo raccomandammo a Don Rinaldi, iniziando una novena e promettendo di pubblicare la grazia sul Bollettino Salesiano.

Don Rinaldi non fu insensibile alle nostre preghiere. Il babbo, dopo solo quindici giorni di cure, si ristabilì e dopo un mese di degenza lasciava l'ospedale.

Sempre fiduciosi nel Suo aiuto rendiamo nota la grazia.

Torino.   Famiglia M. BOSTICCO.

L'Arciprete di Roccapulzana D. Elmo Rossi si raccomandò al servo di Dio D. Filippo Rinaldi in occasione del suo concorso e, ora, ne annuncia l'esito favorevolissimo. '

I coniugi Bosso, di Carmagnola, riconoscono a D. Filippo Rinaldi l'aver potuto sistemare il loro figliuolo in uno stabilimento del paese.

Suor Adele Rabozzi (Novara) attribuisce a D. Rinaldi la prospera vita dell'Istituto, la guarigione da malattia al fegato del giovane Cattaneo da Barengo e la guarigione da nefrite della bambina Maria Luisa Provaroli.

Suor Carla Lucchini (Caluso) rende noto che un giovanetto del paese già ritenuto gravissimo, è guarito per preghiere rivolte al servo di Dio D. Filippo Rinaldi.

Adelfina Graioni, da Milano, è stata sollecitamente aiutata dal Servo di Dio D. Filippo Rinaldi a superare, in brevissimo tempo, forti difficoltà burocratiche e nel trovare una conveniente occupazione.

Suor Lucia Fiardino, al termine di tre novene al servo di Dio D. Filippo Rinaldi, guarisce completamente da mastoidite.

Il Colonnello Enrico Fiocca (Roma) da D. Rinaldi ottiene la guarigione da preoccupante deficenza di respiro.

Il Dott. Paolo Chiorazzo supera facilmente gli esami di laurea, nonostante il grave esaurimento. mercè la protezione di D. Rinaldi.

Sac. Piero Giua (Salesiano). Desidero ringraziare pubblicamente il Servo di Dio D. Filippo Rinaldi, per essere stato da lui più volte aiutato e provvidenzialmente soccorso, in momenti di grave necessità,

ANIME RICONOSCENTI

Ci hanno segnalato grazie ottenute per intercessione di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, di S. Maria Mazzarello e degli altri Servi di Dio - alcuni hanno anche inviato offerte per la celebrazione di sante Messe di ringraziamento, per le Missioni salesiane o per altre opere di D. Bosco - i seguenti:

Abello G., Alberti D., Alinari P., Antoniotto G., Ardissono P., Astrua G., A. U.

Badellino L., Bagnati A., Ballauri T., Barano A., Barassi M., Barengo V., Basso F., Belluomo C., Benedetti G., Berardo C., Berruti G., Berruto T., B. G., Bianco Giuseppe, Bianco Giuseppina, Biando M., Binda G., Binello M., Birago N., Boggio A., Borello S., Borgesa C., Borsio A., Borsola L., Bosco R., Bosio R., Bossi G., Bovio G., Brignolo C., Bruno L., Brunod C., Brusati V., Burdin M.

Cagnetta M., Calandra M., Caporzo A., Caprioglio G., Carni ino-Gianotti, Casetta A., Castagno M., Castellaro L., Cavallero G., Cerruti G., Cerruti M., Chiorando C., Colombo A., Comoglio N., Coniugi: Momo e Ronco; Cravero F., Cuniberti V., Cuaz S., Cuvertino T.

Degrandi R., Del Brino E., Del Santo C., D. M., Ducci M.

Fam.e: Baruffa, Ceriani, Chiodi, Clerici, Digo e Groppo; Faraoni E., Favrega L., Ferraro T., Ferreri T., Ferrero G., Foglio C., Fontana G. e R., Forneris M., Frattini E., Franza P.

Gallo C., Gambino C., Garena M., Garrone C., Gengo P., Geninati C., Genta M., Gerbaldi F., G. G., Giaccone A., Giambre G., Giardo M. T., Gioachino L., Giorda M., Giovanna B., Giovannini R., Gramaglia G.

Lemeimer, Leone M., Lovera G.

M. A. G., Magone M., Mainero C., Malandrone M., Manzon G., Marengo G., Mariani C., Martinotti L., Malsano L., M. E. B., Merlo G., Micheletti R., Migliano AI'., Aligliavacca C., Moraldo P., Marino A., Mortara M., M. V.

Napione R., Navone D., Navone M., Norisso G.

Oreggia D., Ottaiano A.

Pachi M., Pachi M. A., Panzeri N., Parussa A., Parussa M., Peila G., Pelissero M., Peretto L., Perino C., Perucca P., Pezzana M., Picchiura O. Piccione G. Pipino M., Pozzobon R.

Reviglio G., R. M., Rissone G.

Sarazio T., Scarfiotti G., Simondi A., Simondi G., S. M. N. Sorisio C., Spatafora F., Spesso A., Stipo I..

Tiboldo G., Tomassone M., Trossero V., Trucco Prof. E.

Vayr M., Villa A. e C., Virano M., Volcan B.

IN FIDUCIOSA ATTESA

Raccomandiamo caldamente alle preghiere di tutti i devoti di Maria Ausiliatrice, le seguenti persone e le loro particolari intenzioni:

Actis C., Aiassa M., Alberone G., Ansano R., Baboritello, Badano A., Becchis M., Beccio A., Belliotti A., Benso G., Bianchetta M., Borella R., Borello S., Braccia A., Brera S., Busso A., Calvi e Persico, Carassia F., Caratazzolo V., Carmel F., Castagnotti F., Cavallo G., Gazzaniga G., Teresa E., Cerruti G., Correano P. e M., Costa R., Cristino G., Durando M. Ferranti A., Ferraro T., Fioretto M., Formica G., Forno P., Fumero M., G. Margherita, Gavuzzi F., Giaccone A., Giardini A., Gibello AI., Giolitto G., Gioachino I,., Giordano, Givogre G., Giuromello P., Go T., Griffa L., Lualdi D., Lacchi L., Maspero E., Mastropiero F., Mazza M., M. M. V., Moro A., Mozzin R., M. V., Natta B., Ottolia M., Panero G , Patrone C., Piana C., Pigai R., Poma fan., Rasino M., Ravasenga C., Rocci C., Rostagno D., Salesio M., Salsa M., Surgetto C., Sartori A., Savigliano e Depalma, Scapino B., Simondi A., Siracusa M., Tabbia A., Tibaldi G., Tosco G., Vagnino, Vallero A., Varese L., Vagnone A.

NECROLOGIO

SALESIANI DEFUNTI:

Don LINO CABADA, da S. Juan de Cerdo (Spagna), † a La Corona (Spagna) il 23-IV-1951 a 77 anni.

Dori GIOVANNI SCIACCA, da Randazzo (Catania)' † a Catania il 16-III-1951 a 76 anni.

Coprì per lunghi anni la carica di segretario ispettoriale, ammirevole per la sua umile e rispettosa devozione ai Superiori, per l'affabile carità e costante mitezza con tutti i confratelli.

Don GIUSEPPE GHIBAUDO, da Busca (Cuneo), † a Monteortone (Padova) il I-VI-1951 a 73 anni.

Grande educatore, fervido animatore di ogni opera buona, apostolo di carità. Lascia di se un soave ricordo nelle varie case salesiane, in cui spiegò la sua attività di buon figliuolo di S. Giovanni Bosco, ma specialmente a Verona, Trento ed Este, delle quali fu apprezzato direttore.

Sac. PIETRO IGLESIAS, da Amer (Spagna), † a Huesca (Spagna) il 15-IV-1951 a 69 anni.

Spese la sua vita ad onore e gloria di Maria Ausiliatrice. Diresse molte case con profondo spirito di sacrificio e devozione alla Madonna.

Sac. MICHELE BURKE, da Athleague (Irlanda), † a Bolton (Inghilterra) il .3-IX-1950 a 65 anni.

Sac. EMANUELE FERNANDEZ, da Fuenteheridos (Spagna), † a Utrera (Spagna) l'11-V-1951 a 65 anni.

Sacerdote Salesiano, che visse tutta la sua vocazione, attendendo con generosi sacrifici alla gloria di Dio e al bene delle anime.

Don MARINO ARIOLI, da Bologna, † a Verona il 4-V-1951 a 60 anni.

Anima ardente, suscitava un'onda di entusiasmo per le missioni e le vocazioni salesiane in mezzo ai giovani, prima, e ai Chierici in seguito. La morte, repentinamente, trasse a Dio l'anima sua bella, nella casa di Verona, già campo del suo vasto zelo.

Don PIETRO ROCCO, da Ospitaletto Bresciano, † ivi il 3-1-1951 a 43 anni.

Coad. ALESSANDRO MERLO, da Torino, † a Torino (San Giovanni) il 6-VII-1951 a 75 anni.

Era membro di una famiglia, di cui il padre, rimasto vedovo, e i tre fratelli entrarono nella Congregazione di D. Bosco. Per 44 anni svolse un'attività prodigiosa nella casa di S. Giovanni Evangelista di Torino; vera anima dell'Oratorio festivo.

Coad. ARTURO VALDINOCI, da Cesena (Forlì), † a Torino-Oratorio il 26-v-1951 a 42 anni.

Apprezzato capo della scuola per elettromeccanici nella Casa Madre, lascia cara memoria di sè per lo spirito di sacrificio, di lavoro, di pietà.

Ch. CARMELO CASTELLANA, da Aragona (Agrigento) † a Pedara (Catania) il 5-V-1951 a 21 anni.

CARNICERO GIACOMO, da Andosilla (Spagna), † a Gerona (Spagna) il 26-III-1951 a 17 anni.

COOPERATORI DEFUNTI:

Cav. Uff. Mons. GIUSEPPE RINALDI, † a Roma il 10-VII-1951.

Apparteneva a numerosa famiglia di 12 figli, di cui tre divennero sacerdoti e quattro suore.

Dal 1910 era parroco dei SS. Pietro e Marcellino in Via Merulana, dove lavorò indefessamente per oltre 4o anni.

Una delle sue opere più grandi, oltre la parrocchia, fu l'Opera delle Vocazioni, di cui divenne esperto presidente e con la sua attività vide uno stuolo senza numero di sacerdoti fiorire intorno a lui.

Era Decurione dei Cooperatori Salesiani e la vita di Don Bosco, da lui avidamente letta quasi giornalmente, lo entusiasmava alla ricerca delle vocazioni.

Il Santo Padre Pio XII lo aveva nominato suo Prelato Domestico. La morte lo colse nel pieno vigore della sua attività.

Solennissimi riuscirono i suoi funerali con la partecipazione di eminenti personaggi sia ecclesiastici sia del laicato.

Da queste colonne porgiamo le più sentite condoglianze ai parenti tutti e in modo speciale al fratello salesiano Don Alfonso.

Mons. ALFREDO MIOTTI, † a Sondrio il 22-VII-1951.

Fu il promotore del Comitato per la venuta dei Salesiani a Sondrio e contribul moltissimo per l'erezione dell'Istituto, di cui fu vero ammiratore e cooperatore.

CAROLINA AVER nata BEVILACQUA, † a Bevadoro il 24-VII-1951 ad 86 anni.

Cooperatrice Salesiana. Con cristiana compiacenza poteva vantare fra i figli di S. Giovanni Bosco il nipote Rev.mo D. Renato Ziggiotti.

MARIA BROSSA ved. CRIVELLO, † in Villastellone (Torino) l'8-VII-1951, a 84 anni.

Ottima madre di famiglia, diede a tutti l'esempio d'una vita cristiana intessuta di modestia, lavoro, generosità e preghiera.

Il Signore la consolò con la vocazione sacerdotale al suo terzogenito, che essa donò generosamente alla Società Salesiana.

ANGELA PALLA VERA in FERRAR].

Educò i suoi otto figli ai sani principi della fede. Uno di essi è zelante missionario salesiano nel Giappone.

ALTRI COOPERATORI DEFUNTI:

Annichini Francesco, Maggiora (Novara) - Barbaglia Gaetano, Garbana (Pavia) - Barlotti Maria Gaetana, Capaccio (Salerno) - Barreca Dr. D. Concetto, Siracusa - Bellugi Giovanni, Montalcino (Siena) - Bessegato Antonio, Montebellona (Treviso) - Bigi Can. Giovanni, Montericco (Reggio E.) - Biscaro Rindoni Faustina, Treviso - Caprioli Francesco, Orvieto (Terni) - Cattaneo Luigi, Asnago (Como) - Conte D. Girolamo, Quarto (Genova) - Conto Cardia Giuseppe, Nurri (Nuoro) - Delvai Teresina, S. Lugano (Trento) - Ferrari Can. Luigi, Chiavari (Genova) - Garelli Sorelle, Borgata (Cuneo) - Maina Rosa, Testona (Torino) - Maudente Rubbio Amalia, Bologna - Melzi Antonio, Concorezzo (Milano) - Mettica Damiano, Rubbio Lomb. (Pavia) - Naselli Santo, Gangi (Palermo) - Negro Anna, Pralormo (Torino) - Ruffato Anastasia, Pavarolo (Torino) - Santi Luigi, Camogli (Genova) - Tosi Giovannina, Busto Arsizio (Varese) - Valle Ida, Torino - Valli Donà Clelia, Olgiate Comasco (Como) - Varona Luigi, Borgo D'Ale (Vercelli) - Zanfrini Stefano, Albese (Como).

TESORO SPIRITUALE

I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice, possono acquistare

L'INDULGENZA PLENARIA

Ogni mese:

1) In un giorno del mese a loro scelta.

2) Il giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte. 3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.

Nel mese di Ottobre anche:

7 - SS. Rosario di Maria.

11 - Maternità di Maria. 16 - Purità di Maria.

Ultima Domenica: Festa di Cristo Re.