ANNO LXXV 1° OTTOBRE 1951 NUMERO 19
Il plauso e la benedizione del Santo Padre
Alle auguste attestazioni di benevolenza date dai Sommi Pontefici Pio IX, Leone XIII, Beato Pio X, Benedetto XV e Pio XI alla Pia Unione dei Cooperatori e delle Cooperatrici salesiane, abbiamo la consolazione di aggiungerne una recentissima del Santo Padre Pio XII, che, informato della celebrazione del nostro 75°, si è degnato di far pervenire al IV Successore di San Giovanni Bosco le Sue felicitazioni, i Suoi voti e la Sua benedizione.
La lettera, firmata da Mons. Grano, porta la data del 22 agosto, festa del Cuore Immacolato di Maria, ed è per noi il più bel dono della Madonna nella fausta ricorrenza giubilare.
Ecco il testo del prezioso documento:
SEGRETERIA DI STATO
DI S. SANTITÀ N. 258846.
Rev.mo Signore Sac. PIETRO RICALDONE Rettore Maggiore della Società Salesiana di San Giovanni Bosco - TORINO
Dal Vaticano, li 22 agosto 1951.
Rev.mo Signore,
l'annuncio della ricorrenza del 75° anniversario della fondazione della Pia Unione dei Cooperatori e delle Cooperatrici salesiane è stato appreso con paterna soddisfazione da Sua Santità, a cui sono noti gli scopi e lo spirito che animano detta Istituzione.
Il Santo Padre si è compiaciuto di rilevare la benefica attività svolta in così lungo periodo di tempo, e desidera far pervenire le Sue felicitazioni. La provvida Pia Unione, infatti, viene ad arricchire e a coronare bellamente la meravigliosa fioritura di opere che la gloriosa Famiglia Salesiana ha ereditato dal suo Santo Fondatore. Non dubita, pertanto, il Sommo Pontefice che per tutti gli appartenenti alla Pia Unione i quali, sparsi nel inondo, si uniranno spiritualmente nella fausta celebrazione, il ricordo del bene compiuto sarà efficace stimolo per alimentare la fiamma dell'apostolato, e per continuare con rinnovato ardore nel cammino intrapreso. E, mentre addita a tutti codesti Suoi diletti figli i fulgidi esempi di S. Giovanni Bosco, la medesima Santità Sua auspica che la presente data accresca l'amore e l'interesse per un'opera tanto benemerita, e a questo scopo ben di cuore imparte a loro, alle rispettive famiglie, a tutta la Società Salesiana, il conforto dell'Apostolica Benedizione.
Profitto dell'occasione per confermarmi con sensi di distinta stima
di V. S. Rev.ma. dev.mo nel Signore
C. GRANO C. d.
Il sovrano compiacimento del Vicario di Nostro Signor Gesù Cristo e la Sua paterna benedizione confermano alla Pia Unione le divine predilezioni auspicate dal santo fondatore Don Bosco, che ne fissava la provvida missione e ne prevedeva il rapido sviluppo, quando cominciava la nefasta scristianizzazione dei paesi cattolici, che avrebbe travolto la civiltà del mondo, se non si fosse tempestivamente arginata con l'organizzazione dei buoni, disorientati dall'improvviso scatenamento della bufera infernale.
E ci spronano ad accrescerne il numero, ad intensificare la formazione spirituale e ad infervorare l'apostolato in questi tempi in cui solo la ripresa integrale della vita cristiana, il genuino spirito del Vangelo, la fedeltà alla Chiesa e la generosa dedizione all'apostolato della verità, della giustizia e della carità possono salvare il mondo da peggiori catastrofi.
Mentre pertanto ci riserviamo di dire al Papa un pubblico ringraziamento con una grandiosa manifestazione di cui darà presto l'annuncio il nostro venerato Rettor Maggiore, invitiamo tutti i Cooperatori e le Cooperatrici a dimostrare la loro gratitudine al Santo Padre accrescendo « l'amore e l'interesse per un'opera tanto benemerita ».
Il mezzo più pratico? Quello di invitare altri buoni cristiani a farsi Cooperatori e Cooperatrici delle Opere e Missioni di San Giovanni Bosco. A questo fine basta far conoscere lo scopo della Pia Unione, arricchita di tante Indulgenze ed altri favori spirituali, chiederne la cordiale collaborazione e curare nuove numerose iscrizioni.
Direttori Diocesani e Decurioni saranno ben lieti di trasmettere al Rettor Maggiore nomi ed indirizzi di quanti desiderano associarsi e concorrere al bene che si compie nella Famiglia Salesiana.
A facilitare il compito si sono costituiti appositi Incaricati in ogni Ispettoria ed in ogni Casa Salesiana. Ma ci si può rivolgere anche direttamente al Rettor Maggiore dei Salesiani, Via Cottolengo, 32 - TORINO (709). Si prega di scrivere chiaramente cognomi, nomi ed indirizzi, specificando le offerte quando i richiedenti ne facciano. Attestato di iscrizione è il Diploma di Cooperatore e Cooperatrice, che la Direzione Generale spedisce subito col piccolo Regolamento.
Del Bollettino Salesiano, organo della Pia Unione, si manda generalmente una copia per famiglia, o per comunità, quando non ne occorrano di più. La benedizione del Santo Padre segni nel prossimo anno un fervido incremento.
Attenzione! Cooperatori e Cooperatrici delle Opere e Missioni di San Giovanni Bosco.
Ricordiamo che per godere delle Indulgenze e degli Indulti concessi dai Sommi Pontefici ai Cooperatori e alle Cooperatrici delle Opere e Missioni di S. Giovanni Bosco, BISOGNA ESSERE ISCRITTI ALLA PIA UNIONE COOPERATORI SALESIANI. Non basta ricevere il " Bollettino Salesiano."
DOCUMENTO d'iscrizione è il DIPLOMA che la Direzione Generale Opere Don Bosco rilascia dietro domanda di coloro che lo desiderano.
Chi non lo avesse ancor ricevuto ed intende di cooperare effettivamente alle Opere e Missioni Salesiane, secondo le sue possibilità, ne faccia richiesta alla DIREZIONE GENERALE OPERE DI DON BOSCO - VIA COTTOLENGO 32 - TORINO (709).
I capi famiglia possono far iscrivere cumulativamente, sotto il loro nome, tutti i membri della famiglia. Basta che aggiungano la specificazione: ... e famiglia.
Così pure i dirigenti di associazioni ed i superiori o le superiore di Comunità ed Istituti religiosi, per tutte le rispettive associazioni, istituti e comunità.
Si prega di SCRIVERE BEN CHIARO COGNOMI, NOMI E INDIRIZZI.
Torino - Convegno degli Incaricati Ispettoriali dei Cooperatori.
Il 7 e l'8 settembre u. s. il Rettor Maggiore ha convocato all'Oratorio gli incaricati dei Cooperatori delle varie Ispettorie d'Italia per coordinare la cura della Pia Unione e sveltirne l'organizzazione.
In quattro sedute, aperte e chiuse dal Prefetto Generale rev.mo Don Renato Ziggiotti, essi hanno vagliato l'ordine del giorno, concordando il programma da svolgere nelle singole Ispettorie. Il sig. Don Ricaldone coronò i lavori, precisando norme e direttive con una paterna allocuzione ed impartendo a tutti la benedizione di Maria Ausiliatrice
Brescia - Prima festa in onore di S. Maria Mazzarello.
La nuova Santa Maria Domenica Mazzarello fu onorata a Brescia con grande solennità per concorso di personalità e di popolo.
Al triduo di preparazione si succedettero sul pulpito don Pietro Rigosa, don Tedeschi e Sua E. Mons. Carlo Allorio, vescovo di Pavia, che presiedette le nostre manifestazioni bresciane.
La domenica 1° luglio fu piena di eventi. Dopo la S. Messa prelatizia di S. E. Mons. Giacinto Tredici, vescovo di Brescia, per la gioventù femminile, e di S. E. il Vescovo di Pavia per la gioventù maschile, la popolazione alle ore 10, sul vasto piazzale della chiesa, accolse il novello Sacerdote salesiano don Pietro Bettinzoli, che celebrò la sua prima S. Messa nel tempio di San Paolo.
I cantori dell'apprezzata scuola corale « S. Vincenzo» diretta dal M. Don Giacomo Vender eseguirono con buon gusto la S. Messa solenne Salve Regina dello Sthele e scelti brani di musica polifonica.
Un grande arazzo con la figura della nuova Santa dominava tutta la chiesa dall'alto del capace presbiterio.
Tenne il panegirico della Santa Mons. Carlo Allorio, che con elevate parole illustrò il significato della perfezione cristiana nel mondo d'oggi: apostolato fra il nostro prossimo più immediato e azione morale in favore delle classi meno abbienti; perfezione, che nella Mazzarello raggiunse il vertice massimo dell'eroismo e della santità.
Alle ore 18 snodò il corteo con i due presuli, autorità e popolo verso il prato attiguo all'Oratorio Salesiano, dove, per la munifica generosità della Banca S. Paolo, sorgevà l'asilo con l'oratorio femminile. Si compì la funzione della posa della prima pietra con la solennità e festività da tutti attesa e desiderata.
Erano madrine la sig.ra Alba Rovetta Lanti e la sig.na Maria Heida. S. E. il Vescovo di Brescia rivolse al numeroso popolo parole d'incoraggiamento e di monito, onde l'opera che i figli di Don Bosco compiono in quel quartiere porti a tutti i più grandi vantaggi spirituali.
Forlì - Posa della prima pietra della chiesa parrocchiale e dell'Istituto Salesiano « Orselli-Santucci ».
Il giorno 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo, S. E. Mons. Paolo Babini, Vescovo di Forlì, alla presenza del Prefetto della città, S. E. Dott. Gino Querci, del Dott. Franco Simoncini, e di altre autorità civili militari religiose, benedisse la prima pietra della chiesa parrocchiale di San Biagio, affidata ai Salesiani, e dell'erigendo Istituto Salesiano « Orselli-Santucci ».
Il rito, nonostante il cattivo tempo, riuscì suggestivo e solenne e richiamò un folto e devoto pubblico, che alla chiesa di S. Biagio ed all'Opera Salesiana è legato da vincoli di cristiana e civile solidarietà.
S. E. Mons. Vescovo nel discorso d'occasione e le autorità convenute espressero il loro alto compiacimento ed auspicarono all'opera vasta e complessa dei Salesiani il più lusinghiero avvenire a favore della gioventù e del popolo.
INAUGURAZIONE DI MONUMENTINI IN ONORE DI S. GIOVANNI Bosco
San Donà di Piave (Venezia).
Il 24 giugno, in occasione della Messa d'oro del venerando D. Luigi Castellotti, che venti anni fa iniziava l'opera salesiana in San Donà di Piave, Mons. Saretta, arciprete, benedisse un pregevole busto marmoreo di Don Bosco, offerto dagli ex allievi. Quest'opera artistica del prof. Arturo Tamagnini di Pietrasanta (Lucca), riproduce le dolci sembianze del caro Padre dei giovani, sorridente. Suggellando il rito, Monsignor Saretta, che fu l'ideatore e il munifico donatore dell'Oratorio ai Salesiani palesò la sua intensa commozione nel salutare la prima volta l'immagine venerata di Don Bosco, in cui ravvisava l'espressione amabile dei figli spirituali, ed auspicava che un altro monumento espressione riconoscente di tutto il popolo Sandonatese abbia a sorgere nella piazza prospiciente l'istituto.
Il paterno messaggio del venerato Rettor Maggiore sigillò la bella festa commemorativa.
Palermo - istituto Salesiano Ranchìhile
Con la presenza del Vescovo Ausiliare, autorità ed amici dell'opera salesiana, è stato inaugurato a Palermo, nell'Istituto Salesiano di Villa Ranchibile, un monumentino a San Giovanni Bosco.
Sono stati gli alunni della II Media C., quali hanno voluto innalzare un busto al Padre e Maestro dei fanciulli, perchè la sua paterna benedizione sorrida alla loro pura e forte giovinezza.
Messina - Istituto D. Bosco, retto dalle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Sul frontone dell'Istituto, prospiciente lo Stretto di Messina, il 15 lugli u. s., fu collocata una statua in marmo, alta 3 m. È opera dello scultore Sutera.
A sera, illuminata da molte luci, la cara figura del Padre sembra voglia abbracciare e benedire la Sicilia e la vicina Calabria, dove numerosi suoi figli e figlie compiono un apostolato in mezzo alla gioventù.
La cerimonia riuscì molto suggestiva, in una giornata luminosa di sole nella natura e più ancora nei cuori.
OLANDA - Nuova parrocchia dedicata a Maria SS. Ausiliatrice.
Nella diocesi di Roermond, il Vescovo ha creato una nuova parrocchia, volendola dedicata a Maria Ausiliatrice.
È la prima in Olanda in onore della Madonna di D. Bosco. La popolazione è composta, in prevalenza, di operai e tutti si dimostrano molto devoti di Maria Ausiliatrice e del suo apostolo, S. Giovanni Bosco.
ARGENTINA Buenos Aires - Chiesa B. V. della Misericordia - Assistenza Emigrati Italiani.
S. Giovanni Bosco, il novembre del 1875, ai primi missionari Salesiani in procinto di imbarcarsi, da Genova, per l'Argentina, disse con zelo di Sacerdote e sentimento di Italiano: « Vi raccomando con insistenza particolare la dolorosa condizione di molte famiglie italiane. Andate, cercate questi nostri fratelli, che la miseria o la sventura portò in terra straniera, e adoperatevi per far loro conoscere la fede ed amare la patria».
Questo l'incitamento del nostro Santo Fondatore, questo lo spirito del Comitato di assistenza con a capo il Salesiano D. Giuseppe Sutera. La chiesa italiana Mater Misericordiae è, pertanto, il centro dell'assistenza morale e materiale per i nostri connazionali, dei quali si coltiva lo spirito religioso e patriottico.
Da circa cinque anni è ricominciato il flusso degli emigranti nell'Argentina e i piroscafi, che giungono da Genova a Buenos Aires, recano a bordo molti Italiani, che sono chiamati in America da congiunti o per contratto col Governo locale. All'arrivo del transatlantico, un Salesiano, o per lo meno, un membro del Comitato sale sopracoperta per aiutare coloro che si trovano in difficoltà per lo sbarco o che non hanno alcun appoggio in Argentina. I minorenni, per esempio, non possono sbarcare se non hanno una persona, che si faccia garante di loro. Lo stesso si dica per gli infermi.
Già moltissimi casi pietosi furono risolti mercè l'intervento del Comitato pro emigranti.
DIFFICOLTÀ Di SISTEMAZIONE.
Oggi, fra gli emigrati, non vi sono più soltanto braccianti, agricoltori, ma spesso laureati e specialisti. Purtroppo molti giungono nell'Argentina con l'illusione di trovare sulle sponde americane una facile prospettiva di lavoro e di buona retribuzione, ignari delle paghe spesso modeste e degli ostacoli, ai quali vanno incontro.
I membri del Comitato cercano di venire in aiuto degli emigrati attraverso una fitta rete di conoscenze presso privati e ditte, che si presume possano assumere mano d'opera, nella Capitale e nella Repubblica.
I sacerdoti Salesiani, tutte le feste, visitano i rioni alla periferia di Buenos Aires, dove sono sistemate numerose famiglie italiane; celebrano la S. Messa, tengono conferenze, si dànno esibizioni cinematografiche, e non ci si presenta mai a mani vuote nelle casette dei bisognosi. Gli ospedali vengono visitati con frequenza, avendo troppo spesso gli emigrati necessità di conforto, assistenza religiosa ed aiuti materiali.
È da segnalare la permanenza regolare di un Salesiano nell'Ospedale Italiano.
In caso di morte, il Comitato provvede ai funerali, avverte la famiglia in Italia, restituisce gli oggetti, cura con amorevole pensiero le tombe.
Nelle feste principali ai bambini vengono distribuiti circa 200 pacchi-dono regalati da Ditte Italiane e preparati dalle Dame, che aiutano i Salesiani addetti all'assistenza degli emigrati. Simili distribuzioni, talvolta, furono allietate da trattenimenti drammatico-musicali e dalla partecipazione delle Autorità Diplomatiche e Consolari.
POSSIBILITÀ PER IL LAVORATORE ITALIANO.
L'Argentina offre al lavoratore italiano, munito di buona volontà e spirito di sacrificio, diverse possibilità per il suo avvenire.
Superato il tirocinio, che ogni individuo deve sopportare per conoscere l'ambiente, imparare la lingua, acclimatarsi, un poco alla volta i più trovano la loro strada. Il lavoro effettivamente non manca, specie per chi ha una specializzazione artigiana.
Abbiamo visto e vediamo di frequente molti emigrati, con la parsimonia caratteristica della nostra razza, con tenace lavoro e con sacrificio, dopo un primo periodo oscuro, tornare alla nostra casa di Mater Misericordiae, col sorriso sulle labbra, felici. Hanno trovato lavoro e sistemazione, spesso sono in grado di far arrivare anche la loro famiglia. A poco a poco il focolare domestico si ricompone in questa generosa terra, la quale diviene per molti la seconda patria.
La benedizione di Maria e il sorriso paterno di S. Giovanni Bosco si posano sulla famiglia dell'emigrato, mentre i Salesiani continuano l'opera di assistenza per la pratica della religione, il ricordo della patria, sicchè sempre più favorevoli siano le condizioni degli emigrati, che, sotto altro cielo, vanno in cerca di lavoro e di pane.
Buenos Aires - La radio per il notiziario Salesiana.
A Buenos Aires, tutte le sere, dalle ore 1q alle 19,30, l'Associazione Esploratori Don Bosco in Argentina, che oggi è formata da 5 5 battaglioni, diffonde notizie riguardo alla Congregazione Salesiana, le sue opere e i principali avvenimenti.
Detta associazione fa anche propaganda delle notizie, che possono interessare i cattolici.
La Radio Belgrano concede volentieri questa quotidiana trasmissione, che è fonte di bene.
EQUATORE - Quito - Nozze d'oro dell'Opera Salesiana (19-29 maggio 1951).
I Salesiani, giunti nell'Equatore, l'anno 1885, pochi giorni prima della morte di S. Giovanni Bosco, presero la direzione di un Istituto Tecnico già fatto preparare dal Governo equatoriano. Per difficoltà sorte in seguito, i figli di Don Bosco dovettero lasciare detto istituto e passare, nel 1901, all'attuale Collegio Don Bosco, del quale, quest'anno, ricorre il cinquantenario.
Padri di famiglia, Ex allievi e Cooperatori si sono, quindi, uniti ai Salesiani per celebrare degnamente questa ricorrenza con un vasto e ben preparato programma, cui parteciparono pure numerose rappresentanze di altri collegi. L'Ecc.mo Nunzio Apostolico Mons. Efrem Forni benedisse il nuovo stendardo, sul quale il Sindaco della capitale appuntò le medaglie commemorative. Assistevano alla cerimonia il Ministro dell'Educazione, il Sindaco con il Consiglio municipale, i membri del Corpo Diplomatico, rettori e direttori di scuole e collegi.
Prime Comunioni, Messe solenni, processioni con la statua di Maria Ausiliatrice e consacrazione della gioventù alla SS. Vergine furono le funzioni religiose, che decorarono le manifestazioni, mentre concerti, illuminazioni e fuochi artificiali, sfilate ginniche e divertimenti all'aperto servirono ad attirare numeroso pubblico.
Fu tenuta anche una serata di gala e il Governo Nazionale diede un attestato di premio al padiglione dell'Istituto.
San Giov. Battista de La Salle
Il 30 aprile c. a. ricorreva il 3° Centenario della nascita di un gran santo e grande educatore ad un tempo: S. Giovanni Battista de La Salle, fondatore dei Fratelli delle Scuole Cristiane.
Il salesiano Servo di Dio D. Andrea Beltrami ne scrisse una biografia ed afferma di averlo fatto perchè gli era sembrato il Santo, che ha più punti di contatto con S. Giovanni Bosco (1).
Esattamente.
Vissero ambedue in tempi tutt'altro che favorevoli all'educazione cristiana della gioventù; per si nobile scopo lavorarono indefessamente con un sistema educativo basato sull'amore, e il loro spirito trasmisero a Congregazioni, le quali attendono, di preferenza, all'educazione delle schiere giovanili.
Come Dante, nel Paradiso dell'alta sua fantasia, associa S. Francesco d'Assisi a S. Domenico di Gusman, ed asserisce che
1) Sac. A. BELTRAMI, Vita popolare di S. Giovanni,
Battista de La Salle. S. Benigno Canavese. Tip. Salesiana, 1900
d'ambedue - si dice, l'un pregiando... - perché ad un fine fur l'opere sue» e « ad una militaro » (1), così poniamo vicino a S. Giovanni Bosco la non men cara immagine di S. Giovanni de La Salle.
Anche i 25.000 Insegnanti Cattolici Italiani, che, il 4 novembre 1950, offersero al Sommo Pontefice Pio XII un'artistica cattedra a simbolo del suo magistero universale, vi vollero scolpite, fra i Santi educatori, le figure di San Giovanni de La Salle e San Giovanni Bosco.
(I) DANTE, Paradiso, XI, 40-42.
L'opera del Santo di Reims.
Giovanni de La Salle nacque a Reims il 30-IV-1651. Suo padre era Consigliere Reale e fece studiare il figlio alla Sorbona di Parigi.
La Divina Provvidenza, con uno di quei gesti imprevisti alla mente umana e che, si direbbe, sconvolgono e schiantano una vita, mentre, invece, la inseriscono proprio nel piano di Dio, gli aperse la strada della sua vera missione con un tratto doloroso. Dovette tornare in famiglia per la prematura morte del padre ed attendere all'educazione dei fratelli minori ed orfani. Iniziò, così, inaspettatamente quella che, poi, doveva essere la missione di tutta la sua vita.
Ordinato sacerdote, spinto dall'amore per i fanciulli poveri, a Rouen, il 1682, fondò la prima scuola popolare gratuita, che potè estendere in altri 23 paesi. Sei anni dopo, sul suo esempio, un decreto reale cominciò a parlare di istruzione per tutti.
Era quella la Francia del Re Sole, ricca di nomi gloriosi nell'arte ed anche di ecclesiastici di vasta risonanza come Bossuet e Fénelon, ma il sentimento religioso era assai superficiale. E il popolo? Un'enorme massa impoverita dalle guerre, senza scuole e quasi senz'anima. L'istruzione era un privilegio di individui, tanto più che il popolo non aveva affatto coscienza di istruirsi, anzi ne sentiva ripugnanza, specialmente la gente dei campi.
Scarseggiavano assai i maestri e, solo presso le parrocchie, il povero, insieme con i rudimenti religiosi, poteva, ordinariamente, apprendere un pochino a leggere e, talvolta, anche a scrivere.
Ed ecco l'abate Giovanni de La Salle, che scopre la duplice piaga dell'ignoranza religiosa e scolastica, comprende i diritti cristiani ed umani della popolazione, adotta nell'insegnamento la lingua nazionale e fonda le prime scuole gratuite aperte, di conseguenza, a tutti. Dalla Scuola primaria popolare passa alle secondarie con specializzazioni del tipo commerciale, scientifico, agricolo, quindi alla Scuola magistrale per la formazione dei maestri.
Si creò all'intorno un'accolta di affezionati discepoli, ai quali istillò lo stesso suo spirito e li rese i primi membri di un numeroso stuolo di educatori, meritatamente celebri nel mondo. Si ebbe cosi la prima famiglia religiosa, che si occupasse della fanciullezza da istruire nella scienza e da educare nel santo timore di Dio (1).
Scuola Cristiana.
Come, nel secolo scorso, Don Bosco poneva a fondamento della sua scuola la religione per formare cristianamente le anime dei giovanetti, cosi fece in Francia, durante il secolo XVII, l'abate Giovanni B. de La Salle. Il degno educatore viveva profondamente lo spirito del Vangelo e sentiva tutto l'onore e la responsabilità della sua missione pedagogica. La religione è da lui intesa come virtù, che consacra la vita e l'educazione, la quale, a sua volta, è basata sulla conoscenza e pratica della religione. Per l'educazione artistica e letteraria dei piccoli, che la Provvidenza gli inviava, offriva una scuola animata da profondo spirito umano e soprannaturale, vera scuola di tutti i tempi, perchè scuola cristiana.
E Fratelli delle Scuole Cristiane è il nome che il Fondatore scelse per i suoi figli spirituali, i quali, eredi di tanto padre, hanno continuato la scuola cristiana, hanno saputo conservarsi vero esercito di educatori, cui molto devono a tutt'oggi la pedagogia, la civiltà e l'umanità, nelle 65 nazioni, campo del loro apostolato.
L'insegnamento intellettuale laico, dissociato dalla formazione morale e, non di rado, disprezzatore di Dio e della religione, conduce alla rovina le anime redente da Gesù Cristo, il Maestro di tutti i tempi e di tutti i maestri.
San Giovanni de La Salle e San Giovanni Bosco.
LE IMMAGINI DEI SANTI.
Recentemente, nella Cappella della Casa Generalizia dei Fratelli delle Scuole Cristiane, in Roma, è stato eretto un altare a S. Giovanni Bosco, in omaggio alle affinità pedagogiche dei due Santi.
A Torino, nella Basilica di Maria Ausiliatrice e precisamente nella cappella che custodisce la venerata salma di S. Giovanni Bosco, da quasi un decennio, campeggia una pregevole statua raffigurante S. Giovanni de La Salle. Così pure, nell'artistica cripta, all'altare dei principali fondatori, vi è una pittura raffigurante l'istitutore dei Fratelli delle Scuole Cristiane.
(1) BELTRAMI, Vita popolare di S. Giov. Battista de La Salle, c. I.
L'APOSTOLATO DI DON Bosco PRESSO I FRATELLI.
S. Giovanni Bosco amò di particolare affetto i Fratelli delle Scuole Cristiane. Presso le loro scuole, in Torino, D. Bosco spiegò il suo zelo nei primi anni di sacerdozio. La sua direzione spirituale era tanto gradita a quegli scolaretti che, l'anno 1846, alla chiusura degli Esercizi Spirituali volevano tutti confessarsi da lui. D. Bosco si trovava, convalescente, a Sassi, presso la collina di Superga e una massa di circa 300 ragazzi si spinse fin là per il desiderio di confessarsi da lui (1).
RICAMBIO DI AIUTI.
Per gratitudine e a comune edificazione non possiamo dimenticare l'aiuto spirituale, e non solo spirituale, offerto a D. Bosco dai Fratelli delle Scuole Cristiane per la costruzione della Basilica del S. Cuore al Castro Pretorio in Roma (2).
Mentre la Francia, per voto nazionale, innalzava al Cuore di Gesù l'artistico tempio sul Monte dei Martiri in Parigi, l'Italia faceva altrettanto nella capitale, al Castro Pretorio.
(1) Memorie Biografiche, vol. II, pagg. 453-6.
(2) Il particolare fu già ricordato nel Bollettino Salesiano, Ottobre 1942.
Leone XIII ne aveva affidata la costruzione a D. Bosco e questi, benchè omai alla fine della sua laboriosissima vita, con un'attività senza pari andava in cerca di mezzi.
I Fratelli delle Scuole Cristiane si imponevano preghiere, sacrifici e mortificazioni, per venirgli efficacemente in aiuto e il 15 febbraio 1885 rimettevano a Don Bosco l'offerta di L. 20.000 (1).
UN DONO ANCORA PIÙ GRADITO.
La Divina Provvìdenza disponeva che nell'agosto del 1845 Don Bosco incontrasse uno scolaretto dei Fratelli delle Scuole Cristiane al quale egli, prevedendo il futuro, ripetè più volte il gesto di dare metà della propria mano. Quel fanciullo doveva poi crescere al suo fianco e raccoglierne l'eredità dopo la morte: era il Servo di Dio D. Michele Rua.
Altri figliuoli vennero a D. Bosco da quelle scuole e, qui, terminando, ricordiamo ancora D. Pietro Berruti, che per quasi 18 anni fu Prefetto Generale della Congregazione Salesiana; ex allievo dei Fratelli è anche l'attuale, amoroso raccoglitore degli ultimi nove volumi delle Memorie Biografiche di S. Giovanni Bosco, il caro D. Eugenio Ceria, quem Deus conservet.
Abbiamo, così, avvicinato i due Santi Educatori, in omaggio anche alla Chiesa, la quale nei suoi oremus, dice che S. Giovanni de La Salle fu da Dio suscitato a rafforzare la gioventù nella via della verità, e chiama S. Giovanni Bosco, padre e maestro dei giovanetti.
(1) Memorie Biografiche, vol. XV, pagg. 412-3.
Lo spirito di S. Giovanni Bosco ha messo i suoi figli in intimo contatto con la gioventù povera, bisognosa di pane, ma più ancora di amore, e in breve tempo se ne sono visti i frutti.
Oltre l'Istituto Professionale La Paloma, frequentato da 2500 allievi artigiani, i nostri confratelli di Madrid dirigono pure, da tre anni, la Scuola Professionale San Fernando, sita a Fuencarral, mila quale ricevono la loro formazione 700 giovani artigiani, distribuiti nei vari laboratori: dei ferro, del legno, del libro e dell'abbigliamento.
Anche questa Scuola è ufficiale e dipende dalla Diputaciòn Provincial. Recentemente ebbe la visita di un importante gruppo di Autorità e di personalità del Governo e della Provincia.
Siamo lieti di riportare, da una pagina del settimanale Hoja del Lunes (Gazzetta del Lunedì), le riflessioni, che tale visita suggerì al valente scrittore Francesco Casares. Mentre sono un autorevole riconoscimento delle trasformazioni che opera il sistema pedagogico di San Giovanni Bosco, esse costituiscono, allo stesso tempo, una bella lezione di pedagogia pratica salesiana.
Dopo di avere ricordato le ragioni che indussero le Autorità di Madrid a creare questo Centro di artigianato, l'Autore dell'articolo rileva che, malgrado la grandiosità degli edifici, le aule superbe, i laboratori perfettamente attrezzati, i risultati, purtroppo, non avevano corrisposto alla ideata iniziativa. Che cosa mancava?
Ecco come risponde: « Si erano riuniti i migliori elementi, la più perfetta tecnica il materiale che un criterio esigente, rigoroso, aveva indicato.
Però non vi era, o era infiacchito, lo spirito. E la Deputazione Provinciale, dopo il « Movimento », trovò quello che potrebbe qualificarsi opera frustrata.
Gli allievi senza la sottomissione a una disciplina, sempre necessaria in centri formati da numerose collettività, e senza l'influsso persuasivo di un vero magistero, interesse e affetto (elementi morali caratteristici dell'Opera Salesiana, che giunse poi a riparare errori e abbandoni), non rendevano, non lavoravano. Insomma, non compivano la missione di formare se stessi.
Erano frequenti le fughe, le prepotenze, l'assenza dalla scuola. L'educazione era all'infimo livello. L'Amministrazione provinciale, che precedette l'attuale Corporazione, propose una iniziativa della quale fu presidente, nelle due sedute, il marchese di Valdavia: incaricare della direzione e amministrazione del collegio i benemeriti e sacrificati discepoli di Don Bosco. Da quando la comunità salesiana s'incaricò di San Fernando, lo stato delle cose cambiò radicalmente.
Il sistema educativo della Congregazione che il Santo italiano fondò, è assai conosciuto. Non è necessario che ripeta qui qualche apprezzamento, che feci nell'occasione di una precedente visita alle Scuole Professionali di Atocha e Oratori festivi di questi collegi salesiani. Basta ricordare che la norma è l'amore, la bontà, la pazienza, la comprensione. Non una voce irritata, nè una correzione eccessiva. L'opera è di conquista spirituale. I ragazzi acquistano una nozione ben chiara del loro dovere, del loro bene, delle loro prospettive del futuro. L'evoluzione costò soltanto qualche mese. Gli stessi fanciulli indisciplinati, indolenti, ribelli, che scappavano a Madrid, che non ubbidivano ai loro professori e assistenti, gareggiano oggi nell'esattezza dei doveri, nel lavoro di ogni giorno e di ogni ora. E sul volto dei giovani, invece dell'espressione di risentimento e di sfida, si nota il segno della pace spirituale e della soddisfazione interiore. Questa è la trasformazione. Il materiale umano, identico. La tattica si è rinnovata. I risultati sono palesi.
Non si tratta però, soltanto, del cambio di qualche procedimento e della sostituzione di qualche norma. Vi è di più. L'idea che questo collegio si trasformi in una autentica e perfetta scuola di formazione, si sta già realizzando. I giovani ivi accolti si preparano inavvertitamente, tra giuochi e ginnastica, ad essere operai progrediti, specializzati nei diversi settori del lavoro. Con la pratica, una dottrina; con l'attività concreta, uno spirito.
E in questo modo, quello che fu al massimo un semplicissimo asilo, od orfanotrofio (chiedo venia dell'uso di questo vocabolo che però riproduce esattamente l'idea di uno stato di cose) è già una vera Scuola. Domani potrà essere una Università operaia. Perchè il lavoro manuale, che non esclude l'uso di testi tecnici, di studi specifici, ha ed avrà ogni giorno più spiccatamente il rango delle discipline superiori. Si stanno gettando con esito visibile, con un ritmo ammirabile, le basi di questa opera. L'idea del grande centro docente operaio di Spagna può trovare nel Collegio di San Fernando il terreno della più sicura fecondità.
Quando verso sera, al declinare del sole, dopo tre ore di visita, lasciamo il Collegio, i ragazzi, usciti dai loro laboratori, circondano i professori formando un solo gruppo per salutarci. Un solo gruppo! Ecco il segreto della grande efficacia, del sorprenderne rendimento della Istituzione. Gli allievi e i maestri son tutti una cosa sola. I Superiori giovani, qualcuno con pochi anni di più dei loro amati discepoli, giocano con loro, gareggiano nelle competizioni sportive, corrono per i giardini, ridono con la stessa ingenua e sana allegria. La fusione morale è completa. E il risultato non può essere che quello che abbiamo constatato con tanto compiacimento e stupore. Sì, la realtà si fa strada.
L'Università Operaia Spagnola ha già le sue basi».
L'opera missionaria delle Figlie di Maria Ausiliatrice, alla Canonizzazione di Maria Domenica Mazzarello.
La solenne canonizzazione avvenuta il 24 giugno u. s. di Santa Maria Domenica Mazzarello Confondatrice e prima Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, mentre allarga la sua luce su tutta la Chiesa, presenta particolari motivi d'interesse nel campo missionario.
A Suor Maria l'idea missionaria si andò concretizzando verso il 1875, anno indimenticabile per la famiglia Salesiana, perchè ricorda la partenza dei primi 10 Missionari per l'Argentina. Allora all'Oratorio, nei primi istituti di D. Bosco, a Mornese, tutti vivevano come se tutti dovessero andare missionari da un giorno all'altro.
La sua ansia missionaria è sintetizzata in una frase: « Oh!, che piacere se il Signore ci facesse davvero la grazia di chiamarci in America! Se non potessimo fare altro che guadagnargli un'anima, saremmo abbastanza pagate di tutti i nostri sacrifici ». E da questa fiamma l'incendio divampò nella esemplare Comunità di Mornese, pronta tutta a varcare gli oceani a un cenno di Don Bosco.
Il cenno giunse l'8 settembre 1877 - in uno sfondo mariano, come in ogni grande ora dell'Istituto - e fu la Santa a comunicarlo, con la gioia della sua anima missionaria. Il futuro Vescovo D. Giacomo Costamagna guidò le prime sei Figlie di Maria Ausiliatrice, le quali il 14 novembre 1877, si imbarcarono sul piroscafo Savoie, che staccò l'àncora da Genova diretto all'America.
La Santa visse ancora breve tempo, ebbe, però, il piacere di preparare altre due spedizioni e il conforto di vedere moltiplicarsi rapidamente le case nell'Uruguay e nell'Argentina, e, dopo poco più di due anni, di sapere che le sue figlie, il 20 gennaio 188o, erano entrate insieme con i Salesiani in campo di vera Missione: nella Patagonia, oggetto dei sogni divinatori di S. Giovanni Bosco, dove ancora nessuna Religiosa aveva mai posto il piede. Il giornale di Buenos Aires, L'America del Sud, infatti, nel dare l'annuncio della partenza, aveva scritto: « Sarà la prima volta, dacchè il mondo esiste, che si vedranno suore in quelle remote terre australi ».
Dopo la Patagonia, il 1889, le Figlie di Maria Ausiliatrice toccarono le Terre Magellaniche -- -qui, pure, nessuna suora era ancor mai entrata, - spingendosi sotto la guida dell'intrepido apostolo dei fueghini Mons. Fagnano, nelle inesplorate solitudini dell'isola Dawson e della Terra del Fuoco, per compiervi prodigi di carità e d'immolazione.
Nel 1891, ancora prime tra le Religiose, seguirono i Salesiani nelle difficili Missioni tra i Bororos del Mato Grosso (Brasile), raggiungendo la Colonia Maria Cristina dopo settimane a cavallo, accampate nella foresta, ignare delle insidie tese loro dai selvaggi e da cui solo il visibile intervento dell'Ausiliatrice potè salvarle.
Contemporaneamente, le Missioni della Palestina, proprio accanto alla culla di Gesù ; e due anni dopo le prime fondazioni in Africa, nell'Algeria e quindi nella Tunisia.
Qualche anno più tardi, l'eroico apostolato fra i lebbrosi ; e nel 1902 quello arduo tra i fieri Kivari dell'Oriente Equatoriano.
In seguito le Missioni della Siria e dell'Egitto; nell'anno cinquantenario dell'Istituto (1922) quelle dell'India, della Cina, e via via le nuove Missioni nelle selve amazzoniche del Brasile Nord, altre nel Congo Belga, nel Chaco Paraguayo, e infine, dal 1929, le Missioni del Giappone, del Siam e dell'Alto Orinoco nel Venezuela.
Oggi, nella grande ora della canonizzazione di S. Maria Domenica Mazzarello, le Figlie di Maria Ausiliatrice contano 78 centri missionari: 30 nell'America del Sud, 35 nell'Asia e 13 nell'Africa.
Fra le svariate opere rispondenti alla natura delle diverse Missioni, alcune hanno un carattere proprio. Nell'India a Vellore (N. Arcoth) la Scuola Superiore, che - con facoltà di rilasciare i relativi diplomi legali - prepara le maestre per le Scuole elementari dei distretti, allargando su un vasto raggio l'apostolato della Missione. A Tezpur (India-Assam) l'opera eminentemente sociale per la preparazione prossima al matrimonio delle giovani cattoliche, che vi trascorrono un mese o più ne l'apposito internato, abilitandosi praticamente anche nel lavoro e nelle esercitazioni di economia domestica. Nel Siam l'Istituto pei Ciechi, corredato di Scuole, biblioteca di libri in sistema Braile, laboratori, sala di musica, radio, attrezzi ginnastici, di quanto insomma pub occorrere per la loro educazione; e soprattutto della Cappella, che è il cuore della Casa, da cui parte la vera luce, già sorriso di nuova vita per parecchi di quegli infelici.
Nel Giappone a Tokyo il Seihi Gakuen (Fulgida Stella), un'opera meravigliosa fiorita dalla carità. Venne iniziata nel 1939 nel quartiere di Mikawashima, e fu presto funestata dalla guerra, che la convertì in un rogo fiammante.
Era l'ora della prova: sfollamento ripetuto degli orfanelli, rifugiati poi ai piedi del Fuji, in riva al lago Yamanaka; quindi il ritiro delle Suore europee, portate in campo di concentramento, e alla fine, cessate le ostilità e ritornate alla capitale, la dolorosa sorpresa di trovare la casa completamente distrutta dall'incendio. Bisognava ricominciare da capo. Nell'ottobre del 1946 presero in uso una vasta area con oltre una ventina di costruzioni da caserma; adattarono alla meglio un padiglione e vi raccolsero gli orfanelli, e poi altri ancora, così che le Autorità e i privati ne furono commossi e cominciarono gli aiuti. Oggi, intorno alla bianca statua di Maria Ausiliatrice, al centro del grande cortile, si dispiegano quindici padiglioni ben attrezzati, che raccolgono un inondo di vita e di giovinezza: Santa Infanzia con 70 bimbi di pochi mesi, l'Orfanotrofio con 340 tra orfanelli e orfanelle, l'Asilo con 370 bambini, le Scuole elementari, medie e superiori con non meno di 1100 alunne. E annesso l'Aspirantato con 5o aspiranti e il Noviziato con 22 novizie.
Le Missioni dell'Oriente Equatoriano presentano complessivi à di lavoro e di sacrificio, per l'isolamento, la difficoltà dei lunghi viaggi a cavallo attraverso le scoscese foreste della cordigliera, i pericolosi guadi dei larghi fiumi; e la necessità di provvedere all'indispensabile per la vita. Oltre l'internato, la Scuola, l'Ospedaletto, il tutto in legno e con i tetti di paglia, in padiglioni staccati l'uno dall'altro per timore dei non infrequenti incendi, e sempre sotto l'acqua nel periodo delle piogge, le Figlie di Maria Ausiliatrice, cercano di addestrare le kivarette alla coltivazione della terra.
Ecco un quadro succinto della vasta e multiforme attività missionaria delle Figlie di Maria Ausiliatrice, fiorita dall'umile parola di Santa Maria Domenica Mazzarello, che fece suo il Da mihi animas di S. Giovanni Bosco.
UNA VISITA PASTORALE NELLA MISSIONE DELL'ASSAM
(Relazione di S. E. Mons. Stefano Ferrando).
L'Assam fu definita una regione di monti, fiumi e campi. I monti e cioè la catena dell'Imalaia, che limita a nord la valle del Brahamaputra, a sud una catena di montagne e che prende diversi nomi dalle differenti tribù che l'abitano. I fiumi, chi li può contare! Nella stagione delle piogge causano inondazioni spaventose. Il misterioso Brahamaputra è il re dei fiumi e centinaia di tributari confondono le acque con le sue. I campi di riso e le meravigliose piantagioni di thè, hanno trasformato certi distretti dell'Assam in verdi giardini, ove abbiamo molte comunità di cattolici.
In tale regione percorsi migliaia di chilometri, servendomi di tutti i mezzi di locomozione: dall'aereo al piroscafo, dalla jeep all'elefante, a piedi e a cavallo.
Tra gli Angami Nagas.
I Nagas così temuti una volta perchè tagliatori di teste, formano una tribù divisa in molti clans. Uno di questi si chiama Angami Nagas con Kohima a capoluogo del distretto, a 2000 metri sul livello del mare. Durante l'ultima guerra i Giapponesi si apersero la via nella giungla montana, trasportando cannoni e materiale a mezzo di elefanti. Furono fermati a Kohima dopo sanguinose battaglie. I Nagas, maestri nella guerriglia fra la giungla, contribuirono alla vittoria. Il governo centrale come premio costrusse per loro il più bell'ospedale dell'Assam, ove lavorano le suore cattoliche. Mons. E. Bars, ne è cappellano. Visitai Kohima in dicembre e pregai a lungo nei numerosi cimiteri di guerra, che circondano la città. I villaggi Angami Nagas sono caratteristici.
Situati sulle cime di speroni di monti, sono molto grossi e contano persino settecento capanne. Maiali, capre, vacche, galline, cani si aggirano liberamente nelle viuzze, che, durante la stagione delle piogge, sono ridotte a pozzanghere nere. Gruppi di fanciulli mezzi ignudi accorrono al passaggio dei missionari e delle suore Le capanne dei capi guerrieri presentano una certa quale linea architettonica. I crani dei nemici uccisi non pendono più fuori delle capanne, ma sono raffigurati sulle porte intarsiate. Le ragazze e le donne non ancora maritate portano i capelli corti e tutte tessono la tela che li copre. La religione cattolica è conosciuta solo attraverso il falso insegnamento dei Battisti americani, che da cento anni son qui insediati con l'esclusione dei Cattolici. Ma parecchi Nagas vennero da me domandando che la religione vera di Gesù Cristo entri fra i Nagas. Alcuni giovanotti Nagas studiano nelle scuole cattoliche di Shillong e si preparano a diventare gli apostoli della loro patria. Attualmente stiamo traducendo il catechismo e il libretto di preghiere.
Dopo le feste natalizie ci furono le ordinazioni sacerdotali a Shillong: nove Sacerdoti salesiani ascendevano per la prima volta all'altare e un chierico nepalese, il primo nella storia della Congregazione Salesiana, veniva ordinato suddiacono. Queste solenni funzioni lasciano sempre un solco profondo nelle anime. Raliang, una delle più antiche stazioni missionarie, accoglieva il Vescovo che arrivava in jeep. La festa fu rallegrata dal convegno degli ex allievi salesiani di quella scuola agricola: sessanta giovanotti e padri di famiglia pieni di gratitudine verso gli antichi superiori. Si costituiva formalmente l'associazione degli ex allievi, che si propone di attuare gli insegnamenti di San Giovanni Bosco, perchè la vita cristiana vigoreggi e la famiglia sia restaurata in Cristo.
Nel santuario di S. Giovanni Bosco.
Dalle colline Khasi passiamo a Tezpur, la bella missione, che sorge su una collinetta lambita dal Brahamaputra, con incanti di paesaggio e visione grandiosa delle bianche vette dell'Imalaia.
A Tezpur celebriamo la festa di Maria SS. Assunta in cielo con 2000 comunioni e 700 cresime.
La Tezpur in jeep ci rechiamo 230 chilometri più a oriente, a North Lakhimpur.
L'epicentro del terremoto.
La strada negli ultimi 3o Km. è tutta ondulata, i ponti sono rotti, larghe fessure s'aprono nella terra. Arriviamo nella Missione Cattolica sul terreno della quale era passata una violenta onda sismica, rendendola inabitabile, e distruggendo la scuola. Con l'aiuto della Divina Provvidenza abbiamo potuto costruire la scuoletta e la casa dei Missionari. La riunione si ebbe in un villaggio, ove amministrai 300 cresime, e le comunioni distribuite furono più di 600. Mi commosse l'attaccamento di quei cristiani, molti dei quali avevano perduto tutto a causa soprattutto dell'inondazione. Una capanna di bambù e paglia si fa presto a costruirla; ma quando le risaie vengono distrutte e coperte di sabbia, lo spettro della fame si affaccia terribile. E quale la vista dei monti ! Le falde delle montagne erano spaccate a metà, e squarciate da valanghe giganti per vari chilometri. Villaggi interi, sepolti, immense foreste spazzate via. Per farsi un'idea dello sconvolgimento tellurico si pensi che le acque del Brahmaputra furono ricoperte per diversi giorni di tronchi galleggianti, che rendevano difficile la navigazione. Intanto l'enorme volume di terra rotolante giù dalle montagne, bloccò i fiumi. Si formarono dei nuovi laghi. L'acqua così ammassata, premendo sempre più, si aprì un varco e si avventò furiosa nella pianura. E allora avvenne l'inondazione, che seminò desolazione e squallore. Anche due villaggi cattolici furono distrutti. Il Santo Padre inviava una generosa offerta sia al Governo centrale, sia al Vescovo di Shillong e l'atto paterno del Vicario di Cristo è stato apprezzato da tutti, dal Presidente della Repubblica ai nostri poveri cristiani. I nativi, quando la terra tremava, gridavano: Hari bol che vuol dire « Dio parla ».
Fra le Garo Hills.
Nelle Garo Hills confinanti con il Pakistan ci troviamo fra nuove genti e nuova lingua. Le riunioni annuali in questo distretto fanno ricordare la festa dei tabernacoli a Gerusalemme, perchè i cristiani bivaccano per tre giorni sotto le frasche. Le funzioni religiose sono tenute in cappelle di paglia e bambù, costruite per l'occasione e capaci di contenere mille e più persone. Mentre attraversavo in jeep le colline Garo, ci imbattiamo in un incendio. Aspettammo per ben tre ore, perchè il fuoco cessasse e poi continuammo la via. La missione fra i Garo domanda al missionario grande spirito di sacrificio. Ma se avessimo i mezzi, quanto bene potremmo fare! Povera gente che ha bisogno di vestiti, di medicine, di aiuti per aprire scuole! Le suore fanno tanto bene nel lebbrosario. In Tura, la capitale del distretto, abbiamo terminato la casa delle suore e sta sorgendo un'altra scuola. In Datura, pure nelle Garo Hills, si sta innalzando la chiesetta. Nelle Garo Hills amministrai più di trecento sante cresime, quasi tutte di adulti. Per l'istruzione religiosa servono molto bene le proiezioni luminose. Così che ora possiamo dire: Fides non solum ex auditu, sed ex visu.
Il giubileo d'argento di una Missione.
Sarebbe lungo descrivere le altre manifestazioni religiose a Jowai, Holaghat, Sonapur, Digboi. Dappertutto il medesimo entusiasmo e le devote processioni eucaristiche. A Jowai celebrammo il 25° della Missione con l'inaugurazione della luce elettrica. Jowai è un centro di protestanti, che vantano un moderno ospedale e scuole fiorenti. Gli inizi della nostra Missione portano il sigillo delle opere di Dio: persecuzioni, contraddizioni, povertà eroica, abnegazione dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Mi ricordo che quando 25 anni fa fui di passaggio colà, non avevano che una casetta circondata dalla giungla, senza un cattolico o un simpatizzante. Ora vi è una bella chiesa. Le Suore di Maria Ausiliatrice dominano la cittadina dall'alto con una bella scuola. Nel giorno della festa si diedero 35 battesimi, mentre in un paese vicino, Don Usai riceveva nella chiesa oltre 40 persone. Fu benedetto l'edificio scolastico in sostituzione di quello bruciato.
« Miscens gaudia fletibus ».
Ricca di consolazioni spirituali fu la visita a Dibrugarh, la città sinistrata dal terremoto. Con l'aiuto del governatore assamese e dei nostri benefattori, i lavori per la ricostruzione sono a buon punto. La chiesa del Sacro Cuore è sorta con lo splendore di prima. Visitammo numerose piantagioni di thè ed amministrammo 900 cresime. Nel giorno di Pasqua in Dibrugarh e nell'adiacente missione di Naharkatia furono benedetti 71 matrimoni. A Marbisu furono amministrate 300 cresime! Vi sono solo due missionari, che attendono ai cristiani e alle conversioni di un vasto distretto montagnoso con oltre 80 piccole comunità. I missionari viaggiano sempre a piedi e conducono una vita veramente apostolica e sacrificata.
Il buon grano deve crescere fra il loglio e le spine e minaccia d'essere soffocato. La crisi economica, la carestia, hanno ripercussioni terribili nella vita spirituale. Urgono anche qui opere di carità. Noi quindi dobbiamo intensificare il lavoro e prodigarci a opere di carità.
+ Mons. STEFANO FERRANDO.
SHILLONG (ASSAM)
Grande manifestazione in onore del B. Domenico Savio.
Abbiamo celebrato con grande solennità ed entusiasmo la festa del Beato Domenico Savio. Per l'occasione abbiamo avuto un'adunanza di oltre mille giovanotti, i quali spontaneamente hanno scelto il nostro Beato per loro modello.
Per le funzioni solenni è venuto S. E. Mons. Luigi Morrow, che ha suscitato molto entusiasmo.
Il grande trattenimento fu all'aperto, nell'ampio cortile della cattedrale. Vi furono oratori a tessere, in inglese, in khasi, le lodi del Beato, canti corali e vari saggi ginnici di centinaia di alunni ed alunne delle nostre scuole, che attirarono l'attenzione ed ammirazione di 4000 spettatori, suscitando una fragorosa ovazione al grandioso e geniale quadro finale dei giovani della scuola Don Bosco. Mons. Morrow chiuse la grandiosa manifestazione, ricordando a tutti che il segreto della santità di Domenico Savio è da cercarsi nella sua vita eucaristica e nella sua devozione alla Madonna, le due forze, che sosterranno la gioventù desiderosa di vivere sana ed allegra.
Sac. GIUSEPPE FOGLIA, Miss. Sales.
Gli organizzatori dei pellegrinaggi sono vivamente pregati di scrivere per tempo e prendere gli opportuni accordi col Rettore del Santuario di Maria Ausiliatrice - via Cottolengo, 32 - Torino (709)
Pellegrinaggi.
Nonostante la stagione non troppo propizia, é continuato l'afflusso dei pellegrini nella Basilica di Maria Ausiliatrice.
1 agosto: Pellegrini di ritorno da Lourdes; da Confienza di Vercelli (53)
2 agosto: da Faenza (5o); da Cagliari.
4 agosto: da Neive - Cuneo (120 giovanetti di A. C.).
5 agosto: da Brescia (6o); da Reggio Emilia (6o).
6 agosto: da Pianfei di Mondovì (6o); da Cervignasco (52); da Criscia di Savona (54)•
7 agosto: da Reggio Emilia (46).
8 agosto: da Ceresora; da Verolengo da Robeschetto - Milano (6o).
9 agosto: da Nola (110); da Cavacurta da Tagliata-Fossano (52).
10 agosto: da Fenegrò-Como (8o).
11 agosto: da Bagnaria (40). 12 agosto: da Villongo (64)
13 agosto: da Prevalle (100); da Malta (16); da Abbizzate (104); da Costigliole d'Asti (ioo). 16 agosto: da Biandronno (5o); da Pecorara (26).
17 agosto: da Moso di Bagnolo (35); da Binasco (40).
18 agosto: da Leggiuno di Varese (100).
1q agosto: due pellegrinaggi da Milano: uno di 50 giovani, i quali assistettero alla S. Messa presso l'urna del B. Domenico Savio; l'altro, guidato da Mons. Lysiades, con 16 sacerdoti e 300 fedeli.
20 agosto: da S. Giustina di Piacenza (45); dalla Francia (6o); da Vittore Olona (5o).
21 agosto: Seminario di Stazzano e molti giovani; da Vezza d'Alba; da Mortara (40); da Valverde - Pavia (53).
22 agosto: da Spoleto (40); Gruppi di bambini e bambine francesi.
23 agosto: da Piarnonte (106).
24 agosto: da Chierasco (40).
25 agosto: da Crema (58).
26 agosto: da Somano - Alba (32); da San Marco in Lamis - Foggia (40); da Serro Maggiore (53); da Ripalta Nuova (58); da Lemni (70); da Crema (5o).
2, agosto: da Serravalle, Bussoleno, Roddino e Cerreto (7S); da Traversetto - Parma (56).
28 agosto: da Cividale Mantovana (15); da Isola Dovarese (5o); da Marsiglia (3o).
29 agosto: da Salisburgo (ioo pellegrini e parecchi sacerdoti con a capo S. E_ Mons. Giovanni Filzer, Vescovo Ausiliare); da Pozzuoli - Napoli (5o),
3o agosto: da Borgo Priolo (35); da Benevello - Alba (40) : da Roma (46). 31 agosto: da Malta (75).
Grazie attribuite all'intercessione di MARIA AUSILIATRICE e di S. GIOV. BOSCO
Raccomandiamo vivamente ai graziati, nei casi di guarigione, di specificare sempre bene la malattia e le circostanze più importanti, e di segnare chiaramente la propria firma. Sarà bene, potendolo, aggiungere un certificato medico.
Non si pubblicano integralmente le relazioni di grazie anonime o firmate colle semplici iniziali.
«Venni doppiamente esaudita».
Il mio primo figlio di anni 19 fu colpito da paralisi. Dopo tre mesi di cure riuscite inefficaci, mi rivolsi a S. Giovanni Bosco, perchè intercedesse presso Maria Ausiliatrice. Feci portare al malato un'immagine con indumento del Santo e in poco tempo migliorò e poi guarì completamente.
Si ammalò l'altro figliuolo di anni 12 per osteomielite alla gamba sinistra. La febbre durava ostinata da un mese e fui avvertita che bisognava tagliare la gamba per far cessare l'infezione. Mi opposi con forza. Unii alla fasciatura un'immaginetta di S. Giovanni Bosco e attesi con la fiducia di cui è capace una madre, la grazia.
La degenza durò ventotto giorni, ma finalmente il ragazzo potè tornare in famiglia e tuttora cammina e corre senza fastidio.
B. S. MARI.
Guarita contro ogni speranza.
Ero in stato di maternità e soffrivo sempre acuti dolori addominali, senza che i dottori locali potessero indovinare la vera causa. Trasportata all'ospedale in gravi condizioni, fui sottoposta ad una delicata e difficile operazione, per cui il dottore dell'ospedale disse ai parenti che sarei stata in vita ancora mezz'ora. Riuscito l'atto operatorio, rimasi per i S giorni in condizioni sempre gravissime.
fiotto il cuscino avevo l'immagine di S. Giovanni Bosco e lo pregai fervidamente ad ottenermi la grazia da Maria Ausiliatrice.
Dopo un mese fui dichiarata guarita e potei tornare in famiglia, per la grazia ricevuta da Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco.
Sestri Levante. IRMA SINARI.
«Dovevo vivere ancora solo un giorno».
Il 16 agosto s. a. ebbi una violenta crisi di asma con vomiti sanguigni violentissimi. Il dottore, chiamato d'urgenza, constatò il mio stato allarmante e diagnosticò che, al massimo, sarei arrivata al giorno dopo.
Mi furono amministrati i Sacramenti e feci l'offerta della mia vita per la salvezza dell'anima dei miei figli, ma, nello stesso tempo, mi raccomandai a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco. Chiedevo di guarire o, almeno, di essere un pochino sollevata nei gravi dolori. Subito sentii sollievo, perchè cessò il vomito e alla distanza di un mese mi potevo dire guarita.
Invio un'offerta per le missioni, con la promessa di essere devota della mia Salvatrice e di S. Giovanni Bosco, di cui sono cooperatrice.
Vezza d'Alba. BIAGINA Pezzuto.
Colpito da una pistola.
II nostro caro Raffaele, mentre rincasava, fu aggredito con un colpo di pistola, che lo ferì gravemente. Trasportato all'ospedale di notte tempo, fu operato All'indomani dovette essere rioperato nuovamente.
Le condizioni del paziente erano disperate ed i medici lo dichiararono in imminente pericolo di vita, dicendo « soltanto un miracolo può salvarlo; egli è molto grave ».
Allora con viva fede ci siamo rivolti alla Vergine Ausiliatrice e a San Giovanni Bosco, promettendo che avremmo fatto pubblicare la grazia sul Bollettino. Dopo sei mesi di degenza all'ospedale è ritornato a casa, soffre qualche disturbo ancora, ma confidiamo ardentemente nei nostri Santi Protettori, che lo faranno completamente guarire e ritornare al suo primiero stato di salute.
Castiglione di Sicilia (Catania).
Famiglia MARZIANI.
Il braccio era quasi paralizzato.
Nel mese di agosto 1950 mi ammalai gravemente, con una febbre molto alta. Il dottore disse che si trattava di una forma come di paralisi infantile. Il mio braccio destro era quasi completamente paralizzato. Mia zia, Suor Maria Zito, subito si mise a fare una novena a Maria Ausiliatrice, e dopo una settimana mi sentii tanto bene che mi alzai e andai al mio lavoro, piuttosto pesante.
Il dottore fu molto sorpreso della mia guarigione e non sapeva darsi ragione, ma io sono persuaso che Maria SS. Ausiliatrice mi ha fatto la grazia.
Da pubblicare sul Bollettino Salesiano.
East Rutherford, (N. J. - U. S.).
VINCENZO ZITO.
Guarito senza operazione.
L'anno scorso mio marito si ammalò gravemente, per cui dovette essere ricoverato d'urgenza all'ospedale. Si temeva l'intervento chirurgico, che, però, la febbre abbastanza alta e persistente rendeva molto pericoloso. Animata da illimitata fiducia in Maria Ausiliatrice ne invocai l'aiuto, supplicando anche Don Bosco di intercedere per noi presso di lei e promettendo di tare un'offerta e di rendere pubblica la grazia. Dopo una settimana di ansiosa attesa, i dottori dichiararono non più necessaria alcuna operazione. Con infinita riconoscenza adempio la promessa fatta.
Ayas (Aosta). MARIA GAMBA.
Dopo quattro anni e mezzo...
Oggi sento il cuore pieno di gratitudine per Maria Ausiliatrice, che pose termine ad una dura situazione che durava da quattro anni e mezzo. Ero vittima dell'odio di partiti e per questo mi si privò di lavoro e da quattro anni andavo di ufficio in ufficio e da un'autorità ad un'altra per poter ottenere un impiego, onde guadagnare il pane per me e per la mia famiglia. Tutto fu invano. L'Ausiliatrice mi venne in soccorso. Incontrai, un giorno, un figlio di Don Bosco al quale raccontai il mio caso e mi disse che Maria Ausiliatrice avrebbe sciolto ogni difficoltà e quanto prima mi avrebbe procurato lavoro, se con fede avessi ricevuto la sua benedizione. Con fede, unito alla mia consorte, ricevetti la benedizione. Dopo neppur un mese, in un modo insperato e straordinario fui chiamato per un magnifico impiego.
Ringraziando la Madonna di Don Bosco, invito quanti hanno bisogno, ad avere sempre fiducia in Maria Ausiliatrice.
Milano. EGILDO GIGLIOLI.
Gli appuntò la medaglietta di S. Giovanni Bosco.
Un povero maniaco, gettandosi dal sesto piano della propria abitazione, andò a sfiorare il ragazzo Paolo Brancè di anni dieci, che, in quel momento, stava giocando sulla via col proprio fratellino minore. Le conseguenze dell'incidente apparvero subito gravi e il povero ragazzo, trasportato d'urgenza all'ospedale, fu ricoverato con prognosi riservata. A tarda sera dello stesso giorno il piccolo non aveva ancora ripreso la conoscenza.
Fu allora che la madre, devotissima di San Giovanni Bosco, ricordò di avere nella borsetta una medaglietta raffigurante il Santo e, spinta da purissima fede, l'appuntò trepidante sul petto del figlio. Non appena compiuto quel gesto, il ragazzo diede i primi segni di vita, la chiamò per nome. Era salvo.
La guarigione del ragazzo da allora si concluse rapidamente tanto che dopo soltanto due settimane, fu dimesso dall'ospedale completamente ristabilito.
Genova. Famiglia BRANCÈ.
La medicina aveva esaurito tutte le sue risorse.
Mio nipote Giacomo Zanolo d'anni 28, abitante in Foglizzo, il 16 dicembre 1950 si trovava a Torino intento a riparare un guasto ad un filobus, quando veniva investito, a breve distanza, con brutale violenza, dallo scoppio d'una gomma del filobus stesso.
Ricoverato d'urgenza all'Ospedale Mauriziano, gli fu riscontrata la frattura cranica: il caso era tanto grave che i dottori persero ogni speranza di salvarlo. Ma se la medicina aveva esaurito tutte le sue risorse, non così la nostra fede nel potente aiuto di Maria Ausiliatrice.
Invocata di cuore, la Madonna di Don Bosco compiva il miracolo: ai primi di aprile 1951 mio nipote poteva lasciai l'ospedale completamente fuori pericolo.
A pubblica manifestazione della mia riconoscenza verso Maria Ausiliatrice, chiedo che venga pubblicata la grazia.
Foglizzo_ GIACOMO ZANOLO.
Finalmente guarito da forti coliche.
Nel luglio del 1949 fui colpita da coliche epatiche assai dolorose, che divennero a mano a mano più impressionanti, in modo che il 7 agosto dovetti rimanere a letto in preda a dolori strazianti. Una di queste coliche epatiche mi durò settant'ore.
Nella seconda quindicina di settembre si aggiunsero coliche renali e tale complicazione mi ridusse in fin di vita. Allora con fede viva tutti i miei familiari ed io ricorremmo per aiuto a Maria SS. Ausiliatrice con l'intercessione di D. Bosco. Con noi si unirono a pregare parenti, amici e Salesiani dell'Istituto locale.
In novembre cominciai a migliorare; e il giorno del S. Natale ebbi la consolazione di lasciare il letto e sedermi a mensa con la mia famiglia. I medici curanti si meravigliarono tutti della mia resistenza a tanti dolori provocati dal fegato e dai reni.
Grazie a Maria SS. Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco il miglioramento andò sempre aumentando, e ora godo buona salute.
Adempio la promessa fatta di pubblicare la grazia singolarissima ottenuta, sul Bollettino Salesiano, con la viva speranza che Maria SS. Ausiliatrice e D. Bosco vogliano continuare a proteggere me e tutta la mia famiglia.
Cisternino.
ROSA PALMISANI di Giuseppe.
La bomba esplose, ma senza vittime.
Il 10 giugno si erano conclusi i solenni festeggiamenti, che, con la partecipazione di tutta la città, avevamo voluto tributare alla nostra Madre Celeste, la Vergine Ausiliatrice. Per premiare i bambini dell'entusiasmo e del fervore del mese di maggio pensai di mandarli a passeggio per svagarsi un poco. Ai margini della strada, appena fuori dell'abitato, un nostro bambino di 9 anni trova un ordigno metallico e, credendo che fosse un giocattolo, incominciò a giocare, sbattendolo per terra. Accortosene un ragazzo più grande, comprese che quell'ordigno doveva essere una bomba a mano e allora costrinse il piccolo, sempre riluttante, ad avvicinarsi all'Assistente per farglielo consegnare. Questi, già ferito da simili ordigni in altra occasione, appena avutolo in mano, si preoccupò a lanciarlo immantinente lontano.
Era tempo. Dopo un secondo la bomba esplose ancora in aria con immenso fragore, incutendo un grande panico nei piccoli, che tornarono all'Istituto ancora smorti in viso.
La Vergine Ausiliatrice ha voluto farci da vera Madre, evitando una vera carneficina in mezzo alla squadra e sventando i disegni infernali di quel disgraziato, che l'aveva depositata ai margini della strada.
Grazie a te, o buona Madre, dall'intimo del cuore dei 150 orfanelli che proteggi.
Modica Alta.
Sac. SALVATORE ZARCARO, Direttore.
Potente intercessione di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco.
La notte del 27 gennaio u. s. mio marito fu colpito da un forte dolore all'orecchio destro. Io stessa lo consigliai a recarsi da un dottore e mio marito si rifiutava. Frattanto iniziai una novena a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco.
Mio marito, poichè il dolore aumentava, andò da un medico, il quale non nascose la gravità e il necessario intervento chirurgico. Si trattava di mastoidite cerebrale con pus.
Figurarsi il nostro dolore! Pregammo di cuore, e dopo l'operazione, sentii dal dottore e dagli infermieri che parlavano della riuscita felice dell'atto operatorio con la meraviglia con cui si accusa un miracolo.
Subentrò la paralisi facciale, ma il potente intervento di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco mise tutto a posto. Dopo 24 giorni di degenza mio marito tornò a casa, sanissimo.
Seriate di Bergamo. VIRGINIA BARCELLA.
« S. Giovanni Bosco, ti invocherò sempre ».
Ben prima d'oggi, avrei dovuto manifestare pubblicamente al caro Santo la mia riconoscenza per una grazia, che in modo veramente sensibile e straordinario mi provò la particolare protezione, che egli, dal Cielo, si prende dei giovani, che a lui ricorrono.
Un giorno mia madre mi mandò dalla nostra abitazione, che era nel Borgo San Salvario, dove avevamo pure un negozio di orologeria, in città, per acquistare alcuni oggetti, che le occorrevano per la riparazione di orologi, tra i quali un rubino. Dopo aver fatto le commissioni indicatemi, prendo il tram e ritorno ben presto dalla mamma, che subito passa in rivista quanto avevo comperato, per assicurarsi che ogni cosa fosse secondo i suoi desideri: «Tutto va bene, ma, - dice ad un tratto la mamma - e il rubino ? ». « C'è, c'è, - rispondo io, - l'ho acquistato!».
Ma, con mia desolazione, il rubino sulla tavola non c'era. In un istante tocco, frugo e rifrugo in tutte le tasche, ma la bustina contenente il prezioso acquisto non c'è più.
Mia madre mi guarda severa e aggiunge: «Va' a cercarlo e non tornare a casa, finchè non l'avrai trovato». Io, senza rifletter oltre, esco di casa e, col cuore in angoscia e gli occhi in lacrime, dal Borgo S. Salvario scendo verso la città, camminando senza sapere ove andassi e senza una mèta, poichè dove andare a cercare e, peggio, a trovare il rubino?
Stanco e sfiduciato, giungo nei pressi di Porta Nuova, luogo a me particolarmente caro, perchè non lontano dall'Oratorio di S. Giovanni Evangelista che io frequentavo; un'invocazione mi sale spontanea dal cuore alle labbra: «D. Bosco, fammi trovare il mio rubino! aiutami tu! ».
Intanto alzo a caso gli occhi e, vedendo passare innanzi a me un tram, rifletto: « Toh, proprio un tram col rimorchio, come quello che presi io stamattina!».
Istintivamente mi avvicino, salgo, entro e subito i miei occhi si posano sopra una bustina, che stava a terra, in un angolo. In un baleno l'afferro. È proprio quella! Il rubino c'è, intatto!
Immantinente scendo dal tram e col cuore inondato di gioia corro a casa per rallegrarmi con la mamma, che in pena mi attendeva, e insieme ringraziammo Don Bosco, che ancora una volta mi aveva voluto dare una prova tangibile della sua protezione.
Torino. GIOVANNI GHISALBERTI.
A scioglimento della promessa fatta ed a grazia ricevuta sentiamo il dovere di ringraziare pubblicamente Maria SS. Ausiliatrice per la materna protezione da lei accordata negli studi, durante il decorso anno scolastico, al nostro figliuolo, ritornato a casa dal collegio colla desiderata promozione, con piena fiducia che anche per l'avvenire la benedizione della Madonna continuerà ad accompagnarlo.
Torre Pellice. Coniugi GAMBINO.
Mia figlia Fernanda venne colpita da gravissima malattia tanto che si dubitava di poterla salvare.
La raccomandai a San Giovanni Bosco ed alla Madonna Ausiliatrice fidente che avrebbe superata la gravissima prova.
Infatti la figliola si riprese al punto da ritenersi perfettamente guarita.
Ne professiamo profonda gratitudine alla Madonna Ausiliatrice ed a S. Giovanni Bosco che tanto hanno per noi interceduto.
Vezzo d'Alba. GIUSEPPE MIGNONE.
Con cuore riconoscente verso Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco, per i favori ottenuti. Attendo ancora grazie e benedizioni sulla mia famiglia.
Alessandria. ELENA LEGNAZZI.
Ringraziano ancora della loro intercessione Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco:
Celestino e Maria Bolle (Collegno) con commossa riconoscenza, innalzano a Maria SS. Ausiliatrice il più vivo ringraziamento per la prodigiosa guarigione della loro piccola Simonetta e inviano offerta, pregando venga pubblicata la grazia ottenuta.
Giuseppina Tricerri (Torino): " Il 17 gennaio mio marito si ammalò gravemente di bronco-polmonite; addolorata mi rivolsi a Maria Ausiliatrice e S. G. Bosco, supplicandoli di intervenire per la sua guarigione.
E con gioia posso dire di essere stata esaudita. Mio marito si ristabilì benissimo, e continua tuttora a stare bene,,.
R. C. (Torino) ringrazia S. Giov. Bosco per il parziale acquisto dell'udito e lo supplica di completare la grazia.
Caterina Rocchietti fa sapere che Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco hanno esaudita la sua preghiera.
T. L. con grande riconoscenza ringrazia Maria Ausiliatrice della grazia concessa.
Pietro e Giovanna Botta pregano Maria Ausiliatrice e San Giovanni Bosco a continuare la loro efficace protezione sulla famiglia.
Una maestra offre una piccola somma in segno di infinita riconoscenza per l'esito felice di un concorso magistrale.
B. T. (Montegrosso d'Asti) è grato per la guarigione del figlio primogenito.
E. Gravino ringrazia per la protezione durante un difficile esame.
B. Arduino (Torino) con infinita riconoscenza a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco per grazia ricevuta.
Maddalena Pasquero (Corneliano d'Alba) riconoscente a Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco per la continua assistenza.
I coniugi Perrone inviano un'offerta a S. Giovanni Bosco, chiedendo la grazia di non perdere la vista.
B. I. C. dichiara di avere ottenuto la guarigione di suo marito dalla protezione di Maria Ausiliatrice e con l'intercessione di S. Giovanni Bosco.
La famiglia Gubernati (Almese) ringrazia pubblicamente per la bella grazia ottenuta.
Maria Scalvenzo (Cantavenna-Alessandria) deve a Maria Ausiliatrice la guarigione da dolorosa infermità.
Ida Geninatti ringrazia Maria Ausiliatrice, che le ha fatto trovare l'alloggio per tanto tempo cercato invano.
Michelina ed Ercolina Simonetti (Ozzano Monferrato) rendono noto che le loro preghiere hanno ottenuto da Maria Ausiliatrice una buona sistemazione per un parente, che, purtroppo, è privo dell'arto sinistro.
Giorgio Savorelli (Villanova) attribuisce a Maria Ausiliatrice di essere rimasto illeso nell'esplosione di una bomba, che uccise un suo paesano.
Carmelina Musti (Adelfia-Bari) intende ringraziare S. Giovanni Bosco per la grazia ricevuta.
I coniugi Virgilio e Agostino Pan sono riconoscentissimi a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco per la guarigione del figliuolo Fiorenzo da gravissima infezione intestinale.
Maria Teresa Cicolin (Minerbe-Verona) è guarita da grave lesione alla spina dorsale, che le impediva di stare diritta e, inoltre, le cagionava dolori acutissimi.
Speranza Parusso (Mussotto d'Alba) vuole ringraziare pubblicamente Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco, perchè le hanno subito concessa la grazia tanto desiderata.
Maria Grazia Catarei (Anguillara-Viterbo) annuncia che il figlio ha ottenuto, in modo insperato, il posto come insegnante.
T. R. B. notifica il felice esito all'esame di Maturità del proprio nipote Corrado.
Colombo ed Anna Muratore (Cerrole d'Asti) affidarono a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni la guarigione della figliuola Stefania e furono subito esauditi.
Grazie attribuite all'intercessione di S. MARIA DOMENICA MAZZARELLO Guarigione da paralisi progressiva.
Sia pure in ritardo, mi sento in dovere di ringraziare pubblicamente Maria Domenica Mazzarello per la seguente grazia ricevuta.
Nel novembre 1949 la mia unica bambina Maria di mesi 18 venne colpita da paralisi progressiva. Il medico curante la dichiarò inguaribile, attendeva di momento in momento il decesso.
Venne ricoverata all'ospedale dei bimbi (Reg. Margherita) in Torino, dove i Professori confermarono il caso gravissimo. Eravamo tutti angosciati.
Una Suora, Figlia di M. Ausiliatrice, mi consigliò di mettete, sul corpicino della bambina, la reliquia della Beata, e di rivolgerci a Lei sicuri di strappare al buon Dio la grazia sospirata. S'incomincia la novena, ad essa s: unirono i bimbi della Scuola materna. Dopo giorni di angoscia, la Beata Madre ottenne la sospirata grazia.
La bimba guarì perfettamente. Riconoscente, invito tutti a ricorrere a lei in ogni bisogno.
La Morra d'Altea.
La madre ANGIOLINA ROGGERO
Una studentessa, in procinto gli dare gli esami, si ammalò m forma piuttosto grave. Con grande fiducia si rivolse a S. Maria Mazzarello; potè subire gli esami con esito felice e senza più alcun malessere fisico.
Vittorio Tucci ringrazia S. Maria Mazzarello della sua alida protezione, essendo ormai in via di perfetta guarigione da lesione polmonare.
Grazie attribuite all'intercessione del BEATO DOMENICO SAVIO Guarito da parèsi.
Il giorno 2 dell'ottobre scorso fui colpito da paresi alla parte inferiore e destra dell'occhio destro. Secondo il parere dello specialista, di fama non comune, correvo pericolo di perdere l'occhio.
Senz'altro mi rivolsi al Beato Domenico Savio e iniziai una cura iodica prescrittami. Non è a dire la mia trepidazione nel pensare al pericolo gravissimo di rimanere privo d'un occhio!
Però con grande fede impegnai il novello Beato dicendogli con affetto fraterno, che io, più di altri, avevo diritto alla sua intercessione perchè figlio di Don Bosco.
La mattina del 7 dicembre, vigilia della festa della Vergine Immacolata, vado all'altare per la celebrazione della S. Messa e, nel leggere le prime parole dell'Introito. m'accorgo che la paresi dell'occhio è scomparsa
Subito penso: s Si vede che la Vergine Immacolata ha voluto accontentare il novello Beato col suo materno intervento
Mi presentai di nuovo allo specialista, dandogli la
consolante notizia che lo rallegrò visibilmente, perchè ottimo amico dei Salesiani e, più ancora, perchè ottimo cristiano. E intanto mi disse chiaramente che in casi simili egli aveva assistito alla perdita completa della vista. Mi ordinò di continuate, in forma ridotta, la cura, dandomi altre prescrizioni igieniche, come precauzione contro una recidività del male.
Ringrazio con la riconoscenza più sentita il Beato Domenico Savio, pregandolo che interceda sempre per i miei cari e per me presso il Signore; e rendo pubblica la grazia ottenuta, come avevo promesso.
Cisternino (Brindisi).
Sac. GIORGIO GALEONE, Salesiano.
Un istantaneo ed imprevedibile miglioramento.
Il bambino Giovanni D'Orsi di Leonardo, da San Severo (Foggia), di mesi tre, colpito da grave bronchite capillare, versava in pericolo di vita.
Fu raccomandato, attraverso preghiere accorate, alla Vergine Ausiliatrice, affinché , per intercessione del Beato Domenico. Savio, ottenesse al suddetto la guarigione.
Infatti, appena fu posta sotto il guanciale del piccolo infermo la Reliquia del Beato, si ebbe un istantaneo ed imprevedibile miglioramento, che portò in breve alla perfetta guarigione.
Da allora il suddetto ha sempre goduto ottima salute e i familiari, riconoscenti e grati, come da promessa fatta, pubblicano attraverso il Bollettino la grazia ricevuta.
Famiglia D'ORSI.
Posso affermare con coscienza quanto Sopra i detto, perché io stavo al corrente di tutto.
Sac. ROMOLO SBROCCHI Vice Parroco della Cattedrale.
DICHIARAZIONE MEDICA -- Certifico io qui sottoscritto, medico chirurgo, che, verso la fine di marzo scorso ed i primi di aprile, ho curato per una quindicina di giorni il bambino D'Orsi Giovanni di Leonardo, di mesi tre, affetto da bronchite capillare.
Le sue condizioni erano gravissime e quasi disperale, tanto da far ritenere imminente la fine da un momento all'altro.
Perni esse in seguito e contro ogni previsione, andarono sensibilmente migliorando, fino alla completa guarigione.
Si rilascia in carta libera a richiesta dei famigliari e per gli usi permessi dalle leggi vigenti.
San Severo, 2 agosto 1951.
Dott. Cav. GIACOMO PAZIENZA.
« Avrei dovuto perdere una gamba... ».
Il giugno 1950, mentre mi trovavo alla Farmitalia in Settimo, dove lavoro, a causa dello scoppio di un pallone di vetro contenente benzolo, ebbi la gamba sinistra fortemente ustionata.
Ricoverato urgentemente all'Ospedale di San Vito, per la gravità del caso i dottori pensarono, a più riprese, di recidermi l'arto ammalato. Ma ben presto ebbi a constatare la valida protezione del Beato Domenico Savio, cui ero ricorso nelle mie preghiere. Non solo egli mi evitò l'atto operatorio, ma mi ottenne la completa guarigione.
Senonchè questa era lenta; i mesi si succedevano e s'avvicinava l'inverno, senza che io potessi lasciare il letto. Allora con rinnovato fervore mi rivolsi al Beato Giovinetto, pregandolo di ottenermi il ritorno in famiglia per Natale, cosa che tanto desideravo, ed egli mi esaudì.
Riconoscente, rendo pubblica la grazia e invio offerta.
Foglizzo. CARLO REINERO fu Giuseppe.
« Il Beato Domenico Savio mi esaudì subito».
Verso la metà di giugno 1950 mi venne un violento streptococ per cui il dottore mi isolò immediatamente all'ospedale. Con grande pena mi arresi, perchè erano prossimi gli esami, coronamento di un anno di fatiche. Una mia Consorella, prima di partire, mi soggiunse: «Se lei avesse un po' di fede in Domenico Savio, andrebbe e tornerebbe subito indietro ». Incominciai con ardore una novena, ma non la terminai all'ospedale, perchè dopo due giorni ero già a casa guarita.
Due mesi dopo, mi trovavo nuovamente all'ospedale per una operazione alla gola. Mi affidai al novello Beato, sicura della sua intercessione. Nonostante che il professore avesse trovato alcune aderenze, un ascesso, le tonsille infette di pus e faticasse molto per estrarle, tutto riuscì bene e dopo una settimana tornavo al mio lavoro serena, felice, riconoscente a Domenico Savio.
Ora chiedo al Santo Fanciullo una terza grazia: per lo specialista che mi curò con grande bontà, senza richiedere alcuna ricompensa materiale, chiedo la luce della Fede, perchè venga presto a far parte del corpo mistico di Cristo e a partecipare abbondantemente della Grazia e dell'Amore divino.
Alessandria (Egitto). S. LUIGINA MANIRA F. M. A.
«Grazie, Beato Domenico Savio ».
Mia figlia, diplomata appena l'anno scorso insegnante elementare, si presentava quest'anno al concorso bandito dal Ministero.
Nel timore che non riuscisse vincitrice, mi sono raccomandata caldamente al Beato Domenico Savio, promettendo che, se fossi stata esaudita, avrei pubblicata la grazia sul Bollettino Salesiano e avrei inviato un'offerta.
Adempio le promesse, perchè mia figlia è stata dichiarata vincitrice nel concorso, riportando un buon posto in classifica.
Ortona. LIDIA PISTONI.
Dopo parecchi mesi di sofferenze, nonostante tutte le cure, non riuscivo a ristabilirmi. Pregai Maria Ausiliatrice per intercessione del Beato Domenico Savio con promessa di pubblicare la grazia e subito incominciai a migliorare e continuai fino a completa guarigione, grazie ai miei celesti Protettori.
Scalenghe.
S. M.
T. R. (Canelli) ringrazia il caro Santino del suo aiuto in un intervento chirurgico.
Ines Salvoni (Bergamo) raccomandò al B. Domenico Savio la promozione dei suoi tre figliuoli e ne fu esaudita.
Ringraziano il Servo di Dio D. Michele Rua:
Il bambino Piero Ghivarello ringrazia il Servo di Dio D. Michele Rua per la guarigione da continuata emorragia nasale.
V. F. è grata a D. Rua per la guarigione da convulsioni nervose.
Grazie attribuite all'intercessione del Servo di Dio Don FILIPPO RINALDI
Liberato da dolori di stomaco.
Nel febbraio del 1948 incominciò a travagliarmi, alla bocca dello stomaco, un dolore, che andò sempre aumentando fino a causarmi vomiti e svenimenti. Ogni rimedio si rivelava inefficace. Potei avere da un confratello un pezzettino di tela usata dal Servo di Dio Don Filippo Rinaldi e, durante un nuovo e più violento assalto del male con dolori fortissimi e inutili sforzi di vomito, premetti con fede la reliquietta sulla parte dolorante. Poco dopo, con mia meraviglia e immenso sollievo, scomparivano completamente tutti i dolori. Il giorno dopo mi presentai ugualmente al radiologo, com'eravamo già intesi: e un rigoroso esame confermò non esservi traccia alcuna di infermità. Son passati tre anni e mezzo senza che sia tornato nessun sintomo di quei dolori. Rendo al venerato Don Rinaldi pubblica testimonianza della mia profonda riconoscenza.
Sac. EUGENIO ZAMBONI.
Miracoloso rifacimento della cornea.
Il Coad. Albano Loro della Casa di Borgo S. Lorenzo, fu colpito sul lavoro da uno spruzzo di calce viva al viso, che gli tolse quasi completamente la vista, cioè da un occhio non ci vedeva più affatto e c'era pericolo anche per l'altro.
Fu ricoverato d'urgenza all'Ospedale di Firenze, reparto oftalmico. Ora ecco quanto mi scrive il Direttore dei Salesiani di Firenze in data del 17 luglio u. s.: il Servo di Dio Don Filippo Rinaldi ci ha fatto la grazia ! Il nostro Albano Loro è fuori pericolo anche per l'altro occhio.
Lo stesso specialista non sa rendersi conto di come possa essere avvenuto. Giovedì scorso, se non si verificava nessun fatto nuovo, avrebbero dovuto procedere all'estrazione del bulbo, ormai disfatto (la còrnea infatti veniva via a brani, cotta). Giovedì, invece, si è avuto il fatto nuovo dell'improvviso rifarsi della cornea stessa... e ieri mattina abbiamo avuta la conferma che ormai è in via di guarigione e che l'occhio è salvo. La degenza in clinica dovrà forse prolungarsi per tutto il mese... ma insomma, Deo gratias!!!».
Ci faremo rilasciare la dichiarazione medica e poi manderemo la grazia al Bollettino.
firmato: DON BRUSA.
Scompare il dolore.
Dopo di aver applicata sulla maglia l'immaginetta del Servo di Dio Don Filippo Rinaldi e di aver recitata la preghiera, che vi è a tergo, una sola volta, il mal di stomaco che perdurava fortissimo anche dopo l'operazione dell'appendicite e continue cure, è cessato completamente e non è più ricomparso. Sono oltremodo riconoscente a lui e spero nella sua Beatificazione.
Milano. CARMEN RICCIOLI.
Il piede minacciava cancrena.
Da tre anni soffrivo male a un piede e dopo ogni rimedio riuscito inefficace, nell'estate scorsa, sopravvenne anche un'infezione che mise in serio pericolo la mia stessa vita.
Migliorata alquanto, venni mandata nella Casa di Cumiana, ma poco dopo peggiorai nuovamente.
Il medico mi ordinò di tenere il letto e di fare continui impacchi d'acqua borica, perchè diceva che il piede minacciava cancrena.
La mia Rev. Direttrice ricorse allora al Servo di Dio Don Rinaldi, mettendomi una sua Reliquia sulla parte malata, mentre tutta la Comunità pregava intensamente allo scopo.
E in quasi quindici giorni guarii perfettamente, dopo essere stata curata inutilmente da ben cinque dottori, i quali ritenevano il mio caso inguaribile.
Non so come ringraziare Don Rinaldi di questa grande grazia.
Cumiana Suor MARIA ELLENA, F. M. A.
Guarita da triplice frattura.
Ad onore e gloria del Signore e ad esaltazione del Servo di Dio Don Filippo Rinaldi, mi onoro comunicare una grazia speciale ricevuta per la sua valevole intercessione, pregando di pubblicarla sul Bollettino Salesiano.
La mattina del 2 febbraio u. s., uscendo dalla chiesa, ove avevo ascoltato la S. Messa, caddi in malo modo, riportando una triplice frattura alla caviglia sinistra, con lacerazione dei tessuti connessi: una delle peggiori fratture, affermò il mio medico curante, sicchè mi fu fatta l'ingessatura fino alla metà della coscia. Soffrivo immensamente.
Mia figlia, suor Anna Forte, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, vive in Paterson e mio marito comunicò la notizia alle sue Superiore. Allora la Maestra del Noviziato di Haledon, suor Adelina Gastaldo, mi inviò la reliquia di Don Rinaldi, che applicai alla gamba. Recitai ogni giorno con fede la preghiera, in mezzo alle mie pene, mentre anche le Suore pregavano per la sollecita e perfetta guarigione, poichè la mia età non più giovane destava preoccupazioni. Intanto le mie condizioni migliorarono gradatamente. La pesante ingessatura doveva essermi rimossa dopo tre mesi: invece, lode a Dio, dopo gli accertamenti radiologici, il mio dottore me la tolse dopo due mesi e mezzo. Ne ebbi un'impressione dolorosissima. Il mio povero arto pareva una cosa morta che non potesse più riacquistare moto e vita; per la lunga immobilità le articolazioni del ginocchio e del piede, tumide e dolenti, erano rimaste rigide. Ma io continuai con fede la mia preghiera a Don Rinaldi, che così evidentemente vegliava su di me e guidava l'opera del mio medico, cosicchè oggi posso affermare che, mediante la sua valevole intercessione, ho riacquistato l'uso della gamba: la solidificazione delle ossa risulta perfetta e le articolazioni in piena efficienza.
Di vero cuore rendo grazie a Dio che accorda tanto potere al nostro caro Don Rinaldi, sì che dal Cielo spanda ancora su quanti lo invocano il sorriso della sua carità.
Haverhill Mass (U. S. A.)
RITA FORTE.
« Sentii sulla parte dolorante una mano invisibile ».
La più viva e profonda riconoscenza che sento verso Colui che mi fu Padre Spirituale da quando ero fanciulla, si è accresciuta in questi giorni per la grande, miracolosa grazia che Don Rinaldi mi concesse.
Da anni soffrivo di colecistite e dottori e professori che mi visitarono, mi dichiararono essere impossibile un'operazione, pronosticando pure che sarei morta di setticemia.
Dolori atroci mi tormentavano giorno e notte, ma nessun rimedio per quanto ricercato valeva a sollevarmi.
Senza più alcuna speranza umana mi rivolsi con tutta la fiducia a Don Rinaldi, mettendo sulla parte malata, che presentava un rigonfiamento anche esterno, una piccola Reliquia di lui.
Subito, pur fra dolori, sentii che la cistifellea, dura come una pietra, si svuotava, mentre lungo il percorso intestinale appariva evidente anche all'esterno un rigonfiamento come se vi fossero pietre ed una mano invisibile, ma sensibile, le spingesse avanti per farle andar via... Nella stessa identica maniera avvenne ben tre volte cioè ogni volta che, sentendo ancora dolore, applicai la reliquia.
Infine, se pur spossata pei dolori sofferti, mi sentii guarita e come rinata ad una nuova esistenza.
Il Professore che mi visitò in seguito alla grazia ottenuta, non trovò più nulla di anormale.
Sento perciò il dovere di rendere pubblica la mia guarigione e di animare tutti ad invocare il buon Padre, dal cui ritratto che tengo in camera mia, mi sorride con immensa bontà e mi anima ad aiutare sempre le Opere salesiane, che furono la salvezza di molte anime, compresa la mia.
Invocando preghiere, riconoscentissima
Luglio 1950. CONCETTA DALPONTE PARIS.
«Mi avevano già amministrata l'Estrema Unzione»
Lo scorso anno, durante la stagione invernale fui sempre disturbata e sofferente per vere indisposizioni fisiche, che mi lasciarono debole e con vani disturbi fino a tarda primavera.
Il primo venerdì di maggio, mi alzai per andare alla S. Messa, ma fui sorpresa da atroci dolori; chiamai i familiari che mi prodigarono i primi soccorsi, ma tutto invano. Chiamato d'urgenza, il medico dichiarò il caso grave e disse: «Per il corpo faccio tutto quello che posso, ma per l'anima posso far nulla. Chiamate subito un sacerdote s.
Intanto io perdei i sensi e mi sentilo morire. Mi amministrarono l'Estrema Unzione. Vennero a trovarmi le nostre Suore dell'Oratorio e la Reverenda Signora Direttrice mi portò la reliquia di Don Rinaldi, e mettendola sotto il guanciale dopo avermela fatta baciare, mi raccomandò di aver fede. Allora, presa in mano l'immagine del caro Servo di Dio, che ho conosciuto personalmente, mi raccomandai a lui e gli dissi con piena confidenza: « O mi prendi con te in Paradiso, o mi fai guarire ».
Il giorno dopo venne, per un consulto, il professore, il quale confermò il caso grave e che non avrei oltrepassato le ore 24.
Con sorpresa di tutti si notò un sensibile miglioramento e in pochi giorni sono stata fuori pericolo.
Il medico curante, bravo e credente, mi disse di fare un quadro di ringraziamento ed esporlo. Anche il professore ha detto che neppure uno su diecimila sono i casi di guarigione come la mia.
Come da promessa fatta, mando la presente relazione unitamente alla dichiarazione del Medico curante, con preghiera di pubblicarla sul Bollettino Salesiano, e invio l'offerta per la Beatificazione, che auguro sia presto.
In fede CAROLINA REGE Ex-Allieva Oratorio M. A.
Giaveno, 5-12-1950 (Anniversario della morte di D. Rinaldi).
DICHIARAZIONE MEDICA - Dichiaro d'aver avuto in cura nel mese di staggio u. s. la signorina Rege Tachin Carolina, affetta da occlusione intestinale con stato olzido ed inoperabile. La prognosi era infausta. La paziente ora sta bene ed attende alle occupazioni domestiche.
Rilasciato a richiesta dell'interessata per os. pro voto.
Giaveno, 3-IX-1950. Dott. FRANCESCO QUADRELLI.
Riconoscentissima a Don Filippo Rinaldi, al quale sono ricorsa in un momento particolarmente grave della mia vita e dal quale, dopo una novena, ho avuto tanto conforto insieme con la salute, sciolgo la promessa inviando offerta, perchè venga pubblicata la grazia.
Borgomanero. CLARA SOVANI.
Ringraziano il Servo di Dio D. Filippo Rinaldi:
Maria Battellino (S. Daniele del Friuli). Ho invocato in cose difficili ad ottenersi Don Rinaldi e sono stata puntualmente esaudita.
Sac. PIETRO IGLESIAS, da Amer (Spagna), † a Huesca (Spagna) il 15-IV-1951 a 69 anni.
Sulla sua tomba si potrebbe scrivere: « Fu un apostolo della devozione a Maria Ausiliatrice»
Coad. PIETRO TAGLIAFERRI, da Pezzolo (Bergamo), † a Morelia (Messico) il 2-II-1951 a 87 anni.
La lunga vita fu spesa nel lavoro, sacrificio e pratiche di pietà.
Coad. ISAIA TORO, da San Martin (Argentina), † a Mendoza dell'11-VIII-1950 a 70 anni.
Seppe farsi tutto a tutti. Aveva un'abilità particolare nel preparare i fanciulli alla prima Comunione. Fu un maestro modello per la bontà, la disciplina, il lavoro.
Sac. EMILIO SAURO, da Mercedes (Uruguay), † a San Pietro di Montevideo il 26-VI-1991 a 59 anni.
Nelle sue mansioni portava volontà, calma e grande spirito di sacrificio.
GUGLIELMO FOSCHINI, † a Forlì il 7-VI-1951, a 79 anni.
Amico e devoto dell'Opera dei Salesiani, che volle generosamente ricordare nelle sue ultime volontà. Alla sua memoria sarà dedicata un'ala del ricostruendo Oratorio Salesiano.
DOMENICA BATTAGLIERO-CULLA, †a Varengo
Monferrato il 29-X-1950.
Era felice di avere nn nipote Salesiano.
ALTRI COOPERATORI DEFUNTI :
Barreca Dott. Don Concetto, Siracusa - Basi Don Francesco, Rubiera (Reggio Emilia) - Canova Angelo, Sedrina (Bergamo) - Carminati Antonio, Corna (Bergamo) - Cocchi Antonio, Montecatini Terme (Pistoia) - Chemello Dott. Giustino, Sandrigo (Vicenza) - Cherchi Grazietta,, Terralba (Cagliari) - Cora Paolino, Monesiglio (Cuneo) - Destefanis Francesco, Graglia (Vercelli) - Garbagna Giuseppina, Verretto (Pavia) - Garlando Maggiorino, .S. Salvatore Monf. (Alessandria) - Gobbo Luigia, S. Polo di Piane (Treviso) - Hardi Settimio, Palestrina, (Roma) - Maudente Amalia, Bologna - Mazzaglia Antonia, Lawrence (U. S. A.) - Pisano Baingio, Osilo (Sassari) - Pisano Vincenzo, Nuraminis (Cagliari) - Puddu Dott. Cav. Arturo, Rana - Rassega Regina, Lavenone (Brescia) - Salvi Mons. Tommaso, Fiesole (Firenze) - Tosi Giovanna, Buste Arsizio (Varese) - Vercelli,, Carlo, Aramengo (Asti) - Vercellio Ing. Carlo, Cordoba (Argentina) - Zampini Stefano, Breccia (Como).
I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice, possono acquistare
L'INDULGENZA PLENARIA
Ogni mese:
1) In un giorno del mese a loro scelta.
2) Il giorno in cui fanne l'Esercizio della Buona morte.
3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.
Nei mesi di NOVEMBRE e DICEMBRE:
NOVEMBRE: 21 Presentazione di Maria. 22 S. Cecilia.
DICEMBRE: 8 Immacolata Concezione. 25 Natale di N. S. G. C.
Diamo il secondo elenco delle Chiese ed Oratori Salesiani in cui si è fatta l'erezione ed aggregazione.
Adelaide, Agua de Dios, Alassio, Alcov, Alessandria, Alessandria d'Egitto, Alexandrow, Algeri, Alicante, Allen, Alta Gracia, Alto Araguaya, Alvito, Amelia (S. Giovanni Evang.), Amelia (S. Francesco d'Assisi), Ancona, Andria, Angra, Aquidanana, Arbol Bonito, Aracaju, Araguaiana, Araras, Araxa, Arcos de la Frontera, Armi-N. Arcot, Arrozeira, Ascona, Ascurra (S. Ambrogio), Ascurra (Santo Spirito), Assuntion, Asti, Astudillo, Asuncion (S. Luigi), Asuncion (S. Cuore), Avellaneda, Avigliana, Ayagualo, Bagé, Bagnolo, Bahia Bianca (D. Bosco), Bahia Bianca (Pietad), Bahia (Brasil), Balassagyarmat, Bamberga, Bangkok, Bang Nonk Khuek (La Natività), Bang Nok Khuek (D. Bosco), Ban Pong, Bang Tan, Baracaldo, Barbacena, Barcellona (Sicilia), Barcellona (Tibidaho), Barcellona (S. Giuseppe), Barcellona (Venezuela), Barccllos, Barranquilla, Baturité, Beckford, Bejar, Bellflower, Belluno, Benediktbeuern, Benevagienna, Beppu, Bernal, Betlemme, Betgemal, Biella, Bilbao (Maria Ausil.), Bilbao (S. Francesco d'Assisi), Bogotà (S. Cuore), Bogotà (La V. del Carmine), Bogotà (Maria Ausil.), Bologna, Bollengo, Bombay, Bomfim, Bordighera, Borgo Maggiore, Borgomanero, Borgo S. Martino, Borsodnadasd, Boston, Bouiseville, Bratislava, Braga, Brescia, Brindisi, Bino-Zabovresky, Bucaramanga, Budapest, Buenos Aires (Almagro), Buenos Aires (Boca), Buenos Aires (N. S. de los Remedios) Buenos Aires (S. G. Bosco), Buenos Aires (S. Giovanni Evang.), Buenos Aires (S. Francesco), Buenos Aires (Belgrano), Buenos Aires (S. Caterina), Buenos Aires (S. Antonio), Buenos Aires (Mater Misericordiae), Buonalbergo, Burghausen, Burwash, Buxheim, Cachodeira do Campo, Cadice, Cagliari, Cali, Callao, Caluire, Camaguey, Campinas (Maria Ausil.), Capinas (S. Giovanni Battista), Campo (S. Giuseppe), Campo Gr. (S. Vincenzo), Campo Gr. (S. Antonio), Canelli, Capetown, Carabanche], Caracas, Carmona, Cartago, Casale al Valentino, Caserta, Cartel de Britti, Castellamare, Castelnuovo, Castelnuovo (Becchi), Castex, Catania (S. Filippo), Catania-Barriera, Catania (S. G. Bosco), Catania (S. Francesco), Cavaglià, Chateau d'Aix, Chertsey (Oratorio), Chiari, Chieri (S. Luigi), Chieri (S. Margherita), Chieri (Villa Moglia), Chioggia, Chos Malal, Cipolletti, Cisternino, Civitavecchia, Ciudadela, Ciudad Trujillo (S. G. Bosco), Ciudad Trujillo (Maria Ausil.), Claremont, Coat An Doch, Codigoto, Colleretto, Colle Salvetti, Colonia, Colonia S. José, Comayaguala, Conception (S. José), Conception (Maria Ausil.), Concezionz (Chile), Contratacion, Cordero, Cordoba (S. Cuore), Cordoba (Spagna), Corigliano d'Otranto, Corrientes (Maria Ausil.), Corumba, Coruna, Costantinopoli, Coxipò da Ponte, Cowley Oxford, Cremisan, Cruzeiro, Cuenca (Maria Ausil.), Cumiana, Cueno (S. Chiara), Cuneo (Oratorio), Cuorgnè (S. Giusto), Cuorgnè (S. Grato), Curuzù, Cuyabà (Maria Ausil.), Cuyahà (Immacolata), Cuzco, Czerwinsk,
Czestochowa, Daszawa, Dili, Eckmuhl, Eccija, p'1 Guacamayo, Ensenada, Ensdorf, Paranà, Este-Manfredini, Esteril, Esztergomtabor, Evora (S. Giuseppe), Evora (Casa Pia), Faenza, Farnborough, Farnieres, Ferrara (S. Benedetto), Ferrara (S. Carlo), Figline, Filadelfia, Finale Emilia, Firenze (S. Famiglia), Firenze (Maria Immacolata), Fiume, Foglizzo, Fortir. Mercedes, Fossano, Frascati, Frystak, Fuentes, Fulpmes, Gaeta, Genera] Acha, Genera] Pico, Generai Piràn (S. Giuseppe), Generai Piràn (Parro), Genzano di Roma, Gerona, Giammaica, Gorizia, Goiana, Granada, Grand Bigard, Graz, Grosseto, Guadalajara (Maria Aus.), Guadalajara (S. Francesco di Sales), Guadalajara (S. Francesco d'Ass.), Gualaquiza, Gualdo Tadino, Guanabacoa, Guarani, Guatemala, Guatraché, Guayaquil, Guernesey, Guines, Guiratinga, Haad Yav, Habana, Habana (S. G. Bosco), Hawthorme, Hechtel, Hoja Redonda, Honhkong-Aberdeen, Honkong-Sankiwan, Huesca, Huipulco, Humayta, Ihagué, Indanza, Intra di Verbania, Ipacarai, Iquique, Iseo, Ismailia, Ivrea, Izent Kereszt, Jahoatao, Jaciazek, Jaciguà, Jarabacoa, Jesi, Junin de los Andes, Kassel, Kielse, Klagenfurt (S. Roberto), Klagenfurt (S. Martino), Klecza Dolna, Kokmottanoi, Kotagiri, Kracovia (Maria Immacolata), Kracovia (S. Stanislao), Lad, Ladario, La Kafubu, La Mulatiere, La Navarre, Lanùs, Lanusei, Lanuvio, Lanzo, L'Aquila, La Paz, La Plata (S. Michele), La Plata (S. Cuore), La Palmas, La Spezia, La Spezia (Migliarino), Las Piedras, Latina, La Trinidad, La Urbana, La Vega, Lavrinhas, Liegi (Maria Ausil.), Liegi (S. G. Berchmans), Linares, Linchow, Linz (Maria Ausil.), Linz 5. Luigi), Lisbona, Livorno, Lodz (S. Barnaba), Lodz (S. Teresa), Ljubljana, Londra-Battersea, Longhope, Lorena (S. Benedetto), Lorena (S. Giuseppe), Loreto, Los Angeles (Maria Ausil.), Los Angeles (S. Patrizio), Los Condores, Los Teques (S. Giuseppe), Los Teques (S. G. Bosco), Los Teques (Maria Ausil.), Lutomiersk (S. Francesco), Lutomiersk (S. Antonio), Macari, Macao, Macas, Macerata, Macul, Madras Broadway, Madras Perambur, Madrid Bellas Vistas, Madrid (S. Francesco), Madrid (S. Miguel), Magdalena dei Mar, Malaga, Malta (S. Patricio), Malta (S. Alfonso), Manga, Mar del Plata, Marjin, Marina, Maroggia, Marsala (Div. Provvidenza), Marsala (Maria Ausil.), Marsiglia, Matanzas, Matarò, Medellín (Maria Ausil.), Medellin (N. S. del Suffragio), Melbourne, Melles, Mendoza, Mercedes, Meruri, Messico (S. Agnese), Messico (Merced de las Huertas), Messina (S. Luigi), Messina (S. Salvatore), Messina (Giostra), Mezonvarad, Michalovce, Milano (S. Agostino), Milano (5 Ambrogio), Mirahello, Miranda, Mivakonojo, Miyazaki (S. Cuore), Mivazaki (Ss. Martiri), Moca, Modena, Modica Alta, Modica, Mogliano Veneto, Mogofores, Monaco, Montalenghe, Montechiarugolo, Monteleone, Monterrey (Maria Ausil.), Monterrey (S. G. Bosco), Montpellier, Montevideo (S. Pietro), Montevideo (Div.
Piovvidenza), Montevideo (Maria Ausil.), Montevideo (5. 'Michele), 'Montevideo (La M. del Rosario), Montodine, Montilla, Moravska, Morelia, Morgcs, Moron de la Frontera, Moron (Argent.), Morzano di ('asaglià, Alosquera, Murska, Mvstowice, Nagercoil, Nakatsu, Napoli (D. Bosco), Napoli (Vomero), Napoli (Portici), Napoli (Tarsia), Natal, Nave, Nazareth, Neiva, Newton, New York, Niteroi, Nizza Mare, Nizza, Nojiri, Nova Breslau, Novara, Nvergesùjfalu, Oakland, Oita, Oporto, Oran, Orense, Ortona, Oswiecim, Pagyarovar, Palermo, Palizzi Marina, Panquelme, Parà de Minas, Paranahiha, Parigi (S. G. Bosco), Parigi (S. Pietro), I'arigi (Rue Crillon), Parigi (S. Anna), Parcna, Passavia, Patagones, Paterson, Pavia, Paysandù (La M. del Rosario), Paysandù (S. Raimondo), Pechino, Pedana, Pedara, Penango, Perosa Argentina, Perugia, Peveragno, Pindamonhangaba, Pindapoy, Pinerolo (S. Cuore), Pinerolo (Maria Ausil.), Pisa, Piura, Poiares Ponte Nova, Poonamallee, l'ordenone, Port au Prince, Port Chester, Port Lvautcv, l'orto Avacucho, Porto Recanati, Portorico (Maria Ausil.), Portorico (S. G. Bosco), Portosaid, Pouillé, l'osoreu, Poznam, Pozohlanco, Praga (S. Teresa), Praga (S. Cuore), Przemvsl, Puebla (S. Cuore), Puebla (S. Agnese), Pucbla (N. S. dei Retugio), Puerto Deseado, Puerto Casa do, Puerto Olimpo, Puerto Pinasco.
Puerto Sastre, Puntarenas,
Quinta Cailloma, Quito (Maria Ausil.), Quito (S. Cuore), Ra jaburi. Rakospalota, RaIiangjowai, Ramos Mejia, Ramsev, Raskrizje, Ratisbona, Ravenna, Rawson, Recife, Registro, Resistencia, Richmont, Rimini, Riohamba, Rio de Janeiro (Maria Imm.), Rio de Janeiro (Maria Ausil.), Rio dos Cedros, Rio do Sul, Rio Gallegos, Rio Grande (Maria Ausil.), Rio Grande (N. S. de la Candelara), Rivalta Tor., Roma (5. Cuoce), Ronfa (S. Saha), Roma (Mandrione), Roma (D. Bosco), Roma (Maria Lib.), Roma (Pio XI), Romans sui- Isere, Ronda, Rosario, Rosario di S. Fc, Rovereto (Madonna delle Grazie), Rovereto (Maria Ausil.), Rozanvstilc, Rumia, Saharanpur, Saint Denys, Saint Genis, Saintrambret, Salamanca, Salta, Salto, Saluzzo, Sampierdarena, S. Benigno, S. Fiancis, S. Francisco (S. Pietro), S. Francisco (Corpus Domini), S. Gabriel, Sangrodouro, S. Gregorio, S. José del Valle, S. José dos Campos, S. Julian, S. Lorenzo, S. Nicolao, S. Nicola, S. Paolo (Liceo), S. Paolo (Pio XI), S. Paolo (S. G. Bosco), S. Paolo (S. Teresa), S. Paolo (Maria Ausil.), 5. Salvador (S. Inez), S. Salvador (Miguelito), S. Salvador (S. Salvatore), Sansevero, S. Vito al Tagl., S. Agata di Militello, Santander, Santa Fé, Santa Caterina, Sant'ana, Santiago de Cuba, Santiago del Chile (S. G. Bosco), Santiago (Maria
Ausil.), Santiago (La Gratitud), Santiago (S. Giuseppe), Santiago de ì\Iendez, S. Isidro (S. Elisabetta), S. Isidro (S. Cuore), S. Rosa, S. Tecla, Santulussurgiu, San Vincente dels Horts, Sao joao del Rei (S. G. Bosco), Sao Joao del Rei (S. Giuseppe), Sao joao del Rei (S. Gaetano), Sao Joao dcl Rei (S. Teresina), Saragoza, Sarrià, Sastiu, Savona, Schio, Semide, Shanghai-Chappci, Shanghai (S. G. Bosco), Shanghai (Maria Ausil.), Shillong (S. Salvatore), Shriglev, Skawa, Sigsig, Silvana, Siviglia, Sondrio, Soverato, Strada Casentino, Sucre, Sunbury, Svatv, Szombathely, Takanahe, Talea. Tanipa (Maria Ausil.), Tampa
(S. Giuseppe), Tampa (S. Nome), 'I'andil, Tanjore, 'l'ano, Taormina, "Taranto (S. Giuseppe), Tariba, Teheran, Terni (S. F. d'Assisi), Terni (S. E. di Sales), Terranova, Thamuang, Thava, Tirupattur, Tokyo (S. Cuore), Tokyo (S. G. Evangelista), Tokyo (S. G. Bosco), Tokyo Shi, Tolentino, Tolmezzo, Torino (Crocetta), Torino (Rebaudengo), Torino (S. Luigi), Torino (Martinetto), Torino (Monterosa), Torino (S. Giovanni), Torino (S. Paolo), Torino (Valsalice), Torre Annunziata, Toulouse, 'I'ournai, Trapani, Trecate, Trento, Tres Lagoas, Trevi, Treviglio, "Trieste, Trino Vercellese, Trivandrum, 'l'rnava (S. Paolo), "l'rnava (S. G. Bosco), Tucuman, Tuluà, Tunis, Tupa, Ugghelen, Ultima Esperanza, Ulzio, Uribellarca (S. (;. Bosco), Uribellarea (N. S. de Lujan), Usaquen, Ushuaia, Utrera, Valencia, Valera, Valparaiso (Maria Ausil.), Valparaiso (S. G. Bosco), Valpoi, Varazze (Maria Ausil.), Varazze (S. Cuore), Varese, Vatpleng, Vellore, Venezia (Colleti), Venosa, Versta de Cruz, Vercelli, Verona, Verzej, Vittoria, Vicdma, Vienna, Vignaud, V'igo (S. Cuore), Vigo (Maria Ausil.), Villanova, Villa Colon, Villa do Conde, Villena, Virginia, Visegrad, Vitoria, Wadala, Warzawa, Woluwe, Zamora (Maria Addolorata), Zamora (Maria Ausiliatrice), Zapatoca, Zilina