Bollettino Salesiano

ANNO LXXV   1° DICEMBRE 1951   NUMERO 23

I Cooperatori Salesiani al Congresso Mondiale dell'Apostolato dei Laici.

" È necessario che i cristiani si uniscano nel bene operare ".

Il 75° della Pia Unione dei Cooperatori e delle Cooperatrici Salesiane corona quindici lustri di organizzazione e di attività, diretta personalmente da S. Giovanni Bosco e dai suoi successori, che hanno trovato in questa terza Famiglia Salesiana generoso concorso, valido sostegno, fervida collaborazione a tutte le loro iniziative.

E segna anche nella storia della Chiesa un esperimento che, guardato dapprima come una novità, ha suscitato poi larghissima imitazione. Oggi, non c'è, si può dire, Congregazione religiosa che non abbia a fianco cooperatori organizzati.

Ma Don Bosco serba, anche in questo campo, il titolo di precursore: non solo per aver precorso i tempi e dato l'esempio di una forma di cooperazione organizzata di vera attualità, ma, soprattutto, per aver diffuso, con la sua Pia Unione, lo spirito di azione cattolica nel laicato. Egli non ha mirato solo ad una fonte di soccorsi e di aiuti per le Opere sue, ma a scuotere i laici cattolici ad operosa partecipazione all'apostolato della Chiesa, che, sotto la bufera settaria ed anticlericale, vedeva paralizzarsi di giorno in giorno l'attività del clero cui si strappavano le masse per scristianizzarle. Dove non poteva più giungere il sacerdote, non restava che lanciare il laicato cattolico a diffondere i principi del Vangelo e a salvare il lievito della civiltà. Basta leggere questa pagina del regolamento dei Cooperatori Salesiani: « È necessario che i cristiani si uniscano nel bene operare. In ogni tempo si giudicò necessaria l'unione tra i buoni per giovarsi vicendevolmente nel fare il bene e tener lontano il male. Così facevano i cristiani della Chiesa primitiva, i quali, alla vista dei pericoli, che ogni giorno loro sovrastavano, senza punto sgomentarsi, uniti in un cuor solo e in un'anima sola, animavansi l'un l'altro a stare saldi nella fede e pronti a superare gli incessanti assalti da cui erano minacciati. Tale pure è l'avviso datoci dal Signore quando disse: « Le forze deboli, quando sono unite, diventano forti, e se una cordicella presa da sola facilmente si rompe, è assai difficile romperne tre unite: Vis unita fortior, funiculus triplex difficile rumpitur (Eccle., IV, 12).

» Così sogliono fare gli uomini nei loro affari temporali. Dovranno forse i figliuoli della luce essere meno prudenti che i figliuoli delle tenebre ? No, certamente! Noi, cristiani, dobbiamo unirci, in questi difficili tempi, per promuovere lo spirito di preghiera, di carità con tutti i mezzi che la religione somministra e così rimuovere o almeno mitigare quei mali, che mettono a repentaglio il buon costume della crescente gioventù, nelle cui mani stanno i destini della civile società ».

La storia ha già accreditato a Don Bosco le benemerenze che egli si è acquistato con questa geniale istituzione.

Il Decreto De tuto per la sua Canonizzazione contiene quest'alto riconoscimento: « Né si deve passare sotto silenzio l'Istituzione dei Cooperatori, un'unione cioè di fedeli, in massima parte laici, che, animati dallo spirito della Società Salesiana e al pari di essa pronti ad ogni opera di carità, hanno per iscopo di portare, secondo le circostanze, valido aiuto ai Parroci, ai Vescovi ed allo stesso Sommo Pontefice. Notevole primo abbozzo di Azione Cattolica » (1).

Il Santo precisò ripetutamente il suo pensiero con queste parole: «Soccorrere i Salesiani non è altro che aiutare una delle tante opere che si trovano nella Chiesa Cattolica. È vero che i Salesiani faranno appello ai Cooperatori nelle loro strettezze; ma i Cooperatori devono essere altrettante braccia nelle mani dei Vescovi e dei Parroci per il bene della Chiesa Universale e più specialmente delle rispettive diocesi» (LEMOYNE, Vita di S. Giovanni Bosco, vol. II, pag. 123).

In questo senso egli dichiarò in un convegno di ex allievi sacerdoti, nel 1886: « Verrà tempo in cui il nome di Cooperatore Salesiano vorrà dire vero cristiano».

La celebrazione della fausta ricorrenza trascende quindi l'ambiente stesso della nostra modesta famiglia.

(1) Nec silentio praetereunda Cooperatorum institutio: fidelium scilicet consociatio, plerumque laicorum, qui Salesianae Societatis spiritu animati, validum auxilium parochis, Episcopis, immo ipsi Summo Pontifici, pro rerum adiunctis, praeberent. Actionis Catholicae nobile rudimentum!

Il Congresso.

Per questo abbiamo accolto con piacere l'invito al grandioso Congresso mondiale dell'Apostolato dei Laici, rivoltoci dal Presidente del Comitato Promotore, Comm. Avv. Vittorino Veronese, e vi abbiamo partecipato con una eletta rappresentanza di Cooperatori e Cooperatrici. Dall'Italia, la Marchesa Carmen Compans di Brichanteau ed il Grand'Uff. Arturo Poesio ; dal Belgio, il prof. Raymond Delori, dell'Istituto Superiore Commerciale e Consolare di Mons; dalla Francia, il sig. Thomas Joseph di Parigi; dalla Germania, il dott. Hans Struth, editore del Feuerreiter e presidente di Fides Romana; dall'Inghilterra, lo scozzese sig. T. Mc Caffray; dalla Spagna, l'ing. Angel Garcia de Vinuesa, Direttore Generale delle Centrali Idroelettriche del sud della Spagna. Col Segretario Generale della Pia Unione erano pure gli incaricati ispettoriali dei Cooperatori dell'Ispettoria Romana, del Belgio, del Nord della Francia e dell'Irlanda.

Il Congresso si inaugurò solennemente in Roma, al Palazzo Pio, il 7 ottobre a sera, dopo la recita del Santo Rosario e la benedizione Eucaristica impartita nella Basilica di San Pietro dall'Em.mo Card. Piazza.

L'Auditorium era affollato di circa duemila congressisti, tra Delegati Internazionali, Nazionali, Esperti ed Uditori convenuti, da tutte le parti del mondo.

Con gli Em.mi Cardinali Micara, Pizzardo, Piazza, Agagianian e Cagiano era il nostro Em.mo Protettore Card. Benedetto AloisiMasella, Pro-Prefetto della Congregazione dei Sacramenti, Arciprete della Basilica Lateranense e Vescovo di Palestrina. Numerosi arcivescovi e vescovi facevano corona ai principi della Chiesa. Cospicue le rappresentanze del Corpo Diplomatico. Il Governo Italiano era rappresentato dal sottosegretario Dominedò. Col Presidente della Camera dei Deputati On. Gronchi ed il Sindaco di Roma ing. Rebecchini, notammo distinti senatori e deputati.

Invitati speciali d'onore, i rappresentanti dei paesi perseguitati.

Dopo l'insediamento della Presidenza, prese la parola l'Em.mo Card. Pizzardo il quale definì lo scopo del Congresso e la funzione dei laici nella Chiesa. I laici, non han solo un titolo di appartenenza alla Chiesa, ma con la Gerarchia formano la Chiesa. Hanno quindi tutti la missione di collaborare all'apostolato gerarchico e per far questo debbono tenersi uniti alla legittima autorità e rendersene degni con una soda formazione spirituale.

L'Avv. Veronese, Presidente Generale dell'Azione Cattolica Italiana, rievocate le tappe organizzative dell'apostolato dei laici, invitò i Congressisti alla valutazione della sublime vocazione all'apostolato e a una coscienza viva delle grandi responsabilità, richiamando l'esempio dei primi cristiani « solleciti di serbare l'unità dello spirito nel vincolo della pace », per tendere efficacemente all'unità dell'azione nella varietà delle organizzazioni.

Lunedì, 8 ottobre, la seduta plenaria cominciò con la relazione di Mons. Cardijn, il geniale fondatore della J.O.C., sul tema Il mondo moderno e l'apostolato dei laici. Con la competenza ben nota, tracciò un quadro del pervertimento del mondo attraverso le rapide evoluzioni dei tempi, rilevando l'urgenza dell'apostolato organizzato dei laici per salvarlo dal rimbarbarimento e dalla rovina. Al termine, l'assemblea applaudì un devoto telegramma di omaggio al Santo Padre in nome dei delegati ufficiali di 74 paesi, rappresentanti 38 organizzazioni internazionali. Nella seconda assemblea plenaria, S. E. Mons. Valeriano Gracias, Arcivescovo di Bombay, espose le basi dottrinali dell'apostolato dei laici, e S. Em. il Card. Cagiano, Arcivescovo di Rosario, precisò la posizione giuridica dell'Azione Cattolica e delle altre organizzazioni cattoliche nella Chiesa e nei rapporti con la Gerarchia, tracciando la via maestra a tutte le forme di apostolato.

Nella terza assemblea plenaria S. E. Monsignor Siri, Arcivescovo di Genova, trattò della Formazione dei laici all'apostolato: formazione che esige una vita cristiana integrale ed esemplare, spirito di fede, grande amore, umiltà, senso della Chiesa e spirito di sacrificio. Le successive sedute plenarie furono dedicate ai problemi sociali ed internazionali, con magistrali relazioni: di Pierre Serrarens, della Confederazione dei Sindacati Cristiani, e di Charles Fleury, Presidente delle Settimane Sociali di Francia, che prospettarono il programma ideale per un ordine sociale cristiano; della dottoressa Caterina Schaeffer, consulente della N.C.W.C. all'O.N.U., e del dott. Ramon Sugrayes de Franch, Segretario Generale di Pax Romana, che trattarono della missione dei cattolici nel campo internazionale per lo sviluppo dell'armonia dei popoli e l'assicurazione della pace mondiale. Incontri specializzati, in sedi diverse, raggrupparono, ogni pomeriggio, i congressisti allo studio di problemi particolari riguardanti: l'opinione pubblica, le classi intellettuali, l'assistenza, la famiglia, il Catechismo, l'infanzia, la gioventù, la sanità, la scuola, il lavoro, le professioni liberali, la vita civica, gli sport e i divertimenti, le Missioni, la Parrocchia, la vita internazionale, l'emigrazione, gli artisti, l'unionismo ecc. I nostri Delegati si distribuirono in modo da seguirli un po' tutti, collaborando con l'apporto dello spirito di Don Bosco. Nel campo catechistico Mons. Cardini segnalò il contributo recato dal nostro Rettor Maggiore con la « Libreria della Dottrina Cristiana ».

Le serate vennero allietate da un sontuoso ricevimento in Campidoglio, dalla proiezione di nuovi film, dall'audizione della Messa da Requiem di Verdi al Teatro dell'Opera e da un ultimo ricevimento a Castel Sant'Angelo offerto dall'Azione Cattolica. Tutti i giorni, la Gioventù Cattolica Romana si succedette in turni di adorazione a Gesù Sacramentato per ottenere la benedizione del Signore sui lavori del Congresso. Commoventissima la Via Crucis al Colosseo, la sera del venerdì, predicata da Vescovi esiliati dalle nazioni travolte dal comunismo. Terminò con la benedizione impartita dal Card. Agagianian.

Sabato, 13, il nostro Em.mo Card. Protettore Benedetto Aloisi Masella si degnò di trascorrere alcune ore coi nostri Delegati nel collegio di Frascati, compiacendosi affabilmente delle buone notizie che ciascuno portava dalla propria regione.

Chiuse il Congresso un fervido discorso del dott. Gedda, Presidente Generale degli Uomini di A. C.

La benedizione del Papa.

Ma la corona la mise lo stesso Sommo Pontefice, che scese apposta da Castel Gandolfo nel pomeriggio del 14 ottobre e, nella grande aula delle Benedizioni, rivolse ai Congressisti la sua paterna parola. Il Papa si rallegrò della nuova quota raggiunta dal laicato nella collaborazione all'apostolato della Chiesa e, ricordata la triplice missione che questa ha di fronte al mondo: portare i ferventi all'altezza delle esigenze del tempo presente, introdurre quelli che indugiano sulla soglia nella calda e salutare intimità del focolare, ricondurre quelli che si sono allontanati dalla religione e che essa non può abbandonare alla loro miserevole sorte, illustrò l'obbligo che tutti i fedeli hanno di concorrere a questa triplice missione perchè si attui il programma divino del Pater noster. Quelli poi che hanno una vocazione speciale a qualche forma determinata di apostolato devono preoccuparsi, nello spirito proprio delle varie organizzazioni, di coordinare, con fedele adesione al magistero della Chiesa, il loro concorso al trionfo dello spirito cristiano in tutti i settori della vita privata e pubblica. Impartita la benedizione Apostolica, Sua Santità si inginocchiò a recitare la bellissima preghiera da lui composta per tutte le anime apostoliche e che noi proponiamo anche ai nostri Cooperatori ed alle nostre Cooperatrici, come sintesi delle più nobili aspirazioni all'apostolato: « Signore Gesù, che ci avete chiamati all'onore di portare il nostro umile contributo all'opera dell'apostolato gerarchico, voi che avete domandato al Padre celeste, non di toglierci dal mondo, ma di custodirci dal male (cfr. Giov., XVII, i5), concedeteci in abbondanza il vostro lume e la vostra grazia per vincere in noi stessi lo spirito delle tenebre e del peccato, affinché - coscienti del nostro dovere, perseveranti nel bene, infiammati dallo zelo per la vostra causa - con la forza dell'esempio, della preghiera, dell'azione e della vita soprannaturale, ci rendiamo ogni giorno più degni della nostra santa missione, più atti a stabilire e promuovere tra gli uomini fratelli il vostro regno di giustizia, di pace e di amore ».

Il Congresso, accuratamente organizzato e splendidamente riuscito, segna una nuova pietra milìare nella storia della Chiesa.

Condizioni: 1 ° Età non minore di 16 anni.

2° Godere buona riputazione civile e religiosa.

3° Essere in grado di promuovere, o per sè o per mezzo d'altri, con preghiere, offerte, elemosine o lavori, le Opere della Società Salesiana.

Nuove iscrizioni: Per nuove iscrizioni e relativo diploma rivolgersi al Rev.mo Rettor Maggiore dei Salesiani - Via Cottolengo, 32 - TORINO.

Oppure al Rev.mo Incaricato Ispettoriale dei Cooperatori Salesiani a uno dei seguenti indirizzi:

CATANIA - Via Cifali, 7. GENOVA-SAMPIERDARENA - Via C. Rolando, 15. MACERATA - Istituto Salesiano. MILANO - Via Copernico, 9. NAPOLI - Via A. Scarlatti - al Vomero. NOVARA - Baluardo La Marmora, 14. ROMA - Via Marsala, 42. VERONA - Via Antonio Provolo, 16.

Avvertenze: 1) Preghiamo i Sigg. Direttori Diocesani, Decurioni, Zelatori e Zelatrici che ci procurano nuovi Cooperatori di rilevare la terza condizione voluta da Don Bosco: «essere in grado di promuovere, per sè o per mezzo d'altri, con preghiere, offerte, elemosine o lavori le Opere Salesiane s.

2) Il Bollettino s'invia a tutti i Cooperatori senza quota fissa di abbonamento. Date però le rilevantissime spese, saremo ben grati a chi ci verrà in aiuto.

PARLA SAN GIOVANNI BOSCO

In prossimità delle feste Natalizie presentiamo ai nostri Cooperatori un saggio del come Don Bosco preparava i suoi giovani al S. Natale. L'episodio introduttivo può apparire ingenuo, ma è evidente che si tratta soltanto di uno spunto diretto a dare maggior risalto alle idee semplici e profonde che seguono. I Cooperatori potranno trovare in queste paterne esortazioni uno stimolo efficace a predisporre se stessi e i propri figliuoli a celebrare santamente il prossimo Natale.

« Domani incomincia la novena del S. Natale. Si racconta che un giorno un divoto del Bambino Gesù, viaggiando per una foresta in tempo d'inverno, udì come il gemito di un bambino. Inoltratosi nel bosco donde veniva la voce, vide un bellissimo fanciulletto che piangeva. Mosso a compassione, disse:

" Povero bambino, come mai ti trovi qui così abbandonato in questa neve? ". E il fanciullo rispose: " Come posso non piangere, mentre mi vedi così abbandonato da tutti? ". Ciò detto disparve. Allora quel buon viaggiatore capì che quel bambino era Gesù stesso che si lamentava dell'ingratitudine e della freddezza degli uomini.

» Vi ho narrato questo fatto perché procuriamo che Gesù non abbia a lagnarsi anche di noi. Perciò prepariamoci a far bene questa novena. Due cose io vi consiglio per passarla santamente.

» 1° Ricordatevi sovente di Gesù Bambino, dell'amore che vi porta e delle prove che vi ha dato del suo amore fino a morire per voi. Al mattino, alzandovi subito al tocco della campana, sentendo il freddo ricordatevi di Gesù Bambino che tremava per il freddo sulla paglia. Lungo il giorno animatevi a studiar bene le lezioni, a far bene il lavoro, a stare attenti nella scuola per amore di Gesù. E soprattutto, per amore di Gesù, guardatevi dal cadere in qualsiasi mancanza che possa disgustarlo.

» 2° Andate spesso a trovarlo.- Noi invidiamo i pastori che andarono alla capanna di Betlemme, che lo videro appena nato, che gli baciarono la manina, gli offersero i loro doni.

Fortunati pastori! diciamo noi. Eppure nulla abbiamo da invidiare perché la stessa loro fortuna è pure la nostra. Lo stesso Gesù che fu visitato dai pastori nella capanna si trova qui nel tabernacolo. L'unica differenza sta in ciò, che i pastori lo videro con gli occhi del corpo, noi lo vediamo solo con la fede, e non vi è cosa che possiamo fargli più grata che andare spesso a visitarlo. E in qual modo andare a visitarlo? Primieramente con la frequente Comunione. Altro modo poi è di andare qualche volta in chiesa lungo il giorno, fosse anche per un sol minuto, recitando anche un solo Gloria Patri.

» Avete inteso? Due cose adunque noi faremo per santificare questa novena. Ricordarci sovente del Bambino Gesù; avvicinarci a lui con la S. Comunione e con la visita in chiesa ».

(Memorie Biografiche, vol. VI, pag. 351)

* " L'umile e squallida culla di Betlemme fa convergere verso di sè con indicibile attrattiva il pensiero di tutti i credenti. Nel fondo dei cuori ottenebrati, afflitti, abbattuti, scende, e tutti li invade, un gran torrente di luce e di gioia ".

PIO XII

Il Beato Domenico Savio e gli Istituti di Rieducazione per minorenni.

Il Rev.mo Don Giovanni Cazzaniga dal Centro Nazionale dei Cappellani degli istituti di Rieducazione, lo scorso agosto, umiliava al S. Padre una supplica perchè si degnasse di designare il Beato Domenico Savio a Celeste Patrono degli istituti minorili e dei giovani ricoverati. Nella sua nobile lettera affermava:

« Unanimemente i Cappellani concordano nella previsione che un gran bene verrebbe a questi giovani, i quali in Italia raggiungono la ragguardevole cifra di quindicimila, qualora la loro formazione spirituale e morale fosse posta sotto la celeste protezione del Beato Domenico Savio.

» Il Beato Domenico Savio fu un loro coetaneo; appartenne come gran parte di essi a famiglia povera; seppe, come purtroppo essi non fecero, sottrarsi alle cattive compagnie; piamente trascorse la sua breve giornata terrena nel lavoro e nell'esercizio eroico della virtù, sotto la guida del santo educatore Don Bosco.

»Quali non saranno i frutti della celeste protezione del Beato Domenico Savio, specie ove si consideri che il Celeste Patrono sarà costantemente proposto all'esempio, e che i giovani potranno guardare al loro Protettore non già come una vetta lontana nel tempo ed irraggiungibile, ma bensì come all'imitabile Giovane che, ad essi vicino nell'età e nel tempo, seppe risolvere in grado eroico tutti i problemi dell'onesto buon vivere ? ».

La S. Congregazione dei Riti in data 21 agosto rispondeva:

« Reverendissimo Signore,

» La domanda che la Vostra Signoria ha presentato è degna di ogni lode.

» La scelta del Beato Domenico Savio è felice per le ragioni esposte nella domanda. Se il Savio fosse già canonizzato, questa S. Congregazione proporrebbe senz'altro al S. Padre il piissimo desiderio dei Cappellani, ma essendo Beato, non può farlo.

» Ciò nonostante nulla impedisce che i Cappellani suoi propongano ai loro giovani le virtù del Beato, li stimolino a seguirne gli esempi e a pregarlo.

» Le sue relazioni col grandissimo educatore dei giovani, San Giovanni Bosco, sono molto opportune per illuminare le menti dei giovani sull'azione del sacerdote e la sua divina missione a salute delle anime.

» Queste preghiere poi possono anche aver per iscopo di ottenere dal Signore l'ulteriore glorificazione del Beato.

» Certo sarebbe assai bello se Iddio si degnasse operare i due miracoli, necessari per la Canonizzazione, a favore di due giovani raccolti in codesti Centri di Rieducazione.

» Gradisca i miei rispetti, mentre augurando a V. S. e a tutti i Cappellani, che attendono alla santa opera a favore di tanti giovani, che Iddio benedica e conceda ubertosi frutti al loro ministero, ho il piacere di professarmi di Vostra Signoria Reverendissima

devotissimo servo

+ ALFONSO CARINCI, Arcivescovo di Seleucia Segretario della S. C. dei Riti.

Mentre la Famiglia Salesiana si rallegra con i Rev.di Cappellani degl'istituti di Rieducazione per l'alta approvazione concessa alla loro iniziativa di proporre all'esempio dei giovani affidati alle loro cure le virtù del nostro caro Beato, formula cordiali voti perchè la scelta, che la stessa S. C. dei Riti si compiacque di definire « felice», cooperi a rendere sempre più efficace la loro divina missione a vantaggio delle anime che attendono dal loro zelo sacerdotale redenzione e salvezza.

Per un Epistolario di San Giovanni Bosco

Le lettere degli uomini grandi sono state sempre molto ricercate; quelle poi dei Santi, che sono uomini grandissimi, contengono un'attrattiva speciale, perchè ci mettono quasi a contatto con lo spirito degli uomini di Dio.

Questa considerazione non fu estranea al disegno di raccogliere e pubblicare un epistolario di S. Giovanni Bosco. Diciamo un epistolario, non l'epistolario, perchè, sebbene siano già circa 2800 le lettere finora messe insieme, restiamo però sempre ben lungi dal poter ammannire l'epistolario completo. Per quanto si può ragionevolmente congetturare, il numero delle lettere scritte da D. Bosco dovette essere assai superiore. Perciò, a quanti ne possedessero, che non fossero mai state comunicate, rinnoviamo la preghiera già fatta due anni addietro di volercene far dono o almeno di trasmettercene copia ben controllata.

Le lettere di S. Giovanni Bosco così riunite hanno questo di caratteristico, che ci rivelano una vita vissuta, quella vita multiforme, che destava l'ammirazione de' suoi contemporanei e che suscita stupore nei lettori delle sue biografie.

Qui infatti ci passa davanti come sopra uno schermo cinematografico da un lato il sacerdote, l'apostolo, il maestro di spirito, il consigliere illuminato, l'educatore, il fondatore e superiore di. Congregazioni religiose, l'uomo compito; e dall'altro lato l'edificatore di collegi e di chiese, l'amministratore oculato, il maneggiatore di svariatissimi affari, l'organizzatore di mezzi ingegnosi per trovare il necessario all'attuazione dei suoi disegni e al mantenimento delle sue benefiche istituzioni, ma il tutto sopra uno sfondo di una santità aureolata di umiltà, di carità e soprattutto di una calma inalterabile e quasi sovrumana, che non si smentisce mai neppure nei momenti più critici dell'esistenza.

Altri epistolari insomma formano la delizia di letterati, di artisti, di filosofi, di politici ; l'epistolario di D. Bosco invece sarà sfogliato con soddisfazione e utilità da quanti in tempi come i nostri, pervasi dalla febbre dell'attività non sogliono, nell'ardor dell'operare, mettere in oblio le superiori esigenze dello spirito, godono anzi di veder andare d'accordo lavoro e preghiera, ossia l'umano e il divino.

L'impresa di questa pubblicazione si presenta alquanto dispendiosa; ma giova sperare che la Provvidenza ci aiuti, sicchè in un periodo non troppo lungo almeno i quattro bei volumi divisati fino al presente possano venire alla luce.

Coloro che possedessero lettere non ancora comunicate in originale o in copia, sono pregati d'indirizzare gli autografi al salesiano D. EUGENIO CERCA, Piazza Maria Ausiliatrice 4, Torino.

Chi non intendesse cederci detti autografi, li riavrà senza fallo e senza indugio.

L'UMILTÀ NELLA GLORIA

Echi della glorificazione di S. Maria Mazzarello.

Il 24 giugno u. s., mentre a Roma si compiva il solennissimo rito della Canonizzazione di S. Maria Mazzarello, seguito anche di lontano a traverso la trasmissione radiofonica, altre grandiose funzioni venivano celebrate in tutte le parti del mondo.

Così, a Buenos Aires, preparata in antecedenza dalla parola di tutti i Rev.di Parroci della città.

Alle ore 11 nella metropolitana parata a festa, in cui spiccava sull'altar maggiore una grande tela della Santa, presente l'Em.mo Card. Copello, Arcivescovo di Buenos Aires , e Primate d'Argentina, il Salesiano Don Vittorio Bonamin tenne un elevato panegirico della « forte e austera, semplice e candida » Santa, chiudendo con fervide invocazioni, tratte da appropriati spunti sul Te Deum.

Seguì il canto solennissimo del medesimo inno, eseguito dalla schola cantorum salesiana di Bernal, e la benedizione eucaristica pontificale, impartita dallo stesso Em.mo Cardinale Primate.

Impossibile descrivere la folla, accalcata nel grande tempio e fuori, oltre tutta la massa giovanile nostra, che sosteneva entusiasta il canto dell'inno A tu gloria el mundo canta..., appositamente composto e musicato da due Figlie di Maria Ausiliatrice, argentine. Basti dire che vennero distribuiti 90.000 foglietti illustranti la vita della Santa; 50.000 immagini, e un gran numero di piccole biografie.

Anche la cattedrale di Bahia Blanca, nella medesima ora, si gremì di popolo e personalità, fra cui l'illustre Intendente, il Corpo Consolare, la delegazione della Marina, dell'Esercito e del

Tribunale, Autorità scolastiche, Istituti, ecc. per assistere alla Messa solenne celebrata dall'Ecc.mo Vescovo Mons. Geminiano Esorto. Al Vangelo Don Menestrina, salesiano, tessè l'elogio della nuova Santa, mettendone in luce l'eroica umiltà e carità. Sua Eccellenza intonò quindi solennemente il Te Deum, eseguito dalla schola cantorum del nostro Collegio, e impartì la trina benedizione eucaristica.

Sempre nel medesimo giorno, la nostra Santa venne pure esaltata nella cattedrale di Montevideo, dalla parola del salesiano Don G. Vidal. Vi presenziò l'Ecc.mo Vescovo Mons. Antonio M. Barbieri che, assistito dai Rev.mi Vicario e Pro Vicario Generale e dal venerando Capitolo Metropolitano, intonò il grandioso Te Deum, . eseguito a quattro voci dalla scuola polifonica S. Cecilia dell'Istituto Salesiano di Manga, e impartì la benedizione eucaristica.

Contemporaneamente nella cattedrale di Santiago (Cile) altra imponentissima funzione. Pronunciò il panegirico della Santa S. Ecc. Rev.ma Mons. Manuel Larrain Erràzuriz, Vescovo di `l'alca, e intonò il Te Deum e impartì la benedizione eucaristica pontificale l'Ecc.mo Nunzio Apostolico Mons. Mario Zanin, assistito da altri Ecc.mi Vescovi, e da tutto il venerando Capitolo Metropolitano.

Nella capitale cilena si rinnovò - dal 2 al 9 settembre - in forma più grandiosa, la glorificazione della Santa con la cosidetta Settimana Mazzarelliana, ricca di manifestazioni alle quali concorsero spontaneamente autorità, stampa e radio. Fra le personalità che si susseguirono al microfono per esaltare la Santa citiamo il noto oratore Umberto Pinto, l'ex Ministro Dr. Filippo Letelier, ex allievo salesiano, e il Deputato on. Giovanni Colonna. L'ultimo giorno, domenica, venne eretto l'altare all'aperto. Celebrò il Rev.mo Ispettore salesiano Don Bertola, assistito pontificalmente dall'Ecc.mo Nunzio Apostolico Mons. Zanin. Le 2000 e più alunne delle scuole delle Figlie di Maria Ausiliatrice eseguirono in coro unico e grandioso la Messa degli Angeli. Nello stesso giorno l'Ecc.mo Rappresentante del S. Padre, circondato dalle Autorità, si degnò di presiedere il solenne atto accademico che si tenne in onore della novella Santa nel vasto Auditorium Don Bosco.

Altre solenni celebrazioni ebbero luogo: a Bernal (Argentina) con l'inaugurazione di un busto alla Santa; a Cowley (Inghilterra) con la partecipazione delle rappresentanze dei vari istituti religiosi di Oxford; a Hong-Kong con accorate invocazioni alla Santa a favore di tutti i cattolici della Cina in questa tragica ora; a Shillong-Mawlay (India) con panegirico dello stesso Ecc.mo Mons. Ferrando, Vescovo di Shillong; a Porgzebién (Polonia), in una particolare cornice di dolore per la triste situazione del paese; a Punta Arenas (Cile) con triduo e panegirico predicati da S. E. Mons. Wladimiro Boric, salesiano, Vescovo Diocesano.

Merita una speciale segnalazione la riuscitissima festa di Codiverno (Padova) per il carattere tutto proprio che le diede il rev. parroco e vicario foraneo di Vigonza Don Antonio Camazzola, che volle intitolarla: Festa dell'educazione cristiana, sotto la protezione dell'educatrice Santa Maria D. Mazzarello. Fu preceduta da un triduo di predicazione in tutte le parrocchie della Vicaria e riuscì un grande raduno di giovinezza, accorsa con ogni mezzo di trasporto, anche su carri agricoli, dai vari paesi dei dintorni per onorare la nuova Santa.

Il rev. P. Camponogaro tenne il discorso presentandola come Madre e Maestra di tante educatrici che, alla scuola di S. G. Bosco, sanno formare nella gioventù anime profondamente cristiane. Nel pomeriggio, dopo la processione, il rev. Parroco, sulla piazza gremita, parlò ancora richiamando i genitori ai propri doveri verso i figliuoli supplicandoli con commoventi parole di. aver cura soprattutto delle loro anime e di prendere come protettrice e modello S. Maria Mazzarello.

NOTIZIE DI FAMIGLIA

ITALIA

I Promotori della Peregrinatio di Maria

Ausiliatrice nella Diocesi di San Severo (Foggia) in udienza dal S. Padre. --- Il 28 agosto u. s. S. E. Rev.ma Mons. Francesco Orlando ha umiliato nelle mani di Sua Santità, a Castelgandolfo, l'omaggio del «numero unico» della Peregrinatio Mariae effettuatasi nella diocesi di San Severo con la statua di Maria Ausiliatrice.

La pubblicazione edita in elegante veste tipografica dal cooperatore salesiano Comm. Franco Favia di Bari, è stata molto gradita dal Santo Padre che ha benevolmente ricordato di aver personalmente benedetto la statua della Vergine Ausiliatrice e si è congratulato per il bene compiuto.

Con S. E. Rev.ma Mons. Orlando erano i cooperatori salesiani S. E. l'On. prof. dott. Antonio Carcaterra, Sottosegretario al Ministero dell'Industria e Commercio, il Comm. Leonardo La Pietra con la consorte Sig.ra Caterina, i figli dottori Michele e Olindo e i nipotini Dino e Marcello, gl'Ispettori Salesiani Rev.mi D. Toigo e D. Pilla, il Direttore D. Stanco, Presidente del Comitato della Peregrinatio, e D. Brugo in rappresentanza dei predicatori salesiani della Peregrinatio. Sua Santità, dopo essersi informato della vita della diocesi, si è intrattenuto affabilmente con i presenti, specie con il Sottosegretario di Stato S. E. Antonio Carcaterra, offrendo a ciascuno una medaglia-ricordo e impartendo una particolare benedizione.

Gaeta - Riapertura al culto del Tempio di S. Francesco. - Il monumentale edificio, già deteriorato dal tempo, aveva subìto gravi danni durante la guerra. Grazie al fattivo interessamento di S. E. Mons. Casaroli, Arciv. della Città, del nostro Mons. Guerra e dei Superiori dell'Istituto, e col concorso del Ministero dei Lavori Pubblici e delle Autorità della Provincia e locali, si poterono iniziare i lavori di restauro che, condotti con ritmo vigoroso, permisero, la domenica 1° luglio, di celebrare la solenne inaugurazione del Tempio, davanti a tutte le Autorità religiose, civili e militari e con la partecipazione di grande stuolo di devoti.

Fra le numerose personalità presenti al sacro Rito dobbiamo particolarmente segnalare l'amatissimo Arcivescovo S. E. Mons. Casaroli, il Ministro Plenipotenziario per la Repubbl. di EI Salvador, S. E. l'Ambasciatore Amedeo Canessa con la distinta signora N. D. Lidia, i quali hanno largamente beneficato l'opera salesiana di Gaeta.

La statua di Maria Ausiliatrice nella Cattedrale di Venosa. - In occasione dei festeggiamenti di Maria SS. Assunta svoltisi nella Cattedrale di Venosa, fu benedetta da Mons. Petroni, Vescovo Diocesano, un'artistica statua in legno di Maria Ausiliatrice, opera dello scultore Runggaldier di Ortisei.

Pontificò S. E. Mons. Bertazzoni, ex allievo salesiano, il quale nella commovente e forbita omelia ricordò la sua adolescenza sotto gli sguardi di Maria Ausiliatrice a Valdocco.

Imponentissima la processione, nella quale il simulacro della Vergine troneggiava sopra una gondola di fiori freschi.

Il dott. Alvaro Gomez, i Consiglieri Comunali e gl'impiegati in forma ufficiale vollero accompagnare la Vergine Ausiliatrice. Il Provveditore agli studi, prof. Simone, concesse vacanza agli alunne delle scuole; tutti gli altri uffici misero in libertà i propri dipendenti. Così la festa prese le proporzioni di un avvenimento cittadino, sebbene fosse giorno feriale.

Interessante e nuova la sfilata delle bandiere di tutte le nazioni in cui . vi è l'opera salesiana, portate da 70 giovani dell'istituto.

Di ritorno in cattedrale Mons. Vescovo volle esprimere il suo ringraziamento e rinnovare la promessa fatta a conclusione del Congresso Mariano lo scorso anno di proclamare Maria Ausiliatrice Patrona di Venosa.

* Nove di Fadaldo (Treviso). - Il più antico Santuario dedicato a San Giovanni Bosco. - Per iniziativa degli Ex allievi del Collegio Salesiano di Mogliano Veneto sorgeva fin dal 1929 un modesto ma decoroso Santuario in onore di Don Bosco. Non potendosi ancora dedicare al suo nome perchè solo Beato, il Santuario venne dedicato, in un primo tempo, a Maria Ausiliatrice. La frazione di Nove è un rione di operai: parve quindi molto opportuno dare loro un protettore in Don Bosco, che spese tutta la sua vita a favore del popolo. E gli operai di Nove si accinsero alla costruzione con entusiasmo donando la mano d'opera gratuita, diretti pure gratuitamente dall'ing. Doro e fratelli, ex allievi salesiani. I numerosissimi ex voto che ornano già l'abside dimostrano all'evidenza la predilezione del Santo per quel buon popolo. Un recente decreto ha elevato il Santuario a Parrocchia.

Un nuovo altare a Maria Ausiliatrice. -

Fu inaugurato a Canicattì (Agrigento) da S. E. Mons. Ficarra, assistito dal Clero e da un immenso numero di fedeli che gremiva la chiesa. L'altare è un magnifico complesso architettonico, inquadrato armonicamente in marmi, cornici e rilievi di stucco. Sul largo frontale domina una grande nicchia sopraelevata a rilievo, nella quale la statua della Madonna di Don Bosco sembra innalzarsi in un volo divino volgendo lo sguardo verso i fedeli. Don Bosco in ginocchio, Domenico Savio in piedi, le stanno ai lati in basso in atto di additarla alla fiducia e all'amore dei fedeli.

* Nese (Bergamo). - Campana dedicata a San Giovanni Bosco. - Un gentile pensiero del Clero parrocchiale e di tutta la popolazione volle dedicata a San Giovanni Bosco una delle otto campane che formano il nuovo grandioso concerto.

Sotto il bel medaglione del Santo si legge la seguente dedica: « Io chiamo la gioventù, consacrata a San Giovanni Bosco, perchè sia educata secondo le norme e i costumi cristiani ».

Come già nel maggio 1950 la popolazione aveva dato un attestato di amore a Don Bosco accogliendone solennemente la statua e proclamandolo patrono della gioventù, così ora gli ha rinnovato l'omaggio dedicandogli una campana che richiama quotidianamente la gioventù ai suoi sacri doveri di figli, di cristiani, di lavoratori.

In ricompensa Don Bosco chiama ogni anno giovanetti a seguirlo nelle sue Case, premio e consolazione per gli infaticabili e zelanti sacerdoti D. Giovanni Pezzotta, Prevosto, e D. Luigi Finazzi, Curato, e per i generosi papà e mamme, contenti di avere dei figli salesiani.

ARGENTINA

* Buenos Aires - "La Boca" - Luttuoso incidente. - Il 21 ottobre u. s. nella chiesa di San Giovanni Evangelista del rione « La Boca » di Buenos Aires, alle ore 10,45, durante la celebrazione della S. Messa, presenti circa 400 fedeli, una vibrazione delle vecchie colonne, causata probabilmente dall'intenso traffico delle vie adiacenti, provocava improvvisamente la scissura della volta della navata centrale, parte della quale cadeva fragorosamente sui fedeli che non erano potuti fuggire al primo allarme, causando qualche vittima e una ventina di feriti. La dolorosa notizia fu appresa da tutta la cittadinanza con profondo dolore. Le Autorità cittadine, prime fra tutte S. Em. l'Arcivescovo Card. Copello e S. E. il - Ministro degl'Interni, appena furono a conoscenza della disgrazia, accorsero premurosamente per esprimere personalmente i sentimenti del loro cordoglio ai Salesiani e alle Famiglie più duramente provate.

Alle Autorità e alla cittadinanza della Capitale Argentina ci associamo di cuore anche noi per presentare alle Famiglie delle vittime le nostre più vive condoglianze, pregare per i feriti e offrire per i compianti defunti copiosi suffragi ai piedi della Vergine Ausiliatrice.

Bahia Blanca (Argentina) - Cooperatotore Centenario. - È il sig. Giuseppe Gioachino Esandi, che ha compiuto il suo centesimo anno di vita: reliquia vivente della storia del progresso di Bahia Blanca.

Nacque il 9 luglio del 1851 a Jaurrieta, provincia di Navarra (Spagna). A 19 anni, nel pieno vigore delle sue forze partì per Buenos Aires, stabilendosi a Quilmes, dove si conquistò la simpatia generale per la sua vigorosa ed entusiasta giovinezza.

Giunse a Bahia Bianca nel 1873, quando l'attuale città era soltanto un villaggio di circa 1500 persone, formato dai soldati del Forte e dalle loro famiglie, da un gruppo di indi ammansiti e da qualche straniero. Si dedicò fin dal suo arrivo alla costruzione di case e numerosi furono gli edifici innalzati sotto la sua direzione tecnica, sicchè il progresso di quella città ebbe nel Sig. Esandi uno dei più ardenti propulsori.

Ebbe cura particolarmente del suo focolare, che formò con la vita esemplare e la sua profonda fede.

Fu collaboratore dei primi salesiani giunti colà e in modo speciale del primo missionario, Don Milanesio. Due dei suoi figli furono sacerdoti. Uno di essi giunse alla dignità episcopale e fu il primo vescovo della Diocesi di Viedma in Patagonia. Due figlie entrarono nell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice e tutti gli altri che ancora vivono, sono stimati professionisti. Ebbe 11 figli, 27 nipoti, 15 pronipoti: questa patriarcale famiglia, con le opere costruite sotto la sua direzione, come il collegio di Fortìn Mercedes, i collegi Don Bosco e Maria Ausiliatrice di Bahìa Blanca, la parrocchia di Cuatreros, la chiesa del Sacro Cuore di Bahìa Blanca, sono le glorie della sua lunga vita delle quali più si compiace di parlare. Ma si possono contare al suo attivo anche molte altre opere di beneficenza, la cui istituzione e sviluppo si devono alle sue iniziative, come l'Associazione Spagnola di Mutuo Soccorso, il Circolo Cattolico Operaio. Perciò il suo centesimo compleanno è stato celebrato come un evento cittadino con grandi festeggiamenti. A tali manifestazioni di affetto e stima prese parte la Famiglia Salesiana, che lo venera come un insigne e venerando Cooperatore.

Rodeo del Medio (Mendoza) - Il 50° della scuola vitivinicola " Don Bosco ". - Dal 15 al 20 agosto si svolsero solennissime le celebrazioni cinquantenarie di questa fiorente scuola, fondata nel 1901 dalla munificenza della pia signora Lucilla B. de Bombal, tuttora vivente. Le feste si protrassero per cinque giorni densi di atti religiosi, scolastici e sociali. Ciascun giorno fu dedicato a una delle categorie seguenti: allievi, ex allievi, cooperatori, scuole governative, autorità.

S. E. Mons. Alfonso Maria Buteler, Vescovo di Mendoza, celebrò il 16 agosto nel Santuario di Maria Ausiliatrice e pronunziò un discorso ringraziando in nome della Chiesa la Società Salesiana del bene fatto nella sua Diocesi in mezzo secolo di fecondo apostolato.

Vi furono altre manifestazioni, tra cui l'inaugurazione di una via della città intitolata a Don Bosco.

La scuola rilascia agli allievi il titolo nazionale di «Tecnico Viticultore e Olivicultore » e ha riportato molti premi in esposizioni industriali.

Il Santuario di Maria Ausiliatrice, annesso, è meta di frequenti pellegrinaggi e centro di irradiazione del culto, favorito anche dalla rivista mensile La Virgen de Don Bosco fondata nel 1907.

La prima Messa nell'Antartide Argentina.

- Il salesiano Don Giovanni Monticelli, nominato dal Governo Argentino cappellano di una spedizione scientifica all'Antartide, effettuata sul vapore Santa Micaela dell'impresa « Pérez Companc», il 9 marzo 1951 celebrò la Messa più australe della storia con solenne assistenza della Ufficialità della nave e del rimorchiatore Sanavirón.

BRASILE

Peregrinatio Mariae in Brasile. - Per commemorare il 50° del Monumento Nazionale alla Vergine Ausiliatrice in Niteroi, culla della devozione alla Madonna di Don Bosco, e per presiedere anche al Congresso Mariano e della Pace Sociale, la veneranda Immagine, benedetta da San Giovanni Bosco e prima arrivata in terra brasiliana (1885), iniziò nell'agosto del 1950 una trionfale Peregrinatio attraverso le città del Brasile. Da Manaos, dove la statua si trova dal 1921, scese a Belem, percorse tutta la costa brasilena fino a Rio Grande del sud, risalì quindi negli Stati dell'interno, fu portata nel Mato Grosso e nel territorio del Guaporè, rientrando così a Manaos. La statua fece sosta in 70 centri più importanti della nazione, fra i quali 38 ospitano un'opera salesiana. Tutti i mezzi di trasporto furono usati, dalla nave al treno, dall'auto all'aeroplano, mentre fu indescribile l'instancabilità degli amici di Don Bosco e l'entusiasmo delle popolazioni.

* Nozze d'Oro di due fratelli Vescovi Salesiani. - Lo scorso giugno celebrarono la loro Messa d'Oro S. E. Mons. Elvezio Gomes de Oliveira, Arcivescovo di Marianna, e il fratello S. E. Mons. Emanuele, Arcivescovo di Goiàs. La Famiglia Salesiana prese viva parte al giubilo dei fedeli delle due vaste Archidiocesi ed ora è lieta di presentare agli illustri Fratelli le sue cordiali felicitazioni e innalza ardenti preghiere perchè il Signore voglia continuare a benedire largamente le preziose attività dei due zelanti Pastori.

* Mato Grosso - Sviluppo dell'Opera. -

L'attività salesiana nell'Ispettoria « S. Alfonso» (Mato Grosso), nell'anno 1950-1951 segna un rilevante progresso nell'aumento degli allievi e nel continuo ampliamento degli istituti.

- A Campo Grande l'Istituto Don Bosco prima poteva accogliere 600 allievi, quest'anno ne ospita 900. L'Istituto S. José portò gli allievi da 45 a 125.

- Ad Araçatuba fu aperto il Collegio, anche se soltanto una parte del fabbricato era ultimata, ed è frequentato già da 125 allievi fra interni ed esterni. Molti di essi provengono dalle famiglie coloniche che si sono stanziate nei dintorni della città.

- A Meruri fu inaugurata recentemente la nuova falegnameria che sarà di grande aiuto nella lavorazione del legname per la costruzione dei villaggi. Conta già 46 allievi.

* Nuovo Tempio - Parrocchia dedicata a Maria Ausiliatrice nello Stato di Spirito Santo (Brasile). - Sorse a Itarana Itagussù per ardita iniziativa del parroco, P. Enrico Zamperetti, grande amico dei Salesiani e apostolo della divozione a Maria Ausiliatrice. Il nuovo tempio è giudicato il più artistico e maestoso della vastissima Diocesi. Fu consacrato la domenica 15 luglio da S. E. Mons. Luigi Scortegagna, zelantissimo Vescovo Diocesano, grande devoto dell'Ausiliatrice, che volle fermarsi un'intera settimana per presenziare ai grandiosi festeggiamenti della Consacrazione, alla quale partecipò una straordinaria moltitudine di fedeli accorsi dai luoghi più lontani del vasto Stato di Spirito Santo. Così la Madonna di Don Bosco ha il suo trono in uno dei più antichi stati civilizzati del Brasile, e col trono un regno vivo di anime che quello zelante pastore forma nello spirito salesiano seguendo fedelmente il metodo di San Giovanni Bosco. E noi formuliamo ardenti voti perchè la Vergine Ausiliatrice continui a benedire il suo apostolato.

CILE

Valdivia - Medaglia d'oro a un Coadiutore Salesiano. - Il confratello Saverio Vigne Capellari fu decorato con la medaglia d'oro dell'Ordine di Bernardo de O' Higgins, quale attestato di gratitudine nazionale per i suoi grandi meriti pedagogici ed educativi.

FRANCIA

* Nizza Mare - Nuova fondazione per la gioventù operaia. Lo scorso luglio si celebrò a Nizza Mare il 75° di quell'Opera, che fu la prima delle case salesiane fondate da Don Bosco fuori d'Italia. La data memoranda fu degnamente celebrata con la solenne inaugurazione dell'Istituto Professionale per il popolo, intitolato a Don Luigi Cartier, il Salesiano più popolare e benemerito della città di Nizza. Ai presenti parve di assistere al mirabile avveramento dell'augurioprofezia che Papa Pio IX faceva a Don Bosco 75 anni fa: « Dio benedica la nuova Opera e sia essa quel grano di senapa che diventi un grand'albero, talchè molti colombi possano ricoverarsi sotto i suoi rami, e ne stia lontano lo sparviero».

GERMANIA

* Un pensionato modello per giovani apprendisti operai. - Si è inaugurato in Mannheim-Almenhof (Germania) e ha lo scopo di raccogliere, educare, difendere dai pericoli gli apprendisti operai che lavorano nelle numerose fabbriche della città. L'Istituto riscuote le simpatie dei migliori ambienti cittadini sia per la modernità dei locali come per l'eccellente spirito che i Figli di Don Bosco vi sanno far regnare.

PERÙ

Lima - Medaglia d'oro a una Figlia di Maria Ausiliatrice. - Per iniziativa delle ex alunne della scuola di Secondo Grado diretta dalle Figlie di Maria Ausiliatrice a La Merced (Chanchamayo-Perù), e alla presenza di personalità, rappresentanze di scolaresche e numeroso pubblico, il Sindaco del luogo, dopo breve discorso, decorò della medaglia d'oro Sr. Ortensia Muga, F. M. A.

Veterana della sacrificata missione della « Montana», come direttrice per tanti anni del collegio e amministratrice dell'ospedale, ancora oggi lavora con instancabile lena. Trent'anni di lavoro continuo le hanno meritato questo riconoscimento e questa decorazione per mano, si può dire, delle sue stesse ex alunne.

PORTOGALLO

Estoril- Nuovo Tempio a Maria Ausiliatrice. - Fu benedetto solennemente dall'Em.mo Cardinal Patriarca di Lisbona, quale monumento di riconoscenza alla Vergine Ausiliatrice per la speciale protezione accordata all'Opera Salesiana di Estoril, che sorse nel 1932 con 54 ragazzi poveri e oggi ne conta già 420.

SPAGNA

Campano - Riconoscimento ufficiale della Scuola agraria salesiana. - La Scuola salesiana di Campano « S. Giov. Bosco » è stata riconosciuta dallo Stato, che le ha concesso la facoltà di rilasciare diplomi di « Bachillerato agricolo y Ganadero » dopo i cinque corsi di avviamento professionale tecnico.

La Scuola con i nuovi adattamenti accoglierà 300 alunni. Essa si propone anche di preparare, con altri due corsi pratici, i capi-campagna « Capataces ». Le autorità apprezzano molto quest'opera e hanno decorato la più insigne benefattrice della medesima della Gran Croce di Beneficenza, che le fu consegnata dallo stesso generalissimo Franco.

Barcellona - Per i Martiri della rivoluzione. - Si sono iniziati i lavori per la beatificazione dei Salesiani appartenenti all'Ispettoria Tarragonese, sacrificati in odio a Dio durante la rivoluzione marxista. Il Sac. Amedeo Burdeus ha l'incarico di raccogliere dati sulla vita e sul martirio degli eroici caduti.

Letture raccomandate ai nostri Cooperatori

Per le vostre Famiglie: LETTURE CATTOLICHE « DON BOSCO ».

Volumetti mensili - Abbonamento annuo L. 600; semestrale L. 300. - Indirizzare: S.E.I. - Corso Regina Margherita, 176 - Torino (725) - Conto Corrente Postale 2-171.

Per i vostri Figli: GIOVANI! Quindicinale di cultura, di attualità, di sport, di educazione; illustrato a colori, 16 pagine. - Abbonamento annuo L. 900, semestrale L. 450, Piazza Maria Ausiliatrice, 4 - Torino.

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Per plasmare anime di apostoli: GIOVENTÙ MISSIONARIA. Mensile. Illustrata a colori, 16 patine. - Abbonamento annuo L. 300. - Via Cottolengo, 32 - Torino.

Cronaca del Santuario

Ripresa.

Il ritorno degli alunni, studenti e artigiani, che anche quest'anno raggiungono complessivamente i 700, ha riportato la Casa Madre a tutto il fervore della sua vita di pietà, di lavoro, di attività salesiana.

La Basilica risuona nuovamente dei ben nutriti cori giovanili che formano una delle sue più belle caratteristiche; e i cortili, per qualche mese quasi silenziosi, hanno ripreso vita e movimento.

L'addio ai Missionari.

La domenica 14 ottobre si rinnovò la cara cerimonia dell'addio a un folto gruppo di Missionari Salesiani.

In posto distinto partecipava alla suggestiva funzione anche un generoso drappello di Figlie di Maria Ausiliatrice.

Veramente quest'anno l'addio ai Missionari fu dato a scaglioni perché molti partirono a gruppi prima di ottobre. Tuttavia erano ancora presenti 44 Missionari e circa altrettante Missionarie.

Nell'ampia Basilica affollata dai cooperatori e amici delle nostre Opere, dai giovani della Casa Madre e dagli allievi dei nostri Istituti della Crocetta e « Rebaudengo », ebbe inizio la funzione con il canto del Magnificat, dopo il quale salì il pulpito il missionario Don Antonio Alessi, Direttore dell'Opera Salesiana di Mandalay in Birmania, che tenne il discorso ufficiale, parlando delle Missioni e dei Missionari Salesiani in generale e dell'Opera Salesiana in Birmania in modo particolare.

Il suo dire risultò una commossa rievocazione degli eroismi dei nostri Missionari dell'India e della Birmania durante le dolorose vicende politiche e civili di questi ultimi anni e culminò in un'appassionata invocazione di preghiere e di aiuti per gli innumerevoli bisogni di tutte le Missioni.

Terminato il discorso, il Rev.mo Signor Don Ricaldone si recò all'altare per la benedizione e la consegna dei Crocifissi. Vedemmo allora i volti dei Missionari raggiare di gioia e di commozione nel ricevere dalle mani dello stesso Successore di Don Bosco quel simbolo sacro che sarebbe stato il loro inseparabile compagno in mezzo alle vicende e ai sacrifici della vita missionaria.

Seguirono le preghiere che la Chiesa suole recitare per i pellegrinanti, quindi fu impartita la benedizione eucaristica, dopo la quale si svolse la parte più commovente della cerimonia: l'abbraccio di congedo. Ad uno ad uno i Missionari sfilarono davanti al Successore di San Giovanni Bosco e agli altri Superiori, e da ognuno di essi ricevettero una parola di conforto e l'abbraccio di addio, mentre un vivo senso di commozione pervadeva gli animi dei presenti che contemplavano ammirati quei generosi i quali, dopo l'addio ai genitori e a quanto di più caro possiedono sulla terra, compivano un altro distacco non meno doloroso separandosi anche dai loro amati Superiori.

Certo in quei momenti il nostro Santo Padre sorrideva dal Cielo e lo sguardo di Maria Ausiliatrice si posava con materna compiacenza sui partenti, mentre gli Angeli delle povere genti alle quali si dirigevano anticipavano per loro ogni benedizione.

Pellegrinaggi.

Nei mesi di settembre e ottobre continuarono ad affluire a Valdocco i pellegrinaggi, numerosi e vari. Tutte le categorie furono rappresentate dai devoti pellegrini accorsi ai piedi della Vergine Ausiliatrice: Eccellentissimi Vescovi, zelanti Sacerdoti pastori di anime, seminaristi, gruppi di fedeli, operai, giovani lavoratori e studenti, militari in gran numero. Abbiamo osservato molti di questi cari pellegrini al loro ingresso nella Basilica e abbiamo notato sul loro volto un gioioso senso di meraviglia misto a tenera divozione, che andava crescendo a mano a mano che si avvicinavano al quadro taumaturgo di Maria Ausiliatrice.

Citiamo la provenienza di quelli dei quali abbiamo potuto prendere nota.

Pellegrinaggi di fedeli, accompagnati di solito dai loro Reverendi Parroci: da Busto Arsizio - Cerrina Monferrato - Narro Milanese - Carpaneto Piacentino - Spezia Migliarina - Passano (Milano) - Udine - Valle Talloria di Diano d'Alba

Oreno di Vimercate - Castions di Strada (Udine)

Lonigo (Vicenza) - Trieste - Albenga - Milano: Gruppo amici delle Missioni .- Induno Olona (Varese) - Alimenno S. Salvatore (Bergamo) - Bozzole (Genova) - Cilavegna (Pavia) - Induno Olona - Tortona - Lodi - Pordenone - Genova: Quinto - Milano: Parrocchia Ss. Silvestro e Martino - Borgo S. Giacomo: fraz. Farfengo (Brescia) - Villa Dosia (Varese) - Centovera e Godi (Piacenza) - Assisi: Civitas Christiana - Brescia: Parrocchia S. Agata - Roccobello (Bergamo) - Lesmo (Milano) - Porto S. Giorgio (Ascoli Piceno) - Lonigo (Vicenza) - Bologna - Tradate (Varese) - Pontenuovo di Magenta - Bellano (Como) - Paratico (Brescia) - Perosa (Torino) - Murialdo S. Lorenzo (Savona) - Tromello (Pavia) - Quinzano (Verona) - Livraga (Lodi) - Sala Bolognese - Linate (Milano) - Tregnago (Verona) - Modena - Cortemaggiore (Piacenza) - Lesa (Novara) - Cassinone - Seriate (Bergamo) - Reside (Udine) - Bergamo: Parrocchia di Borgo Canale - Vicenza - Monesiglio (Cuneo) - Crema: Pellegrini con S. E. Mons. Vescovo - Pozzuoli (Napoli) - Impiegati Fiat (Torino) - Cardano al Campo (Varese) - Corteno (Brescia) - S. Colombano al Lambro: Casa Fatebenefratelli - Gozzano con la corale Bembey, diretta dal M° Trevisiol, che eseguì scelta musica il giorno dell'Addolorata - Piano di Rivà (Rovigo) - Torino: Operai officine Viberti.

Meritano speciale menzione alcuni pellegrinaggi provenienti dall'estero: Austria, Francia, Germania e Svizzera.

Pellegrinaggi di giovani: da Casalpusterlengo (Lodi) - Fermo (Ascoli Piceno): Collegio Orfani - Cernusco Lombardo: oratoriani - Lainate: oratoriane Immacolatine - Cilavegna (Pavia): gruppo di giovani - Oreno di Vimercate: oratoriane - Suno (Novara): aspiranti - Acquate di Lecco: oratoriani - Sedriano (Milano): oratoriane e mamme - Villafranca d'Asti: scolari - Milano - Santuario S. Celso: giovani - Pisa: allievi Salesiani - Broni: giovani di A. C.

Pellegrinaggi illustri. - Il 3 settembre fu graditissimo ospite dell'Oratorio S. E. Mons. Giuseppe Di Donna, Vescovo di Andria, che celebrò all'altare di Don Bosco.

Lo stesso giorno pellegrinò a Maria Ausiliatrice e agli altari dei nostri Santi S. E. Mons. Fortunato Farina, Vescovo di Foggia.

Visite brevi, ma pure graditissime, furono quelle di S. E. Mons. Giuseppe Fietta, Nunzio Apostolico in Argentina, di S. E. Mons. Valeriano Gracias, Arciv. di Bombay, di S. E. Mons. Angrisani, Vescovo di Casale, di S. E. Mons. Guido Tonetti, Arcivescovo Coadiutore di Messina, di S. E. Mons. Antonio M. Alves de Jegueira, Vescovo Ausil. di S. Paolo (Brasile).

Anche il venerando Decano dei Vescovi Salesiani, Mons. Felice Guerra, nonostante i suoi 86 anni di età, volle compiere il suo pellegrinaggio a Maria Ausiliatrice e passare qualche giorno con noi. Il Signore lo conservi a lungo alla nostra affettuosa venerazione.

Pellegrini di eccezione furono pure alcuni venerandi confratelli: Mons. Domenico Tosan, veterano dei Salesiani di Francia, che il 2 settembre venne a celebrare la sua Messa di Diamante nel Santuario di Maria Ausiliatrice per invito del nostro venerato Rettor Maggiore; Don Razeto Agostino, della Casa Salesiana di Parma, che celebrò la sua Messa d'oro; e il caro D. Isacco Giannini, che non ebbe bisogno di pellegrinare a Valdocco perchè da alcuni anni lavora nel nostro Santuario. Egli celebrò il 21 settembre il suo Giubileo d'Oro, circondato dai fedeli, dai confratelli e dai giovani artigiani.

L'11 ottobre u. s., approfittando di un giorno libero dai lavori del Congresso dell'apostolato laico, sottoponendosi a due notti consecutive di viaggio, giunse all'Oratorio lo zelantissimo Presidente Nazionale degli Ex allievi salesiani spagnoli Ing. Angelo Garcia de Vinuesa, Direttore Generale delle Società Idroelettriche del Mezzogiorno della Spagna.

Sua prima premura fu comunicarsi nel nostro Santuario per raccomandare a M. SS.ma Ausiliatrice e a San Giovanni Bosco gli Ex allievi della Federazione Spagnola. Fu poi ricevuto dal Rev.mo Rettor Maggiore, che lo volle a mensa con sè e lo fece accompagnare per una rapida visita al Colle Don Bosco. La sera dello stesso giorno, dopo di aver ottenuto una speciale benedizione per tutti gli Ex allievi della Spagna, ritornò a Roma per conchiudere i lavori del Congresso dell'Apostolato laico al quale prendeva parte come Cooperatore Salesiano e come delegato dell'Azione Cattolica.

Il Pontificio Ateneo Salesiano inaugura, il nuovo anno accademico.

La mattina del 15 ottobre gli alunni del Pontificio Ateneo Salesiano, convenuti a Torino da ogni parte del mondo, si sono raccolti, accompagnati dai loro Superiori e Professori, nella Chiesa di S. Francesco di Sales in Valdocco per la tradizionale suggestiva funzione di apertura del nuovo anno accademico.

Celebrò la Messa dello Spirito Santo il Consigliere Scolastico Generale, Rev.mo Don Secondo Manione. Quindi il Rev.mo Rettor Maggiore, signor Don Pietro Ricaldone, — nella sua qualità di Gran Cancelliere del P.A.S., delineò, in una rapida ma felicissima sintesi, le linee programmatiche del lavoro spirituale e scientifico che professori e alunni dovranno svolgere nel nuovo anno scolastico.

Rifacendosi agl'insegnamenti di San Giovanni Bosco, ribadì l'idea che se gli studi teologici, filosofici, pedagogici del nostro Istituto Superiore di cultura debbono ubbidire a criteri rigorosamente scientifici quanto a metodo e dottrina, non debbono mai perdere di mira la finalità evangelizzatrice e salvatrice delle anime.

Egli perciò raccomandò che, accanto all'indagine scientifica, s'inserissero, nei limiti consentiti dagli ordinamenti scolastici, esercitazioni pratiche di adattamento moderno della scienza teologica alla capacità di tutti, soprattutto dei giovani, allo scopo di renderla sempre più viva e operante nel mondo d'oggi.

L'invocazione dello Spirito Santo e la lettura della Professione di fede prescritta dagli Statuti del P.A.S. posero fine al solenne rito.

Dalle nostre Missioni

DALLA CINA

per compiacere i nostri affezionati Cooperatori che ci hanno ripetutamente chiesto notizie sulle nostre Opere in Cina e sulle attività ormai ridotte dei nostri Missionari, diamo qui un piccolo ragguaglio, sicuri che quelli che un tempo hanno sostenuto le nostre Opere con la carità e con i sacrifici, continueranno ad appoggiarle raccomandandone con ferventi preghiere le necessità sempre più impellenti.

Delle diciassette scuole che avevano i Salesiani in Cina solo due rimangono nelle loro mani, cioè funzionano con personale salesiano dirigente, sebbene sotto il rigido controllo dello Stato.

Nella zona rossa, dietro la cortina di bambù, vivono ancora 65 confratelli: 42 europei e 23 cinesi, di cui alcuni in carcere, altri a domicilio coatto o imprigionati nella propria stanza. Tra quelli che sono in prigione ricordiamo a titolo d'onore Don Giuseppe Fu e il chierico Pietro Yen, arrestati in piena seduta il 24 febbraio, perchè non vollero segnare l'atto di disubbidienza al Papa.

Shanghai. - La grande metropoli aveva tre opere in città, tutte in pieno rigoglio. La terza si era aggiunta alle due precedenti come adempimento di un voto fatto alla Vergine Ausiliatrice per la sua materna protezione.

Della prima scriveva poco tempo fa il Direttore: « I nostri confratelli coadiutori continuano a lavorare e con l'aiuto di Dio hanno speranza di passare il semestre tranquillo. Difatti, nonostante le immense difficoltà, i laboratori dei meccanici e falegnami hanno quattro coadiutori come insegnanti. Il nostro sistema viene tacitamente considerato non come il migliore, ma come l'unico. I nostri allievi vennero mandati nelle scuole del governo come insegnanti non ai giovani, ma ai professori!... ». Così il Direttore, che nove giorni dopo veniva arrestato con un altro confratello sacerdote.

La seconda opera per importanza era l'Orfanotrofio San Giuseppe di Shanghai-Nantao. Anch'esso fu confiscato ultimamente. Il giornale comunista di Shanghai, nel darne l'annunzio, ne esponeva anche le cause: « La P.R.A.C. (People Relief Administration Of Cina) ieri ha assunto il controllo dell'Orfanotrofio Salesiano San Giuseppe di Nantao. L'opera fondata dai Salesiani di Don Bosco era sovvenzionata da stranieri e, ricoperta dal manto dell'educazione e della filantropia, rendeva schiavi i giovani cinesi». Ora i confratelli europei si sono ritirati presso gli Agostiniani in attesa di ottenere il permesso di scendere a Hong-kong. Ma con i giovani sono potuti restare un sacerdote cinese e due coadiutori.

Nell'opera di Chapei e nella scuola agricola fuori di Shanghai i confratelli sono ancora al completo, ma le possibilità di lavoro e i mezzi di sussistenza diventano sempre più difficili.

Pechino. - La casa presenta in tutti gli ambienti il più bell'ornamento: una grande povertà. L'opera conta pochi anni di vita e va avanti con veri miracoli. Nell'ultima sua lettera il Direttore scriveva: « Ogni giorno, allo svegliarci, nell'offrire la nostra giornata al Signore, ispirandoci al sapiente monito dell'ascetica cristiana che invita ad essere sempre pronti a comparire davanti al Divin Giudice, dobbiamo richiamarci a questa grande verità non sapendo come trascorrerà la giornata. Quante volte, vedendo i cari bambinetti dormire, mangiare, pregare o attendere alle occupazioni, ci passa per la mente che questi cari angioletti, da noi tanto custoditi, potranno trovarsi tra poco a dure prove, e che pure noi, che li accudiamo con tanto amore, potremmo essere custoditi!*.

Shuchow-ku. - Questa casa ha ancora il personale al completo e i confratelli fanno dei veri miracoli per adattarsi a tutto quello che è possibile. la Madonna è intervenuta a salvarli in tante strettezze. Un laboratorio di plastica, allestito durante questi ultimi anni, rese loro possibile la vita.

Kun-ming. - L'opera è chiusa. Colà vi sono ancora alcuni confratelli cinesi. Un sacerdote, Don Wong, è in carcere e in condizioni di salute assai preoccupanti.

Missione di Shiu-chow. - La cara Missione, già irrorata del sangue dei Protomartiri Salesiani, desta le nostre più grandi apprensioni. Il povero Vescovo è chiuso in una stanza del suo episcopio, senza libri e senza Messa. Ultimamente un confratello salesiano scacciato dalla Cina riuscì a fargli visita per chiedergli il denaro del viaggio. Le sentinelle glielo permisero, ma minacciarono di sparare se avesse parlato italiano o avesse fatto altre domande. Il confratello entrò nella stanza e disse: « Ha denaro per il viaggio?». Il Vescovo rispose: « Sì, eccolo! ». E si lasciarono. Le opere della Missione sono passate tutte in mano a laici. Due confratelli, D. Schultek e D. Zseliga, grazie al loro piccolo dispensario di medicinali, possono girare ancora per la città per alleviare le sofferenze dei feriti.

A Hong-kong, invece, nella zona inglese, il Signore consolò i figli di Don Bosco con l'Ordinazione di tre Sacerdoti, di cui uno cinese, avvenuta il 29 maggio u. s.; mentre il 16 agosto ci furono quattordici nuove professioni religiose, e 16 aspiranti entrarono nel noviziato salesiano.

La situazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice che lavoravano in Cina non è molto diversa da quella dei Salesiani. Alcune si trovano ancora sul campo del lavoro, ma sottoposte a severa sor-, veglianza, senza possibilità di comunicare con l'esterno, di ricevere aiuti e quindi anche prive dei conforti religiosi. Le altre hanno potuto raccogliersi a Hong-kong e a Macao.

A Hong-kong lavorano intensamente tra la gioventù del luogo e le famiglie cristiane profughe dalla Cina rossa. Il Rev. Parroco delle Missioni Estere di Milano, nella sua bontà, diceva loro: « Voi avete un'arte speciale nel preparare le fanciulle alla confessione. Si capisce subito quando sono state preparate da voi».

A Macao le Figlie di Maria Ausiliatrice sono diventate, per ora, operaie della Salesian Press (Stampa Salesiana) e lavorano con ardore alla diffusione della buona stampa.

E tutte, mentre lavorano, pregano ardentemente per le sorelle che si trovano ancora in zona rossa, alcune delle quali vivono recluse nella stessa loro casa. Tra di esse vi era una giovane Figlia di Maria Ausiliatrice cinese che pensava con trepidazione all'avvicinarsi del 5 agosto, in cui avrebbe dovuto rinnovare i Voti religiosi. Come avrebbe fatto, se non poteva neppure dire una parola alla propria Direttrice, prigioniera anch'essa, nella medesima Casa, ma in altra stanza, insieme alle europee, rigorosamente separate dalle cinesi ?

Pregò molto, e alla vigilia, preso il coraggio a due mani, si rivolse al Capo di Polizia, che sembrava alquanto benevolo verso di lei, e gli disse: «Domani è una grande festa per me: è l'anniversario della mia entrata nella Chiesa dei cristiani». Si espresse così, perchè diversamente non avrebbe potuto essere compresa.

- Bene - rispose il Capo di Polizia - ti regalerò una gallina...

- Grazie, ma questo non mi basta ; ho bisogno di parlare con un sacerdote - riprese la Suora che, priva dei Sacramenti da tanto tempo, sperava di poterli ricevere.

- Impossibile - replicò l'altro...

-Allora, lasciami parlare con la mia Superiora...

Il Capo rimase perplesso: vi pensò sopra un po' e alfine accondiscese, ma solo per pochi minuti, e in presenza dei poliziotti.

Il colloquio fu perciò assai breve, quanto bastò per fare la domanda di rinnovare i santi Voti e per l'intesa reciproca circa la funzione dell'indomani. Intanto venne avvertita la polizia che quanto si sarebbe detto nella cerimonia era già tutto stampato sui libri, e che il rito non avrebbe avuto alcun carattere politico, ma puramente religioso.

Seguirono i preparativi: le suore cinesi, seguite passo passo dai loro carcerieri, prepararono l'altare nella stessa camera: un tavolino coperto da un asciugatoio, l'immagine di Maria Ausiliatrice, il Crocefisso tra due candele, e perfino due boccette con un povero fiore raccolto nel giardino abbandonato.

All'indomani, premesso un bell'atto di contrizione e d'amore, s'incominciò la recita di sesta e nona dell'Ufficio della Madonna, seguita dal Veni Creator e dalle Litanie. Poi la Direttrice fece le domande rituali, secondo il formulario, e infine la Suora pronunciò con intensa commozione i suoi Voti alla presenza dei sei poliziotti, che facevano da testimoni.

Si recitarono quindi tutte le altre preghiere consuete, compreso il Pater per i Predicatori degli Esercizi, sostituiti, per quella volta, dai soldati presenti.

Proprio a questo punto, uno di essi disse piano piano a una Suora: « Avete dimenticato la gallina!... ». E realmente in una festa pagana, in cui la gallina avrebbe avuto il primo posto tra le candele, la dimenticanza non sarebbe stata piccola...

Tuttavia entrò nel programma della giornata anche la gallina. Finita la cerimonia, le cinesi ebbero il permesso di andarla a cucinare, e di farne poi parte alle Sorelle europee, insieme alla concessione di poter rompere il lungo silenzio, scambiandosi qualche parola, ma solo tra cinesi...

Per grazia singolare - forse divina risposta al suo generoso slancio di fedeltà e d'amore - la giovane professa poteva in seguito essere liberata di quella prigionia, e raggiungere un'altra nostra Casa che, sebbene non oltre il ferreo confine, le offriva allora la possibilità di riprendere la consuetudine della vita religiosa a lei tanto cara.

DAL GIAPPONE

I frutti di venticinque anni di lavoro missionario.

Consolante sviluppo.

Consolante e promettentissimo è lo sviluppo dell'Opera Salesiana nell'Impero Giapponese nel primo XXV dall'entrata dei Salesiani in Giappone.

Sono 25 anni di lavoro intenso materiato di sacrificio e di lavoro, temprato e rinvigorito da lunghe e dolorose prove; ma coronato dal mirabile sviluppo odierno.

Il 29 dicembre 1925, sul chiudersi del cinquantenario della fondazione delle Missioni di Don Bosco, confortati da una speciale benedizione del gran Papa delle Missioni Pio XI in una memoranda particolare udienza, salpava da Genova il primo gruppo di missionari Salesiani destinati al Giappone, capitanati dallo zelante e infaticabile Mons. Cimatti. Giungevano a Miyazaki, centro della Missione a loro affidata, il 16 febbraio 1926. Dopo un anno speso nello studio della nuova lingua e nell'ambientamento al nuovo campo, eccoli alacremente al lavoro. E vi si misero « come avrebbe fatto Don Bosco » (per usare la bella espressione di Mons. Cimatti), cercando di avvicinare gli adulti per mezzo dei piccoli e dei giovani, coll'istituzione degli Oratori Festivi per i cristiani e per i... pagani, ottenendone non pochi buoni risultati di conversioni.

Alla presa di possesso della Missione, si potevano calcolare a un trecento i Cristiani del territorio, buona parte dei quali sparsi qua e là, che bisognava andare a rintracciare: e molte pecorelle sparse poterono ritornare all'ovile. Si lavorò pure per il ritorno dei fratelli erranti, i Protestanti, particolarmente numerosi nella regione; ma soprattutto per la conversione degli infedeli.

Nei primi 10 anni fu intenso e assai fruttuoso il lavoro: si riuscì a quintuplicare il numero dei Cristiani della Missione, eretta in Prefettura Apostolica poco tempo prima (28 genn. 1935). Poi il lavoro missionario, benchè fosse aumentato il numero degli Operai Evangelici, cominciò a risentire delle mutevoli condizioni politiche... Ciò non ostante, dal 1937 al 1941, fino allo scoppio cioè della guerra con l'America, si portò il numero dei cristiani da 1430 a 1630; poi venne pian piano il periodo della prova dolorosa: il missionario impossibilitato a comunicare con gli stessi Cristiani, sottoposto a perquisizioni, arresti, internamenti, a vessazioni materiali e spirituali. Il lavoro dell'apostolato ebbe una sosta; fu molto se si poterono conservare a stento le principali posizioni occupate.

La cessazione delle ostilità (15 agosto 1945) segnò una forte ripresa: bisognava mettersi di buona lena per la ricostruzione materiale (residenze e cappelle distrutte o danneggiate dalle vicende belliche), e soprattutto spirituale. Il bilancio materiale registra la ricostruzione e sistemazione di quasi tutte le residenze, la costruzione di due belle grandi chiese (quella di Beppu, dedicata a Maria Ausiliatrice, e quella di Oita, dedicata a S. Franc. Sav.). Il bilancio spirituale porta nel XXV il numero dei Cristiani della Prefettura Apostolica da 300 a oltre 3000, con numerosi catecumeni e fiorenti istituzioni di carità nella Prefettura stessa: l'Orfanotrofio salesiano di Osada-Koen (Nakatsu), i due delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Beppu, le Opere della Congregazione Indigena delle Suore della Carità, fondate dal salesiano Don Antonio Cavoli, e le due opere della Minamì e della Nagatà a Beppu.

Altre attività educative e catechistiche.

Ma l'apostolato missionario non esaurì l'attività dei Salesiani, che trovarono modo di espandere e in Missione e altrove la loro speciale opera educativa. Presentemente si contano tre Scuole Medie inferiori (Tokio, Miyazaki, Osaka), due orfanotrofi, con annesse Scuole elementari, Medie inferiori e Industriali (Nakatsu e TokioKokubunji), le parrocchie ed oratori di Mikawashima, Shimoigusa e Me guro nella Capitale. L'ultima statistica del 1951 (15 aprile) dà 915 allievi degli asili delle Missioni, 178 allievi delle Scuole elementari; 1737 allievi delle Scuole medie e superiori e circa 2000 oratoriani; con un totale complessivo di quasi 5000, con un aumento di 2000 dal 1 gennaio 1949.

Un posto non piccolo ebbe nel lavoro salesiano l'apostolato-stampa, concretizzato presentemente in una ben organizzata «Società Editrice Don Bosco », che, sorta da umili inizi, cresciuta fra difficoltà enormi nel periodo prebellico e postbellico, occupa ora uno dei primi posti fra le Editrici Cattoliche del Giappone, cooperando su vasta scala alla diffusione della divina Parola nel popolo Giapponese. Sono particolarmente stimate le collane Agiografica, Ascetica e Biblica; e seppe conquistarsi grande stima la piccola rivista mensile « Karashidane » (= Granello di Senapa) per la penetrazione cattolica nelle famiglie.

Dal 1946 fino al 15 aprile 1951 si calcolano a 143 i libri editi dalla Società Editrice Don Bosco di Tokio con un complessivo di 537.800 copie, a cui bisogna aggiungere quelli editi nei mesi successivi fino al presente.

Fioritura di nuove opere.

La commemorazione del XXV della venuta dei Salesiani in Giappone, si raggruppa intorno a queste date:

8 dicembre 195o: inaugurazione del nuovo reparto di elettromeccanica della Scuola Professionale di Tokio, e posa della prima pietra del nuovo edificio dello Studentato;

17-18-19 dicembre 195o: benedizione e inaugurazione della nuova chiesa di Beppu, dedicata a M. Ausiliatrice; inaugurazione del nuovo edificio della Scuola Media e Superiore di Miyazaki, e posa della prima pietra della chiesa di Oita;

26 maggio 1931: inaugurazione ufficiale della nuova Scuola Media e Superiore di Osaka;

24 giugno 1951: inaugurazione del nuovo edificio per l'asilo a Tokio-Meguro ;

8 settembre 1951: inaugurazione del nuovo edificio dello studentato salesiano a Tokyo-Chofu;

3 novembre 1951: benedizione della nuova chiesa di Oita, dedicata a S. Francesco Saverio, proprio nel IV Centenario dalla venuta del Santo Apostolo nella città di Oita.

Così si è chiuso il primo XXV di lavoro Salesiano in Giappone. La chiave di tutto questo sviluppo va ricercata innanzitutto nella rugiada del Cielo che irrorò e fecondò le fatiche apostoliche dei nostri Missionari; poi nella generosità dei nostri Benefattori e Benefattrici che ci furono larghi del loro valido aiuto. Non poca parte spetta però allo zelo instancabile del nostro amatissimo Mons. Vincenzo Cimatti, che per ben 25 anni resse l'opera salesiana in Giappone, nel periodo forse il più duro, materiato di continue privazioni e di prove dolorose, e che ora può contemplare con ben meritata soddisfazione la mirabile fioritura salesiana nell'Impero del Sol Levante.

DAL CHACO PARAGUAYO BOREAL (Relazione di S. E. Mons. A. Muzzolon, Vic. Ap. ). Amatissimo Padre, ho il piacere di inviarle una relazione delle opere che i nostri bravi missionari stanno compiendo qua nel Chaco Paraguayo Boreal.

Nuova residenza missionaria.

Con la grazia di Dio, in quest'anno 1951 si è potuto aprire una nuova residenza nella parte più settentrionale del Vicariato e precisamente in Bahia Negra, che è una bella cittadina, sede del governo militare, sulla sponda del fiume Paraguay. Essa dista 86o km. dalla capitale (Assunción) e 162 km. dalla sede del Vicariato (Fuerte Olimpo), verso il nord.

Vi si è eretta la quasi-parrocchia di « Santa Teresita del Niño Jesus », e i, due sacerdoti che vi risiedono hanno un lavoro immenso perchè quella è la regione più ricca di foreste e di bestiame e in questo momento c'è molta gente che lavora febbrilmente, dispersa nei numerosi porti lungo la sponda destra del fiume Paraguay.

I protestanti hanno capito l'importanza di questo posto e alcuni anni fa vi stabilirono un centro di azione; ma il loro lavoro non fu efficace e le anime ne riportarono poco danno che fu ampiamente riparato con l'arrivo dei Salesiani.

Da Porto Mihanovich in su s'incomincia a trovare qualche famiglia di Indi Chamacocos. Questa tribù un tempo fu molto guerriera e teneva in sussulto le altre tribù; oggi però il suo spirito guerriero si è affievolito e, come le altre tribù è governata dal Cacico, e ogni famiglia fa quello che vuole e va dove vuole. Fra tutti questi Indi i Chamacocos sono i più intelligenti e di aspetto più nobile e più europeo.

Viaggio verso il Nord.

In un lungo viaggio verso il Nord, dal quale feci ritorno pochi giorni fa, mi spinsi fino a Fortin Patria, sul Rio Negro, e potei rendermi conto delle condizioni dei cristiani più distanti del Vicariato. Partii da Fuerte Olimpo, la mia sede, e navigando sulla «Santa Maria », piccolo motoscafo del Vicariato, del quale il Vicario e un confratello siamo i meccanici e i piloti, mi fermai in tutti i porti e in alcuni per parecchi giorni facendo opera missionaria: battezzando, cresimando, benedicendo matrimoni e confessando gente che da parecchi anni non si confessava per mancanza di sacerdote. Quanta pena al vedere quelle anime abbandonate! Ora però questo problema è stato risolto con la creazione della nuova sede di Bahia Negra, perchè il parroco missionario, viaggiando a cavallo, può percorrere in una giornata la distanza che separa Bahia Negra da Puerto Voluntad, e visitare da Nord verso Sud Puerto Diana, Puerto Pollux, Ramos, 14 de Mayo, Santa Marta, Puerto Nuevo, Esperanza, Leda y Volundad, vale a dire un territorio di circa 150 chilometri.

Nuove chiese.

In Bahia Negra si è incominciata una nuova chiesa in onore di S. Teresa del Bambino Gesù, patrona della quasi-parrocchia. Prima esisteva un piccolo oratorio di metri 4 per 4, appartenente ad una pia signora; ma alla domenica bisognava celebrare la Messa sotto un ampio porticato che appartiene al comando militare.

In Puerto Caballo, a 5 km. per terra e a 13 per fiume, verso il nord, si sta innalzando un'altra chiesa dedicata a S. Giovanni Bosco. Tutti i giorni il Missionario vi si reca a celebrare la S. Messa, in bicicletta o a cavallo a seconda dello stato delle strade. Per ora si celebra in un stanza della casa dell'amministratore e il Missionario ha la consolazione di vedere riaccendersi nei cuori lo spirito di fede, affievolitosi per la mancanza del sacerdote. Quella popolazione forma come una sola famiglia per il vicendevole amore che vi regna e che molti alimentano con la S. Comunione quotidiana.

A Diana, piccolo porto a 5 km. al sud di Bahia Negra, il missionario eresse un piccolo oratorioscuola per gli Indi della tribù dei Chamacocos, e tutti i giorni nel pomeriggio vi si reca per fare scuola di lettura e di scrittura agli indietti, ma vi accorrono anche i genitori e persino i nonni.

A Fuerte Olimpo, sede del Vicariato, si sta lavorando intensamente per finire la chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice, che fu iniziata sulla sommità di una collina dal grande missionario Don Livio Farina, morto nel Chaco nel 1940.

Tutte queste costruzioni, necessarie e urgenti, impongono grandi spese, ma sappiamo che il Signore, padrone di tutti i tesori, ci manderà il necessario per mettere queste povere anime in condizione di rendergli il culto dovuto.

Nuova casa delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Il giorno 27 aprile del corrente anno le Figlie di Maria Ausiliatrice presero possesso della nuova casa di Puerto Pinasco.

La International Products Corporation ha loro costruito una bella casa, dove le Suore potranno fare un gran bene alle ragazze di questa popolazione di ottomila abitanti. Deo gratias!

Una delle tre suore si dedica all'istruzione delle fanciulle e delle donne indigene. Tutti i giorni si reca alla Tolderia (capanne) e là, nella scuola che abbiamo eretto l'anno scorso, a un chilometro dalla popolazione civile, fa scuola di catechismo, di lettura, di scrittura, di cucito, ecc.

Nello stesso locale, fa scuola il missionario, il dopo pranzo ai ragazzi, la sera agli uomini.

Lavoro benedetto.

Nelle sei quasi-parrocchie si lavora alacramente e il Signore benedice il lavoro intenso, sacrificato dei missionari. L'assistenza alla Santa Messa è aumentata, le Comunioni sono numerose, le associazioni religiose sono in piena attività, i circoli degli uomini cattolici sono ben diretti e portano molto frutto; le comunioni pasquali degli uomini ogni anno si raddoppiano ; si fa scuola di catechismo ai ragazzi mattino e sera; si vede negli indigeni cristiani un progressivo avvicinarsi a Dio e negli indigeni ancora pagani un desiderio crescente di battesimo. A Puerto Casado si è già formato un bel paesello di indigeni tutti cristiani e perseveranti. Quattro sacerdoti sono occupati quasi esclusivamente a istruire e curare gl'indigeni, coadiuvati da due suore.

Tigri e serpenti.

Gli operai che lavorano al nord, nei boschi, sono sempre in pericolo di essere morsicati dai serpenti velenosi che abbondano in queste regioni. Da questo pericolo non vanno esenti i missionari, anche se vescovi. Mi trovavo a Puerto Leda e camminavo tra centinaia di palme vicino alla riva del fiume Paraguay, in compagnia del bravo piemontese Pietro Salza che da 27 anni lavora in queste terre dell'Alto Paraguay, e senza che me ne accorgessi, un serpente a sonagli si slanciò per mordermi nelle gambe. Provvidenzialmente gli fallì il colpo e non ottenne il suo intento. Questo serpente ha il colore dell'erba secca, perciò è difficile distinguerlo nel bosco.

A Puerto Santa Marta visitai il signor Carlo Balbiani e gli domandai perchè avesse lasciato il porto 14 de Mayo un poco più verso il nord. « Lo lasciai - mi rispose - perchè non si poteva vivere a causa delle continue visite di Yaguareté (tigri) che mi mangiavano il bestiame e venivano perfino vicino alla mia casa a rubarmi i vitelli.

Il signor Carlo Fiori qua a Puerto Olimpo è incaricato di accudire il bestiame che la gente buona regala perchè si venda in favore delle opere in costruzione nel tempio. Un giorno mi si avvicina e mi dice: « Questi Yaguareté sono sacrileghi ». « E perchè ? » - domandai. « Perchè stanno mangiando i vitelli del tempio, che sono della Madonna Ausiliatrice e perciò fanno un sacrilegio ».

« Io - continuava il sig. Fiori, - ho acceso due candele a Maria Ausiliatrice e ho pregato così: " Maria Ausiliatrice, tu vedi che i Yaguaretè mangiano i vitelli che sono tuoi perchè sono per la tua chiesa. Perchè permetti questo ? abbi pietà di me che sono incaricato di custodire questo bestiame ". Da quel giorno, mi diceva quel brav'uomo, i Yaguaretè hanno lasciato in pace i vitelli e le vacche ».

Il sig. Fiori ha tutto il corpo pieno di ferite riportate nella lotta contro le belve per difendere il suo bestiame. Ne ha già colpiti a morte più di novanta, servendosi ora del fucile ora della rivoltella.

Nel giorno che io ero a Puerto Caballo, un serpente curiyù (Boa constrictor) aveva rubato un vitello, lo aveva stretto tra i suoi anelli dandogli l'aspetto di un salame, poi lo aveva lentamente inghiottito per farvi sopra un sonno di una settimana.

I serpenti a sonagli quando nascono mettono tutti la testa insieme al centro disponendo i corpi all'intorno radialmente e restano così al sole. Un giorno, a Puerto Mihanovich, un indio chamacoco, ubbriaco, cadde sopra un mucchio di questi serpenti, che lo morsicarono molto, specialmente nel collo. Quando arrivò l'infermiere del paese, giunse anche sul posto lo stregone o dottore della tribù, che disse: « Non toccare quest'uomo; io guarire lui, voi bianchi mettere nel corpo veleno di serpenti e guarire male; io invece guarire bene lui ». E cominciò a cantare. Quindi prese uno dei serpentini che ancora erano per terra, e portandolo alla bocca, lo morsicò tutto dalla testa fino alla coda. Poi lo mise per terra e fece lo stesso con gli altri sei. Dopo se ne andò al bosco vicino e incominciò a urlare come una fiera, essendo questo il segno della guarigione del malato. Il fatto si è che l'indio non morì: forse per l'abbondante alcool che aveva inghiottito; ma lo stregone era gonfio di gioia come un pallone.

Per grazia di Dio, tranne il serpente a sonagli e il Yararà, che sono traditori, gli altri fuggono dall'uomo. Anche la tigre Yaguaretè non va contro l'uomo se non per difendersi o quando la si molesta mentre sta consumando il suo pasto. Sono più pericolosi i Yacaré o coccodrilli del fiume Paraguay che i Yaguaretè della foresta. Nel mio viaggio al nord vidi parecchi casi, alcuni molto gravi, di gente a cui il Yacaré aveva portato via un buon pezzo di piede o di gamba.

La nuova sede.

Dal mese di aprile mi trovo nella mia nuova sede di Fuerto Olimpo. Ho comperato la casa che abitava il pastore protestante, che è ampia e solida. In questo paese uno può comperare o vendere, ma non si può fare altrettanto negli altri porti, dove sono le fabbriche di tannino; perchè non vogliono nè vendere nè regalare.

Spero che le preghiere di tanti buoni Cooperatori e Cooperatrici aiutino a fare del gran bene a queste povere anime del Chaco Paraguayo Boreale.

Mi benedica, signor Don Ricaldone, e benedica questi bravi Missionari che sanno tenere così alto il nome salesiano ed essere veri figli di Don Bosco.

Aff.mo in Cristo

+ ANGELO MUZZOLON Vicario Apostolico del Chaco Paraguayo Boreal.

DALL'INDIA

Madras (India Sud). La visita del Signor Don Candela alle case salesiane dell'India. - Il Rev.mo Signor Don Candela, membro del Capitolo Superiore della Società Salesiana, di ritorno dalla sua visita canonica alle case salesiane degli Stati Uniti e dell'Australia, fece una breve sosta in India. Da Colombo, ove giunse in piroscafo, si portò in aereo a Madras per visitare le varie opere ed istituzioni salesiane e parrocchiali della città. Vi era stato in anni addietro e grande fu la sua meraviglia nel constatare il mirabile sviluppo e progresso fatto dall'Opera Salesiana in questi ultimi anni nel Sud India. Si compiacque specialmente del grandioso e maestoso edificio che S. E. Rev.ma Mons. Luigi Mathias ha innalzato nel cuore della città e che dovrà ospitare le varie associazioni e attività cattoliche della Metropoli. La sua inaugurazione avrà luogo, si spera, per l'Epifania nel prossimo

anno - data che segna il 30° anniversario dell'arrivo in India di Mons. Mathias e dei primi Salesiani diretti alla Missione dell'Assam.

Don Candela si rallegrò pure assai per un'altra importante opera salesiana che sta sorgendo alla periferia della città e cioè la grande Scuola Professionale «S. Giuseppe » a Basin Bridge. Visitò pure la promettente Colonia Agricola di Uriurkuppam a circa 50 km. da Madras, ove i Salesiani hanno trasformato oltre 70 ettari di terreno considerato infruttuoso in una bella e ridente tenuta che dovrà dare il riso a tutti i nostri Ospizi e Orfanotrofi missionari.

Da Madras Don Candela fece una rapida visita al Seminario Diocesano a Poonamallee diretto dai Salesiani e alla Missione del Nord Arcot, tanto tormentata dalla persistente siccità e carestia. Egli portò ovunque la sua parola e fu qui che l'attendevano le più belle sorprese e consolazioni. In 15 anni Tirupattur ha cambiato completamente aspetto. L diventata una vera roccaforte salesiana. Tutt'intorno alla bella e spaziosa chiesa-santuario del S. Cuore sono sorti vari edifici: l'orfanotrofio con oltre 200 orfanelli, l'aspirandato con i 8o giovani aspiranti alla vita salesiana, la Scuola Superiore con 230 studenti e recentemente anche il Collegio Universitario che nel primo anno accademico conta una cinquantina dei nostri chierici e un buon numero di esterni. Per l'occasione i novizi di Kotagiri si portarono a Tirupattur per ricevere dalle mani del Signor Don Candela la veste talare.

Fece quindi una puntata sulle belle Shervoloi Hills a Yercaud, ove si trova lo Studentato Teologico Salesiano.

Ritornato a Madras la sera del 19 agosto, Don Candela benediceva la cappella dedicata a Maria Ausiliatrice delle Scuole Professionali di Basin Bridge. Prendeva quindi l'aereo diretto a Calcutta e Gauhati, donde proseguiva in auto a Shillong e poi a Krishnagar per potersi incontrare con gli altri due Ecc.mi Vescovi salesiani dell'India: Mons. Morrow di Krishnagar, e Mons. Ferrando di Shillong.

Sempre in volo Don Candela raggiungeva Bombay e si fermava un giorno nella Scuola Superiore «Don Bosco» che coi suoi maestosi fabbricati e i suoi 1200 alunni è diventata la scuola più rinomata della città.

Il 1° settembre prendeva l'aereo per Roma, dove arrivava felicemente dopo 21 ore di volo.

Le meraviglie di Maria Ausiliatrice

La Santa Vergine si costituì ella medesima protettrice dei giovanetti più poveri e abbandonati... perciò ottiene ai loro benefattori e alle loro benefattrici molte grazie spirituali e anche temporali straordinarie». San Giovanni Bosco ai Cooperatori Salesiani.

Estratti illesi dalla macchina fracassata.

Mentre dalla Florida viaggiavamo in macchina verso New York per imbarcarci per l'Italia, fummo sorpresi presso Vero Beack da un furioso temporale. A un tratto la macchina slittò paurosamente sulla strada allagata e, per il mancato funzionamento dei freni, andò a battere con violenza contro un palo elettrico. Appena avvertito il pericolo, noi invocammo subito con fede Maria Ausiliatrice e Don Bosco e dobbiamo dire che fu un vero loro miracolo l'esserci salvati perchè, mentre la macchina all'urto si capovolse e si fracassò, noi, prontamente soccorsi, potemmo essere estratti dalla macchina rovesciata e sconquassata senz'altra conseguenza che un forte spavento e qualche leggera distorsione e ammaccatura.

Nel suo santuario, qui in Torino, rendiamo a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco, la testimonianza della nostra riconoscenza facendo un'offerta, e imploriamo la loro continuata assistenza.

Coniugi MARCO E ANGELINA CASALE.

Ritorna da morte a vita.

Il mio piccolo Giovannino di anni quattro il giorno II novembre dell'anno scorso, eludendo la vigilanza di noi tutti di famiglia, saliva, invitato da una cuginetta sua coetanea, una scala di legno che porta sul solaio per vedere meglio di lassù i muratori che lavoravano poco discosto. Arrivato in cima alla scala, perdeva l'equilibrio e precipitava nel cortile sottostante dall'altezza di circa cinque metri. Raccolto e portato in casa, in un primo momento sembrava non si fosse fatto gran male, ma, dopo poco, assalito da commozione interna, perdeva la conoscenza e, diventato tutto violaceo, si agitava a scatti, impressionando fortemente quanti erano accorsi.

Chiamati d'urgenza, successivamente, due dottori, entrambi dichiararono che non c'era più nulla da fare. Il bambino era in fin di vita, evidentemente per frattura al cranio; tutt'al più si poteva tentare di portarlo in clinica per un atto operatorio.

In preda ad una indicibile costernazione, mi rivolsi con tutta l'anima a S. Giovanni Bosco, di cui il bambino porta il nome. Contemporaneamente nel vicino Noviziato venivano accesi ceri davanti all'altare del Santo e le buone Suore si univano .a noi nel chiedere un miracolo. E S. Giovanni Bosco non fu insensibile al nostro grido di fiducia e di speranza.

Mentre si attendeva il padre del bambino, assente da casa, per trasportare il piccolo in clinica, si notò un visibile miglioramento finchè il dottore ci assicurò che il bambino era fuori di pericolo anzi, come si espresse, « era ritornato dalla morte alla vita per un intervento divino ».

Con l'animo riboccante di riconoscenza, nel rendere nota la grazia accludo una modesta offerta, mentre imploro la continua assistenza di D. Bosco sui miei cari figliuoli e su tutta la mia famiglia.

MARIA GIORDANO.

Ottaviano (Napoli).

Dopo sole due ore...

Una mia bambina versava in gravissime condizioni in seguito a intossicamento del sangue. I medici curanti davano ben poche speranze, specie per una guarigione totale, poichè dava già gravi segni di encefalismo.

Mi rivolsi allora con grande fiducia a San Giovanni Bosco e posi una sua immagine sotto il guanciale della mia bimba. Dopo sole due ore essa mostrò tali sintomi di miglioramento da sbalordire gli stessi medici. Il giorno dopo era già perfettamente guarita senza che la malattia lasciasse la minima conseguenza.

Per adempiere ad un voto fatto al gran Santo, vi rimetto un'offerta e vi prego di pubblicare la grazia sul Bollettino Salesiano.

Massa (Massa Carrara).   ANDREINA BASSI.

" Mantengo la promessa di fondare una Borsa Missionaria ".

Mia moglie era dovuta sottostare ad un difficilissimo disperato intervento operatorio, dopo il quale per mesi e mesi era stata tra la vita e la morte, anzi nell'agosto dell'anno scorso era agli estremi: questo a detta unanime di tutti i medici. Solo un miracolo l'avrebbe potuta salvare. Pregai allora con fede e costanza affidando mia moglie a Maria SS. Ausiliatrice e al patrocinio di Don Bosco. Le preghiere non furono vane: l'ammalata segnò quasi d'improvviso un netto miglioramento e una rapida ripresa verso la riconquista della perduta salute. Ora è come rinata a nuova vita e tutti, dico tutti, medici compresi, sono stupiti del suo attuale benessere.

Rinnovo qui l'atto di riconoscenza, di ringraziamento e di fede, mentre non cesserò quotidianamente di invocare l'aiuto della Madonna e il patrocinio di Don Bosco. Mantengo pure la promessa di fondare una Borsa Missionaria.

Pavia.   Dott. ANGELO CARÚ.

« È stato un vero miracolo ».

Nell'estate del 1950 pregustavo la gioia di un bimbo quando venni colpita da nefrite con forti dosi di albumina; i dottori mi dissero subito che ben poche erano le speranze di salvare il bambino. Con viva fiducia invocai l'aiuto di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco e dopo lunghi mesi di ansia e di sofferenze tra casa e ospedale, dove mi portarono per ben tre volte, la mattina di S. Giuseppe venne felicemente al mondo un caro bambino. Ma ben poco doveva durare la nostra gioia. La notte successiva una forte crisi al cuore lo ridusse in fin di vita; il colore violaceo lo faceva sembrare un cadaverino; rimase in quello stato per ben due ore.

Mentre la Suora correva a telefonare al dottore, io trovandomi sola col mio caro angioletto, gridavo piangendo: « Maria Ausiliatrice, S. Giovanni Bosco, voi lo potete, salvate il mio bimbo! » e con una fede che mi è impossibile descrivere estrassi da sotto il mio guanciale l'immagine-reliquia di Don Bosco e la posi sul suo cuoricino. Fattosi giorno, i miei parenti corsero per vedere ancora una volta il bimbo e invitarmi alla rassegnazione; invece quale gioiosa sorpresa! il piccino si era lentamente riavuto.

Da allora non solo non ha più avuto alcuna crisi, ma gode ottima salute, e quanti lo vedono dicono che è stato un vero miracolo. Come avevo promesso, prego sia pubblicata la grazia sul Bollettino, invio la mia modesta offerta per le opere salesiane e, unita a mio marito, ringrazio con tutto il cuore la Mamma Celeste e il caro Don Bosco per averci conservato in vita il nostro Renato, pregandoli ancora di farlo crescere buono e di proteggere sempre la nostra famiglia.

Lusernetta (Torino).

RIBOTTA NEVINA.

Bambina che ingoia un ago.

Una circostanza stranissima volle che la nostra bambina di quattro anni, alcuni giorni fa, mangiando con buon appetito, ingoiasse un ago. Appena se ne accorsero i genitori e i parenti, in preda a viva agitazione, l'affidarono a Maria Ausiliàtrice e a S. Giovanni Bosco e la portarono da un radiologo. In seguito ad una attenta radioscopia, venne constatata la presenza di un ago nell'intestino.

Furono cinque giorni di trepidante e dolorosa attesa per la sorte della bambina. Finalmente, grazie all'intercessione di Maria Ausiliatrice e di S. G. Bosco, tutto si risolse in forma ottima senza che la bimba accusasse alcun disturbo. Felicissimi, i familiari porgono da queste righe il loro grazie a Maria Ausiliatrice, mentre sentono ravvivata e accresciuta la loro devozione.

Torino.   La mamma e la nonna. Firmato: MARIA BIANCO.

Interviene Don Bosco.

Da qualche tempo sentivo gravi disturbi di origine incerta. Da un'accurata analisi del sangue risultò che si trattava di cirrosi epatica. Consultai allora uno specialista, che mi consigliò di entrare in un ospedale. Entrai di fatto nell'ospedale di Livorno, dove mi estrassero due volte parecchi litri di liquido. Passato qualche tempo, si doveva procedere ad una terza estrazione ancor più abbondante. Ma non ebbe luogo perchè questa volta intervenne San Giov. Bosco. D'accordo con le suore del Cottolengo e col Padre Colombino, Francescano, da buon piemontese mi rivolsi a Don Bosco e iniziai la novena da lui consigliata. Il primo giorno della novena avvenne un fatto che ha del miracoloso. Il professore e i medici che mi visitarono per procedere all'operazione solita, ebbero la sorpresa di trovarmi senza liquido: si era eliminato da sè seguendo le vie consuete. Da quel momento il fegato cominciò a funzionare regolarmente. È passato ormai un anno e il liquido non si è più formato. Se non ci fosse stato l'intervento di un grande medico, Don Bosco, i medici terreni che mi curavano mi avevano già decretato una morte certa.

Anche in avvenire non mancherò di fare e di suggerire la novena a Maria Ausiliatrice, raccomandata da Don Bosco. In fede:

STEFANO MORGANTI

agente dell'Agenzia di Volterra della Società Elettr. Selt Valdarno di Firenze.

Ringraziano ancora della loro intercessione Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco:

NB. - Rendiamo noto ai seguenti-graziati che non pubblichiamo integralmente le grazie da loro ottenute, anche se interessanti, unicamente per la tirannia dello spazio.

Mario Foresi (Tolentino). Invalido del lavoro, alla lettura del Bollettino Salesiano si sentì ispirato a ricorrere a Maria Ausiliatrice impegnandosi con promessa scritta a pubblicare la grazia sospirata. Questa venne rapida e con circostanze sorprendenti.

Petranzan L. (Bolzano) ringrazia San G. Bosco per il felice esito di un esame di concorso assai difficile per lei:

Lanfranco R. rende note due grazie: la guarigione della figlia Teresa e la propria.

Famiglia Musso Luigi (Foglizzo) invita i Cooperatore a ringraziare insieme Maria Ausiliatrice e D. Bosco per il felice esito dell'operazione di peritonite subita dalla figlia Rina.

Carlo Demichelis (Roma) invia l'offerta promessa a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco in ringraziamento per il buon esito dell'operazione di peritonite e per la guarigione della mamma da calcolo renale.

Ludovica Cordone (Roccapietra-Vercelli) ringrazia S. G. Bosco per la guarigione da una pericolosa infezione tetanica.

Pomposi Francesco (Rocca Susella) fu ricoverato d'urgenza all'ospedale per una gravissima malattia renale con emorragia interna. Si rivolse a Maria A. e a S. Giovanni Bosco ed ebbe la gioia di veder scomparire ogni traccia di male.

I Coniugi Varetto Sarto (Pavarolo) rendono pubbliche grazie a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco per l'insperata grazia della guarigione del figlio Giuseppe da grave infezione tetanica contratta sul lavoro il 24 maggio u. s.

ANIME RICONOSCENTI

Ci hanno segnalato grazie ottenute per intercessione di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, di S. Maria Mazzarello e degli altri Servi di Dio - alcuni hanno anche inviato offerte per sante Messe, per le Missioni Salesiane e per altre opere di D. Bosco - i seguenti:

Aceto T., A. L., Alasi T., Alberto Alegrini V., Allasia B., Allegrini G., Amendolia F., Antonelli O., Aprato G., Arri D., Audano F., Audisio M.

Bailo A., Ballaris T., Barausse M., Barberis A., Baroero O., Benedetto M., Benett G., Bernardini F., Bernardini I., Bertino A., Bertolo D., Bestente M., Bettinazzi A., Bianco G., B. M. A., Boero A., Bonacher M., Bonanno, Bonaria F., Bonetti G., Bongiovanni C., Bora N., Borella V., Borge M., Bosco P., Bosco R., Bosio T., Braccio Dottor N., Bressanini G., Broglio C.

Cabrioli A., Cantamessa T., Cappellaro L., Carnaghi R., Casertelli G., Casavecchia A., Cavaglià C., Cavallero T., Cena T., Cidra S., Coniugi: Colombaro A., Corino C., Cortese E., Cotella A., Maranzana, Monzelli, Trainotti, Trucco e Vagnino.

Danni E., Dellarole G., Depacis A., Dessilani A., Dibernardo V., Direttrice Borgo Cornalese.

Erbetta G.

Famiglie Capra e Caruso; Fassetta F., Fassi C., Favero M., Ferrari R., Ferrario A., Ferrario B., Ferraris F., Ferro S., Finocchiaro M., Fiora M., Forte R., Fortunato P., Franchini M., Franchino A.

Gaggero B., Gaidano M., Gallo P., Garotto G., Garino G.. Garzaro G., Gaspardo G., Gastaldi G., Gatti G., Gatto A., Gaudio G., Gavarino L., Gavasso L., Gavazza P., Gazzetti M., Giacchino A., Gianotti G., Gili G., Gilli L., Giobbio E.. Giorgi A. e R., Grattarola M., Griffa D., Guglielmettí L.

Lanfranchin G., Lànfranco R., Lanzoni L., Latore D., Lavaggi F., Leccio A., Lerda D. M., Luciano R.

Mainero P., Marchetti L., Martini D., Martini E., Massarotto A., Matta D., Miglio G., Minto G., Momo C., Mondelli T., Montanaro M., Montanaro R., Morelli M., Mozzaniga A., Mussano M.

Nessi P. e Rosso M., Nodari G., Novara L., Novara M. e T. Oglietti R., Olmo T., Ordazzo G. e M., Ornato M. Paradiso M., Parisi T., Pavesio M., Peiretti A., Perona M.,

Pia famiglia, Pia persona, Picco A., Pinelli Prof. A., Pollastro A. e D., Pomati M., Pomposi F., Porro A., Pozzi A.,

Pramaggior C., Prandi G., Pretti P., Pronzato D. Quaglia R.

Rabellino E., Ratti M., R. C., Riboni C., Rinaldi Suor M. L., Rita S., Rollandin G., Roncarolo F., Rosset L.. Rosso Capello C., Rossotto C.

Sabbadini A., Sacco D., Sala C., Sandrone M., Santuz P.. Sartoris T., Satragno M., Sclaverano P., Segalini M., Severini O., Sommariva S., Sorasso D., Sorelle: Agnello, Bramardi e Grattarola; Spenori A.

Tavasci A., Torielli D., Toselli M., Tosetti L. Ubertalli D.

Vaccarino V., Vachino L., Vergano P., Viani M., Vidano P,. Vignale R., Villa A., Villa C., Villa R. e C., Vittoni G., Volante B., Voyat C.

Zandonella L., Zangari M., Zanola A., Zeni A., Zoccoie M.

IN FIDUCIOSA ATTESA

Raccomandiamo caldamente alle preghiere di tutti i devoti di Maria Ausiliatrice, le seguenti persone e le loro particolari intenzioni:

Alasi E., Alasia T., Allasia B., Barbero F., Barbero G., Berbero M., Bergero T., Bernardi M., Bogliolo R., Bossano A., Bosticco G., Braccio dott. U., Broglio C., Caminetti M., Camoriano M., Campitelli P. e M., Carosso G., Cavagnaro M., Cazzolino G., Cecon M., Chiesa G., Du Gros A., Erba R., Ferrari R., Ferraris F., Ferrero G., Gallo P., Garetto G., Gatti G., Gilli G., Giuberchio G., Laguzzi T., Maccario A., Maioglio T., Coniugi Maranzana, Marchisio M., Martini F., Masini doti. M., Massiccio T., Monasterolo C., Nehuloni O., Piana C., Pelissetto F.. Perino R., Pogliano I,., Rebagliati L., Ravasi C., Ribaldone M., Riboni G., Ronco C. M., Rosso T., Rossotti T., Sacchetto F.a, Sartoris E., Sassi M., Scalini C., Sola A., Tessarotto M., Vaccarino V., Vagnone A., Vanini M.. Vecchietti C., Verguera G.. Vizzia M., Volpi M.

NECROLOGIO

SALESIANI DEFUNTI:

Sac. CANE FELICE GIULIO, da Chesio di Valstrona (Novara), † a Torino-San Giovanni il 9-VIII-1951 a 82 anni.

Condiscepolo e amico del Servo di Dio Don Beltrami, era uno dei pochi superstiti accolti personalmente da S. G. Bosco nel suo Oratorio. Collaborò con i Servi di Dio Don Rua e Don Rinaldi nell'organizzazione della Federazione degli Exallievi e della Pia Unione dei Cooperatori Salesiani. Passò gli ultimi 40 anni della sua vita quale apprezzato Direttore di anime nella chiesa di San Giovanni Evangelista in Torino.

Sac. PILLA NICOLA, da Pesco Sannita (Benevento), † a Bari il 3-VIII-1951 a 46 anni.

Lavoratore instancabile, educatore secondo il cuore di Don Bosco, apostolo ricco di vita interiore.

Sac. MARCHESI DA COSTA SILVINO, da Alfredo Chavez, † a Silvania (Brasile) il 29-IV-1951 a 34 anni.

Giovane, promettentissima esistenza stroncata tragicamente. La sua morte fu pianta da tutta la città di Silvania, che ne aveva apprezzato le eccezionali doti di apostolo.

Sac. CARRILLO EMMANUELE, da Villafranca (Cordoba), † a S. Josè del Valle (Cadiz) il 13-VI-1951 a 29 anni.

Fu sua caratteristica un tenerissimo amore alla Madonna, alla quale si era consacrato con una formola scritta col proprio sangue.

Sac. CAROZZO GIUSEPPE, da Orsara B., † a Bahia Bianca l'11-X-1951.

Consacrò generosamente la sua vita alle Missioni.

Coad. NARDOTTO GIOVANNI, da Nove (Vicenza), † a Pordenone (Udine) il 16-VII-1951 a 8o anni.

Il suo nome resta in benedizione nelle case Salesiane dove fu portinaio.

Coad. CINATO MARIO MICHELE, da S. Ambrogio (Torino), † a La Spezia il 31-VIII-1951 a 63 anni.

Fu uomo austero, robusto fisicamente e moralmente, lavoratore infaticabile, attaccatissimo a Don Bosco e alla Congregazione.

Coad. SAGRILLO ORESTE, da Savramonte (Belluno), † a Buenos Aires (Rep. Argentina) il 21-II-1951 a 5o anni.

Bel tipo di coadiutore Salesiano, ai confratelli che lo visitavano nell'ultima malattia soleva ripetere: , Don Bosco ci promise pane, lavoro, paradiso: il pane l'ebbi in abbondanza nelle case di Don Bosco; di lavoro ne ebbi quanto ne volli; adesso aspetto il Paradiso,,.

Ch. MEZERETTE GIOVANNI, da Conlie (Francia), † a Plougasnou (Francia) l'1-VIII-1951 a 26 anni.

Salesiano ricco di belle doti. Esercitò un fascino eccezionale sulla turbolenta popolazione dei piccoli parigini di Charonne.

COOPERATORI DEFUNTI:

S. Ecc. Mons. ENRICO VALTORTA P. I. M. E., Vescovo di Hong-kong (Cina).

Spirò nel bacio del Signore il 3 c. m., compianto da cattolici, protestanti e pagani. Legato dai vincoli più sinceri con il compianto Servo di Dio Mons. Versiglia, chiamò i Salesiani a lavorare nella sua Diocesi e li circondò sempre di affetto e di incoraggiamento. Morì benedicendo l'incipiente opera delle Figlie di Maria Ausiliatrice e il grandioso Istituto professionale, di cui può essere considerato il Fondatore, avendolo ideato e trovato un benefattore cinese, che sussidierà la costruzione.

S. E. Mons. NICOLA DE CARLO, Vescovo di Resistencia (Argentina), † il 19-X-1951.

Eminente figura dell'Episcopato Argentino, godeva l'universale simpatia per le sue virtù pastorali e per il sano spirito moderno che animava il suo apostolato sociale.

Fu Cooperatore Salesiano affezionatissimo a Don Bosco e volle i suoi figli e le sue figlie a lavorare in Diocesi, fondando due case: una per i Salesiani e l'altra per le Figlie di Maria Ausiliatrice.

Mons. Dott. ANNIBALE GIORDANI, † a Spilimbergo il 12-IX-1951

Eminente figura di Sacerdote, animo aperto ad ogni nuova forma di apostolato, fu oratore ricercato, polemista, giornalista, ma soprattutto pastore zelantissimo quale Arciprete del Duomo di Spilimbergo.

Aveva compiuto i suoi studi ginnasiali nell'Oratorio di Valdecco attingendovi quell'amore a Don Bosco che conservò per tutta la vita e fece di lui uno zelante Decurione dei Cooperatori.

Can. FILIPPO PRAMOTTON, parroco di Perloz (Aosta), † il 30-1-1950

Quale Ex allievo del Martinetto e Decurione dei Cooperatori, fu sempre affezionatissimo alle Opere salesiane, devotissimo di S. Giovanni Bosco. Morì alla vigilia della festa di D. Bosco.

Dott. ANTONIO SCOTTI.

All'età di 80 anni si è spento a Villò (Piacenza) dopo improvvisa malattia. Per circa quarant'anni era stato medico a Podenzano, ove aveva dato la sua attività all'Azione Cattolica e a varie opere di bene. Allievo dei Collegi di Don Bosco, ch'ebbe la fortuna di conoscere personalmente, se ne vantava, mostrando forte attaccamento alla Società Salesiana, cui donò generosamente i suoi due figliuoli.

MICHELE BOCCALATTE, † a Cuccaro Monferrato il 12-IX-1951.

Trascorse la sua vita in una donazione umile e totale di se stesso per l'incremento delle funzioni liturgiche, il benessere del paese e l'edificazione di quanti lo avvicinavano.

Diede generosamente tre figli a Don Bosco e compì il supremo sacrificio senza la gioia di riabbracciare il figlio sacerdote missionario nel lontano Equatore.

Prof. LUIGI FASCIE, † a Finalpia il 4-VIII-1951 a 83 anni.

Ex allievo del nostro Collegio di Alassio, fu da Don Bosco stesso consigliato di accettare la cattedra di Letteratura Italiana nel fiorente Collegio di Ascona (Svizzera). Tornato in patria, fu nominato Conciliatore e per oltre 50 anni fu maestro d'organo nella Basilica di S. Giovanni in Finalmarina. Affezionatissimo ai Salesiani, fondò pure una a Borsa missionaria „ per ricordare il cognato Don Bartolomeo Fascie, Direttore Generale delle Scuole Salesiane. Nella fede e nella pietà temprò il suo carattere ad una soave amabilità che lo rese caro a tutti.

Cav. Don PIETRO BARBIERI, † a Cibeno di Carpi il 4-IX-1951.

Direttore Diocesano dei Cooperatori della Diocesi di Carpi, aveva aggiunto volentieri alle cure del sacro ministero anche quella della Pia Unione dei Cooperatori, dedicandovi il suo zelo con affettuoso interessamento e grande divozione a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco.

GIACOMINA BRIGENTI ved. CONTI, † a Rubano il 16-VII-1951 a 75 anni.

Affezionata Cooperatrice, considerò sempre grande grazia l'aver dato al Signore due figli sacerdoti nella Congregazione Salesiana. La sua vita fu tutta esemplarmente spesa alla dedizione per la numerosa famiglia, a una tenera carità verso i poveri e sofferenti e a una profonda pietà.

MARCELLA FRIZZA ved. ROMANO, † a Caserta il 30-VIII-1951.

Fervente Cooperatrice Salesiana e Dama Patronessa dell'Oratorio, volle ricordarsi delle nostre Missioni anche in morte disponendo che si fondasse una a Borsa missionaria » intitolata al Servo di Dio Don Andrea Beltrami, suo parente.

ANNA GHETTI MASOLINI

Presidente delle Dame Patronesse dell'Oratorio Salesiano di Faenza, spirava santamente il 25-VIII-1951. Fervida divora di S. Giov. Bosco e ammiratrice della sua opera, sull'esempio di suo padre, cav. Masolini, predilesse l'Oratorio come l'opera più rispondente alle necessità del nostro tempo.

ALTRI COOPERATORI DEFUNTI:

Aimaretti Caterina, Pinerolo (Torino) - Artisi Cravon Rosa, Savona-Bert Massimo, Rubiana(Torino)- Betulli Torri Maria, Mezzalombardo (Trento) - Brustio Francesco, Galliate (Novara) - Bucalo prof. Giuseppe, Brancaleone (Reggio Cal.) - Cabiati Emanuele fu Carlo, Vignale Monf. (Alessandria) - Cabiati cav. Luigi Ettore fu Carlo, Vignale Monf. (Alessandria) - Calvenzani Antonio, Gorla Magg. (Varese) - Camonero Severina, Spigno Monf. (Alessandria) - Candelo grand'uff. Alfredo, Corgnano (Brescia) - Carignano Domenico, Castiglione (Torino) - Cavani Gerolamo, Castiglione d'Adda (Milano) - Ciaccia Zelinda, S. Sisto (Perugia) - Costa Margherita nata Vaula, Caselle Tor. (Torino). - Costa Matilde ved. Martinazzi, Bioglio (Vercelli) - Crosara Leone, Vicenza - Cuochi Caterina, Formigine (Modena) - Dellea Margherita, Graglio (Varese) - Dominici Gismonda, S. Quirico (Grosseto) - Drago cav. dott. Sigismondo, Nicosia (Enna) - Erlacher Maria, Morebbe (Bolzano) - Feltri Adalgisa, Modena - Ferrando Tulio Rosalia, Vestignè (Torino) - Filippi don Francesco, parroco, Montaldo (Cuneo) - Fizzotti Giuseppe, Morivione (Milano) - Frilli Carlo, Torino - Fusato Luigi, Dueville (Vicenza) - Gaggia Angelina, Cividale del Friuli (Udine) - Garibotti don Antonio, S. Margherita Lig. (Genova) - Germinario don Giuseppe, Molfetta (Bari)-Guerra Rosa, Breganze (Vicenza)-Mannodon Antonino, Ventimiglia Sic. (Palermo) - Marguerettaz Alessandrina, Boss (Aosta) - Maritano Teresa, Avigliana (Torino) - Mirabella P. Alessandro, Nicosia (Enna) - Moro Giuseppe, Rosasco Lomb. (Pavia) - Oldano Marianna, Grana Monf. (Asti) - Ollino Luciani Giuseppina, S. Genesio (Macerata) - Ostellino don Giovanni, parroco, Latte (Ventimiglia) - Perruchon Filomena, Lamporo (Vercelli) - Pianavia Vivaldi avv. Dino, Carrara - Piantoni Capitanio Margherita, Vilminore (Bergamo) - Piazza Giovanni, Termini Imerese (Palermo) - Pidò Giacomo Antonio, Villetta di Re (Novara) - Piola Angelo, Vigone (Torino) - Poletti Gavazzoni Giuseppina, Borgomanero (Novara) - Ricetti don Antonio, Traona (Sondrio) - Riili Giuseppe, Roccapalumba (Palermo) - Rottodella Elisa, Molfetta (Bari) - Sasso Michele, Foglizzo Canav. (Torino) - Sillano Celestina, Pezzana (Vercelli) - Sonego Giuseppe, Cordignano (Treviso) - Tagliazucchi Elena, Modena - Taiti Maria, Mezzolombardo (Trento) - Veneziani dott. don Pier Luigi, Rivergaro (Piacenza) - Vico Rosa, Torino - Zachet Rosa, Sarone (Udine) - Zerneri Valenta, Campione (Brescia).

TESORO SPIRITUALE

I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice, possono acquistare

L'INDULGENZA PLENARIA

Ogni mese:

1) In un giorno del mese a loro scelta.

2) Il giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte.

3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile Salesiana.

Nel mese di GENNAIO anche:

1 - Circoncisione.

2 - SS. Nome di Gesù.

6 - Epifania.

18 - Cattedra di S. Pietro in Roma. 23 - Sposalizio della B. Vergine. 25 - Conversione di S. Paolo. 29 - S. Francesco di Sales. 31 - S. Giovanni Bosco. Festa della Sacra Famiglia.