ARCIVESCOVADO DI TORINO

Torino, 24 maggio 1952.

Rev.mo Signor DON ZIGGIOTTI Prefetto Generale dei Salesiani

Città.

Nel giorno sacro a Maria Ausiliatrice desidero inviarLe la mia cordiale adesione per il Congresso dei Cooperatori Salesiani, che si terrà a Roma nel prossimo settembre con una partecipazione pressochè internazionale delle Associazioni. Affido a Maria Ausiliatrice la mia benedizione per i lavori di preparazione del Convegno, affinché esso si svolga sotto la sua materna assistenza e protezione e molti siano i frutti spirituali per l'avvenire di questa così bella iniziativa, nata dal cuore grande ed apostolico del nostro S. Giovanni Bosco, il quale si augurava e pregava perchè i Cooperatori lavorassero nella Chiesa e per la Chiesa strettamente uniti fra di loro. Questa unione ai nostri giorni è indispensabile per contrastare alla propaganda fatta dagli avversari della Chiesa con un'abbondanza di mezzi che impressiona e senza scrupolo di metodi, autentici emissari di Satana che è « mentitore fin dal principio ». Il ministero del Sacerdote è ormai insufficiente alle necessità spirituali della società odierna; soprattutto non è sempre idoneo a penetrare in certi ambienti, dove troverebbe sbarrate le porte dai nemici di Dio e delle anime. E quindi oggi indispensabile la collaborazione dei Laici all'apostolato gerarchico della Chiesa, ed i Cooperatori Salesiani non devono essere secondi a nessuno in questa santa crociata; devono anzi portare nella società quello spirito ardente di Don Bosco, che ha avuto successo in altri tempi non molto dissimili dai nostri. Come allora, anche oggi la gioventù corre gravi pericoli perchè insidiata con tutti i mezzi ed in tutti i modi nella sua purezza, nella sua onestà e nei costumi: è necessario invocare a grande voce il ritorno di Don Bosco tra i giovani ed essergli poi al fianco con la nostra collaborazione: Egli dal Cielo ci otterrà gli aiuti idonei dal Signore e da Maria Ausiliatrice per la vittoria sul male e per il trionfo della virtù.

Con questi voti ed in tale certezza benedico di gran cuore ancora una volta ai lavori preparativi per le solenni assise del settembre prossimo e sarò presente con la preghiera durante i tre giorni del Congresso.

In unione di preghiere mi voglia credere   aff.mo

+ M. Card. FOSSATI

Arcivescovo.

A.LXXVI•N.13   BOLLETTINO SALESIANO   1° LUGLIO 1952

In prossimità del Convegno Generale a Roma

11-12-13 settembre 1952

Poco più di due mesi ci separano dal Convegno Generale dei Cooperatori e delle Cooperatrici Salesiane, indetto dal compianto Rettor Maggiore Don Pietro Ricaldone a Roma per l'11, 12 e 13 del prossimo settembre.

Ne abbiamo pubblicato il programma, nelle linee essenziali, nel Bollettino dello scorso giugno a pag. 211.

Ora invitiamo coloro che intendono parteciparvi ad affrettarsi a dare il nome agli organizzatori, cioè ai Salesiani Incaricati dei Cooperatori in ogni Ispettoria ed in ogni Casa.

La domanda va accompagnata dal versamento della quota d'iscrizione (L. 500) precisando nome, cognome ed indirizzo.

Gli organizzatori penseranno a richiedere al Comitato Cooperatori Salesiani di Roma la tessera corrispondente, indispensabile per l'ingresso all'Auditorium, per le varie manifestazioni e per l'Udienza del Santo Padre. Essi si impegneranno pure a formare le comitive ed a provvedere al viaggio e all'alloggio nel miglior modo possibile, notificando a tempo i luoghi di convegno, l'orario di partenza, di soggiorno e di ritorno.

Chi preferisce viaggiare da solo e provvedere alla pensione e soggiorno per conto proprio, non ha che da chiedere la tessera d'iscrizione, inviando la quota e l'indirizzo al Comitato Cooperatori Salesiani, Via Marsala 42, Roma (302).

Le iscrizioni in comitiva si chiuderanno improrogabilmente tra il 15 ed il 20 luglio, perché tanto alla Domus Pacis, quanto a Santa Marta e in altri centri di ospitalità bisogna versare la caparra due mesi prima.

Ai Sacerdoti si raccomanda di portare con sè il celebret, l'amitto e il purificatoio.

I distintivi ed il programma verranno consegnati a Roma, all'inizio del Convegno, dietro esibizione della tessera d'iscrizione.

Coloro che hanno comodità di provvedere personalmente all'alloggio e alla pensione potranno richiedere le tessere d'iscrizione anche durante tutto il mese di agosto. Il Comitato non può assumersi responsabilità oltre il 20- luglio.

RINGRAZIAMO sentitamente quanti vorranno concorrere alle spese di organizzazione con l'invio di qualche offerta alla: DIREZIONE GENERALE OPERE DI DON BOSCO, VIA COTTOLENGO 32 - TORINO (7o9). Raccomandiamo solo che nell'invio precisino lo scopo: " Per le spese del Convegno Cooperatori a Roma ". Il Signore benedica e ricompensi tutti i nostri benefattori.

La vendemmia del diavolo

È la realistica definizione che soleva dare Don Bosco alle vacanze. La sua esperienza di educatore e di santo lo aveva persuaso che il periodo estivo, nel quale i giovani sogliono riposare per rifarsi delle energie intellettuali e fisiche perdute nelle snervanti fatiche scolastiche, non è scevro di pericoli gravi per la loro virtù. Perciò prima di rimandarli alle loro famiglie, il buon Padre li preparava a lungo premunendoli contro tali pericoli e suggerendo loro i mezzi più atti a superarli.

Di questa sapienza pedagogica desideriamo presentare un saggio ai nostri Cooperatori perchè pensiamo che quando riceveranno questo numero, avranno già avuto la gioia di riabbracciare i figliuoli che si trovavano in case di educazione e di godere con più agio la compagnia di quelli che frequentavano le scuole pubbliche. I genitori che hanno a cuore la bontà dei loro figli non possono non condividere la grave preoccupazione che assillava Don Bosco quando vedeva i suoi cari « figliuoli » sciamare dall'Oratorio per le vacanze.

Aumentano i pericoli.

« Ci avviciniamo alle vacanze - diceva un giorno del 1876 - ed è bene che io cominci a darvi qualche consiglio, perchè vi serva a tenervi nel santo timore di Dio in quel tempo pericoloso.

» Molti mi domandano: - Come va che vari giovani, anzi quasi tutti si conservano buoni, docili, timorati di Dio lungo l'anno scolastico, e poi nelle vacanze in poco tempo perdono tutto il frutto di tante fatiche e diventano non solo dissipati e disobbedienti ai propri genitori, ma cadono ben anche in cose brutte e si fanno viziosi ?

» La risposta è presto fatta. L'uccello fuori di gabbia gode la libertà, è vero, ma mentre meno se lo aspetta, viene lo sparviero e lo divora. Voi siete come gli uccellini: finchè state nell'Oratorio, tutto va bene; si esce, e il demonio sta alla porta ad aspettarvi e vi fa cadere.

» Ma come avviene questa sventura? Eh, vedete: vi sono due cose. Fuori di qui si trovano maggiori incentivi al male e minori mezzi per sostenervi nella retta via. Incentivi al male sono i compagni, alcune volte proprio perversi e scellerati, che talora s'incontrano. Vi sono le occasioni cattive, gli scandali. A volere o non volere si sentono bestemmie, discorsi frivoli, e sovente irreligiosi e immorali. Di qua si vede una persona vestita senza modestia, di là si ha da trattare con gente di diverso sesso... E come si fa a sostenersi in mezzo a tanti pericoli ? Specialmente i giovani, in cui per lo più il rispetto umano regna gigante, come potranno resistere ?

Diminuiscono i mezzi.

» Ma poi c'è un'altra cosa. Vi sono minori mezzi per tenervi nel servizio del Signore. Qui se avete qualche cosa sulla coscienza, andate subito a confessarvene e ne avete comodità tutti i giorni; là, no. Qui avete la comodità di fare la santa Comunione, la visita in chiesa, avete la Messa tutti i giorni, mezzi potentissimi per mantenervi in grazia di Dio; là, no. Qui si prega al mattino e alla sera, vi è un poco di meditazione, verso notte vi è la benedizione. E a casa ? Molti di voi, arrivati alle case loro, lasciano varie di queste pratiche, ed è chiaro che cadranno più facilmente in peccato.

» Ecco dunque quello che bisogna concludere. Ciascuno di voi allontani da sè quanto può i pericoli e le occasioni di peccato, le compagnie perverse che incontrerà, e poi faccia quanto può per continuare regolarmente le sue pratiche di pietà, come le farebbe all'Oratorio. Che difficoltà potreste avere nel recitare sempre le vostre orazioni mattino e sera? Recitatele adunque e recitatele bene, e tutti. Credo che tutti potrete anche ascoltare la vostra Messa ogni mattina, ed anche meglio, servirla: fatelo e fatelo volentieri. Poi chi v'impedisce di fare anche un po' di meditazione al mattino, un po' di lettura spirituale e la visita al SS. Sacramento lungo il giorno? Tenete pure la gran pratica di confessarvi ogni settimana, ogni dieci ovvero quindici giorni. Se farete così, io credo che le vacanze non vi faranno del male.

Un consiglio prezioso.

» Vi sarebbe poi ancora una gran cosa che è quella che io vi raccomando di più. È la ritiratezza: statevene volentieri in casa vostra, state coi vostri genitori e non cercate di andare dappertutto, di veder tutto e di trovarvi alle feste e ai mercati...

» Con dire: stare ritirati, non voglio intendere che ve ne stiate tutto il giorno rannicchiati nel cantone del fuoco, aspettando che i maccheroni vi caschino belli e cotti in bocca. Ma:

» 1° Star ritirati dalle persone. Purtroppo molti a casa hanno compagni con cui erano già soliti fare discorsi non buoni e cose che non van bene. Se andrete ancora con questi compagni, cadrete in una lacrimevole rovina. Vi sarà quel tale che in presenza vostra comincerà un discorso o contro la religione o contro i buoni costumi. Ebbene, lasciatelo, fuggitelo, piantatelo lì. È forse da malcreato fare così? No, è lui il malcreato che in presenza vostra parla di ciò che vi può far dispiacere...

» 2° Fuggire anche i luoghi pericolosi. Ad esempio fuggire i festini, i balli, i teatri, le fiere. È quasi impossibile voler prendere parte a tutte queste radunanze, trovarsi dappertutto, e non restare ferito in qualche virtù cristiana. In tutti questi luoghi si sente bestemmiare, dire parole cattive e alcune volte proprio sporche, atte a suscitare cattivi pensieri. Per lo più vi è gente vestita comecchessia, vi sono uomini, vi sono donne, e credete pure all'esperienza mia, vi sono sempre pericoli e gravi...

» In una sola parola - concludeva il Santo - custodite l'anima vostra. E quest'anima così preziosa la portate con voi. Se poteste lasciarla qui l'anima, potreste andar sicuri dicendo: Don Bosco ne avrà cura. Ma essa non può stare distaccata dal corpo; quindi la porterete con voi. La custodirete con massima cura ? Vigilerete perchè il demonio non vi rubi un tanto tesoro ? E i mezzi per custodirla ? Li avete. Leggete spesso i ricordi che vi furono distribuiti, leggeteli tutti i giorni, meditateli e metteteli in pratica ».

Responsabilità dei genitori.

Così parlava Don Bosco ai giovani ; ma che cosa direbbe ai genitori oggi che i mezzi per insidiare la virtù giovanile si sono moltiplicati ? Se era già tanto difficile crescere buoni ai tempi del Santo, quando gli scandali erano pochi e nascosti, quando non si osava comparire in pubblico con abiti immodesti e le strade non erano imbrattate di figure scorrette nè i teatri e i cinema s'erano fatti scuola di corruzione, come potranno oggi i nostri figliuoli conservarsi puri e religiosi ? Dovremo dunque rassegnarci a vederli scendere per la china del male fino alla rovina della loro anima ?

No, c'è un rimedio sicuro: quello proposto da Don Bosco: controllare i loro divertimenti, le compagnie che frequentano, le letture che fanno. I genitori degni di questo nome dovrebbero avere il batticuore tutte le volte che non sanno dove sono i figli, che cosa fanno, che cosa leggono o con chi vanno.

« Padri e madri ! - esclama Don Bosco - non illudiamoci. È certo che voi dovrete rendere al tribunale di Dio un conto rigorosissimo dell'educazione data ai vostri figliuoli! È certo che molti figli si dannano per essere stati malamente educati; ed è ugualmente certo che molti padri e molte madri vanno all'eterna dannazione per la mala educazione data ai loro figliuoli ».

Parole gravi che sembrano scritte per quei genitori moderni che quando il figlio o la figlia si fanno una scalfittura a un dito, si affannano perchè temono un'infezione, e poi non si preoccupano affatto quando l'anima del figlio o della figlia resta non solo scalfita, ma ferita mortalmente in una sala da ballo o in un cinema.

Don Bosco, invitato prima per lettera e poi per telegramma a benedire una bimba gravemente inalata, si rifiutò dicendo: « È meglio che la bambina muoia: la mamma non saprebbe educarla ».

Noi invece auguriamo a tutti i Cooperatori e Cooperatrici che hanno la responsabilità dell'educazione dei figli, la più ampia benedizione del nostro caro Padre, specialmente durante le vacanze, le quali diventeranno, grazie alla loro assidua cura e vigilanza, la vendemmia di Dio per le anime dei loro figliuoli.

Ricordi

PER UN GIOVANETTO CHE DESIDERA PASSAR BENE LE VACANZE

In ogni tempo: fuggi i cattivi libri, i cattivi compagni, i cattivi discorsi. L'ozio è il più grande nemico che devi combattere.

Con la maggior frequenza:

accostati ai santi Sacramenti della Confessione e Comunione. S. Filippo Neri consigliava di accostarvisi ogni otto giorni.

Ogni domenica: ascolta la parola di Dio e assisti alle sacre funzioni.

Ogni giorno: ascolta e, se puoi, servi la S. Messa e fa' un po' di lettura spirituale.

Mattino e sera: recita divotamente le tue preghiere.

Ogni mattino: fa' una breve meditazione su qualche verità della fede. San GIOVANNI BOSCO

La MESSA D'ORO dell'Em.mo Cardinale Aloisi Masella

La partecipazione della Società Salesiana.

La Famiglia di Don Bosco volle affettuosamente dedicare i giorni 31 maggio e 1° giugno a onorare il Cinquantesimo di Sacerdozio del suo Veneratissimo Protettore.

La celebrazione giubilare ebbe inizio sabato, 31 maggio, con una solenne accademia a cui presero parte tutte le case salesiane di Roma, larghe rappresentanze delle Figlie di Maria Ausiliatrice, cooperatori e cooperatrici, allievi ed ex allievi.

Facevano corona all'Em.mo Porporato S. E. Mons. Severi, suo Suffraganeo per la Diocesi Prenestina; i Rev.mi Don Ziggiotti, Prefetto Generale, e Don Giraudi, Economo Generale, il Procuratore Generale Don Tomasetti, i Parenti, l'Ispettore e i Direttori delle case di Roma.

Delle autorità civili ricordiamo, tra gli altri, l'Avv. Andreoli per il Comune e S. E. Severini Direttore Generale dell'Assistenza Pubblica.

Aprì l'Accademia il Sostituto Procuratore Don Marcoaldi ricordando che oltre 6o anni fa lo zio Card. Gaetano Aloisi Masella andò a far visita al S. Cuore e si degnò di presiedere all'accademia in suo onore e ascoltò l'indirizzo che gli rivolse il giovane Don Francesco Tomasetti, il quale ricorda che quel grande Cardinale al termine del trattenimento si levò a parlare e suscitò fragorosissimi applausi, quando volle pubblicamente ripetere che l'amore per Don Bosco e i suoi figli era, nella sua Famiglia, un'ambita tradizione. « Oggi, soggiunse Don Marcoaldi, l'Em.mo Nipote, nostro Protettore, ce ne dà una prova ben eloquente ».

Seguirono recite e declamazioni da parte dei giovani delle diverse case salesiane della città, particolarmente del Borgo Ragazzi Don Bosco, che mentre ricordavano le benemerenze e la bontà del Festeggiato, raccolsero il plauso e l'ammirazione di tutti per l'inconscia dimostrazione che davano delle mirabili trasformazioni operate dalla educazione salesiana in quelli che prima erano chiamati i « ragazzi della strada ».

Diverse Scholae cantorum si alternarono in magistrali esecuzioni di musica classica e popolare.

Al termine dell'Accademia Sua Eminenza ri volse un caldo e paterno grazie a tutti, rievocando i quasi quarant'anni passati all'estero quale rappresentante della S. Sede, e i contatti avuti con i Salesiani nel Portogallo, nel Cile e nel Brasile.

Il giorno successivo, domenica, celebrò la S. Messa Giubilare nella basilica del S. Cuore, presenti i Superiori e le rappresentanze di tutte le Opere salesiane. Durante il sacro rito la Schola cantorum degli Studentati salesiani eseguì musica liturgica, intonata all'augusto Mistero del giorno.

Più tardi gradiva l'invito della Famiglia salesiana sedendo a mensa con tutti i confratelli del S. Cuore e con i rappresentanti delle altre case. Al levar delle mense il Prefetto Generale Don Ziggiotti gli rivolse un affettuoso ringraziamento e un devoto augurio. Rispose Sua Eminenza manifestando ancora una volta quei sentimenti di grande bontà paterna verso i Salesiani, di cui in passato ebbe occasione di dare tante prove.

L'omaggio dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Ebbe luogo sabato 7 giugno nell'istituto «Gesù Nazareno ».

In una sinfonia di voci dalle più gravi alle tenuissime di bambine ancora inesperte nell'arte della parola, si è levata l'anima della seconda grande Famiglia di Don Bosco, ad esaltare il Principe della Chiesa, nella luce del Vicario di Cristo.

Alla calda parola del presidente degli Ex allievi, Avv. Luigi Capuzzo, che ha presentato all'illustre Porporato l'omaggio di tutto l'Istituto, rappresentato dalla Superiora Generale, Madre Linda Lucotti, è seguita quella limpida e commossa di un'ex-allieva.

Poi si sono succedute bambine ingenue e serene a porgere il palpito del loro cuore. L'omaggio floreale di una bimba dell'asilo che, giocando sul duplice significato della parola « lustro », ha scandito il profondo senso di dieci lustri vissuti immolando la vita a Cristo, è stato l'atto più delicato e gentile della festa.

Note di vita tipicamente salesiana sono state raccolte nella Gara di cuori di tre bimbe di via Appia Nuova, e di altre due di via Marghera, che nel romanesco dialogo Romano de Roma hanno fissato l'accento sull'amore al Papa.

Il numero che ha chiuso le opportune, spontanee composizioni, è stato Sotto la tua protezione. La troneggiante figura d'Italia turrita nei tre smaglianti colori, sullo sfondo di palme intrecciantisi ai vessili della Patria, del Papa e della Società Salesiana, ha richiamato lampi di commozione in molti sguardi pensosamente attenti. Una Voce, pagina di storia, ha tracciato il nascere e il fiorire dell'Istituto dal Piemonte ai centri della Penisola. E ogni « regione», raffigurata in una giovanetta in costume locale, si è presentata a tessere con l'elogio della sua terra, la breve storia dei centri delle Figlie di Maria Ausiliatrice. L'« Italia», dopo aver raccolto, in un simbolico abbraccio, questo piccolo mondo, ha chiuso con parole ricche di fascino e di spiritualità.

È seguita la parola dell'illustre Porporato visibilmente commosso, il quale, dopo aver rivolto il grazie «paterno e sacro » alle Figlie di Maria Ausiliatrice, alle Allieve, Ex allieve e Cooperatrici, esaltò l'opera di fede e di civiltà che i Figli e le Figlie di D. Bosco svolgono in ogni parte del mondo.

I festeggiamenti ebbero larga risonanza tra il pubblico visibilmente commosso da una manifestazione così sentita e così propria nella sua espressione d'arte musicale e letteraria.

L'umiltà nella gloria

SANTA MARIA MAZZARELLO glorificata nella sua terra natale

Le feste della Canonizzazione celebrate a Mornese dal 9 all' 11 maggio riuscirono di un'imponenza grandiosa e di una suggestiva bellezza.

Due furono i centri irradiatori delle feste, fusi in una mirabile unità d'intenti: il rinato Collegio, ossia la prima Casa dell'Istituto, santificata dalla Confondatrice, e il paese intero, con a capo lo zelante Prevosto, il Sindaco, le altre Autorità del luogo, il solerte Comitato e tutti i Mornesini desiderosi di onorare nel modo più degno la loro Santa.

Nel pomeriggio di giovedì 8 maggio giunse la Rev.ma Madre Linda Lucotti, Superiora Generale, insieme alle altre Superiore del Consiglio Generalizio delle Figlie di Maria Ausiliatrice; e poco dopo il Rev.mo Prefetto Generale Signor Don Ziggiotti col Rev.mo Economo Generale Signor Don Giraudi.

Alla sera, il suono delle campane della Parrocchia, largo e festoso come un canto di gloria, diffuse lontano l'annuncio delle grandiose feste.

L'inaugurazione del Collegio.

All'alba del 9 maggio cominciò l'arrivo dei numerosi torpedoni, che si andavano susseguendo quasi senza interruzione, lungo il percorso prestabilito, in perfetto ordine, dietro le indicazioni degli incaricati, scaglionati a ogni crocicchio; e il riversarsi, in file compatte, delle schiere pellegrinanti, giù alla Casa M. Ausiliatrice, per prendere poi parte al corteo.

Al Collegio intanto, acclamate dalle orfanelle, andavano giungendo le autorità: S. E. Rev.ma il Vescovo di Acqui Mons. Dell'Omo, S. E. il Prefetto di Alessandria, Comm. dott. Zacchi ; S. E. il Gen. Levi, Comandante la Legione di Torino, in rappresentanza del Gen. Mannerini di Roma; S. E. il Gen. Ferrari, Presidente dell'Opera Nazionale di Assistenza agli Orfani dei Carabinieri; il Col. Marchetti di Alessandria; il Rev. Cappellano Generale dell'Arma P. ApolIoni S. I.; il Rev. Cappellano Militare di Alessandria; oltre una ventina di Ufficiali delle tenenze di Novi, Alba e Cuneo. Presenti pure, col Sig. Prevosto Don Reverdito, l'ill.mo Marchese d'Oria, il Sindaco, e altre personalità, tra cui l'ing. Corte, progettista dei restauri. E subito l'eletto stuolo di Autorità e invitati passava a visitare, di piano in piano, i risorti bellissimi locali, che nelle targhette marmoree col nome delle singole Ispettorie, attestano la concorde e generosa cooperazione di tutto l'Istituto per tradurre in realtà il voto più caro del ritorno all'antico amato Collegio.

Il pittoresco corteo.

Contemporaneamente s'andava snodando ai piedi del colle, partendo dalla cappella di S. Rocco, un suggestivo corteo.

Guidato dal Segretario Comunale Dott. Barberis, che aveva predisposto la parte organizzativa, s'avanzava aperto dallo stendardo della Canonizzazione, sorretto da due Suore, un'italiana e un'americana, a rappresentare tutte le Suore dei due mondi. Seguivano, la bandiera rosa e azzurro dell'Istituto, tra quella pontificia e italiana, e a tre a tre, le altre bandiere delle 46 Nazioni in cui sorgono Case delle Figlie di Maria Ausiliatrice: ognuna portata da Novizie di Casanova delle rispettive nazionalità.

Quindi l'imponente massa di Suore, con rappresentanza dell'estero; le Scuole, le Associazioni e il popolo di Mornese coi rispettivi vessilli; la banda musicale dell'Istituto Salesiano di Novi; e il lunghissimo sfilare di centinaia e centinaia di educande, ex-allieve, pellegrine, convenute da Torino, Nizza Monf., Acqui, Alessandria, Tortona, Novara, Pavia, Padova, Conegliano Veneto, Genova, ecc.

Passando per le vie addobbate e adorne di fronde e di fiori campestri, tra le Case tappezzate di striscie multicolori, con immagini e massime della Santa, e di manifesti col nobile messaggio del Comune, il corteo salì su verso il borgo, dove, sulla porta dell'antica casa di Don Pestarino, era stato posto, per un significativo incontro, il ritratto dello zelantissimo Sacerdote, che tanta parte ebbe nella formazione spirituale della Santa e nei mirabili inizi dell'Opera.

Piegando poi per via Valgelata, dove sorge la casetta santificata dalla malattia dell'eroica Giovane, imboccò il viale del Collegio.

Quando la figura della Santa apparve nello storico viale di ippocastani fioriti, portata come in trionfo tra l'esultanza dei canti giovanili, le note della banda e il concerto delle campane, fu un momento di commozione indescrivibile.

Varcata la soglia del Collegio, presso cui facevano scorta d'onore due Carabinieri in alta tenuta, lo stendardo della Santa venne ricevuto dalle Autorità, mentre la marea di gente s'andava infittendo e tutte le alunne e educande, fra un vivace sventolio di bandierine multicolori, formavano una corona di giovinezza esultante sui terrazzi all'intorno.

La banda allora attaccò spontaneamente le suggestive note di Don Bosco ritorna a sottolineare la grandiosità e la bellezza di quel ritorno.

La cerimonia inaugurativa.

Fissato il momento in alcune fotografie, le Autorità, i parenti della Santa, gli invitati, e quanti potevano entrare, si raccolsero nella nuova artistica Cappella per la Messa celebrata da S. E. Mons. Vescovo. Gruppi di alunne della scuola «Maria Ausiliatrice» e «M. Mazzarello » di Torino eseguirono i canti di sacri mottetti; mentre le orfanelle della Casa avevano già fatto sentire le loro fresche voci durante la Messa della Comunità.

Alle 11, autorità, invitati, rappresentanze, passarono nel bel salone-teatro per la cerimonia inaugurativa, seguita anche all'esterno, nel cortile affollatissimo, per un collegamento di altoparlanti.

Furono le care orfanelle ad aprire il trattenimento, liete di essere le eredi e le continuatrici del piccolo ospizio aperto dalla Santa con le due bimbe orfane da lei raccolte all'inizio del suo apostolato.

Seguì il discorso ufficiale di Don Favini, il quale, prendendo lo spunto dalla parola evangelica « In verità vi dico, che se costoro tacessero, griderebbero le pietre », disse ciò che quelle pietre, portate un giorno in generosa gara fin lassù, avevano da narrare: esultanza per le prime Vestizioni e Professioni, per le ripetute visite di Don Bosco; ma anche povertà, fatiche, umiliazioni, eroismi d'immolazioni quotidiane. Ricordò la triste ora della chiusura e le parole scritte dalla Santa Madre alle lontane Figlie Missionarie: « Povera Casa! non possiamo pensarvi senza una spina al cuore! » per concludere: «Oggi, quella spina è tolta dal suo cuore, da quello dell'Istituto e anche dal cuore del Paese». Le vecchie mura che portavano scritto: « Questa è la casa dell'amor di Dio », riscattate, ampliate, abbellite con le privazioni e i sacrifici di tutte le Case dell'Istituto, si aprono riconsacrate dalla carità, ad accogliere, nel nome della Santa le orfane dei Carabinieri caduti nel compimento del dovere, per essere scuola e palestra di virtù.

Prese poi la parola S. E. il Gen. Ferrari che, letto il telegramma di adesione dell'On. Bubbio, sottosegretario degli Interni, espresse il suo conforto nel trovarsi in tanta elevatezza di virtù, di preghiera, d'innocenza e d'entusiasmo. E a nome di S. E. il Gen. Mannerini, degli alti ufficiali presenti, nonchè della Vedova della Medaglia d'oro Renzini, fatta giungere appositamente, e di tutta l'Arma « Fedelissima », ringraziò le Figlie di Maria Ausiliatrice che avevano voluto celebrare le glorie della Santa Confondatrice, rivolgendosi alle orfane dei Carabinieri. Disse l'ammirata riconoscenza per l'opera delle Suore che, offrendo tutte se stesse sull'altare della Religione, si prodigano con tanta bontà per le figlie di coloro che s'immolarono sull'altare pure sacro della Patria; e concluse col voto vivissimo di poter giungere ad affidare alle Figlie di Maria Ausiliatrice tutte le Orfane dei Carabinieri d'Italia.

Parlò infine l'Eccellentissimo Vescovo, dicendosi lieto che a lui, come Pastore della Diocesi, spettasse di fare gli onori di casa. Ringraziò quindi tutti, Autorità, popolo e in special modo le Superiore che con ingentissime spese avevano fatto rivivere l'antica Casa, in tanta bellezza, per essere tempio di operosa carità. Ed espresse il suo compiacimento per la nuova gemma della Diocesi - S. Maria D. Mazzarello - per la cui intercessione invocava le benedizioni di Dio sulle Suore, sulle orfanelle e su quanti avrebbero aiutato la benefica Opera, sull'Arma dei Carabinieri, sul fortunato popolo di Mornese e su tutti l'Italia.

Il canto «Culla di nostra vita» suggellò l'inaugurazione del Collegio, aperto ormai alla massi dei visitatori, accorsi anche nei giorni seguenti con afflusso crescente, regolato dai Carabinieri, lieti di prestare il servizio d'ordine.

Il solenne triduo.

Nel pomeriggio le folte schiere pellegrinanti si sparsero a visitare i luoghi consacrati dalla Santa. Per le strade, bianche di sole, serpeggianti tra i colli, era come una continua gioconda processione; un risuonare di canti e di lodi, che riecheggiavano, di poggio in poggio, perdendosi lontano.

Anche l'Eccellentissimo Vescovo si degnò compiere la stessa pia visita, accrescendo l'entusiasmo delle pellegrine.

Continuo altresì l'afflusso della gente alla grande chiesa parrocchiale, tappezzata di damaschi, ornata di fiori, risplendente di luci. L'umile figura campeggiava sull'altar maggiore, già testimone dei fervori eucaristici della sua prima Comunione e di tutta la sua giovinezza.

Ai lati, le due grandi tele dei miracoli, e nella navata di destra, il bianco altare innalzatole dalla pietà dei conterranei.

Tutto parlava di Lei, prima ancora che ne parlassero in ogni giorno del triduo i predicatori: alle 16,30, per i pellegrini, il Rev. Parroco di Azzano d'Asti; e alle 20,30, per la gente del luogo, Don Favini. Potenti altoparlanti diffusero lontano, fino a valle, le glorie della Santa.

E ogni sera del triduo, all'imbrunire, uno spettacolo quanto mai bello e singolare: l'illuminazione del Collegio, della casetta nativa, della chiesa parrocchiale sull'alto del colle, e perfino della lontana finestrina della Valponasca, da cui lo Santa ricercava il tabernacolo della sua chiesa, illuminato dal tremulo chiarore delle candele.

Non mancarono, sabato a sera, i fuochi artificiali, lanciati da un poggio presso i Mazzarelli, ad annunciare lontano il messaggio festoso.

La giornata conclusiva.

Domenica 11 maggio potè dirsi veramente giornata trionfale. L'affluenza di popolo fu straordinaria, poiché anche le autocorriere pubbliche, in continuo servizio, portarono a Mornese migliaia di persone. Numerosissimi poi i pellegrinaggi: solo quello Vercellese contava 500 persone. Numeroso pure quello di Vallecrosia, in viaggio fin dalla mezzanotte. Così altri dalla Liguria, e moltissimi dai vari centri del Piemonte.

Ininterrotte le sante Messe, anche al Collegio, in Cappella e sotto il porticato, fino a mezzogiorno.

Il rev.mo Signor Don Bellido, giunto alla vigilia insieme al rev.mo Signor Don Fedrigotti, celebrò la Messa della Comunità, invitando le orfane e i gruppi di pellegrini presenti ad ascoltarla in ringraziamento al Signore per averci fatto dono di una Santa, quale M. Mazzarello.

Anche in parrocchia si susseguirono le sante Messe, e sempre con generale affluenza al banchetto eucaristico.

Alle 8, come nei giorni precedenti, furono i fanciulli del paese a offrire alla Santa l'omaggio delle loro preghiere, accostandosi al santo altare.

E alle 10 si svolse il solennissimo pontificale celebrato da S. E. Rev.ma il Vescovo di Acqui. Ai lati dell'altare e presso la balaustra facevano servizio d'onore Carabinieri in alta uniforme; in banchi riservati avevano preso posto le Autorità, le Rev. Superiore e i congiunti della Santa. Dietro, una massa di folla compatta, che gremiva anche il piazzale e le adiacenze.

La parte musicale venne ottimamente eseguita, a cori alterni, dalle due Scholae cantorum del paese: quella dei giovani sulla cantoria; la femminile, in basso ai piedi dell'altare; chè nessuna delle due volle rinunciare all'onore di cantare in omaggio alla grande Conterranea.

Al Vangelo tenne un ispirato panegirico Don Favini, il quale presentò, a rapidi tocchi, i disegni mirabili della Provvidenza sulla vita di Maria Mazzarello, e soffermandosi sulle parole della Messa della Santa ubi humilitas, ibi sapientia, fece rilevare a quale grado di vera sapienza la portò la sua profondissima umiltà, fino a renderla capace di divenire la cooperatrice di Don Bosco nella fondazione della grande Opera delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Animatissimo il pomeriggio e grande il concorso alle due funzioni, specie a quella presenziata dall'Eccellentissimo Vescovo, il quale, dopo i Vespri pontificali, si degnò suggellare la predicazione in onore della Santa con la sua parola di Pastore e di Padre.

Riepilogatane brevemente la vita, ne mise in rilievo la fede ardente, alimentata dal suo singolare amore al Catechismo. E contrapponendovi la piaga attuale dell'ignoranza religiosa, raccomandò a tutti di imitare la Santa nell'impegno per l'istruzione catechistica, da cui proviene la vita di fede, la vita di grazia e la fioritura di tutte le virtù cristiane.

Dopo la trina benedizione eucaristica, si protrasse a lungo il devoto sfilare dei fedeli per il bacio della Reliquia, fra il canto di sacre lodi.

Fino a tarda sera continuò il movimento giocondo, il lieto allontanarsi delle comitive pellegrinanti e la gioia del popolo in festa.

Il Nunzio Apostolico alle feste di Santa Maria Mazzarello a Padova.

Nella monumentale Pontificia Basilica del Santo, i giorni 2-3-4 maggio si sono svolti, in una cornice di divozione e grandiosità, i festeggiamenti in onore di S. Maria D. Mazzarello.

Le celebrazioni, riuscite solenni per la collaborazione dei Rev.di Padri Minori Conventuali e dell'Istituto Teologico Salesiano di Monteortone, hanno avuto il loro massimo splendore domenica 4, con il solenne Pontificale di S. E. Mons. Francesco Borgoncini Duca, Nunzio Apostolico in Italia, che ha voluto onorare la Famiglia Salesiana con la sua presenza nei tre giorni del Triduo.

Anche il Vescovo Diocesano S. E. Mons. Girolamo Bortignon nella funzione di sabato mattino portò la sua ambita adesione ai festeggiamenti in onore dell'umile Santa Confondatrice, esaltandone l'Istituto che si compiacque di definire: « uno fra gli Istituti moderni più aggiornato nell'educazione della gioventù ».

Il Rev.mo Prefetto Generale Don Renato Ziggiotti volle che il Rev.mo Sig. Don Albino Fedrigotti rappresentasse il Capitolo Superiore; e la Rev.ma Madre Generale, in visita alle case di Germania, si faceva presente con telegramma di materna partecipazione.

La cittadinanza di Padova è accorsa numerosa alla Basilica, specialmente alla sera, per ascoltare la fervida parola di Don Favini e ricevere, con le benedizioni della Santa, quella di Gesù Eucaristico.

La città di Napoli in onore di Santa Maria Mazzarello.

Solennissimi per la magnificenza delle sacre funzioni, per le grandiose esecuzioni corali, per l'artistica ricchezza degli addobbi, e specialmente per il cordiale concorso di Clero, di Istituti religiosi, di popolo, di gioventù festosa e pia, sono riuscite le Feste celebrate nella Parrocchia salesiana del S. Cuore al Vomero, in onore di Santa Maria Mazzarello.

Affollate sempre le Messe solenni, celebrate nei tre giorni dai Superiori salesiani, dagli Ecc.mi Mons. Giovanni Lucato e Mons. Federico Emanuel e da vari prelati della città, nel canto delle quali si succedettero in fervida gara le Scholae cantorum dell'Istituto S. Cuore, delle Figlie di Maria Ausiliatrice e dello Studentato filosofico salesiano di Torre Annunziata.

In ciascuna delle tre sere, l'oratore ufficiale Don Adolfo L'Arco, presentò la nuova Santa quale mirabile esempio di semplicità, di umiltà e di dolcissime virtù familiari.

Complemento alla festa fu la «sala S. Maria Mazzirello » allestita dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, nella quale fecero bella mostra di sè centinaia di lavori svariatissimi, eseguiti con particolare diligenza ed amore dalle alunne della Scuola elementare e media e dell'Istituto Magistrale.

Anche il fulgente sole napoletano si associò alle riuscitissime celebrazioni.

Notizia di famiglia

Il 24 c. m. si raduneranno a Valdocco, all'ombra del Santuario di Maria Ausiliatrice, i Membri del XVII Capitolo Generale della Società Salesiana per cominciare gli Esercizi Spirituali in preparazione alle assemblee capitolari, nelle quali verranno eletti il nuovo Rettor Maggiore e tutti i Membri del Capitolo Superiore. Predicheranno S. E. Rev.ma Mons. Riccardo Pittini, Arcivescovo di S. Domingo e Primate delle Indie, per le istruzioni; S. E. Rev.ma Mons. Salvatore Rotolo, Vescovo di Altamura e Acquaviva delle Fonti, per le meditazioni.

Rinnoviamo caldo invito a tutti i nostri Cooperatori e amici perchè vogliano accompagnare con le loro preghiere i lavori di questo importante Capitolo.

Convegni di Direttori Diocesani, Decurioni e Sacerdoti Cooperatori

MODENA - Fu presieduto da S: E. Rev.ma Mons. Cesare Boccoleri, Arcivescovo Diocesano, che esordì rilevando la necessità dell'organizzazione e dell'unione nel lavoro per le anime.

Erano presenti l'Ispettore Don Paolo Gerli, i diret tori diocesani Can. Giuseppe Pistoni e Can. Giuseppe Malagoli, con oltre settanta parroci e decurioni.

Dopo brevi parole di presentazione dette dal Direttore del locale Istituto, tenne la relazione sulla natura e lo scopo della Pia Unione Don Giovanni Magistrelli, Incaricato Ispettoriale.

Chiuse l'adunanza il sig. Ispettore, ringraziando i presenti e incoraggiandoli a continuare l'opera iniziata.

Nel salone i convenuti poterono ammirare una ben riuscita mostra della Stampa salesiana e dei sussidi didattici per l'insegnamento della Dottrina Cristiana. Al termine del pranzo offerto dall'Istituto parlarono il primo tra gli ex allievi Sacerdoti, il primo dei Decurioni e l'ex allievo sacerdote più giovane.

FERRARA. - Ebbe luogo il 22 aprile. Fu onorato dalla presenza di S. Ecc. Mons. Arcivescovo e presieduto da Mons. Bedeschi, Direttore diocesano dei Cooperatori Salesiani.

Il convegno fu preceduto dalla Messa celebrata dal Parroco di S. Benedetto in suffragio dei sacerdoti cooperatori defunti, dopo la quale il Direttore dei Salesiani di Bologna parlò sul tema: Salviamo la gioventù. Dopo una relazione del Parroco, Don Magistrelli illustrò i compiti del Cooperatore Salesiano nello spirito e negli intenti di Don Bosco.

PARMA - Una ottantina di Decurioni e Sacerdoti Cooperatori tennero il loro convegno il 17 aprile. S. E. Rev.ma Mons. Evasio Colli aderì con entusiasmo e presiedette all'adunanza. Dopo la meditazione predicata dallo stesso Ecc.mo Vescovo, Mons. Del Monte commemorò il centenario del Concilio di Calcedonia, quindi si trattarono temi inerenti alla riorganizzazione dei Cooperatori e al prossimo Convegno di Roma.

A mensa il Direttore dei Cooperatori Don Orsi rivolse ai confratelli un ispirato saluto, e S. E. Mons. Vescovo tenne un'affettuosa allocuzione manifestando commosso il suo attaccamento a Don Bosco e all'Opera salesiana.

CATANIA --- Solenne riuscì il convegno che si svolse il 14 maggio nell'Istituto S. Francesco di Sales.

Intervennero l'Ecc.mo Arcivescovo di Catania, Mons. Guido Bentivoglio, gli Ecc.mi Vescovi di Acireale Mons. Russo Salvatore, e di Ragusa, Mons. Francesco Pennisi, l'Ispettore dei Salesiani

Rev.mo D. Plinio Gugiatti, Mons. Giuseppe Cannarella, Direttore diocesano di Siracusa e circa 150 Sacerdoti.

Prima del convegno i Rev.di Sacerdoti assistettero alla santa Messa, celebrata dall'Ispettore Don Gugiatti in suffragio dei Decurioni defunti.

Rivolse loro elevate, pastorali parole S. E. Mons. Russo.

L'Incaricato Ispettoriale, Don Fasulo, diresse il convegno.

All'illustrazione dei vari temi del prossimo convegno romano parteciparono S. Ecc. Mons. Permisi, l'ispettore Don Gugiatti e altri oratori.

Chiusero il convegno la parola di plauso e la benedizione di Sua Ecc. Mons. Bentivoglio.

Quindi i convenuti parteciparono all'agape fraterna offerta dai Salesiani e rallegrata dalla banda musicale dell'Ospizio Sacro Cuore.

LETTERA DA UN ALTRO MONDO

Corpi lebbrosi, anime belle

Questa mia, senza preamboli ma piena di amor filiale, le porta la buona notizia che l'Ospedale dei lebbrosi si è trasformato in un'oasi di pace, di unione e di carità.

È veramente un Tabor, dove si prega continuamente e con grande fervore: Gesù sacramentato non è mai solo e si soffre amando, con santa rassegnazione. I nostri ammalati sono dei santi.

Abbiamo passato il mese di S. Giuseppe con un fervore straordinario e lo chiudemmo con una bella processione in onore del Santo percorrendo i corridoi dell'Ospedale, guidati dal Cappellano salesiano e cantando lodi. Al termine della processione si bruciarono le lettere che gli ammalati avevano scritto a S. Giuseppe e si diede la benedizione col SS.mo. Nello stesso giorno si prese la fotografia dei nuovi soci dell'Ospedale: gliela accludo affinchè possa vedere qualcuno di quelli che diedero il loro rame per essere buoni in tutto.

Come è buono il Signore con noi! La Settimana Santa fu poi la più bella della Quaresima! Il Giovedì Santo gli ammalati non si coricarono: vegliarono a gruppi per l'adorazione davanti al SS. Sacramento in Parrocchia, dove lo si tenne esposto tutta la notte. Ad ogni gruppo misi uno che facesse da guida e designai le intenzioni per le quali dovevano applicare le preghiere alternandole con canti. Se lei avesse visto le prove e l'entusiasmo che animava ogni ammalato in questi ultimi giorni, senza dubbio si sarebbe commosso e avrebbe benedetto il Signore. Gli stessi ammalati si manifestarono felici e contenti. La Settimana Santa fu nell'Ospedale come un corso di Esercizi Spirituali.

Al Signore è dovuta la trasformazione di queste care anime. Io parlavo loro durante l'ora del Catechismo sulla Passione del Signore con sussidi che mi prestarono all'Asilo, insegnavo loro la vita di Gesù, poi facevo ripetere ora all'uno ora all'altro quanto avevo detto. Credo che non mancasse nessuno e perfino i caidìtos (quelli costantemente a letto) si facevano portare nel salone per poter ascoltare; come pure i ciechi degenti con le loro stampelle si trascinarono la maggior parte alla Parrocchia il Giovedi Santo per fare l'adorazione di due o tre ore durante la notte.

Alle ore quattro e mezzo uscirono gli ultimi dalla chiesa, dopo aver passata quasi tutta la notte pregando e cantando insieme. Il giorno dopo mi parlavano trionfanti e contenti del loro buon portamento e del grande fervore con cui avevano passato tutta la notte davanti al Santo Sepolcro.

Ed ora le dirò che sto bene di salate, che hanno fatto varie riparazioni nell'Ospedale e che tutti quelli dell'Amministrazione si prestano volentieri a tutto. Deo gratias! Mi raccomando alle sue orazioni perchè il buon Dio non mi abbandoni e non permetta che rechi danno all'opera Sua, poichè ho timore di non sapere corrispondere ai suoi innumerevoli favori.

Contratación, 15 aprile 1952. Una Figlia di Maria Ausiliatrice.

Feste Giubilari Salesiane all'Uruguay

Tutto l'anno santo 1951 è stato un susseguirsi di feste per celebrare degnamente i 15 primi lustri di vita salesiana in quella Repubblica.

Il 19 marzo la vestizione clericale dei novizi uruguaiani segnò l'inizio delle commemorazioni offrendo una prova parlante della vitalità dell'opera di Don Bosco.

Il 6 maggio i vetusti muri del santuario nazionale di Maria Ausiliatrice di Villa Colòn esultarono accogliendo il numerosissimo pellegrinaggio di Cooperatori salesiani accorsi, con a capo l'Ecc.mo Nunzio Apostolico, a innalzare alla Madonna di Don Bosco l'inno della gratitudine.

I mesi d'agosto e settembre furono dedicati alle commemorazioni particolari di ogni casa salesiana. Il 22 settembre 1300 soci delle Compagnie della Gioventù Salesiana si congregarono nel santuario di Villa Colòn per vivere l'intensità di una giornata comune di preghiera. Il simpaticissimo settimanale giovanile El Amigo de la Niñez, entrato già nel 46° anno di vita, bandì un grande concorso letterario mariano per tutti i ragazzi dei nostri istituti: i premi furono solennemente distribuiti il 7 ottobre nell'ampio teatro della Casa Ispettoriale da S. E. Monsignor Angelo Muzzolòn, primo Vescovo salesiano uruguaiano, e dal deputato nazionale Dott. Tomàs Brena, direttore dell'importante quotidiano cattolico El Bien Pùblico. Nel Collegio Pio di Villa Colòn, casa natia dei Salesiani nell'Uruguay, si scoperse una lapide di bronzo alla presenza di S. E. Mons. A. Muzzolòn, degli on. senatori e deputati cattolici, del Ministro di Spagna e di rilevanti personalità civili e militari, recante la seguente iscrizione: «Alla carità dei loro Cooperatori devono i Salesiani tutte le loro opere. I figli di Don Bosco dell'Uruguay nell'anno giubilare della loro Ispettoria (1876-1951) ratificano solennemente questa dichiarazione del santo Fondatore e in pegno di gratitudine ai loro generosi benefattori la trasmettono alla posterità in questo bronzo ».

Il programma centrale dei festeggiamenti si svolse nella settimana dal 14 al 21 ottobre, presente il Rev.mo Signor Don Modesto Bellido del Capitolo Superiore, che il compianto Don Ricaldone aveva inviato quale suo rappresentante.

Domenica 14 ottobre alle 8,30 S. E. Mons. Muzzolòn celebrò la Messa nel cortile della Casa ispettoriale per 3100 ragazzi e ragazze, circondato dal « Piccolo Clero », composto di ben 300 chierichetti. Alle ore 10 tenne il grandioso Pontificale l'Ecc.mo Nunzio Mons. Alfredo Pacini.

Dal lunedì 15 al sabato 20 le Sante Messe furono celebrate dai Rr. Provinciali dei Padri Gesuiti, Orionisti, Cappuccini, Baionesi e Salesiani del Brasile e Argentina. Il giorno 16 le Figlie di Maria Ausiliatrice offrirono l'Accademia musico-letteraria, nella quale fu rappresentato, col concorso di undici collegi che formarono un coro di 300 voci, il melodramma Regina Potens. Il giovendì 18 fu dedicato ai genitori dei sacerdoti Salesiani. Al mattino la S. Messa, alla sera l'Accademia. Commovente! Erano presenti la maggior parte dei babbi e delle mamme dei nostri sacerdoti con a fianco i loro figli. Fu distribuita una medaglia a forma di croce con l'immagine di Don Bosco nel centro e, nel rovescio, le parole: Don Bosco ai genitori dei suoi sacerdoti. È facile immaginare la gioia dei babbi e delle mamme, che avevano dato con generosità i loro figli alla Società Salesiana.

Durante questa settimana parecchie stazioni radio di Montevideo, in collegamento, trasmisero alle ore 20 i discorsi di distinte personalità locali su questi argomenti: « Il gusto artistico nell'insegnamento salesiano », «Don Bosco e il lavoro », « Il mondo salesiano visto da un antico allievo », « Messaggio agli antichi allievi salesiani », « Il concetto genuino della cooperazione all'opera di Don Bosco».

Tra i solenni atti accademici che si svolsero in quei giorni merita di essere ricordato quello che si tenne il 20 ottobre, presente l'Ecc.mo Nunzio e le Autorità. Entro la cornice artistica offerta dalle Scholae cantorum « Sancta Caecilia » e « Don Bosco », e dalla rappresentazione lirico-musicale di Sueño y gloria de Don Bosco di Fino-Caudana, l'Ecc.mo Arcivescovo di Montevideo Mons. A. M. Barbieri fece echeggiare l'indimenticabile musica dei suoi nobili concetti in una magistrale conferenza. Quindi una perfetta filoincisione portò all'assemblea e a tutta la famiglia salesiana dell'Uruguay la parola calda e paterna del Sig. D. Ricaldone, dando a tutti i presenti la dolce impressione che il padre si trovasse realmente in mezzo a loro.

Domenica 22 gli Ecc.mi Vescovi celebrarono successivamente la S. Messa ed il Rev.mo Don Bellido lo fece per gli antichi Allievi rivolgendo loro commosse parole.

Alle ore 10 ebbe luogo la solenne parata salesiana per le principali vie di Montevideo verso il monumento di J. A. Artigas, l'eroe massimo della nazione uruguaiana.

Un'equipe di auto-radio apriva e seguiva il corteo esaltando le benemerenze dell'opera salesiana. Seguendo la radio, una carovana di 120 automobili e 30 pullman vistosamente ornati di bandierine portava i bimbi delle nostre scuole elementari e le loro famiglie. Subito dopo sfilavano le allieve delle Figlie di M. A. con le loro divise e bandiere. Seguivano i diversi battaglioni degli Exploradores Don Bosco nella loro simpatica fierezza, e gli allievi di tutti gli istituti salesiani con le loro divise, tra i quali era facile distinguere gli allievi delle scuole Professionali in tuta da quelli delle scuole Agricole che sfilavano a cavallo accompagnati dal personale docente. Chiudevano il corteo gli antichi Allievi che, in grande numero facevano guardia d'onore a una enorme bandiera nazionale sopra la quale la moltitudine lanciava fiori. Nella Plaza Independencia i 5000 ragazzi e gli ex allievi circondarono l'Ecc.mo Nunzio e gli Ecc.mi Vescovi, Ispettori e Direttori per rendere omaggio all'eroe nazionale.

Alle 13,30 si radunarono 450 ex Allievi per partecipare alla cordialissima agape di fraternità.

Le feste giubilari compresero una mostra salesiana e la benedizione della prima pietra del nuovo santuario di Don Bosco a Colón (Montevideo); e si chiusero solennemente coll'ordinazione sacerdotale di 10 Diaconi uruguaiani a ricordo dei 10 Salesiani mandati da Don Bosco all'Uruguay 75 anni prima.

Anche le due camere dei senatori e dei deputati, come il ministro del Lavoro, resero ufficialmente omaggio al lavoro svolto dalla Società Salesiana in questi 75 anni.

Il sacrificio compiuto da San Giovanni Bosco 75 anni fa privandosi della collaborazione dei suoi figli più cari e abili, quali il Card. Cagliero, Mons. Lasagna, Mons. Costamagna, ha portato frutti mirabili. Oggi l'Ispettoria Uruguaiana può vantare di aver dato 7 Vescovi alla Chiesa e 18 Ispettori alla Congregazione, oltre numerosi missionari. I 10 Salesiani giunti nel 1876 oggi sono 500 tra figli e figlie di Don Bosco, e lavorano in più di 40 case, dove si formano quasi 20.000 anime giovanili, ricche promesse per il domani della Chiesa e della Nazione.

Cronaca del Santuario

Pellegrinaggi.

In tutto il mese di maggio è stato un continuo affluire di devoti pellegrini alla Basilica. Nominiamo solo i pellegrinaggi che si sono dati in nota e ci limitiamo a un elenco schematico per diffonderci poi alquanto sulla festa solennissima del 24 maggio.

1° maggio: Pellegrinaggio da Montichiari (Brescia), Berlinghetto (Brescia), Abbiategrasso (Milano), Roccabruna (Cuneo), Parrocchia S. Nereo di Milano, Carugate (Varese), Crosio (Como).

3 maggio: Nese (Bergamo).

4 maggio: Patronesse Oratorio Agnelli, Gioventù Femminile di A. C. Torinese con intervento di S. Em. il Card. Arcivescovo, Tradate (Varese), Courmayeur (Aosta), Ex allievi Casa Madre, Pellegrini dall'Austria.

6 maggio: Torre Valgorrera, Suore e Infermiere Ospedale Psichiatrico di Varese, Bamberga (Baviera).

7 maggio: Castel Visconti (Cremona).

8 maggio: Pianfei (Cuneo), Loria (Treviso), Seregno (Milano), Boralberg (,Austria), Torre Pallavicina (Bergamo), Lissone (Milano), Garzigliana (Torino), Ronsecco (Vercelli), Padova.

10 maggio: Giovani Istituto Agnelli (Torino), Istituto Caprini (Codogno-Milano), Buttigliera (Torino).

11 maggio: Festa di S. Maria Mazzarello. Pontifica l'Ecc.mo Mons Arduino. Numerosissimi fedeli e molti pellegrinaggi: da Desozzo (Varese), Baveno (Novara), Baldissero, Adrara S. Rocco (Bergamo), Collegio S. Agostino di Pavia, Serralunga (Cuneo), S. Angelo Lodigiano, Pavia, Naviglio (Milano), ecc.

14 maggio: Scuola Media Statale di Como, Istituto Villa S. Giuseppe di Anzano del Parco (Como), Gambolò (Pavia).

15 maggio: Inizio della novena: in tutto il giorno ci fu grande movimento di pellegrini: Dame Patronesse di Borgo S. Paolo, Mortara (Pavia), Roddi di Alba (Cuneo), Menconico (Pavia), Sala Baganza (Parma), Calolziocorte (Bergamo), S. Rocco di Monsaldo, Istituto Salesiano Conti Rebaudengo.

16 maggio: Patronesse Oratorio della Crocetta-Torino.

17 maggio: Anniversario Incoronazione di Maria Ausiliatrice. Novizi Salesiani di Villa Moglia e di Monteoliveto, Istituto della Presentazione di Como.

18 maggio: Ostaggio mariano della parrocchia di Maria Ausiliatrice. Patronesse Oratorio Agnelli-Torino, Parrocchia Salesiana S. Agostino di Milano con Messa cantata in rito ambrosiano, Blevio (Conio), Camere (Verona).

21 maggio: Collegio Salesiano di Lanzo.

22 maggio: Omaggio del 1° Oratorio Festivo e benedizione della nuova bandiera, Parrocchia Salesiana di Parma, Parrocchia Ss. Stimmate di Torino, Operai della « Ceat Cavi », Mirabello (Alessandria), Casalbuttano (Cremona).

24 maggio: Numerosi gruppi di pellegrini dal Piemonte, dalla Lombardia, dalla Liguria, ecc.

25 maggio: Operai Fiat « Sima », da Lissone (Milano), Busto Arsizio (Varese), Clusone (Bergamo), Monza (Milano), Villata (Vercelli).

26 maggio: Gadiasco (Pavia).

27 maggio: Agrate Brianza (Milano).

28 maggio: Bussoleno (Torino), Darfo (Brescia).

29 maggio: Solero (Alessandria), Canale (Cuneo), Remondò (Pavia), Barolo (Cuneo), Abbiategrasso (Milano), Turate (Como).

La Novena Nazionale.

Non possiamo tacere di una iniziativa che servì a dare alla novena un'impronta di particolare fervore. Ci riferiamo alla Novena Nazionale a Maria Ausiliatrice indetta dalle Donne Cattoliche Torinesi. Nel proclama diramato in tutta l'Italia si leggeva, tra l'altro:

« Le Donne Cattoliche Torinesi, quanto mai convinte di non essere di fronte a nemici da abbattere, ma ad anime di fratelli da salvare, e che la conversione è sempre opera soprannaturale e divina, hanno deciso di riprendere una iniziativa del tutto religiosa che ebbe, quasi un secolo fa, un risultato ed un'affermazione splendida nella storia della pietà italiana. Nel maggio del 1864 il giornale L'Unità Cattolica di Torino, indiceva una Novena Nazionale di preghiere e di buone opere a " Maria Ausiliatrice dei Cristiani " per la " conservazione di Pio IX ", in un momento particolarmente acuto della questione romana.

» Sul giornale venivano anche spiegati egregiamente i motivi della Novena. Le ragioni portate dall'autorevole foglio cattolico si fondavano, in sostanza, sul fatto che la divozione a Maria Santissima sotto il titolo di " Ausiliatrice " era la devozione in cui storicamente e liturgicamente aveva preso espressione e forma la dottrina del PATROCINIO UNIVERSALE E SOCIALE DELLA MADONNA, e che perciò, in un momento tanto grave, nessun cattolico poteva dispensarsi dall'invocarla come Aiuto della Chiesa.

» Si adducevano a prova i miracolosi interventi di Maria a Lepanto (1571) a Vienna (1683), a Fontainebleau (1814), ecc.

» Ora, considerando che la Festa

di Maria Ausiliatrice, festa di diritto romano e papale, cade proprio alla vigilia delle elezioni romane, le Donne Cattoliche Torinesi, col pieno consenso e coll'entusiastica adesione di tutte le Presidenti diocesane delle Donne di Azione Cattolica di tutta Italia, - consenso espresso a Roma nel recente Convegno Nazionale - si fanno promotrici di una Grande Novena Nazionale di preghiere, di sacrifizi e di opere buone a Maria Ausiliatrice da intensificarsi nel Triduo e soprattutto nel giorno della Festa, il 24 maggio ».

" Il lavoro fatto con Dio e per Dio, è opera umana, che si trasforma in opera divina. È preghiera ". PIO XII.

Festa di Maria Ausiliatrice.

Nel pomeriggio della vigilia la Basilica e le adiacenze prendono l'aspetto delle grandi solennità. Alle 17 si svolgono i solenni Vespri pontificati da Mons. Arduino, il Vescovo missionario recentemente espulso dalla Cina.

Scesa la notte, i fedeli e i pellegrini vanno aumentando. Una folla grande si riversa sulla piazza; i tram portano continuamente visitatori e devoti; all'imbocco di piazza Maria Ausiliatrice appare allo sguardo uno spettacolo superbo e commovente. Tutta la facciata del Tempio con la cupola e la statua di Maria SS. è uno scintillio di luci multicolori, bel simbolo della gloria dell'Ausiliatrice irradiata dal suo Santuario nel mondo. I fedeli che riempiono la piazza formano una fiumana che fluisce dentro e fuori della Basilica, movendosi ordinata, in religioso raccoglimento. Sono pellegrini, molti dei quali vengono da paesi lontani, per passare la notte in preghiera nella Basilica, dove tutto è stato preparato perchè la Veglia santa trascorra pia e fruttuosa. Mentre la banda musicale dell'Oratorio eseguisce in piazza scelti pezzi di musica, preghiere e canti si diffondono nell'interno del Santuario splendente di luci. Sul mare di teste domina dall'altar maggiore l'effige miracolosa dell'Ausiliatrice, mentre dal pulpito e dall'altare si alternano i sacerdoti a pregare e a celebrare le lodi della Madonna di Don Bosco.

Decine e decine di confessori intanto nel tempio, nella sacrestia, nella chiesa di S. Francesco di Sales passano la notte nell'esercizio del loro santo ministero.

A mezzanotte sale per le navate, il canto sublime del Magnificat e il Parroco, con fervida parola, suscita in tutti i cuori sentimenti di viva pietà e divozione. Incomincia quindi la celebrazione delle sante Messe che continua a tutti gli altari fino al mezzogiorno della festa. S'inizia così anche uno spettacolo che commuove e allieta nel Signore, quello delle sante Comunioni, che non hanno tregua. Non furono meno di 29.000 le Comunioni distribuite, la vigilia, la festa e la domenica seguente: un vero plebiscito di fedi e d'amore a Gesù.

Alle 4,30 Messa solenne, alle 7 Messa del Rev.mo Don Albino Fedrigotti del Capitolo Superiore. Alle 8 celebra S. E. Mons. Arduino.

Con grandiosa solennità e intenso commozione spirituale si svolge alle ore 10 il Pontificale di S. Em. il Card. Maurilio Fossati, amatissimo nostro Arcivescovo. Dall'orchestra si spandono ondate di musica e di canto che commuovono profondamente i cuori della folla che occupa ogni minimo spazio della Basilica, mentre gli altoparlanti diffondono le celestiali armonie sulla piazza e nei cortili dell'Oratorio. Al termine della funzione, quando la folla sciama fuori del tempio, un cielo terso e azzurro con uno splendido sole accresce in tutti la gioia e il fervore.

Alle 15 e alle 16,30 hanno luogo solenni funzioni per i pellegrini che gremiscono ininterrottamente la Basilica. Alle 18,30, mentre S. E. Mons. Arduino celebra i Vespri pontificali, ha inizio la processione solennissima. Le formazioni dei partecipanti che si sono ammassate a Valdocco, nella loro varietà, danno ai cortili dell'Oratorio l'aspetto di una vasta e vivace fiorita. Al momento fissato il corteo si snoda e sfila in mezzo a due fitte ali di folla. Preceduti dalle rispettive bandiere e alternandosi alle otto bande musicali, passano le fanciulle degli Oratori e dei Collegi, i giovani degli Oratori e degl'Istituti, le orfane e gli orfani, le Compagnie religiose femminili, le Madri Cristiane, le Dame di Maria Ausiliatrice, le Associazioni parrocchiali, le Figlie di Maria Ausiliatrice e molte altre Suore, tra le quali spicca un bel drappello di Figlie del Santo Cottolengo.

S'avanzano quindi i componenti il Piccolo Clero e le insegne basilicali; poi il Clero maggiore, in mezzo al quale procedono i chierici del Pontificio Ateneo portando i labari di altri sessanta Stati in cui è diffusa l'opera di Don Bosco. Seguono i membri del Capitolo Superiore, alcuni Parroci della città e le loro EE. Mons. Bottino, Vescovo Ausiliare, e Mons. Arduino. Procede quindi nello splendore della porpora romana l'Em.mo Card. Fossati. E finalmente, alle 19,40, si muove la statua di Maria Ausiliatrice, sul suo trono di gloria, in mezzo a una profusione di rose, di garofani, di fiordalisi disposti armonicamente. L'effige benedetta rifulge in un'aureola di luci e dal collo e dalle braccia le pendono ricchi monili d'oro. Ai lati carabinieri in alta uniforme le fanno scorta d'onore. Da ogni balcone e da ogni finestra sono grappoli umani in devota attesa del passaggio dell'Ausiliatrice e tutte le vie e le piazze dove passa il sacro corteo rigurgitano di popolo orante e ammirante, mentre la Madonna passa accolta da scroscianti battimani sotto una continua pioggia di fiori. Tra la massa compatta che la segue spicca il folto gruppo degli Ex allievi di Don Bosco che circondano orgogliosi il nuovo gonfalone internazionale.

Quando poi la processione scende in via Cottolengo, il passaggio dalla solenne imponenza del corso all'umile via del dolore, dove attendono schierate le Famiglie della

« Piccola Casa », suscita nei cuori un'ondata di profonda commozione e fiorisce spontanea sulle labbra una supplica: « Vergine Santa, benedite questi poveri vostri figli: confortateli!

Sull'imbrunire la processione ritorna al Santuario. La piazza della Basilica non è più che un mare di teste fin dome appare lo sguardo. A un tratto la facciata del tempio, la cupola, i palazzi attorno si accendono e s'illuminano di mille bagliori e il canto del Magnificat s'innalza al cielo in un fremito di commozione e di entusiasmo indescrivibili. « Ci voleva Don Bosco - viene spontaneo pensare - ci voleva Don Bosco per preparare all'Ausiliatrice simili trionfi! ».

Le bandiere, il Clero e i Prelati rientrano nel Santuario. Tosto gli altoparlanti diffondono le note del Tantum Ergo, annunziando la benedizione eucaristica, che il Cardinale Arcivescovo imparte prima all'interno e poi sulla piazza, divenuta anch'essa un'immensa chiesa.

Più tardi un'ultima funzione per appagare la pietà Ilei fedeli che affollano ancora la Basilica, mentre sulla piazza dà concerto la banda « Card. Cagliero ». Così ha termine la grande festività di Maria Ausiliatrice, riuscita anche quest'anno in modo impareggiabile e quanto mai consolante.

La Domenica 25 maggio pose degno coronamento al mese di Maria Ausiliatrice. Alle 9,30 il parroco Don Gallenca cantò la Messa solenne con assistenza pontificale

Mons. Arduino. Alle 15 Vespri solenni, predica dei ricordi, Te Deum, benedizione eucaristica. Alle 16,3o Vespri solenni, Conferenza ai Cooperatori Salesiani tenuta da Mons. Arduino, Te Deum, Trina benedizione impartita da S. E. Mons. G. B. Pinardi, venerando ex allievo di Don Bosco.

Lunedì 26 maggio le sante Messe e le preghiere furono dirette a suffragio dei benefattori defunti del Santuario e delle Opere Salesiane.

Le esecuzioni musicali.

Durante il stese di Maria, conforme alla consuetudine degli anni precedenti, anche altre Scholae cantorum salesiane resero omaggio alla Vergine Ausiliatrice con l'esecuzione d'una Messa d'autore, di Mottetti complementari e del Proprium missae. Esecuzioni consapevoli, accurate: felice testimonianza della serietà con cui negli Istituti Salesiani sono decorate musicalmente le funzioni sacre.

Il giorno 4 maggio la nostra Schola eseguì la Missa S. Petri del M° De Bonis; il giorno 11 l'Istituto Missionario « Conti Rebaudengo », la Missa Tu es Petrus del M° Vittadini; il giorno 17 il Noviziato Salesiano di Villa Moglia, la Missa decima del M° Pagella; il giorno 18 la parrocchia S. Agostino di Milano (affidata ai Salesiani), la Missa Regina Pacis del M° Vittadini, accompagnando le suggestive cerimonie compiute nel rito ambrosiano; il giorno 22 l'Oratorio Salesiano di Borgo S. Paolo, la Missa Jubilaris del M° Caudana.

I Pontificali delle due solennità 24 e 25 maggio diedero occasione alla Schola del nostro Oratorio, unita ai Chierici Salesiani del Pontificio Ateneo - diretti dal Maestro della Basilica Don Luigi Lasagna e sedendo all'organo il M° Don Michele Pessione - di eseguire con molta perizia la bella e melodica Missa Regina Pacis del M° Huber, nonchè l'efficace mottetto Virgo Mater Christi composto espressamente dal M° salesiano Don Luigi Loss.

Benedizione del Gonfalone internazionale degli Ex allievi.

Il 24 maggio, prima della processione di Maria Ausiliatrice, l'Em.mo Cardinale Arcivescovo benediceva il Gonfalone internazionale della Federazione Ex allievi, alla presenza dei Superiori Maggiori, tra una moltitudine di ex allievi e una selva di bandiere.

Reggevano il Gonfalone i presidenti delle sei case più antiche ed era presente il Consiglio Regionale al completo: il Presidente dott. Vidili, i vice Presidenti avv. Zaccone e prof. Biglia, il Segretario avv. Brusa. Padrino era l'avv. Anselmetti, in veste di vice Presidente Internazionale, in rappresentanza del Presidente.

La nuova bandiera internazionale degli Ex allievi di Don Bosco rese il suo primo doveroso omaggio a Maria Ausiliatrice seguendone la venerata statua in processione. Il secondo grande atto fu quello di essere presente al Congresso Eucaristico Internazionale di Barcellona, scortata dal Presidente Internazionale comm. Arturo Poesio, dal Presidente della Spagna dott. Vinuesa, dal Presidente della Francia dott. Vidal e da altri Presidenti nazionali e regionali, unitamente a uno moltitudine rli Ex allievi.

Il Gonfalone è pregiata opera d'arte, tutto in seta ricamata: vi hanno lavorato due anni le Benedettine di clausura di Chieri, su disegno del nostro confratello Don Ruffini. AI centro domina il bel profilo di Don Bosco fiancheggiato dall'emblema del Papa e della Società Salesiana. Gli Ex allievi sono rappresentati con vari simboli: la frutta, il cervo che si disseta alla fonte, gli uccelli che volano all'albero ristoratore, mentre espressiva figurazione dell'Educatore Salesiano è l'agricoltore. Simbolo dell'internazionalità poi è il mappamondo, su cui domina la basilica di Maria Ausiliatrice cuore del mondo salesiano.

Le Forze di Polizia di Torino nella basilica di Maria Ausiliatrice.

Il giorno 8 maggio le Forze di Polizia di Torino hanno festeggiato solennemente il loro santo Patrono S. Michele Arcangelo nella basilica di Maria Ausiliatrice.

Alle ore 10 giunse Sua Ecc. Mons. Francesco Bottino, Vescovo Ausiliare, ricevuto alla porta della Basilica dal Prefetto Generale Rev.mo Don Ziggiotti, e ossequiato dal Colonnello Ispettore di P. S. del Piemonte e dai Reparti di P. S. schierati sull'attenti nella piazza.

Ebbe quindi inizio la S. Messa, celebrata dallo stesso Ecc.mo Mons. Bottino, alla presenza di S. Ecc. il Prefetto di Torino Dott. Carcaterra, del Questore Dott. Ferrante, del Colonnello Ispettore Conte e di un folto gruppo di Funzionari di P. S. e di Ufficiali dei vari Reparti di

Polizia della città. La navata centrale della Basilica era occupata dalle Guardie di P. S. del Raggruppamento, del 1° Reparto Mobile, della Polizia Ferroviaria e della Polizia Stradale; nel presbitero stavano schierati, ai due lati, il Plotone di Rappresentanza in alta uniforme e un picchetto armato del 1° Reparto Mobile.

Il Cappellano del Corpo, Don Muchetti, ha dato lettura del messaggio inviato a tutta la Polizia Italiana da S. Ecc. Rev.ma l'Arcivescovo Ordinario Militare. Prima della Benedizione l'Ecc.mo Celebrante ha rivolto a tutti gli intervenuti un elevato discorso di augurio e di incoraggiamento per la loro nobile e difficile missione

"Sarà certamente sugli altari "

L'Osservatore Romano " del 17 maggio u. s. dava la lieta notizia che il giorno 16 maggio, al Vicariato di Roma, alla presenza di S, E. il Card. Micara, Vicario di Sua Santità, si apriva il Processo di '' culto non mai prestato indebitamente al Servo di Dio Papa Pio IX. Questo Processo segna la ripresa degli atti già iniziati molti anni or sono per la Beatificazione e Canonizzazione del grande Pontefice.

Se la Chiesa Universale accoglie con grande gioia tale notizia, quanto più deve esultare la grande Famiglia Salesiana, nella fiducia di poter presto vedere adorno dell'aureola dei Santi il grande amico e benefattore di S. Giovanni Bosco! Era tanta la venerazione del Santo per Pio IX che, scrivendo da Roma a Mons. Rosaz, eletto Vescovo di Susa, il 7 febbraio 1878, giorno della morte del grande Pontefice, diceva: " Oggi, circa le 15,30 si estingueva il sommo e incomparabile Astro della Chiesa, Pio IX. Roma è tutta in costernazione e credo lo stesso tutto il mondo. Entro brevissimo tempo, sarà certamente sugli altari! ".

E Pio IX a sua volta aveva nutrito per Don Bosco tanta stima e affetto che, alcuni mesi prima di morire, aveva detto al Card. Parocchi: " Don Bosco è un santo! Mi rincresce di esser vecchio e di non poter cooperare alla sua Beatificazione!''.

Sono le intuizioni delle anime grandi. Iddio ha disposto che si avverasse prima il desiderio profetico di Papa Pio IX con la glorificazione di Don Bosco. Ora i Salesiani e i Cooperatori fanno voti ed eleveranno preghiere perchè presto si avveri anche la profezia di S. Giovanni Bosco per la Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Pio IX

NOTIZIE SALESIANE

Le opere che col vostro appoggio io ho cominciato, non hanno più bisogno di me, ma continuano ad avere bisogno di voi e di tutti quelli che, come voi, amano promuovere il bene su questa terra. DON Bosco ai suoi Cooperatori.

Ambito favore.

Il S. Padre, con decreto della S. Congregazione dei Riti, si è benignamente degnato di concedere l'estensione della festa liturgica del Beato Pio X con relativa ufficiatura a tutta la Società Salesiana. Tale favore è stato concesso sia in vista della devozione profonda al Papato che S. Giovanni Bosco lasciò in eredità ai suoi figli, sia per il fatto che nel 1880 lo stesso santo Fondatore iscriveva Mons. Giuseppe Sarto tra i Cooperatori Salesiani, i quali nel Beato Pio X venerano il primo membro della Pia Unione elevato all'onore degli altari.

La festa ricorre il 3 settembre.

SAN SEVERO (Foggia) - Riconoscenza di autorità e di popolo per i 25 anni di lavoro delle Figlie di Maria Ausiliatrice. - La celebrazione del XXV anniversario dell'inizio dell'apostolato delle Figlie di Maria Ausiliatrice in San Severo ha assunto una eccezionale solennità. Il 23 aprile nella chiesa di San Severino, S. E. il Vescovo Mons. Francesco Orlando benedisse la nuova statua di S. Maria Mazzarello. La domenica 27 solennissima festa di Maria Ausiliatrice e di S. Maria Mazzarello con processione, coronata dalla vibrante parola dell'Ecc.mo Mons Orlando. Significativo il gesto del Commissario Prefettizio, Comm. Baldassarre Virzì, che fece deporre fasci di fiori davanti alle statue dell'Ausiliatrice e di S. Maria Mazzarello, quale omaggio del Comune per l'opera svolta in 25 anni dalle Figlie di Maria Ausiliatrice. Il lunedì 28 S. E. Carcaterra, Sottosegretario all'Industria e Commercio, alla presenza di S. E. Mons. Orlando, di S. E. il Prefetto D'Aiuto e delle autorità cittadine, tagliava il rituale nastro per l'inau= gurazione del nuovo salone-laboratorio dedicato a S. Maria Mazzarello, dovuto alla munificenza di Donna Amelia Trotta, Cooperatrice Salesiana. Seguiva l'accademia col discorso commemorativo, tenuto dal Direttore Diocesano dei Cooperatori Mons. Felice Canelli. Al termine il Direttore dei Salesiani Don Stanco, rivolse un grazie particolare agli Ingegneri Salvatore Celozzi e Nicola Torelli, che avevano prestato la loro opera gratuita per la costruzione del salone. Concluse brillantemente S. E. Carcaterra, inneggiando all'amore cristiano e allo spirito salesiano.

Brasile

LORENA - STATO DI SAN PAOLO. - Dopo un intenso lavoro presso il Ministero dell'Educazione, il Presidente della Repubblica firmava un decreto con il quale creava la Facoltà Salesiana di Filosofia, Pedagogia, Scienze e Lettere a Lorena, presso il Collegio San Joaquim, ove abbiamo il nostro Studentato Filosofico.

Il 12 marzo ebbe luogo la solenne inaugurazione, alla presenza di S. E. il Direttore degli Studi Superiori, prof. comm. Jurandyr Lodi, strenuo propugnatore e difensore delle Facoltà e Università Cattoliche in Brasile, e con l'intervento delle autorità locali e di altre personalità.

Con questa Facoltà Salesiana i nostri confratelli possono ottenere tutti i titoli accademici necessari per esercitare legalmente l'insegnamento nelle scuole medie.

Cina

Popolazione scolastica degli Istituti Salesiani di HONG KONG e MACAO. - A Hong Kong e Macao non ha avuto sosta nè diminuzione la vita degli Istituti Salesiani.

Hong Kong-Shaukiwan ha visto sorgere l'anno scorso come per incanto presso la Salesian Missionary House un vasto fabbricato dalla elegante linea moderna, che già ospita 860 alunni. Di questi 130 sono interni. L'Aberdeen Trade School, di Hong Kong ha 350 allievi interni, per l'apprendimento di un'arte. Ancora a Hong Kong, West Point, la scuola San Luigi conta 1382 alunni, di cui 104 sono interni, e 28 frequentano l'annessa Scuola Tipografica.

L'orfanotrofio Immacolata Concezione di Macao, che fu la prima opera Salesiana in Cina, conta 301 alunni, di cui 231 sono interni.

L'Orfanotrofio comprende scuole elementari, medie e di avviamento professionale. Il collegio Yut Wa di Macao ha 768 alunni, per le classi elementari, medie e superiori. Nella colonia di Macao, presso l'isola delle Coloane, vi è la scuola agricola « Sacra Famiglia » con 48 ragazzi.

A queste opere bisogna aggiungere: a Hong Kong la Salesian Missionary House per la formazione del personale salesiano, con Noviziato (17 novizi), Studentato Filosofico (28 alunni) e Studentato Teologico (14 alunni); a Macao la sezione di aspiranti alla vita salesiana, presso l'orfanotrofio Immacolata Concezione (52 allievi) e, pure a Macao, la Casa per l'Apostolato della Stampa Cattolica, un complesso editoriale che in tempi tanto calamitosi, in meno di dieci anni di vita, ha dato risultati sorprendenti.

Colombia

Il Governo Colombiano, per mezzo del ministro dell'Istruzione Pubblica, S. E. Dott. Raffaele Azula Barrera, ha avuto la bontà di approvare con valore legale per i nostri liceisti il Programma di Studi che gli fu presentato dall'Ispettore Salesiano e di concedere l'approvazione della Scuola Normale che funziona nel nostro Studentato Filosofico di Mosquera.

Il direttore nazionale dell'Educazione Secondaria, Dott. Giorgio Buendìa N., nel trasmettere il Decreto di approvazione al signor Ispettore, dirigeva ai Salesiani queste nobili parole:

La Direzione Secondaria si è interessata con sollecitudine a risolvere favorevolmente la richiesta avuta, perchè non ignora che la Comunità Salesiana, nella classe più bisognosa del nostro popolo, compie un lavoro veramente trascendentale ai fini dell'educazione cristiana.

» Sia questa l'occasione per manifestare alla S. V. Rev.ma che il Ministero di Educazione riconosce nell'Opera di S. Giovanni Bosco uno degli aiuti più efficaci per l'educazione nella nostra Nazione.

» Il Sistema Salesiano, basato interamente sullo spirito della cristiana carità, che è l'essenza della dottrina di Cristo, non fu e non sarà superato.

» Siamo quindi lieti di offrire alla Società Salesiana un mezzo di più per continuare nella sua Opera, con l'augurio che il Programma di studi riconosciuto dal Governo dia agli Educatori Salesiani abbondanti frutti, e serva a rendere sempre più efficace il lavoro in cui essi e noi siamo interessati ».

MISSIONI salesiane

S. E. Mons. Arduino presenta ai Cooperatori raccolti nella Basilica di Valdocco la situazione dell'Opera Salesiana in Cina.

Permettete, benemeriti Cooperatori e benemerite Cooperatrici, permettete a questo Vescovo Missionario che dovette abbandonare forzatamente la sua Diocesi, che fu scacciato dalla Cina comunista come un criminale, che invece di parlare dell'Opera Salesiana in generale, vi parli del lavoro che i Salesiani hanno compiuto in Cina, delle loro sofferenze durante la persecuzione che infierisce e delle speranze che continuano a nutrire per l'avvenire.

Nel 1906 un piccolo drappello di Salesiani guidati dall'allora Don Luigi Versiglia, arrivava a Macao sulle coste dell'immenso Impero Cinese e cominciava un piccolo orfanotrofio. Nel 1918 la S. Congregazione di Propaganda Fide affidava alla Congregazione Salesiana la missione di Shiuchow con un territorio più grande del Piemonte e con una popolazione di circa 3.000.000 di abitanti. In questa Missione, eretta a Vicariato Apostolico nel 1922 e a Diocesi residenziale nel 1946, lavorarono con zelo i Salesiani; e Mons. Versiglia nel 1930 confermò il loro lavoro con un glorioso martirio, poichè fu assassinato da briganti comunisti mentre col giovane sacerdote Don Callisto Caravario andava a visitare il distretto di Lin-chow. Durante l'ultima guerra altri tre nostri confratelli perirono tragicamente, dimostrando che il Missionario è sempre pronto a dare la vita per il bene delle anime.

Nel 1924 i Salesiani furono chiamati a dirigere un orfanotrofio nella grande metropoli di Shanghai. Nel 1927 andarono a Hong Kong e da allora tutte le grandi città della Cina chiesero l'opera dei figli di Don Bosco per l'educazione della gioventù. Prima dell'occupazione comunista lavoravano in Cina circa 300 Salesiani, di cui un centinaio cinesi. Nel noviziato avevamo 2o novizi tutti cinesi e nei tre aspirantati di Shanghai, Pekino e Macao oltre 200 aspiranti si preparavano alla vita salesiana e missionaria.

Nel 1949 l'armata comunista invase tutta la Cina continentale e da allora cominciò una persecuzione sistematica della Chiesa Cattolica e anche le nostre opere vennero travolte dalla bufera. Persecuzione delle più terribili che ricordi la storia della Chiesa, perché i nemici di Dio in Cina non vogliono fare dei martiri, ma distruggere la Chiesa facendo degli apostati e dei traditori. Cominciarono col togliere ogni libertà di azione ai Missionari concentrandoli in alcune residenze di città e obbligandoli all'inazione, mentre la maggior parte dei nostri cristiani che vivono nella campagna rimasero senza assistenza religiosa. Ci tolsero poi i migliori mezzi di apostolato: le scuole e le opere caritative. Mandarono nelle scuole i loro propagandisti che dovevano creare cellule comuniste tra i giovani per prepararli a chiedere al governo la chiusura della scuola o che ne facesse una scuola governativa. Si vide allora quanto il sistema educativo di Don Bosco avesse ottenuto tra la gioventù cinese. In nessuno dei nostri grandi collegi furono i giovani a chiedere la chiusura delle scuole o l'espulsione dei Salesiani; anzi furono questi giovani che difesero fino all'ultimo i loro educatori preferendo la prigione piuttosto che cooperare con i comunisti alla distruzione delle nostre opere.

Dopo le scuole, le opere caritative. I pagani sono attirati alla Chiesa dalla carità dei Missionari e delle Suore. La Chiesa in Cina era stimata e amata dal popolo appunto per queste opere; e i nemici di Dio, volendo distruggere la Chiesa, ce le tolsero dalle mani, cercando di gettare disonore e fango sulla Chiesa, sui Missionari e sulle brave Suore che dirigono tali opere. Nella nostra missione di Shiu-chow i miei predecessori Mons. Versiglia e Mons. Canazei avevano creato un bel centro di opere caritative: la casa della Santa Infanzia ove le Figlie di Maria Ausiliatrice ogni anno salvavano decine di poveri bimbi che la povertà dei genitori faceva abbandonare, due orfanotrofi, un ospizio per le cieche, un ospizio per i vecchi, e numerosi dispensari ove i poveri che non avevano il necessario per comperarsi le medicine venivano a essere curati dai Missionari e dalle Suore. Nell'aprile dell'anno scorso emissari della locale polizia comunista entrarono in questi nostri Istituti e con l'inganno spaventarono i poveri ricoverati obbligandoli a sottoscrivere accuse inverosimili contro i Missionari e le Suore, accuse che essi firmarono senza capirle; ed era poi commovente vedere vecchi, orfani e cristiani venire a inginocchiarsi davanti ai Missionari e alle Suore a domandare perdono se per paura avevano sottoscritto delle accuse contro di loro. In un pubblico giudizio alla presenza di 20.000 persone furono lanciate contro le brave Figlie di Maria Ausiliatrice che dirigono queste opere di carità le accuse più incredibili. Dissero che in due anni esse avevano ucciso 452 bambini per toglier loro gli occhi e il cuore da mandare in Italia per la confezione di medicine; le accusarono di aver trattato male i bambini e i vecchi, di aver fatto propaganda anticomunista, accuse che si ripeterono in tutta la Cina. Le Suore e i Missionari furono imprigionati e dopo tre mesi gli Europei furono espulsi come delinquenti comuni, due Figlie di Maria Ausiliatrice cinesi furono obbligate a continuare in mezzo a gravi difficoltà e umiliazioni il loro lavoro nell'Ospizio dei vecchi diretto dai comunisti, una terza fu condannata a 5 anni di prigione solamente perchè non volle accusare il suo Vescovo e le sue Superiore, e anche nella prigione continua le sue opere di apostolato aiutando e consolando le prigioniere ammalate e istruendole nel catechismo.

Gesù disse: « Percutiam pastorem et dispergentur oves gregis ». Per distruggere la Chiesa in Cina i comunisti vollero mandar via i Missionari Europei, ma non come europei per non creare delle complicazioni internazionali, non come Missionari per far vedere che vi è libertà di religione; ma per tutti i Vescovi e i Sacerdoti inventarono un delitto qualunque per poterli imprigionare e scacciare dalla loro patria di adozione. Nell'immensa Repubblica Cinese, secondo le ultime statistiche, non sono rimasti più di mille Missionari, dei quali 800 circa sono o in prigione o a domicilio coatto. Chi vi parla fu accusato di attività antigovernative perchè a tempo mise sull'avviso i propri sacerdoti e i propri cristiani sui pericoli della chiesa nazionale che i comunisti intendevano creare per giungere a dominare e distruggere la Chiesa. Fu in prigione per sei mesi e poi condannato all'espulsione « in perpetuo » dalla Cina.

Come ultimo passo della persecuzione per distruggere la Chiesa i comunisti cinesi l'anno scorso cominciarono il movimento della triplice autonomia della chiesa cinese. Fecero pressione sui Vescovi e sul Clero cinese perchè si separassero da. Roma e formassero una chiesa nazionale cinese, ben sapendo che la Chiesa Cattolica, se è separata dal Sommo Pontefice, non ha bisogno di essere perseguitata, ma cade di per se stessa. Il Clero cinese si mostrò degno della stima che la S. Sede gli aveva dimostrato quando nel 1946 aveva creato la Gerarchia Cinese. Vescovi e Sacerdoti preferirono di andare in prigione, di essere mandati via dalle loro chiese e dalle loro case, di vivere nella più assoluta miseria, piuttosto che tradire il Sommo Pontefice ed entrare nella nuova chiesa scismatica. Oltre 300 sono i Sacerdoti Cattolici in prigione: parecchi sono già morti in carcere; altri, usciti dalla prigione, dovettero essere ricoverati in case di cura per malattie mentali. Le continue torture morali subite nella prigione e durante gl'interrogatori avevano fatto perder loro la testa. I nostri bravi sacerdoti salesiani cinesi dimostrarono quanto fosse il loro attaccamento alla Chiesa e alla Congregazione. Fu uno di loro che cominciò a Shanghai la resistenza al movimento della triplice autonomia della chiesa. In una riunione di sacerdoti e di cattolici influenti il governo comunista propose ai presenti di firmare una dichiarazione in cui velatamente era inclusa l'adesione alla chiesa nazionale e la separazione da Roma. Mentre alcuni, non avendo capito la portata del documento o per paura stavano per firmare, questo giovane sacerdote, ordinato appena da un anno, si alzò e coraggiosamente gridò in mezzo al silenzio più assoluto: «Non possiamo firmare. Firmando questo documento siamo già separati dalla Santa Sede, siamo già nella chiesa scismatica » . Nessuno firmò e l'assemblea fu sciolta. Questo caro Sacerdote, ritornato a casa, disse al suo superiore: « Sono sicuro che questa notte comincerà la prigione per me, ma sono contento perchè ho difeso l'onore del S. Padre e l'unità della nostra Chiesa Cattolica ». Nella notte una camionetta si fermò davanti al nostro Istituto, questo sacerdote fu prelevato dalla polizia e ancor oggi non sappiamo dove sia. Altri 9 sacerdoti salesiani, di cui 2 europei, sono in prigione per l'unico delitto di essere sacerdoti cattolici e di non voler tradire quanto hanno di più caro: la Chiesa e la Congregazione. Un altro nostro sacerdote cinese che conosce le prigioni comuniste perchè vi fu già per cinque mesi, sapendo che ero stato espulso e che sarei venuto in Italia, mi scrisse: « So che V. E. andrà a Roma e vedrà il Papa. Dica al S. Padre che noi sacerdoti cinesi siamo pronti a ritornare in prigione, a soffrire qualunque tortura e anche la morte piuttosto di separarci da Roma e di tradire la nostra fede ».

Dopo due anni di persecuzione, tutto il lavoro compiuto in quasi mezzo secolo dai Salesiani in Cina è completamente distrutto ? No, non è distrutto perchè i nostri cristiani e i nostri giovani continuano, pur in mezzo a gravi difficoltà e pericoli, a essere costanti nella fede. Il nostro lavoro è semplicemente paralizzato. Le nostre scuole, gli orfanotrofi ci furono tolti, i sacerdoti furono imprigionati o espulsi, ma il bene fatto rimane. In tutta la mia vasta Diocesi rimangono solo più un sacerdote europeo e sei sacerdoti cinesi, di cui due in prigione e quattro sorvegliati dalla polizia. Le nostre chiese furono cambiate in magazzini o in teatri; la nostra cattedrale a Shiu-chow, ove sono sepolti i miei predecessori - il Vescovo martire Mons. Versiglia, e Mons. Canazei - fu cambiata in una sala da ballo. Il lavoro missionario è praticamente fermo, ma questa persecuzione siamo sicuri che darà nuovo vigore al lavoro missionario in Cina. Passata la bufera, torneranno i Missionari al loro campo di lavoro, e forse suonerà l'ora del trionfo della Chiesa Cattolica in Cina.

Un bravo Vescovo che, nonostante la sua tarda età, subì la prigionia e l'espulsione dalla Cina, mi diceva: « Il Signore sta servendosi del demonio per fare l'ultima aratura nel suo campo in questo immenso territorio cinese. Quando torneremo, troveremo il campo ben preparato e potremo gettare a larghe mani il buon seme di Cristo ».

Benemeriti Cooperatori e benemerite Cooperatrici, affrettate con le vostre preghiere questa ora del trionfo di Cristo in Cina. Permettete che a nome di tutti i nostri Missionari chieda a voi tutti molte preghiere per coloro che soffrono nelle carceri, per i nostri cristiani che devono sostenere lotte tremende per essere fedeli alla Chiesa, e per tutti i Missionari raminghi e dispersi. Pregate che presto finisca la persecuzione e che possiamo ritornare sul campo del lavoro per proseguire il nostro ideale di lavorare fino alla morte per la salvezza dei nostri cari fratelli cinesi.

Da " L'Osservatore Romano " del 28 maggio 1952:

Sacra Congregazione dei Riti. -- Questa mattina 27 maggio 1952, nel Palazzo Apostolico Vaticano si è adunata la S. Congregazione dei Riti ORDINARIA, nella quale gli E.mi e Rev.mi Signori Cardinali ed i Rev.mi Prelati Officiali hanno discusso sulla introduzione della Causa di beatificazione dei Servi di Dio: LUIGI VERSIGLIA, Vescovo di Caristo, Vicario Apostolico di Shiu-chow, e CALLISTO CARAVARIO, ambedue della Pia Società Salesiana di S. Giovanni Bosco, uccisi in odio alla fede, in Cina nel 1930.

L'Ausiliatrice ai suoi divoti

Il 17 maggio è cominciato l'anno di preparazione alle feste cinquantenarie della Pontificia Incoronazione della taumaturga Immagine di Maria SS. Ausiliatrice.

" Gente di poca fede, ci sono qui io! ". - Mi trovavo a Torino per ragioni di lavoro quando mi giunse un telegramma con queste parole: « Parti subito: Gabriella sta male ». Presi il primo diretto per Roma e alla sera appresso raggiunsi la mia bambina all'ospedale di Latina.

Si trattava di una bambina di due anni e per la sua tenera età il caso era proprio disperato. Il dottore non mi nascose la gravità del male: polmonite con attacco di meningite e sospetto di altre gravi complicazioni.

Con una fede che non posso descrivere mi rivolsi a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco, nei quali ho sempre avuto grande fiducia, misi le due immagini sul guanciale e promisi che avrei pubblicato la grazia.

II giorno appresso, mentre con mia moglie facevo compagnia alla bambina, che sembrava dovesse lasciarci da un momento all'altro, posai lo sguardo sull'immagine di Don Bosco e vedendolo con quel dolce sorriso e con le mani congiunte sul petto, ebbi l'impressione che dicesse: « Gente di poca fede, ci sono qui io! ».

Feci notare a mia moglie quella mia impressione e anche lei si sentì incoraggiata ammirando quel sorriso rassicurante in mezzo a tanta tristezza.

È con la meraviglia di tutti quelli che conoscevano il grave stato della bambina, dopo pochi giorni la portai a casa guarita.

Riconoscente ringrazio i miei cari Santi e adempio la mia promessa.

Latina.   ARTURO RAVAZZOLO.

Cadde da un'altezza di 6 metri. - Un giorno nel nostro collegio di Tulua (Colombia) si giocava una partita di Basket-ball in occasione della visita dei giovani d'un altro collegio. L'entusiasmo era tale che tutti gridavano per incoraggiare i giocatori per cui parteggiavano. A un tratto un ragazzo di 10 anni che assisteva con molti altri dal 1° piano, per veder meglio si sporse dalla ringhiera, perdette l'equilibrio e cadde da un'altezza di 6 metri sul cortile d'asfalto. Quelli che lo videro provarono un brivido di spavento.

Il Catechista quando vide il ragazzo precipitare gridò: « Maria Ausiliatrice, salvatelo! »... E il miracolo ci fu. Il ragazzo fu raccolto come morto e portato all'ospedale, ma poco dopo si svegliava un po' scompigliato e si guardava attorno con un'aria un po' trasognata, ma perfettamente sano. Il giorno seguente lo si vide di nuovo a giocare fra i compagni.

Nella stessa città si sta costruendo un tempio a Maria Ausiliatrice. Parecchie volte il sacerdote incaricato parlando con qualche cooperatore ha detto: « Il debito d'oggi è tanto... » e altrettante volte per una via o per un'altra è arrivata quella somma. Quello che ha meravigliato tutti è la precisione e prontezza dell'aiuto della Madonna. È evidente che vuole soccorrere le sue opere, e corrispondere alla fiducia di quanti sono impegnati in quella costruzione.

Colombia.   RODRIGO A. DIAZ, S. d. B.

*

*

Il medico disse: " Dio ha fatto ciò che la scienza non poteva fare". -- Eravamo diretti all'Australia, quando, nel passaggio del mar Rosso, il mio bimbo di due anni, già soggetto a forme bronchiali, fu colpito da attacchi così forti che lo ridussero in fin di vita.

I due medici di bordo disperavano della guarigione e l'esito negativo delle loro visite, comunicato tacitamente fra loro, non rimase ignoto neppure a me. Provai allora un senso di terrore e di disperazione al pensiero che, se il mio bambino fosse morto, lo avrebbero gettato in quell'orribile tomba che è il mare.

Ma poi la certezza che Dio non abbandona mai, ricondusse me e mio marito alla realtà della preghiera e della speranza. Misi sotto al cuscino di Emilio una reliquia di S. G. Bosco, avuta dalla Superiora delle Figlie di Maria Ausiliatrice, e incominciai subito a recitare la novena promettendo di pubblicare la grazia e di inviare un'offerta per le Opere salesiane.

Non so da quanto tempo eravamo immersi in preghiera, quando sentimmo la cara voce di Emilio che ci chiamava: « Mamma, papà!». I suoi occhi avevano riacquistato vita ed espressione, e sorrideva tranquillo.

Uno dei medici che aveva assistito alle nostre preghiere, disse: « Dio ha fatto ciò che la scienza non poteva fare ».

Nella piena della riconoscenza sciolgo il voto fatto, pregando il grande santo Don Bosco e S. Maria Mazzarello a continuarci la loro protezione.

Tirano Cologna (Sondrio).

MARIA PANIZZA.

Salvo per miracolo. - Giorni fa, mentre viaggiavo in motocicletta sulla strada provinciale VigevanoMede, nei pressi di Lomello, appena passato il ponte dell'Agogna, improvvisamente sbucava da una stradicciola laterale sulla mia destra un'altro motociclista. Nessuno dei due potè impedire l'investimento: l'urto inevitabile avvenne e rimasi privo dei sensi. Ripresi conoscenza all'ospedale di Mede mentre mi medicavano. Ero stato ricoverato con prognosi riservata e sospetto di frattura alla base cranica, che fu accertata alla radiografia dopo una settimana di degenza. Ora sono guarito perfettamente. Maria SS. Ausiliatrice e Don Bosco mi hanno fatto la grazia.

Li invoco ancora con fede per altre grazie che desidero ardentemente e di cui la mia famiglia ha tanto bisogno. Invio offerta.

Mede Lom. (Pavia).   Rag. PIERO FREDDI.

" Tre malviventi armati e mascherati ci sbarrarono la strada". - Il giorno 5 febbraio, mentre sulla mia auto, con a bordo mia moglie, i due miei figliuoli di età tenerissima, e una mia cognata con una bambina di due anni, ci recavamo a Tolve in provincia di Potenza, sulla strada da Gravina a Irsina, alle 19, essendo già buio, in una forte salita, tre malviventi armati e mascherati ci sbarrarono la strada e senza esitare, iniziarono una grandinata di proiettili di armi belliche.

Invocammo l'aiuto di Dio, della Madonna e di Don Bosco. Fummo rapinati, ma per miracolo risparmiati.

Mi crivellarono la macchina da tutti i lati; i vetri andarono in frantumi; alle chiavi del quadro era appesa una medaglina di S. Giovanni Bosco con a tergo l'effige della Madonna Ausiliatrice che fu colpita e deformata da un proiettile; i nostri cappotti e vestiti bucherellati; invece noi, sei vite umane, illesi.

Don Bosco, il protettore della gioventù, il Santo che aveva ammansito i trecento corrigendi della Generala, corresse le mani dei rapinatori nel puntare le armi.

Dio, per intercessione di S. G. Bosco e di Maria Ausiliatrice, ci ha elargito il più grande dei miracoli.

Montegiordano Marina (Cosenza).

GIUSEPPE FIORDALISI di FRANCESCO.

Dopo la novena a Don Bosco funzionano bene anche le macchine! -- Mio marito aveva impiantato un nuovo macchinario nella speranza di dare sviluppo al pastificio gestito da molti anni.

Tutto sembrava in ordine e a detta dei tecnici si sarebbe dovuto ottenere un regolare funzionamento del macchinario ultimo tipo. Intanto i giorni passavano con nostro grave danno e gli ingranaggi continuavano a star fermi contrariamente al parere degli operai e degli ingegneri che in ripetuti sopraluoghi trovavano ogni cosa al proprio posto.

Mi venne allora l'ispirazione di rivolgermi con una novena e la promessa di una offerta a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco. Al termine della novena quale non fu la mia gioia quando mio marito volle provare ancora una volta e constatò il regolare funzionamento del nuovo pastificio!

Ora tutto procede con ordine e regolarità.

Gratissima adempio la promessa e chiedo la pubblicazione della segnalata grazia.

Lercara Friddi (Palermo).

ROSINA PALAZZOLO FAVARO.

" Sparò un colpo di fucile che mi colpì in pieno ".

Trovandomi a raccogliere mele su di una pianta di mia proprietà, un cacciatore molto imprudente, vedendo muoversi dei rami e delle foglie, sparò un colpo di fucile che mi colpì in pieno dalla cintola in su e specialmente al viso. Restarono confitti pallini ovunque, anche all'apparato visivo dell'occhio destro, dove un pallino è tuttora nascosto.

Il mio pensiero corse subito a S. Giovanni Bosco, venerato con particolare divozione nella mia Parrocchia, e lo invocai chiedendo salvezza e guarigione. Ricoverato all'ospedale di Chiavari, venni diligentemente curato, ma dal pericolo corso e dalle gravi complicazioni previste mi strappò la mano di S. Giovanni Bosco. Per atto di profonda gratitudine desidero sia pubblicata la grazia e invio offerta.

PIETRO BARATTINI.

NOVENA A MARIA SS. AUSILIATRICE

CONSIGLIATA DA SAN GIOVANNI Bosco PER OTTENERE GRAZIE E I AVORI.

1. Recitare per nove giorni: tre Pater, Ave, Gloria al SS. Sacramento con la giaculatoria: Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento; e tre Salve Regina a Maria SS. Ausiliatrice con la giaculatoria:

Maria, Auxilium Christianorum, ora pro nobis.

2. Accostarsi ai Santi Sacramenti.

3. Fare un'offerta, secondo le proprie possibilità, per le Opere Salesiane.

4. Avere molta fede in Gesù Sacramentato e in Maria SS. Ausiliatrice.

BEATI I MORTI CHE MUOIONO NEL SIGNORE

SALESIANI DEFUNTI:

Sac. GUIDO BALDISSERO, da Trezzo Tinella (Cuneo), † a Corrientes (Argentina) il 13-II-1952 a 74 anni.

Sac. GIORGIO HERRAN, da Bogotà (Colombia), † a Bogotà il 28-x-1950 a 72 anni.

Sac. GIACOMO RESSICO, da Palestro (Vercelli), † a Piossasco (Torino) il 18-II-1952 a 66 anni.

Sac. GREGORIO LEON, da Vergara (Colombia), † a Silvania l'8-x-1951 a 64 anni.

Sac. LUIGI FRANCESCO ALEMAN PACHECO, da

Granada (Nicaragua), † a Granada il 3-XII-1951 a 50 anni.

Sac. EMANUELE A. PASSALACQUA, da Bernal (Argentina), † a Buenos Aires il 28-X-1951 a 39 anni.

Sac. IGINO MANASSERO, da Camagna (Alessandria), † a Piossasco (Torino) il 12-III-1952 a 31 anni.

Coad. MELCHIORRE ZECCA, da Branzone (Parma), † a Santiago del Cile il 21-1-1952 a 75 anni.

Coad. SAMUELE ROJAS, da Mongua (Colombia), † a Ibaguè il 13-VII-1950 a 73 anni.

COOPERATORI DEFUNTI:

Card. ALESSIO ASCALESI, Arcivescovo di Napoli, morto l'11-V-1952.

All'alba triste dell' 11 maggio le campane della chiesa dell'Incoronata di Capodimonte davano al popolo napoletano la notizia che l'amato pastore dell'Archidiocesi, dopo sei mesi di malattia e di indicibili sofferenze, aveva lasciato la terra per il cielo.

L'ultimo funzione solenne cui aveva preso parte era stato il solenne funerale di trigesima in suffragio del nostro compianto Rettor Maggiore in S. Maria La Nova il 20 dicembre p. p.; aveva voluto dare questa prova di solidarietà alla famiglia salesiana nel momento del dolore, come si era unito a noi nei momenti più lieti della vita della nostra Congregazione. Dopo alcuni giorni, durante le feste natalizie, si metteva a letto per non più rialzarsi.

Quando sembrava doversi ripigliare, aveva già accettato l'invito per presenziare alla solenne funzione di chiusura delle feste che ebbero luogo a Napoli nello scorso febbraio in onore della nostra santa Maria Mazzarello; l'acuirsi del male glielo aveva impedito.

Dire dell'affetto di cui il Card. Ascalesi circondava la Congregazione salesiana e l'ammirazione che egli nutriva per Don Bosco, non è cosa facile. Volle partecipare a tutte le feste per la beatificazione e la canonizzazione che ebbero luogo a Roma, a Torino e a Napoli e dispose che nell'occasione delle feste della canonizzazione a Napoli tutte le chiese dell'Archidiocesi vi si preparassero con un triduo solenne.

Accettava con gioia tutti gli inviti per partecipare alle nostre feste di famiglia negli Istituti di Napoli e dintorni ed era listo soprattutto quando poteva intrattenersi con i fanciulli dei nostri Oratori, per i quali nutriva una tenera predilezione.

Suo vivo desiderio era che si potesse aprire un Oratorio nel suo paese nativo Casalnuovo di Napoli.

I funerali furono un vero plebiscito e un vero trionfo e videro dietro la lacrimata salma, insieme con le autorità e una immensa fiumana di popolo, le centinaia di giovani degli Istituti Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice, invocanti il premio eterno per l'anima dell'amato Padre e Pastore.

GIUSEPPE avv. PERLO, † a Torino a 61 anni.

La scomparsa dell'avv. Perlo ha lasciato un vuoto incolmabile nella Federazione e nel cuore di tutti gli Ex allievi.

Compenetrato profondamente dello spirito salesiano, visse la sua giovinezza c virilità donandosi, si può dire ogni momento, per la sua Unione della Casa Madre prima, dove fu presidente per 27 anni, e per la Federazione poi, come Presidente Regionale e vice Presidente Nazionale.

L'avv. Perlo è stato per il movimento Ex allievi come una istituzione: col suo cuore, con la sua parola, con i suoi scritti, che avevano le risonanze più care della vita salesiana, ha beneficato, bonificato e tonificato tutte le Unioni, tutti i convegni e tutte le manifestazioni a cui partecipò.

Spezzato nella vigoria dei suoi 61 anni, ha lasciato la traccia marcata e profonda della sua missione di figlio di Don Bosco, di padre di famiglia, di professionista esemplare, di cittadino integerrimo.

Trentadue anni di operosità, di sacrificio, di apostolato - realizzazione palpitante ovunque ha gettato il seme fecondo delle vocazioni di autentici Ex allievi - ci fanno acclamare e benedire alla sua dolce figura, così ricca di carismi salesiani e così matura per il paradiso.

La Società Salesiana gli serberà imperitura riconoscenza anche per la preziosa opera da lui svolta quale presidente dell'Istituto Salesiano per le Missioni.

Mons. ANSELMO CECERE, Vicario Generale di Gaeta, † il 20-XI-1951.

Fu benefattore dell'Opera Salesiana fin dai suoi inizi a Gaeta. Professore al Seminario, avviò agli studi, alla virtù e alla pietà centinaia di leviti. Direttore spirituale di una larga schiera di anime, consigliò e diresse molte vocazioni religiose. Lascia a tutti esempi di bontà e di santo zelo.

Mons. GIUSEPPE Nob. GASPARINI Arciprete di Mercatello (Pesaro), † il 28 aprile 1952 a 87 anni.

Alunno nel Seminario Pio-Lateranense a Roma, nel 1887, pochi mesi innanzi la sua Ordinazione Sacerdotale si era incontrato con Don Bosco ricevendone la benedizione con autografo su immagine di Maria Ausiliatrice.

Gelò l'iscrizione di cooperatori e cooperatrici salesiani; avviò i giovanetti agli Istituti dei Figli di Don Bosco ed ebbe la gioia di vederne qualcuno divenire membro della Società Salesiana.

Donna MARIA ADELAIDE. PINTO MACHADO, † a Rio de Janeiro il 30-III-1952 a 73 anni.

La sua vita fu un esempio di profonda, illuminata pietà, e di spirito di sacrificio. Sempre dimentica di sè per sollevare le altrui sofferenze, ha lasciato la preziosa eredità di quarant'anni di intelligente e fecondo apostolato lavorando nascostamente per le Missioni Salesiane del Rio Negro, Madeira e Uaupes con una dedizione veramente materna e ammirevole. Si estinse come lampada illuminando e ardendo; il suo ultimo pensiero fu un atto di amore di Dio e un ricordo per le opere che tanto amò.

DOMENICA SEITA nata TRESSO, † a Barbania il 22-IV-1952.

Donna di preclare virtù cristiane, devotissima dell'Ausiliatrice e di San Giovanni Bosco, fu zelante cooperatrice dell'Opera salesiana e si disse fortunata di poter donare il figlio Don Giuseppe alla Congregazione.

LUIGI DORIGUZZI ROZZO, † a Danta di Cadore il 20-IV-1952 a 79 anni.

Nobilitò la sua lunga vita di cristiano fervente con la preghiera, il lavoro e le opere di carità. Donò alla sua parrocchia un altare marmoreo dedicato a Don Bosco e fu generoso benefattore delle Figlie di Maria Ausiliatrice, tra le quali gioì di poter annoverare anche una sua cara figliuola.

GIOVANNA NOVARESE, † a Fontaneto Po (Vercelli) il 18 gennaio 1952, a 68 anni.

Vera Cooperatrice Salesiana, per lo spirito e l'abbondante e nascosta carità. Tra l'altro, a lei si deve una delle colonne marmoree per l'ampiata basilica di Maria Ausiliatrice, offerta dal suo tenero amore alla Vergine SS., che le fu colonna di sostegno in vita, e ausilio dolcissimo in morte.

SUCCO MARIA CATTANEO, † il 4-III-1952 a Pieve del Cairo (Pavia).

Sposa esemplare, fece scopo di tutta la sua vita le opere di bene. Ebbe un'unica ambizione: assecondare il marito, ex allievo, affezionatissimo alla Congregazione Salesiana. Con lui ne zelò la conoscenza e l'amore fattivo.

ALTRI COOPERATORI DEFUNTI:

Abbi Antonio - Avanzato Giovanni - Barbero Miglio Angela - Barruffaldi Claudia - Barzaghi Carlo - Bianchini Lorenzo - Bonfitto D. Angelo - Botto Federico - Brendolan Brigida - Brumana Pietro - Calderoni Adele - Camerota Resasco Maria - Colombo Giuseppe - Colturi G., Cometto Anna - Compagni Elena - Dalcin Vittoria - D'Alessandro col ing. G. B. - Danelon Antonio fu Vito - De Franco Giovanni - Dell'Antonio Emilia - Fuzzi Secondo - Gamma prof. G. M. - Galdusera Fulvio - Gheller Andrea - Gianni Assuntina - Gualtieri D. Arturo - Kroselburger Maria - Lieta Giovannina - Lucini Ersilia - Marengoni Rosa maestra - Martini Germano - Martini Maria v. Cucciotti - Mele Valentini Teresa - Mensa Luigi - Merlo Antonio - Morgantini Pietro - Mosconi can. D. Giuseppe - Pelino D. Giuliano - Perini on.le sen. Carlo - Povoleri Francesco - Rimoli D. Giuseppe - Riva Teresa - Tamiozzo Angelo - Termine G., Vacca Clara - Vercelli Alfredo - Verelli Arcangela.