A.LXXVI•N.15   BOLLETTINO SALESIANO   1° AGOSTO 1952

A ROMA

L'invito al Convegno romano è stato accolto col più fervido entusiasmo da tutti i centri della Pia Unione in Italia e all'Estero.

Numerosi Cooperatori e Cooperatrici si preparano a rappresentare degnamente a Roma i centri ispettoriali che hanno curato l'organizzazione con convegni locali di Direttori Diocesani, Decurioni e Incaricati, presieduti quasi ovunque da Ecc.mi Arcivescovi e Vescovi con i Superiori Salesiani.

All'avanguardia gli Ex allievi che, in convegni regionali e locali, hanno svolto un'attiva propaganda.

L'amore alla Chiesa, la devozione al Papa, il fascino di Roma cristiana fanno superare disagi e sacrifici anche ai più modesti Cooperatori e alle più umili Cooperatrici.

Per tutti i Cooperatori e per tutte le Cooperatrici i partecipanti faranno la professione di Fede nella Basilica di San Pietro, al termine della Messa che il nuovo Rettor Maggiore celebrerà, l'ii settembre, all'altare del Beato Pio X, iscritto tra i Cooperatori personalmente da San Giovanni Bosco.

E nell'udienza che coronerà le celebrazioni giubilaci, protesteranno per tutti la tradizionale devozione e fedeltà al Vicario' di Nostro Signore Gesù Cristo, già augusto Protettore della triplice Famiglia Salesiana nel fastigio della sacra Porpora.

Avranno pure il conforto di esprimere alla Vergine Ausiliatrice la divozione ardente di tutti i Cooperatori, quando potranno assistere alla Messa che l'Em.mo Card. Micara, Vicario di Sua Santità, celebrerà nel tempio di Maria Ausiliatrice il 12 settembre.

Il sabato 13 settembre rappresenteranno tutti alla Messa d'Oro dell'Em.mo Cardinal Protettore, Benedetto Aloisi Masella, nella nostra Basilica del Sacro Cuore e pregheranno Sua Eminenza a fare la consacrazione della Pia Unione al Cuore dolcissimo di Gesù.

Nel corteo pontificio del 1858 San Giovanni Bosco si chinava a raccogliere fiori gettati a profusione al Sommo Pontefice Pio IX al termine dei solenni riti pasquali. Nei tre giorni del Convegno romano i Cooperatori e le Cooperatrici deporranno fiori di preghiere, di Comunioni e di sante Messe sulla tomba del grande Papa, auspicando il felice esito della sua causa di Beatificazione, e sulle tombe dei successori Leone XIII, Benedetto XV e Pio XI, che tanto amarono e beneficarono l'opera salesiana.

Alla commemorazione ufficiale del 750, che sarà tenuta dal Sindaco di Torino, Avv. Comm. Amedeo Peyron, e alle relazioni degli illustri Oratori, S. E. Mons. Angrisani, S. E. l'On. Jervolino, S. E. l'Ing. Sen. Modesto Panetti, il Sen. Domenico Magri, si infervoreranno nel programma di apostolato tracciato da Don Bosco.

E alla benedizione della pietra angolare del tempio che Roma innalzerà al Santo accenderanno la fiaccola della carità operativa per trasmetterne l'ardore al cuore dei Cooperatori e delle Cooperatrici che li attenderanno al loro ritorno.

Il Convegno romano concorrerà così alla realizzazione della visione profetica di Papa Pio IX: « Già mi par di vedere non solo famiglie, ma paesi e città intere farsi cooperatori salesiani ».

Il "BOLLETTINO SALESIANO" ha 75 anni!

La notte del 6 dicembre 1876 Don Bosco, trovandosi nel collegio di Lanzo, ebbe uno di quelli che egli umilmente soleva chiamare sogni. In esso gli apparve il suo caro discepolo Domenico Savio negli splendori della gloria del Paradiso e gli parlò a lungo e di cose molto importanti. A un tratto il Santo lo interrogò sul futuro.

-- E per ciò che riguarda la Congregazione che cosa mi dici?

- Riguardo alla Congregazione - rispose il Beato - sappi che Iddio ti prepara grandi cose. Per essa l'anno venturo sorgerà un'aurora di gloria così splendida che illuminerà come un lampo i quattro angoli del mondo, dall'oriente all'occidente, dal mezzodì al settentrione. Grande gloria è per lei preparata...

Il biografo commenta: « Infatti si levò in quell'anno sull'orizzonte della Chiesa la Pia Unione dei Cooperatori Salesiani e spuntò il Bollettino Salesiano, due istituzioni che dovevano portare da un capo all'altro della terra la conoscenza e la pratica dello spirito di Don Bosco (M. B., vol. XII, 596).

Senza entrare in merito al significato della profezia di Domenico Savio, noi benediciamo il Signore per la missione di bene che l'organo della Famiglia Salesiana ha potuto compiere nei suoi quindici lustri di vita.

Il Bollettino Salesiano fu iniziato da Don Bosco nel mese di agosto del 1877. Da due anni usciva già dalla tipografia dell'Oratorio di Valdocco un periodico quasi mensile intitolato Il Bibliofilo Cattolico, che dava notizia delle edizioni salesiane e di altre pubblicazioni particolarmente utili al clero e alla gioventù; ma solo nell'agosto del 1877 il Santo lo trasformò radicalmente facendone l'organo di informazione e di formazione dei cooperatori della Società Salesiana, conservando però l'antico titolo unito al nuovo. Apparve così Il Bibliofilo Cattolico o Bollettino Salesiano Mensuale. Pochi mesi dopo, col 1° gennaio del 1878 compariva il titolo che doveva acquistare tanta popolarità: Bollettino Salesiano.

Il 4 febbraio di quello stesso anno 1877, Don Bosco radunava i Salesiani nella Cappella di S. Francesco di Sales e faceva loro questa comunicazione: « Si è stabilito un bollettino che sarà come il giornale della Congregazione perchè sono molte le cose che si dovranno comunicare ai cooperatori. Sarà un bollettino periodico, come un legame fra i cooperatori e i confratelli salesiani ». Don Bosco dunque intendeva lanciare per mezzo del Bollettino le sue idee di apostolato, sia per incoraggiare gli altri a lavorare con lui o a imitarlo, sia per far conoscere le sue opere e invitare i buoni a soccorrerle.

Questi i principi della pubblicazione che ha raggiunto il suo 75° di vita, e che costituisce un. geniale mezzo d'informazione e di formazione all'apostolato salesiano. Ogni annata forma un volume: 75 volumi, una piccola biblioteca. Basta prendere in mano qualsiasi annata e sfogliarla per scoprirvi un vero tesoro di notizie, articoli, fotografie, ricco documentario della storia della Congregazione e della Chiesa. Tutti i passi che hanno portato la Congregazione Salesiana al presente sviluppo vi sono indicati: vi si parla di ogni nuova casa, dei momenti più salienti nella vita di ciascuna di esse, dei salesiani che hanno contribuito con il loro lavoro a quello sviluppo; sono pure segnate le attività dei Cooperatori sotto la guida dei loro Decurioni e Direttori Diocesani.

Vi si leggono anche notizie che riguardano lo sviluppo economico dei vari paesi, la storia della Chiesa nelle sue vicende lieti e tristi. Soprattutto le innumerevoli relazioni missionarie sono una miniera di informazioni storiche, etnologiche, missionologiche di un'importanza che è facile comprendere. La nota poi più simpatica di tutto questo documentario è l'universalità delle relazioni che giungono da ogni parte del mondo, anche se ogni edizione del Bollettino, nelle varie lingue, si occupa più diffusamente delle cose di una nazione o di un dato gruppo linguistico. Abbiamo qui l'immagine dell'universalità della Congregazione, che si estende sotto ogni cielo, con felice mescolanza di appartenenti a varie nazioni fra i suoi lavoratori, riuniti nell'amore di Don Bosco e delle anime.

Il Bollettino Salesiano, nelle diverse lingue, si fa eco o promotore d'ogni sorta di attività missionaria per stimolare la carità dei buoni a favore degli operai evangelici ; ora si fanno note le glorie della Chiesa nei suoi novelli santi; spesso si richiamano date memorabili o episodi inediti della vita di Don Bosco; abitualmente si parla del culto di Maria Ausiliatrice nel mondo e si narrano i favori ottenuti dai suoi divoti, rubrica questa tra le più ricche e interessanti.

Non mancano le relazioni di grazie ottenute per intercessione dei nostri Servi di Dio, delle cui cause di Beatificazione e Canonizzazione si informano di quando in quando i lettori. Nè si dimenticano gl'insigni benefattori e, cooperatori defunti, dei quali si mettono in rilievo le virtù e le benemerenze. Insomma è un panorama di vita cristiana e salesiana, presentata mensilmente per dire a tutti la soddisfazione del lavoro compiuto, e insieme per rendere conto ai benefattori di quello che si sta facendo con i mezzi (la loro somministrati ed esprimere ai medesimi la gratitudine dell'intera Congregazione.

E questi annunzi si rinnovano senza interruzione e si spargono in centinaia di migliaia di copie nelle lingue principali del mondo, e anche in lingue meno conosciute, talvolta pure in foglietti stampati alla buona in tipografie di fortuna. Così la novella del bene fatto e da fare arriva dovunque sia un amico di Don Bosco che voglia sentirsi unito alla Famiglia salesiana per cooperare a svolgere il programma di salvezza lanciato dal santo Fondatore. Il quale, povero com'era, e tanto bisognoso di soccorsi, per sostenere le opere che aveva tra mano, volle che il Bollettino si mandasse gratis, a tutti. Gli sembrava suo dovere informare i suoi collaboratori dell'impiego che egli faceva del denaro ricevuto, e perciò voleva che giungesse loro a sue spese l'omaggio di questa pubblicazione. Ognuno può vedere quanto essa debba costare; chè, se sul principio usciva in numero ridotto di copie, ora raggiunge le centinaia di migliaia di esemplari. La sola edizione italiana ha una tiratura normale di circa 290.000 copie e consuma più di tredici tonnellate di carta al mese. Eppure i Cooperatori salesiani non hanno mancato di corrispondere generosamente a questo gesto di Don Bosco, il quale fu sempre persuaso che il Bollettino si sarebbe pagato da sè, fin tanto chi i cooperatori sapessero quale impiego faceva del denaro che essi gli mandavano.

Infatti, ai suoi collaboratori più intimi, fin dal 10 agosto 1877 faceva rilevare: « Il fine del Bollettino è di fare conoscere le cose nostre più che si può, e farle conoscere nel loro vero senso. Questo ci servirà per ottenere soccorsi, attirando l'affetto delle persone alle nostre istituzioni... Tale periodico sarà il sostegno principale di tutte le nostre Opere».

Far conoscere quello che faceva a pro della gioventù per incoraggiare i buoni ad aiutarlo e a imitarlo, ecco che cosa voleva Don Bosco con il suo Bollettino. Nè gli sfuggì il bene positivo che la lettura del Bollettino avrebbe fatto nelle famiglie e in mezzo al mondo. Diceva: « Una volta, per esempio, nel Bollettino si invitano tutti a insegnare il catechismo ai ragazzi, mostrandone l'utilità e il modo pratico; un'altra si raccomandano i nostri collegi; in un numero si parla dell'Esercizio di Buona Morte mettendone in rilievo la bellezza e indicando la maniera di farlo; in un altro numero si invita agli Esercizi Spirituali, o si insiste sulla necessità di spargere buoni libri. Quali effetti faranno tali proposte in bel modo e all'amichevole! ».

Qui Don Bosco si manifesta precursore dell'Azione Cattolica, quale lo riconobbe il suo grande ammiratore Pio XI. Ecco la spiegazione del pensiero del Santo quando faceva del cooperatore salesiano un sinonimo di buon cattolico: egli voleva chiamare a raccolta tutti i volonterosi per esortarli a fare il bene in tutti i modi, secondo le possibilità di ciascuno, infervorandoli a cooperare all'apostolato universale della Chiesa. Anche in questo Don Bosco fu all'avanguardia e i suoi figli in questi 75 anni hanno cercato di camminare sulle sue orme, con l'unica aspirazione di portare il loro piccolo contributo al trionfo del regno di Dio nel mondo.

Il Convegno generale piemontese della Gioventù Salesiana a Torino

Città Vaticano, 2 giugno 1952.

Augusto Pontefice paternamente invoca su numerosi soci Compagnie gioventù salesiana costì convenuti preparazione celebrazioni centenarie Compagnie religiose fondate da San Giovanni Bosco et Beato Domenico Savio larga effusione divini lumi et aiuti affinchè da opportuno convegno sia riaffermata volontà mantenere Associazioni spirito loro santi Fondatori ed incremento vita fervorosamente cristiana et alacremente apostolica mentre di cuore invia dirigenti et ascritti confortatrice propositi propiziatrice assistenza celeste implorata apostolica benedizione.   MONTINI, Sostituto.

Attività organizzative dei Cooperatori

Gli incaricati locali dei Cooperatori in varie Ispettorie d'Italia si sono raccolti sotto la guida dei loro rispettivi incaricati ispettoriali, per trattare il programma di ripresa organizzativa dei cooperatori, e la partecipazione al Convegno di Roma in settembre. Si discussero i problemi seguenti: Iscrizioni alla Pia Unione, aggiornamento indirizzi del Bollettino Salesiano, Convegni Diocesani di Decurioni, vocazioni religiose e sacerdotali, preparazione al Convegno di Roma, organizzazione di zelatori e zelatrici, nomine di Direttori Diocesani, conferenze salesiane.

L'Ispettoria Lombardo-Emiliana è all'avanguardia con una ventina di Convegni Diocesani di Direttori e Decurioni, onorati quasi tutti dalla presenza degli Ecc.mi Arcivescovi e Vescovi. Altri convegni si ebbero in varie altre regioni d'Italia. Queste riunioni, sempre cordialissime, lasciano una grata impressione nei convenuti, tutti sacerdoti in cura d'anime, perchè sentono quanta ispirazione sappia comunicare lo spirito di Don Bosco, per un apostolato sempre più attivo e illuminato. Lo stesso Em.mo Card. Schuster volle trattenere brevemente gli intervenuti al Convegno di Milano, parlando loro dello spirito che animava S. Giovanni Bosco, e che vuol essere pure lo spirito di ogni buon sacerdote.

Gli Ex Allievi Salesiani

nella ricorrenza del 75° della Pia Unione dei Cooperatori, hanno risposto all'appello offrendo il più cordiale concorso all'incremento e allo sviluppo della terza Famiglia Salesiana. Il rev.mo sig. Don Seriè ha presieduto parecchi consigli regionali, insieme col Presidente Internazionale Grand' Uff. Arturo Poesio, dando il più fervido impulso alle iscrizioni e alla partecipazione al Convegno di Roma. I Presidenti regionali e locali, sotto la direzione del Segretario Internazionale, si son fatti interpreti, presso le rispettive Unioni, delle direttive di Don Bosco e dei suoi Successori, promuovendo una larga propaganda che fa affluire all'Ufficio Centrale numerose richieste di diplomi. I rev.mi Ispettori con i Delegati ispettoriali e locali coordinano con zelo la cooperazione salesiana in tutte le Unioni.

Anche le Figlie di Maria Ausiliatrice

seguendo le raccomandazioni della rev.ma Madre Generale e le direttive delle Ispettrici, svolgono un efficace apostolato. In vari istituti, come in quello di Maria Ausiliatrice, in Torino, hanno promosso conferenze speciali alle alunne degli ultimi corsi per far conoscere la Pia Unione ed illustrare le norme di iscrizione. Ad Acqui hanno messo il loro Istituto « Santo Spirito» anche a disposizione degli Ex allievi e dei Cooperatori; e, la sera del 31 maggio, ne hanno attratto oltre un centinaio, soli uomini, alla conferenza del Segretario Generale che, l'indomani, vide la chiesa gremita di Ex allievi ed Ex allieve, Cooperatori e Cooperatrici, alla funzione di apertura del Convegno annuale. Tutte le Ex allieve sono state invitate a procurare iscrizioni alla Pia Unione e rappresentanze al Convegno di Roma.

FESTEGGIAMENTI CENTENARI ALLA CASA MADRE DI VALDOCCO

Il giorno 15 giugno si svolse nel nuovo teatro della Casa Madre, la celebrazione del primo Centenario della Chiesa di San Francesco di Sales. L'Accademia musico letteraria si aprì alle ore 20 davanti al folto pubblico, con questa presentazione, che figura sul programma:

ALLA CHIESA DI SAN FRANCESCO DI SALES INAUGURATA A VALDOCCO IL 20 GIUGNO 1852 LA CASA MADRE DELL'ORATORIO DI Sl VENERANDA RELIQUIA AMOROSA CUSTODE OGGI CONDUCE RIVERENTI LE NUOVE GENERAZIONI PERCHÈ LA ASCOLTINO RIEVOCATRICE DEI MEMORANDI EVENTI SUSCITATI DA Dio ALLE ORIGINI DELL'OPERA DI SAN GIOVANNI Bosco. PREDILETTA DAL PADRE. QUALE PRIMOGENITA DELLE SUE SACRE COSTRUZIONI I FIGLI DA TUTTI I CONTINENTI QUI IN ISPIRITO CONVENUTI NEL PRIMO CENTENARIO LA SALUTANO MADRE DELLE CHIESE SALESIANE.

Dopo alcuni canti, magistralmente eseguiti dalla Schola cantorum dell'Oratorio, alternati da concerti della banda strumentale e da opportune declamazioni, prese la parola Don Favini, che espresse in forma smagliante e ricca, di sentimento il significato della celebrazione, rievocando i fasti gloriosi dell'antica e simpatica Chiesetta Centenaria.

Seguì la rappresentazione di un bozzetto di D. Uguccioni, che fece rivivere sulla scena - rappresentante la Chiesa, a fianco della casa Pinardi, come appariva cento anni fa - il clima eroico e vibrante di quella giornata memoranda, con la suggestiva riesumazione dei canti di quei giovanetti, su parole e musica di San Giovanni Bosco.

Concluse la bella accademia il prefetto generale, sig. Don Ziggiotti, che riprendendo il pensiero svolto dal Santo Fondatore nella prima predica tenuta nella nuova Chiesa, esortò i giovani a considerarsi templi vivi dello Spirito Santo, e a conservarsi tali con la pratica della virtù.

I nostri Cooperatori troveranno un'eco dei sentimenti espressi in questa lieta celebrazione, nella lirica che riproduciamo e che venne recitata con spontanea grazia da un giovane studente.

Salve, chiesetta umil, oggi festosa

i tuoi cent'anni compi, e ancora tu le braccia, veneranda madre annosa, apri a schiere di balda gioventù.

Linda nel tuo candore, sorridente

di materna bontà, le braccia un dì apristi a gaia folla, che irrompente al cenno di Don Bosco ti riempì.

*

Da quel giorno in cent'anni quanta messe di spiritual conquista offrì al tuo cuor! Madre di mille chiese ch'Egli eresse, quante educasti al Cielo, anime in fior!

Nei momenti d'angoscia, lo sconforto

del suo gran cuor Don Bosco a te svelò. Fra le tue braccia, in dolce estasi assorto il giovinetto Savio un dì pregò.

*

Fra le tue mura squallide il prodigio discese, in varie forme a rifiorir; del Cielo a quel terribile vestigio le tue irrequiete folle trasalir.

*

Madre di Santi, impresa primogenita

del nostro grande Padre e Fondator,

più bella oggi mi appari, e assai più fulgida di quante eresse il Genio costruttor.

*

Oggi che d'anni onusta e di benefici doni, ti volgi indietro a rimirar, fasti di santità, sogni profetici,

tu sola - oggi avverati - puoi narrar.

*

Deh, con legittima gioia intona il canto che la più degna voce un dì innalzò: « Grande mi fece il Dio tre volte santo, che all'umile sua Ancella riguardò! ».

*

Salve, o chiesetta umìl! Oggi festosa il salmo dei cent'anni intona, su!

Con quella voce fresca ed armoniosa che ha il timbro d'una eterna gioventù.

Il "Borgo dei Ragazzi di Don Bosco"

in Roma

Il 21 marzo 1952 u. s., inizio di primavera, ha segnato il quinto anno di vita di quest'Istituto Salesiano denominato « Borgo dei ragazzi di Don Bosco». Esso è la logica conclusione, a carattere permanente, di una lunga e tenace opera di assistenza, che i Salesiani hanno incominciato e sviluppato nell'immediato dopo-guerra, a favore dell'infanzia povera e abbandonata di Roma, allora vittima dei disastri dell'occupazione e della liberazione.

Si iniziò in via Marsala, nell'Ospizio del S. Cuore e poi in via Varese, nei locali seminterrati della scuola «Alfredo Oriani », e nei primi anni si poterono assistere migliaia di giovani vite, che dalla periferia di Roma venivano al centro, in cerca di un pezzo di pane e di un ricovero. Oggi l'opera si è stabilita permanentemente in via Prenestina n. 420, nei locali, un tempo del Commissariato foraggi dell'Esercito, poi ceduti ai Salesiani dal Governo appunto per impiantarvi un centro di raccolta e di assistenza.

A distanza di quattro anni la popolazione infantile oggi è così ripartita:

N. 300 ragazzi interni, con ricovero permanente ; n. 600 ragazzi esterni, con semi-convitto ; n. 300 ragazzi esterni, dell'oratorio quotidiano.

A tutti questi ragazzi, in misura logicamente diversa e corrispondente alle loro necessità, viene concessa l'assistenza alimentare, scolastica elementare e professionale (scuola di Avviamento e scuola Tecnica), ricreativa e morale.

Funzionano, già ben avviate, tre ampie e luminose officine per meccanici, falegnami e tipografi.

Il problema economico, per la quotidiana assistenza, è - come si capisce - alla base di ogni preoccupazione, quando si pensa che non bastano duecentomila lire al giorno: ciononostante i Salesiani, con uno sforzo finanziario davvero imponente, hanno ogni anno migliorato gli impianti, ne hanno creati dei nuovi, hanno curato l'attrezzatura generale, sicchè oggi si può dire che l'Istituto abbia una ben definita fisionomia e si sia reso adatto all'opera di assistenza che svolge a favore di più di mille giovani vite.

L'assistenza è, naturalmente, del tutto gratuita per i ragazzi esterni; per i ragazzi interni si avvale solo dell'assistenza statale, in forma di rette ministeriali, e non per tutti. È quindi evidente che il bilancio è abitualmente passivo, e per far fronte ad esso bisogna continuamente ricorrere alla privata beneficenza e a quei saltuari aiuti che le autorità ecclesiastiche (vedi Segreteria di Stato) possono erogarci: cosa questa che riveste sempre il carattere dell'incertezza e abitualmente dell'insufficienza.

Nonostante questa situazione, non abbiamo mai derogato ad un principio: migliorare, migliorare, edificare, edificare, attrezzare, attrezzare, ad ogni costo ! Si tratta di rendere a questi ragazzi la vita sempre più serena, agevole e capace di prepararli al loro domani di onesti cittadini. In fondo è un problema di fiducia nella Provvidenza: pensiamo che Don Bosco non avrebbe fatto diversamente.

Presentemente due problemi rimangono ancora insoluti:

1) la sistemazione definitiva delle camerate;

2) la creazione di un edificio scolastico.

Il primo problema in parte è stato risolto, adattando a dormitori ampi, comodi e igienicamente provvisti di impianti sanitari, quattro dei rimanenti capannoni dell'antico commissariato foraggi, e abbiamo così potuto dare a circa 200 ragazzi il loro lettino monoposto, il loro comodino personale, ecc.

Ma gli altri 100 ragazzi interni devono ancora adattarsi al lettino biposto, tipo militare, con evidente disagio igienico e talora disciplinare: per cui si impone di addivenire alla sistemazione dei rimanenti capannoni, ancora esistenti sull'area del forte, per risolvere definitivamente il problema dell'alloggio dei 300 ragazzi interni.

È la prima impellente necessità.

In quanto all'edificio scolastico, eccone la inderogabile necessità.

In questi quattro anni hanno funzionato, e tuttora funzionano, tre baracche svizzere, in legno, a suo tempo donate dall'A. R. I., che ormai, per usura di tempo e di funzionamento, sono divenute assolutamente inadatte, oltre che dalle competenti autorità scolastiche dichiarate non più rispondenti alla loro funzione.

Dobbiamo quindi costruire un edificio scolastico che risponda alle presenti esigenze.

Necessitano almeno 20 aule, con relativa attrezzatura e con impianti igienico-sanitari.

È la seconda impellente necessità.

Un terzo problema riveste un carattere di urgenza ancora maggiore.

Dove andranno a finire i primi 20 alunni che quest'anno usciranno dal « Borgo» con la licenza della scuola Tecnica ?

Sono i primi ragazzi da noi raccolti sei, sette anni or sono: sono diventati giovanotti e per essi ora è questione di avvenire. Possiamo mandarli via senza la sicurezza della loro situazione ? Pochi possono rientrare in una famiglia vera e propria e in una abitazione decorosa. Taluni potranno trovare un'occupazione fuori, ma si presenta il problema della casa, appena capace di contenere (e per di più non decorosamente) i membri già esistenti in famiglia. Per altri vi è un doppio problema: non hanno assolutamente famiglia e quindi non hanno casa.

Si impone quindi la necessità di creare per essi l'ambiente-casa.

Ed ecco la possibile soluzione: sistemare l'ultimo padiglione in maniera che in esso i giovani possano avere, oltre la camerata con servizi loro propri, anche due o tre locali da adibire a sala di lettura, sala di divertimento, e a piccolo refettorio in cui possano ricevere un trattamento alimentare più consono alla loro età e alle loro esigenze fisiche. Questi giovani continuerebbero a prestare la loro opera nelle nostre officine, come operai, aiuti dei capi-d'arte, istruttori dei compagni più piccoli.

Si capisce che intanto si porrà ogni diligenza per trovare loro un lavoro redditizio fuori dell'Istituto e si farà tutto il possibile perchè le famiglie (quelle che esistono) possano riassorbire i propri figliuoli, appena migliorate le loro condizioni di abitazione.

È un nuovo aggravio di responsabilità che ci assumiamo, ma non ci regge davvero il cuore a mandare fuori Istituto dei giovani, che abbiamo raccolto dalla strada anni or sono e che ora - se tornassero alla strada - comprometterebbero la loro formazione e renderebbero vano tanto lavoro speso intorno a loro.

Si tratta di venire incontro a mille vite di questa periferia così disastrata di Roma e di ogni parte martoriata d'Italia, cui appartengono i nostri ragazzi interni ed esterni.

Questi figliuoli appartengono tutti alle classi più disagiate della società, sono quindi degni della premurosa attenzione di tutti.

Presentiamo i sensi della più viva gratitudine a quanti si adopreranno, sia con l'opera sia con l'aiuto, a dare a questi figliuoli certezza nel domani.

Il conto corrente postale è come segue:

Borgo Ragazzi di Don Bosco al Forte Prenestino -

Via Prenestina 420 - Roma - C. C. n. 1/31930.

L'UMILTÀ NELLA GLORIA

ECHI DELLE FESTE IN ONORE DI S. MARIA MAZZARELLO

La trionfale esaltazione dell'umile Confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice è continuata dovunque con ritmo crescente, come un vasto canto di gloria. Ne diamo qualche idea con questi rapidissimi cenni.

Ad Alessandria fu glorificata in Duomo, dove lo stesso Ecc.mo Vescovo Mons. P. Gagnor tenne l'omelia in suo onore. A Cuenca (Ecuatore) si svolsero solenni funzioni nel Santuario di Maria Ausiliatrice, preparate da una serie di trasmissioni alla radio e di articoli sulla stampa cittadina. A Limerick (Irlanda) intervenne S. E. Mons. O' Neill con tutti i Parroci e Superiori di Ordini della città. Fu notata l'eccezionale affluenza di popolo. A Londra le feste furono così solenni da far dire che Londra cattolica non avrebbe potuto immaginare tanta grandiosità. Intervennero le massime autorità ecclesiastiche. Pontificarono lo stesso Em.mo Card. Griffin, Arciv. di Westminster, S. E. Mons. Cowderoy e l'Ecc.mo Delegato Apostolico Mons. Godfrey. A Madras fu esaltata nella cattedrale da tre Ecc.mi Presuli. Il, primo panegirico fu tenuto da S. E. Mons. Carvalho, Amministratore Apostolico di Meliapore; il secondo da S. E. Mons. Morrow, Vescovo di Krishnagar; il terzo da :S. E. l'Arcivescovo Diocesano Mons. Mathias. A Santa Cruz de Tenerife nelle Canarie la Santa Madre ebbe onoranze grandiose da parte del Clero secolare e religioso con a capo S. E. Mons. Pérez Càceres, Vescovo di Tenerife, e da parte dei fedeli, dal popolino al Rettor Magnifico e ai Professori dell'Università. A Barcellona fu onorata in modo degno delle tradizioni cattoliche e salesiane della città. Si tennero tre pontificali affollatissimi ; stampa e radio si prestarono a far conoscere la Santa; il M° Salesiano Don Alcantara compose l'operetta Più in alto delle stelle, che riscosse l'entusiatica ammirazione del pubblico. A S. Salvatore Monferrato si ebbe grande concorso anche dai paesi vicini. Non mancò la calda parola dell'Ecc.mo Vescovo di Casale, Mons. Angrisani. A Pisa le feste si tennero nella chiesa dei Cavalieri e furono onorate dalla presenza di S. E. l'Arcivescovo Mons. Camozzo. A Gragnano (Napoli), furono presenti le autorità cittadine e l'Ecc.mo Pastore della Discesi Mons. Emanuel. A Pescia (Pistoia), oltre il pontificale e l'omelia di S. E. Mons. Romoli, si ebbero durante il triduo, nel Palazzo del Vicario, conferenze di docenti universitari sulle note caratteristiche della educatrice e della Santa. A Tortona veniva esaltata nella cattedrale, dove anche il venerando Vescovo Mons. Melchiori, benchè convalescente, volle assistere alla funzione di chiusura, celebrata da S. E. Mons. Angeleri, suo Ausiliare; mentre al mattino aveva assistito pontificalmente S. E. Mons. Cassulo, già Parroco della cattedrale, che volle onorare la Santa anche nella propria sede di Macerata, illustrandone la figura nei giorni del triduo. A Ruvo di Puglia accrebbe solennità l'intervento di S. Ecc. Mons. Marena, Vescovo Diocesano. A Firenze vollero essere presenti S. E. Mons. Lari e Sua E. Mons. Beccai e alla domenica lo stesso Em.mo Arcivescovo Card. Dalla Costa. A Parma: solenne pontificale e omelia di S. E. Mons. Colli. A Catania, nella Cattedrale parata come nelle più straodinarie occasioni, pontificali e panegirici della Santa tenuti dagli Ecc.mi Mons. Russo, Vescovo di Acireale, Mons. Pennisi, Vescovo Ausiliare di Siracusa e Ragusa, e dallo stesso Vescovo di Catania Mons. Bentivoglio. La funzione di chiusura ebb carattere ufficiale con intervento delle Autorità. A Vercelli le feste si svolsero nella Parrocchia salesiana al Belvedere, onorate dalla presenza di S. E. Mons. Imberti. A Marsiglia si susseguirono all'altare e sul pergamo illustri prelati e lo stesso Ecc.mo Arcivescovo Mons. Delay volle celebrare le solenni funzioni conclusive. A Salamanca e a Malaga nella Spagna si tennero due cicli di festeggiamenti presieduti dai rispettivi Vescovi Diocesani.

Maggio, il mese di Maria, che segnò la nascita alla terra e al cielo della nostra Santa, segnò pure un succedersi ininterrotto di feste in ogni parte. Prime della serie ricordiamo le feste di Acqui, la Diocesi della Santa, onorate ogni sera del triduo da S. E. Mons. Dell'Omo e coronate con una solenne funzione ufficiale a cui intervennero Autorità e popolo.

Degna di rilievo la caratteristica comune alle feste in onore di S. Maria Mazzarello: una larga affluenza ai santi Sacramenti.

La prima chiesa intitolata a Santa Maria Mazzarello è sorta in Polonia, terra di martiri, ricca di gloriose tradizioni salesiane. Si tratta di un antico tempio protestante che, dopo essere stato restaurato, venne consacrato al culto cattolico e affidato ai Salesiani, i quali vollero intitolarlo alla nuova Santa, presentata alla gioventù quale modello e apostola nello studio del Catechismo.

Cronaca del santuario

Anche nel mese di giugno sono continuati i pellegrinaggi e le visite illustri al Santuario. Qui si elencano quelli che si sono dati in nota al Rettore della Basilica, intercalando qualche cenno sulle funzioni del mese.

1 giugno: Solennità di Pentecoste. Alle 9,30 Messa solenne celebrata dal Rev.mo Sig. D. Tirone. Ore 15 ora di adorazione per il Congresso Eucaristico Internazionale di Barcellona. Ore 16,30 Vespri solenni, predica, Benedizione. - Pellegrini da Torre di Rovere (Bergamo).

2 giugno: Convegno Regionale Piemontese delle Compagnie della Gioventù Salesiana. S. Messa per i 1500 convenuti celebrata dal Rev.mo Catechista Generale. - Pellegrinaggio di bambini della prima Comunione e loro famiglie, diretto dalle Suore Ausiliatrici del Perpetuo Soccorso. -- Pellegrini da Osteno (Como), Sesto S. Giovanni (Milano), Bottaiano (Cremona), Oppiano Gaiano (Parma), Colle Don Bosco, Clusone (Bergamo), Besana (Milano), Novara Scuole Comunali, Lugano.

4 giugno: Pellegrini da Monaco di Baviera, Cologno Monzese, Reggio Emilia, Adro (Brescia), Verzuolo (Cuneo).

5 giugno: Giovani dell'Istituto Salesiano di Cavaglià (Vercelli). - Vincitori gara catechistica dell'Istituto di Milano. - Pellegrini da Margherita (Cuneo), Albaro (Genova), Castellanza (Varese).

6 giugno: Pellegrinaggio Maltese: celebra S. E. Mons. Michele Gonzi, Arcivescovo.

7 giugno: S. E. Rev.ma Mons. G. Siri, Arciv. di Genova, benedice le Nozze Filippi-Vaccari all'altar maggiore della Basilica. - Pellegrini da Carpaneto Piacentino. - Novizi Salesiani di Varazze.

8 giugno: Festa della SS. Trinità. Funzioni solenni. S. E. Mons. Santin, Arciv. di Trieste, celebra nelle camerette di Don Bosco, e alle 17,30 imparte la trina benedizione nella Basilica, ripartendo poi subito con i pellegrini triestini provenienti da Barcellona. - Pellegrini da Cascine Calderari (Pavia), Pieve Fissiraga (Milano), Canton Ticino, S. Eufemia (Brescia), Roncello (Milano), Malgrate (Como), Pagazzano (Bergamo), Brescia.

9 giugno: 84° anniversario della consacrazione della Basilica di Maria Ausiliatrice. Giunge da Linz il Presidente con alcuni Deputati del Governo regionale dell'Austria Superiore. Il Segretario del Governo serve la S. Messa.

10 giugno: Pellegrini da Como e da Garlate (Como).

12 giugno: Solennità del Corpus Domini: nella Basilica, Messe lette fino alla mezza ; si partecipa alla Processione del Duomo. Pellegrini da Como.

14 giugno: S. E. Mons. Francesco Beckmann, Arciv. di Panamà, celebra all'altare di S. Giovanni Bosco per i suoi pellegrini. Pellegrinaggio interparrocchiale da Modena.

15 giugno: Festa del SS. Sacramento con solenne processione per le vie della Parrocchia.- Pellegrini da Milano, Brescia, Capolago (Svizzera), Briançon, Treviglio, Tamanlifas (Messico), Redona (Bergamo), S. Pietro Sovera (Como).

17 giugno: Convegno annuale dei Sacerdoti ex allievi.

18 giugno. - È nostro ospite S. E. Mons. Emilio di Pasquo, Vescovo di S. Luis (Argentina), che dà la «buona notte » ai confratelli dichiarandosi un frutto dell'Oratorio festivo salesiano. - Pellegrini da Villa Metropolitana (Genova).

19 giugno: Pellegrini da Miasino sul Lago d'Orta, da Cuneo (Oratorio Salesiano) e da S. Albano Stura.

20 giugno: Centenario della benedizione della prima chiesa salesiana. Festa del S. Cuore di Gesù e della Consolata. S. E. Mons. di Pasquo celebra nella chiesa centenaria. Ampia partecipazione alla processione della Consolata.

21 giugno: Pellegrini da Lomazzo (Como).

22 giugno: Festa esterni del S. Cuore di Gesù e di S. Luigi Gonzaga. I parrocchiani e i giovani dell'Oratorio festivo si uniscono alla comunità dei confratelli e dei giovani interni nella processione in onore di S. Luigi. - Pellegrini da Volpino (Bergamo), Botticino (Brescia), Lovere (Bergamo).

23 giugno: Pellegrinaggio dell'Orfanotrofio di Pinerolo, di Lumezzane (Brescia).

25 giugno: Pellegrinaggio della Parrocchia di Gazoldo degli Ippoliti (Mantova),

Oltre i devoti che accorrono a Valdocco in pellegrinaggi organizzati, ogni giorno il Santuario è meta di numerosi pellegrini che scendono a soddisfare la loro pietà filiale e ad attingere sollievo e conforto ai piedi della Vergine Ausiliatrice. Anche la chiesa di S. Francesco, la Cappella Pinardi e quella delle Reliquie, come le camerette di Don Bosco, sono visitate con ammirabile divozione e commossa edificazione.

AZIONE SALESIANA

TORINO - Il 26 giugno 1952 il Comitato Centrale delle Dame Patronesse salesiane, presieduto dalla marchesa Carmen Compans di Brichanteau, si è riunito per l'inaugurazione di una mostra di arredi sacri, da destinarsi alle Missioni.

Preceduta da una S. Messa all'altare di S. Giovanni Bosco, la riunione è stata onorata dalla presenza del Rev.mo D. Ziggiotti e dal Rev.mo D. Frigerio, Ispettore del Siam.

Dopo una chiara e particolareggiata relazione dell'attività annuale fatta dalla Segretaria, sig.na Pereno, e l'offerta di una Borsa Missionaria completa intitolata alla memoria del compianto D. P. Ricaldone, sempre tanto ricordato dalle nobili Dame, Don Frigerio parlò, ascoltatissimo, dell'opera salesiana in Siam.

Chiuse l'adunanza il Rev.mo Don Ziggiotti, chiedendo preghiere per il prossimo Capitolo Generale e ringraziando per il lavoro fattivo del Comitato, che permette di aiutare le Missioni e la formazione del personale necessario per soddisfare, almeno in parte, le continue richieste di nuove fondazioni.

COLLE DON BOSCO. - Maestri a Convegno. - Mercoledì 11 giugno, al Colle Don Bosco ebbe luogo un grandioso Convegno dei Maestri della Circoscrizione d'Alba.

Erano 573 gl'insegnanti presenti, con alla testa il Provveditore agli Studi di Cuneo, il can. Vigolungo, Assistente delt A. I. M. C., l'Ispettore Scolastico di Alba, tutti i Direttori di Circolo e la Direttrice didattica di Villanova, in rappresentanza del Provveditore di Asti.

Giornata indimenticabile per tutti i maestri che, prossimi alla chiusura dell'anno scolastico, hanno voluto ritrovarsi insieme, per testimoniare nella terra di D. Bosco educatore la vitalità e la presenza della classe magistrale, che dell'opera educativa fa lo scopo supremo della vita.

Nel programma vario e interessante della giornata ci fu anche la proiezione di alcune filmine a colori, di soggetto scientifico e religioso, opera di alto valore didattico-educativo, che servono mirabilmente nelle nostre scuole, per integrare, coll'efficacissimo sussidio visivo, la parola dell'insegnante.

ROMA. - Il nuovo campo sportivo «Pietro Ricaldone ». - Alla presenza del Sindaco Rebecchini e di altre illustri personalità e Amici dell'Opera Salesiana, l'Em.mo Cardinale Vicario, Clemente Micara, ha proceduto alla benedizione del nuovo Campo polisportivo « Pietro Ricaldone », che i Salesiani hanno fatto sorgere presso la Scuola Agraria

« Don Bosco », in via del Mandrione, a favore della gioventù di quelle popolose borgate periferiche. Dopo la Messa al campo, l'Ispettore dei Salesiani, don Giuseppe Oldani, rivolgendo il saluto a nome della Famiglia Salesiana, ringraziava Sua Eminenza il Cardinale Vicario e tutti gl'intervenuti, suscitando una entasiastica ovazione all'indirizzo del Santo Padre Pio XII, che ha reso possibile la realizzazione di questa magnifica iniziativa. Rispondeva Sua Eminenza il Cardinale, ringraziando i Salesiani per la nuova iniziativa che costituisce « una delle tante gemme » sparse intorno a Roma per la sana educazione della gioventù.

Il nuovo Campo Polisportivo è regolamentare per le squadre di divisione nazionale ed è corredato di spogliatoi, docce, camere per la Direzione e servizi vari.

NIZZA MONF. - Madre Elisa Roncallo è tornata alla sua chiesa. - La bella chiesa del Sacro Cuore l'aveva ideata e costruita lei per le sue Oratoriane che, in numero di oltre 500, attratte dalla sua bontà, frequentavano l'Oratorio annesso all'Istituto Madonna delle Grazie.

Un giorno, conversando con le sue Oratoriane, forse presagendo il futuro, le sfuggì un desiderio: « Vorrei esservi sepolta!». Ma si corresse subito: « No; è un desiderio che sa di superbia ». Le oratoriane non dimenticarono quel desiderio che oggi, nel cinquantesimo della chiesa, è diventato realtà.

Il primo giugno si potè procedere all'esumazione della salma che riposava al cimitero nella cappella di Maria Ausiliatrice. Quando si aperse la bara, si ebbe una gradita sorpresa. Malgrado l'umidità del luogo e 33 anni di degenza, il corpo apparve in istato di perfetta conservazione: le membra flessibili, le mani ancora bianche e in carne. Domenica, primo giugno, nel pomeriggio, si effettuò il ritorno che assunse non mestizia di funerale, ma luminosità di corteo trionfale. L'Ecc.mo Vescovo di Acqui, assente per precedenti impegni, aveva dato la sua piena adesione. Celebrò la funzione S. E. Mons. Cavalla, Arcivescovo di Matera. Vi presero parte il Consiglio generalizio delle Figlie di Maria Ausiliatrice, i Rev.di Parroci della Città e tutta Nizza cattolica. Dietro la bara i nipoti di Madre Elisa, il Sindaco Cav. Chiappini, e le Autorità cittadine col gonfalone. Sulla bara i fiori delle Ex allieve e una corona in bianchi garofani, omaggio del Municipio a colei che fu mamma di Nizza.

Mentre il lungo corteo si snodava, sul volto di tutti non tristezza, ma gaudio. Anche la banda cittadini volle essere presente. La bara, affettuosamente portata a spalla dai nipoti, entrò nel vasto cortile dell'Istituto, accolta da unanimi applausi. Mons. Cavalla nella commemorazione dichiarò gli applausi anticipato riconoscimento della santità di colei che il Cardinal Cagliero aveva definito la più bella figura dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dopo Madre Mazzarello.

Il culto di Maria SS, Ausiliatrice continua a diffondersi.

TODI. - La festa di Maria Ausiliatrice celebrata per la prima volta dalla città. - Già le Figlie di Maria Ausiliatrice usavano celebrare tale festa nella loro Chiesa del Campione, ma quest'anno si è voluto dare alla solennità un tono particolarmente fastoso per ringraziare la Madonna di aver mandato a Todi anche i Salesiani, che vi lavorano dallo scorso novembre.

S. E. Mons. Alfonso M. DeSanctis, Vescovo Diocesano, è intervenuto a tutte le manifestazioni. Riuscitissima la Processione serale aux flambeaux e l'accademia. Si può dire che tutta la cittadinanza si è riversata nella nostra Chiesa di S. Prassede e il numero delle S. Comunioni è stato consolantissimo.

ISERNIA. - Benedetta la statua dell'Ausiliatrice. - A conclusione del mese mariano, la popolazione isernina ha voluto offrire al vecchio Convitto risorto dalle tragiche rovine della guerra una statua di Maria Ausiliatrice. Era sentito il bisogno di avere nella trimillenaria cittadina l'immagine di Colei che è il Palladio della Chiesa ad ogni svolto supremo della storia. La processione che seguì alla benedizione del simulacro fu un vero plebiscito di amore che tutta Isernia tributò alla « Madonna di Don Bosco ». A complemento delle feste si istituì la «Pia Associazione dei devoti di Maria Ausiliatrice ».

JACQUET - RIVER (Canadà). - Quest'anno la festa di Maria Ausiliatrice fu celebrata con grande solennità e si svolse per la prima volta una solenne processione, alla quale prese parte gran numero di fedeli. Lo stesso Ecc.mo Vescovo di BathHurst Mons. C. A. Le Blanc volle assistere pontificalmente e tenere il panegirico della Madonna di Don Bosco.

Anche a ST. LOUIS DE KENT quest'anno la festa di Maria Ausiliatrice perdette il suo carattere privato per rivestire un aspetto parrocchiale. Le funzioni si svolsero nella vasta e bella parrocchia affollata di fedeli, che Don Ettore Carnevale estasiò con la commossa rievocazione delle feste che in quella stessa ora si svolgevano nella Basilica di Torino.

Argentina

COMODORO RIVADAVIA. - L'« Oratorio della strada ». - Tutti conoscono sotto questo titolo l'Oratorio Salesiano ambulante di quella città. Il suo funzionamento fa pensare all'Oratorio di Don Bosco nei primi tempi. Un sacerdote salesiano delle scuole professionali, che distano alquanto dal centro della città, si reca nel rione più povero e là raduna parecchie centinaia di ragazzi della strada. Dal luogo di convegno, che cambia ogni settimana, s'incamminano verso la parrocchia. Li: compiono le loro devozioni e poi, ricevuta una pagnottella, a frotte chiassose, dando calci ai palloni o soffiando nelle trombe (hanno anche una specie di banda), si dirigono verso una piazza o un prato, dove proseguono i giochi intercalati da adunanze di compagnie e catechismi di preparazione alla prima Comunione. Nel pomeriggio si radunano di nuovo per il divertimento e la spiegazione di catechismo. Verso il tramonto recitano insieme le preghiere, poi il sacerdote fa loro le raccomandazioni per la settimana e termina indicando il luogo di ritrovo per la domenica seguente. Il Visitatore straordinario, Rev.mo Don M. Bellido, fu a trovarli e ne vide oltre 300. Il giorno della festa di Domenico Savio furono autotrasportati al Collegio Salesiano in numero di 800.

I risultati sono veramente consolanti. Al Direttore Don Brugna un giorno si presenta un monelluccio che gli dice:

- Venga al più presto a casa mia. Tutto è pronto.

- A far che ?

- Ho preparato mia mamma per la prima Comunione. Presto si farà battezzare lo sposo di mia sorella e con lui due figli e uno che farà da testimonio al matrimonio religioso.

Nel 1950 ci furono un centinaio di battesimi e circa 200 prime Comunioni.

Sono le meraviglie che anche tra i ragazzi della strada compie il sistema di Don Bosco basato su quelle tre magiche parole: «ragione, religione, amorevolezza ».

Colombia

BARRANQUILLA. - Cinquantenario dell'Opera di Don Bosco. - Preceduto da una solenne novena, il 24 maggio in Barranquilla si celebrò il Cinquantenario dell'Opera di Don Bosco.

S. E. Monsignor Gesú Antonio Castro ebbe la bontà di presiedere alla festa e pronunziò in onore di Maria Ausiliatrice uno splendido panegirico, ricordando pure il gran bene fatto dai Salesiani con il loro lavoro costante e sacrificato durante cinquant'anni.

I nostri Ex allievi vollero che una lapide ricordasse la loro ammirazione e gratitudine verso gli antichi Superiori, e all'Ispettore Salesiano offrirono un'artistica pergamena ricordo dell'educazione ricevuta nella Casa di Don Bosco.

Siria

ALEPPO. - Congresso Mariano. - Dal 6 all' 11 maggio si tenne ad Aleppo il primo Congresso Mariano ricorrendo il bicentenario della fondazione delle associazioni cattoliche in generale e di quelle mariane in particolare. Un Comitato, composto di rappresentanti dei sei riti cattolici, preparò un vasto programma di festeggiamenti.

A coronare il ciclo delle celebrazioni intervenne Sua Beatitudine Massimo IV, Patriarca Melkita di Antiochia, dell'Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme, il quale il giorno 11 maggio celebrò un solenne pontificale nella cattedrale greco-cattolica con un'infiammata omelia mariana infra missam. Nel pomeriggio Sua Beatitudine partecipò alla processione di chiusura del Congresso portando la Sacra Icona della Vergine; all'altare eretto dinanzi alla pro-cattedrale latina pronunciò un elevato discorso che terminò coll'atto di consacrazione del popolo aleppino alla Madonna.

Straordinario fu il concorso dei fedeli a tutte le funzioni e superò ogni aspettativa alla processione, nella quale sfilarono tutte le associazioni cattoliche maschili e femminili e tutte le scolaresche della città, con stendardi, bandiere e statue della Vergine. Anche i Salesiani della Scuola Professionale « Georges Salem » presero parte con tutti i loro alunni divisi in tre gruppi: la banda che faceva il suo primo collaudo per le vie della città; la statua della Madonna, fissata su un'incudine, portata da alunni in divisa da meccanici e falegnami, scortata da piccoli Cavalieri di Malta e da altri alunni che gettavano fiori; la Compagnia dell'Immacolata con la bandiera e i distintivi insieme con i cantori. Toccò ai Salesiani l'onore di aprire la processione: la banda e i cantori si alternavano nell'onorare la Vergine che pareva sorridere di compiacenza dal suo trono, che le ricordava così vivamente gli anni di vita terrena passata in compagnia di S. Giuseppe.

Al termine della indimenticabile funzione i nostri alunni nella formazione suaccennata percorsero tutta la strada dalla città alla scuola in mezzo a una folla entusiasta, dando così una dimostrazione tanto simpatica quanto imprevista della loro profonda devozione all'Ausiliatrice, che avrà certamente ascoltato la preghiera di tanti cuori preoccupati dell'avvenire immediato di tante istituzioni cattoliche.

Il giorno 14 maggio Sua Beatitudine Massimo IV, visitava la nostra scuola, accolto dalle giulive note della banda e da fragorosi applausi; dopo esser passato per tutti i laboratori, fermandosi con compiacenza ad ammirare i due nuovi di meccanica e di falegnameria in via di ultimazione, fu invitato dalla Sig.ra Matilde Salem ad un'agape rallegrata da canti orientali e occidentali.

Sua Beatitudine espresse il suo incondizionato compiacimento per l'Opera, augurandone il più rapido sviluppo a beneficio di tutto il Paese.

MISSIONI salesiane

CINA

Amatissimo signor Don Ziggiotti,

uscito da poco dalla Cina, in piena libertà di mettermi in relazione con i miei Superiori, sento il bisogno di scriverle per darle consolanti notizie dei nostri confratelli e giovani che vivono ancora fra tante prove in territorio occupato.

Mi è dispiaciuto moltissimo di aver dovuto abbandonare Shanghai, dove si viveva tra continue prove, ma anche tra tanti cari confratelli e ragazzi che ci offrivano l'esempio di una fedeltà e coraggio senza pari. Purtroppo non mi fu permesso di restare. Anzi dopo avermi tenuto cinque giorni in prigione e per due mesi nella più assoluta incertezza sulla mia sorte, mi fecero intendere che era più salutare per me abbandonare il paese. E così, nei limiti da essi fissati, dovetti partire.

Calvario di missionari.

Amatissimo Padre, mai abbiamo sentito così vicino il Signore come nell'ora della- prova. Lo sentivamo tra noi, fratello e amico nelle nostre difficoltà, lo sentivamo rispondere 'per noi ai giudici nei tribunali, e vicino a Lui tutti i confratelli desideravano di poter soffrire ancora di più per la sua santa causa. Vicino a Lui i nostri cari confratelli coadiutori, non potendo fare altro per i loro giovani in pericolo, stavano lunghe ore inginocchiati in preghiera.

Quasi a dimostrare la benevolenza del Signore a nostro riguardo, tutte le difficoltà ci capitavano nelle ricorrenze più care. Così nella notte tra la festa dell'Esaltazione di santa Croce e la festa dell'Addolorata, la polizia arrestò il nostro Direttore Don Suppo e il Consigliere Don Cuomo. Il colpo della polizia non ci spaventò. Lo stesso Don Suppo attendeva già da tempo il suo arresto, cosicchè al confratello che nel cuore della notte l'avvisava che i poliziotti stavano saltando il muretto di cinta, rispondeva semplicemente: « Già qui ?! ».

I poliziotti irruppero in casa in due orde successive, quasi dovessero compiere un'azione bellica. Ciascun confratello venne vigilato nella sua stanza da un poliziotto con rivoltella spianata; nel frattempo altri ammanettavano il Direttore.

Mentre lo portavano via, nessuno poteva avvicinarsi e parlargli. Ma un coraggioso confratello coadiutore, allontanando con gesto energico il poliziotto che l'impediva, si appressò a baciare quelle care mani legate, mentre il Direttore salutava tutti con un commosso «arrivederci in Paradiso ».

Insieme con lui i poliziotti portavano via il giovane consigliere Don Cuomo, reo di aver continuato a far del bene ai ragazzi. Infatti, pur essendogli proibito di metter piede nella scuola, li visitava di nascosto con suo grave pericolo, dando loro l'appuntamento ora in una chiesa ora in un'altra, ora in un luogo ora in un altro della città, e li incoraggiava a perseverare nella fede, ad essere forti nonostante le minacce e le persecuzioni.

Il Signore, quasi a premiarlo, disponeva che proprio nel giorno dell'Addolorata entrasse nella prigione a soffrire più intensamente il suo calvario.

Possiamo essere orgogliosi dei nostri confratelli martiri. Infatti le accuse mosse contro di loro si riferiscono a detenzione di armi e di radio trasmittenti, e ad altri atti di sabotaggio, quale quello di aver ordinato ai ragazzi di distruggere le lampade di illuminazione stradale e di tagliare le gomme alle auto comuniste; ma tutti sanno che il movente vero dell'arresto è ben altro. I nostri due sacerdoti sono così venuti ad essere due delle più illustri vittime dell'odio satanico che domina i nemici della Chiesa in Cina.

Quale altra prova della bontà del Signore a nostro riguardo, proprio il giorno della festa di santa Teresa del Bambin Gesù (patrona delle Missioni e della Cina), si potè avere contatto con i nostri detenuti, portando loro i vestiti, nonostante che si avesse poca speranza di poterlo fare, date le rigide leggi al riguardo.

Come già sa, insieme con essi soffrono da mesi alcuni dei nostri confratelli cinesi: Don Giuseppe Fou, il ch. Pietro Yeh, il coad. Bonaventura Tzeu, che sono a tutti noi modello di coraggio per il modo con cui hanno difeso la Chiesa, il Papa e il sistema educativo di Don Bosco, pur nella certezza di esporre al pericolo la propria vita. Insieme con loro c'è anche da qualche tempo Don Mattia Yao, sacerdote impareggiabile per umiltà e dedizione al suo duro dovere di economo nella ex scuola di S. Giuseppe.

Certo di essere arrestato entro la settimana, venne alla nostra casa di Yantsepoo per salutarci e suggerirci ciò che dovevamo portare in prigione nel caso di un nostro arresto, avendo egli già provato le necessità del carcere. I confratelli, nonostante le ristrettezze finanziarie, vollero offrirgli un bel pranzo di addio. Spettacolo magnifico di serena letizia, degna dei primi martiri che con altrettanta serenità e gioia affrontavano il martirio.

Due giorni dopo, in un interrogatorio al quale il nostro Don Mattia partecipava con il fagotto dei vestiti già pronto, veniva dichiarato colpevole (non si sa di che cosa), e senz'altro arrestato e condotto in carcere.

Eroismo di ragazzi.

Del medesimo spirito e coraggio si sono mostrati molti dei nostri ragazzi, i quali, dopo essere stati arrestati e sottoposti per più giorni a opprimenti interrogatori per estorcere loro delle accuse contro i superiori, venivano a raccontarci le loro vittoriose esperienze col volto raggiante, con lo stesso stato d'animo degli apostoli, gaudentes per aver ricevuto la grazia di soffrire qualcosa per il Signore.

Uno di essi è ancora in prigione da tre mesi e, nonostante abbia sofferto la mancanza di cibo fino a indebolirsi al punto da non poter più reggersi in piedi, nonostante sia stato schiaffeggiato, battuto, ha sempre rifiutato di sottoscrivere accuse contro il suo Direttore; e ogni volta che gli presentano la carta affinché vi scriva qualche accusa, egli non fa che tracciarvi sopra una gran croce, quale segno della sua vivida fede. Da fonte autorevole si è venuti a sapere che è stato persino appeso per le mani legate dietro la schiena e battuto per smuoverlo dal suo proposito, ma egli è rimasto saldo e forte anche in questo martirio.

Un altro suo compagno, pagano ancora, invitato a firmare una dichiarazione contro il Papa, non cedeva; e dopo una settimana di minacce, di promesse, di accuse, si presentava al direttore facendogli notare come non valesse la pena per lui soffrire tanto per la Chiesa cattolica, restando pagano, e lo pregava di volerlo battezzare. E così anch'egli, proprio in mezzo alle più gravi prove e difficoltà, veniva a far parte, con l'animo dei martiri, della Chiesa Cattolica.

Come questi due, ci sono tanti e tanti altri ragazzi che dànno prova al mondo di quanta energia di resistenza sia fonte la nostra Religione.

Tuttavia, davanti a tante prove, davanti alle pressioni che vengono loro fatte in pubblico e in privato, alle minacce di arresto dei genitori, di fucilazione, di imprigionamento, di deportazione nei campi di lavoro, si sentono deboli e vengono a raccomandarsi alle nostre preghiere, perchè sentono che umanamente parlando, è impossibile resistere, specie ora che le difficoltà crescono.

Essi desidererebbero tanto rivolgersi a lei, amato Padre, affinché supplichi a loro nome quei ragazzi fortunati, loro fratelli in Don Bosco, che vivono in terre dove non c'è da aspettarsi l'imprigionamento o la morte, nè si è derisi o maltrattati per la propria fede, affinchè si uniscano a loro in comunione di preghiere e li sostengano passo passo in questo doloroso calvario con l'offerta dei loro sacrifici. Nella tranquillità che Dio ha loro concesso preghino per tutti i giovani della Cina.

Sapessero come è commovente vedere anche giovanette appartenenti alle associazioni cattoliche, accusate davanti all'autorità, presentarsi alla polizia con i capelli tagliati e la valigia dei vestiti in mano, pronte così a farsi mettere in prigione piuttosto che rinunziare anche a una sola lettera del loro Credo!

Tutti noi che forzatamente ci troviamo lontani dal campo del nostro lavoro, ci raccomandiamo a lei, amato Padre, perchè preghi per noi all'altare di Don Bosco affinchè il nostro santo Padre voglia ancora servirsi di noi un giorno, che speriamo vicino, per riaprire quelle case che l'eroismo dei nostri confratelli e giovani ha santificato.

Sarà il giorno del trionfo della Madonna in Cina, il giorno in cui il nome di Don Bosco, gridato da migliaia di giovani nuovamente nostri, sarà esaltato; e noi allora potremo realizzare nella pace tutte le opere che Don Bosco ha previsto in questa nostra grande Cina.

Ci benedica tutti e mi creda suo dev.mo figlio

Sac. DIONISIO MARTIN.

Missionario Salesiano.

INDIA

La Missione dell'Alto Brahmaputra accoglie il suo primo Vescovo.

Il 17 maggio S. E. Rev.ma Mons. Oreste Marengo, primo Vescovo della nuova Diocesi di Dibrugarh, raggiungeva in aereo la sua sede, accolto dal suo popolo con una manifestazione entusiastica e grandiosa. Una decina di automobili scortarono l'eccellentissimo Presule tra due fitte ali di uomini, donne e bambini che agitavano bandierine multicolori e gridavano tutta la loro gioia. Accompagnato da due altri vescovi salesiani - S. E. Mons. Stefano Ferrando di Shillong e S. E. Mons. Luigi Morrow di Krishnagar, il nuovo Pastore fece il solenne ingresso nella sua cattedrale, completamente riparata e rinnovata dopo il disastroso terremoto del 1950, tra un tripudio di canti, luci e fiori. Fatta la lettura delle Lettere Apostoliche relative all'erezione della Nuova Diocesi, il clero passava a baciar la mano del suo Vescovo in segno di sottomissione ed affetto.

L'alba del 18 trovò i fedeli già in chiesa. Avevano passato la notte per terra sotto grandi tendoni, capanne improvvisate, portici, verande e corridoi. La Missione Cattolica era diventata simile ad un esercito accampato e risuonavano di continuo i grossi nagra (tamburi) e garrivano al vento pennoni, orifiamme e bandiere. I missionari si erano prestati per lunghe ore ad ascoltare le confessioni. Ora la balaustra è letteralmente presa d'assalto. Son venuti da tanto lontano! Molti dei nostri cristiani camminarono per 30 e più chilometri, superando fiumi rigonfi per le prime piogge torrenziali. Non hanno visto il missionario da parecchi mesi ed ora sono felici e contenti nella Casa del Padre. La cattedrale per loro è il più bell'edificio del mondo. Vi passano ore ed ore ed ammirano con grandi occhi gli altari, le statue, i finestroni, le colonne, tutto. Molti di essi vedevano per la prima volta una Messa Pontificale con l'assistenza di due Vescovi. Quella sfilata di chierichetti e di sacerdoti nei sacri paramenti; i canti eseguiti da un coro poderoso; i discorsi trasmessi da alto-parlanti: erano tutte cose nuove che facevano un'impressione profonda sul loro animo.

Dopo il Pontificale, nel cortile della scuola ci fu una simpatica dimostrazione in onore del nuovo Vescovo. Fu una vera esplosione di entusiasmo di colorito tutto orientale. Agli esercizi ginnici degli alunni e delle alunne delle nostre scuole si alternarono le caratteristiche danze degli aborigeni Munda e Oraon al suon di trombe e tamburi: ai canti classici si alternarono quelli folkloristici: all'offerta di una automobile moderna seguì l'offerta di capretti, uova, riso e stoffe multicolori intessute dai Naga, « cacciatori di teste! ». (Un gruppo di essi era venuto da Kohima e Imphal per chiedere al Vescovo di mandare tra di loro qualche missionario). E sul più bello un aeroplano pilotato da un nostro amico venne a fare ardite evoluzioni nel cielo della Missione!

Nel tardo pomeriggio ebbe luogo la solenne processione Eucaristica per le vie della città. Fu una magnifica manifestazione di fede e di forza cattolica. « Quanti cristiani! Ma da dove sono venuti ?... Non avrei mai pensato che ci fossero tanti cristiani al mondo! ». Questi e altri simili erano i commenti che si sentivano da parte dei pagani, hindù e mussulmani, che ammiravano dai lati della via l'interminabile corteo. Tra l'alternarsi di canti e preghiere, passò il Re Divino a benedire il suo popolo osannante in questo estremo lembo dell'India. È scesa la notte sulle acque vorticose del « Figlio di Brahma ». La processione -è rientrata nella Missione. L'Ostensorio è posto sopra un magnifico altare sul pronao della Cattedrale tra lo scintillio di centinaia di luci. Il Vescovo con accento commosso parla del Figlio di Dio che si è fatto nostro cibo e nostro compagno di viaggio per aiutarci a raggiungere la Patria Celeste. Parla di tante anime ancor brancicanti fra le tenebre e ombre di morte e invita tutti i presenti a pregare perché venga presto il Regno di Dio in questa terra lontana, vero avamposto della Fede. Poi ancora una volta Gesù benedice il suo popolo prostrato ai suoi piedi e tutta l'immensa vallata del Brahmaputra e le montagne circostanti che attendono ancora gli araldi del Vangelo.

Don LUIGI RAVALICO, Missionario Salesiano.

L'Archidiocesi di Madras e il North Arcot.

Venticinque anni fa.

Fino al 1927 il distretto del North Arcot, all'Occidente di Madras (India), faceva parte dell'Archidiocesi di Pondicherry e i Missionari di Parigi erano gli zelanti dissodatori di questa porzione di vigna del Signore. Quell'anno però la S. Sede l'affidava ai Salesiani come Missione indipendente. L'anno seguente, arrivò inaspettato e sorprendente l'annunzio che anche l'Archidiocesi di Madras era affidata ai Salesiani e l'indimenticabile Mons. Mederlet ne era il primo Arcivescovo Salesiano. S'ingiungeva però che la Missione del North Arcot fosse inclusa nell'Archidiocesi ed i distretti di Nellore e Bellari, al nord di Madras e facenti parte fino allora dell'archidiocesi, fossero esclusi per formare rispettivamente una diocesi e una prefettura apostolica. Così l'Archidiocesi di Madras ne uscì ristretta al nord ed estesa all'occidente.

Difficoltà.

Solo una grande fede e confidenza nell'aiuto della Divina Provvidenza possono spiegare la tranquillità con cui il nuovo Arcivescovo accettava la gravissima responsabilità e il clero si accingeva al lavoro. Si sapeva, infatti, quanto il North Arcot fosse povero e si trattava di sostituire immediatamente nove missionari in Madras e sette nel North Arcot e altri ancora a breve scadenza per poter in qualche modo accudire ai 70.000 cristiani. E si era solo in quattro, compreso l'Arcivescovo. Altri Salesiani, indubbiamente, sarebbero arrivati; ma non si poteva aspettarli tutti da oggi a domani. Nemanco ci si poteva ripromettere che verrebbero con la conoscenza dell'inglese e del tamil, addestrati alla vita pastorale e missionaria e che il clima sarebbe stato di preferenza mite per facilitare loro il tirocinio. Eppure chi scrive non ricorda di aver mai visto Mons. Mederlet scoraggiato o soprapensiero una sol volta durante quei tempi difficili.

Spirito salesiano che fa buon giuoco.

Si è lavorato molto durante questi 25 anni. Si lavorò molto da principio quando si era in pochi e mentre ancora si faceva conoscenza col nuovo campo di lavoro. Non è possibile in una missione compiere diligentemente uno o l'altro dei più gravi doveri del Missionario, per esempio quello di attendere ai giovani, senza implicitamente compierli un poco tutti; proprio come non si può praticare una virtù senza praticarle un poco tutte. Da principio ci sarà stata poca conoscenza della vita pastorale e missionaria, ma i Salesiani conoscevano ciò che vuol dire lavorare per la gioventù; e che altro ci si poteva aspettare da loro in simili circostanze, se non che andassero ai giovani ? In Madras e nel North Arcot i novelli missionari salesiani cominciarono un lavoro sodo e costruttivo per la gioventù. Ce n'era tanto bisogno. E questo andare alla gioventù fece colpo sui cristiani e sui pagani; sugli anziani e sui giovani. Ci fu presto una fioritura di vita cristiana quale ci si potrebbe aspettare solo nelle migliori missioni. E tutto questo si verificava quando ancora ci si capiva più con i segni che con le parole.

Si lavorò, più tardi, sotto l'abile guida di S. Ecc. Mons. Mathias, l'attuale Arcivescovo di Madras, quando si era già in numero maggiore e più esperimentati. L'immediata creazione di orfanotrofi (di cui il North Arcot era privo) per attendere alla gioventù povera o a piccini cui il vaiolo o il colera hanno strappato i genitori, è un lavoro sgorgato dall'amore per la gioventù che i Salesiani e le Suore Salesiane portarono sempre con sè. Oggi, dopo 25 anni, ce n'è quasi una dozzina di orfanotrofi. Di queste istituzioni e di queste opere di carità vollero i Salesiani del Sud India arricchire la Madre Congregazione, mentre si lavorò quanto si potè per il bene dell'archidiocesi e della missione del North Arcot.

Alcuni dati.

Certo, impegnati a fondo nel lavoro missionario, non si potè dedicare molte energie a opere prettamente salesiane, eccetto, come già si è notato, a quelle opere di carità che rispondono ai bisogni di una missione di convertiti poverissimi. Si diede quindi vita, fin da principio, a due orfanotrofi per ragazzi (Vellore e Tirupattur) per un complessivo di 600 orfani ; ad una scuola media e magistrale in Madras (S. Gabriele) che conta oltre mille allievi ed è l'unica del genere che i cattolici abbiano nell'archidiocesi di Madras; a una scuola media a Vellore; a una scuola superiore a Tirupattur, affiliata all'Università di Madras e intesa a facilitare gli studi di quei salesiani che intendono laurearsi ; a una scuola agricola (Uriurkuppam) che dovrebbe giocare una parte importante nel nostro lavoro missionario. Ci si assunse inoltre la responsabilità del Seminario Diocesano, che conta cento seminaristi e dove sette salesiani sono impegnati a fondo. A questo si aggiunga la fondazione di un aspirantato (Tirupattur), di un noviziato (Yercaud), e di uno studentato filosofico (Kotagiri).

Altrettanto intensa ed efficace fu l'opera svolta dalle Figlie di Maria Ausiliatrice nella Missione. I risultati eccezionali che riportarono durante questi 25 anni debbono essere attribuiti alla loro stretta osservanza e alla costante pratica di un'eroica povertà. Chi scrive andava a dir messa due volte alla settimana in una loro casa lontana 25 km. e consumava la sua cena e colazione perchè la piccola comunità, come seppe poi dopo, si addossava maggiori privazioni. Nel corso di 25 anni ben sei istituzioni con scuole e orfanotrofi annessi furono fondati: Madras, Vellore, Arni, Polur, Pallikonda, Tirupattur; di più: un noviziato. Totale orfani 980; scuole elementari 5 ; scuole secondarie 4; scuole magistrali 2 ; scolari 2080.

Il povero North Arcot.

Da quanto si è fin qui detto appare evidente che la Missione è poverissima. Il distretto è poi uno dei più poveri di tutta l'India. Una media di poco meno di un metro di pioggia all'anno è insufficiente per una regione tropicale dove l'evaporazione è grande e il principale raccolto è il riso; tanto più insufficiente per il terreno in massima sabbioso. Qua e là, si ammette, ci sono tratti e oasi ben coltivate e lussureggianti; pittoresche a volte le sponde del Cheyar e del Palar, due fiumi che attraversano il distretto da ovest ad est; in certe zone campi e frutteti si succedono l'un l'altro per molte miglia e non c'è niente da invidiare alle più fertili contrade del mondo. In generale però la contrada è povera, il paesaggio è brullo, roccioso il terreno quando non è sabbioso, e i quattro quinti della popolazione è poverissima e conduce una vita quanto mai stentata. Nostro Signore disse che i poveri li avremo sem pre con noi ; questo è quanto mai vero nel caso del missionario del North Arcot. Ogni residenza missionaria è la meta di una fila ininterrotta di gente quasi nuda e affamata che va dal padre per un qualche cosa di cui sfamarsi. Se fu sempre così, lascio pensare come le cose stiano ora, dopo cinque anni di siccità, quando moltissimi non hanno assolutamente di che vivere.

Si è solo al principio.

Con questo stato di cose come sta la Chiesa? Progredisce il lavoro delle conversioni ? Si sa infatti che la povertà estrema è un ostacolo quasi insormontabile alla diffusione del regno di Dio.

Don Bosco, un giorno, parlando a delle religiose disse che convertire una nazione alla verità è un grandissimo miracolo e aggiunse che ci vuole molta preghiera, molto lavoro e molto tempo. Mentre il tempo appartiene al Signore, il lavoro spetta al Missionario e la preghiera è il dovere di tutti. Di tempo ne è passato molto dal giorno in cui S. Tommaso apostolo e S. Francesco Saverio predicarono il Vangelo in India. Dobbiamo pregare perchè presto venga il giorno in cui l'India sia convertita tutta al vero Dio. Sarà davvero un grandissimo miracolo la conversione di questa immensa contrada con i suoi 400.000.000 di abitanti. Oggi però dobbiamo ammettere che anche dopo 19 secoli la conversione dell'India a Cristo è appena incominciata. Su cento persone solo tre sono cattoliche in India. In Madras e nel North Arcot la percentuale è un poco più alta, ma si è solo al principio.

Come affrettare il giorno.

La povertà estrema è certo un impedimento al lavoro di conversione. Dovremmo quindi indirizzare i nostri sforzi a combattere tale povertà.

In Europa e nei paesi cattolici la Chiesa sente il bisogno di svolgere un'opera sociale per facilitare il bene delle anime. In India troverà facile fare opera di penetrazione se i Missionari s'interesseranno sempre più delle condizioni economiche dei convertiti e di quelli da convertire. Le cose spirituali hanno bisogno delle cose materiali: l'anima del corpo; il sacramento della materia. C'è un minimo di vestito e di cibo che il corpo deve avere se vogliamo che il povero indiano ascolti la nostra parola, accetti il Vangelo e lo pratichi, se vogliamo cioè che si converta e la Chiesa si stabilisca. Poste queste condizioni favorevoli, unitamente al lavoro dei missionari e alla preghiera dei buoni, il regno di Dio non mancherà di espandersi rapidamente.

Come aiutare i poveri.

È ovvio che dobbiamo aiutare quelli che versano nell'estrema necessità, cristiani e pagani, secondo le nostre possibilità e anche con sacrificio.

Questa carità è praticata bene spesso dagli stessi Hindu ed il missionario getterebbe il discredito sulla religione che predica se dicesse agl'ignudi: andate, copritevi; e agli affamati: andate, satollatevi; e non desse agli uni e agli altri nè vestito nè cibo.

Nel North Arcot il bisogno è grandissimo, mentre il missionario è poverissimo. Ecco quindi la necessità e il dovere che il missionario ha di chiedere aiuti per questa povera gente. Nessuno dovrebbe trovare a ridire se il Missionario chiede con insistenza. È solo il portavoce degli affamati che stanno alla sua porta tutto il giorno.

Fuori però dei casi più urgenti, dobbiamo impiegare quei mezzi che abbiamo in modo da rendere stabile l'aiuto che diamo ai poveri. Dobbiamo cercare di creare condizioni per cui il maggior numero possibile di poveri possa lavorare e guadagnare sufficientemente. Distribuire quel tanto che si ha senza darci ulteriore pensiero non basta. Bisogna rimediare per quanto è possibile ad uno stato di cose che torna dannoso spesso a chi dà e a chi riceve. Nel maggior numero dei casi si tratta anche di educare il povero al lavoro, al risparmio e d'impedire che facciano certi sbagli per cui cadano, dopo un certo tempo, nell'indigenza... Questo è lavoro per i corpi, ma per guadagnare le anime e stabilire il regno di Dio.

L'agricoltura sembra presentarci una possibilità.

Il distretto è povero di materie prime e, considerati i mezzi limitatissimi di cui si dispone e il pericolo a cui ci si esporrebbe, l'industria, almeno per il momento, non sembra offrirci possibilità di benessere per i nostri poveri. Durante questi 25 anni si è cercato d'insegnare ai giovani un mestiere come quello del falegname e del fabbro. Ma non si possono concepire grandi speranze, perchè da una parte son troppo pochi quelli che hanno un'attitudine per qualche mestiere, dall'altra se sono esperti devono lasciare il villaggio per la città, Madras, per trovare lavoro; i falegnamuzzi - e sono i più numerosi - rimangono nel villaggio a languire perchè la capanna indiana non ha finestre, non ha mobilio e bene spesso neanche la porta. Capita quindi sovente che dopo un anno che questi carissimi figliuoli hanno lasciato la nostra istituzione, han già dovuto vendere gli strumenti del mestiere che il Padre aveva loro regalato e questo per poter mangiare e comprarsi una camicia.

L'agricoltura sembra essere l'unica via attraverso cui aiutare i poveri del North Arcot con mezzi non sproporzionati alla nostra condizione. Ci conferma in questa convinzione il fatto che i quattro quinti della popolazione è agricola e almeno altrettanti giovani non hanno attitudine per gli studi, sebbene dicano di voler studiare. Dietro la loro insistenza, si sa, c'è l'idea di evitare la fatica dei campi. È così in tutto il mondo. Ma la loro salvezza è proprio in questa fatica e in questi campi. Ci sono nel North Arcot larghi tratti di terreno che è considerato non buono per la coltivazione. In verità lo si può rendere buono con un poco di lavoro ; ne vale la spesa soprattutto se c'è acqua nel sottosuolo. Si può comprare detto terreno per poco. Tale fu il prezzo pagato per la colonia di Uriurkuppam menzionata sopra. Son circa 80 ettari e sono tre anni che lo si coltiva. La gente è stupita del cambio operato ed ancor più stupiti siamo noi perchè con i dati alla mano si comprende la possibilità di aiutare centinaia di persone proprio con i mezzi modestissimi di cui disponiamo. Ci si augura quindi che su Uriurkuppam e su colonie del genere i quattro quinti dei nostri poveri possano essere educati, crescere e assicurare l'avvenire a sè e ai loro figli. Quanto più progredirà questo lavoro tanto più il regno di Dio si farà strada nelle anime, con l'aiuto di Dio, lo zelo dei Missionari, la carità e la preghiera dei buoni.

Don EMILIO DABOVE Missionario Salesiano.

Notizie brevi dall'Assam

Missionari poliglotti.

Come è noto, l'Assam è una delle regioni più cosmopolite del mondo. L'ultimo censimento ci parla di circa 200 gruppi etnici differenti che l'abitano. I missionari salesiani che da 30 anni lavorano in questo paese han dovuto, chi più chi meno, dedicarsi allo studio dei vari idiomi: da quelli monosillabici e gutturali delle tribù dei monti a quelli complessi e raffinati delle popolazioni della vallata assamese. È specialmente durante i concorsi e riunioni festive che il missionario deve far uso del « dono delle lingue ». Non è raro il caso che in confessionale egli debba usare cinque o sei lingue del tutto differenti. Il nuovo Vescovo di Dibrugarh sull'Alto Brahmaputra tiene il primato linguistico potendo speditamente parlare ben 15 lingue!

La città degli studi in Shillong.

Laitumkrah - il rione di Shillong ove si trova la Missione Cattolica -- è ormai diventato una vera « Città degli Studi ». Vi si contano ben 3 Collegi Universitari per interni ed esterni, oltre alle varie scuole secondarie e superiori con una popolazione scolastica che si aggira sui 3000 fra alunni e alunne. In quest'importante opera educativa collaborano con i Salesiani i Fratelli delle Scuole Cristiane, Irlandesi, col loro imponente St. Edmund's College, le Suore Loretine e le Suore di Nostra Signora delle Missioni col St. Mary's College. È sintomatico il fatto che le migliori famiglie della Capitale, benchè pagane o protestanti, preferiscano inviare i loro figli alle scuole cattoliche. Nel bel centro di questa Città degli Studi si erge una grande statua di bronzo a S. Giovanni Bosco, che è certamente felice di trovarsi fra tanta gioventù !

La Pasqua cristiana alle porte della Cina.

Quanto mai solenne è stata celebrata in Dibrugarh, alle porte della Cina e del Tibet, la festa di Pasqua. Circa 2000 cristiani accorsero alla Missione dai villaggi e dalle piantagioni di thè. La Cattedrale di Mons. Marengo, il primo Vescovo Salesiano di Dibrugarh, si dimostrò troppo piccola per l'occasione e i pochi missionari ebbero un gran da fare per amministrare i Ss. Sacramenti a tanta gente. Fu uno spettacolo commovente il vedere la mensa eucaristica così assiepata. Ci furono anche un centinaio di prime Comunioni.

Un piano quinquennale.

Il Governo dell'Assam ha stanziato la somma di 30 milioni di rupie (oltre 400 milioni di lire italiane) a favore delle tribù aborigene che abitano le numerose colline e montagne confinanti con la Cina e il Tibet. Sinora queste tribù montane e semiselvagge erano state quasi del tutto dimenticate e lasciate a sè. Anzi era proibito ai missionari europei ogni contatto con loro. Facevano da comodo cuscinetto tra l'India e i grandi paesi d'oltre frontiera. Fu appunto sulle colline dei Mishmish che cent'anni fa furono trucidati due Missionari delle Missioni Estere di Parigi in viaggio verso il Tibet. Ora il Governo desidera entro un periodo di cinque anni riabilitare quelle disgraziate tribù aprendo vie di comunicazione, scuole, ospedali, ecc. È da augurarsi che in conformità alla Costituzione Indiana venga lasciata ai Missionari ogni libertà di avvicinare queste tribù che han tanto bisogno della loro opera di salvezza morale e materiale. È pure da augurarsi che generosi apostoli vengano a coadiuvare i quindici missionari salesiani che hanno presentemente la cura di questa immensa diocesi dell'Alto Brahmaputra che conta circa 30.000 cattolici e ben 2 milioni di pagani. Le tribù aborigene da sole raggiungono 800.000 anime. Il momento presente è decisivo poichè il Governo mira a induizzarle. Avendo mezzi e personale noi potremmo facilmente riportare tra le tribù animiste della frontiera gli stessi trionfi ottenuti tra i Khasi e i Garo. Ma non c'è tempo da perdere!

L'Ausiliatrice ai suoi divoti

Maria Ausiliatrice ferma le fiamme di un pauroso incendio. - A Manaus, capitale delle Amazzoni, un improvviso e pauroso incendio metteva in orgasmo, nella notte del 9 marzo, tutta la città.

Le fiamme salivano dall'interno della grandiosa fabbrica della gomma della Compagnia nazionale, e dopo poco tempo, assecondate dal forte vento, si slanciavano sulla parte di sinistra del nostro Patronato professionale S. Teresina, situato in continuazione della suddetta fabbrica. Il grido d'allarme lo diede la Direttrice stessa che tentò di far sgombrare la casa al chiarore delle sole fiamme, poichè la luce elettrica era stata immediatamente tolta. Le 1200 allieve vennero ospitate, nel cuore della notte, nell'altro nostro collegio, mentre le Suore rimasero per continuare il lavoro e assistere al terrificante spettacolo dell'incendio che avanzava inesorabile.

Della fabbrica della gomma non rimanevano che poche pareti e le fiamme continuavano a correre lungo il tetto del Patronato, a tutta prima, sicure del nuovo buon boccone; entravano dalle porte e finestre, affumicavano l'interno degli ambienti e poi, quasi respinte da una forza misteriosa, ritornavano sulle vicine rovine.

Tra il crescente spavento della folla accorsa e la preoccupazione delle Autorità, le Suore pregavano con la massa del popolo: Maria Ausiliatrice, salva il nostro patronato, e la Direttrice piena di rassegnazione e di fede aggiungeva: « Signore, si faccia la tua volontà ».

E la volontà di Dio si compì per l'intercessione di Maria SS. Ausiliatrice. Il Patronato fu salvo miracolosamente e con l'unico danno della fusione di alcuni vetri.

La Comunità, le allieve interne ed esterne, e tutta la buona cittadinanza protestano viva gratitudine alla Celeste nostra Madre e promettono maggior fiducia in si potente Ausiliatrice.

Manaus (Brasil-Amazonas).

Sr. PALMIRA GHISONI, Ispettrice.

Si era perduta ogni speranza. - Nel giorno di S. Giuseppe del '43, durante il servizio militare, feci una pleurite che ripetei nel 1944. Dopo qualche mese una spondilite aggravava il mio stato. Ricoverato all'ospedale di Venezia, vi rimasi per molti mesi ingessato nell'immobilità assoluta. Tutto fu vano e al male che mi tormentava si aggiunse anche una coxite. Mi si ingessò completamente e passai 30 mesi di degenza all'ospedale. Tutti i medici davano il mio caso disperato. Io pure mi sentivo alla fine. Ma la mia fede nella Madonna era grande. Verso la fine del 1949 e nei primi mesi del 1950 trovandomi in famiglia in condizioni disperate, con grande fede ricevevo spesso la benedizione di Maria Ausiliatrice. In questi tempi passò tra noi la Madonna Pellegrina che si mostrò veramente mia Ausiliatrice. Era il 13 ottobre 1949. Tutto affidai ad essa, mia « dottoressa » e mia Ausiliatrice, giacchè non volevo più saperne di dottori. Fu il 13 novembre, giorno e momento della chiusura solenne del pellegrinaggio di Maria, quando in me incominciò un. visibile e miracoloso miglioramento con lo scoppio di molti ascessi. Oggi sono completamente guarito, sebbene porti ancora qualche conseguenza della malattia di tanti anni. Sento di dover tutta la mia guarigione alla Madonna e alla sua benedizione che tante volte ho ricevuto, e invito chi ha bisogno di favori ad avere grande fede in Maria Ausiliatrice, se vuoi vedere che cosa sono i miracoli.

Castagnaro.   Grand'invalido: GIUSEPPE BALZAN.

L'Immagine di Maria Ausiliatrice. - I coniugi Luigi e Orsolina Tarvelli mi scrivono dal Brasile, ove dimorano da varii anni, quanto segue:

La nostra bambina, Clara, di circa undici anni, da qualche anno andava soggetta a convulsioni tali da ridurla in fin di vita ogni qualvolta ne veniva assalita. Gli stessi medici non riuscirono a guarirla per quante cure le avessero prodigate. Un giorno, mentre il convulso assalì la bambina più forte del solito, la madre ricordò di tenere fra le altre immagini di santi anche quella di M. Ausiliatrice.

Ispirata da una fede viva, corse a prendere l'immagine delta Madonna, la pose sotto il guanciale della piccola inferma e, invocandola con tutto il fervore dell'anima sua promise un'offerta a favore delle 'opere Salesiane se la sua Claretta fosse liberata da sì grave malore. E la bambina realmente guarì, poichè, già da tempo, il convulso è cessato ed i genitori, riconoscenti alla Vergine di D. Losco, inviano offerta con preghiera che la grazia venga pubblicata sul Bollettino Salesiano.

Capanne di Careggine.

DANIELE BERTONI, Ex allievo Salesiano.

Riprende a camminare. - Mia moglie, colpita da coma diabetico, non poteva camminare. Vedendo sua madre in tali condizioni, mia figlia Maria si rivolse con fiducia a Don Bosco, e alla fine della novena mia moglie riprese a camminare. Questo è quanto si è chiesto al Santo e si è ottenuto. Con vivi sensi di riconoscenza lo ringraziamo tutti in famiglia e continuiamo a pregarlo perchè tenga tutta la famiglia sotto la sua protezione e perchè ci impetri da Dio la grazia di vedere la cara inferma completamente ristabilita.

Alia (Palermo).   COSTANZO SALVATORE.

Inghiotte un chiodino. - Il nostro bambino Carlo, di anni 8, nel divertirsi aveva inavvertitamente inghiottito un chiodino lungo 2 cm.

Tutti fummo subito assaliti da grande spavento per le conseguenze che ne potevano venire.

Ma tosto ricorremmo fiduciosi al santo dei giovani, Don Bosco, di cui siamo devoti. Accendemmo il lumicino davanti al suo quadro, facemmo toccare al figlio una reliquia del Santo, si accese una candela al suo altare nella Chiesa Parr., dove si diede pure la benedizione con la reliquia. E fummo pienamente esauditi.

L'incidente passò senza la minima conseguenza, il pericolo scomparve del tutto e tre giorni dopo, il nostro Carlo ritornava a servire la S. Messa e faceva la S. Comunione in ringraziamento. Riconoscenti a Don Bosco, inviamo offerta.

Niella Belbo (Alba).

Coniugi DOTTO GIUSEPPE e MARIUCCIA. Visto: si conferma la verità del suesposto.

Sac. CARLO MARELLO, Arciprete - Vicario Foraneo.

La Madonna ha fatto guarire la mamma. - Viva Maria Ausiliatrice »: lo dico proprio di cuore, mentre invio questa offerta.

Questa estate la mamma stava molto male; non parlava più; nella sua stanza con le mie sei sorelline e fratellini ero inginocchiata al suo letto come in preda a disperazione. « Madonna santa, salvaci la mamma! ». Ma io sentivo che dovevo dare alla Madonna qualche cosa; avevo qualche cosa di caro: la catenella con la medaglietta d'oro. Gliela promisi. E la Madonna ha fatto guarire la mamma. Sia benedetta!

Lanzada (Sondrio).   MARIA TERESA BARDEA.

15 agosto MARIA SANTISSIMA ASSUNTA

Nel giorno della solenne proclamazione del dogma di Maria SS. Assunta in Cielo il S. Padre Pio XII pronunciava questa mirabile preghiera. La pubblichiamo nella fiducia di far cosa gradita ai Cooperatori e alle Cooperatrici che desiderano soddisfare la loro pietà mariana recitandola in questo mese sacro alla Vergine Assunta.

PREGHIERA A MARIA SS.ma ASSUNTA

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli uomini.

1. - Noi crediamo con tutto il fervore della nostra fede nella vostra assunzione trionfale in anima e corpo al cielo, ove siete acclamata Regina da tutti i cori degli Angeli e da tutte le schiere dei Santi; e noi ad essi ci uniamo per lodare e benedire il Signore, che vi ha esaltata sopra tutte le altre creature, e per offrirvi l'anelito della nostra devozione e del nostro amore.

2. - Noi sappiamo che il vostro sguardo, che maternamente accarezzava l'umanità umile e sofferente di Gesù in terra, si sazia in cielo alla vista della umanità gloriosa della Sapienza increata, e che la letizia dell'anima vostra nel contemplare faccia a faccia l'adorabile Trinità fa sussultare il vostro cuore di beatificante tenerezza: e noi, poveri peccatori, noi a cui il corpo appesantisce il volo dell'anima, vi supplichiamo di purificare i nostri sensi, affinchè apprendiamo, fin da quaggiù, a gustare Iddio, Iddio solo, nell'incanto delle creature.

3. - Noi confidiamo che le vostre-pupille misericordiose si abbassino sulle nostre miserie e sulle nostre angoscie, sulle nostre lotte e sulle nostre debolezze; che le vostre labbra sorridano alle nostre gioie e alle nostre vittorie; che voi sentiate la voce di Gesù dirvi di ognuno di noi, come già del suo discepolo amato: Ecco il tuo figlio; e noi, che vi invochiamo nostra Madre, noi vi prendiamo, come Giovanni, per guida, forza e consolazione della nostra vita mortale.

4. - Noi abbiamo la vivificante certezza che i vostri occhi, i quali hanno pianto sulla terra irrigata dal sangue di Gesù, si volgono ancora verso questo mondo in preda alle guerre, alle persecuzioni, alla oppressione dei giusti e dei deboli; e noi, fra le tenebre di questa valle di lacrime, attendiamo dal vostro celeste lume e dalla vostra dolce pietà sollievo alle pene dei nostri cuori, alle prove della Chiesa e della nostra patria.

5. - Noi crediamo infine che nella gloria, ove voi regnate, vestita di sole e coronata di stelle, voi siete, dopo Gesù, la gioia e la letizia di tutti gli Angeli e di tutti i Santi; e noi, da questa, terra, ove passiamo pellegrini, confortati dalla fede nella futura risurrezione, guardiamo verso di voi, nostra vita, nostra dolcezza, nostra speranza; attraeteci con 'la soavità della vostra voce, per mostrarci un giorno, dopo il nostro esilio, Gesù, frutto benedetto del vostro seno, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

PIUS PAPA XII

Don Bosco premia la fede di un ex allievo. - La sera del 23 luglio mia madre, andando a letto, accusava un certo malessere con lieve rialzo febbrile.

In nottata la febbre si elevava fino a 41 gradi e interveniva un violento attacco di enterecolite che suscitava le più gravi preoccupazioni per l'età avanzata e per le continue sofferenze che ne hanno funestato la vita.

Come se ciò non bastasse, esplodeva una sindrone azotemica, un coma diabetico, e una polmonite bilaterale.

Giorni penosi incominciarono per la mia famiglia poichè, malgrado l'intervento immediato dei medici, le condizioni di mia madre si aggravarono al punto da far perdere ogni speranza e da far definire il caso veramente disperato.

Nell'immensa desolazione di vederla strappata al nostro affetto, mi rivolsi con fede a S. Giovanni Bosco, con quella stessa fede che sempre ho avuto fin da quando, allievo del Collegio dei Salesiani in Randazzo, ho imparato a conoscere il grande Santo.

Contro ogni previsione, mia madre si rimise in salute e ora sta benino malgrado la sua età. È ferma convinzione nostra e dei medici curanti che Don Bosco ci ha restituita la mamma. Perciò, in adempimento del voto fatto, invio una modesta offerta con preghiera di pubblicare la presente nel Bollettino Salesiano.

Linguaglossa.   Avv. SANTI PAFUMI.

Per la seconda volta alle soglie dell'eternità. - Da tempo soffrivo di fegato. Fatta la radiografia, il professore mi disse che era necessaria l'operazione. Il medico curante non era del parere, poichè in seguito ad una grave malattia fatta due anni prima, il cuore si era molto indebolito.

Io invece, ravvivata la fede in Don Bosco, mi feci portare all'ospedale e dopo una settimana venni sottoposta all'atto operatorio che durò due lunghe ore.

Ma tanta era la forza e la calma che Don Bosco mi dava che il Professore mi chiese: « Ma dove prende lei tanta forza? ». Ed io: « Me l'ha data Gesù questa mattina nella santa Comunione e in questo momento è Don Bosco che mi sostiene ».

Mi tolsero 53 pietre e sebbene l'operazione fosse andata bene, gravi complicazioni mi attendevano. Una infezione alla faccia mi causò febbre altissima e si temeva una setticemìa. Brividi freddi facevano cessare i battiti del cuore e tutti temevano una catastrofe. Assistita dai famigliari piangenti, passai otto giorni tra vita e morte.

Ma una notte in cui tutto era silenzio e io lottavo con la febbre che mi divorava, in uno slancio di fede, raccolsi le poche forze che ancora mi rimanevano e dissi a voce alta: «Don Bosco, se veramente mi vuoi bene e mi sei Padre, domani mattina non ci deve essere più la febbre».

Il mattino non più 40, ma 36,2 di temperatura; e da allora il termometro non salì oltre il normale.

Il Professore constatò la grazia e disse con meraviglia di tutti: « Qui c'è un intervento divino, perchè noi non avremmo più saputo che cosa fare ».

Lasciai l'ospedale proprio alla vigilia della festa di S. Giovanni Bosco.

Padre santo, sempre più forte canterò le tue glorie e diffonderò le tue opere che tanto amo.

Cesano Maderno.   ISOLINA POZZOLI.

" I presenti mi credevano sfracellato ". - Fin da piccino, il babbo, ex allievo salesiano, mi impresse nel cuore la devozione a S. Giovanni Bosco e a Maria Ausiliatrice.

Il 10 maggio c. a., la mamma mi pregò d'andare nell'orto a prendere un po' di prezzemolo. Quel giorno pioveva e io, per non bagnarmi, rasentai dei grandi tavoloni di pietra, posti lungo un muro sotto lo spiovente del tetto. M'appoggiai inavvertitamente a uno di essi che, mal collocato, scivolò sopra di me, colpendomi specialmente le gambe. Alla mia invocazione di aiuto accorsero il babbo e tre robusti operai, che riuscirono a liberarmi da quel tavolone del peso di circa cinque quintali. I presenti mi credevano sfracellato, invece, grazie a Don Bosco e a Maria Ausiliatrice, rimasi incolume con una semplice ammaccatura alla gamba. Oggi cammino già come prima.

Riconoscente, ringrazio i miei Protettori.

Salabertano (Torino).   PRIN SILVIO di MARIO.

Altri graziati di Maria Ausiliatrice e di San Giovanni Bosco.

Francesca Magnetto (Viotto di Scalenghe) guarì da un'infezione al sangue con ascessi, ulceri e piaghe, ribelli ad ogni cura.

Maria Ferrero ved. Bandini (Rivalta Tor.) ottenne la guarigione del fratello dopo difficili e pericolose operazioni. Angela Bruna (Pinerolo) pubblica la guarigione completa del figlio da gravi sintomi di malattia mentale.

Luigi Biava (Bagnatica) ringrazia M. A. e S. G. B. per avergli salvato il figlio colpito da violento calcio di cavallo alla testa.

Agostino e Teresa Rondolotto (Salussola Vigettio) rendono noto che il figlio fu miracolosamente salvo nella caduta dalla scala di un campanile.

Candida Ricci (Cantavenna) ottenne che il marito trovasse impiego.

Rosa Zama (Bosiago di Faenza) ringrazia per la guarigione della mamma e della sorellina.

Maria Gigliofiorito Maffei (Marcianise) ottenne la guarigione del bimbo da crisi nervose dovute a sviluppo precoce. Anna Montano (Genova-Sestri) ringrazia S. G. B. che le guarì la figlia da un caso grave di pleurite.

Margherita Crema (Diano d'Alba) ridotta in fin di vita da mal di cuore, invoca M. A. e si riprende fino a guarire. Girolama Amato (Alcamo) guarita da calcolo al rene destro. Caminati Ulderico (Capanna di Verghereto) rende nota la sua riconoscenza per una segnalatissima grazia.

Sergio Scavino (S. Margherita L.) ottenne la guarigione del figlio.

Gildo Moro (Meolo Barbera) rende nota la miracolosa guarigione di un parente- da ulcera gastrica con peritonite diffusa.

Angiolina Rolfo (Feisoglio), colpita da male che i medici non riuscivano a qualificare, guari invocando M. A. e S. G. B.

Agostino Degeri e C. Grandon (Linares-Cile) ottennero la guarigione da tifo del figlio spedito dai medici.

Assunta Bimbi (Firenze) guarì da malattia nervosa con disturbi generali e disfunzione del cuore.

Maria Repetto (Carpeneto) ottenne la guarigione della nipote da un caso di bronco-polmonite trascurata, dichiarato grave.

Luigi Giovannini (Pisa) fu promosso in un esame.

Luigia Valsecchi (Calolziocorte) da tre anni disoccupata, ottiene lavoro al termine della novena a M. A. e a S. G. B.

Cinque comm. dott. Aurelio (Anzio) ringrazia M. A. e S. G. B. per la guarigione della figlia affetta da grave tifo.

Famiglia Giani (Rocca Susella) mise sotto la protezione di D. Bosco il raccolto del grano e lo ottenne superiore a tutti gli anni precedenti.

Anna Maria Chiappa (Remondo di Garbana), avendo la mamma ridotta in fin di vita, invocò D. Bosco, e la mamma subito migliorò.

Giuseppe e Mariuccia Chiaramello (Altare) ricorsero a M. A. e a S. G. B. e il loro piccolo tornò da morte a vita.

Bice Biacca Guzzi (Cossagno) aveva la bimba malata di bronchite capillare con complicazioni che l'avevano ridotta allo stato pre-agonico. Il caso era disperato, ma ella invocò Don Bosco con fede e la bimba si riprese bene.

Luigi Cossarin (S. Giovanni di Casarsa), da anni affetto da gonfiori e piaghe causate da vene varicose, per cui non valsero le cure della scienza, ricorse a S. G. B. e guarì perfettamente.

La famiglia Zanetti desidera render pubblica la sua riconoscenza a M. A. per la costante protezione con cui ha alleviato i momenti più cruciali della vita. Achille Luparelli (Menaggio), avendo una pratica che si protraeva da mesi, iniziò una novena a M. A., a S. G. B. e al B. D. S. e proprio il nono giorno gli fu comunicato l'esito favorevole.

Lucillo e De-Rose Ceccherini (Casale M.) ottennero la guarigione della mamma da peritonite.

Clotilde Guscetti (Ambrì) ottenne la guarigione di due suoi cari.

Zanovello V. M., coniugi (Montecchio Magg.) sono riconoscenti per varie grazie, alcune delle quali hanno del miracoloso.

Letizia Bolla (Monteforte) ottenne la guarigione del nipotino da eczema maligna che lo mise in pericolo di vita.

Elena Ricci (Napoli) benedice Don Bosco, il grande Protettore del figlio, che lo salvò in uno scontro di automobili.

Virginia Ravelli chiese a S. Giovanni Bosco lavoro per il figlio e lo ottenne.

Lina Banchero (Pagliaro Infer.) ringrazia M. A. e S. G. B. per varie grazie, tra cui quella che un suo caro parente si accostò ai Sacramenti dopo tanti anni.

Lucia Sassi in Salvatori (Fogliano di Maranello) potè rimettersi in salute dopo anni di esaurimento organico.

Tommasina Bassotti (Brindisi) ottenne la guarigione della cognata da preoccupanti attacchi cardiaci.

Maria Coletti Camera (Acqui) ottenne la sospirata guarigione del marito da un grave esaurimento nervoso.

Laudicina Lino (Torino) ringrazia Maria Ausiliatrice e Don Bosco per una grazia segnalata.

Tavazzani Carlo (Pavia) si raccomandò a Maria Aus. e a Don Bosco perchè volessero ridonare la salute alla signora e la grazia venne «grande, sublime, sfolgorante».

Sironi Andrea (Guidino di Besana B.) dichiara di essere guarito da grave malattia mediante una novena a S. G. Bosco, contro il verdetto dei medici.

Perruzza Letizia (Spilamberto) ottenne da S. G. Bosco di guarire al braccio destro senza l'intervento del medico.

Marcenaro Costanzo (Pallerone) per una serie di grazie che gli hanno fatto toccare con mano quanto è buona la Madonna e quanto efficace l'intercessione di Don Bosco.

Anghileri Carlo per tre grazie: guarigione propria da malattia dichiarata inguaribile dai medici. - Guarigione della moglie da broncopolmonite grave. - Nascita di un bell'angioletto dopo 12 anni di attesa matrimoniale.

Graziati del Beato Domenico Savio.

L'ingenua preghiera di un fanciullo. - Mi trovavo degente nell'infermeria dell'istituto salesiano di Penango (Asti). Erano già passati dodici giorni e la febbre non mi lasciava. Deperivo di giorno in giorno, tanto da lasciar perplesso il nostro bravo medico.

Un giorno venne a trovarmi un sacerdote e mi disse: « Raccomandati a Domenico Savio, è un santino potente».

Incominciai la novena al Beato quella sera stessa e gli dissi: « Senti, caro Domenico, se mi fai la grazia entro lunedì sera, io la farò pubblicare ».

La sera della domenica la temperatura era ancora trentotto e sette; la sera del lunedì la febbre era scomparsa.

La mia salute da quella sera andò facendosi sempre più buona, tanto da poter riprendere con regolarità i miei studi e le mie chiassose ricreazioni.

« Grazie, Domenico Savio. Ora credo anch'io che se sei invocato, concedi subito le tue grazie ».

Penango (Asti).   PIETRO STAVARENGO.

Scompare il dolore. - Soffrivo di un dolore allo stomaco dopo i pasti che mi rendeva difficile alimentarmi, portandomi un grave deperimento.

Ebbi da una mia cognata, Cooperatrice salesiana, una figurina del B. Domenico Savio, e non appena lo invocai fervidamente, scomparve il dolore per non ritornare mai più.

Ora mangio di tutto senza risentire alcun disturbo. Tutto ciò senza prendere alcuna medicina e senza farmi visitare da alcun medico, per sola opera del B. Domenico Savio, a cui andrà sempre la mia più fervida gratitudine.

Accludo offerta per la Causa di Canonizzazione.

Portici (Napoli).   Prof. MARIA DE CORNER.

Aiuta un buon padre di famiglia. Un triste giorno dovetti essere ricoverato nel sanatorio di Borno (Brescia).

Quale non fu il mio dolore al pensiero di dover lasciare la moglie e le due bambine senza aiuti finanziari e chi sa per quanti mesi con pericolo di perdere anche il posto nello stabilimento, se la degenza all'ospedale si fosse prolungata oltre i sei mesi !

Ne diedi notizia al fratello Salesiano, il quale mi consigliò di pregare con fiducia il B. Domenico Savio. Unì alla lettera un'immagine dell'angelico Giovane con la preghiera, che cominciai a recitare con fede. Difatti non tardai a sentire un miglioramento, che andò sempre crescendo fino a completa guarigione. Ora ho lasciato il sanatorio e ripreso il mio lavoro nello stesso stabilimento.

Riconoscente invio offerta.

Passirano.   ORIZIO FRANCESCO.

Ritorna la voce. - Il giorno di Natale dello scorso anno, mentre parlavo, improvvisamente mi trovai senza voce. Credendo fosse effetto di stagione, mi curai un poco, ma inutilmente. Allora andai dal medico, il quale disse che erano lese le corde vocali. Dopo altre visite, tentai, le applicazioni elettriche, ma anche queste non risolsero niente: ero sempre senza voce.

Le reverende Superiore mi esortarono allora a chiedere la grazia a Domenico Savio. Cominciai subito a pregarlo con fervore. Dopo due ore di preghiera, mi parve di vedere il piccolo Savio, che mi diceva: « Leggi e vedrai che riavrai la voce! ». Provai e con stupore sentii, dopo tanto tempo, il suono della mia voce. Provai anche a cantare e vi riuscii benissimo. Da allora canto e parlo normalmente.

Ringrazio di cuore il Beato, ed esorto tutti a confidare nella sua potente intercessione

Bessolo (Torino).

Suor TERESINA PREVITALI, F. M. A.

Contro ogni umana speranza. - Da vari anni sofferente di miocardite, fui colpita da improvviso malore alla testa con perdita totale della parola. Mi ripresi dopo qualche ora riacquistando l'uso della favella.

Dopo nove giorni sopravvenne un malessere molto più grave: l'impossibilità di movimento delle gambe, che divennero fredde, insensibili, con dolori terribili. Il medico curante, giudicando il caso grave, consigliò il trasporto all'ospedale, dove con le cure prodigate l'arto sinistro riprese vitalità, ma il destro continuava ad essere inerte, cadaverico. Il Primario di quella clinica e i suoi aiutanti non riuscivano a identificare il male; intanto in casa suore, studentesse e bimbe pregavano l'angelico Domenico Savio.

Rimasi così due giorni-spasimando, quando la Provvidenza dispose il fortuito arrivo in clinica del medico curante, mentre ero circondata da gran numero di dottori e studenti che discutevano senza concludere; potendo egli precisare i precedenti, vennero alla conclusione trattarsi di embolìa dell'arteria destra ed endocardite. Fu chiamato subito il bravo chirurgo Dott. Cannelli, esperto in tali operazioni.

Dopo un paziente atto chirurgico con il metodo da lui escogitato, l'embolo fu estratto, ma per altri due giorni nella gamba non si riscontrava alcun segno di circolazione. Il verdetto era terribile: l'amputazione completa dell'arto.

Ma in casa si continuava a pregare e il Signore non tardò a rendere manifesta la sua potenza.

Contro ogni previsione cominciai a migliorare fino a poter riprendere il movimento completo della gamba, ma appoggiata ad un bastone, e dopo sei mesi lasciavo anche l'uso del bastone.

Rendo lode a Dio e ringrazio il caro Beato.

Pisa.   Suor AGNESE MELONI, F. M. A.

Demagri M. (Nizza Mare) si raccomandò al Beato e fu guarito da un'ostinata e pericolosa pleurite.

Quadri Mario (S. Casciano dei Bagni) col contatto dell'immagine del Beato ottenne una segnalata guarigione.

Micoli Argentini Teresa (Venezia) perchè Domenico Savio le guarì il bambino da broncopolmonite con complicazioni.

Paoletti Lupi Fedele (Rocche di Civitella del Tronto) fu guarita da gran gonfiore alla gamba.

Corva in Masotti Speme (S. Daniele Friuli) prega Domenico Savio per l'esame di 4 universitari osando anche chiedere che il voto sia sopra i 27/30 ed ecco che tutti e 4 prendono 28/30.

Guilla-Pretti Ercolina (Ronsecco) ringrazia per la buona riuscita nella maturità classica del nipote.

Vezzoli Marco (Trescore B.) ringrazia Dom. Savio per la scomparsa di penose conseguenze dovute a malattia intestinale

Grazie attribuite a Don Beltrami.

Evita una operazione. - Dovevo sottopormi a intervento chirurgico; l'operazione avrebbe messo in serio pericolo la mia vita, essendo affetta, fra l'altro, da diabete.

Mi rivolsi con fede illimitata alla Madonna Ausiliatrice, e in particolare al Servo di Dio Don Andrea Beltrami chiedendo la grazia di preservarmi da tale intervento.

E con somma meraviglia il medico specialista constatò, durante la successiva visita, che era scomparso il bisogno dell'operazione.

Ringrazio con mio marito e le mie figlie la Madonna Ausiliatrice, e specialmente il Servo di Dio Don Andrea Beltrami, nella fiducia che questa grazia sia motivo di più per la sua Beatificazione.

Vicenza.   MARIA CAZZOLA.

Erminia Vici (Apiro) ottenne che una persona a lei carissima si accostasse ai santi Sacramenti dopo 50 anni.

Rosina Longo Alessi (Cammarata) guarì da un male che le impediva di camminare, alla sola invocazione di Don Beltrami.

Icaro Riccini Margarucci (Montefano) fu esaudito in cosa che gli stava grandemente a cuore.

Oreste Abruzzese (Genova) guarì da forte tosse con complicazioni assai dolorose.

Alonzo dott. Ruggero (Milano) gli rende pubbliche grazie per aver ottenuto di evitare un intervento chirurgico.

Caterina Penassio (Polonghera) con l'aiuto di D. Beltrami fu liberata da grave sciagura.

Archelao Oppo (Cagliari) ottenne dal Servo di Dio una grazia importante che, tra l'altro, servì a risollevargli il morale.

Marianna Gillio (S. Giovanni di Riva), a causa di uno spavento e di dispiaceri passati, soffriva di un malessere che le ostacolava il lavoro. Avuta per caso un'immagine di Don Andrea Beltrami, ne invocò l'aiuto e, come per incanto, si senti subito rivivere. Ora il benessere continua.

Massimiano Ortuzar Cariola, salesiano (Cile). Dopo una visita ai raggi, fu dichiarata l'urgenza del pneumotorace al polmone destro. Supplicò Don Beltrami e, dopo dieci giorni, la ferita appariva cicatrizzata.

Graziati del Servo di Dio D. Filippo Rinaldi.

Dopo quarant'anni! - Soffrivo di vene varicose con ulceri alle gambe da oltre quarant'anni. Avevo provato molte cure, anche negli ospedali, ma me n'ero sempre tornata a casa col mio male. Quanto piangere avevo fatto! Finalmente mi rivolsi a Don Filippo Rinaldi ed eccomi guarita da oltre un anno.

Desidero che questo miracolo sia pubblicato sul Bollettino Salesiano.

Sesto S. Giovanni (Milano). GIUSEPPINA BARALI.

L'ulcera era scomparsa. - Da tre anni mio fratello soffriva per un'ulcera gastrica ribelle ad ogni cura. Ultimamente poteva appena prendere qualche po' di cibo che gli causava dolori lancinanti quasi insopportabili. Visitato più volte dai medici, fu deciso di sottoporlo a una operazione che prevedevano difficile e pericolosa per lo stato di debolezza del fratello.

Gli consigliai di rivolgersi a Don Rinaldi e anch'io con fede grande pregai il caro Padre perchè ascoltasse la nostra supplica. Il giorno prima dell'operazione fu sottoposto ad un'ultima radioscopia per la localizzazione dell'ulcera, ma i medici con sorpresa riscontrarono un semplice gonfiore che scomparve dopo un mese e dell'ulcera neppure il segno.

Rendiamo grazie a Don Rinaldi e lo preghiamo di voler continuare la sua protezione su tutta la famiglia.

Trento.   Suor FRANCESCA MENCIN, F. M. A.

Trova lavoro al nono giorno della novena. - Dopo circa sette mesi di disoccupazione, durante i quali avevo messo in movimento tutte le mie più influenti conoscenze, e quando già ogni speranza di sistemazione era fallita rendendomi l'esistenza insostenibile per la mia precaria situazione economica, mi venne consigliato di affidarmi, a mezzo di novena, all'intercessione del Servo di Dio Don Filippo Rinaldi.

È cosa quasi incredibile, eppure, allo scadere del clono giorno, proprio dall'Ente dal quale ambivo di essere assunto e per il quale avevo perso tutte le speranze, mi venne assicurata l'assunzione.

Al termine di una successiva -novena ho iniziato il lavoro presso l'Ente suddetto.

Dopo questa suadente prova della potenza taumaturgica di Don Filippo Rinaldi, mi sento il dovere, benchè come credente io abbia finora lasciato molto a desiderare, di rivolgermi all'Autorità Ecclesiastica affinchè possa tributare al succitato Servo di Dio le doverose onoranze per la Causa di Beatificazione.

Torino. Rag. ALESSANDRO MANZONI.

Grazie, Padre buono! - Profondamente grate, cantiamo con le note più armoniose dell'anima, il nostro grazie concorde a Don Rinaldi che, dietro incoraggiamento delle nostre buone Suore, abbiamo invocato nei nostri difficili esami.

Nonostante le difficoltà gravi che essi presentar ano e il numero non indifferente delle candidate - trentaquattro - la quasi totalità delle alunne ebbe la vittoria nella sessione estiva, mentre le poche rimaste con qualche ferita, la risanarono nella sessione autunnale, con soddisfazione propria e della Commissione esaminatrice, che ammirò ed encomiò la serietà degli studi fatti nel nostro caro Istituto.

Grazie, Padre buono, la tua serena immagine, che abbiamo sempre tenuta innanzi durante le prove scritte e la tua preziosa reliquia stretta in pugno, nelle prove orali, ci hanno ottenuto dalla celeste nostra Ausiliatrice tanta grazia, e noi, inviando la nostra modesta offerta, intendiamo manifestare la nostra gratitudine.

Non cessare di proteggerci nel difficile cammino della vita che ora incominciamo!

Alì Marina. Le neo-maestre dell'Istituto M. Ausiliatrice.

Salva una vocazione. - Desideravo vivamente di far parte della eletta schiera delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ma, per motivo di salute, rimandavo la mia entrata di mese in mese, sempre nella speranza di potermi rimettere e spiccare il desiderato volo.

Anzichè migliorare, il male persisteva. Allora, più scoraggiata che mai, mi presentai alla Rev.da Madre Ispettrice per esporle il mio caso. La Madre m'incoraggiò con materne parole e mi regalò un'immagine con reliquia del Servo di Dio Don Filippo Rinaldi, consigliandomi di fare una novena in suo onore, promettendo di far pubblicare la grazia, se l'avessi ottenuta. In men che non si dica migliorai tanto da poter essere accettata nell'Istituto.

Riconoscente, adempio alla promessa e invoco la sua protezione, affinchè possa perseverare nella mia vocazione.

Alessandria.   CARMELA MINETTO.

Ci hanno segnalato grazie ottenute per intercessione di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, di S. Maria Mazzarello e degli altri Servi di Dio - alcuni hanno anche inviato offerte per la celebrazione di sante Messe di ringraziamento - i seguenti:

Abbo V., Adele C., Aimo Monchiero L., Alemanno R., Andrei A., Angelelli R., Ardito N., Avidano S., Baima L., Barbasivi C., Barberis A., Barbero N., Barbieri S., Baroffio fam.a, Bergamini V., Bergeretti fama, Bersano M., Bertolino A., Berruti M., Berutti L., Bianco M., Bianco R., Bionaz T., Bonino F., Bonola S., Bonzo cav. A., Borla D., Boschetto L., Bottini A., Brioschi I., Brunetti E., Busson D., Buzzetti fam.a, Cabrino L., Caoduro A., Cappello A., Carbonaie A., Careglio E., Carnaghi M., Carosso O., Casalegno A., Castagneri C., Casuccio A., Cavallito 'I'., Cavo coniugi, Cena R., Cerutti I., Chianale F., Clara C., Colombini M., Colombo Ottone S., Coronin fama, Corti A., Cresta O., Croce V., Cuniberti M., Curci E., Debernardi P., De Filippi A., Delfino R., Della Rossa P., Demichelis C. F., Dequarti R., Dezzani C., Failla F., Fanciotto M., Fazioli G., Fassetta A., Ferrari V. e I.., Fiori M., Fontana A., Foramitti L., Fornari M., Frego G., Gabasi L., Gaeliardone L., Galletti A. M., Garello C., Garino M., Gasparini I., Gassino C., Gastaldi C., Gendre A., Giacobbe G., Giaccone F., Giapponi A., Giberti E., Gillone G., Gioannini R., Giordano P., Graziano G., Lusso M., Macagno V., Macchia E., Maggiulli J., Malacalza D. V., Manfredi fama, Manica G., Monzone G., Marchionato coniugi, Moscia G., Merlo fam.a., Merlo M., Mezzano G., Milano F. e C., Mittino G. e P., Molinari M., Molinatto T., Mollo A., 11lonticone M., Moschino M., Mossetti M., Motta G., Motti I., Nerboni M., Natta B., Nicoletta P., Nota G., Novello S., Oberto I,., Odore I., Oldofredi P., Orsomarso A., Ovisio R., Paris B., Patrizi fam.a, Pernechele A., Pessina M., Piacentino G., Fiaggio Cini M., Pignataro fam.a, Pisano M., Pomero Marca M., Ponzo A., Porzio F., Pro G., Pronino L., Purpura dr: R., Quaranta B., Rampone P., Rasetto F., Ravasio N., Rigotti M., Rissotto A., Rita A., Rizzo G., Romussi T., Rondano M., Rosa P., Rosadini D. L., Rosati M. T., Rosina F., Rossi G., Saliva A., Savino G., Sergio F., Signorini G., Sindoni O., Stoppani A., Susini A., Tabbia V., Tamburini G., Todeschini L., Tofetti fama, Tosnarelli M., Trapani fam.a, Tricerri M., Trivelli, Ughetto, Vagnino coniugi, Vanzetti C., Vaschetto R., Vaso N., Viarisio M., Vigon I,., Volpe G., Zama R., Zanetto P., Zannaldini P., Zerbola G.

Raccomandiamo caldamente alle preghiere di tutti i devoti di Maria Ausiliatrice le particolari intenzioni delle seguenti persone:

Adamuccia R., Aimo L., Anfosso C., Airoldi A., Anselmi G., Ardito F., Babini M. T., Barberis C., Benoni I., Besterini B., Bianchi M., Bietti G., Birago U., Bonardi M., Bonomo M., Bosio M., Bracchi R., Bruno T., Burzio M., Calcagnini L., Camburzano G., Canavese F. e S., Capra G., Carassia E., Caruso fama, Cavaglia C., Cerliani Vigna L., Chiantelana C., Chiesa C., Clovis A., Colombo V. e G., Corbi M., Cottini F., Cuorgnè G., Curto M., Dentis R., Dolce P., Durando M., Esposito E., Ferraris L., Ferrero M., Ferrero R., Fogliati G., Fontana M. e T., Freddi E., Gagliardi M., Galletti M., Garino C., Garino L., Giai Via L., Gianonio B., Gilli G., Givogre G., Grassi E., Guasco C., Lavagno coniugi, Mainero fam.a, Mainero P. C., Maltese Sibò L., Manica G., Maranzano coniugi, Mascarello C., Masera M., Mezzano E., Mezzano G., Mola R., Occhetta M., Oliva G., Pasotto L., Peirani M., Pellegrinelli B., Pessina M., Piumati G., Prandini, L., Prenna C., Ravera A., Ribero A., Rissotto S., Robba F., Ronco F., Russo T., Santoni P., Sargetto I., Scarrone A., Storia D., Tesio M., Tumedei G., Ughetto, Vaccarino V., Vagnino coniugi, Valentino E., Valletti S., Vana L., Vandoni L., Zanetto P., Zilio P.

BEATI I MORTI CHE MUOIONO NEL SIGNORE

SALESIANI DEFUNTI:

Sac. FERDINANDO MACCONO, † a Foglizzo il 29 maggio 1952 a 86 anni.

Ci è caro pensare che sulle soglie dell'eternità sia andata ad incontrarne l'Anima piissima Santa Maria Mazzarello, della quale egli fu l'autorevole biografo, il cultore devoto, la mano scelta da Dio per trarla dall'umile oscurità alla gloria.

Il Signore dispose che vedesse il mirabile coronamento di tante fatiche nella raggiunta Canonizzazione della Santa e nelle grandiose feste che ne seguirono, culminate con le celebrazioni di Mornese.

Non gli rimaneva ormai che cantare il Nunc dimittis nella visione del, grande premio; e morì come un patriarca che si addormenta nel sonno dei giusti per risvegliarsi nell'eternità.

Sac. GIOVANNI COLLA, da Chiusa Pesio (Cuneo), † a Cordoba (Spagna) il 16-IV-1952 a 81 anni.

Sae. PAOLO MENGEL, da Barmen (Germania), † a Agua de Dios (Colombia) il 23-VI-1952 a 75 anni.

Sac. TOMMASO YOUNG, da San Pedro (Argentina), † a Cordoba il 10-IV-1952 a 71 anni.

Sac. GIUSEPPE SPAN, da Doropolje (Jugoslavia), † a Lubiana il 23-II-1952 a 58 anni.

Sac. .MICHELE RIERA, da Tarrasa (Spagna), t a Torino-Oratorio il 4-IV-1952 a 55 anni.

Coad. ANTONIO RUGGERI, da Itri (Latina), † a Roma (S. Tarcisio) il 5-IV-1952 a 93 anni.

Coad. GIUSEPPE SIMONE, da Torino, morto ivi Ospedale Cottolengo il 2-V-1952 a 73 anni.

COOPERATORI DEFUNTI:

Mons. GIUSEPPE BOLLA, Parroco di Moncalvo (Asti) † il 28-V-2952 a 66 anni.

Parroco ideale, apostolo infaticabile e aperto ad ogni iniziativa, benefattore dei poveri e della sua diocesi, sacerdote secondo il cuore di Gesù, Mons. Bolla si è acquistato un indiscusso primato, in cui rifulge il profilo schietto dell'ex allievo e del cooperatore salesiano, apologia vivente della genialità e della santità di Don Bosco. Figura tra le più caratteristiche e felici degli ex allievi sacerdoti della Casa Madre, meriterebbe per il suo spirito sacerdotale un elogio ricalcato sulla celebre affermazione del Santo: « Fu prete tra i soldati, prete all'altare, prete sul pulpito, prete tra il popolo, prete tra i giovani, sempre e con tutti prete ».

Sulla sua tomba venerata la Famiglia Salesiana depone i fiori della riconoscenza e della preghiera.

Sac. NATALE SANTINI, † a Verghereto.

Fratello del nostro Don Silvio, fu per molti anni Decurione dei Cooperatori e zelò la divozione a Maria Ausiliatrice, alla quale volle dedicare un altare nella chiesa arcipretale di Verghereto. Devotissimo di S. Giovanni Bosco, ne celebrava la festa con la maggior solennità possibile e raccomandava ai suoi parrocchiani di essere generosi con le opere Salesiane, specie con le Missioni che aiutava anche con offerte personali. Volle che tutte le famiglie della sua vasta parrocchia ricevessero il Bollettino Salesiano, che diceva efficacissimo per la conservazione della fede e dello spirito cristiano nelle famiglie.

Sac. QUIRICO TASSELLO, † a Lonigo il 5-IV-1952 a 67 anni.

Amava abbinare la divozione di Maria Ausiliatrice a quella, della Madonna dei Miracoli, venerata nel Santuario presso Lonigo, di cui fu Rettore zelantissimo per 30 anni. Introdusse nel Santuario la divozione a San Giovanni Bosco celebrandone la festa con-grande solennità. Fu benemerito della Chiesa perle vocazioni sacerdotali da lui coltivate e non mancò d'indirizzarne alcune alla Società Salesiana.

ALBINA CARDINAUX ADT, † in Arona (Novara) il 18-v-1952 a 65 anni.

Il Signore premiò la sua fede e la tenera devozione che nutriva per Maria Ausiliatrice e Don Bosco, dandole il conforto di vedere il figlio Don Paolo farsi salesiano.

Notaio GIOVANNI PONZI, † a Cisternino il 20-XII-1951. Munifico cooperatore salesiano e fervente cristiano, meritò la grazia di avere una figlia suora di Maria Ausiliatrice.

GALLO MARIA EMMA n. COMUNIAN, † a Bassano del Grappa il 21-IV-1952 a 76 anni.

Di una soave amabilità che la rendeva cara a tutti, seppe con signorile disinvoltura guidare i numerosi figli in circostanze spesso assai travagliate, sempre con la serenità sul volto, animata da fede ardente. Donò due figli a Don Bosco.

ALTRI COOPERATORI DEFUNTI:

Bermani Albina - Bernardini Vittoria - Cadeddu Anna Vincenza - Calamari Cella Teresa - Capelli Ester - Caretto Innocenza - Casali Giovanni - Della Croce Francesco - Giunipero Vittoria - Guazzelli Luigi - Loda Lorenzo - Mottini Nazarena - Negrini Iolanda - Orsini Pia - Pietrogrande prof. Giuseppe - Pujatti Maria - Quargnolo Don Alverido - Ragusa Nunziata - Raviolo Giuseppe - Seghezzi Teresa - Soci Margherita - Ubaldi Maria -. Vagliosindi Antonina.

L' Istituto Salesiano per le Missioni con sede in Torino, eretto in Ente Morale con Decreto 13 gennaio 1924, n. 22, può legalmente ricevere Legati ed Eredità. Ad evitare possibili contestazioni si consigliano le seguenti formule: