eletto RETTOR MAGGIORE della Società Salesiana dal Capitolo Generale il 1° agosto 1952 Il Capitolo Superiore è risultato così composto:
Rev.mo Sac. ALBINO FEDRIGOTTI Prefetto Generale
Rev.mo Sac. GIOVANNI ANTAL Catechista Cenerale
Rev.mo Sac. FEDELE GIRAUDI Economo Generale
Rev.mo Sac. SECONDO MANIONE Consigliere Scolastico
Rev.mo Sac. ANTONIO CANDELA Consigliere Professionale Rev.mo Sac. GIORGIO SERIÈ Consigliere
Rev.mo Sac. MODESTO BELLIDO Consigliere
Rev.mo Sac. GIOVANNI RESENDE Consigliere
Rev.mo Sac. SALVATORE PUDDU, Segretario.
Al quinto Successore di Don Bosco e agli altri membri del Capitolo Superiore il Bollettino Salesiano porge a nome dei Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice, Cooperatori e Cooperatrici, Allievi ed Ex-allievi le più vive felicitazioni con l'augurio di lunghi anni di fecondo apostolato.
Il Congresso Catechistico Internazionale indetto a Roma dalla S. Congregazione del Concilio mise in rilievo, fin dall'ottobre 1950, le grandi possibilità educative e sociali che hanno i mezzi di diffusione in genere e la radio in particolare.
Queste documentazioni furono fornite dall'autorevole voce di Ecc.mi Vescovi e di esimi relatori, secondo i quali la vita moderna ha distolto talmente l'attenzione del popolo dall'obbligo della istruzione religiosa, che ormai la parola buona ha bisogno di farsi strada con nuovi mezzi in seno alle famiglie e alla società. S. E. Mons. Giovanni Urbani, Assistente Generale dell'A. C. I., osservò che « ovunque non giunga la voce del sacerdote è invece presente la radio, che informa sulle novità del giorno e nello stesso tempo giunge a persuadere le menti e a cattivarsi gli animi ». E S. E. Mons. Antonio Barbieri, Arcivescovo di Montevideo (Uruguay) confermò: « Oggi in realtà nessuno fa a meno della radio: ogni casa più o meno solitaria dispone di questo mezzo e nelle plaghe più impervie si punta almeno sulla radio come strumento per comunicare con il mondo civile». Fu in base a queste constatazioni che molti relatori mostrarono quanto avevano potuto ottenere per mezzo dell'apostolato radiofonico, e il Congresso finì con approvare una deliberazione che incoraggiasse l'uso cristiano e apostolico di questo potente mezzo di diffusione.
Eloquente in proposito l'appello rivolto dal Santo Padre il 12 novembre 1951 ad alcuni membri della Radio di Monaco: « Alla radio - diceva il Papa - dovrebbe sempre applicarsi il motto: il meglio è appena bene. Anzitutto il meglio della verità, perchè soltanto il vero aiuta e fortifica l'individuo e la società; indi il meglio del bene, spettando alla radio la difesa del bene morale con propugnarlo e dargli sempre il posto che gli compete nella scala dei valori etici; infine il meglio del bello, non dimenticando mai che legge suprema dell'arte è il servire il vero e il bene, non già distruggere ciò che questi costruiscono».
Sulla scorta delle parole pontificie, si constatano due seri inconvenienti: da una parte si ascoltano programmi dannosi; dall'altra, si trascurano i programmi di contenuto religioso o morale.
La radio dev'essere cattolica?
Non è infrequente il caso di dover leggere su stampe più o meno qualificate, o di dover sentire da uomini più o meno autorevoli, che la radio non deve essere cattolica non essendo spiccatamente a servizio di una sola idea. Il pericolo di questa sentenza è che molti se ne servano come scusa per usare poi la radio contro la stessa idea cattolica, contro la morale e contro l'educazione cristiana. E quanto lamentava il grande papa Pio XI nella memorabile Enciclica Divini illius Magistri con le seguenti notabili espressioni: « Ai nostri tempi si fa necessaria una tanto più estesa e accurata vigilanza quanto più sono cresciute le occasioni di naufragio morale e religioso per la gioventù. inesperta, segnatamente nelle audizioni radiofoniche, le quali moltiplicano e facilitano, per così dire, ogni sorta di letture, come il cinematografo ogni sorta di spettacoli. Questi potentissimi mezzi di divulgazione, che possono riuscire, se ben governati da sani princìpi, di grande utilità all'istruzione ed educazione, vengono purtroppo spesso subordinati all'incentivo delle male passioni e all'attività del guadagno». Il motivo principale di questi disordini bisogna cercarlo nella coscienza di chi parla alla radio, la quale non è sempre cristiana; ond'è che la radio non si può ascoltare sempre e da tutti.
Anche Sua Santità Pio XII, il 22 aprile del 1948, denunciava in un messaggio la responsabilità del criminale che fa della radio uno strumento di corruzione intellettuale e morale, ed esortava « chi parla alla radio a portare nell'enunciato di ciò che deve dire quella delicatezza, quella nobiltà di espressione, che gli permetta di farsi comprendere dagli adulti senza destare l'immaginazione o commuovere la sensibilità dei piccoli». I responsabili delle trasmissioni radiofoniche dimenticano troppo facilmente che si rivolgono a una società che è cristiana nella sua forma e nel suo vivere e nella quale bisogna sempre più conservare quel cristianesimo che è la stessa ragione della sua civiltà; dimenticano troppo spesso che bisognerebbe perlomeno non contribuire alla scristianizzazione del popolo e della gioventù. Tale dimenticanza è causa di riprovevoli messe in onda: drammi e radiodrammi esistenzialistici a sfondo disonesto e omicida; canzonette e musiche frivole, che quando non fanno del male con le parole, rovinano l'anima creando sentimenti peggiori; ambigui asterischi di varietà e barzellette salaci seminate di puntini sospensivi... Un insieme dissolvente che non tiene quasi mai conto che al di là dello spazio, dove è l'apparecchio ricevente, vi può essere la famiglia serena, con l'innocenza dei bimbi e la sua grande pace, che con una piccola scintilla si possono mandare in rovina per sempre.
Oggi, data la situazione della radio nelle varie nazioni, non sarebbe esente da grave imprudenza il genitore o l'educatore che girasse ciecamente la chiavetta dell'apparecchio ricevente alla presenza dei ragazzi, nel delicato momento della loro educazione. È vero che non è possibile, qui, l'audizione preventiva dei vari pezzi e che, per questo aspetto, la radio presenta maggiori pericoli che il cinematografo; ma appunto per questo si richiede maggiore cautela. Conciliare il rispetto delle persone con il diritto o il dovere di parlare, ecco il problema che interessa anzitutto i responsabili delle trasmissioni e, per la grande parte che vi hanno, i genitori e gli educatori. A volte sarebbe sufficiente una disapprovazione o una denuncia coraggiosa da parte dei padri e delle madri di famiglia alle varie direzioni radiofoniche, per eliminare uno scandalo che si ripete di giorno in giorno o di settimana in settimana. Bisogna avere il coraggio di fare questa denuncia; bisogna giungere a dimostrare che realmente viviamo in una nazione cristiana, in un secolo e in una cultura cristiana, fondati su una storia, su un'arte, su una scienza che sarebbero 'inspiegabili senza il Cristianesimo, e che quindi è sempre un controsenso sorvolare sul valore educativo del Cristianesimo stesso.
Coerenza.
Ci è quindi penoso constatare che molto sovente i programmi radiofonici delle varie nazioni non corrispondono alle esigenze della morale e dell'educazione cristiana. Un sano giudizio da parte dei capi famiglia si impone così non solo nei riguardi dell'apparecchio ricevente, dei luoghi di trasmissione e delle ore di programma, ma nel fare attenzione alla facilità con cui la stessa stampa - a volte anche cattolica - esalta gli aspetti belli e buoni della radio, dimenticando che ci sono anche aspetti meno belli e meno buoni che non si possono approvare come i primi. È facile, dalla lettura di un articolo favorevole a certe trasmissioni, farsi l'idea che siano così approvate tutte le trasmissioni, con danno del nostro criterio che deve sempre essere il vero ed equilibrato padrone della scelta.
Ma la situazione non è più incoraggiante se passiamo a dare uno sguardo a noi stessi: siamo da parte nostra disposti ad accogliere favorevolmente la parola cristiana quando ci venga trasmessa per radio ? In moltissimi casi questo non avviene: noi abbiamo una strana prevenzione contro le trasmissioni religiose, e quando per caso ne incontriamo qualcuna, ci siamo fatto l'abitudine di girare la chiavetta e di andare in cerca di un argomento più divertente. Questo significa che abbiamo paura di pensare e che, dopo tutto, siamo stranamente incoerenti con la nostra professione di Cristiani e di Cattolici militanti. Alla radio si svolgono di tanto in tanto campagne e crociate per la Fede, lezioni e conferenze di indole religiosa e sociale, vengono trasmesse manifestazioni e funzioni liturgiche, corsi di catechismo, sacre rappresentazioni; lo stesso Santo Padre si rivolge a noi ed abbiamo la comodità di poterlo sentire con la sua voce viva e autorevole dai nostri paesi, dalle nostre case, sulla stessa strada... Ma con tutto ciò noi non possiamo sempre dire di cercare queste trasmissioni come cose nostre, che ci riguardano e ci appartengono, e che - tra le molte vacuità radiofoniche - ci giungono gradite e preferite.
Auguriamoci pure di non essere colpevoli su tale punto. Questo sarebbe un segno consolante che la nostra vita cristiana non si limita all'andare a Messa una volta la settimana e riempie invece i nostri pensieri, le attività, gli svaghi, come un sistema sentito dal cuore. Ma se preferiamo davvero ciò che è superficiale e leggero, allora diamo un segno evidente di incoerenza con la verità e la morale che abbiamo abbracciato insieme alla Fede.
Sosteneva Pio XII il 23 maggio scorso, parlando alla gioventù cattolica della Germania, che se lo Stato con le sue leggi e le sue previdenze ha l'elementare dovere di porre barriere contro il turpiloquio e tutto ciò che è contrario all'onestà dei costumi, « il più forte baluardo contro la marea dell'immoralità dovete però essere voi medesimi, con la vostra decisa e salda volontà di non contribuire in nulla là dove si calpesta la legge di Dio e la dignità umana, con la vostra decisa e salda volontà di ottenere ciò che, non dimenticando Dio e i suoi diritti, nobilita, purifica e santifica ». È questa decisa e salda volontà che dobbiamo nutrire in noi, anche - e sopra tutto - a proposito delle trasmissioni radiofoniche: volontà di non ascoltare ciò che non è secondo la legge divina, e volontà di ascoltare ciò che contribuisce ad accrescere in noi e nella società il Regno di Gesù Cristo. La radio in tanto può valere in quanto non distrugge il bene delle nostre anime. Solo a questa condizione la possiamo accettare e sfruttare a nostro vantaggio, sicuri di comportarci secondo le direttive del Papa e il sano spirito moderno di Don Bosco.
Anche gli uomini devono pregare !
" Forse alcuni di voi sarebbero inclinati a pensare che il dovere della preghiera riguarda soltanto le anime sepolte fra le pareti di un chiostro o, comunque si voglia, consacrate a Dio, od anche le vostre spose e i vostri bambini. Ma non è così, diletti figli. Certamente anche voi dovete vivere la vostra vita divina; anche voi dunque dovete far respirare la vostra anima. Ora - come abbiamo già detto altre volte - il respiro dell'anima è la preghiera. Siate dunque tutti, senza eccezione, concordi nell'orazione.' Forse che è possibile lasciare agli altri l'incarico di respirare per voi?...
" Ma subito viene alla Nostra mente e sulle Nostre labbra una seconda esortazione. Voi potreste infatti essere già ben persuasi della necessità del respiro dell'anima, che è quanto dire del bisogno di pregare, ma poi essere indotti a credere che sia sufficiente una volta nella settimana, per esempio nella Messa domenicale, ovvero qualche istante ogni giorno, per esempio prima di coricarvi.
" Eppure il divino Maestro ha detto a tutti: ' Dovete sempre pregare' (cfr. Luc., 18, I), e a tutti ha fatto ripetere dai suoi Apostoli lo stesso invito: ' Pregate senza intermissione' (Thess., 5, 17).
" Diletti figli, volete essere veramente cristiani, volete essere uomini, e non soltanto macchine o strumenti, tutt'al più di produzione? Adoperatevi affinchè la vostra preghiera non sia soltanto di qualche istante al giorno o di pochi minuti la settimana. Voi sapete per esperienza che nessuna occupazione, nessun lavoro o fatica interrompe il ritmo del vostro respiro; anche durante il sonno, il respiro continua, e guai se non fosse così! Perchè non deve avvenire qualche cosa di simile per il respiro dell'anima, che è la preghiera?
" Ma voi forse chiederete: come è possibile, in pratica, questo respiro continuo dell'anima? come è possibile di pregare, mentre si continua a lavorare, si continua a stancarsi, si continua a nutrirsi ed a piangere, a gioire e a soffrire?
Ecco, diletti figli, un metodo semplice e facile, assai probabilmente già noto a non pochi di voi. All'inizio di ogni giornata offrite al divin Cuore di Gesù i vostri pensieri, le vostre parole, le vostre azioni, le vostre gioie, i vostri dolori, in unione con le intenzioni per le quali Egli stesso s'immola quotidianamente sugli altari. Questa offerta, possibilmente rinnovata durante il giorno, soprattutto prima dei fatti più importanti, in ogni modo non mai ritrattata, neanche implicitamente con atti in contrasto con essa, basta affinchè la vostra vita di ogni giorno divenga una continua preghiera. Chi può dire quante grazie attuali questa vostra vita, così trasformata e sublimata, otterrebbe da Dio, e come esse scenderebbero, quasi pioggia di benedizioni, sul mondo inaridito e riarso? Quale aumento di grazia santificante si opererebbe fra le anime in questa vita, e quale aumento di gloria nella eternità? ".
S. S. PIO XII a un gruppo di ferrovieri il 6 luglio 1952.
L'arrivo dei Salesiani nell'Equatore fu l'ultima notizia che Don Bosco ricevette, prima di violarsene al Cielo, dopo aver mandato la sua paterna benedizione. Da quel giorno, i suoi Figli lavorano con fede ed entusiasmo, malgrado le difficoltà e le persecuzioni; sicchè oggi si può ammirare una ricca messe di opere con promessa di sviluppi ulteriori.
Sono 14 le case e 9 i centri missionari, che formano una ispettoria delle più ragguardevoli del mondo salesiano. Ne diamo un breve ragguaglio ai nostri Cooperatori a titolo di informazione e di edificazione.
Quito, la capitale dell'Equatore, ha due case salesiane, una delle quali è lo studentato teologico con l'annesso fiorente oratorio festivo, ove lavorano i nostri teologi, i quali, insieme con i loro professori, si prodigano anche nel far scuola di religione agli alunni di una vicina scuola retta da personale nord-americano, con la cordiale cooperazione degl'insegnanti in gran parte acattolici.
Il Collegio Don Bosco, nella regione chiamata « La Tola », conta 400 allievi delle classi elementari, secondarie e professionali. L'oratorio festivo raccoglie un buon migliaio di giovani tra i più poveri del rione popolare. Il collegio è anche sede dell'Ispettore e del Procuratore delle missioni salesiane dell'Equatore. Vi si aggiungono due chiese, l'una dedicata a Maria Ausiliatrice, e l'altra a Cristo Re.
Le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno anch'esse due collegi nella capitale: un pensionato con scuole elementari e oratorio festivo; e un istituto magistrale con scuole esterne.
Il Collegio San Tommaso di Riobamba è tra i più antichi. Ultimamente ha raggiunto il suo massimo sviluppo con la introduzione della sezione secondaria, dalla quale sono usciti i primi diplomati l'anno passato. Ha una bella chiesa dedicata alla Madonna della Mercede. Gli allievi sono oltre 900, in gran parte esterni. Vi è pure l'oratorio festivo. Una piccola stamperia prepara libri di testo compilati da salesiani e sparsi in tutta la repubblica. A questo collegio, come a quello di Quito, accorrono molti giovani dalla costa per godere del clima temperato dell'altipiano andino.
Le Figlie di Maria Ausiliatrice a Riobamba hanno due collegi: un esternato con classi elemen tari e scuola gratuita popolare; e una scuola commerciale con esternato per scuola elementare.
Cuenca è città salesiana; la chiamano la Valdocco dell'Equatore, sia per le opere che conta, sia perchè qui fanno centro le missioni salesiane equatoriane; di qui si parte per « entrare » nelle missioni: si chiama la Casa Centrale delle Missioni: qui accorrono i missionari per gli Esercizi Spirituali, per le provviste o per rinfrancare la loro scossa salute. Qui pure risiede il Vicario Apostolico, Mons. Comin, veterano di 50 anni di missione.
Centro di attrazione è il Santuario di Maria Ausiliatrice, coronata l'anno scorso solennemente, con preziosissima corona, donata dai fedeli in commovente plebiscito di divozione. Promotore indefesso della divozione alla Madonna di Don Bosco fu il venerando Don Spinelli, uno dei primi missionari del nostro Vicariato. Accanto alla chiesa dell'Ausiliatrice, sorge l'aspirantato salesiano e lo studentato di filosofia. Gli aspiranti passano il centinaio. Gli studenti di filosofia costituiscono la Scuola Normale Orientalista, che li prepara all'insegnamento. Annesso all'aspirantato vi è pure un Istituto Tecnico Professionale per interni ed esterni.
Ma la maraviglia maggiore della Cuenca Salesiana è l'Istituto Merchàn, scuola elementare gratuita, per i figli del popolo, con un'affluenza di 1500 giovani, che vi accorrono da tutte le parti della città, formando l'orgoglio e l'ammirazione della cittadinanza intera. L'anima di tutto il movimento è il veterano missionario Don Crespe, entusiasta predicatore di Don Bosco e di Maria Ausiliatrice. Alla domenica vi è oratorio festivo per i giovani dei dintorni.
La tipografia della sezione tecnica pubblica una serie di libri scolastici, compilati da salesiani, che va sotto il nome di « L. N. S. », iniziali che corrispondono al nome del salesiano Don Luigi Natale Strazzieri, che ne iniziò la pubblicazione. Sono testi semplici, ma completi, che si vendono a prezzo proporzionato alla povertà degli allievi.
A poco più di due kilometri dalla città di Cuenca, in uno spiano incantevole, ai piedi della montagna e fra due fiumi, sta la casa di Yanuncay, che comprende il noviziato, l'aspirantato coadiutori e un orfanotrofio. La solerte coltivazione dei terreni adiacenti provvede almeno in parte al mantenimento di questa famiglia salesiana. La scuola è riconosciuta dal Governo come scuola agricola con diritto di conferire titoli legali. Originalmente era una tenuta che il Vicario Apostolico aveva comperato per pascolarvi gli animali che servivano al trasporto dei missionari e dei loro bagagli alle missioni, quando la mancanza di strade carrozzabili obbligava i missionari a partire a cavallo da Cuenca.
A Cuenca le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno tre case: postulato e noviziato; un aspirantato con scuole elementari e istituto magistrale; e un pensionato per studenti e impiegate.
Sig-sig, borgata che si trova a sud-est di Cuenca, è il punto di entrata alla missione di Gualaquiza e serve come stazione di riposo per i missionari di passaggio. Molto conosciuto il Santuario di Maria Ausiliatrice. In questo avamposto abitò parecchi anni Mons. Costamagna, primo vicario apostolico. Ora vi abita una piccola comunità salesiana, che officia la chiesa e mantiene una scuola elementare per i ragazzi della borgata; mentre le Suore, in edificio accanto alla chiesa parrocchiale, attendono alle ragazze.
Quasi sperduta sulle montagne della Provincia dell'Oro, nel Sud dell'Equatore, si trova la città di Zaruma, ove i Salesiani hanno la Vicaria, con buon numero di « annessi », ossia paesetti ove i sacerdoti devono recarsi per feste o per l'amministrazione dei Sacramenti, specie degli infermi. Vi è pure il Collegio per interni ed esterni delle classi elementari. Pare che già ai tempi di Don Bosco ci fosse la richiesta della buona popolazione per la venuta dei Salesiani; solo tre anni or sono fu possibile contentarli. Due sacerdoti nella vicaria e due nel collegio, assieme ad altri due confratelli hanno lavoro quanto ne vogliono.
Sulla costa del Pacifico, a Guayaquil, sul golfo omonimo, vi sono due collegi salesiani. Il Collegio « Cristobal Colón », fondato da Mons. Comin nel 1901, passando per varie vicende ha cambiato la sua costruzione in legno con uno stupendo palazzo in cemento armato; è frequentato da oltre 1000 allievi delle due sezioni, elementare e secondaria. Vi è pure una scuola gratuita popolare con 300 allievi delle classi elementari. La Chiesa di Maria Ausiliatrice sta svolgendo un'opera grandiosa di risanamento morale tra la popolazione del rione, ove quasi non si conosceva il matrimonio ecclesiastico, e spesso nemmeno quello civile. L'oratorio festivo coadiuva questo lavoro di rigenerazione. I confratelli si dedicano anche alla catechèsi in altra zona della città, ove manca ogni assistenza religiosa.
L'altra casa di chiama Istituto Santistevan, in memoria del benefattore. che lo rese possibile. Raccoglie orfani che godono della protezione di una società di beneficenza, dalla quale dipende il collegio. Accoglie pure altri giovani a pagamento.
Le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno in Guayaquil due collegi: un esternato con scuole elementari e commerciali, con oratorio festivo; l'altro è un istituto di beneficenza con corsi d'istruzione elementare e professionale, oratorio festivo e pensionato per studenti e impiegate.
Sul fiume Daule, al nord di Guayaquil, a quindici km. dalla cittadina di Balzar, i Salesiani hanno acquistato un vasto terreno per una futura scuola agricola, per la coltivazione del cacao, caffè, riso, banani, e altra frutta. Intanto si occupano dell'assistenza religiosa ai coloni e dell'educazione dei loro bambini, mentre attendono a coltivare i terreni.
Nella provincia di Manabì, a nord-ovest di Guayaquil, sulla costa del Pacifico, abbiamo il collegio di Manta che conta buon numero di allievi della scuola primaria e secondaria. È l'unica scuola cattolica di insegnamento secondario in tutta la provincia; s'impone quindi un internato. I confratelli si occupano pure della vicina parrocchia di Tarqui, con i suoi 10.000 abitanti.
Più a nord, nella cittadina di Bahia de Caraquez, si è aperto da pochi anni un collegio di insegnamento elementare, molto fiorente, con un piccolo internato; è l'unica scuola cattolica della cittadina, dedicata alla educazione di ragazzi. In tutta la regione l'insegnamento religioso è stato trascurato per molti anni, a causa della persecuzione religiosa che cercò di estinguere ogni traccia di religione.
Nella stessa provincia, abbiamo una scuola per esterni e chiesa parrocchiale nella cittadina di Rocafuerte. Molto lavoro si fa nella cura d'anime dei dintorni, ove mancano sacerdoti e le condizioni religiose e morali sono deplorevoli.
È in costruzione una nuova casa in Cayambe, nel Nord della repubblica, a spese del municipio e di benefattori ansiosi di avere un'opera salesiana nel loro paese, dove non esiste ancora una scuola cattolica per ragazzi.
Non molto lontano di là le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno una scuola elementare con laboratorio in Julio Andrade. Inoltre esse hanno altre fondazioni: a Amaguaña, scuola parrocchiale elementare, con oratorio festivo; a Cariamanga, scuola elementare e laboratorio con oratorio festivo; a Chunchi, scuole elementari per interne ed esterne, con oratorio festivo; a Playas, colonia marittima permanente per bimbi e bimbe inviate dalla Croce Rossa. Le altre loro case si trovano nel territorio della Missione.
Il Vicariato Apostolico di Mendez.
Aggiungiamo una breve rassegna delle case della Missione, già descritte nella relazione del viaggio del Visitatore Straordinario per quelle residenze (cfr. Bollettino di aprile e maggio).
Macas, con scuole normali ed elementari per figli di coloni e cura d'anime del, popolo; le. Suore hanno il dispensario e la scuola delle ragazze, con una scuola di taglio.
Sucua, con scuole elementari per bianchi e kivari, internato di kivaretti, assistenza religiosa ai coloni e alla colonia kivara di Asunciòn, e scuola agricola per il mantenimento degli interni kivari; le Suore anche qui hanno il dispensario e attendono alla educazione delle bimbe bianche e delle kivarette. Sevilla Don Bosco, con internato kivaro, scuola agricola e villaggio kivaro; le Suore hanno il dispensario e la scuola per kivarette interne. Yaupi, la missione più lontana, con internato kivaro e scuola agricola per il mantenimento della missione. Mendez: Parrocchia per la cura dei coloni e scuole per i loro figli; le Suore, come dappertutto, si prendono cura delle ragazze; il loro dispensario è nell'ospedale, che attende un medico responsabile; c'è poi la Missione per kivaretti interni con scuola agricola; le kivarette e il dispensario sono a carico delle Suore; Limon, cura d'anime, internato per kivaretti e scuole elementari per bianchi e kivari. Le Suore attendono alle kivarette interne, alle allieve bianche, alla cucina e alla lavanderia; Gualaquiza, con cura d'anime dei coloni, scuola per i figli dei coloni; le kivarette vanno dalle Suore, che hanno anche la scuola per ragazze bianche; Bomboiza, internato per kivari, scuola agricola e cura dei coloni. Le Suore attendono di trasferirvi le kivarette quando sia pronto l'edificio. Sarebbe monca, l'opera salesiana nelle Missioni, senza la cooperazione delle Suore nel campo dell'educazione e in quello della evangelizzazione.
Affluiscono continuamente le domande di nuove fondazioni sia di Salesiani che di Suore; ma la scarsezza di personale ci impedisce di accondiscendere a tali inviti. Intanto però si va facendo ogni sforzo per aumentare gli operai evangelici. Ci aiutino i nostri cooperatori e amici con le loro preghiere e con generose offerte che ci rendano possibili maggiori sforzi e nuove realizzazioni di apostolato.
TORINO (Valdocco) - Festa del Papa. - La festa dei Ss. Pietro e Paolo è stata solennizzata a Valdocco con particolare decoro per la coincidenza con la festa del Papa. La S. Messa della Comunione fu celebrata dal Rev.mo Don Renato Ziggiotti, allora Prefetto Generale: vi assistevano tutte le Associazioni Parrocchiali e uno stuolo numerosissimo di fedeli accorsi nella basilica di Maria Ausiliatrice per un'attestazione di affetto e di gratitudine verso il Vicario di Cristo.
Nel salone teatro si svolse una serata di gala, in cui l'avv. Vittorio Chauvelot tenne un applauditissimo discorso sul significato spirituale e sociale del pontificato romano in generale e su quello di Pio XII in particolare, auspicando un profondo rinnovamento della vita moderna in base alle direttive dei Supremo Pastore.
Due riuscite rappresentazioni sacre, intonate alla manifestazione, e scelti brani musicali eseguiti dalla banda « Cagliero », contribuirono al felice successo della festa.
SESTO SAN GIOVANNI (Milano) - Solenne consacrazione della nuova chiesa a Maria SS. Ausiliatrice. - Il 23, 24 e 25 maggio furono giornate indimenticabili per gli abitanti della zona della Rondinella in Sesto S. Giovanni. Finalmente i voti di mille e mille cuori erano stati esauditi. Una magnifica e imponente chiesa in stile rinascimento si slanciava verso il cielo là dove, solo due anni or sono, c'era un terreno ingombro di sterpi e di pietre!
Grande fu la commozione di S. E. il Card. Schuster quando venerdì sera, vigilia della festa di Maria Ausiliatrice, entrando in Sesto per l'amministrazione delle Cresime, si vide accolto da decine di automobili, con sopra le maggiori personalità del luogo, che recavano all'illustre Porporato il saluto della città.
Il mattino dopo, sabato 24, festa di Maria SS. Ausiliatrice, la grande chiesa era stipata sin dalle. 3,3o del mattino: tutti desideravano assistere alla Consacrazione. E Sua Em.za fece un'eccezione permettendo alla popolazione di rimanere nella chiesa durante la cerimonia.
Il giorno dopo, domenica 25, tutta la parrocchia, anzi tutta la città di Sesto era in festa. E non mancarono i visitatori dai paesi limitrofi: tutti volevano vedere la nuova chiesa di Maria Ausiliatrice e bearsi nel rimirare il magnifico cassettonato, le belle fughe di archi, i capitelli slanciati eppur massicci, il monumentale altare in marmo arabescato. Tre cantorie riunite, con accompagnamento del nuovo organo elettrico, sotto la direzione del maestro Don Loss, fecero risuonare la nuova chiesa con una ben riuscita Messa del Pagella.
Il Rev.mo Don Seriè restò commosso allo spettacolo di una Sesto S. Giovanni così devota, così religiosa e così giustamente superba della sua nuova chiesa.
S. E. il Cardinale, richiesto di iniziare il nuovo registro delle sante Messe, scrisse queste testuali parole: « In solemnitate consecrationis basilicae Mariae Auxiliatricis Hildephonsus Cardinal Schuster », e cioè: «Nella solennità della consacrazione della basilica di Maria SS. Ausiliatrice... ». Un lieto pronostico? Ce lo auguriamo. Una bella basilica a Maria Ausiliatrice nel cuore di Sesto S. Giovanni, nel cuore della Lombardia, ci starebbe bene.
Voglia la Vergine Ausiliatrice continuare a benedire il lavoro dei suoi figli a Sesto e suscitare tanti benefattori che sentano l'urgenza dell'Opera nel momento attuale e ci vengano in aiuto.
FRASCATI (Roma) - Commemorazione del Beato Pio X. - Alla presenza di S. E. il Vescovo Ausiliare, Mons. Biagio Budelacci, in rappresentanza di Sua Eminenza il Card. Vescovo tuscolano, Federico Tedeschini, del Sindaco della città, di pressochè tutto il Consiglio Comunale, di ex allievi, cooperatori e amici dell'Oratorio, nel grande piazzale dell'Oratorio è stato commemorato il Beato Pio X ideatore e fondatore della Domus Juventutis, come Egli stesso volle chiamarla. Parlò il dott. Luigi Capuzzo, Presidente regionale Ex allievi salesiani.
Il sen. Mario Cingolani, con parola vibrante, ricordò il glorioso passato dell'Oratorio, ed il bene da esso compiuto, dando alla Chiesa numerosissime vocazioni, ed alla Società cristiana ottimi cittadini e formati dirigenti.
S. E. l'Ausiliare, a nome della curia diocesana, ringraziò i Salesiani del bene da essi compiuto, rispondendo in pieno alle aspettative dei Superiori ed alla fiducia del Papi,
La schola cantorum dei Pp. Francescani Minori eseguì scelti brani musicali.
Una « Rassegna di quarant'anni allestita con moderna e sobria eleganza dagli ex allievi di Capocroce, venne aperta al pubblico, che potè ammirare così le varie fasi e vicende dell'Opera, nella sua nascita, nella sua distruzione e nel suo risorgere del dopoguerra.
TRIGGIANO (Bari) - Monumento a S. Giovanni Bosco. - In una suggestiva cornice di popolo devoto e plaudente, il 29 giugno scorso ebbe luogo la solenne inaugurazione del monumento marmoreo a S. Giovanni Bosco nella piazza dove sorge l'edificio scolastico intitolato al Santo.
Erano presenti alla cerimonia le maggiori autorità del Governo e della Provincia. S. E. l'Arcivescovo Monsignor Mimmi impartì la benedizione al monumento e diede lettura al messaggio pontificio. Parlò il Rev.mo Can. Alfarano, ideatore della nobile iniziativa, e tenne il discorso ufficiale il Presidente del Comitato, dott. Vincenzo Bruzzese, tenace propugnatore dell'opera. Anche l'on. Petrilli, in qualità di padrino, volle prendere la parola tratteggiando il pensiero pedagogico di Don Bosco, mentre il buon Padre dalla bianca statua erettagli sorrideva con bontà paterna alla gioventù di Triggiano.
BORGOMANERO (Novara) - Celebrazioni salesiane. - La ricorrenza del 40° dell'arrivo dei Salesiani in Borgomanero e del 25° di fondazione del nuovo collegio «Don Bosco », ha richiamato in città uno straordinario concorso di gente anche dai paesi e centri periferici per assistere alle varie manifestazioni celebrative.
Il giorno dell'Ascensione, in Collegiata, si svolse un solenne pontificale celebrato da S. E. Mons. Balconi delle Missioni Estere di Milano.
Il 25 maggio l'Ausiliatrice riceveva il solenne e trionfale omaggio dai suoi devotissimi figli di Borgomanero.
Al mattino pontificale con omelia, celebrato dal Rev.mo Mons. Giuseppe Stefano Botta, Vicario Generale della Diocesi di Biella.
Il pomeriggio processione della Madonna per le vie cittadine. Al numerosissimo stuolo di fedeli si unirono tutte le Associazioni Cattoliche della città e il Gonfalone del Comune, circondato dalle Autorità, con a capo il Sindaco avv. Giacomo Luigi Borgna, nostro ex allievo.
ISNELLO (Palermo) - La prima festa di Maria Ausiliatrice. - Nella chiesa 'di S. Francesco, da tre anni centro di fervido culto a S. Giovanni Bosco, si è celebrata per la prima volta la festa di Maria Ausiliatrice, preparata con zelo dal Rev. Don Giuseppe Peri, Decurione Salesiano. Una folla straordinaria ha gremito la chiesa, dove dall'altare maggiore, tra luci e fiori, troneggiava la sorridente immagine della Madonna di Don Bosco. Degna di nota l'ora di guardia alla Vergine Ausiliatrice, che ha visto gruppi di cooperatori, seguiti da stuoli di fedeli, a pellegrinare e pregare ininterrottamente ai piedi della Madonna.
Argentina
BUENOS AIRES -Omaggio dell'Opera -di Don Bosco a Sua Eminenza il Cardinale Primate della repubblica Argentina Giacomo Luigi Coppello, in occasione del suo Giubileo d'Oro sacerdotale. - Fin dalle prime ore del mattino del 22 maggio, gli spaziosi cortili del collegio Pio IX si andarono popolando, di allievi dei collegi salesiani della capitale e dintorni.
In luoghi appositi erano stati disposti degli inginocchiatoi, dove numerosi sacerdoti ascoltavano le confessioni. Alle 9, preceduto da lungo corteo di chierichetti e accompagnato dal Rev.mo Sig. Ispettore, Don Michele Raspanti, e da altri sacerdoti in cotta, fece il suo ingresso solenne nella basilica di S. Carlo l'Em.mo Porporato, accolto da scroscianti applausi.
Poco dopo, rivestito dei sacri paramenti, il Pastore dell'Archidiocesi cominciò la S. Messa, che fu seguita con profondo raccoglimento da tutti i presenti.
Terminato il sacro rito, appena l'Em.mo Card. Coppello si recò ad occupare il posto che gli era stato preparato, il signor Ispettore si rese interprete dei sentimenti di tutti, dando anche lettura di una bella lettera dell'allora Rev.mo Prefetto Generale Don Ziggiotti. Subito dopo un allievo lesse un affettuoso indirizzo a nome di tutta la gioventù salesiana e consegnò l'obolo delle Opere salesiane dell'Archidiocesi per l'erigenda « Casa del Sacerdote », che dovrà essere il monumento ricordo di questo anno giubilare dell'Em.mo Cardinale Primate. Un entusiastico coro parlato di quella imponente massa di oltre 5000 giovani disse a Sua Eminenza l'adesione affettuosa di tutta la gioventù di Don Bosco verso la S. Chiesa, rappresentata nella persona dell'amato Pastore.
In fine l'Em.mo Porporato pronunziò paterne parole di ringraziamento.
Disse tra l'altro: « Sessant'anni or sono nei terreni della mia casa paterna, a S. Isidro, i benemeriti Padri Salesiani fondavano un Oratorio, nel quale io andavo a imparare il Catechismo.
» Dopo la mia santa madre e il mio parroco, il mio santo parroco, il P. Alberti, devo a questi catechisti la mia vocazione sacerdotale ».
La Famiglia Salesiana, mentre ringrazia l'Em.mo Porporato della sua paterna benevolenza, è lieta di potergli rinnovare da queste colonne filiali felicitazioni e fervidi auguri.
Brasile
Il primo Congresso Eucaristico di CUIABA (Mato Grosso). - Cuiabà, capitale dello Stato del Mato Grosso, dal 12 al 15 giugno visse giorni indimenticabili di fede e di entusiasmo religioso, nella celebrazione dei primo Congresso Eucaristico indetto dall'Ecc.mo Vescovo Ausiliare Mons. Campelo per commemorare il giubileo d'oro di vita salesiana e di argento di appartenenza all'Accademia Brasiliana di Lettere di S. E. Rev.ma Mons. Francesco De Aquino Correa, Arcivescovo Metropolitano di Cuiabà.
Imponente fu la moltitudine che il mattino del 12 giugno si riversò nello Stadio del Collegio dello Stato, trasformato in enorme cattedrale con un magnifico altare monumentale. Il primo grandioso Pontificale, celebrato da S. E. Mons. Francesco De Aquino Correa, circondato da numerosi Ecc.mi Presuli giunti da ogni parte dell'immenso Brasile, si svolse alla presenza dell'Ecc.mo sig. Governatore dello Stato, dell'Ecc.mo sig. Rappresentante del Presidente della Repubblica, di autorità civili e militari, di personalità di tutto il Brasile, e di una grande moltitudine.
Alle celebrazioni religiose si alternarono celebrazioni civili, come l'inaugurazione di un busto dell'Ecc.mo Mons. De Aquino, nella principale piazza della città; una solenne tornata accademica per commemorare il doppio giubileo dell'Ecc.mo Presule, che è considerato il figlio più illustre della terra matogrossense; la consegna della medaglia di Grande Ufficiale dell'Ordine Navale, conferitagli dall'Ecc.mo Presidente della Repubblica; una plenaria seduta dell'Assemblea Legislativa dello Stato con intervento di tutti gli Ecc.mi Vescovi presenti in Cuiabà, e una della Camera Municipale durante la quale fu solennemente intronizzato il Crocifisso nel Palazzo di città.
L'entusiasmo dei Cuiabani e dei numerosi pellegrini accorsi da ogni luogo dello Stato, senza temere i disagi di un lungo viaggio sulle interminabili strade attraverso le selve e le steppe di quella vasta regione, irruppe irrefrenabile nel ricevimento solenne dell'Em.mo sig. Card. Carlo Carmelo de Vasconcellos Mota, Arcivescovo di S. Paolo, e dell'Ecc.mo Governatore dello Stato di S. Paolo. Era il primo Em.mo Porporato di S. Chiesa che poneva piede in Cuiabà e in Mato Grosso.
A mezzanotte si realizzò una commovente processione che, uscendo dalla Cattedrale, salì all'altare del Congresso. La processione fu riservata ai soli uomini e militari, che assistettero poi alla S. Messa, accostandosi numerosissimi alla S. Comunione, seguendo l'esempio del Governatore dello Stato che aveva voluto partecipare alla processione confuso tra la folla anonima.
Il solennissimo Pontificale dell'Em.mo sig. Card. Arcivescovo di S. Paolo si svolse con tutto lo splendore della liturgia romana. Al Vangelo l'Ecc.mo Mons. Orlando Chaves, Vescovo di Corumbà, lesse una elevata orazione gratulatoria per l'Ecc.mo Mons. De Aquino. Fu eseguita la Missa choralis del maestro Oltrasi dal complesso di più di mille voci formato dal Collegio Salesiano e dal Collegio delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Le parti variabili e devoti mottetti eucaristici, furono eseguiti dalla schola cantorum dello Studentato Filosofico salesiano di Campo Grande, che in trenta ore di viaggio in camion superò gli oltre 900 km. di distanza.
Nel tardo pomeriggio si snodò per le vie della città la imponente processione Eucaristica, nella quale l'Ecc.mo Mons. Francesco De Aquino Correa reggeva, in prezioso ostensorio, Gesù Ostia, su di un carro veramente trionfale, tra due fitte ali di popolo devoto e orante.
Alla benedizione Eucaristica, impartita dall'Em.mo sig. Card. Arcivescovo di S. Paolo, seguirono due commoventi discorsi, l'uno dell'Ecc.mo Mons. De Aquino che con cuore paterno parlò al suo popolo, l'altro dell'Em.mo sig. Cardinale che, di fronte a tanto entusiasmo di fede e di pietà, non seppe resistere al desiderio di parlare, toccando l'anima del popolo nei suoi sentimenti più vivi: l'amor di Dio e della Patria.
Ogni più ottimistica prospettiva per questo primo Congresso Eucaristico del Mato Grosso fu superata dalla realtà della fede del popolo Cuiabano e Matogrossense.
PETROLINA - L'omaggio della città a Maria Ausiliatrice. Il collegio delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Petrolina (Brasile) seppe divenire un centro di così vivido amore a Maria Ausiliatrice da estenderne il culto in tutta la città.
Lo prova il recente decreto municipale, con cui venne stabilito di considerare festivo - a partire da quest'anno -il 24 maggio, « la grande data - come si esprime lo stesso decreto - della Congregazione Salesiana, celebrata in tutto l'orbe cattolico, perchè giorno sacro alla Celeste Ispiratrice di S. G. Bosco, Maria Ausiliatrice ». E si aggiunge che la disposizione deve ritenersi quale « atto di riconoscimento e di gratitudine della città di Petrolina alle sue nobili benefattrici, le Figlie di Maria Ausiliatrice ».
Con questo preludio, la festa di quest'anno si svolse con solennità eccezionale e con la partecipazione dell'intera cittadinanza.
Vi donò particolare lustro la presenza dell'Ecc.mo Vescovo Mons. Avelar Brandao Vilela, il quale alle 9.30 assistette pontificalmente alla Messa cantata, e alle 11 presenziò la significativa cerimonia dell'intronizzazione del quadro di Maria Ausiliatrice nella Sala del Consiglio Municipale, Facevano corona all'Eccellentissimo Presule tutte le Autorità ecclesiastiche, civili e militari della città.
Ora si pensi d'innalzare un pubblico monumento a Maria Ausiliatrice in una piazza a Lei dedicata, quale imperitura testimonianza di amore della città di Petrolina per la Madonna di Don Bosco.
CAMPO GRANDE - Inaugurazione del museo regionale Don Bosco. - Campo Grande, la più grande città del Mato Grosso, assistette all'inaugurazione del museo regionale Don Bosco, il 28 ottobre u. s.
Alla presenza delle principali Autorità ecclesiastiche, civili e militari, il Prefetto della città tagliò il nastro simbolico e l'Ispettore salesiano Don Guido Borra procedette alla benedizione dei locali.
Il Museo consta di tre parti:
a) Collezioni. L'Etnografica comprende quasi 2000 oggetti appartenenti a circa 30 tribù indigene del territorio brasiliano. Particolarmente rappresentate sono le tribù Bororo e del Rio Negro.
L'Entomologica offre agli studiosi circa 10.000 esemplari, e ai curiosi i maggiori e più preziosi insetti della fauna brasiliana.
Non meno importanti sono le collezioni di Mineralogia e di Numismatica. Tutto è disposto in ampie vetrine, appositamente disegnate da un nostro confratello coadiutore.
b) Documentazione fotografica. Un attrezzato gabinetto fotografico permise a un nostro confratello specializzato di fissare in diapositive e films colorati aspetti della vita degli indigeni, particolarmente dei Bororo,
c) Materiale didattico. È abbondantissimo, proveniente dalle migliori Case produttrici dell'America e dell'Europa.
Una filmoteca con migliaia di filmine completa questa parte e la rende una delle più ricche.
Cina
HONG KONG - La morte del primo Salesiano prigioniero in Cina. - Il 3 giugno si spegneva in carcere a Shanghai il chierico teologo Pietro Yeh. Egli si trovava in prigione dalla fine del mese di febbraio 1951 per aver ostacolato il movimento della chiesa nazionale cinese.
Pietro Yeh avrebbe dovuto essere sacerdote fin dall'anno scorso, ma dovette interrompere lo studio della teologia al termine del secondo corso, perchè, per la sua intelligenza e doti non comuni, all'arrivo dei « liberatori » a Shanghai, venne scelto come Direttore della Scuola Salesiana media e professionale di Nantao-
Shanghai. Egli seppe tenere il suo duro posto, pieno di gravissime responsabilità, con grande tatto e prudenza, e soprattutto con uno spirito di sacrificio, di dedizione e di attaccamento alla Congregazione Salesiana, che non ha pari. Fu imprigionato una prima volta per futili motivi, il 6 dicembre 1950, ma dopo una settimana venne rilasciato. Lo aspettava invece, dopo due soli mesi, una prigionia ben più gloriosa e meritoria: quella per la fede, di cui possiamo considerarlo un vero martire. Il Signore volle appagare il suo desiderio di soffrire, chiedendogli i due più grandi sacrifici: quello del sacerdozio per l'ubbidienza, e quello della vita per la Fede.
Colombia
BOGOTÀ - Visite illustri. - S. E. Rev.ma Mons. Antonio M. Samoré, Nunzio Apostolico in Colombia, il giorno 13 giugno, si è degnato di passare alcune ore nel nostro istituto Leone XIII, per dare ai nostri allievi la soddisfazione di festeggiare l'onomastico del Rappresentante del Papa.
Il sig. Ispettore gli presentò il saluto affettuosissimo di tutta la Famiglia Salesiana. Seguì un brillante atto musico-letterario a cui parteciparono pure i teologi e filosofi dei
nostri Studentati. S. E. pose termine all'omaggio con parole ripiene di bontà verso la nostra umile Società, animandoci a seguire sempre e in tutto gli insegnamenti di San Giovanni Bosco.
La presenza di S. E. il conte Carlo dott. Facio di Cossato, Ambasciatore d'Italia, ci tornò sommamente gradita e desideriamo esprimere al degnissimo Rappresentante d'Italia in Colombia la nostra gratitudine per il sincero affetto e la delicatezza con cui sempre ci accompagna.
Giappone
TOKYO - Aperta una nuova libreria cattolica nel centro di Tokyo. - Una nuova libreria cattolica è stata ufficialmente aperta dai Salesiani il 4 marzo in Tokyo. Essa è situata alla distanza di circa 300 metri dalla stazione di circonvallazione di Yotsuya, nel viale K, in direzione del quartiere di Shinjuku e non lontano dalla Università Cattolica dei Pp. Gesuiti, nel centro dell'immensa capitale del Giappone.
La nuova libreria ha un completo assortimento di libri cattolici in lingua giapponese, editi dalla Don Bosco-Sha e dalle altre numerose editrici cattoliche; così pure una serie di articoli religiosi richiesti dall'uso liturgico e dalla privata devozione.
Giordania
BETLEMME - Visita di S. E. Mons. Luca Castillo, Arcivescovo di Caracas (Venezuela). - Visitati i Luoghi Santi, Sua Eccellenza si diresse verso l'Istituto Salesiano della città. Fu accolto festosamente dai Superiori, dagli esploratori e dagli alunni interni ed esterni. All'apparire di Sua Eccellenza, la banda dell'Istituto suonò una marcia trionfale. Uno degli allievi rivolse all'Arcivescovo un saluto in castigliano, che gli tornò tanto gradito. Passò quindi a visitare l'esposizione dei lavori degli alunni nella Scuola di arti e mestieri e ne restò talmente ammirato che volle scrivere nel libro d'oro dell'Istituto parole di alta lode per i figli di Don Bosco che lavorano nella terra di Gesù.
Spagna
LEON - S. E. il Vescovo di Leon, in risposta alla richiesta fattagli dalla Unione Nazionale Cooperative Industriali, ha proclamato Don Bosco loro Patrono speciale « chiedendo al Santo la sua speciale protezione verso tutti coloro che cercano la redenzione sociale nella proiezione di capitale e lavoro nella stessa persona ».
JEREZ - Il Sindaco della città riceve il titolo di Presidente Onorario degli Ex allievi Salesiani. - In questa città di 50 mila abitanti, tanto rinomata per i suoi vini e liquori, fiorisce un Oratorio Salesiano con annesse scuole popolari, dovuto all'iniziativa dello zelante ex allievo salesiano, Don Giovanni Torres e alla munificenza dell'Ecc.mo sig. Alvaro Domecq, nome conosciuto per la fabbricazione di squisiti prodotti vinicoli, e oggi sindaco della città.
La fiorente associazione di Ex allievi locali offrì al benemerito patrizio il titolo di Presidente Onorario della Associazione, che egli accettò con compiacenza.
Offrì la pergamena il Direttore dell'Oratorio. Rispose il festeggiato dichiarando che si era sentito spinto ad aiutare l'opera dell'Oratorio quando aveva udito dalle labbra del fondatore, mentre gli spiegava in che cosa consiste l'Oratorio Festivo secondo Don Bosco, che « non ci sono ragazzi cattivi; occorre soltanto lavorare in mezzo a loro con sacrificio e senza scoraggiarsi mai ».
La "Commenda di Alfonso X il Savio" a un Salesiano. - La Spagna Salesiana è stata onorata nella persona di uno dei primi e più benemeriti suoi membri, il Sac. Don Guglielmo Viñas, il quale, dopo aver celebrato la sua Messa d'oro, è stato insignito dal Governo Spagnolo con la Commenda dell'Ordine civile " Alfonso X il Savio ", in riconoscimento delle grandi benemerenze acquistate dal degno figlio di Don Bosco nel campo educativo e sociale, durante il suo lungo apostolato, come Direttore e Ispettore delle Opere Salesiane.
Venezuela
La visita del Presidente della Repubblica. - Il nostro collegio di Caracas, in occasione dell'inaugurazione della 5a Esposizione delle Scuole Professionali, è stato onorato dalla graditissima visita del Presidente della Repubblica Dott. German Suarez Flammerich e della sua Ecc.ma Sposa. Lo accompagnavano altre personalità del Governo. Sua Eccellenza riportò da questa visita la più bella impressione e pronunziò parole di elogio e di incoraggiamento per il lavoro dei Salesiani, diretto non solo a formare degli operai tecnicamente preparati, ma a dar loro una educazione religiosa e sociale.
L'Assemblea Nazionale delle Scuole Cattoliche. - Ultimamente si è celebrata a Caracas l'Assemblea Nazionale delle Scuole Cattoliche, alla quale hanno partecipato largamente i Salesiani, che occupano un posto d'onore tra le congregazioni religiose insegnanti nel Venezuela. Detta assemblea è stata organizzata dall'Episcopato nazionale, tramite l'A. V. E. C. (Associazione Venezuelana Scuole Cattoliche), inserita nel Movimento Interamericano di Educazione Cattolica. Il salesiano Don Ojeda è stato eletto vicepresidente nazionale di questa associazione, nella quale religiosi e laici lavorano per ottenere che sia riconosciuto alla Chiesa il diritto di fondare scuole, licei, facoltà e università, dove quando come crede conveniente. I frutti raggiunti soprattutto sotto l'attuale Governo sono quanto mai incoraggianti. Lo studio di Don Ojeda sul contributo che lo
Stato deve all'educazione privata suscitò viva impressione.
Vocazioni e metodo di Don Bosco. - In meno di dieci anni gli aspiranti salesiani salirono da 40 a 200. Il nostro studentato poi, che conta 26 studenti di filosofia, irraggia anche la sua azione fuori delle mura. Per la festa di Don Bosco organizzò un magnifico congressino di pedagogia salesiana che piacque assai; e per S. Tommaso una sezione di studio che fu onorata dall'Ecc.mo Nunzio di S. Santità e dall'Arcivescovo di Caracas.
Un mezzo che ha dato buoni risultati per far conoscere il metodo di Don Bosco - non per attirare allievi nei nostri collegi perchè dobbiamo continuamente rifiutare domande - è stato il cinema. Tanto a Caracas come a Valencia sono stati girati dei riusciti cortometraggi, che presentano le varie iniziative dell'anno, dalla parte religiosa a quella sportiva. Tutti sono rimasti meravigliati di vedere in pratica il metodo dei salesiani, che riesce a dare all'allievo una formazione integrale. Questo mezzo serve assai a far conoscere Don Bosco e la sua pedagogia.
Campane di resurrezione in Assam.
Abbiamo celebrato con gioia e frutto le solennità Pasquali. Il monsone manda già i suoi segni forieri del diluvio in paurosi temporali, e il missionario si affretta a compiere gli ultimi grandi giri.
La Pasqua chiude il ciclo invernale di un intenso lavoro missionario con una bella fioritura di battesimi e santi matrimoni cristiani.
La messe è molta. - Don Carmelo Spitale mi scrive: « Sono andato a celebrare la Domenica delle Palme in un villaggio. Dopo aver percorso 30 chilometri a piedi, ho dovuto mettermi subito in confessionale. Confessai per nove ore sabato notte e domenica mattina. Molti non poterono confessarsi perchè dovetti incominciare la funzione». Il confessare è solo una faccetta del lavoro poliedrico del missionario. Una persona sola non può reggere a tanta fatica. Come Don Car melo, altri sacerdoti ebbero la stessa consolazione di fatiche apostoliche. L'accorato grido di Gesù continua a risuonare: « La messe è molta e gli operai sono pochi».
La " Via Crucis " all'aperto. - Una funzione quanto mai suggestiva è la Via Crucis nella spiazzata davanti all'artistico Calvario di Shillong, in una cornice pittoresca di un'arena naturale abbellita dall'arte.
La funzione a cui parteciparono più di duemila persone si svolse con un devoto corteo, discorso e canti a ogni stazione, il tutto diffuso lontano dagli altoparlanti. Il Venerdì Santo viene così ricordato come il grande giorno dell'Amore e anche i pagani cominciano a sentirne tutta la ispirazione.
Campane di Pasqua. - Il giorno santo di Pasqua fu rallegrato da centinaia di battesimi amministrati nelle differenti stazioni. È commovente assistere al rinascere di famiglie complete alla vera vita. Dopo il catecumenato, nel Sabato Santo risorgono con Cristo e il loro battesimo è salutato dai concenti delle campane. I templi pagani hanno anch'essi le loro piccole e numerose campane, ma non squillano a distesa come le nostre perchè le mani di chi le suona muovono il battacchio con musica assordante e interminabile. Il suono argentino delle nostre campane in questo giorno parla di un trionfo e di una gioia che è per tutti, ma, ahimè! quante anime ancora non la intendono!
Con i neobattezzati si vedono arrivare alle chiese lunghe teorie di bimbi e bimbe bianco vestite. Sono quelli della prima comunione. Questo giorno è celebrato con tutta quella bella poesia e festa che circondano in Europa l'innocenza che va incontro a Gesù. Furono così parecchie centinaia di bimbi che ricevettero la prima Comunione nelle solennità Pasquali. Questi eventi sono anche celebrati in famiglia e costituiscono tappe importanti per il rassodarsi della vita cristiana e l'acquisto del senso di Cristo in terre dove sino a ieri il paganesimo trionfava. Ancora una volta sono i piccoli che guidano gli adulti. Strano ma vero, anche noi talvolta dobbiamo lottare contro certi genitori che vogliono ritardare tale giorno perchè i bambini non comprendono. Ma la risposta venne data dai bambini stessi. Vi furono delle vecchie attaccate al paganesimo come il polipo alla roccia su cui è cresciuto, che si decisero a dare uno strappo finale all'inveterata superstizione dopo l'insistenza di qualche nipotina che si preparava a ricevere Gesù e che come grazia di quel giorno aveva domandato al divino Ospite la conversione della nonna. Era bello poi sentire come queste bambine, diventate apostole, avessero insegnato il Pater e l'Ave a quelle vecchie che mai erano andate a scuola e ora imparavano qualche cosa perchè le piccoline non si stancavano mai di ripetere e anche di gridare in quelle orecchie ormai durette. Come dal cielo il beato Pio X avrà goduto! Anche noi abbiamo gioito e sentiamo il bisogno di ringraziare tante gentili benefattrici che da lontano ci inviarono molti vestitini bianchi per l'occasione. Non tutti i genitori sarebbero stati in condizione di vestire i figliuoletti per tale festa.
Il giorno dei matrimoni. - Il lunedì di Pasqua è il grande giorno dei matrimoni nelle stazioni della vallata del Bramaputra. Ogni anno comprendiamo sempre più l'importanza dei corsi di istruzione religiosa che teniamo per tutti quelli che vogliono prepararsi degnamente a ricevere questo sacramento.
Le ragazze stanno dalle Suore, i giovanotti dai Padri; tutti si portano il riso e per un mese ricevono una conveniente istruzione religiosa e morale.
A Dibrugarh si sono benedette circa 90 coppie nel medesimo giorno, a Tangla 54, a Tezpur 80, a Naharkatyia 6o, ecc. La cerimonia è assai caratteristica. Le sposine portano una corona di fiori sulla testa e la naturale timidità e l'emozione del momento e il muoversi di tante coppie creano talora situazioni curiose. Così al momento della Comunione nell'andare e venire dalla balaustrata ci furono separazioni, per fortuna presto rimediate con l'aiuto dei catechisti.
La formazione della famiglia cristiana è il più ambìto ideale di un missionario. Ma non è cosa semplice. Sui monti regna il matriarcato, vale a dire la trasmissione della proprietà e della genealogia di madre in figlia invece che da padre a figlio. Il vincolo matrimoniale non è perciò così forte; e fra queste tribù la concezione del matrimonio cristiano trova difficoltà a radicarsi. Le madri sono le vere regine della casa e chi eredita la proprietà e ha diritto alla benedizione della primogenitura è l'ultima nata.
Fra il rombo delle cascate. - In maggio conclusi con Don Foglia e Don Troncana i giri invernali in un paesetto situato sull'orlo di un altipiano che si avvalla quasi a precipizio sulla pianura del Pakistan. Il paesaggio è di una bellezza incomparabile. L'altipiano è intagliato da vallette strette con pareti rocciose che hanno qualche cosa dei cañon. Quando lasciammo la jeep, prendemmo un sentiero così scosceso che
E piedi e man volea il suol di sotto.
Per di più ci si rovesciò addosso un acquazzone. Si procedeva a stento per evitare ruzzoloni pericolosi e difenderci dalle sanguisughe che stanno in agguato sui cigli erbosi. Al fondo rugge il gonfio torrente che a valle si precipita giù da una cascata e a monte è cavalcato da un vero ponte del diavolo gettato sopra l'abisso per congiungere con arco ardito le due alte sponde. Ma è largo quanto un piede ed è fatto di pochi bambù legati da fibre arboree. Quando raggiungete il sommo dell'arco, sentite uno scricchiolìo e un ondeggiamento che vi fanno tremare le vene e i polsi. Ma avanti! Ora incomincia il salire « entro il sasso rotto » della parete montagnosa. Continua a diluviare e quando si arriva in cima, Dio sa come si è conciati, con la persona inzuppata di acqua e sudore e tutta infangata. Ma anche là, accanto alla minuscola cappella di paglia e di assi, squillano le campane di Pasqua. Sono due gong, cioè dischi di metallo fortemente risonanti quando il martelletto di legno li picchia. Suonano a festa e la musica si confonde con il fragore delle cascate e viene portata lontana e io vorrei che andasse laggiù fino al piano verde del Pakistan che chiude l'orizzonte come un mare azzurro, laggiù dove vivono milioni di maomettani che dicono che il Cristo non è risorto.
Ma qui sui monti ci troviamo in mezzo all'incanto di una vita semplice e pastorale, fra tribù primitive. Vi è un tripudio di gioia nell'aria stessa. I pagani si sono riuniti ai pochi cattolici per inneggiare al Signore. Da mesi e mesi hanno preparato i canti, i saggi ginnastici, il teatro e le danze, capolavori di arte primitiva. Come gustano le danze nazionali al ritmo di quei tamburi e flauti alpestri !
Una donna educata dalle Suore a Shillong segnava il tempo di quei saggi ginnici, mentre portava il bambino sulla schiena.
Davvero che non ci fu un momento di respiro e quando alla notte, dopo l'ultima adunanza religiosa, credete di aver diritto a un poco di riposo e vi adagiate sopra un giaciglio tanto differente dall'usuale, cercando protezione dalle zanzare e da altri insetti, i canti e il rullo dei tamburi vi preparano a chiudere gli occhi.
Tale è la vita missionaria, vita bella anche se piena di sacrifici e di fatiche.
Un bravo uomo Khasi, parlando nel trattenimento in onore dei Padri, disse: « Miei buoni fratelli Khasi, chi mai fra gente abituata a una vita agiata, così differente dalla nostra, che vive in case belle, oserebbe affrontare tanti disagi per venire a noi e mostrarci la via del cielo, e curare i nostri ammalati e prendersi cura dei nostri bambini ? Solo i Padri possono fare questo perchè l'amore di Gesù li spinge. Noi così comprendiamo che ci amano ».
Quando ritornammo sull'infido sentiero alla volta di Shillong, la gioventù ci accompagnò. Il sole brillava in tutto il suo splendore. Alcuni ragazzi agili come scimmie si arrampicarono su alti alberi per raccogliere le orchidee che crescono sui rami.
Quando arrivammo alla jeep, a uno a uno vennero a offrirci un fiore bello e profumato e decorarono con essi anche la jeep.
Vi era in quell'offerta un simbolo e una promessa. Noi ne fummo commossi e promettemmo di ritornare per battezzare e celebrare la grande Pasqua. E allora i gong suoneranno più festivi e giocondi perchè molti altri pagani entreranno nella Chiesa di Cristo.
+ STEFANO FERRANDO Vescovo di Shillong.
BRASILE
DAL RIO NEGRO
Primo contatto con gli " Sciriman"
Li chiamo così perchè il 4 aprile 1952 nell'incontro, che fu cordialissimo, si presentarono abbracciando il missionario, parlando con segni e dicendo tutti: Sciriman.
I Sciriman abitano l'immensa zona della sponda sinistra del Rio Negro, compresa tra S. Gabriel e Barcelos, e nell'interno, spingendosi oltre i confini con il Venezuela.
È la zona più ricca e, secondo le scarse notizie di quei pochi che sono riusciti a penetrarne qualche angolo, anche la più bella, perchè percorsa da vari fiumi: Caburì, Inambù, Maravià, Darahà, e attraversata dalla catena di montagne « Caburì », che secondo i calcoli fatti da aviatori che l'hanno sorvolata in questi ultimi tempi, raggiungerebbe i tremila metri. Ai piedi di queste montagne ci si può arrivare con motoscafi.
La tribù dei Sciriman fino a poco tempo fa viveva in guerra con i Caboclos (discendenti di antiche tribù indigene), tra i quali stiamo lavorando attualmente. Un gruppetto di questi caboclos mi accompagnarono durante il viaggio e uno di loro mi disse che i Sciriman, pochi anni prima, gli avevano ucciso il padre. Pensai allora a quello che avrebbe fatto il bravo giovanotto. Arrivando al punto assegnato per il nostro incontro (confluenza del Maravià con il Rio Negro) lo seguivo spiandone i movimenti. Osservai con gioia che fu l'unico, dopo il missionario, che regalò agl'indigeni dei sigari. Ho sentito quel gruppetto di ferventi Caboclos a ringraziare il Signore dicendo: « L'abbiamo sempre detto che doveva venire il giorno in cui anche i Sciriman si sarebbero arresi e piegati alla religione cristiana ».
Passai un paio di ore con loro. Dopo la cordiale allegria del primo contatto, abbiamo subito distribuito loro un po' di pranzo, perchè venivano da lontano ed erano quasi sprovvisti di cibo. Erano solo una dozzina, il grosso della tribù rimase a due o tre ore di motoscafo presso la prima cascata del Maravià (dicono che questo fiume è proprio una meraviglia).
Mangiavano un boccone poi andavano, uno dopo l'altro, vicino al missionario e, non potendolo ringraziare con parole, perchè non si capiva assolutamente il loro linguaggio, ricambiavano le nostre gentilezze con un sorriso così espressivo che mi commoveva. Simili scene non si dimenticano più. Quel loro sorriso era anche interrogativo. Chissà quante cose volevano domandare! Ricordo in modo particolare un giovanotto sui vent'anni che non finiva di interrogarmi in questo modo. Poverino!
Regalai loro degli ami, domandando con segni se li conoscevano. Ed essi, facendo con le dita una specie di amo, se lo mettevano in bocca... «Bravi! dissi tra me. L'amo della Madonna vi pescherà. Oggi è la sua festa. Al lavoro, piscatores hominum! ».
Distribuii infine qualche medaglia della Madonna e impartii a tutti la benedizione dell'Ausiliatrice. Feci in seguito un segno di croce sulla loro fronte, ed essi ne gioirono facendomi credere con l'espressione del loro volto che anche per loro l'unica salvezza sta nella Croce.
Dopo il pranzetto e la breve cerimonia religiosa, un po' di baccano alla salesiana.
Mi portarono la fisarmonica, gentile regalo natalizio dei miei fratelli. Un oh! di maraviglia. Dopo la prima strimpellata, in fila, scorrono le dita sulla tastiera e strabiliano al sentire la scala cromatica.
Ma quello che li fece andare in visibilio fu quando, dopo che io ebbi ottenuto che mi cantassero qualche loro canzone, se la sentirono ripetere dalla fisarmonica. Quante cose belle ed interessanti per i musici e gli etnologi!
Come cantavano con gusto, quando li accompagnavo con la mia fisarmonica! Mancava soltanto il registra-voce, che s'è perso nel naufragio dell'indimenticabile Don Fiorani.
Don Fiorani! L'impareggiabile missionario della bontà che seppe persino piegare gli stregoni più sfegatati, ottenendo, che, quali agnelli, gli rivelassero e gli consegnassero tutti i segreti della loro stregoneria. Tutto è andato in fondo al mare con una grande quantità di materiale etnografico. L'esempio dell'eroico Missionario però rimane (1).
L'ora si fece un po' tarda e siamo ritornati a S. Isabel. Insistettero che mi recassi a parlare con il loro capo, ma non avevo questo permesso, perciò mi son limitato a dar loro incerta speranza di qualche futuro incontro.
Qui nella missione di S. Isabel molto lavoro. Il nostro Don Tomasoni, trasformato in valente ingegnere, dirige la costruzione di due importanti case: una delle suore, che è già a buon punto e che sarà la scuola magistrale della Prelatura, per 200 ragazze interne; l'altra per altrettanti ragazzi. L'elemento in mezzo al quale lavoriamo è alquanto restio alle cose di chiesa, amantissimo invece dei divertimenti. Al teatrino dei nostri ra
gazzi accorrono tutti, anche gli adulti. Ebbene noi celebreremo la Messa, prima del teatro; anzi continueremo a seminare nelle case, per poter raccogliere nella chiesa e cercheremo di entrare per la porta di questa povera gente per far uscire il demonio dalla finestra, come diceva il B. Pio X.
Sac. EDOARDO LAGORIO Missionario Salesiano.
(1) Cfr. «Bollettino Salesiano » di aprile: Un Eroe, pag. 123.
DALLA PRELATURA DI PORTO VELHO
Escursioni apostoliche.
Dei miei più recenti viaggi apostolici uno ebbi la consolazione e l'onore di farlo con Mons. Giov. Battista Costa, Prelato di Porto Velho. Abbiamo risalito una parte del fiume Machado e siamo discesi per il fiume Machadinho, un affluente del Machado, battezzando, cresimando e unendo in matrimonio. Abbiamo pure ascoltato molte confessioni, perchè erano già parecchi anni che non passava il missionario per quelle contrade. Il viaggio durò due mesi. Visitammo anche gli indigeni della Bocca Nera, che sono al fiume Machadinho.
In seguito fedi un viaggio da solo. Incominciai da Porto Velho, seguendo la linea telegrafica che unisce Porto Velho a Cuiabà e al resto del Brasile civile. In questo viaggio andai fino ai confini della nostra Prelazia, che si inoltra per il Mato Grosso. Esperimentai tutti i mezzi di trasporto. Lasciai Porto Velho in camion, dopo viaggiai in lancha (motoscafo), in canoa, a cavallo, con l'asino e anche a piedi, a seconda delle circostanze e possibilità.
In tutti i baracconi e centri mi fermavo uno o due giorni ed anche di più, secondo la necessità. Battezzavo, cresimavo, benedicevo matrimoni, ascoltavo le confessioni di quella gente che da molto non si confessava. Parecchie persone avevano fatto solo la prima Comunione ed altre non l'avevano neppure fatta. In questo viaggio di sei mesi vi furono circa 400 battesimi, 500 cresime, 80 matrimoni e 1000 comunioni. Tra i battezzati c'erano 30 indigeni. Credo di aver percorso circa 2000 chilometri.
Nei mesi seguenti andai due volte a Rondonia, nell'alto Rio Machado, località in pieno progresso. Possiede già una Scuola, un Posto di Sanità, una Stazione della Posta e del Telegrafo ed un'altra Radio-telegrafica, un campo di aviazione, una cappella e residenza in costruzione. Questo mese parto di nuovo per Rondonia per finire la cappella e la casa.
La distanza da Porto Velho a Rondonia in linea retta è di 320 km. Per via fluviale, 700 km. e per la rodovia in costruzione (sono già stati fatti 300 km.), 450 km. Da Rondonia fino alla fine della Prelazia sono altrettanti chilometri. Rondonia è punto centrale. Di là potremo con più facilità attendere ai grandi seringais (piantagioni di seringueiras, gli alberi della gomma), ai garimpeiros (cercatori di diamanti) e visitare le malocas (abitazioni) degli indigeni. Da quando hanno trovato dei diamanti nei fiumi Pimenta, Bueno e Machado, affluiscono molti garimpeiros a questi fiumi. Nel 1950 ce n'erano solo 30, nel '51, 800, e quest'anno ce ne saranno migliaia.
È grande la necessità di aprire quanto prima la residenza a Rondonia. Da Humaità a Rondonia si impiega un mese. Il nostro sig. Ispettore ne ha costatato la necessità e sta studiando se può aprire nel prossimo anno la nuova Missione. Tanto più che con tanti garimpeiros è possibile qualche conflitto cogli indigeni che nella maggior, parte sono calmi, giacchè i feroci sono sparsi per le foreste vergini. Ho parlato pure con la Madre Ispettrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice per una loro missione a Rondonia. Ne ho ricevuto risposta affermativa e stiamo preparando un fabbricato per loro.
Chiedo preghiere per questa nuova Missione. Sarà la prima di questa Prelazia che tratta direttamente coi gli indigeni.
Sac. ADOLFO ROHL, Missionario nel Rio Madeira.
L'UMILTÀ NELLA GLORIA
Riprendiamo la relazione delle feste della Canonizzazione di S. Maria Mazzarello, rilevando ancora una volta che ci è possibile raccogliere soltanto qualche nota del vasto canto di gloria che si è levato in onore dell'umile Figlia di Don Bosco in ogni parte del mondo.
A Montecatini decorò le sacre funzioni celebratesi nel bel santuario del S. Cuore l'Ecc.mo e insigne benefattore Mons. Lari. A Rimini, nella Parrocchia Salesiana, furono onorate da tre Ecc.mi Vescovi: Mons. Gili di Cesena, Mons. Perini di Fermo e Mons. Santa, Pastore della Diocesi. Interessanti i concerti di campane eseguiti dai campanari del S. Petronio di Bologna. A Palermo il triduo fu preceduto dalla trasmissione radiofonica dell'On. Medi e aperto da imponentissimo corteo per il trasporto della grande tela della Santa in Cattedrale, dove si svolsero i festeggiamenti, conclusi dallo stesso Em.mo Card. Ruffini, che volle tenere il panegirico e impartire la trina benedizione eucaristica. Contemporaneamente, pure in Sicilia, a Caltagirone con intervento di S. E. il Vescovo Mons. Capizzi ; e a Leonforte con assistenza pontificale e bella omelia di S. E. Mons. Giardina. A Varazze, nella parrocchiale di S. Ambrogio, con intervento di S. E. Mons. Cignitti, Abate mitrato della Badia Benedettina di Finalpia. A Perosa Argentina volle onorare le feste con la presenza e la parola S. E. Mons. Binaschi, Vescovo di Pinerolo.
Al Cairo nell'Egitto, precedute da un solenne triduo predicato da S. E. Van den Bronk, da Mons. Schierano, Segretario dell'Internunziatura Apostolica, e dal salesiano Don Carboni, si svolsero il 4 maggio, presenti l'Ill.mo Incaricato dell'Ambasciata Italiana, il Console Generale d'Italia e altre autorità, con assistenza pontificale dell'Ecc.mo Internunzio Apostolico Mons. Levame. Le feste ebbero un'artistica appendice il 9 maggio con l'accademia in lingua araba, italiana e francese, nella quale la partecipazione di alunne egiziane, palestinesi, greche, copte, mussulmane, ecc. rese davvero cosmopolita l'omaggio alla Santa. Ad Alessandria d'Egitto la festa fu caratterizzata dalla varietà dei riti: il primo giorno si celebrò in rito armeno, il secondo in rito siriano, il terzo in rito latino con pontificale di S. E. Mons. Cayer, Vicario Apostolico di Alessandria, presenti anche qui il Console Generale con altre personalità della Colonia italiana. A Heliopolis la Santa fu onorata in Duomo con solenne pontificale dell'Ecc.mo Pastore Mons. Van den Bronk. Anche a Damasco nella Siria, concorsero a onorare la Santa, che spiccava nel quadro dipinto da un Francescano Conventuale, varietà di lingue, di riti e di partecipanti. L'ultimo giorno pontificò il Rev.mo Delegato Apostolico in Siria Mons. Del Mestri. Non mancò l'accademia, onorata dalla presenza delle Autorità Consolari italiane e del Governo Siriano, con tale concorso che fu necessario ripeterla due volte. L' 11 maggio l'umiltà di Maria Mazzarello veniva glorificata a Betlemme, la terra consacrata dalle infinite umiliazioni del Dio Bambino. Durante il triduo il Rev.mo Mons. Samarani del Libano tenne ogni giorno due ascoltatissime prediche in lingua araba. La domenica intervenne lo stesso Patriarca di Gerusalemme S. E. Mons. Gori con il grande seguito del Patriarcato e del Seminario. Accanto alle feste di Betlemme facciamo un cenno. di quelle che si svolsero in ben diversa cornice, date le condizioni locali, nelle altre tre Case palestinesi appartenenti allo Stato d'Israele: Gerusalemme, Nazareth, Beitgemal. A rappresentare la numerosa gioventù che un tempo gremiva la casa di Gerusalemme, assistette alla festa la sola giovane pensionante in casa, presentata alla Santa come offerta, speranza e preghiera per una ripresa di apostolato giovanile.
A Livorno le feste ebbero carattere religiososociale e non mancò, nella splendida giornata di chiusura, la presenza dell'Ecc.mo Vescovo Mons. Piccioni, che assistette pontificalmente e tenne la bella omelia, nella quale si compiacque encomiare l'opera delle Figlie di Maria Ausiliatrice, propria - disse - di « figlie degne di una così grande Santa ». Ancora in maggio a Bologna, nella grande basilica salesiana del S. Cuore la festa ebbe una nota di candore con l'omaggio di 150 prime Comunioni, e di solennità con l'assistenza pontificale dell'Ecc.mo Vescovo Ausiliare Mons. Bolognini. A Lugo un corteo serale, alla luce delle fiaccole, accompagnò la reliquia della Santa dall'Istituto alla Chiesa Collegiata, dove si celebrarono le feste. , Suggestivo l'omaggio floreale dei bambini della città, e grandiosa la giornata di chiusura con pontificale del Rev.mo Mons. Guerrini e intervento da Imola dell'Ecc.mo Vescovo Coadiutore della Diocesi Mons. Carrara. A Parigi le celebrazioni furono davvero degne della capitale. S'iniziarono con una riunione presieduta dall'Ecc.mo Nunzio Apostolico Mons. Roncalli e si chiusero con una solenne funzione celebrata dall'Ecc.mo Arcivescovo di Parigi Mons. Feltin. (Continua)
L'Ausiliatrice veglia sulle sue Figlie siamesi. - Il 23 maggio, vigilia della festa di Maria Ausiliatrice, ero andato con due suore indigene (Ausiliatrici) per aiutare durante la festa a Thava, dove abbiamo la chiesa di Maria Ausiliatrice.
Finita la festa, facemmo ritorno alla residenza: io in motorino, le due suore sopra un'auto di servizio. Giunte a Bon Pong, dovettero cambiare. Un'auto stava per partire. (Da notare che qui gli autisti non dicono mai che non v'è posto, il posto si trova sempre, se non altro facendo salire sul tetto gli uomini). Le due suore chiesero di salire: l'autista guardò, pensò, parlò col suo compagno e poi, contro il solito, disse alle suore che non c'era posto.
Quando le due religiose, salite su un'altra auto, arrivarono a mezza strada tra Ban Pong e Donkrabuang, trovarono l'auto partita prima frantumata contro una pianta: una donna era già morta, un giovane morì poi all'ospedale, l'autista e tutti gli altri feriti più o meno gravemente. L'auto, staccatasi una ruota, si era sfasciati sbattendo in quell'albero.
Ancora una volta l'Ausiliatrice si era mostrata Madre e Aiuto per chi in Lei confida.
Donkrabuang.
Sac. EMILIO BARONI, Missionario Salesiano.
Cominciando la novena, la febbre comincia a diminuire. - Nel recente agosto un improvviso e acuto dolore allo stomaco colpì una mia cara sorella, costringendola a mettersi a letto con una fortissima febbre.
Fu chiamato immediatamente il medico, il quale sentenziò che si trattava di un ascesso e cominciò a somministrarle della penicillina, sperando di arrestare il male senza intervento chirurgico. Di giorno in giorno aspettavamo qualche miglioramento, ma invano; per dieci giorni la febbre si mantenne costantemente alta e il dolore si fece sempre più acuto.
Fu tenuto allora un consulto, nel quale si decise che l'indomani mattina, l'inferma sarebbe stata sottoposta ad un atto operatorio.
Perduta ogni speranza umana, ci rivolgemmo alla nostra cara Madonna Ausiliatrice, perchè, per intercessione di S. Giovanni Bosco, ci concedesse la grazia di liberare mia sorella dall'intervento chirurgico.
Bontà della Vergine! Era la mezzanotte quando la febbre, che si era aggirata sempre sui 40°, cominciò a diminuire con grande stupore di noi tutti e del medico, che dichiarò l'inferma ormai fuori di pericolo. Al termine della novena era completamente guarita.
Con animo commosso ringraziamo Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco, invocando ancora la loro preziosa protezione su tutta la famiglia.
S. Cataldo. ASSUNTA GIANNONE.
Felicità dopo il dolore. - Quando diedi alla luce il secondo figlio, la nostra felicità fu grande, ma non durò molto, perchè dopo un mese il piccino fu colpito da eczema.
La sua testolina divenne tutta una piaga; per di più il suo stomaco non teneva più nulla. Il medico che lo curava non sapeva più che cosa fare perchè le medicine non arrecavano al bimbo nessun miglioramento.
Era ormai ridotto in fin di vita e da un giorno all'altro si temeva che il Signore lo richiamasse fra i suoi angeli. Ognuno può immaginare lo strazio e il dolore che regnava nella nostra famiglia.
Mi venne allora l'ispirazione di portare il piccolo all'immagine di Maria Ausiliatrice, che si trova in un paesino vicino. Tanta era la fiducia e la fede, che ero sicura che la buona Mamma Celeste mi avrebbe aiutata.
Pregai, le raccomandai a lungo il mio piccino. Ed ecco che nella stessa settimana il bimbo incominciò a migliorare e a crescere bene.
Ora gode ottima salute, è sano e robusto. Noi, grati per la grazia ricevuta, abbiamo fatto celebrare una S. Messa all'altare della Madonna SS.
S. Dalmezio nel Frignano.
ERSILIA e Ezio LEONELLI. Visto: Don OTELLO PRANDINI.
«Questo qui lo facciamo prete!». - Più che a Valdocco, è sulla collina di Valsalice che io ricordo di avere più volte accostato S. Giovanni Bosco. Ho il soave ricordo che un giorno il Santo, postami la mano sul capo, abbia detto al babbo: « cust'cì la fuma preivi » (questo lo faremo sacerdote). La benedizione di Don Bosco, infatti, di un birichino fece un prete e un missionario in Cina.
Nel 1949 nella nostra Diocesi di Anhwei (Cina) si esitava ad ammettere ai sacri Ordini il chierico Giovanni B. Licon. Questo giovane, fedelissimo e affezionatissimo ai Superiori, assistente stimato e amato dei piccoli seminaristi, aveva avuto grave difficoltà a imparare l'indispensabile latino. Era ormai al suo 5° anno di Teologia, il Padre Superiore e i Professori erano favorevoli alla sua ammissione ai sacri Ordini, ma Monsignore era di parere contrario, anche perchè da tempo il chierico era affetto da idropisia giudicata inguaribile. Era una misura di prudenza dalla quale Sua Eccellenza non poteva deflettere.
Allora esortai il caro Licon a mettere la sua Ordinazione sacerdotale nelle mani di Don Bosco Santo e gli feci dono di una reliquia. Quindi, forte dell'appoggio che Don Bosco mi avrebbe concesso, mi presentai a Monsignore per perorare la causa del chierico. Alle prime battute mi accorsi che Don Bosco aveva già mutato le idee al Vescovo. Non solo si dichiarò pronto a ordinarlo, ma rilevò sapientemente che anche se il prete novello non avesse potuto fare altro che celebrare alcune Messe e poi soffrire e pregare, sarebbe stata una provvidenza per la Missione, che avrebbe avuto così un inizio di Carmelo.
Ancora una volta Don Bosco aveva detto: « cust'cì la fuma preivi », e per soprappiù gli concesse anche la completa guarigione.
Nell'accomiatarmi dal mio caro Don Licon - dovendomi allontanare dalla Cina dopo 42 anni - gli ricordai ancora urla volta quanta devozione e amore Don Bosco avesse sempre nutrito e inculcato ai suoi giovani per la persona del Papa. Gli ricordai che lo avevo appunto indirizzato a Don Bosco perchè nelle tristi circostanze in cui dovrà trovarsi possa restare saldo per conto proprio e possa essere forza e luce per i suoi. E realmente il buon sacerdote in più di una circostanza si è già mostrato molto prudente e coraggioso. E anche questa è una grazia che gli ha concesso S. Giovanni Bosco.
Ed ora con fiducia gliene ho chiesta un'altra importante per l'avvenire della nostra Missione.
Don Bosco, il birichino piemontese che hai benedetto un giorno lontano a Valsalice, non ti vuole forse ancora sempre bene?
Torino, Istituto Sociale.
Padre GIUSEPPE DEMICHELIS, S. I.
I medici non seppero spiegarsi lo strano fenomeno. - Mio figlio Stefano, di anni 23, l'anno scorso era stato operato di ciste al polmone, per la quale operazione fu necessario rompere due costole.
Si era rimesso tanto da poter lavorare, ma soffriva sempre. Aumentando ogni giorno i suoi dolori, si sottopose a nuova radiografia, che rivelò un'altra ciste e proprio in mezzo al polmone. Fu operato per la seconda volta, ma gli si sviluppò una pleurite.
Desolata, raccontai la mia dolorosa storia alla mamma di due Salesiani, che mi esortò a chiedere la guarigione del figlio a S. G. Bosco. Recatami all'ospedale, lo trovai che stava malissimo: gli avevano estratto dodici siringhe di liquido. Accettò con entusiasmo di pregare Don Bosco e pose la reliquia sulla parte malata. A un certo punto della notte cominciò a gridare, tanto che accorse il medico e, all'insistenza di mio figlio, gli tolse il tubo perchè il liquido era finito e la stessa parte dolorante non lo poteva più sopportare. I medici restarono stupefatti e non seppero spiegarsi lo strano fenomeno. Mio figlio si avviò rapidamente verso la guarigione e, dopo un mese, poteva riprendere il lavoro. Ora si unisce a me nel ringraziare S. Giovanni Bosco, che fu tanto buono con lui.
Calatafimi (Trapani).
GRAZIA SIMONE GIALLO.
« La Santa Vergine si costitui ella medesima protettrice dei giovanetti più poveri e abbandonati... perciò ottiene ai loro benefattori e alle loro benefattrici molte grazie spirituali e anche temporali straordinarie».
San GIOVANNI Bosco ai Cooperatori Salesiani.
Altre cento grazie di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco.
Accetta Salvatore (Ragusa) ottenne una grazia che gli stava tanto a cuore.
Albertelli Giovanni (Bettola) ringrazia M. A. e D. B. per la visibile protezione accordata a quattro membri della famiglia.
Angonoa Pietro (Carmagnola) è riconoscente per la prodigiosa guarigione del genero, operatoper la terza volta.
Arceci Emma (Urbino) ottenne la guarigione da ferita causata da distrazione nell'uso dell'accetta.
Bertolini Maria (Perrero) benedice M. A. e S. G. B. che le guarirono la mamma da un'infezione alla faccia.
Berzia Giulia ved. Fassetta (Rapallo) guarì da un fastidioso male alla gamba.
Bignelli Domenica (Milano) ricorse a D. B.; e il marito, disoccupato da un anno, trovò lavoro.
Bo Metilde in Gatti (Accorneri) ottenne la guarigione di due figlie, una delle quali avrebbe dovuto subire un'operazione per un tumore.
Bolis Tullia (Inveruno) benedice M. A. e S. G. B. per una serie di grazie concesse alla sua famiglia.
Bonissoni Orsola (Lograto) aveva il figlio in condizioni disperate: In raccomandò a M. A. e a D. B. e lo vide ritornare da morte a vita.
Bosca Mario (Nizza Monf.) ringrazia D. B. che, invocato in un doloroso frangente, gli salvò la vita.
Bosio Margherita (Villanova d'Asti) dopo un doloroso periodo di esaurimento, raccomandatasi a S. G. B., potè tornare alla normalità.
Bottain Emma (Rio S. Martino) invocando M. A. e S. G. B., guarì da peritonite acuta.
Bruschi Sabatino (Arezzo) viaggiando in moto, fu investito da un camion che lo scaraventò lontano. L'invocazione di M. A. e di S. G. B. lo conservava incolume.
Burgay Renzo (Fiano Torinese) ringrazia con tutto il cuore D. B. per le segnalatissime grazie ricevute.
Calvano prof. Sandro (Cosenza) esprime la sua viva riconoscenza a S. G. B. per averlo salvato da sicura morte in un grave incidente automobilistico.
Cancelli Giovanni (Varese) affidò a M. A. un suo esame ed ebbe un esito superiore all'aspettativa.
Canciani Luigi (Pechbonnieu - Francia) ottenne da M. A. e S. G. B. la guarigione di un nipotino e della sposa, alla quale i medici avevano dato due giorni di vita.
Capellino Elda Ferrero (Milano) ringrazia M. A. per la particolare assistenza accordatale durante la gravidanza.
Caporossi.Armando (Nalangero) venne liberato da grave malattia.
Carretta Anna (Taranto) ottenne da S. G. B. la guarigione del marito proprio il 31 gennaio.
Casali Anna (Cremona) invita a ringraziare con lei M. A. che ha fatto trovare lavoro al fratello.
Cattro Giuseppina in Del Savio (Condove) ottenne un impiego per il marito, proprio il 31 gennaio.
Cauda Giovanna ved. Castellino (Pinerolo), investita in pieno da una vespa, mentre teneva in mano la corona con la medaglia di M. A. e di S. G. B., fu salva come per miracolo. Chinea Edi (Perugia) ebbe da M. A. un aiuto evidente che le permise di sostenere un intervento chirurgico, nonostante il suo mal di cuore.
Coda Ercolina (Rivanazzano) investita e gettata a terra da forte corrente elettrica, fu miracolosamente salva.
Colombo Pietro (S. Lazzaro di Padova) chiese a M. A. e a S. G. B. tre grazie. Ora è felice di comunicare che tutte e tre gli furono concesse.
Corti Alberto (Ponte S. Pietro) dovendo subire un'operazione, pose la reliquia di S. G. B. sotto il guanciale, lo pregò ardentemente e il giorno dopo i medici, invece di operarlo, lo licenziarono.
Cristiano Lina (Palizzi) guarì da grave male alla gamba. Cultrera Serafina (Pachino) raccomandò a M. A. la nipotina malata di tifo e ne ottenne la guarigione.
Debrosso Maria ottenne la guarigione da paralisi alla testa che le impediva di farsi capire.
De La Rosa Gesù (salesiano) trovandosi nella impossibilità di continuare gli studi, esauriti tutti i mezzi umani, si affidò unicamente a M. A., che subito intervenne in suo favore.
Dell'Oste Basso Ersilia (Portici) dichiara che, trovandosi malata gravemente, le apparve D. B. e le promise di guarirla, il che realmente fece.
Demarchi Maddalena ottenne la pace in una famiglia.
Drago Rosetta (Cortiglione) ringrazia M. A. e S. G. B. per grazia ricevuta e invoca protezione sulla famiglia.
Faccini famiglia (Milano) rende pubbliche grazie a M. A. e a S. G. B. per la guarigione della mamma.
Ferrero Maria (Torino) ottenne la guarigione da broncopolmonite del piccolo, che i medici disperavano di salvare.
Fiore Pina (Montalbano Elicana) rende note due grazie di M. A. e di S. G. B. che dimostrano un intervento soprannaturale.
Folci Giuseppina ved. Panzeri (Lomago d'Erba) ringrazia M. A. e D. B. per gli aiuti e conforti ricevuti in penose circostanze della vita.
Fontana Silvia (Brenno Useria) ottenne da S. G. B. il felice esito di un pericoloso parto prematuro.
Fornara Baldassarina (Cameri) dichiara che la nipote, vittima di grave sciagura stradale in cui perdette il marito, raccomandata a M. A. e a S. G. B., dopo quasi tre mesi, riacquistò prodigiosamente la conoscenza e potè tornare guarita tra le sue bimbe.
Fragole Antonina (Vallelunga) con la materna assistenza di M. A. guarì da malattia polmonare.
Gamba Chiarina (Garbagna) fa conoscere la guarigione da una ciste all'occhio.
Gandolfo Giovanna (Rocchetta Palafea) ringrazia M. A. per la guarigione del babbo da un male che poteva avere gravi conseguenze.
Gelli Rina (Comacchio) invocò M. A. e S. G. B. e fu liberata da crisi ipertensive che la lasciavano priva dei sensi anche per lo spazio di due ore.
Gerometta Ada (Venezia) rende pubbliche grazie a S. G. B. per la sua protezione in momenti difficili.
Ghione Giuseppe (Acqui) caduto dal ponte mentre fabbricava una casa, guarì bene.
Giordano Fiorentina (Roccaforte del Greco) fu soccorsa da M. A. proprio il 24 maggio.
Gravino Girolamo (Caserta), ottenne la guarigione da emorragia cerebrale acuta.
Greghi Elena (Finale di R.) ringrazia per diversi favori ottenuti per la sorella e nipoti.
Groppo Giacomina ved. Braida (Bra) rende pubbliche grazie a M. A. e a S. G. B. per la propria guarigione e per la nascita del nipotino Gualtiero.
Gualdoni Angelo (Turbigo) attesta che la mamma cadendo dalla scala della cantina con la testa in giù, invocò M. A. e fu salva.
Jugallina coniugi (Ragusa) ringraziano M. A. e D. B. per l'ottenuta sistemazione del figlio.
Lanfranchi Giuseppina (Leffe) ottenne la guarigione da appendicite con peritonite di un fratello, padre di otto bambini.
Lazzaro Papa Vittoria (Agrigento) ebbe doppia grazia: i medici individuarono il misterioso male che la travagliava e l'operazione riuscì bene.
Macconi Giacomino avendo il figlio malato di petto, invocò S. G. B. e ne ottenne la pronta guarigione.
Magri famiglia (Bergamo) nel doloroso caso di un avvelenamento da brodo di carne, invocarono M. A. e S. G. B. e furono tutti salvi.
Mandola Rosina in Savoldi (Scanzo) dichiara che, dopo ardenti preghiere, S. G. B. le apparve in sogno e le annunziò la guarigione della figlia, che realmente guarì.
Mercenaro Costanzo (Pallerone) invita a condividere la sua viva riconoscenza a M. A. e S. G. B. per una serie di grazie che hanno del prodigio.
Mazzotti Ada (Firenze) rende pubbliche grazie a D. B. per la guarigione del marito da grave e pericolosa operazione.
Mercurio Paolo (Favignano) partito con la motopesca « Borgo Annunziata », assalito da violenta tempesta, invocò M. A. e S. G. B. e tutti poterono salvarsi.
Mezzavilla Ida (Pizzo Calabro) ammalatasi di grave malattia lontano da casa, si rivolse con fiducia a D. B. e fu prontamente esaudita.
Milano Clara (Cartosio) ringrazia M. A. per aver fatto rifulgere la verità e la giustizia in una dolorosa situazione.
Minuto Giovanni (Carmagnola S. Bernardo) ottenne la guarigione della figlia da una forma grave di bronchite.
Monticello Anna ringrazia la Vergine Ausiliatrice per un favore segnalatissimo.
Nardi Battista e Luigia (Ghedi) porgono a M. A. e a S. G. B. il più vivo grazie per aver loro ridonata sana e robusta la piccola Maria.
Nicolao Luigi (Canal S. Bovo) ringrazia S. G. B. per la guarigione da ulcera allo stomaco, assai avanzata.
Orizio Rina in Rotti pregando M. A. e D. B. ottenne lavoro per suo marito.
Patrone Maria in Malfatto (Mioglia) subì un'operazione dichiarata difficile e pericolosa dai medici e, con loro meraviglia, ne uscì guarita.
Pedroni Pierina in Bonino (Manerbio) è grata a M. A. e a S. G. B. per il felice esito di una operazione.
Pellegrino Giacomino (Peveragno) ottenne di guarire dal tifo e di essere promosso, nonostante la malattia.
Perazzo Giuseppina e Rita (Visone) ringraziano pubblicaniente M. A. e S. G. B. per una segnalatissima grazia ottenuta in un caso quasi disperato.
Piacentini Maria in Nigita (Pavia) si affidò completamente a M. A. e, contro la previsione dei medici, che si erano già preparati per l'intervento, dava alla luce una creatura con inaspettato felicissimo parto.
Pianta Rosina (Montechiaro d'Asti) rende nota la grazia dei due figli usciti quasi illesi da grave investimento.
Picchi Pia ottenne da M. A. che il marito non perdesse la sua stima di persona onesta per un errore di calcolo.
Picco Battista (Borgaro Tor.) dichiara che i dottori avevano deciso di amputare una gamba al babbo, ma egli ricorse a M. A. e a S. G. B. e l'arto non fu tagliato.
Pinnisi M. S. (Palermo) guarì da un attacco appendicolare e da altri disturbi che le procuravano persistenti febbricole.
Pistelli dott. Senofonte (Piegaro) è riconoscentissimo a M. A. e a S. G. B. per la grande grazia ricevuta.
Pizzato Maria (Thiene) rende vive grazie a S. G. B. per la sistemazione dei figlio e per vari altri favori.
Pronzato Luigia (Genova Sestri) aveva il figlio che da parecchi mesi era oppresso da un dolore al capo sopra l'occhio sinistro. Vedendo che a nulla giovava la cura del dottore, lo raccomandò a D. B. e il dolore scomparve.
Puccio M. Adele (Palermo) invocò M. A. e fu guarita da una flebite con principio di infezione.
Ramello Calorio Maria (Montà d'Alba) con la novena a M. A. otteneva un impiego al figlio e la guarigione completa del marito caduto sotto un carro.
Reggiori Lina (Savona) invocando M. A. fu prontamente guarita da colica renale.
Risso Maria (Bolzaneto) invia offerta per la guarigione dei nipotini Maria Luisa Visconti e Giacomo Parodi.
Rizzi Giuseppe (Lodi) pregando M. A. ebbe due grazie: trovò lavoro per se e casa per la sorella sposata.
Roncalli Elvira (Morengo di Bergamo) è grata a M. A. e a S. G. B. per aver trovato lavoro al figlio da tempo disoccupato.
Rossi famiglia (Savona) ottenne da M. A. e da D. B. la conservazione della vita a un nipotino investito da un camion e rimasto 48 ore come morto.
Salmoiraghi Maria (Castellanza) per avere ottenuto due favori da M. A., ringrazia fervorosamente.
Sartor Giacomo e Giuseppina (Pordenone) raccomandarono a M. A. e a D. B. la loro piccola Teresa colpita da paralisi infantile e, con meraviglia dei dottori, la riebbero salva. Sartorelli Maria (Pordenone) trovandosi in gravissima situazione, invocava M. A. e veniva subito esaudita. Sbarbaro Giovanna (Paullo Milanese) ottenne da M. A. la guarigione da malattia lunga e grave.
Sisina Alessi Ridolfi (Mazzarino) ottenne da M. A. e da
S. G. B. che il bimbo evitasse una dolorosa operazione. Spessa Nicola (Australia) rende noto che la moglie, operata d'urgenza, venne miracolosamente salvata da M. A. Terragno Maria in Rattaro (Vegni) ottenne la guarigione del figlio Ernesto, ridotto in fin di vita da setticemia acuta. Toniolo Andrea (Albarè di C.) affidandosi a M. A. potè guarire bene da una forte contusione al ginocchio. Turba Ebe (Lesa) colpita da edema polmonare con scompenso cardiaco acuto, fu raccomandata a D. B. e tosto si riprese con meraviglia del medico.
Venuto Maria (Jutizzo) con la novena consigliata da D. B. ottenne due volte la guarigione della bimba.
Vigliecchi C. (Murazzano) aveva la mamma tormentata da forti e persistenti dolori di stomaco, l'affidò a M. A. e a S. G: B. e i dolori scomparvero come per incanto.
Vivalda Luigi e famiglia (Rocca-Cigliè) ringraziano M. A. e S. G. B. per una singolare grazia ricevuta.
Grazie del B.Domenico Savio
Guarito da un tumore maligno alla mascella inferiore. - Il giovane Andrea Malandala era affetto da cancro maligno alla mascella inferiore. I medici lo operarono due volte, poi gli collocarono degli aghi di radium, sperando miglioramento. In realtà cominciò il calvario del paziente e rassegnato giovane. Gli cadde un pezzo di lingua e le ossa, ben presto scoperte e prive di tessuti, finirono per frantumarsi.
Durante lunghi mesi di atroci sofferenze tutti attendevano la sua morte. Quando lo incoraggiavo, rispondeva: « Io sono ben felice di soffrire per il buon Dio ». Un giorno gli proposi di fare una novena al B. Domenico Savio per la sua guarigione. Accettò. Una notte tra le più dolorose, vide in sogno Domenico che lo confortò. Da quel momento cominciò un miglioramento che continuò fino alla guarigione. Porta naturalmente le conseguenze della grave malattia, ma ha ripreso il suo lavoro.
Anzi credo bene aggiungere questa sua dichiarazione scritta: « Alla mia uscita dall'ospedale, mi era rimasta una piaga dalla quale stillava la saliva. Il dottore mi aveva detto di tornare entro sei mesi per subire un'altra operazione. Io ho fatto una novena segreta a Domenico Savio e subito ho sentito un miglioramento senza l'uso di alcun rimedio. Allora volli presentarmi al medico. Questi, dopo avermi visitato, rimase come in estasi davanti a me e mi dichiarò che sono completamente guarito. " È una guarigione ben degna di nota ", esclamò.
» lo ringrazio il giovane Domenico Savio di avermi salvato da una situazione tanto dolorosa e farò tutti i miei sforzi per comportarmi degnamente.
Elisabethville (Congo B.).
Firmato: ANDREA MALANDALA. Relatore: Sac. RENATO M. PICRON, Salesiano.
«Mamma, prega Domenico Savio!». - Il mio bambino Paolo, di sette anni, durante le vacanze pasquali, accusò fortissimi dolori alla gengiva sinistra, in seguito all'infezione prodotta dall'estrazione di un dente. Il caso era grave; la gengiva e le ghiandole mascellari erano gonfie e violacee.
Ero in casa sola e nell'impossibilità di chiamare il medico, quando il bimbo, nell'eccesso del dolore, mi disse: « Mamma, prega Domenico Savio. La maestra ce lo fa pregare tutti i giorni ».
Allora mi rivolsi con fede al Beato e ne applicai la reliquia sulla parte dolorante. A quel contatto i dolori si calmarono subito e l'enfiagione diminuì, tanto che il dottore, giunto il mattino dopo, non riscontrò più alcun pericolo.
Grazie, o Domenico Savio. Dal Cielo continua la tua protezione sulla mia famiglia.
Acqui.
FEDERINA RAPETTI.
Domenico Savio arriva sempre a tempo ! - Mio padre di anni 76 il 16 marzo veniva colto da strozzatura d'ernia. La gravità del male fu riconosciuta solo dopo 36 ore. Fu subito trasportato all'ospedale e sottoposto a un gravissimo atto operatorio, che si presentava pieno di incognite per la putrefazione dell'intestino. Ci rivolgemmo allora con fede al B. Domenico Savio. Dopo quattro ore, papà usciva dalla sala operatoria. Il collasso previsto non venne, nonostante gli fossero resecati ben 40 centimetri d'intestino. Si raddoppiarono le preghiere. Tre giorni e tre notti lottò tra la vita e la morte, ma continuando noi a pregare con fede, si riebbe e si avviò così decisamente verso la guarigione che a 15 giorni dall'operazione sedeva a tavola con la famiglia. Da allora gode floridissima salute, più e meglio di prima.
Per esternare la riconoscenza al caro piccolo Beato, introdurrò in parrocchia il culto pubblico di Domenico Savio, unendolo a quello del S. Fondatore.
S. Giuseppe Jato (Palermo).
Arciprete ANTONINO CASSATA.
Grazie di Don Rua
«Signor Don Rua, non lasci piovere! ». - Ho contratto un obbligo grave verso il Servo di Dio, Don Michele Rua. Devo farlo conoscere a titolo di pubblico ringraziamento. Più volte in occasione di visite pastorali, di congressi, di celebrazioni speciali, soprattutto nelle peregrinazioni della Madonna, durante la preparazione, o cadeva la pioggia, o il tempo la minacciava. Con sicurezza, che gli ascoltatori giudicavano audacia, promettevo il sereno richiesto per la felice riuscita. Il sereno veniva. Chi lo otteneva ? Il Servo di Dio Don Michele Rua. Lo facevo pregare, senza nominarlo, dai fanciulli, ed io pure, con quella confidenza che mi permetteva quando era su questa terra, lo pregavo, lo incalzavo a tu per tu secondo il bisogno e non fui mai deluso. In qualche circostanza rimi tirava fino all'ultimo, fino a farmi dire da chi conosceva il segreto: « Stavolta il suo Protettore fallisce ». Ma Don Rua non fallì mai per tante volte che abbia ricorso a Lui.
E perchè tanta fede nell'intercessione del carissimo Superiore ? Ecco: in uno dei tanti anni che passai all'Oratorio, accadde che la vigilia della così detta passeggiata lunga annuale, con i 700 giovani, il tempo era incerto. Con altri compagni chierici, incontrai il Servo di Dio e tutti insieme gli esprimemmo i nostri-timori. Don Rua si raccolse, spinse lo sguardo lontano, poi lo abbassò sopra di noi e, con quell'accento paterno suo proprio, accompagnando le parole con aria di sorriso - mi pare ancora di vederlo - ci assicurò: « Andate tranquilli; non pioverà ».E fu così. Al ritorno lo ringraziammo e d'allora in poi, per occasioni importanti, gli si raccomandava: « Signor Don Rua, non lasci piovere ! ». Annuiva sempre sorridendo. Continuai a pregarlo anche dopo la sua santa morte ed Egli continuò ad esaudirmi.
Carissimo Don Rua, continuate ancora a mandarci tanto sereno di anima, tanto sereno di pace a tutto il mondo.
Canelli, giugno 1952.
Sac. GIOVANNI BRANDA, Salesiano.
Grazie di don Rinaldi.
Riacquista improvvisamente l'udito. - Da molto tempo il mio udito andava diminuendo. Confidai alle suore dell'Oratorio la mia pena e la Rev.da Direttrice mi esortò a confidare nel Servo di Dio Don Rinaldi, che io conobbi personalmente nelle sue venute a Giaveno.
Incominciai la novena, ne feci una seconda e continuai a pregarlo con fiducia. Un giorno, mentre attendevo ai lavori di campagna, tutto ad un tratto mi sentii come una scossa e tanti rumori nelle orecchie: m'inpressionai, invocai Don Rinaldi e mi sentii completamente libera da ogni disturbo sentendo bene come per il passato.
Riconoscente al caro Padre, adempio la mia promessa.
Giaveno
UGHETTO MARGHERITA in ROSA-BUDIN, Cooperatrice ed ex allieva dell'Oratorio.
Il cuore di Don Rinaldi non sa resistere. - Padre di famiglia con sei figli a carico, di anni 39, disoccupato da cinque anni, tiravo avanti la vita stentatamente.
In quest'ultimo anno ero disperato: addebitato, denutrito, esaurito, con sei figli da mantenere e da sistemare, spesse volte meditai il suicidio: solo la fiducia in Dio e l'amore ai miei figli mi salvarono.
Una notte, nel colmo della disperazione, mi ricordai di aver letto nel Bollettino Salesiano le grazie ottenute dal Servo di Dio Don Filippo Rinaldi e con fiducia estrema mi rivolsi a Lui e dissi: « Abbi pietà di me; ottienimi lavoro e pane per i miei figli e ti sarò sempre grato; invierò offerte mensilmente per le opere Salesiane, e soprattutto vivrò cristianamente ed educherò bene i miei figli; riparerò a tutta la mia vita passata ».
Incominciai una novena. Al termine della seconda, mi giunse una cartolina da una ditta da cui io nulla speravo e che è ben lontana da qui. Andai, mi fecero la prova e mi accettarono e fui confermato nell'ufficio di corrispondente.
Prego tutti i buoni -ad aiutarmi a ringraziare il Signore, la Vergine SS. Ausiliatrice ed il Servo di Dio.
Meina (Novara), VIANELLO LUIGI.
Salva una vocazione. - Desideravo vivamente di far parte della eletta schiera delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ma, per motivo di salute, rimandavo la mia entrata di mese in mese, sempre nella speranza di potermi rimettere e spiccare il desiderato volo.
Anzichè migliorare, il male persisteva. Allora, più scoraggiata che mai, mi presentai alla Rev.da Madre Ispettrice per esporle il caso mio. La Madre m'incoraggiò e mi regalò un'immagine con reliquia del Servo di Dio Don Filippo Rinaldi, consigliandomi di fare una novena in suo onore, promettendo di far pubblicare la grazia.
In men che non si dica migliorai tanto da poter essere accettata nell'Istituto.
Riconoscente, adempio alla promessa.
Alessandria. CARMELA MINETTO.
Don Rinaldi risolve un difficile problema. - Da qualche anno mi trovavo in una critica condizione che, se continuava, avrebbe certamente causato la disgregazione della mia famiglia.
Dopo molti e inutili sforzi per trovare la soluzione al difficile problema, sfiduciato e stanco, confidai le mie pene al salesiano Don Riccardo Azzolini; egli mi consigliò di aver fiducia in Don Filippo Rinaldi, di fare con i miei famigliari una novena al medesimo e promettere la pubblicazione della grazia e qualche offerta per la causa della sua beatificazione.
Eseguii tutto a puntino ed ecco, al quarto giorno della novena, giungere la prodigiosa grazia che, in breve tempo, accomodò felicemente ogni cosa e fece scomparire ogni timore dalla mia casa.
Intendo rendere ora pubblico ringraziamento a Don Filippo Rinaldi, e con questa umile offerta soddisfare in parte la, mia promessa.
Vallonga di Bardolino (Verona).
GIACOBBE RUFFOLI.
Guarito da grave peritonite. - Nelle prime ore del giorno 20 di ottobre u. s. il giovane Giuseppe Orlando Fernandes della 4a ginnasiale, venne colpito da forti spasimi. Il medico chiamato d'urgenza, non potè diagnosticare il male che, per la sua violenza, si faceva sentire in tutto il corpo.
Portato all'ospedale locale, venne sottoposto all'atto operatorio. Al sacerdote salesiano che l'assisteva non sfuggì un gesto di dolorosa sorpresa dei medici accompagnato da una esclamazione: « Peritonite!». Sebbene il caso fosse del tutto disperato, lo operarono.
Prima dell'atto operatorio diedi al malato la benedizione di Maria Ausiliatrice raccomandandolo alla protezione del Servo di Dio Don Filippo Rinaldi, promettendo a guarigione completa di far pubblicare la grazia nel Bollettino Salesiano. Con tutta fede anche l'ammalato si raccomandò al Servo di Dio. Durante l'operazione i compagni del povero infermo con i superiori, raccolti in chiesa, imploravano da Dio, per l'intercessione di Don Filippo Rinaldi, felice esito e guarigione.
Al babbo e allo zio sacerdote, chiamati d'urgenza al capezzale dell'infermo, i medici non nascosero la gravità del caso e il pericolo imminente di perderlo. La fede però non venne meno e fu premiata con una guarigione che parve prodigiosa.
Temeva il giovane di essere pregiudicato negli studi, essendo prossimi gli esami finali. Ma anche in questo potè constatare l'efficacissima protezione del Servo di Dio. Difatti pochi giorni dopo il ritorno dall'ospedale, fece con i compagni gli esami con felice esito.
Ed ora si trova in seno alla famiglia completamente guarito, oggetto di ammirazione e stupore di tutti quelli che ebbero notizia dell'accaduto.
Al Servo di Dio Don Filippo Rinaldi il nostro grazie.
Ginnasio Salesiano - Cajazeiras-Paraiba (Brasile).
Sac. NATALE GRIGLIO, Direttore.
ATTESTATO. - Attestiamo che il giovane Giuseppe Orlando Fernandes, di 18 anni di età, brasiliano, fu internato in questo ospedale il giorno 21 ottobre 1951, vittima di una forte crisi di appendicite e fu sottoposto ad un urgente intervento chirurgico.
Praticata l'incisione con l'apertura della cavità addominale, ci trovammo di fronte ad un processo appendicolare suppurato con tutti i sintomi di peritonite generalizzata.
Nonostante la gravità del caso, riuscimmo ad estirpare l'appendice.
In fede
Cajazeiras, 20 gennaio 1952.
Dr. DEODATO CARTAXO DE SA. Direttore dell'Ospedale regionale di Cajazeiras. Dr. VALDEMAR PIRES FERREIRA.
Ci hanno segnalato grazie ottenute per intercessione di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, di S. Maria Mazzarello e degli altri Servi di Dio - alcuni hanno anche inviato offerte per la celebrazione di sante Messe di ringraziamento - i seguenti:
Abrate M., Actis fam., Acuto A., Acuto Dott. G., Aghemo A., Agnesetti A., Agosta O., Alberto can., Alberto M., Aldeni L., Andreis-Cattero A., Angelino G., Arato E., Arduino O., Arnaldi di Balme M., Asperti faro., Azzarini A., Bagnato G., Balocco Torretta D., Barberis Rivalta M., Barbero M., Borla M., Bazano T., Belloni Taverna P., Bellora L., Beltrami R., Bensi M., Berchialla faro., Bertino M., Bertola M. T., Bertolotto R., Biancardi L., Bianco G., Binardi NI., Biole J., Boarino G., Bolini A., Boero M., Bogino faro., Bonvini L., Bonomi A., Borla A., Bormida faro., Bortòlotti M., Bozco A., Bosio M., Brachetto fam., Bracco M.. Brossa D., Bruno A., Brusati C., Calderini L.. Campia M., Canale L., Capirone T., Capitanio A., Capuano G., Carati l,., Carmagnola M., Casale M., Casalis M., Casetta, Cavallo R., Cedrino C., Cena M., Cencio A., Cerutti P., Conti S. M., Corgnato J., Costa F., Costa M., Costa N., Cravero M., Cristoforo V., Crosetto C., Crosetto G., Curletto F., Cusi M., De Ambrosio L., De Gasperis M., Della Zotta O., Densaria F., Dente I,., Destefanis C., Diatto E., Dighera R., Donzelli E., Drognetti A., Fantino G., Ferrero B., Ferrero C., Ferrero L., Ferrua M., Fiore, Fiori M., Foffano prof. S., Fraccani A., Francesia E., Franco E., Franco F., Fumero E., Gaia A., Gaido G., Galazzi V., Gambino C., Garetto R., Gassino O., Gatti R., Gazzolo A., Gavinelli M. E., Ghiotto E., Giacchino L., Giacoto con., Giai G., Giordano A., Gorbiglia E., Groglia G., Grasso G. e S., Grassotti A., Griotti M., Grosso con., Guglielminotti E., Inguazziato L., Leon P., Leone S., Lepori M., Libre T., Lino M., Lovera G., Lusso faro., Macchioli P., Magistretti A., Magnano I., Maletto C., Malvicini A., Mandosso T., Marchiano E., Marcon A., Maria C., Massiccio T., Mecca A., Mengoni G. C., Micheletti M., Milanese D., Miletti R., Minchiante L., Minetti M., Moizo faro., Monasterolo M., Monge G.,-Moriondo M., Musso, Navarra M., Nervo M., Notarlo M., Ollino fama, Oliva G., Paglia G., Palmero P., Panzeri M., Parrocchia di Cuneo, Pasquino F., Pedrola T., Perardi C.. Perlo M., Pia D., Piana D., Picco R., Pichino M., Pipino M., Pistol L., Pistone L., Pivano C., Pochettino I,., Ponsetto D., Prio G., Quilico M., Ramondetti N., Rasotto C., Rasetto E., Ricano M. R., Rissone G., Rivolta V., Robba L., Rocca L., Rocchia sor., Rossi V., Rosso E., Rostagno L., Salice E., Salvinetti M., Saracco A., Saporiti M., Savio M., Scalenghe L. e M., Seren E., Serengai G., Solda R., Sorba R., Stradella A., Strina E., Testa C., Thea R. e M., Torassa C., Torello M., Torgano G., Torreani-Belloni, Tricerri E., Vandoni M. L., Vergnano L., Viberti S., Villois C., Visconti G., Zepellato M.
Raccomandiamo caldamente alle preghiere di tutti i devoti di Maria Ausiliatrice le particolari intenzioni delle seguenti persone:
Adobati D. V., Allais G., Àndreis Cattero A., Balzaretti A., Barberis Z., Becchio A., Bezzato E., Bollo M., Bonaudo faro., Botta, Brema M., Bruno M., Calcagno G., Capello C., Cavaletto C., Chiorando C., Confienza P., Cristofero V., De Andrè G., Deprà, Donetto S., Ferraris faro., Ferrero C., Ferrero T., Giai G., Gramaglia D., Grasso M., Laguzzi T., Marchese D., Masettu I., Masnelli G., Musiari T., Obialero, Orsi C., Orsi P., Pairotti G., Piovano sor., Prinetti P., Ravanetti N., Rivalta V., Rosso T., Savina M., Soave A., Tabusso P., Tamborini G., Tarditi P., Tenga M., Vagnino coniugi.
Soc. DOMENICO MOLFINO, da Alessandria, † a Torino-Oratorio il 28-VI-1952 a 81 anni di età.
Fu per quarant'anni Segretario del Consigliere Professionale Generale. Ve lo aveva chiamato il compianto Rettor Maggiore Don Ricaldone, indotto dalla fama della sua particolare abilità nelle Scuole Professionali.
Di lui si servirono i Superiori per preparare la Prima Mostra delle Scuole Professionali e Agricole di Torino nel 1920 e le due grandi Esposizioni Missionarie del 1925 a Roma e del 1926 a Torino. A lui affidarono la realizzazione del film Don Bosco, che tanto entusiasmo doveva suscitare in Italia e nel mondo.
Nessuna difficoltà riuscì mai a scoraggiare Don Molfino, perchè lo sorresse sempre un amore ardente e tenerissimo per Don Bosco, che si era proposto di far conoscere e amare attraverso geniali iniziative, delle quali fu inesauribile. Il suo motto era: « Per Don Bosco, avanti, sempre!...»
Don Molfino fu lavoratore instancabile, ma soprattutto sacerdote zelante e piissimo, direttore spirituale apprezzato nel santuario di Maria Ausiliatrice e in vari istituti delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Lo stesso Don Ricaldone, alla morte di Don Francesia nel 1930, lo scelse per suo confessore affidando la sua grande anima alla direzione di Don Molfino fino alla morte.
Si spense sereno come un patriarca la vigilia di S. Pietro, quasi avesse udito la voce ben nota del Rettor Maggiore che lo invitava a celebrare la sua festa lassù.
Sac. ANGELO BELLONI, da Parabiago (Milano), † a Pavia il 26-V-1952 a, 78 anni.
Sac. PASQUALE RONZONI, da Meda (Milano), † a Iseo (Brescia) l'11-XI-1951 a 75 anni.
Soc. GIOVANNI FOCACCI, da Amborzasco (Genova), † a Paterson, N. J., (S. U.) il 5-IV-1952 a 77 anni.
Sac. GIOVANNI TANGUY, da St. Brieuc, † a Melleslez-Tournai (Belgio) il 20-III-1952 a 73 anni.
Sac. ENRICO FRANCHI, da Varese, † a Mendoza (Argentina) il 27-IV-1952 a 71 anni.
Coad. ANTONIO RUGGERI, da Itri (Latina), † a Roma (S. Tarcisio) il 5-IV-1955 a 93 anni.
Coad. PIETRO FERRARESSO, da Vigonza (Padova), † a Corigliano d'Otranto (Lecce) a 83 anni.
S. E. Mons. PIETRO CALCHI NOVATI, Vescovo di lodi (Milano), † l'11-VI-1952 a 84 anni di età.
Fervore di pietà, luminosità di dottrina, ardore di zelo per le anime, predilezione per i giovani, cura paterna e indefessa del Seminario pupilla degli occhi suoi, resero prezioso e indimenticabile il suo pastorale governo nelle Diocesi di Bobbio (1915-1927) e di Lodi (1927-1952).
Assai divoto dell'Ausiliatrice e di Don Bosco, intervenne sempre, fin che le forze glielo permisero, con visibile compiacimento alla Processione del 24 maggio nel santuario di Maria Ausiliatrice in Lodi.
Mons. FRANCESCO D'ALARO, Parroco di Sciara (Palermo), † a Sciara il 14-VIII-1952 a 75 anni.
Fervente devoto di Maria Ausiliatrice, istituì nella Parrocchia di Sciara l'Associazione delle Cooperatrici Salesiane, di cui fu Decurione. Procurò con la parola di inoculare nell'animo delle medesime lo spirito di S. Giovanni Bosco e ne divulgò la devozione.
Comm. Dott. LUIGI PELLEGRINI, † a Pavia il 3-VI-1952
Direttore alla Snia Viscosa di Pavia e Consigliere generale della Società Snia, fu benemerito delle Opere salesiane e particolarmente della Casa di Pavia.
Devoto di Don Bosco, fondò l'Oratorio femminile di Luino, che volle affidato alle Figlie di Maria Ausiliatrice.
ADELE CASATI ved. GERLI, † a Milano il 18-V-1952.
Una fede semplice, forte e luminosa ne sorresse la lunga vita, ispirò, diresse, santificò ogni suo pensiero e ogni sua attività.
Zelante cooperatrice salesiana aiutò, fin dalle origini, l'Opera nostra di Milano.
Rimasta vedova con otto figli ancora in tenera età, seppe allevarli tutti a sensi profondamente cristiani e gli ultimi due donò a Don Bosco: uno nella Società Salesiana, l'attuale Ispettore di Milano, l'altra nelle Figlie di Maria Ausiliatrice.
ENRICO ALBERTI, † a Cislago (Varese) il 18-1-1952 all'età di 82 anni.
Cristiano esemplare, lavoratore instancabile, educò più con l'esempio che con la parola i sette figli. Ne diede tre alla Chiesa: Don Giovanni salesiano, Suor Damiana, suora della Carità, Suor Enrica del Cottolengo.
MARIA CARAZZAI ved. PERARO, † a Piossasco il 15-VI-1952 a 8o anni.
Madre esemplarmente e profondamente cristiana, consacrò tutta la sua esistenza alla cura della famiglia e all'educazione dei nove figli, lieta di offrirne uno a Don Bosco come coadiutore nella Società Salesiana.
CESARE CIANO, † a Candia il 3-VI-1952 a 73 anni.
Cristiano di fede granitica, visse ed operò senza infingimenti e senza compromessi. Allievo di Don Bosco e Cooperatore salesiano, nutrì filiale devozione al Santo e a Maria Ausiliatrice cooperando tenacemente alle Opere salesiane. Membro dell'Azione Cattolica, diede la sua attività ad ogni opera di bene e di apostolato.
Maestra ELVIRA MANACORDA, † a Penango (Asti) il 12-V-1952 a 71 anni.
Nipote di Mons. Manacorda, Vescovo di Fossano, grande amico, consigliere e sostenitore di Don Bosco, continuò nello spirito dello Zio ad aiutare secondo le sue possibilità le nostre Opere e fu sempre una delle nostre Cooperatrici più affezionate.
ALTRI COOPERATORI DEFUNTI:
Aicardi Raffaele - Appendino Guglielmo - Artuso Giuseppe - Bermani Albina - Boggeu Giovanni - Borin Matilde - Casarsa Regina - Casazza Thomas - Celaschi Ernesto - Ciullo Adele - Costa Ancilla - Destefani Mons. Gaspare - Fedele Teresa - Fontanetto Camillo - Galati Don Giuseppe Girotto Fortunato - Jorcin Alfredo - La Corte Francesco Lepri March. Giuseppe - Mandrile Eugenia - Manta Don Lorenzo - Mantovani Benedirai Emilia - Marengo Michele -- Mariola Geom. Giuseppe - Mimmi Dr. Marti - Mirabile Maria - Ognibene Giuseppina - Paglia Valentino - Papaleo Don Arturo - Piscetta Antonio - Prigioni Adelina - Re Don Ariosto - Rossi Lamberto - Santamaria Don Carlo - Santoro Don Rocco - Santoro Don Salvatore - Sesini Carlo - Simonetti Don Gaetano - Spinelli Antonio - Teresa Sr. Maria - Valenti Checchina - Vercelli Giacomina - Zappini Bortolo.