ANNO LXXVI 15 SETTEMBRE 1952 NUMERO 18
Sào Joào del-Rei - Minas Gerais (Brasile)
4-5-6 luglio 1952
Ci è pervenuta questa interessantissima relazione, che riportiamo integralmente a conforto di tutti quelli che amano la Pia Unione e godono nel vederne i mirabili progressi nel mondo.
Molte e felici coincidenze determinarono la data delle varie celebrazioni che culminarono colla realizzazione del II Congresso Ispettoriale dei Cooperatori della Ispettoria di Rio de Janeiro, nel Brasile.
Le archidiocesi di Marianna e Goiaz celebravano quest'anno le nozze d'oro sacerdotali dei loro Pastori, Mons. Elvezio e Mons. Emanuele Gomez de Oliveira, ambedue salesiani e fratelli di sangue. Per quest'occasione il Governo brasiliano decretò loro le insegne di Grand'Ufficiali dell'Ordine Nazionale del Merito, la più alta onorificenza del paese.
Si compiva quest'anno il centenario dell'inaugurazione della prima chiesetta salesiana all'Oratorio di Torino; a Sào Ioào del-Rei si doveva benedire solennemente il nuovo Santuario dedicato a S. Giovanni Bosco, col suo bel campanile alto 54 metri, centro di tutta la divozione al nostro Padre e Fondatore nello Stato di Minas Gerais.
Il 75° anniversario di fondazione della Pia Unione dei Cooperatori invitava a raccolta i membri di questa grande terza famiglia salesiana, invogliati anche dall'esempio del Convegno romano. Già il primo congresso ispettoriale, radunatosi nel 1950, aveva prodotto frutti consolanti, come si potrà vedere dal seguente specchietto statistico della Pia Unione nella novella Ispettoria Brasiliana di San Giovanni Bosco:
Anno 1948 - Cooperatori 10.388
» 1949 - » 12.536
» 1950 - » 16.578
» 1951 - » 24.550
Agosto 1952 - » 28.418
A tutto ciò si unì il desiderio di celebrare il 2° centenario di fondazione del Grande Seminario di Marianna (archidiocesi in cui si trovano le Case di formazione dell'Ispettoria) e di aderire al Congresso Eucaristico Internazionale di. Barcellona.
La preparazione e la propaganda.
Nel giorno 24 marzo il Sig. Ispettore chiamò a convegno a Sào Ioào del-Rei, sede del Congresso, i Direttori delle Case di formazione e gli incaricati delle Segreterie regionali dei Cooperatori. In questa riunione si stabilirono i punti principali del programma, i temi e le modalità di propaganda. Frutto di questa riunione fu la Segreteria del Congresso, che cominciò subito a funzionare a Sào Ioào del-Rei, con intenso movimento di propaganda. 870 fra giornali, riviste e stazioni radio, cominciarono a ricevere con regolarità, due volte alla settimana, i testi di propaganda, che versavano sui temi del Congresso; tutti i parroci dell'Ispettoria ricevettero l'annuncio ufficiale e l'invito a intervenire. Anche i Vescovi, invitati, inviarono un centinaio di adesioni.
Il programma.
Il programma, studiato con cura speciale, fu inappuntabilmente eseguito. Doveva abbracciare due parti distinte: la parte, per così dire, tecnica dell'organizzazione dei Cooperatori e la parte delle solennità commemorative. La parte tecnica, imperniata sui due temi principali, si svolgeva in una sessione di studio per commissioni nella mattinata e una sessione generale nel pomeriggio. La parte solenne si faceva alle 20 di sera. I temi del Congresso furono:
1) Finalità della Cooperazione Salesiana: Catechismo, Gioventù, Vocazioni.
2) Organizzazione dei Cooperatori Salesiani: Centro, Direzione, Segreteria.
Il Congresso.
Preparato prossimamente dal Capitolo Ispettoriale, durante il quale fu studiato e ampiamente discusso anche il tema dei Cooperatori, il Congresso si aperse ufficialmente la mattina del 4 luglio colla Messa dello Spirito Santo, celebrata dall'Arcivescovo Coadiutore di Belo Horizonte, Mons. Hugo Bressane de Araujo, e col discorso ufficiale di apertura detto dall'Ispettore, Don Alcides Lanna. Durante la giornata la sessione di studio e quella generale del pomeriggio discussero ampiamente il primo tema del Congresso: Finalità dei Cooperatori salesiani. I 1292 congressisti schedati prendevano parte attiva alle discussioni, che si svolgevano in ambiente di entusiasmo e comprensione. Alla sera Mons. Aquino Correa, Arcivescovo di Cuiabà, presiedette alla prima sessione solenne del Congresso. Finalità di questa prima sessione era la commemorazione del bicentenario del seminario di Marianna. Parlarono successivamente un Seminarista, a nome del Seminario, salutando l'Arcivescovo di Marianna; il Ministro Geraldo Bezerra de Menezes, Presidente del Tribunale Federale del Lavoro, in un saluto al Sacerdote; Mons. Delfini Ribeiro Guedes, Vescovo Diocesano di Leopoldina, sul tema vocazionale: « Si moltiplichino gli Apostoli ». La Schola Cantorum del Collegio, un totale di 100 cantori, tra aspiranti e studenti di Filosofia, eseguì negli intervalli musica classica e ricreativa, mentre l'orchestra « Lyra Sanjoanense «, della città, prestava il suo concorso artistico.
Nel secondo giorno, 5 luglio, fu studiato il secondo tema del Congresso sulla Organizzazione dei Cooperatori, prendendo spunto dagli esperimenti fatti dopo il Congresso del 1950. Frutto del Congresso sono le ben elaborate e pratiche conclusioni prese dai Congressisti, dopo interessanti e a volte appassionate discussioni, favorite dallo spirito di famiglia regnante nelle affollatissime riunioni. Durante il giorno, il Segretario dell'Agricoltura dello Stato di Minas Gerais pose la pietra fondamentale del nuovo monumentale edificio della Scuola Agricola Padre Sacramento, affidata da otto anni alla direzione dei Salesiani. In questa circostanza disse parole di altissima lode al lavoro delle Congregazioni religiose nel campo dell'educazione della gioventù pericolante, sottolineò che la parte dello Stato in questo affare di educazione dev'essere soltanto suppletiva e chiuse con un accorato appello ai Salesiani perchè volessero aiutare il Governo nell'assistenza di questi minorenni, riuniti dallo Stato in queste scuole agricole e professionali. Alla sera Mons. Emanuele Gomez de Oliveira, Arcivescovo di Goiaz, presiedette alla seconda sessione solenne, di adesione al Congresso Eucaristico di Barcellona. Tra i numeri di arte affidati alla corale della Società dei Concerti Sinfonici di Sào Ioào del-Rei e alla orchestra « Ribeiro Bastos », il conosciuto lider cattolico Dr. Euripides Cardoso di Menezes, presidente dell'Azione Cattolica Nazionale a Rio de Janeiro, fece il saluto al Papa; il Prof. Iurandyr Lodi, Direttore Nazionale degli Studi Superiori e Università al Ministero di Pubblica Istruzione, salutò Mons. Emanuele come l'Arcivescovo dell'Istruzione, a motivo delle numerose scuole, ginnasi e facoltà da lui create nella sua vasta archidiocesi. Infine Mons. Jorge Marcos de Oliveira, Vescovo Ausiliare di Rio de Janeiro, svolse eloquentemente il tema: L'Eucarestia base della pace sociale.
Chiusura del Congresso.
Nella domenica, 6 luglio, dopo la Messa e la Comunione dei Congressisti, cominciarono ad affluire al Santuario i pellegrinaggi organizzati in ben 16 centri di Cooperatori vicini, che portarono a Sào Ioào del-Rei più de 2500 pellegrini. A questi si riunirono ben presto 3000 fanciulli delle scuole primarie, tutti gli altri istituti scolastici della città e gran massa di popolo, per il ricevimento del Governatore dello Stato di Minas Gerais, il quale veniva a nome dello stesso Presidente della Repubblica, per consegnare le medaglie dell'Ordine del Merito Nazionale ai due Arcivescovi fratelli, Mons. Elvezio e Mons. Emanuele Gomez de Oliveira. Fu ricevuto alla porta principale del Santuario da tutte le Autorità e Congressisti, con a capo gli otto Arcivescovi e Vescovi presenti al Congresso. Mons. Elvezio gli impose il distintivo del Congressista; seguì il Pontificale solennissimo e la benedizione del campanile e del grand'orologio svizzero a 4 quadranti. Dopo il pranzo offerto dal Collegio, nel grande cortile centrale addobbato a festa con fine gusto artistico, incorniciato da una moltitudine plaudente di più di 15 mila persone, ebbe luogo la funzione della consegna delle medaglie. La Radio statale Inconfidencia mise gratuitamente a disposizione del Congresso, per le 3 giornate, le sue tre emissore di onde lunghe e corte, alle quali si unì pure la radio locale. Tutta la funzione venne anche filmata dallo Stato, dal servizio foto del Congresso, nonchè da innumerevoli Congressisti. Dopo il saluto ufficiale al Governatore, S. E., accompagnato dalle sue case civile e militare, si portò in mezzo al cortile, dov'era stato dipinto, con sabbia a colori, un gigantesco emblema della Repubblica. Dinnanzi a lui presero posto i due Arcivescovi, accompagnati essi pure dal loro Capitolo e dignitari ecclesiastici. Ad un cenno del capo protocollo, il Governatore e gli Arcivescovi fecero due passi e si riunirono al centro dell'emblema; indi il Governatore, a nome del Presidente della Repubblica Brasiliana, appese alle sottane dei due fratelli la ricca medaglia della più alta onorificenza nazionale, come prova di riconoscimento del Paese ai due grandi campioni della istruzione, durante i 50 anni di sacerdozio intensamente vissuti. Subito dopo, la Banda del Reggimento Tiradentes eseguì l'inno nazionale e l'inno pontificio, mentre tutto l'immenso anfiteatro umano conteneva con difficoltà l'emozione e l'entusiasmo. Quando si perdettero nell'aria le note dell'inno pontificio, si levò da tutte le parti uno scrosciante lunghissimo applauso.
Mentre le autorità prendevano nuovamente posto nel grande balcone d'onore, la grande corale della Cattedrale di Belo Horizonte, eseguì impeccabilmente il Tu es Petrus di Eslava e la Marcia trionfale dell'Aida del Verdi. Subito dopo Mons. Aquino Correa, Accademico del Brasile, fece l'orazione congratulatoria; seguì nella tribuna il Sen. Carlos Lindemberg, a nome dello Stato natale dei due Arcivescovi, lo Stato di Spirito Santo. Dopo il commosso ringraziamento di Mons. Elvezio, fatto a nome anche del fratello, si levò a parlare il Governatore dello Stato, che tessè un amplissimo elogio ai due fratelli Mons. Elvezio e Mons. Emanuele.
Dopo i discorsi, gli aspiranti del Collegio eseguirono brillantemente numeri di ginnastica ritmica, al suono della Banda del Reggimento Tiradentes; piacque soprattutto la formazione di grandi bandiere del Brasile e della Santa Sede, da parte di un gruppo di allievi, con mirabile precisione di movimenti.
Alla sera ebbe luogo la solenne sessione di chiusura del Congresso, presieduta dallo stesso Arcivescovo di Marianna, Mons. Elvezio. Il concorso della grande orchestra della Società di Concerti Sinfonici di Sào Ioào del-Rei e della grande corale della cattedrale di Belo Horizonte, capitale dello Stato di Minas Gerais, rese questa sessione di una grandiosità difficile a esprimersi.
Oratori di questa sessione furono il Procuratore Generale dello Stato, Avv. Onofre Mendes Junior, in un saluto al Vescovo; l'On. Euvaldo Lodi, Deputato al Parlamento Nazionale, che fece il saluto ufficiale a Mons. Elvezio; ed infine Mons. Hugo Bressane de Araujo, Arcivescovo Coadiutore di Belo Horizonte, che, parlò sul tema: Splendori del Sacerdozio, commemorando le nozze d'oro sacerdotali dei due fratelli Arcivescovi.
Prima della chiusura, il Presidente del Congresso, ricollegando la condecorazione col giubileo sacerdotale, chiamò sul palco d'onore tutti i parenti di sacerdoti o seminaristi presenti, a ricevere, ancor essi, una condecorazione. Fu un gesto spontaneo, la cui idea non era stata preparata prima. Tra la commozione e l'entusiasmo di tutti i presenti, che applaudivano senza posa, più di 6o tra i presenti andarono a ricevere dalle mani dei Vescovi presenti l'ambita consegna. Alla fine si levò a ringraziare l'Arcivescovo di Marianna. Mons. Elvezio Gomez de Oliveira, che non riusciva a contenere l'intensa commozione dinnanz alla grandiosità del Congresso. Disse che chiudeva a malincuore quei giorni indimenticabili, che facevano venire alla mente la scena del Tabor; ma sperava che i frutti del Congresso, nonchè chiuderlo, gli aprissero la via ad una immensa messe di bene tra le anime. Faxit!
Conclusioni del Congresso.
I Tema: Finalità dei Cooperatori Salesiani: Catechismo, Gioventù, Vocazioni.
1. Il programma dell'azione salesiana si concretizza nell'apostolato del catechismo, protezione della gioventù, vocazioni sacerdotali e religiose, a beneficio, in primo luogo, della propria parrocchia.
2. Ogni famiglia deve avere almeno un libro d'istruzione religiosa, soprattutto il catechismo, per somministrare ai figli l'insegnamento religioso
3. I Cooperatori procureranno, con tutti i mezzi, di incrementare l'insegnamento del catechismo, nei luoghi in cui si trovano.
4. Procureranno inoltre di favorire, anche con mezzi materiali, le istituzioni catechistiche, specialmente gli oratori festivi.
S. Considerando la necessità delle vocazioni, i Cooperatori salesiani s'impegneranno di domandarle a Dio con frequenti preghiere, col sabato del Sacerdote, la Corona alla Regina del Clero Maria SS. ecc.
6. I Cooperatori faranno tutti gli sforzi perchè il loro focolare domestico sia un santuario di virtù e la loro vita quella di un vero cristiano, per favorire così le vocazioni nei fanciulli di famiglie cristiane e morigerate.
7. Considerando come le vocazioni, nella maggior parte dei casi, sbocciano oggi in seno alle famiglie meno abbienti, i Cooperatori procureranno di mantenere qualche vocazione in seminario ovvero di soccorrere l'opera delle vocazioni in generale, con contributi e sacrifici personali, e con domande insistenti a quei che possono aiutare.
II Tema: Organizzazione dei Cooperatori Salesiani: Centro, Direzione, Segreteria.
Considerando che l'apostolato salesiano ha apportato a innumeri città ottimi frutti di vita cristiana e di protezione della gioventù; considerando che la diffusione dello spirito salesiano aumenta notevolmente la principale delle virtù cristiane, la carità; il Congresso Salesiano di Sào loào del-Rei propone:
1. Promuovere nuovi centri di Cooperatori salesiani, mediante l'azione di amici e conoscenti dell'opera salesiana, impegnati nello stesso apostolato di catechismo, gioventù e vocazioni.
2. I centri già organizzati si impegnino a moltiplicarsi in altri centri, servendosi in ciò delle relazioni e conoscenze personali degli zelatori e decurioni.
3. La vita di un centro dipende dalla regolarità delle riunioni mensili degli zelatori; per questo motivo devono essere promosse, anche con sacrificio degli stessi zelatori.
4. Le riunioni si devono fare nello spirito salesiano, che è spirito di carità e di famiglia, senza veruna solennità esteriore, col lavoro fattivo e generoso di tutti.
5. Tutti i Centri presenti o rappresentati al Congresso chiedono insistentemente la visita di un sacerdote salesiano almeno una volta all'anno. Per questo i Cooperatori, previa approvazione del Parroco, si metteranno in anticipo d'accordo col Direttore della Casa salesiana più vicina, per combinare questa visita annuale.
6. Considerando che uno dei principali frutti del Congresso dev'essere la perfetta organizzazione del Centro, i Cooperatori si impegneranno affinchè ogni centro abbia la sua segreteria, che deve funzionare in locale adatto ai Cooperatori
e zelatori e con tutto il materiale necessario ail'attività abituale del centro.
7. Il Bollettino Salesiano, organo dei Cooperatori, e le Letture Cattoliche, siano preferibilmente consegnati ai Cooperatori per mezzo degli zelatori.
8. Commemorando il primo centenario delle Letture Cattoliche di Don Bosco, i congressisti si propongono di abbonarsi alle medesime e diffonderle il più che sarà loro possibile. Propongono inoltre di chiudere la porta delle proprie case alla stampa cattiva.
I Sacerdoti che sentono tutta la responsabilità delle anime loro affidate non leggeranno questa relazione di un nostro propagandista del Catechismo senza sentirsi profondamente tocchi e addolorati al pensiero di tante anime in pericolo prossimo di perdizione eterna.
Abbiamo naturalmente soppresso i nomi dei luoghi e delle parrocchie.
Ho visitato le Parrocchie delle Vicarie di... un totale di circa trentacinque parrocchie.
Le visite alle varie parrocchie le feci trasportato in vespa dai parroci stessi delle Vicarie. In 40 giorni tenni circa duecento conferenze.
Il lavoro maggiore lo svolsi nella sede della Vicaria, mentre nelle parrocchie ho dovuto accontentarmi di parlare ai fanciulli delle scuole o a qualche categoria (soprattutto mamme, uomini, giovani dell'Azione Cattolica).
In ogni Vicaria ho tenuto una riunione del clero vicariale.
Ho potuto anche fare una visita alle religiose che dirigono qualche opera e tenere una conferenza catechistica per ottenere la loro collaborazione nell'insegnamento catechistico parrocchiale e per aggiornarle con nozioni di pedagogia e didattica.
Impressioni di carattere generale. I
Trovai un clero molto buono, ma scoraggiato per l'isolamento in cui è stato ridotto dal lavoro organizzatissimo dei nemici della religione.
Trovai delle parrocchie in cui si contano sulle dita le persone che vanno ancora in chiesa.
Ne trovai almeno tre ove non va più nessuno alla Messa, nemmeno alla domenica. In due parrocchie i parroci abbandonarono addirittura il campo di lavoro e le popolazioni sono senza parroco.
Nella Vicaria di... e in quella di... i sacerdoti mi hanno detto: « Siamo dei condannati al riposo forzato ».
Nella maggioranza delle parrocchie il lavoro catechistico dei parroci si riduce alle lezioni nelle scuole elementari... e alla catechesi ai pochi bimbi che si preparano alla prima Comunione.
La prima Comunione, quasi dappertutto, è l'Addio a Gesù perchè i genitori non consentono che i figli ritornino alla catechesi o si avvicinino al prete (sono organizzate dappertutto le API e fanno un'opera nefasta per allontanare i piccoli e la gioventù dalla Chiesa).
In una parrocchia ove il giovane parroco avvisò uno dei bambini che non avrebbe potuto ammetterlo alla prima Comunione se non si cancellasse dalle API, si vide scomparire subito il giorno dopo tutto il gruppo dei comunicandi e da un anno non ha più un solo fanciullo in chiesa.
Nella parrocchia di..., ove frequentano la chiesa solo mezza dozzina di persone del luogo e le famiglie venete importate un anno fa, i pionieri, giovani sui sedici anni, vennero a disturbare la predicazione con dei fischi indiavolati. Rincorsi e presi, hanno confessato di essere stati mandati dai capi-cellula.
II
L'opera dei Maestri delle scuole elementari in fatto di insegnamento religioso è pressochè nulla: a) perchè sono impiegati provenienti giornalmente dai centri più grandi, che fanno la scuola solo per la paga mensile; b) perchè sono tacciati di far politica solo per insegnare le orazioni o per parlare della Chiesa e del Papa; c) Anche i maestri che potrebbero fare qualcosa perchè coscienziosi e buoni cristiani, non hanno il materiale per la lezione di religione perchè in generale hanno tre o anche quattro classi riunite da preparare agli esami.
III
I parroci sono poverissimi; nonostante questo, sono essi che comprano il testo di Catechismo ai fanciulli perchè diversamente non lo comprerebbero affatto (molti fanciulli, anche donando loro, non vollero il Catechismo perchè i genitori non lo consentono).
In ogni parrocchia ho trovato almeno una sala, per quanto piccola, per la gioventù, sia per la catechesi che per i divertimenti.
Eccetto pochissimi posti, per avere un gruppetto di uditori nei convegni, i parroci hanno girato di casa in casa a fare inviti personali; anche così vi sono state parrocchie ove non ebbi se non qualche dozzina di fedeli.
Nei luoghi ove potei parlare alcuni giorni di seguito ho potuto avere verso la fine una frequenza sempre maggiore; e lì ebbi anche lavoro consolante nel confessionale.
Dappertutto sia i sacerdoti che i buoni si sono augurati il nostro ritorno... Certo deve essere un lavoro gratuito, perchè i parroci sono poveri (sono stato trattato molto bene, ma seppi che avrebbero poi scontato con l'economia di settimane il trattamento fatto al salesiano).
I sacerdoti, ringraziando, mi hanno detto, e furono molti: « la più grande carità che voi salesiani fate, la fate a noi preti ».
Il Vescovo stesso riferendo le impressioni dei suoi sacerdoti diceva: « sono stati tutti arcicontenti... Voi salesiani dovete ritornare perchè il vostro ottimismo ha fatto del gran bene ai miei poveri sacerdoti ».
IV
Sono poche le parrocchie che abbiano attorno un nucleo di case; sono, in generale, formate da cascine molto distanti le une dalle altre.
I contadini, la maggioranza mezzadri, sono quasi tutti milionari. Ho potuto vedere il lusso dei giorni festivi e di mercato ed i loro mezzi di trasporto.
La loro lontananza dalla fede è cosa vecchia e dovuta a molte cause: propaganda di molti anni fa, mancanza di predicazione, difficoltà di lontananza e soprattutto la conquista fatta, famiglia per famiglia, dai nemici della Fede.
Hanno stampato in faccia l'odio per il prete.
Anche i buoni (certamente vi saranno) oggi non si avvicinano al prete per paura della organizzazione e per rispetto umano.
V
Nelle parrocchie ove esiste il nucleo delle anime buone ho notato subito, e mi fu confermato dai parroci, la separazione netta tra esso e la massa sovversiva. Vivono vicini e pare non si conoscano.
Questo fatto, se da una parte serve per preservare i buoni, d'altra parte rende più difficile la conquista dei lontani... In qualche parrocchia ho veduto il tentativo di aprire dei Bar cattolici e sale cinematografiche per un avvicinamento, e pare stiano dando buoni risultati.
TORINO - Esami agli Istituti delle F. M. A.
Nei mesi giugno e luglio, in commissione con i membri dell'Ufficio Catechistico Diocesano, Don Suraci e Don Decaroli, occuparono diverse giornate negli esami di religione agli Istituti e noviziati delle Figlie di Maria Ausiliatrice: Casanova, Torre Bairo, Pessione, Torino (Istituto M. Mazzarello) e Torino (Istituto M. Ausiliatrice). I brillanti risultati ottenuti furono oggetto di vive felicitazioni da parte dell'Ufficio Catechistico Diocesano che ammirò la serietà e la diligenza delle candidate.
OSIMO - Settimana di aggiornamento (1721 agosto).
In due turni, ai quali partecipò il clero della diocesi, sotto la presidenza del vescovo diocesano Mons. Domenico Brizi, Don Alessi tenne anche quest'anno una settimana di aggiornamento promossa dall'Ufficio Catechistico Diocesano.
Fu esaminato il lavoro compiuto lo scorso anno, furono ribaditi alcuni punti già fissati nel precedente ordine del giorno e si diede il via per una intensificazione della Crociata Catechistica che ha già recato frutti così abbondanti.
Tra le varie mete, merita una particolare segnalazione il fatto che quest'anno tutte le parrocchie sono impegnate a inviare un numero adeguato di catechisti agli appositi corsi di cultura e formazione.
MIRADOLO DI S. SECONDO (Pinerolo) - Esercizi Spirituali alla G. I. O. C. F.
Nel periodo di Ferragosto, nell'accogliente casa di esercizi dei Rev.di Padri Orionisti una trentina di iscritte alla Gioventù Italiana Operaia Cattolica, si sono raccolte per gli esercizi e per un corso di studio. Sia per gli esercizi spirituali che per il corso di studio che li seguì, fu richiesta la prestazione del nostro Centro.
La benedizione del Santo Padre giunta al termine dei lavori fu per noi la più bella ricompensa, certi del paterno interessamento del Papa alla opera dei figli di Don Bosco.
SPINAZZOLA - Missione catechistica (2224 agosto).
In occasione della incoronazione della Madonna del Bosco, presieduta dal card. Tedeschini, Datario di S. Santità, si tenne una missione al popolo, con conferenze alle varie categorie.
Sui temi di sua competenza venne invitato a parlare anche Don Alessi.
Particolarmente commovente la funzione notturna per gli uomini preparata con il suo ben noto slancio dal nostro solerte propagandista.
CESANA TORINESE - Esercizi spirituali dirigenti G. F. di Vercelli.
Nella prima settimana di settembre alle dirigenti della G. F. della diocesi di Vercelli raccolte per gli annuali esercizi spirituali e per il corso di studio in preparazione al prossimo anno di attività sociale sull'apostolato dei laici ha predicato Don Decaroli,
Per una settimana intera, quattro volte al giorno, le partecipanti, a cui per gli esercizi si era aggiunto un bel gruppo di vigilatrici della P. C. A. della medesima diocesi, in totale una settantina, si raccoglievano a meditare e a studiare i problemi proprii e della organizzazione.
ISERNIA - Congressi Parrocchiali.
Continuano i congressi parrocchiali in preparazione alle giornate conclusive del congresso catechistico diocesano orinai di prossima attuazione nella diocesi di Isernia e Venafro.
Importanti riunioni ha tenuto Don Pasquale a Sesto Campano, Montaquila. Mentre scriviamo egli certamente si trova a Pozzilli. Di tutto il lavoro daremo notizia prossimamente quando sarà concluso.