Bollettino Salesiano

ANNO LXXVI   15 OTTOBRE 1952   NUMERO 20

DOPO IL CONVEGNO DI ROMA

Rev.mi Signori Direttori Diocesani, Decurioni, Salesiani Incaricati dei Cooperatori,

Possiamo ringraziare il Signore! Il nostro Convegno Internazionale Romano si è svolto ordinatamente con fraterna edificazione e generale soddisfazione.

L'Osservatore Romano ne ha fatto il più alto elogio con queste parole che valgono ogni commento: « L'avvenimento, accuratamente preparato, è riuscito uno dei più memorabili di quest'anno, per il devoto fervore degli intervenuti, la rinnovata promessa dei figli di S. Giovanni Bosco e dei loro Cooperatori a sempre più dedicarsi alla grande Causa della Chiesa, ma soprattutto per le illuminate norme che il Sommo Pontefice si è degnato di dare a tutti coloro che, nel nome dell'eccelso Santo ed Educatore, intendono essere tra i primi nelle schiere dell'attività cattolica ».

Chi ha partecipato non dimenticherà le soavi emozioni, le solenni celebrazioni, e soprattutto l'ineffabile bontà del Santo Padre e le auguste esortazioni. Gli altri potranno leggere e meditare il testo integrale sul Bollettino del prossimo mese.

Io desidero ora ringraziare tutti coloro che hanno concorso alla organizzazione ed al successo. Il Signore, che conosce le fatiche, i disagi, le spese sostenute, ricompensi ciascuno secondo la sua divina munificenza.

Il Comitato chiede scusa delle eventuali manchevolezze, con la coscienza di aver fatto tutto il possibile perchè tutti i Convegnisti si trovassero a loro agio.

Il Convegno segna una pietra miliare nella storia della Pia Unione. Noi abbiamo assunto l'impegno di darle incremento ed efficienza di fronte alla Chiesa nella persona del Vicario di Cristo. Il primo passo da fare è la costituzione dei Comitati Cooperatori Salesiani in tutte le

Ispettorie, in tutte le Case Salesiane ed in tutti i Centri che ne offrano la possibilità. Preghiamo pertanto i rev.mi signori Ispettori e Direttori a studiarne e'3 a curarne la composizione. Membri possono essere:

a) nelle sedi Ispettoriali:

l'Ispettore;

il Direttore Diocesano;

il Delegato Ispettoriale dei Cooperatori; il Presidente regionale degli Ex-allievi;

l'Ispettrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice, se ha sede nella stessa città, oppure

la Direttrice se le Figlie di Maria Ausiliatrice vi hanno case;

le Presidenti regionali delle Dame Patronesse e delle Ex-allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice;

Presidenti di altre Associazioni che si crederà bene di aggregare.

b) nelle singole Case:

il Direttore Salesiano;

il Direttore Diocesano locale o il Decurione;

l'Incaricato dei Cooperatori;

il Presidente dell'Unione Ex-allievi;

la Direttrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice se vi hanno case;

le Presidenti delle Dame Patronesse e delle Ex-allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice; Presidenti di altre Associazioni in grado di promuovere il programma della Pia Unione.

c) nei Centri ove non son Case salesiane:

il Direttore Diocesano o il Decurione;

la Direttrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice se vi hanno case;

un Ex-allievo ed una Ex-allieva delle Figlie di Maria Ausiliatrice, se ve ne sono; uno Zelatore ed una Zelatrice da designarsi dai Delegati Ispettoriali.

Appena fatta la costituzione, preghiamo i Delegati ed Incaricati dei Cooperatori a trasmetterci l'elenco preciso.

E ringraziamo anche di questo lavoro che darà forma alle rispettive organizzazioni. Con sentita riconoscenza e cordiale affetto

obbl.mo in G. C. Sac. GUIDO FAVINI, Segretario generale.

CONVEGNO DEI COOPERATORI DI DON BOSCO

Roma, 11-12-13 settembre 1952.

Le impressioni di un Cooperatore

Convegno, è stato felicemente chiamato, e non Congresso, come i parecchi altri che l'hanno preceduto; e questo non per accreditare un'opinione diffusa e non rara che si trattasse di un tentativo o d'una prova generale per un futuro prossimo congresso, ma propriamente per farci sapere che a Roma, attorno alla Cattedra di Pietro ci si dà convegno per ascoltare più che per discutere e per ricordarci che quando Roma ha parlato, ogni questione rimane definitivamente risolta oggi, nei tempi di S. Ambrogio e sempre.

Non è enfatico per nulla proclamare alto e solenne che col Convegno Romano dei Cooperatori la Pia Unione ha ricevuto il suo crisma che la consacra per sempre quale associazione di apostolato laico, inserendola nel quadro, non italiano soltanto, ma mondiale, come mondiale s'è fatta l'Opera di Don Bosco, delle organizzazioni internazionali di Cattolici esemplari ed attivi.

Qualche cooperatore o cooperatrice ha dovuto pellegrinare a Roma, raccogliersi nel solenne Auditorium come nell'alta camera dell'Azione Cattolica Internazionale, portarsi a Castel Gandolfo, udire la parola ispirata del Papa per scoprirsi e dare a se stesso la sensazione esatta di quello che deve essere o è stato finora nel pensiero di Don Bosco, che si identifica con quello della Chiesa. Gli Oratori, così illustri e qualificati, dal primo all'ultimo in perfetto accordo, senza intesa di sorta in precedenza, hanno messo così esattamente a quadro la posizione del cooperatore salesiano nella Chiesa e nella Società di oggi, da non lasciar neppur sorgere incertezze o punti oscuri sulla linea del programma. Con Don Bosco nella Chiesa e per la Chiesa, col Papa e per il Papa.

S'aveva la sensazione che ognuno fosse quasi esclusivamente preoccupato di delineare il cooperatore salesiano quale era uscito dall'anima apostolica del santo fondatore e quale se lo era plasmato lui ancor prima, vorremmo dire, di averci dato il salesiano e la suora di Maria Ausiliatrice.

Terzo ramo della grande Famiglia quello dei Cooperatori e delle Cooperatrici, ma primo in ordine di tempo e di necessità. Don Bosco fu circondato di Cooperatori e di Cooperatrici prima ancora che di figli e figlie spirituali.

Nessuno dei così quotati Oratori volle staccarsi dal testo redatto e letto dei loro discorsi per abbandonarsi allo spiegamento dell'oratoria che sì viva dovevano sentirsi erompere dentro. Occorreva documentare, precisare, definire insomma ancora una volta e per sempre la figura complessa e mirabile nello stesso tempo, quale dovette ispirarla a Don Bosco il Signore così alla mano con lui. Bisognava che ognuno si ritrovasse, si misurasse e sentisse al vivo quell'onore che gli era stato conferito col diploma di cooperatore, ne misurasse, abbiamo detto, tutta la responsabilità, poichè l'ora cruciale che attraversa la Chiesa di oggi reclama la virtù delle grandi occasioni, l'eroismo cioè e la santità.

Il Messaggio del Papa letto e scandito con una solennità che ci dette la piena sensazione del divinamente ispirato, fu la conferma da parte dell'Altissimo su quanto s'era proclamato in precedenza nell'Auditorium.

Il Papa lesse! Tutti avevano letto: persino il nostro Cardinale Protettore S. Em. Benedetto Aloisi Masella; ma dal Santo Padre Pio XII nessuno si aspettava una tale sorpresa, poichè la sua elettissima mente conosce le vette più sublimi del pensiero e vi si posa con particolare predilezione. Perchè lesse dunque? Non lo possiamo affermare con esattezza storica il motivo della straordinaria preferenza. Ma ognuno si sentì giungere l'alta parola come l'eco della voce di Dio, il Mosè che scandiva la parola che il Signore questa volta voleva far giungere alla numerosa famiglia dei Cooperatori di Don Bosco. Chi meglio di Lui avrebbe potuto delineare così sapientemente il piano di conquista assegnato al ramo più numeroso e qualificato della famiglia di Don Bosco? Chi meglio del Papa intenderne e tradurne il pensiero ? Quanti di noi presenti alla memoranda udienza pensarono che ai fianchi di Pio XII stessero in dolce società di anime e di pensieri S. Giovanni Bosco e il suo più illustre cooperatore il Beato Pio X! A suggerire? A compiacersi certo dei dettami di sì alta sapienza che dettava per tutti il Padre comune, il Vicario di Gesù Cristo.

Auspicammo in quel solenne istante e dopo ancora quando poteva dirsi scemata l'effervescenza dell'ora trascorsa a Castel Gandolfo nella Casa paterna, che il memorando scritto e letto fra tanta commozione, potesse passare nelle mani del quinto Successore di Don Bosco per essere conservato negli archivi della Congregazione come la magna sacra carta dei Cooperatori salesiani.

Con saggio e tempestivo avvedimento si pensò a darne copia a tutti poco prima della partenza da Roma. È un codice, un testamento che deve esser letto, meditato, approfondito e soprattutto attuato dentro e fuori di noi. Vale bene la pena d'essere stati a Roma per udire dalla viva voce del Papa la grande parola d'ordine per tutti i Cooperatori salesiani e portarcela stampata più che sulla carta nel cuore e nel forte proposito di attuarla in pieno.

La lettera di una Cooperatrice

Alle impressioni del Cooperatore, che abbiamo riportato, aggiungiamo la lettera della Contessa Carmela Balbiano d'Aramengo che ci dice la soddisfazione delle Cooperatrici consacrate anche all'apostolato diretto dall'Azione Cattolica.

A. C. I.

UNIONE DONNE

CONSIGLIO DIOCESANO

Corso Matteotti, 11 - Tel. 45.114 TORINO (102)

Torino, 22 settembre 1952 Rev.mo Signor Rettor Maggiore,

di ritorno da Roma ove partecipai al riuscitissimo Convegno dei Cooperatori Salesiani, come umile cooperatrice, pur senza dimenticare la mia appartenenza al Consiglio Diocesano dell'Unione

Donne di A. C. di Torino, riferii in esso quanto di bello e di ammirevole avevo goduto in quei tre giorni, e la nostra Presidente, Sig.ra Fanton-Frassati, mi diede il gradito incarico di esternare a V. S. Rev.ma i più vivi e rispettosi sentimenti di congratulazione per la così mirabile riuscita di questo Convegno destinato a dare nuovo fervore e nuovo zelo alle file dei Cooperatori chiamati a coadiuvare l'immenso bene operato dai Rev. Salesiani e dalle Rv.de Figlie di Maria Ausiliatrice in tutto il mondo!

Con l'animo ancora pervaso dalla gioia e consolazione degli scorsi giorni, mi faccio pure interprete del profondo senso di riconoscenza che il nostro Consiglio Diocesano nutre per la Famiglia Salesiana, dalla quale attinge così valido appoggio ed aiuti per quel particolare compito di apostolato in pro della «,famiglia cristiana » che le compete in seno all'A. C. Aiuti spirituali, attraverso la predicazione ed esortazioni dei Rev. Salesiani di cui spesso ha la fortuna di valersi; aiuti di membri, poichè molte sue socie escono dalle file delle Exallieve o dalle Cooperatrici Salesiane.

Cerchiamo di estinguere il nostro debito di riconoscenza con la preghiera; e ci consola il pensare che molti novelli Salesiani sono usciti e continueranno ad uscire dalle file dei Fanciulli di A. C. che sono la parte più preziosa del nostro lavoro.

RinnovandoLe umili, ma fervide congratulazioni, oso chiedere un ricordo nelle sue preghiere e la Sua Venerata benedizione sul Consiglio Diocesano e su tutta l'Unione Donne di A. C. Diocesana.

Con rispettoso ossequio

dev.ma

CARMELA BALBIANO D'ARAMENGO.

Grazie !

Lo diciamo di cuore a tutti i Cooperatori e Amici che ci aiutano ad aggiornare gl'indirizzi del Bollettino Salesiano segnalandoci i morti, i duplicati, i cambi di domicilio. La Vergine Ausiliatrice e San Giovanni Bosco ricompensino quanti ci usano questa carità che ci evita un grave e inutile dispendio di carta e di denaro. Indirizzare alla

Amministrazione « Bollettino Salesiano »

Via Cottolengo, 32 - TORINO (709).

CROCIATA CATECHISTICA

VENAFRO (Campobasso) - Congresso Catechistico Diocesano (11-21 settembre).

Si è concluso domenica 21 settembre il io Congresso Catechistico Diocesano, preparato già da lungo tempo da relazioni e giornate specializzate da parte dei nostri propagandisti e prossimamente da Don Pasquale, che per oltre un mese rimase in diocesi a dirigere i congressini parrocchiali.

Durante la settimana conclusiva vi si aggiunse anche un altro dei nostri e insieme si prodigarono nelle relazioni per le diverse categorie.

Alla chiusura onorata dalla presenza di numerosi Ecc.mi Vescovi e Parlamentari del Molise, tutta la Diocesi partecipò al trionfo Catechistico ed Eucaristico di questo 1° Congresso che segnerà certamente un profondo rinnovamento per tutti.

CASAMARI (Frosinone) - Congresso Interdiocesano (7-14 settembre).

In occasione del grandioso Congresso Eucaristico Interdiocesano fu invitato anche Don Alessi a tenere delle relazioni di intonazione catechistica.

Particolarmente riuscita la giornata dei fanciulli che vide oltre 4000 bambini convenuti dalle diverse diocesi per ascoltare le lezioni del nostro propagandista e sfilare processionalmente alla sera in devoto omaggio a Gesù.

URBINO - Tre giorni per i sacerdoti e insegnanti (16-18 settembre).

Nei giorni i6, 17 e 18 settembre nel locale Seminario il nostro propagandista tenne un corso di Conferenze Catechistiche per tutti i sacerdoti della Diocesi.

Le lezioni furono seguite da lunghe ed interessanti discussioni di ordine pratico, riassunte in ordini del giorno al termine.

Nel piano di azione rimase programmato un corso alle catechiste delle parrocchie principali da farsi nella stagione invernale.

In una sala del Seminario era pure esposto tutto il materiale didattico della Libreria Dottrina Cristiana, con speciale risalto delle Filmine.

PARMA - Il Congresso Catechistico Diocesano (25-28 settembre).

In occasione del 2° Congresso Catechistico della Diocesi di Parma, anche il nostro Centro venne invitato a parteciparvi sia con alcune relazioni nelle diverse sedute del Congresso, sia con l'esposizione del materiale didattico alla Mostra Catechistica che contemporaneamente sarebbe stata aperta.

Venne inviato Don Decaroli che svolse le varie relazioni del Congresso assieme ai Fr. della Scuole Cristiane prof. Agilberto e prof. Anselmo e al direttore dell'Ufficio Catechistico di Perugia, Mons. Canzio Pizzoni.

Sempre grande l'interessamento destato dai vari sussidi editi dalla Libreria Dottrina Cristiana e in modo particolare dalle filmine Don Bosco nelle loro ultime realizzazioni in Ferraniacolor.

CAGLIARI - Settimana Catechistica (23-28 settembre).

Accuratamente preparata, si tenne a Cagliari una Settimana Catechistica, sotto la direzione di S. E. Rev.ma Mons. Paolo Botto, Arcivescovo.

Don Alessi si sobbarcò a tutte le relazioni della settimana. Per tre giorni intrattenne il Clero secolare e regolare sui più scottanti problemi riguardanti l'apostolato catechistico. Le varie relazioni furono seguite da animate discussioni che si conclusero con un importante ordine del giorno, diventato norma legislativa per il prossimo anno catechistico.

Al pomeriggio per altri tre giorni le religiose della diocesi parteciparono a importanti sedute di studio, mettendo a disposizione del Vescovo le loro case e il loro personale per attuare la Crociata Catechistica.

Sedute particolari vennero tenute per gli insegnanti delle scuole elementari presenti con i loro Direttori Didattici e per le catechiste delle parrocchie.

Il nostro propagandista venne invitato a ritornare presto per incrementare sempre più questa attività catechistica, in vista anche di un grandioso Congresso Catechistico Diocesano da celebrarsi nel prossimo anno.