A.LXXVI • N.23   BOLLETTINO SALESIANO   1° DICEMBRE 1952

La parola del quinto Successore di Don Bosco ai Cooperatori e alle Cooperatrici, in occasione del S. Natale

Benemeriti Cooperatori e Cooperatrici,

nella ricorrenza del Santo Natale sento il bisogno più che il dovere di inviarvi gli auguri di sante feste Natalizie e di buon anno.

Il Convegno dei Cooperatori a Roma nello scorso settembre mi ha persuaso che il legame spirituale tra i Salesiani, le Figlie di Maria Ausiliatrice e i loro Cooperatori e benefattori costituisce un vero rapporto familiare, vitale.

Come San Giovanni Bosco nella sua lettera testamento affermava: « Senza la vostra carità io avrei potuto fare poco o nulla » e poi passava ad elencare le varie opere compiute «con la vostra carità »; così a maggior ragione debbono ripetere i suoi figli, elevando l'inno della riconoscenza per l'immenso sviluppo che l'opera Salesiana ha potuto realizzare nei soli 64 anni che ci separano dalla sua morte.

Giungano quindi a Voi gli auguri, i ringraziamenti, le preghiere ferventi del Successore di San Giovanni Bosco, dei Salesiani tutti, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dei nostri allievi e beneficati sparsi nel mondo intiero, e si estendano alle vostre Famiglie, ai vostri amici e connazionali, affinchè le grazie di Maria Ausiliatrice e di San Giovanni Bosco si moltiplichino a favore di tutti, per il bene di tante anime.

Vostro aff.mo in G. C. Sac. RENATO ZIGGIOTTI.

Dogmatica mariana di San Giovanni Bosco in un nuovo quadro di Maria Ausiliatrice

La sintesi felice, che i lettori possono ammirare sulla copertina di questo numero, ci mostra l'Ausiliatrice, come la vide il Santo, nell'atteggiamento di una Regina, che protende verso l'umanità travagliata e pericolante l'aiuto del suo braccio, armato del segno della sua illimitata potenza. Lo scettro è simbolo di impero, e il titolo legittimo di un potere così sovrumano, è indicato dal dogma della divina Maternità di Maria. Sostiene essa sul braccio sinistro, il Bambino Gesù, che è suo figlio, atteggiato col viso e le braccia al gesto incoraggiante e nello stesso tempo autorevole di chi afferma: Non vi è grazia, che io possa rifiutare a mia madre: anzi, è mio volere, che ogni grazia che si parte da me, passi per le sue mani.

Insegnamento, come tutti sanno, abituale sulle labbra del santo educatore, ma che si rivestiva di più caldi ed affettuosi argomenti nella novena e solennità del Santo Natale, la festa che più di ogni altra dà risalto alla più fulgida gemma della Madonna: Sancta Dei Genitrix, Santa Madre di Dio.

Prima del Santo Natale, però, un'altra festa allietava l'Oratorio, come continua ad allietare tutte le case salesiane.

È la festa dell'Immacolata, la prima festa importante dell'anno scolastico, e che Don Bosco considerava come la porta d'oro, collocata all'inizio delle attività educative del suo istituto, per aprire su di esse quel varco di grazie e di benedizioni celesti che egli si riprometteva. Quella festa aveva e continua ad avere un significato di più intima giocondità, se si pensa che l'otto dicembre segna la data dell'inizio dell'opera salesiana, la quale nacque, come diceva il fondatore, da un'Ave Maria, recitata da lui assieme al primo giovinetto mandato dalla Provvidenza a segnargli la via del suo futuro apostolato.

Alla benedizione della Madonna Immacolata, che gli aveva fatto incontrare, nella sagrestia di San Francesco di Assisi, il giovane Bartolomeo Garelli proprio il giorno della sua festa, attribuiva Don Bosco tutto il successo e lo sviluppo della sua opera.

Così, all'inizio dell'anno scolastico, rievocando gli inizi della Congregazione, il Santo ne traeva argomenti di filiale abbandono e fiducia in Colei che lo aveva così visibilmente avviato e sorretto in una missione che gli si presentava quanto mai ardua, e tale abbandono soleva raccomandare a' suoi giovanetti, anch'essi agli inizi di un anno non scevro di difficoltà- e di pericoli.

Il dogma dell'Immacolato Concepimento di Maria, egli amava presentarlo come la vittoria della Vergine sul nemico infernale, cui schiacciava la testa, e nel privilegio della sua immunità dalla colpa originale, amava vedere la Tuttabella come la più sublime personificazione della illibata purezza, traendone motivi di affascinanti lodi per la virtù che egli chiamava «la bella virtù» per antonomasia, ritenuta giustamente dal santo educatore la più necessaria ai suoi giovanetti, e, purtroppo, la più insidiata.

Nella sintesi ideata dal pittore, questo concetto è espresso dall'angelo che, con graziosa movenza, eleva verso l'Ausiliatrice immacolata il candido giglio, mentre il serpente insidioso si torce, impotente, sotto il piede della Vittoriosa.

I due Angeli invece che, in primo piano, sostano attorno al vuoto sepolcro della Madonna, in atteggiamento, l'uno, di constatarne il vuoto, e l'altro di proclamarne solennemente il dogmatico vero, ci richiamano alla festa della Assunzione.

Il dogma, proclamato solennemente da Sua Santità Pio XII il 1° novembre del 1950, ai tempi di Don Bosco faceva parte della semplice ma universale credenza che, nella festa dell'Assunta, assurgeva al carattere di una concorde esterna professione di fede.

Anche questa solennità mariana aveva per Don Bosco una importanza particolare. Se l'Immacolata era la chiave d'oro che apriva l'anno scolastico, l'Assunta era quella che lo chiudeva aprendo il periodo delle vacanze, che a quei tempi all'Oratorio incominciavano verso la metà di agosto, e rappresentavano, agli occhi acuti del santo educatore, un periodo assai critico per l'anima de' suoi giovanetti.

Quali ispirati accenti egli traeva allora dalla solennità alla quale preparava i suoi figli, per esaltare la bellezza della Madonna, del Paradiso, per ispirare ai giovanetti il desiderio di evitare ciò che poteva allontanarli per sempre da quella felicità, e il bisogno di invocare da Colei che aveva meritato il privilegio di evitare la contaminazione del sepolcro, la grazia di evitare la contaminazione del peccato, e di meritare così il conforto di averla a guida nel momento della morte!

Anche la festa dell'Assunta, come quella dell'Immacolata, era legata a un soave ricordo di famiglia. Se l'otto dicembre segnava la data di nascita dell'Opera Salesiana, l'Assunta segnava la data di nascita del suo fondatore. Benché i biografi asseriscano che Don Bosco è nato il 16 agosto, egli sempre amò dichiarare di esser nato nel giorno sacro alla Vergine Assunta, e la sua dichiarazione ha un fondamento di credibilità, se si pensa che egli, nato nella notte dal 15 al 16 agosto, sia venuto alla luce ancora nel giorno di Maria, pur ammettendo che la registrazione negli atti pubblici abbia fissato la sua nascita nel giorno seguente. Comunque i suoi primi giovinetti, legati al buon Padre da un tenerissimo affetto, non sapevano disgiungere la festa dell'Assunta da questa dolcissima coincidenza, dalla quale essi traevano il conforto e la sicurezza che la Madonna avesse voluto dare al suo grande divoto una prova di predilezione fin dal suo primo aprire gli occhi alla vita terrena.

Maternità, Immacolata, Assunta: i tre dogmi mariani che il pittore ha così armonicamente fuso nel suo quadro, sono proprio i centri dai quali si è irradiata tutta la predicazione di Don Bosco, per diffondere il culto della sua Ausiliatrice.

Centri quindi di quella spiritualità semplice ma efficace che ha sorretto l'edificio educativo del Santo, e che deve esser tenuta presente dagli educatori - primi tra essi i genitori cristiani - che vogliono seguire il Maestro in questa sua grande e nobile missione.

L'addo ai missionari a Valdocco

quest'anno, per volere del nuovo Rettor Maggiore, fu incastonato nella cornice più adatta: la giornata missionaria.

Dall'alto del suo trono l'Ausiliatrice vide affluire i fedeli ad ammirare la balda schiera dei Missionari, che anche quest'anno si preparano a raggiungere il campo dei sogni di Don Bosco: 120 Salesiani e 50 Figlie di Maria Ausiliatrice.

I partenti, convenuti all'Oratorio dall'Italia e dall'Estero, alle 9,30 assistettero alla Messa solenne cantata dal Rev.mo Don Modesto Bellido, Consigliere per le Missioni.

A mezzogiorno i Superiori vollero raccogliere attorno al Padre, in un'agape fraterna, tutti i partenti. Dissero il grazie della riconoscenza tre improvvisati oratori: un sacerdote, un chierico e un coadiutore.

Rispose il Rev.mo Rettor Maggiore, assicurandoli che non può dimenticare « l'avanguardia della Congregazione, il fior fiore dei confratelli, le sentinelle avanzate », perchè ne conosce l'eroismo, la tenacia e la resistenza sul duro campo del lavoro. Con quali frutti, aveva potuto constatarlo proprio in quei giorni leggendo due lettere pervenutegli da due estremi: una dall'Occidente e l'altra dall'Estremo Oriente.

Nella prima il veterano delle missioni Salesiane del Brasile, Don Colbacchini, gli annunciava la riuscita fondazione di Chavantina, tra i feroci Chavantes; la seconda lettera veniva da Pechino e descriveva il dolore degli orfanelli, di quella casa chiamata a Miracolo di Maria Ausiliatrice », nel distaccarsi dal loro

Direttore di recente eletto Ispettore.

L'attaccamento di quei selvaggi e di questi orfanelli era un indice dell'opera di penetrazione compiuta nello spirito di Don Bosco.

Alla funzione del pomeriggio, dopo il canto del Magnificat, Don Braga impressionò vivamente e commosse l'uditorio trattenendolo sui disastri del comunismo in Cina, dove di sedici fiorenti scuole salesiane, solo una è ancora in piedi, ma in continuo pericolo. Ricordò la serie dei missionari che col loro sangue imporporarono le zolle già bagnate dai loro sudori, serie che per oggi finisce con la morte del chierico Luigi Yé, deceduto nelle prigioni di Shanghai. Ricordò quelli che giacciono ancora nelle prigioni di Shanghai: non solo figli di D. Bosco e suore di Maria Ausiliatrice, ma allievi, ex allievi, cooperatori. Per tutti implorò preghiere.

Quindi il Rev.mo sig. Don Ziggiotti benedisse i Crocefissi ed impartì la benedizione Eucaristica, alla quale seguì l'abbraccio paterno del Rettor Maggiore e degli altri Superiori ai Missionari partenti.

« Il nemico »

« Diletti figli, uomini di Azione Cattolica. Quando abbiamo appreso che il nuovo tempio doveva essere dedicato a S. Leone I, salvatore di Roma e dell'Italia dall'impero dei barbari, ci è venuto il pensiero che forse voi volevate riferirvi alle condizioni odierne. Oggi non solo l'Urbe e l'Italia, ma il mondo intero è minacciato.

» Oh, non chiedeteci qual è il " nemico ", nè quali vesti indossi. Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti, sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale dell'unità nell'organismo misterioso di Cristo. Ha voluto la natura senza grazia, la ragione senza fede, la libertà senza l'autorità; talvolta l'autorità senza la libertà. È un " nemico " divenuto sempre più concreto, con una spregiudicatezza che lascia ancora attoniti: Cristo sì, Chiesa no. Poi: Dio sì, Cristo no. Finalmente il grido empio: Dio è morto; anzi: Dio non è mai stato. Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che noi non esitiamo ad additare come principali responsabili della minaccia che incombe sulla umanità: un'economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio. Il " nemico " si è adoperato e si adopera perchè Cristo sia un estraneo nelle università, nella scuola, nella famiglia, nella amministrazione della giustizia, nell'attività legislativa, nel consesso delle nazioni, là ove si determina la pace o la guerra.

» Esso sta corrompendo il mondo con una stampa e con spettacoli, che uccidono il pudore nei giovani e nelle fanciulle e distruggono l'amore fra gli sposi; inculca un nazionalismo che conduce alla guerra ».

(Sua Santità PIO XII nel memorando discorso agli Uomini di A. C., il 12-X-1952).

IL NUOVO RETTOR MAGGIORE parla della prima udienza concessagli dal Santo Padre

Se grande è la gioia di vedere il Papa, l'emozione di chi può essere ricevuto in udienza privata è veramente inesprimibile.

Sua Santità si degnò di ricevermi domenica mattina 21 settembre e con la sua paterna accoglienza mi tolse subito ogni soggezione e mi aprì il cuore alla più filiale confidenza. Lo ringraziai del paterno discorso preparato con tanta cura pei nostri Cooperatori e lo assicurai che lo terremo come il più prezioso documento per la nostra Unione, in preparazione al Centenario della fondazione. Gli esposi brevemente i lavori del nostro XVII Capitolo Generale, dalle elezioni che diedero come risultato un Capitolo veramente internazionale, ai temi trattati: le scuole professionali, le missioni, la formazione accurata del personale. Si compiacque assai di ciascuno di questi argomenti e mostrò la sua preoccupazione soprattutto per l'educazione della gioventù operaia. Le rovine prodotte dal bolscevismo Lo tengono sempre con l'animo in angoscia, poichè vede come il demonio si serve di quest'arma per seminare nel mondo l'odio a Dio, alla Chiesa, al Papa, ai Sacerdoti, e come è arduo contrapporre un argine a tanto male, specialmente dove la propaganda avversa ha potuto affermarsi e impedire l'opera del Clero. «Lavorate - mi disse - lavorate con tutte le vostre forze per impedire o per rimediare a tanta rovina».

Quasi a confortarlo gli presentai la relazione che il nostro delegato della Slovacchia aveva fatto durante il Capitolo Generale e gli dissi che se tanto è il male che opera il nemico di Dio, i cristiani sono tuttora numerosi, fermi nella fede, arditi nelle loro iniziative e ferventi nell'attesa della liberazione, che anelano possa preparare un trionfo inaudito per Gesù Cristo e la sua Chiesa.

Il tempo che m'era stato assegnato era già trascorso dite volte, sicchè m'affrettai ad inginocchiarmi per chiedere la Benedizione. Furono introdotti anche i miei due fortunati confratelli e il Papa, elevando ambe le braccia e lo sguardo al Cielo, con quell'atteggiamento caratteristico di profonda fede e di paterna bontà, benedisse le nostre tre grandi Famiglie e i singoli componenti, le opere e le persone, incaricandomi di trasmettere a tutti la sua preghiera, pegno del suo affetto.

Mi son dato premura di eseguire il desiderio del Vicario di Gesù Cristo inviando a tutte le case di formazione tale messaggio, ma ora mi faccio un dovere di comunicare a ciascuno dei confratelli, alle Figlie di Maria Ausiliatrice, ai Cooperatori, Allievi, Ex allievi, Parenti ed Amici tutti la paterna benedizione, chiedendo in compenso la recita più fervorosa del Pater, Ave e Gloria quotidiano secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

(Dagli Atti del Capitolo Superiore della Società Salesiana, ottobre 1952, pag. 4-6).

L'UMILTÀ NELLA GLORIA

Altre feste in onore di Santa Maria Mazzarello

In ITALIA si affermarono per singolare imponenza le feste di Novara, celebrate in Duomo. Nella giornata conclusiva tutta la città fu in movimento, destata fin dalle prime ore da ondate successive di giovinezze, provenienti da tutte le parti della diocesi di Novara e di Pavia. Alle 10, presenti le autorità cittadine, il solenne pontificale di S. E. Mons. Gilla Gremigni, che tratteggiò mirabilmente la figura della Santa. Uno spettacolo non comune di ordine, grandiosità e bellezza fu dato dalla processione del pomeriggio, alla quale volle ancora intervenire S. E. Mons. Vescovo col Capitolo del Duomo e coronare la festa con la sua parola. A Varese le celebrazioni si svolsero nella grande Basilica Prepositurale di S. Vittore. Alla giornata per le scolaresche - grazie alla cordiale adesione del Provveditore agli Studi - presero parte tutte le scuole cittadine. Al pontificale del Rev.mo Mons. Schiavini, al discorso del Rev.mo Monsignor Colombo, Rettore del Seminario Arcivescovile, e alla bella processione intervenne numerosa la cittadinanza, infervorata da alcune segnalatissime grazie che la Santa concesse in quei giorni. A Mathi Torinese, lo zelo delle suore delle tre Case delle Figlie di Maria Ausiliatrice rese grandiosa la festa. S. E. Mons. Bottino, Vescovo Ausiliare di Torino, la onorò col suo intervento e col bel panegirico. A Paullo (Milano), ove era avvenuto uno dei due miracoli approvati per la beatificazione, i festeggiamenti ebbero una impronta di particolare esultanza per la coincidenza col giubileo d'oro di quella Casa. Nel pomeriggio durante la grandiosa processione un aereo, volteggiando a bassa quota, lasciava cadere manifestini multicolori inneggianti alla Santa e ai cinquant'anni di fecondo apostolato della sua Figlie a Paullo. A Castelnuovo dei Sabbioni (Arezzo). si unì la festa alla celebrazione del venticinquesimo dell'Asilo, dove nel pomeriggio si riversò tutto il paese per assistere alla benedizione dell'artistico tempietto a Maria Ausiliatrice, offerto dagli operai della Società Mineraria, quale monumento di riconoscenza alle Suore per la benefica opera che svolgono a pro dei loro bimbi. A Lu Monferrato, patria del Servo di Dio Don Filippo Rinaldi e di ben 73 tra Figli e Figlie di Don Bosco tuttora viventi, la festa fu celebrata nella chiesa parrocchiale maggiore e portò tale frequenza ai Sacramenti da essere definita «una vera Pasqua». Anche a Palestro (Pavia), che conta ventidue Figlie di Maria Ausiliatrice e sedici Salesiani viventi, autorità e popolo formarono un cuor solo e un'anima sola attorno alla venerata Santa, cui tributarono onori trionfali. A Trino Vercellese la popolazione della città e dintorni, raccolta a onorare S. M. Mazzarello nella vasta chiesa parrocchiale, visse «una giornata di Paradiso». Castellanza, dove da oltre 50 anni svolgono la loro opera educativa le Figlie di Maria Ausiliatrice - le quali vi dirigono due fiorenti Asili, un Convitto e l'Oratorio femminile - tributando onori trionfali alla loro santa Madre, volle dare alle educatrici della sua gioventù un plebiscito di stima e di venerazione. Così fu a Cannobio (Novara), dove le Figlie di Maria Ausiliatrice lavorano da oltre mezzo secolo nel campo della gioventù femminile e nell'Asilo comunale. A San Colombano al Lambro tutta la popolazione partecipò al triduo con quattro prediche distinte per categorie e alla festa, che riuscì un trionfo tale da far esclamare a un estraneo: «Ma chi è questa Santa che mette in movimento tutto un paese ? ». Anche a S. Benigno Canavese (Torino) la festa di S. Maria Mazzarello raccolse attorno al suo altare la gran massa della popolazione, che da tanti anni conosce e apprezza l'opera salesiana.

Nel BELGIO le grandiose feste svoltesi al Centro Ispettoriale di Grand Bigard (Bruxelles) furono onorate dall'Ecc.mo Nunzio Apostolico Mons. Cento; quelle di Liegi, non meno imponenti, ebbero la partecipazione di ben 16 scuole della città e di due Vescovi: le LL. EE. Monsignor Kerkhofs, Vescovo Diocesano, e Monsignor Stappers, Vescovo tit. di Ceramo.

In FRANCIA, non meno grandiose di quelle di Parigi furono le giornate di Lione, svoltesi sotto la presidenza dell'Em.mo Card. Gerlier, Arcivescovo di Lione e primate delle Gallie. Furono inaugurati, per l'occasione, i nuovi locali dell'Istituto Ménager. La terza giornata si celebrò nella monumentale basilica di Notre Dame de Fourvière, divenuta incapace di contenere la folla accorsa. Sua Eminenza si degnò di parlare ripetutamente dichiarando che Lione e l'intera Diocesi sono felici e fieri dell'espansione dell'Istituto, soprattutto per lo spirito che lo anima e per la soda formazione morale e religiosa che viene data alle giovani. A Nizza Mare, oltre le funzioni sacre, presiedute dall'Ecc.mo Arciv. Mons. Rémond, si tenne una riunione commemorativa alla Camera di Commercio, sotto la presidenza dell'On. Médecin, deputato-sindaco. Bella e suggestiva l'azione scenica liturgica Un riflesso di Don Bosco: S. Maria D. Mazzarello, appositamente composta dalle Signorine Malard, ed eseguita nella chiesa di Maria Ausiliatrice con splendido effetto. A Montpellier le celebrazioni, aperte nella chiesa di S. Giovanni Bosco, proseguite nella Basilica di Notre Dame des Tables, terminarono solennissime nella maestosa cattedrale, per espresso desiderio dell'Ecc.mo Arcivescovo Mons. Duperray, che volle presiederle personalmente e invitare tutte le corali maschili e femminili della città - 1200 voci! - a eseguire la Messa in canto al grande pontificale. Tenne pure l'omelia tratteggiando mirabilmente la figura della Santa, che proclamò «nuova Protettrice della gioventù moderna». E la Santa parve manifestare il suo gradimento operando in quei giorni una grazia prodigiosa col ridonare l'istantanea sanità del corpo - e successivamente quella dell'anima - a un elettricista colpito dalla corrente elettrica e dichiarato in condizioni disperate.

Nella SVIZZERA le due Case di Veyrier e Morges si unirono per la celebrazione della festa, che ebbe il suo coronamento nella chiesa Notre Dame di Ginevra, affollata di fedeli.

Nella SPAGNA, a Madrid la Santa fu onorata nella chiesa di S. Francesco il Grande, la più vasta della capitale. Ogni giorno del triduo pontificò un Ecc.mo Vescovo. Il giorno della festa S. E. Mons. Eijo y Garay, Patriarca delle Indie Occidentali e Vescovo di Madrid e Alcalà, tenne il pontificale; e lo stesso Ecc.mo Nunzio Ap. Mons. Cicognani volle presenziare la grande Accademia delle sei Case della città riunite. Altre grandi giornate festive a Pamplona e soprattutto a Siviglia con tutto il fervore e l'entusiasmo dell'anima andalusa, presente Sua Em.za il Card. Segura y Saenz, che si compiacque anche di tenere l'omelia.

Nel PORTOGALLO, a Evora, le feste si celebrarono in cattedrale con solenne pontificale e panegirico dell'Ecc.mo Arciv. Mons. Mendes.

Anche in AMERICA continuarono le celebrazioni. Nella capitale del Salvador la Santa fu onorata col più grande entusiasmo, suscitato da un miracolo operato poco tempo prima. Fu presente e parlò S. E. l'Arciv. Mons. Chavez y Gonzalez e intervenne anche S. E. Monsignor Aparicio, Salesiano. A Panamà, autorità e popolo assistettero in cattedrale al pontificale dell'Ecc.mo Arciv. Mons. Beckmann. In Nicaragua, a Granata, preparate da trasmissioni radiofoniche, durarono tre giorni, con intervento di S. E. il Vescovo Mons. Borge e onorate da S. E. il Nunzio Apostolico Mons. Taffi, che si era degnato di tessere, alla vigilia, le lodi della Santa. A S. Iosè di Costa-Rica, la sfilata di 29 Oratori festivi, il corteo della gioventù e la processione del popolo attirarono una folla quale da moltissimi anni non si era più vista. Lo stesso Ecc.mo Nunzio Ap. Mons. Centoz, benché proprio alla vigilia della sua partenza dal Centro America, volle celebrare il solenne pontificale e dire le lodi della Santa. A Quito nell'Equatore le celebrazioni durarono quattro giorni e si poterono dire feste dell'intera capitale, perché vi presero parte tutte le organizzazioni, dai Sindacati operai alle Università Cattoliche. Durante il triduo tre Ecc.mi Vescovi celebrarono e dissero le lodi della Santa. Alla domenica celebrò S. E. il Nunzio Ap. Mons. Forni, che assistette anche al pontificale tenuto da S. E. Mons. de la Torre, Arciv. di Quito, presenti gli altri tre Ecc.mi Vescovi, le Autorità e S. E. il Ministro d'Italia.

Giro d'orizzonte salesiano

TORINO

La posa della prima pietra dell'erigendo Istituto superiore di Pedagogia e Catechetica per le Figlie di Maria Ausiliatrice in borgata Lesma ebbe luogo venerdì 24 ottobre, sacro alla mensile commemorazione di Maria Ausiliatrice. V'intervenne, insieme con la Rev.ma Madre Generale, circondata dal suo Consiglio e dalle Rev. Ispettrici d'Europa e Maestre delle Novizie anche d'America e d'Oriente, raccolte a Torino per un Convegno, il Reverendissimo Rettor Maggiore con i membri del Capitolo Superiore. Si degnarono pure di presenziare la cerimonia, con gli Ingegneri Architetti progettisti, un gruppo di esimii benefattori dell'Istituto.

Il Rev.mo Rettor Maggiore, benedetta la prima pietra e collocatovi l'astuccio con pergamena, medaglie e reliquie dei Santi, la chiudeva con la prima calce, mentre altra ne aggiungeva la rev.ma Madre Generale. La pietra venne subito abbassata nelle fondamenta, al canto di cori mariani e salesiani. Il signor Don Ziggiotti illustrò quindi con la sua parola la suggestiva cerimonia, ringraziando la Provvidenza che quasi ci forza a mettere sempre mano a nuove opere e rilevando la grande importanza del nuovo Istituto, destinato a raccogliere le giovani Figlie di Maria Ausiliatrice di tutte le parti del mondo per formarsi a divenire insegnanti delle insegnanti, secondo il metodo educativo di Don Bosco che, poggiato sui tre elementi: ragione, religione, amorevolezza, va incontrando il favore universale.

I partecipanti alla XXV settimana di studi sociali a Valdocco.

La Presidenza del Comitato delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, che si svolgono da vari anni con crescente interesse, ha sapientemente disposto che alle varie lezioni tenute dai più dotti esperti a Torino, lo scorso settembre, si unisse una visione di « lavoro pratico ».

La presentazione di questo aspetto fu affidata alle nostre Scuole Professionali. Una conferenza sull'Istruzione professionale nello spirito e nel metodo della pedagogia salesiana ha illustrato ai convenuti - fra i quali S. E. Monsignor Siri, Arcivescovo di Genova, S. E. Mons. Gilla

Gremigni, vescovo di Novara, Monsignor Pavan, segretario del Comitato permanente delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani - Don Bosco Apostolo del Lavoro, quale prolusione all'argomento: La Metodologia Salesiana nello sviluppo dell'Istruzione Professionale.

Le Scuole Professionali Salesiane, estese in ogni parte del mondo, educano cristianamente al lavoro oltre 30.000 allievi, seguendo i principi di una metodologia propria che trae le sue origini da Don Bosco stesso e dalla pratica applicazione delle esperienze di un secolo, nonchè dall'apporto dei concetti della moderna pedagogia e didattica.

Dopo la conferenza, tenuta dal nostro confratello prof. Oscar Rossi, nel Salone del nuovo Teatro, i Congressisti, accompagnati dal Rev.mo Rettor maggiore, passavano alla visita della Mostra Didattica allestita quale studio preparatorio alla prossima che dovrà commemorare il Primo Centenario delle Scuole Professionali Salesiane.

La Mostra era fatta segno al più attento esame da parte dei Congressisti; i quali apertamente dichiararono la piena rispondenza del metodo alle esigenze odierne del mondo del lavoro.

Serata Missionaria. - Il nostro Ecc.mo Mons. Arduino, espulso dalla Cina dopo 30 anni di apostolato, il 14 ottobre tenne nel salone teatro del Collegio S. Giuseppe una applauditissima conferenza sul calvario dei missionari cattolici in Cina. Erano presenti S. Em. il Card. Fossati col Vescovo Ausiliare Mons. Bottino, e il nostro venerato Rettor Maggiore. La commossa descrizione delle persecuzioni cui gli eroici propagatori del Vangelo sono sottoposti ha destato nella scelta adunanza fremiti di orrore. Non erano ancor cessati gli applausi finali, che si è levata alta nel salone la voce di un chierico cinese implorante preghiere per la sua povera patria.

Giubileo di diamante di vita salesiana. - Il 2 dello scorso ottobre 25 Sacerdoti salesiani, superstiti di 90 compagni di noviziato, hanno celebrato il loro 60° anno di professione religiosa. Per la fausta ricorrenza il S. Padre si degnava di far loro giungere la Benedizione Apostolica, accompagnata dal paterno augurio espresso nel motto che si compiaceva di proporre loro per l'immaginetta ricordo: « Come l'ulivo nel verso, il buon religioso nell'età avanzata matura i frutti più preziosi di luce e di pace».

ROMA

La Messa di Diamante del Procuratore Generale dei Salesiani. - Domenica, 5 ottobre, la raccolta chiesetta di S. Giovanni della Pigna vide una folla inconsueta, stipata fino alla balaustra per assistere al sessantesimo dell'Ordinazione sacerdotale di Don Francesco Tomasetti, da trent'anni Procuratore Generale. Il Rettor Maggiore delegò il Prefetto Generale a rappresentare lui e il Capitolo Superiore. Tra i presenti spiccavano personalità ecclesiastiche, degli Ordini Religiosi, del Senato, della Camera, del Campidoglio, dei Ministeri. Faceva da chierico inserviente l'ottantenne Arturo Poesio, presidente internazionale degli Ex allievi, che con Don Tomasetti è uno dei pochi superstiti allievi dell'Oratorio di Torino, che hanno conosciuto Don Bosco.

Sua Santità Pio XII ha diretto a Don Tomasetti un augusto messaggio che per il festeggiato è stato la più ambita e alta tra le consolazioni avute in questa lieta circostanza. Esso dice:

« Nel fausto compimento del sessantesimo anno del tuo sacerdozio, ricordando le tante opere da te compiute, di cuore invochiamo a tuo conforto copiose grazie dal Cielo, che impreziosiscano di nuovi meriti la tua feconda giornata sacerdotale e paternamente ti impartiamo la nostra apostolica benedizione. - PIUS PP. XII ».

Anche il nostro Rettor Maggiore inviò il seguente significativo telegramma: Intiera- Famiglia Salesiana si unisce festante ringraziare benedire Don Tomasetti incessante preziosa opera compiuta in sessant'anni Sacerdozio trenta Procura Generale. - ZIGGIOTTI ».

Il venerando Don Tomasetti passò la giornata immerso e quasi oppresso dalla piena dei ricordi, tra i quali il più lontano e il più commovente quello della profezia di Don Bosco. Un giorno il Santo aveva detto a Franceschino - soleva chiamarlo così: - Tu vivrai a lungo e vedrai molte cose. In settant'anni di vita salesiana moltissime ne vide e molte ne fece a bene e incremento di quell'Opera che ha sempre formato l'ideale radioso della sua vita.

RAVENNA

Il XVII cinquantenario dell'apparizione della Madonna Greca. - S. E. Mons. Giacomo Lercaro, già Arcivescovo di Ravenna e ora

Arcivescovo di Bologna, nel 1948 affidò ai Salesiani il grandioso Tempio nel quale si venera la miracolosa Effigie della Madonna Greca, che fu la Patrona della Romagna. Questo tempio, già nominato da Dante nel canto XXI del Paradiso:

« Nella Casa di nostra Donna in sul lito Adriano », oggi è rifiorito e tornato agli antichi splendori. Le feste per il XVII cinquantenario dell'apparizione hanno toccato l'apice dello splendore perchè si volle ridare alla Vergine l'onore della Corona che mani sacrileghe le avevano tolto e perchè si ottenne che lo stesso S. Padre, durante una memorabile udienza concessa a Don Pasa e al gruppo che l'accompagnava, presente nell'Aula delle benedizioni una folla grandiosa, benedicesse la preziosa corona. Sua Santità compì il rito con commozione e volle benedire anche la riproduzione dell'Effigie della Vergine, che va peregrinando per tutte le case della città di Ravenna.

All'Incoronazione hanno partecipato tutte le Autorità, i Vescovi della Romagna con i Capitoli di varie Cattedrali, e S. Em. il Cardinal Schuster che, in nome del Papa, ha incoronato la Vergine Santa.

La consacrazione della città a Maria, fatta dall'Arcivescovo nella Piazza Maggiore, davanti a un folto stuolo di Vescovi e a una marea di popolo, chiudeva le grandiose celebrazioni.

AVIGLIANA

L'apoteosi della Madonna dei Laghi in Avigliana (Torino). - Ricorrendo la data centenaria dell'Incoronazione della Madonna dei Laghi, grazioso e devoto Santuario presso il quale lavorano i Salesiani fin dal 1894, un apposito Comitato preparò una serie di solenni manifestazioni celebrative che culminarono nell'Incoronazione, compiuta da Sua Eminenza il Card. Fossati la domenica 7 settembre, presenti le Autorità, le LL. EE. Mons. Arduino e Mons. Borra, Vescovo di Fossano, il Rev.mo Don Albino Fedrigotti, in rappresentanza del Rettor Maggiore, e altre personalità: Momento d'indicibile emozione per le migliaia di pellegrini quello dell'Incoronazione, segnato prima da un religioso silenzio e poi da un irrefrenabile applauso, mentre un aereo, volteggiando nel cielo, recava alla Vergine un gentile omaggio floreale.

Alla paterna illuminata parola dell'amato Pastore seguì la processione per le vie della città, in un tripudio di canti, di musiche e di campane, e alla sera la suggestiva illuminazione del Santuario e del lago.

LANUSEI

I Salesiani di Lanusei (Sardegna) hanno voluto commemorare il cinquantesimo di fondazione della casa coll'erezione di un tempio votivo a Don Bosco, che serva per le funzioni religiose del collegio e per la pietà dei fedeli. Intervennero assai numerose le autorità civili e militari della Regione con a capo le autorità ecclesiastiche. Dopo la benedizione del tempio, fatta da S. E. Mons. Lorenzo Basoli, fu tenuta una solenne commemorazione che ricordò le gloriose vicende del collegio e le benemerenze dei Cooperatori. Una scelta schiera di Ex allievi, di ogni grado sociale, ha reso testimonianza dei frutti del primo cinquantennio. Ricordando che Don Rua stesso era stato presente alle posa della prima pietra del collegio, il Rettor Maggiore volle inviare quale suo rappresentante ufficiale il Rev.mo Prefetto Generale.

ARGENTINA

Il lavoro dei Salesiani continuatori dell'opera apostolica dei primi missionari inviati da Don Bosco nella Patagonia, la terra dei suoi sogni, ha avuto pochi mesi fa un prezioso riconoscimento in occasione della visita pastorale del Vescovo di Mendoza, S. E. Mons. Alfonso Butteler, da cui dipende il territorio del Neuquén, nella Patagonia settentrionale.

Il Bollettino Diocesano, parlando di quei nostri confratelli, diceva:

« L'Ecc.mo Signor Vescovo è tornato dal suo faticoso giro apostolico col cuore inondato di gioia. Le sue parole sono sempre di gratitudine per i sacrificati Padri Salesiani, che con zelo esemplare e sacrifici ignorati e silenziosi accudiscono sollecitamente quella porzione del suo gregge... Il Neuquén è una Diocesi in formazione con le sue parrocchie in prospera marcia e con opere di zelo che, ogni giorno meglio, le vanno imprimendo fisionomia di vera diocesi. I suoi sacerdoti attivi, santi e zelanti saranno la sua migliore benedizione e per loro merito molto presto si vedranno cose grandi in quelle magnifiche terre argentine ».

BOLIVIA

Campagna per vocazioni sacerdotali. - S. E. il Nunzio Apostolico di Bolivia, Mons. Sergio Pignedoli, volendo rimediare alla deplorevole scarsità di sacerdoti in Bolivia e provvedere all'avvenire, ha indetto una campagna per le vocazioni che durerà un anno intero. Due Salesiani e un Francescano, oltre i Rettori dei tre Seminari di La Paz, Cochabamba e Sucre, furono incaricati di questa campagna attraverso le varie diocesi e Prefetture Apostoliche. Consiste in tridui nelle chiese, distribuzione di foglietti di propaganda, conferenze in chiese e teatri, ecc. Il Salesiano Don Enrico Schroh ha già visitato Santa Cruz, Pando e Chiquitos con buon esito e afferma che vi sono ottime speranza di numerose e buone vocazioni.

BRASILE

L'Incoronazione dell'Ausiliatrice Pellegrina a Manaos. - Riportiamo dall'Osservatore Romano:

«Con grande solennità e consolanti risultati, ha avuto luogo dal 1° al 6 luglio in Manaos, capitale dello Stato dell'Amazzoni, nel Brasile, il II Congresso Eucaristico regionale.

» Il Congresso ebbe inizio la sera del 1° luglio con una pittoresca processione fluviale che risalì il Rio dell'Amazzoni per 205 chilometri, trasportando il SS. Sacramento dalla città di Itacoatiara fino a Manaos. La processione fluviale giunse a Manaos ch'era notte fatta: centinaia di imbarcazioni, dal transatlantico alla canoa, tutte illuminate e imbandierate pittorescamente formarono un grande anfiteatro di luci dinnanzi alla città, occupando l'immenso specchio d'acqua che, in quel punto, s'allarga per quasi tre chilometri. I cori dei fedeli portati dalla brezza ed echeggianti fra la foresta tropicale e le alture della città, lo squillare di tutte le campane, il saluto delle cento sirene, il cielo solcato dai razzi multicolori dei fuochi d'artificio, crearono profonda commozione intorno al Dio Eucaristico che giungeva per ricevere le adorazioni dei Congressisti.

» Nella tarda sera dello stesso giorno, la " Madonna Pellegrina " del Brasile, la venerata Immagine di N. S. Ausiliatrice, dopo aver percorso, dall'agosto 1950 al maggio del 1951, circa 22 mila chilometri, attraverso 67 città, ora in volo sulle impenetrabili foreste tropicali, ora muovendo lenta sui maestosi fiumi, ricevette la consacrazione definitiva colla Coronazione Pontificia. L'artistica statua, scolpita in Val Gardena, benedetta da S. Giovanni Bosco e affidata ai salesiani che si recavano nel sud-America, approdava al Brasile il 24 maggio 1886, e da allora fu oggetto di filiale culto e ispiratrice di sempre nuovi sforzi per gli zelanti Figli del Santo, accompagnandoli nella loro marcia evangelizzatrice dalle coste dello Atlantico sempre più avanti verso l'interno, attraverso il Mato Grosso, fino all'Amazzoni, fino a Manaos.

»La Piazza del Congresso, salutò con frenetici applausi le auree corone che si posavano sul Bambino Gesù e sulla Divina Madre: era l'oro offerto da mille mani e da mille cuori di quelle popolazioni che sanno la paziente e dura fatica della ricerca del prezioso metallo nelle rene dei fiumi ».

Due Arcivescovi Salesiani ricevono onorificenze. - Due fratelli, entrambi salesiani, entrambi Arcivescovi ed entrambi ordinati sacerdoti da più di 50 anni, sono stati onorati dal Governo Brasiliano per il loro lavoro nel campo dell'educazione. I due prelati sono Mons. Elvezio Gomez de Oliveira, Arcivescovo di Marianna, e Mons. Emanuele Gomez de Oliveira, Arcivescovo di Goiàs. Il Governo Brasiliano ha dato ai due Arcivescovi l'onorificenza dell'Ordine al Merito Nazionale, che è la più alta onorificenza del Paese. Il Governatore dello Stato di Minas Gerais, a nome del Presidente della Repubblica, circondato da più di 6000 cooperatori salesiani radunati per la chiusura del grandioso Congresso Salesiano, ha decorato i due Arcivescovi presentandoli come « esempi di energia, coraggio e tenacia ». In quella occasione Sua Em. il Card. Pizzardo, Prefetto della S. Congregazione dei Seminari e delle Università degli Studi, inviava loro una bellissima lettera.

Congresso dei Cooperatori nella Ispettoria Brasiliana di Rio de Janeiro. - Preparato intensamente da ben studiata propaganda in più di 870 tra giornali, riviste e stazioni di radio diffusione, si è realizzato a Sào Ioào del-Rei il II congresso dei Cooperatori Salesiani della Ispettoria di Rio de Janeiro (Centro del Brasile). Onorati dalla presenza di ben otto Arcivescovi e Vescovi, del Governatore dello Stato, di numerose autorità, i 1292 congressisti regolarmente schedati, studiarono attivamente per due giorni i due temi del Congresso: 1) Finalità della Cooperazione Salesiana: catechismo, gioventù, vocazioni. 2) Organizzazione della Cooperazione salesiana: centro, direzione, segreteria. Frutto del Congresso furono le ben elaborate e pratiche conclusioni prese dai Congressisti, dopo appassionate discussioni, favorite sempre dallo spirito di famiglia regnante nelle affollatissime riunioni.

Nel giorno della solenne chiusura, ai congressisti si unirono più di 2500 pellegrini, venuti da 16 centri di Cooperatori, per la benedizione del nuovo Santuario di S. Giovanni Bosco, col suo bel campanile alto 54 metri. I discorsi delle sessioni solenni furono tenuti dai Vescovi presenti e da figure primarie del laicato cattolico nazionale, mentre si succedevano a prestare il loro concorso artistico le orchestre della città e i cori, tra i quali il grande Coro della Cattedrale di Bello Horizonte, capitale dello Stato, venuto appositamente per l'ultimo giorno.

Durante il Congresso, il Segretario dell'Agricoltura dello Stato pose la pietra fondamentale del nuovo monumentale edificio della Scuola Agricola Padre Sacramento, affidata da otto anni alla direzione dei Salesiani. In questa circostanza, disse parole di alta lode al lavoro dei Salesiani nel campo della educazione della gioventù pericolante.

CILE.

Alto riconoscimento dei meriti di un missionario. - Il Governo Cileno ha conferito la decorazione dell'Ordine al Merito Bernardo O' Higgins al missionario salesiano Don Giovanni Aliberti, in riconoscimento dell'attività educativa, culturale e missionaria svolta in 52 anni di lavoro nelle terre magellaniche. L'atto ebbe luogo a Punta Arenas, nell'aula magna del palazzo governativo, alla presenza dell'Ecc.mo Vescovo Mons. Wladimiro Boric, di tutte le Autorità civili, politiche e militari e del fior fiore della cittadinanza. L'Intendente della Provincia, prima di consegnargli il diploma e la medaglia, fece una eloquente rassegna delle molteplici benemerenze di Don Aliberti, per le quali, nel 1950, aveva già avuto dal Municipio della città il titolo di «Cittadino illustre».

EQUATORE

Eloquenza di cifre nel Vicariato Apostolico di Mendez. - Il 15 agosto 1952 fu condotto a termine un censimento lungo e paziente nel Vicariato Apostolico di Mendez. Su una superficie di 20.000 kmq. sono sparsi 16.536 abitanti, tra coloni bianchi e indigeni kivari. I cattolici sono 13.081, di cui 1400 indigeni. Altri 500 kivari sono catecumeni, mentre un rimanente di 2935 unità rimangono pagani. Esiguo è il numero dei protestanti (20), sebbene dispongano di una forte propaganda e di mezzi superiori a quelli dei cattolici.

Undici centri stabili e oltre 40 stazioni secondarie provvedono alla assistenza religiosa dei coloni, dei convertiti, all'istruzione secondaria, e alla evangelizzazione fra gli indigeni. Le scuole elementari alla diretta dipendenza dei missionari salesiani sono 34 con 906 alunni e 760 alunne; scuole di lavoro 5, con 115 allievi e 106 ragazze; e in più una scuola Normale.

Il Vicariato Apostolico di Mendez ha il suo ospedale e diversi dispensari con 35.000 consultazioni annuali; 11 internati per bambini kivari (261) e bambine (252); chiese e cappelle in numero considerevole (36); e fiorenti associazioni di Azione Cattolica.

Queste cifre spiegano la lotta impegnata dalla propaganda protestante e dal laicismo contro la Missione Cattolica, nella quale lavorano 32 Salesiani e 40 Figlie di Maria Ausiliatrice.

GERMANIA

Dopo oltre quattro secoli. - Nel 1934 S. E. il Vescovo di Fulda si rivolse al nostro Ispettore con queste parole: « Venga con i figli di Don Bosco qui nella Diaspora (dispersione) dell'Assia, dove troverà un vasto campo di lavoro per la missione cattolica ». L'Ispettore, pur sapendo che altre Congregazioni religiose avevano declinato l'invito per le gravi difficoltà di quella regione in cui i cattolici erano disseminati tra i protestanti, con ferma fiducia in Maria Ausiliatrice e in Don Bosco, accettò d'inviare i Salesiani a Kassel.

Ci fu affidata la parrocchia di Bettenhausen, un sobborgo della città. Il lavoro fu arduo, ma con l'evidente benedizione del Cielo.

C'erano in quelle fabbriche operai di ogni nazione. 1 Salesiani vi lavorarono senza distinzione di nazionalità, facendosi apostoli della divozione a Maria Ausiliatrice; e i frutti furono così copiosi che S. E. il Vescovo di Fulda, in segno di benevolenza, volle mandare alla parrocchia della diaspora il reliquiario che racchiude le ossa del primo Apostolo della Germania, S. Bonifacio « Le reliquie di S. Bonifacio presso i Salesiani di Bettenhausen», era il titolo apparso a caratteri cubitali sul frontespizio dei giornali.

Cosa nuova nella storia della regione: le reliquie che non avevano mai lasciato il Duomo di Fulda, ove erano gelosamente conservate ed esposte alla venerazione solo in feste solennissime, ora si trovavano nell'umile chiesa dei Salesiani. Quel giorno il concorso fu tale che la Società tranviaria dovette quadruplicare le vetture di servizio.

Altro fatto memorando fu la processione del Corpus Domini in grande stile, che ebbe luogo per la prima volta dopo quattro secoli, dacchè per opera del grande nemico dell'Eucarestia, Lutero, era stata abolita.

Quei buoni confratelli attribuiscono tutto all'aiuto evidente di Maria Ausiliatrice, che hanno eletto per loro Regina, Madre e Guida.

INDIA

Lusinghieri successi scolastici. - Le scuole Salesiane dell'India hanno ormai raggiunto un ambito primato con brillanti risultati agli esami. La Scuola superiore « Don Bosco » di Bombay da vari anni è la prima di tutta la provincia ottenendo il cento per cento di promozioni. Anche la nuova High School di Gauhati (Assam), quest'anno ha inviato i suoi alunni agli esami di Stato riportando ottimi risultati. Uno dei suoi allievi ha ottenuto il sesto posto nella lista di ben 9000 candidati. Il Direttore delle Scuole della Provincia inviò una lettera congratulandosi con i professori e alunni per questo successo.

Il Collegio Universitario «Santo Antonio » di Shillong, diretto dai Salesiani, si distinse con una percentuale dell'85% di promozioni, risultato rilevante quando si pensi che la percentuale media degli altri Collegi Universitari è sotto il 50%. La Scuola Superiore Femminile Cattolica di Cherrapunjee (Assam), ottenne il 100% di promozioni, mentre la vicina Scuola Maschile diretta dalla Missione Hindu, detta di Rama Krishna, ebbe un esito totalmente opposto.

Il Collegio Universitario di Sonada, costituito per la formazione del personale salesiano, ha ottenuto agli esami pubblici i massimi risultati. L'Ispettore Scolastico (hindu) si congratulò col Superiore

Salesiano, rammaricandosi di non potervi mandare il suo figliuolo, e perchè fossero troppo poche le istituzioni scolastiche cattoliche.

MESSICO

Il 5 agosto u. s. fu per l'Ispettoria Messicana delle Figlie di Maria Ausiliatrice giorno d'inesprimibile commozione. Dopo 23 anni di forzata chiusura, potè essere riaperto il noviziato nella stessa Casa S. Giulia di Messico, la più antica della Repubblica. Intorno al candido stuolo delle 38 novizie, altre anime nella freschezza della loro consacrazione: 34 professe di voti temporanei e 11 di voti perpetui. Compì la funzione l'Ecc.mo Delegato Apostolico Mons. Guglielmo Piani, il quale nel suo cuore di pastore e di salesiano ne provò vivissima gioia, che seppe trasfondere nella sua parola vibrante di commozione.

PORTO RICO

Il 5 ottobre, S. E. Mons. Pietro Giacomo Davis, Vescovo di San Juan (Antille), benedisse il nuovo Oratorio, che da quattro mesi funzionava già quotidianamente in perfetto stile salesiano. Se n'era accorto l'Ispettore Don Giovannini che, giunto per assistere alla benedizione dei locali, si vide circondato da un centinaio di sbarazzini che lo salutarono molto effusivamente e gli

cantarono in buon torinese il brindisi del primo menestrello dell'Oratorio, Carlo Gastini: Viva papà Dón Bosc, nost car e bón artis.

Tra i presenti c'era anche la Rev.ma Madre Ispettrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice, venuta da New York per studiare la possibilità di una fondazione per assistere le ragazze del rione di oltre 35.000 anime, quasi del tutto abbandonate.

SCOZIA

I Salesiani alla mostra delle vocazioni religiose a Glasgow. - Il massiccio centro per mostre della seconda città britannica, la « Kelvin Hall », fu la sede di una indimenticabile mostra della vocazione religiosa nella settimana 15-22 giugno scorso.

Ai cattolici d'ogni condizione fu una rivelazione, mentre molti non cattolici si trovarono faccia a faccia con un aspetto della cattolicità che essi non avevano mai saputo esistesse.

I 94 stands dischiusero il lavoro degli Ordini e Congregazioni religiosi. Lo stand dei Salesiani fu disegnato e costruito al Collegio Missionario di Shrigley, presso Manchester. Campeggiava la figura di Don Bosco attorniato da ragazzi. Una grande carta geografica del mondo, con duecento piccole luci, indicava l'attività salesiana in favore dei giovani. Sui lati, quadri e fotografie illustravano la vita del Beato Domenico Savio e le case salesiane.

San Giovanni Bosco è ben noto e amato in questa città. Migliaia di ragazzi passarono attraverso lo stand salesiano al mattino e alla sera, condotti dai loro insegnanti, molti dei quali sono iscritti alla « Don Bosco Guild » per Insegnanti Cattolici. Il film Don Bosco fu proiettato tre volte nella vasta sala, zeppa, della « Kelvin Hall », e due volte una conferenza con quadri della vita del Beato Domenico Savio.

Un ministro non cattolico che venne a studiare la « minaccia » cattolica, se ne tornò via dicendo che egli non vi aveva trovato altro che l'amor di Dio. La mostra ebbe un successo enorme, con quasi 200.000 visitatori in sette giorni. Ma il vero successo giace assai più profondo: lo svegliarsi di molte vocazioni, e lo spargersi della conoscenza della fede cattolica e della vita religiosa.

SIAM

La festa del Papa nel vicariato apostolico di Rajaburi. - Preparata da una pastorale di Monsignor Pietro Carretto, la festa del Papa quest'anno fu celebrata in Bang Nok Khuek, con uno speciale carattere di gioia e di preghiera. Nella lettera pastorale, il Vescovo, sulle tracce di San Giovanni Bosco, lumeggiò una delle caratteristiche più importanti del cristiano: l'amore pratico al Vicario di Cristo. Commentando i dolorosi fatti della vicina Cina, e lodando il coraggio e la dedizione del clero e del popolo cinese, S. E. ribadisce il principio che non esiste una chiesa nazionale, ma solo quella fondata da Cristo sulla rocca di Pietro, e ricorda ai fedeli il dovere di tenersi preparati con la preghiera e specialmente col rinfrancare bene i principi religiosi.

La lettera venne distribuita in tutte le famiglie del Vicariato Apostolico. Nel pomeriggio, un'ora di adorazione davanti a Gesù Sacramentato, ebbe il fine di ottenere da Dio ogni benedizione sul dolce Cristo in terra, e di obbedire al di lui accorato appello di pregare per la Cina martoriata.

Nuovi centri di culto a Maria SS.ma Ausiliatrice creati per lo zelo dei Cooperatori

A Casoli (Chieti) nel rinnovato tempio di S. Reparata, l'otto ottobre, è stato inaugurato un altare alla Madonna di Don Bosco. Il dipinto del Salesiano Don Remo Silva rappresenta Maria SS. Ausiliatrice che in un nimbo di luce scende dal cielo a proteggere il paese, che si distende ai suoi piedi nello scenario della verde collina e sullo sfondo della Majella, candida di neve. Una data - 25-28 novembre 1943 - ricorda i giorni più terribili del passaggio del fronte a Casoli.

A Limosano (Campobasso) l'8 settembre tutto il paese ha accompagnato festante la propria Regina, la potente Ausiliatrice. A ragione questo gentile lembo del Sannio può vantare di essere un paese salesiano: il paese di Don Bosco, al quale tanti suoi figli si sono generosamente consacrati; il paese dell'Ausiliatrice, la cui divozione, a mezzo di zelanti Cooperatori e Cooperatrici, va radicandosi sempre più profondamente nel cuore di tutti.

A Bahia Bianca, in Argentina, tutta la città partecipò alla cerimonia dell'« Intronizzazione di Maria Ausiliatrice » nel porto nazionale. L'artistica maiolica che rappresenta la Madonna di Don Bosco, percorse i 12 chilometri scortata da una lunga carovana di 150 automobili e 27 torpedoni, e fu intronizzata solennemente dal Vescovo Diocesano Monsignor Geminiano Esorto, presenti le Autorità nazionali, provinciali e municipali.

A Estoril nel Portogallo l'Em.mo Card. Patriarca ha benedetto il nuovo maestoso Santuario dedicato a Maria Ausiliatrice, quale monumento di riconoscenza per l'opera dei Salesiani che nel 1932 cominciavano con una povera casa capace di 50 ragazzi e oggi accudiscono 420 giovanetti.

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In breve

A Mozambico (Africa Orientale) sono tornati i Salesiani, che ne erano stati cacciati dalla rivoluzione del 1910. I sette confratelli Portoghesi, accolti dallo stesso Ecc.mo Nunzio Apostolico, Mons. Pietro Ciriaci, hanno ripreso il lavoro nel campo agricolo-professionale e dell'Oratorio festivo.

Un pio pellegrinaggio di poveri malati Indiani per la prima volta ha avuto luogo il 1° settembre alla cappella di Maria Ausiliatrice in St. Louis de Kent (Canadà). Solo un povero vecchio paralizzato non potè scendere dal camion e attese in preghiera; gli altri hanno assistito alla S. Messa stando sempre in ginocchio. Particolare simpatia dimostrarono per Don Bosco che onorano col titolo di Dottore che guarisce i malati.

Una sezione della Pia Unione dei Cooperatori Salesiani è stata costituita in forma ufficiale a Rapallo, con l'intervento del Rev.mo Parroco Mons. Orazio Ratto, Decurione dei Cooperatori.

A Bruxelles, in preparazione al prossimo centenario delle scuole professionali e agricole salesiane, il Ministro dell'Istruzione Pubblica Pietro Harnel il 27 settembre scorso ha inaugurato nel salone delle feste dell'Istituto S. Giorgio una esposizione di lavori eseguiti dagli allievi di nove Istituti professionali salesiani del Belgio. I lavori saranno inviati a Torino per la esposizione internazionale del 1953.

Un Istituto per Massaie assai importante fu inaugurato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice a Wittenheim nell'Alsazia il 5 ottobre.

La prima pietra di una chiesa a S. Giovanni Bosco è stata collocata a Mulhouse (Francia).

In occasione del 350° anniversario della Consacrazione episcopale di S. Francesco di Sales, il S. Padre ha fatto pervenire all'Ecc.mo Mons. Augusto Leone Cesbron, attuale Vescovo di Annecy, una venerata lettera illustrante la figura dolce e forte del Vescovo di Ginevra.

Nella medesima occasione l'Accademia Florimontana e l'Accademia Salesiana hanno indetto un convegno, il quale ha deciso la fondazione di un nuovo Centro di studi salesiani. Il Rettor Magnifico del nostro Pontificio Ateneo, Don Valentini, vi portò l'adesione della Società Salesiana.

A Nizza Monferrato, l'antica Casa madre delle Figlie di Maria Ausiliatrice fu onorata da una delle prime visite del nuovo Rettor Maggiore che, accolto con filiale entusiasmo, diede i ricordi degli Esercizi Spirituali a un folto gruppo di Direttrici e inaugurò l'apparecchio radio trasmittente, regalato all'Istituto per far giungere alle Suore inferme l'eco della Chiesa, rivolgendo pel primo il suo commosso saluto a quelle che chiamò « le perle preziose della Congregazione ».

MISSIONI salesiane

BRASILE

Gli indi del Rio Negro fanno anche gli Esercizi Spirituali

La civiltà avanza...

Sono tornato ora dalla visita ispettoriale del Rio Negro. Grazie al servizio aereo, ho potuto fare in due mesi quello che avrei fatto in quattro.

Quando l'aeroplano non arrivava fino là, bisognava prendere un motoscafo a Manaos e per salire il Rio Negro fino a Barcelos s'impiegavano quattro o cinque giorni e altri due fino a Santa Isabel. Si continuava il viaggio in una lancia privata o della missione, impiegando tre giorni per arrivare a San Gabriel, centro della missione. Da San Gabriel a Taracuà altri due giorni e di qui a Parì Cachoeira tre giorni; da questa missione di Taracuà a Jauareté si viaggia un giorno. Quindi s'impiegavano 14 giorni per risalire il Rio Negro. Oggi invece in otto ore l'aeroplano si porta da Manaos fino a Taracua, toccando così le missioni di Barcelos, Santa

Isabel de Tapucuruàra, San Gabriel de Waupès e Taracuà. Ci sono ancora due missioni in cui l'apparecchio non arriva: Jauareté e Parì Cachoeira. Ma presto arriverà anche qui, perchè queste missioni si sono incaricate di fare i campi di atterraggio, che si trovano già a buon punto.

Con questo mezzo di trasporto, le nostre missioni non sono più distanti e i missionari, in casi urgenti, possono essere in poche ore a Manaos, città di quasi cento mila abitanti, con tutte le comodità moderne, capitale dello Stato di Amazonas.

Un altro progresso delle Missioni del Rio Negro è dato dallo stato di salute dei confratelli. Tutti, grazie all'aralem, alla metochina e alla comochina, sono forti e liberi dalla terribile malaria che prima faceva tante vittime.

Con questi mezzi moderni qualunque salesiano potrà andare a lavorare nel Rio Negro.

... e con essa la Grazia.

In tutte le nostre missioni si nota il grande frutto che gli Indi ricavano dagli insegnamenti dei missionari. Tutti quelli che sono in contatto col missionario parlano correntemente il portoghese, vanno sempre vestiti, costruiscono le loro case divise per famiglie, si dedicano a tutti i lavori dei civilizzati, sentono il piacere di avvicinare il missionario e lo cercano essi stessi nelle missioni o vanno incontro alla sua imbarcazione quando lo vedono viaggiare nei fiumi.

La loro famiglia, per quanto abiti lontano, visita la missione a Pasqua, a Natale e all'arrivo dell'Ispettore o del Vescovo. In queste occasioni tutti gli adulti fanno la Confessione e Comunione. Ma c'è ancora un'altra occasione in cui gli indi si trovano riuniti nella missione, ed è quella degli Esercizi spirituali che fanno regolarmente per tre giorni. Usciti dalle loro case, portano i figli nelle canoe e si pigiano in una baracca della missione, dove legano le reti per dormire e accendono il fuoco per preparare le vivande, che consistono in farina di mandioca, pesce o caccia.

Bisogna vedere con quanta divozione e pietà prendono parte agli Esercizi spirituali per poi confessarsi e comunicarsi nel giorno della chiusura! Quel giorno per loro è una festa e sono felici se ricevono tre o quattro caramelle e una medaglia. Come consola vederli tanto ben disposti nel corrispondere alla Grazia divina! Ma quello che più conforta è sapere che pochi indi catechizzati nelle nostre missioni muoiono senza ricevere i santi sacramenti e che moltissimi fanno una morte edificante.

Grazie a Dio, finora non sono arrivati in quelle terre i protestanti, eccetto in una località sotto San Gabriel, di nome Jucabì. Sono ormai molti anni che vi si stabilirono, ma hanno ottenuto poco o nulla. Hanno potuto raccogliere solo una ventina di ragazzi che stanno con loro. Però nel Rio Icana, affluente di sinistra del Rio Negro, da molti anni lavora una donna, certa Miss Sofia, la quale ha guadagnato stima e prestigio fra gli indi. In pochi mesi insegnò a leggere e scrivere a molti di essi, tradusse la Bibbia in lingua baniva e ne distribuì in abbondanza le copie. Il missionario che si trova là ha lottato molto per eliminare il male prodotto da questa donna. Purtroppo su questo fiume c'è un solo sacerdote ed è molto difficile inviarne un altro per mancanza di personale. Se qualche sacerdote o confratello coadiutore volesse recarsi ad aiutarlo, quanto bene potrebbe fare!

Don LADISLAO PAZ, Ispettore salesiano.

CINA

Apostolato delle Figlie di Maria Ausiliatrice al di qua e al di là della cortina.

La nuova fondazione di Kaohsiung nell'isola di Formosa, iniziata nel marzo scorso, dopo un breve periodo di assestamento, ha incominciato a svolgere la sua benefica attività di collaborazione nella Salesian Press.

Il 24 giugno - primo anniversario della Canonizzazione di S. Maria Mazzarello - fu inaugurata la libreria, con l'intervento dell'Ecc.mo Prefetto Apostolico, che tanto interesse e appoggio dona alla nuova opera, destinata ad essere un centro attivissimo per l'apostolato cattolico. Comprende, oltre la direzione e amministrazione del negozio di libri e materiale catechistico, l'assistenza nella sala di lettura e catechistica, frequentatissima specialmente la domenica. E poichè s'impone il grave problema di trovare catechiste, si sono già iniziati corsi per la loro formazione, preparandole all'insegnamento nelle tre lingue, inglese, taiwanese e mandarino.

Grande il lavoro e in un clima torrido, ma confortante la visione di bene che vi si prospetta: ce lo assicurano i Parroci e Missionari, che si susseguono per rifornirsi di materiale per le biblioteche e i catechismi, mostrandosi riconoscentissimi, per l'aiuto quanto mai efficace alla loro missione.

A Macao, l'apostolato della stampa continua e allarga il suo raggio di bene: assistenza alle operaie della Salesian Press, vendita di libri e oggetti religiosi, catechismi e possibilità di apostolato individuale.

Non mancano episodi significativi. Il giorno di Pasqua, il negozio, sempre aperto anche nei giorni festivi, era rimasto chiuso. Ma già nella mattinata si era sentito bussare ripetutamente alla porta, e più nel pomeriggio. Aperto, ecco un signore cinese che guarda intorno, e poi indica, come affascinato, un quadro di Gesù in preghiera nell'orto. « Voglio questo - dice - Gesù è molto più bello del po-sat (idolo) e voglio metterlo nel mio salotto! ». Non una semplice simpatia ispirata dalla sacra Immagine, ma qualche cosa di più, perchè quel signore aggiunse soddisfatto: « Ora Gesù verrà in casa mia e prenderà il posto d'onore che finora vi ebbero gli idoli», lasciando comprendere che quel posto l'aveva già preso nel suo cuore. Doveva averlo conquistato proprio quella Immagine, osservata chissà quante volte nella vetrina della Salesian Press.

In Hong Kong, le opere hanno potuto espandersi con la costruzione della nuova Casa, non grande, ma tale da accogliervi la Scuola Materna con le prime classi elementari, oltre i Catechismi e l'Oratorio festivo. Anche nella prima casetta vi si continua l'apostolato dell'Oratorio, dei Catechismi, e delle Visite alle famiglie.

Tra i frutti dei Catechismi individuali, interessante l'esempio di una giovane signora, che ricevette il battesimo nella festa dell'Assunta. Se lo conquistò con molta preghiera e con serena fortezza, riuscendo a vincere la tenace opposizione della suocera, fervente protestante, che si mostrava inflessibile soprattutto nell'accordarle il permesso di far battezzare i due bambini.

La ferventissima neofita, ottenuto finalmente il sì, implorato nei sei mesi di intensa preparazione, piena di gioia, alla vigilia del suo battesimo, scriveva alla suora che l'aveva istruita:

...Non trovo parole adatte per dimostrarle la mia riconoscenza; ma pure oso mandarle questo mio scritto perchè le esprima almeno i 10.000 (espressione cinese) del mio rispettoso riconoscente affetto.

Nella mia vita di ventiquattro anni, lei è stata la prima persona che mi ha fatto capire il valore della vita, traendomi dal buio della mia via storta per condurmi ad una vera rinascita. Che grande dono!

Adesso senta le tre grandi grazie che voglio chiedere a Gesù, domani mattina, nel momento della mia prima Comunione; e lei pure voglia unirsi alla mia preghiera.

1. Chiedo a Gesù, con la salute del corpo e dell'anima, la fortezza della fede per poterlo amare e servire fino all'ultimo giorno della mia vita.

2. Gli chiedo pure che mi aiuti ad attirare a Lui tutte le persone della mia famiglia; e per questo mi aiuti anche lei.

3. Chiedo inoltre al Signore che si degni concedere la vocazione religiosa ai miei bambini, affinchè almeno loro possano servirlo più degnamente.

Non posso esprimere la gioia che provo questa sera, vigilia del mio Battesimo e prima Comunione; tuttavia ho bisogno di manifestarla a qualcuno e lo faccio con lei, alla quale devo tanto!

Rispettosamente

WE Woo, oggi,

14 agosto 1952.   domani, MARIA ASSUNTA.

Non meno intenso è il fervore di preghiera, di sacrificio e anche di apostolato delle Suore di oltre cortina.

Là, dove è stato consentito ad alcune europee di poter rimanere a sostegno ed aiuto delle cinesi, la Comunità continua ancora in casa, pur nella trepida incertezza d'ogni ora, la vita religiosa. Vi si fecero persino gli Esercizi Spirituali, e il 5 agosto due fervorose professioni.

Naturalmente non più scuola o altre opere prima così fiorenti; ma la casa è pur sempre un centro propulsore di luce e di fede per la vita cristiana della parrocchia. Apostolato delicatissimo, perseguito con santa audacia tra sacrifici e angustie d'ogni genere, ma confortato da prove di vero eroismo delle intrepide Figlie di Maria e Giovani di A. C., che nei cimenti più ardui rimangono fedeli alla Chiesa, al Papa e alla virtù insidiata in mille modi.

Delle poche suore cinesi, appartenenti alla casa passata in altre mani, e rimaste isolate sotto dura vigilanza, le notizie sono scarse e incerte.

Grazia singolare della Vergine Assunta nella sua festa, fu il permesso accordato a una di loro di scendere al grande Centro principale della regione, con la possibilità di accostarsi ai Santi Sacramenti, dopo il lungo digiuno, a trovarvi la forza per lottare e resistere.

Altro dono dell'Assunta fu la prima lettera giunta all'Ispettrice, proprio nell'ottava della festa, dalla Figlia di Maria Ausiliatrice prigioniera. Deperita in salute e trasportata ora in altro carcere presso l'inflessibile confine, attende da mattina a sera all'imposto lavoro d'indumenti militari, mentre continua quella predicazione di fortezza e di carità, che tanta luce di bene aveva già diffuso nella prima tetra prigione.

INDIA

Da SHILLONG

Nelle piantagioni di thè.

Nel vasto distretto di Tezpur abbiamo benedetto due nuove cappelle in muratura. La più bella sorge nel villaggio di Baludanga a 100 chilometri dal centro della Missione, in mezzo alle piantagioni di thè. L'industria del thè costituisce la principale ricchezza dell'Assam e dà lavoro a circa 600.000 uomini e donne. Il capitale che viene investito si aggira sui 130.000.000 di sterline inglesi. I giardini di thè sono capolavori dell'operosità umana. Le tenere foglie del thè vengono raccolte da questo esercito di lavoratori e trasportate in speciali fattorie. Con complicati processi vengono confezionate nel thè che si consuma in tutto il mondo. Noi abbiamo molti cattolici nelle piantagioni, ma purtroppo non possiamo dare loro tutta l'assistenza religiosa e sociale necessaria per combattere le infiltrazioni comuniste e distruggere la piaga dell'ubbriachezza. La benedizione della cappella a Baludanga venne salutata con grande gioia dai cristiani. Don Mora che ne fu l'architetto e l'impresario, vide coronati i suoi sforzi da una bella manifestazione di fede. Le suore stettero nel villaggio per un mese, istruendo le donne e preparando 103 bambini per la prima Comunione. Accorse una grande folla; le Comunioni superarono il migliaio e fu portata in trionfo la statua della Madonna. Si spera di farvi sorgere presto una residenza missionaria.

Come sorge un nuovo centro missionario.

Per il momento abbiamo altre due stazioni missionarie in costruzione, una delle quali è poco distante dalla cittadina di Tangla, vicino al misterioso Bhutan, la terra proibita. Visitai Tangla nel mese di maggio ed ebbi campo di ammirare lo spirito di sacrificio dei nostri cari Don Guido Colussi e Don Peditto. Da dieci mesi abitano una capanna di paglia, alternando il lavoro di costruzione con quello della visita ai cristiani nei villaggi. Durante i mesi del monsone il caldo è umido e opprimente; tutt'intorno non vi è che acqua e fango. Alla sera sciami d'insetti di ogni genere vi ronzano attorno, attratti dalla luce della lampada. Ma i missionari non si sgomentano. La casa in solida struttura sta sorgendo. Fra pochi anni il fango, l'acqua e la giungla saranno scomparsi per dare posto a un bel frutteto, ricco di banane, papaye, mangos, caffè, ecc. Sempre così, come nel lontano medioevo, quando le abbazie venivano ad essere centri di civiltà. Anche qui, accanto alla casa del missionario sorgerà la chiesetta, poi la scuola, poi tutte le altre opere dell'organizzazione missionaria. La trasformazione esteriore sarà il simbolo di quell'altro lavoro intimo che faceva esclamare a San Paolo: »Voi siete l'agricoltura di Dio». Ma quanti sacrifici e delusioni per dissodare il terreno materiale e quello spirituale!

La divozione a Maria Ausiliatrice.

Maria Ausiliatrice viene sempre più conosciuta, amata e invocata. Il suo bel santuario in Shillong vide ogni sera nel mese di maggio la folla dei divoti per la funzione mariana. Il giorno 24 maggio, seguendo una tradizione dei collegi salesiani, molti cattolici Khasi scrissero una lettera alla Madonna. Alla sera, di fronte alla facciata bene illuminata vennero bruciate le lettere al canto di inni devoti. Nel giorno della solennità esterna, quando vedemmo le numerose Comunioni, lo splendore del pontificale, l'interminabile processione, il carro trionfale che portava la statua dell'Ausiliatrice e l'entusiasmo del popolo erompente in evviva alla Madonna, noi, nel nostro piccolo mondo, pensammo a Torino. L'Ausiliatrice trionfa in Assam, e non solo nella capitale; ma anche in posti remoti, lontani dalla civiltà.

Fui con Don De Valle in un villaggio sperduto ai piedi delle colline Mikhirs, ove vivono 600 cattolici che con lavoro erculeo hanno disboscato, bruciato e dissodato foreste vergini, trasformandole in terreno ferace. Vi arrivai dopo un viaggio lungo e difficile e stetti tre giorni in mezzo a loro, ammirandone la fede e l'attaccamento alla religione. Vollero portare in processione l'Ausiliatrice attraverso i campi e. le risaie, perché la Madonna benedicesse il loro lavoro. I nostri cristiani sono Uraon e Munda; ma vivono a contatto con la tribù Mikhir, una delle più retrograde, forse. I Mikhirs vennero a vederci in massa. Sono alti, slanciati, coperti di pochi panni intessuti da loro. Io li contemplavo, e mi si stringeva il cuore perchè non potevo parlare...

Mons. Marengo conosceva già la lingua Mikhir e aveva stabilito i primi contatti, ma la sua elezione alla sede vescovile di Dibrugarh ci spinge un'altra volta in alto mare. Don De Valle mi lasciò per andare a presiedere un'altra festa dell'Ausiliatrice in un giardino di thè, ove da solo ascoltò 400 confessioni, e dove con un'altra bella processione si onorò l'Ausiliatrice.

Accusa contro i missionari.

Mentre scrivo, a Delhi, sotto la presidenza di Pandit Nehru, si tiene una riunione per studiare il problema dei 19.000.000 di abitanti delle montagne, i quali vivono nel subcontinente India a contatto con l'elemento Hindù e Mussulmano. Questi popoli delle montagne sono di razza a sè: hanno folklore, tradizioni, costumi, lingue differenti. In questi ultimi cento anni il lavoro propriamente missionario in India si è svolto fra queste tribù. L'Assam poi è veramente un museo etnografico ed etnologico, perchè lungo la direttiva delle colline Assamesi nei secoli passati si mosse una delle correnti emigratorie più grandi della storia umana.

Anche Pandit Nehru nel suo discorso lodò il lavoro dei missionari, che con sacrifici inauditi, devozione al loro ideale e grande carità, svolsero un'opera altamente civile e umanitaria fra queste tribù. Ma - ed ecco il punto doloroso - un'accusa vi è contro i missionari, quella di aver distrutto l'incanto di quella vita primitiva e fatto degli Europei e non degli Indiani.

Quest'accusa contro le Missioni in genere può recare grave danno al nostro futuro lavoro. Confessiamo che in qualche caso vi è del fondamento; ma non si deve generalizzare. Noi cattolici abbiamo cercato sempre di seguire i medesimi principi sottolineati da Pandit Nehru: avvicinare le tribù con amore, conservare tutto quello che hanno. di buono, non distruggere le danze e i canti; e nello stesso tempo portare tutti i vantaggi della civiltà cristiana.

Ora il Governo dell'India ha un piano grandioso per il miglioramento di queste tribù; e noi, missionari cattolici, con la carità e con lo spirito di adattamento, potremo portare al loro benessere l'efficacissimo contributo del Vangelo.

+ STEFANO FERRANDO, Vescovo di Shillong.

Altre notizie dall'India

Le Suore di Carità in Dibrugarh. - Le Suore di Carità di Santa Bartolomea Capitanio dirigono i due ospedali civili di Dibrugarh. Quando nel 1933 esse prendevano la direzione dell'Ospedale centrale, questo si trovava in condizioni assai tristi. Era stato il governo stesso ad insistere presso Mons. Mathias per avere le suore nei vari ospedali civili dell'Assam. A Gauhati e a Shillong si recavano le Figlie di Maria Ausiliatrice, mentre a Dibrugarh vi andarono le Suore di Carità. Nel 1948 la Scuola Medica annessa a questo ospedale veniva elevata al grado di Università e si trasferiva nel grande ospedale sorto durante la guerra a Barbari, a circa due chilometri dal centro. In un primo momento le autorità interessate vollero affidare la direzione di questo ospedale alle infermiere laiche, pagane o protestanti. Ben presto però si dovettero convincere che le cose non potevano andare avanti senza la presenza delle suore cattoliche. Lo stesso primario dell'ospedale di Barbari si presentò un giorno alla Superiora e le disse: « Sono venuto a dividere la vostra comunità. Ho bisogno assoluto di almeno tre suore e subito. Devono venire nell'ospedale di Barbari per essere il buon lievito fra quella massa... È il vostro spirito che io voglio!». Da allora le Suore di Carità lavorano con dedizione assoluta anche in quel nuovo ospedale, in numero di nove, e tutti ne sono entusiasti. Una recente commissione governativa visitava l'ospedale e lo definiva « uno dei migliori di tutta l'India» e si congratulava vivamente con le suore per la mirabile trasformazione ivi operata.

« Suora, dammi il tuo crocifisso! ». - Le suore compiono un'opera di squisita carità nei vari ospedali da esse diretti nell'Assam. Gli ammalati si affezionano alle buone suore. Sono essi stessi che chiedono di conoscere la religione cristiana che vedono praticata così eroicamente da questi angeli di carità. Molti chiedono qualche medaglietta della Madonna; parecchi domandano il Battesimo prima di morire. Nell'ospedale di Dibrugarh un bramino giaceva da tempo infermo. Lo aveva impressionato il crocefisso che la suora portava sul petto e aveva voluto sapere chi fosse. Quando venne a trovarsi in fin di vita, chiamò la suora e le disse: « Suora, dammi il tuo crocefisso: lo voglio portare anch'io sul petto prima di morire ». La suora lo accontentò e così il bramino spirò stringendo fra le mani il sacro segno della Redenzione cristiana.

Suor Angela. - A Dibrugarh c'è una suora che ha 71 anni di età. Si chiama Angela e in verità non potrebbe avere un nome più vero. Essa si trova in India da 40 anni e non è mai ritornata in Patria. Ha passato la sua vita sempre nelle corsie di qualche ospedale, vero angelo di consolazione e di conforto per innumerevoli infermi. Ora è troppo vecchia e malandata in salute per fare da infermiera, ma è tutto il giorno affaccendata in cucina e in mille altri lavori domestici, mentre le sue consorelle più giovani possono dedicarsi alla cura degli ammalati. È sempre sorridente e gioviale. Richiesta perchè non fosse mai tornata in patria, risponde con un sorriso: «Non ci ho mai pensato. Quando partivo per l'India la Madre Superiora a Milano mi disse: " Suor Angela, andate in India, siate l'angelo custode dei poveri indiani e non pensate a tornare indietro ". E sono ancora qui », soggiunge la buona vecchietta con il suo sorriso angelico.

Le Suore Catechiste in Krishnagar. - Si è già accennato precedentemente a queste Suore Missionarie fondate dal Vescovo salesiano di Krishnagar nel Bengala. La domenica in Albis le postulanti hanno ricevuto dalle mani di S. E. Mons. Luigi Morrow il nuovo abito religioso - un bel sari bianco con bordo azzurro, in onore della Vergine Immacolata. - Erano presenti alla cerimonia alte personalità pagane che ne rimasero profondamente impressionate. Interessante e commovente fu specialmente il taglio dei capelli. Tra esse vi sono giovani di tutte le parti dell'India e quasi tutte posseggono gradi accademici. Recentemente una maestrina del Malabar è fuggita di casa per poter seguire la sua vocazione ed entrare in questo Istituto Missionario. Le catechiste missionarie di Maria Immacolata hanno già iniziato un apostolato meraviglioso. Si dedicano specialmente all'istruzione dei catecumeni e dei neo-convertiti. È bello vederle sfilare in bicicletta pei villaggi bengalesi nei loro « giri apostolici ». Ora apprendono anche a guidare la jeep e presto potranno spingersi nei villaggi anche più lontani della Missione.

Apostolato « Buona Stampa ». - Lo zelante Vescovo di Krishnagar ha saputo sfruttare a fondo il cosiddetto « Apostolato della Buona Stampa» con risultati assai consolanti. Già quando si trovava nella Nunziatura delle Filippine come Segretario di Mons. Piani, aveva pubblicato in inglese e spagnolo una magnifica serie di catechismi e altri libri religiosi. Diventato Vescovo di Krishnagar, fece tradurre quelle pubblicazioni in bengalese e pensò a distribuirle per ogni dove. Oltre ad una diffusione intensissima del catechismo bellamente illustrato, Mons. Morrow ha distribuito 26.000 esemplari della Vita di Cristo (108 pagine e illustrazioni a colori); Sooo esemplari della Fede Cattolica (400 pagine); 10.000 esemplari della Storia della Chiesa; 8000 della Storia Sacra; 20.000 della Prima Comunione; 10.000 della Verità intorno ai Cattolici; 20.000 del Giovane provveduto.

Alcune di queste pubblicazioni hanno già esaurita la seconda edizione e si sta preparando la terza.

Apostolato del cinema. - Anche il cinematografo nelle mani di Mons. Morrow è diventato una magnifica arma di apostolato e di evangelizzazione. Ha stabilito nella Missione tre centri principali, ciascuno dotato di un proiettore a passo ridotto, oltre al proiettore per filmine. Da questi centri partono periodicamente i jeep e trucks nei borghi e villaggi della Missione. Muniti di altoparlanti e di generatori autonomi, i Missionari possono dar visione dei bei film religiosi (La Vita e Passione di Cristo e altri) sulle piazze e sui mercati, attirando un numero foltissimo di spettatori, in gran maggioranza pagani.

Numerose sono ormai le conversioni avvenute mediante la visione di questi film.

L'AUSILIATRICE ai suoi devoti

Pellegrinaggi a Valdocco

Anche nei mesi di settembre e ottobre i pellegrinaggi al Santuario sono stati assai numerosi. Spiacenti di non poterli elencare, ci limitiamo a ringraziare di cuore gli organizzatori - in prevalenza Reverendi Parroci e Sacerdoti nostri Cooperatori - e a invocare sui devoti pellegrini le grazie più belle di Maria Ausiliatrice, di San Giovanni Bosco e dei nostri Santi.

Non possiamo però non fare un cenno dei folto gruppo di parenti e conterranei del nostro venerato Rettor Maggiore, guidati a Valdocco dal Parroco e dal Sindaco. Il Sig. Don Ziggiotti celebrò per loro la S. Messa all'altare di Maria Ausiliatrice distribuendo la S. Comunione e volle procurare loro la soddisfazione di accompagnarli nella visita alla Casa madre e a quella della casetta natia e della Scuola del libro sul Colle Don Bosco, accolto a festa dagli allievi dell'Istituto.

Anche gli affezionatissimi ex-allievi del Rettor Maggiore del Collegio di Pordenone, accorsi a baciare la mano al loro primo Direttore, diventato Rettor Maggiore, ebbero lo stesso onore e la gioia di passare con lui l'intera giornata.

Pellegrinaggio spirituale

Poichè non tutti i divoti dell'Ausiliatrice hanno la possibilità di compiere un pellegrinaggio reale al suo Santuario, riprendendo una cara tradizione che risale ai tempi di S. Giovanni Bosco, invitiamo tutti i divoti di Maria Ausiliatrice a compiere un pellegrinaggio spirituale il 24 di ogni mese sia procurando di fare le loro divozioni, con la Confessione e Comunione nella propria chiesa o nella chiesa salesiana vicina, sia unendosi spiritualmente alle preghiere particolari che in detto giorno s'innalzano nella Basilica per tutti e per ciascuno dei nostri Cooperatori.

Maria Ausiliatrice e Don Bosco operano una conversione. - A gloria della Vergine Ausiliatrice ho chiesto ai familiari del defunto Ziliani Arturo il permesso di render nota la morte edificante da lui fatta per intercessione della Madonna.

Il 24 gennaio fui chiamato, perchè l'infermo tutta la notte aveva chiesto il sacerdote. La buona sposa, mi aveva messo a conoscenza dell'inaspettato cambiamento, dicendomi che non avrei più trovato un ribelle.

L'accoglienza fu ben diversa dalle precedenti. a Lei - mi disse - deve compatirmi, ma la Vergine Ausiliatrice e Don Bosco mi hanno fatto comprendere quello che in vita non ho mai voluto capire. Intendo confessarmi e confessarmi bene ». Il prodigio, frutto della grazia, mi commosse. Quale mutamento dalla prima visita nella quale mi aveva detto: « Faccia a meno di benedirmi, venga quando crede, ma non mi parli di queste cose; lei sa come la penso ».

Come ebbe ricevuto il Santo Viatico, presente la moglie, mi chiese di aiutarlo a pregare, poichè diceva di non esser capace Gli feci ripetere le aspirazioni di S. Ignazio: «Anima di Cristo, santificatemi... Nell'ora della mia morte chiamatemi... ». « Sì - soggiunse - diciamolo bene, perchè è vicina. Coloro che l'avvicinarono poi sono testimoni della grande gioia che godeva, pur essendo in uno stato compassionevole: a tutti parlava della grazia ricevuta.

In riconoscenza a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco volle che si mandasse un'offerta alle loro opere.

Alla Vergine Ausiliatrice raccomandate vivi e defunto.

Canneto Sull'Oglio.

Don PIETRO MONICI, Vic. Coop.

Maria Ausiliatrice salva, con l'anima, la vita. - Viaggiavo su di un camion con rimorchio sulla strada che da Vittorio Veneto va ad Auronzo, non in cabina con l'autista ma dietro, con altri amici. Non ero in grazia di Dio, tuttavia mi permisi di fare lo spavaldo.

In una salita, quando il camion, poichè carico, saliva lento, saltai sulla strada e di corsa andai a dire all'autista che io correvo più del camion. Infatti per un buon tratto vi stetti a fianco. Però facendosi il fiato grosso e la strada pianeggiante, pensai bene di risalire. Ma la manovra non era semplice, perchè lo spazio fra il camion ed il rimorchio era poco, non c'erano facili appigli e la velocità aumentava. Intuii il pericolo, ma per salvare l'onore ci voleva coraggio !

Presi la rincorsa e saltai: i piedi scivolarono, le mani non s'attaccarono, un compagno mi toccò, ma non riuscì ad afferrarmi, ciononostante mi trovai sul camion.

Ebbi la sensazione chiara che non ero arrivato con le mie forze ma per grazia dell'Ausiliatrice. Infatti nell'attimo in cui scivolai, mi vidi con la testa sotto le ruote del rimorchio, e rapidamente formulai questa preghiera: «Maria, salvami dall'inferno; non vivrò più in peccato mortale ». E Maria, madre veramente tenerissima, mi ha salvato anche la vita.

Questa per me non è una grazia, ma un miracolo grandissimo che rendo noto non perchè si dica: « Oh, che fortunato! » ma perchè si ringrazi vivissimamente per me peccatore la Vergine Ausiliatrice.

In fede   VALENTINO DANI, ex-allievo.

Efficacia della preghiera « Maria, Auxilium Christianorum, ora pro nobis». - Un giorno udii da un Salesiano che Don Bosco soleva ripetere che la giaculatoria Maria, Auxilium Christianorum, ora pro nobis, detta con fede, ha sul Cuore di Maria Ausiliatrice un potere irresistibile, specialmente quando si tratta di grazie spirituali. lo rimasi impressionata e volli farne l'esperienza ripetendola io e facendone propaganda tra parenti e amici. Da quel giorno abbiamo ricevuto tante grazie che oggi sento il dovere di ringraziare pubblicamente Maria Ausiliatrice a nome di tutti i graziati. Ancora l'estate passata la Madonna ci ha conservato le uve in forma prodigiosa. Mentre i cannoni iniziavano la loro azione antigrandine, noi radunammo i nostri bambini e facemmo ripetere loro la giaculatoria Maria, Auxilium Christianorum, ora pro nobis, e subito la grandine cessò.

Mando un'offerta e vorrei che tutti facessero esperienza dell'efficacia di questa brevissima preghiera raccomandata da Don Bosco.

Diano d'Alba.   GIUSEPPINA CASTELLA in BOFFA.

Maria Ausiliatrice salva un ragazzo del suo Oratorio. - Stavamo compiendo la tradizionale passeggiata con 16o ragazzi del nostro Oratorio. Eravamo saliti su di un'amena altura di S. Fedele d'Intelvi, dove i ragazzi si erano sbizzarriti nel correre senza inconvenienti. Ma nello scendere, il ragazzo Enrico Tresoldi incespicava e cadeva pesantemente nella sassosa strada sottostante. Il suo stato si rivelò subito allarmante per la battuta della testa. Lo trasportammo subito a S. Fedele, dove il medico dichiarò che se il ragazzo avesse avuto continui urti di vomito, ci sarebbe stato pericolo di commozione cerebrale. Assolutamente imprudente portarlo a casa in serata. Ospitato con generosità in una colonia, fu messo a letto e si addormentò. Ma la nostra preoccupazione divenne allarmante quando vedemmo che non riusciva a trattenere nulla nello stomaco. Allora invocai con la massima confidenza Maria Ausiliatrice, Patrona del nostro Oratorio, misi una sua immagine sotto la testa del ragazzo e feci voto che avrei fatto pubblicare la grazia e inviato un'offerta per le Opere salesiane. La notte passò abbastanza tranquilla e il giorno dopo il ragazzo potè tornare nella sua famiglia che ansiosa lo attendeva. Ora si è completamente rimesso. Ringraziamo Maria Ausiliatrice per la sua intercessione potente e tangibile.

Carugate (Milano).

Assistente e Cooperatori Oratorio maschile Maria Ausiliatrice

Fatale caduta dalla moto. - Mio figlio Sergio per una caduta dalla motocicletta nel paese di S. Michele (Dusino) veniva ricoverato d'urgenza alle Molinette di Torino con prognosi riservatissima. Frattura al rene destro con ematoma. Tutte le cure più pronte ed efficaci gli furono usate. Le condizioni dell'ammalato erano gravissime, quasi disperate; inoltre si trattava di operarlo. Lo affidai al mio Protettore S. G. Bosco con tutta la fede della mia anima. Egli mi esaudì. Infatti l'intervento non fu più necessario, e mio figlio è già qui con me a Milano, perfettamente guarito.

Vorrei che tutte le mamme avessero la mia fiducia nel Santo Protettore della gioventù, e che tutti i figli meditassero sulla dura lezione toccata al mio Sergio.

Sia gloria a Dio, e al mio Santo Don Bosco.

Milano.   Dott. Prof. MARIA BERRINO ved. SOSSI.

Don Bosco conserva il babbo a cinque bambini. - Colpito da fortissima emorragia causata da lungo processo di intossicamento, fui ridotto in fin di vita. Ricoverato d'urgenza in clinica, il professore non nascose la gravità del mio stato, dicendo che solo un miracolo avrebbe potuto ridonarmi la vita. Mi fecero trasfusioni di sangue, ma il mio stato si presentava ancora disperato. Mi rivolsi allora con tutta la mia fede a San Giovanni Bosco e il miracolo venne con grande meraviglia dei dottori e gioia dei miei cinque teneri figli che Don Bosco non ha voluto privare dell'assistenza paterna. In fede:

Spelino (Rieti).   DOMENICO CREMONINI.

Da morte a vita. - In seguito a forte emorragia interna, venni ricoverato all'Ospedale di Saluzzo in gravissime condizioni. Dopo cinque giorni di cure e varie trasfusioni di sangue, i medici mi dichiararono in fin di vita.

Perduta ogni umana speranza, la mamma si rivolse con fede a Maria Ausiliatrice ed a S. Giovanni Bosco affine di ottenere la grazia della guarigione dell'unico figlio rimasto, dopo la morte di mio fratello a causa della guerra. L'accorata supplica della mamma fu ascoltata e io migliorai rapidamente, tanto che potei tornare a casa presto perfettamente guarito. Da allora godo ottima salute e riconoscente mi unisco a papà e mamma per ringraziare Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco della guarigione ottenuta.

S. Damiano Macra (Pagliero).

ERNESTO DEMARIA.

Guarito da tetano. - Il 5 agosto venni ricoverato d'urgenza all'Ospedale di Cuneo per infezione tetanica. Il caso era gravissimo ed a giudizio dei medici, la probabilità di guarigione era una su mille.

Con l'angoscia nel cuore mia moglie e le figlie incominciarono con fede una novena a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco, promettendo la pubblicazione della grazia e un'offerta per le opere Salesiane.

In quindici giorni mi trovai fuori di pericolo ed ora, completamente ristabilito, adempio alla promessa fatta e tutti insieme rendiamo pubbliche grazie.

S. Damiano Macra.

BERSIA CHIAFFREDO e famiglia.

« Tu devi fare questo miracolo? ». - Mio fratello, affetto da setticemia, versava in pericolo di vita.

Già il sacerdote gli aveva amministrato l'Olio Santo, ma la mamma, baciando il figlio in agonia, gli dice: « Sta tranquillo, Luigi, che guarirai: ci penserà la Madonna, alla quale ti abbiamo raccomandato. Ne sono sicura». Passano ancora due giorni in condizioni disastrose: si teme di perderlo da un momento all'altro.

Sopraggiunge il fratello Missionario e, vedendolo in quello stato, esclama: « O Vergine Ausiliatrice, Tu devi fare questo miracolo, perchè io voglio narrarlo ovunque andrò a predicare!».

Da quel momento il malato cominciò a migliorare rapidamente con grande sorpresa e meraviglia di tutti.

Ora sta bene e con noi ringrazia Maria Ausiliatrice e San Giovanni Bosco.

Carmagnola.   CATERINA BOASSO.

Ringraziano ancora Maria Ausiliatrice e San Giovanni Bosco.

Carlo ch. Rostagno (Torino) per la visibile protezione accordatagli nell'esame di maturità.

Teresa De Stefanis (Torino) per la guarigione da glaucoma senza operazione.

Celestina Actis (Boschetto di Chivasso) per la guarigione del figlio Angelo dopo due difficilissime operazioni.

Maria Marzero (Corneliano d'Alba) per aver ottenuto che il nipotino Mario camminasse diritto e senza difetti.

Vincenza Canale Gagliolo (S. D. di Stellanello) per essere guarita bene dalle conseguenze di una caduta.

Lucia Fazio (Scala di Patti) per la guarigione del padre ormai in gravissime condizioni.

Rosa Longo (Ceretto di Carignano) per la guarigione della figlia da un grave ascesso.

Famiglia Astori (Milano) per essere scampata da grave pericolo.

Giuseppe Pali (Montecrestese) per « una bellissima catenella di grazie ricevute da Maria Ausiliatrice nei quattro anni che la invoca».

Giulia Peretta Bisio (Castelnuovo Bormida) per il rapido miglioramento della madre, dopo che ogni cura si era dimostrata vana.

Tina Chilleri Fabbri (Firenze) per averle salvato la bimba in una mortale caduta.

Antonio Fiorito (Genola) per varie grazie ricevute dai membri della famiglia.

A. G. Lovisone (Torino) per essere guarita da grave e ostinato esaurimento.

Coniugi Cacupardo (Torino) per la guarigione del marito da grave polmonite e pleurite.

Maurilia Giardino (Torino) per essere riuscita promossa, nonostante una grave forma di esaurimento.

Rosina Debernardi (Torino) per il felice esito negli esami del figlio Gian Luigi.

Baldizzone Giuseppe fu Carlo (Bistagno) per la prodigiosa guarigione della signora, che aveva dovuto essere ricoverata in un sanatorio lasciando a casa due figliuoletti bisognosi delle sue cure.

Sac. Giuseppe Bonsignore (Catania) per l'ottenuta guarigione da forte esaurimento nervoso.

Maria Mosca (Torino) per aver evitato un'operazione e per la guarigione della bambina da otite.

Olimpia Dutto (Cuneo) per il buon esito della maturità classica del nipote.

Elisa Bagaggia (Torino) per la guarigione del figlio da peritonite.

Attilio Ciglia (Oneglia) per essere guarito miracolosamente da un principio di scogliosi alla spina dorsale.

Lucia Blanda in Serra (Candiolo) per aver ottenuto al figlio un lavoro più adatto e più continuativo.

Emidio e Santina Monticelli (S. Cassiano-Reggio E.) per la grazia straordinaria della guarigione della figlia da grave e diuturna infermità.

Annetta Ferrerio veri. Camisasca (Monza) per essere guarita dalla frattura del femore.

Suor Giuseppina De-Luca (Piazza Armerina) per tutte le grazie ricevute nei sei anni di direzione dell'Istituto Geraci.

Grazie del B. Domenico Savio

Giovanni don Henrique in viaggio sul fiume Tiquié, pregando D. S. ottenne che riprendesse a funzionare il motore del battello per due giorni e tre notti, mentre gl'indi che lo manovravano avevano perduto la speranza di ripararlo.

Genero don Mario (Piura - Perù) ringrazia D. S. per il buon esito di una operazione.

Clerici don Angelo (S. Severino M.) attesta: « Mi sento obbligato verso il Beato per la guarigione da un eczema biauricolare, dichiarato inguaribile, e per la grazia segnalatissima del Sacerdozio, che ricevetti quando ormai tutte le porte sembravano chiuse,,.

Pardo ch. Giuseppe (Messina) ringrazia D. S. per la promozione all'esame di maturità classica.

Guglielmo De Rossi (Roma) attesta che la signora, dovendo subire un difficile atto operatorio, pregò D. S. e « miracolosamente » potè sfuggire all'operazione.

Maria Tina Bruno Sidoti (Patti) sognò di vedere il Beato che le diceva che il nipote non avrebbe dovuto sottoporsi ad un'operazione dichiarata necessaria. E realmente l'atto operatorio fu evitato e il nipote guarì.

Francesco Parusso (Torino) attesta che il figlio guarì bene e presto da una bronco-polmonite trascurata, mentre i medici avevano dichiarato che avrebbe dovuto troncare la scuola per un anno.

Carmela Mafaraci (Piedimonte Etneo) trovando insolubile il problema della vendita di un negozio, lo affidò al B. D. S. e la soluzione venne pronta e vantaggiosa.

Carmela Avola (Riesi) guarisce da mal di reni.

Maria Allione (Morozzo) potè uscire guarita dal sanatorio, grazie all'intercessione del Beato.

Mansueta Cencio (Cerretto Langhe) ottenne la guarigione della mamma, sofferente di cuore e per altre gravi malattie.

Pietro Principe (Cassano Caudino) trovandosi a letto con 41 gradi di febbre, invocò D. S.: « Fu come buttare acqua sul fuoco », dichiara; la febbre scemò fino a normalizzarsi.

M. F. (Cesano Maderno) soffriva di un dolore acuto che non le dava pace nè di giorno nè di notte. Invocò D. S. e ne ottenne istantanea e definitiva liberazione.

Raffaele Marro (Terracina) invocando il B. D. S. si sentì guarito da acuti dolori reumatici che lo costringevano a letto.

Maria Minora (Moliterno) rende nota la guarigione dello zio Canonico da grave malattia.

M. Tomasi Melesi (Cortenova) implorò dal Beato la grazia della guarigione di una sua bambina che i medici disperavano di poter salvare.

Una Figlia di Maria Ausiliatrice (Santuario N. S. delle Rocche), alla morte del babbo non riusciva a far accettare in un collegio salesiano il fratello. Invocò D. S. e la grazia venne.

Grazie di Don Rua

La Marchesa DE BERTEMATI, fondatrice della Scuola Agricola di Campano (Cadice-Spagna), che nel corrente anno ha compiuto i cento anni di età, manda un'offerta per la causa di Don Rua in ringraziamento dell'ottenuta guarigione da una grave malattia per la quale i medici, lo scorso novembre, non le davano più di 48 ore di vita. Invece si trova meglio di prima, nonostante le 100 primavere già fiorite.

R. MANMARY (Johannesburg) dichiara di aver ricorso al Servo di Dio Don Michele Rua per essere liberato da frequenti crisi nervose che lo facevano terribilmente soffrire, promettendo la recita giornaliera di un Pater, Ave, Gloria per la causa di beatificazione. Sono ora 15 anni che è guarito e non ha più sofferto di quei disturbi.

Suor M. BRICARELLO B., Figlia di M. A., rende note le tre grazie che seguono, ottenute per l'intercessione del Servo di Dio Don Rua:

Da tre anni domandavo a Dio una grazia per il bene della Comunità e non potevo ottenerla. Pensai di rivolgermi al Servo di Dio Don Michele Rua con promessa di rendere pubblica la grazia. Dopo umile preghiera, Don Rua mi ispirò a chi doveva rivolgermi. Lo feci, e ottenni largamente quanto desideravo.

Una persona a me molto cara soffriva fortissimi dolori per una sciatica. Pregai il Servo di Dio per la sua guarigione, e la ottenne. Una nostra ragazza era molestata fortemente dal suo tutore che la voleva fuori dalla nostra casa. La figliuola pregò con fede il Servo di Dio e ottenne di essere lasciata tranquilla.

I coniugi VACCARINO (Ferrara) dichiarano: Da circa quattro anni la nostra bambina di anni 12, in conseguenza di uno choc nervoso provocato da una brutta notizia, era affetta da forti convulsioni, che la immobilizzavano.

In seguito ad accertamenti radiografici ed encelografici, venne definito trattarsi di una lesione alla parte corticale destra. Tutte le cure mediche del caso le furono praticate, ma sempre con esito negativo.

Con molta fiducia ci siamo rivolti alla protezione di Maria SS. Ausiliatrice e di San Giovanni Bosco. Infine, il 24 maggio, festa di Maria Ausiliatrice, ci siamo recati in Basilica e dopo esserci accostati ai Ss. Sacramenti, siamo scesi nella cappella delle Reliquie a pregare davanti alla tomba di Don Michele Rua, implorando la grazia della guarigione della nostra bambina. Da quel giorno il male diminuì di ritmo e, prima della fine di maggio, sparì completamente e la bambina sembrò rinata tra la meraviglia di tutti.

EGISTO GUIDARELLI, ex allievo (Firenze) scrive: Il primo venerdì di settembre ero gravemente ammalato di una broncopolmonite secca, con forte tosse convulsa, che mi spossava senza tregua. Il dottore curante mi diede una forte medicina per stroncare il male, ma asserì che mi avrebbe fasciato tracce croniche. Mi rivolsi al caro Don Rua dal quale mi ero più volte confessato, promettendo un'offerta per le opere Salesiane e di publicare la grazia sul Bollettino Salesiano. Passai una nottata molto tranquilla; la tosse era sparita. La domenica mattina il dottore mi trovò completamente guarito e, quello che più conta, la malattia non mi aveva lasciato nessuna traccia.

ANTONINA AIELLO (Carini-Palermo) attesta: La notte del 22 febbraio mio marito, per un attacco di apotemia e glicemia, da valenti medici era stato giudicato in fin di vita. In detta notte, mentre lo vegliavo, e con indicibile angoscia lo vedevo aggravarsi, sentii come una voce che mi diceva: Rivolgiti a Don :Michele Rua. Allora apro un cassetto dove trovo un'immagine del servo di Dio, che non sapevo di avere, la prendo e corro al capezzale di mio marito, esortandolo a pregare assieme a me il servo di Dio. Appena invocato il suo aiuto e posta l'immagine sotto il guanciale, l'ammalato, che da notti non pigliava riposo, si addormenta. L'indomani il medico lo trova, con grande stupore, molto migliorato. Oggi mio marito è guarito. I medici hanno dichiarato, che date le condizioni, era condannato a morire. Con riconoscenza adempio la promessa inviando l'offerta, invocando sulla mia famiglia la protezione del grande Servo di Dio.

Grazie per intercessione di Don Rinaldi

Le grazie attribuite al Servo di Dio Don Rinaldi sono così numerose che dobbiamo riassumerle per far cenno di tutte.

Anna Baracco Vinai (Torino) ottenne da S. G. B. e da D. F. R. la guarigione da gravi disturbi al cuore.

Maria Fiori (Ceresole d'Alba) è riconoscente a D. F. R. per averne ottenuto grazie particolari per sè e per il bambino.

Francesco Russo Ferrante (Torrenova) avendo il padre gravissimo per un complesso di malattie, invocò D. F. R. e da quel giorno il padre si riprese e guarì.

Francesco e Luisa Pedrola (Rive) rendono grazie a D. F R. per la guarigione del bimbo.

Carmelita Benasso (Roma) dovendo superare un concorso magistrale, si raccomandò a D. F. R. e ottenne un esito non solo buono, ma brillante.

Ernesto Dalponte (Torino) guarì in gravissime condizioni dovute a violenta emorragia.

Rita Stoppino in Lusso (Genova Pegli) ottenne la guarigione del marito colpito da terribile colica renale.

Repetti Maria in Daglio (Cabella) poichè i medici non davano speranza, raccomandò il marito a D. F. R e lo vide guarire.

L. Cerutti guarì da vena varicosa.

Sorelle Caula (Torino) ottennero buon esito nell'operazione di un nipote e altre grazie.

Paola Vigliani (Castagnole P.) ringrazia D. F. R. che la guarì da atroci coliche renali.

Thea Capitanio Bozzi (S. Stefano Ticino), avendo ricuperata la salute dopo preghiere fatte a D. F. R., lo ringrazia.

Ottavia Restagno (Polonghera) è grata a D. F. R. per la guarigione da gravissima tonsillite.

Domenica Franzino in Mautino (Feletto C.) invocando D. R. guarì da una ciste senza intervento chirurgico.

Ing. Giorgio Migone (Sampierdarena) per intercessione di D. F R. ottenne un buon impiego.

Ch. Sante Bedon, S. D. B., per due volte ottenne l'aiuto di D. F. R. in esami difficili.

Giovanna Giovenale (Torino) assalita da violento attacco di colica da versamento biliare, dichiarando i medici non esservi più nulla da fare, iniziò con parenti e vicini una novena a D. F. R. e, con meraviglia del medico, si riprese in modo prodigioso.

Famiglia Moser (Trento) rende grazie a D. F. R. per aver aiutato il padre a superare una fortissima crisi.

Don Angelo Gualco, salesiano, raccomandò la mamma malata di carcinoma a D. F. R. e la vide guarire.

Prof. Vanna Molossi (Casalmaggiore) ringrazia D. F. R.

per le molte grazie ottenute per sè e per gli scolari durante l'anno.

Famiglia Zabro (Cassolnovo) ottenne da D. F. R. che una persona cara potesse subire felicemente un'operazione e che un'altra trovasse lavoro.

Maria Fossa in Civatti (Cassolnovo) affetta da calcolosi biliare, era ridotta in tale stato di esaurimento che il professore non si decideva a operarla. Invocato con fervore D. F. R., subì, calma e con felice esito, la difficile operazione.

Biagio Zarantonello (Sarego) bisognoso di una sistemazione, su fondo agricolo, si rivolse a D. F. R. e subito fu esaudito.

Alessandrina Trisoglio in Jolghera (Torino), colpita da paralisi senza speranza di guarigione, si raccomanda a D. F. R. e torna a star bene.

Suor Antonietta Scolari, F. M. A., pregando D. R. guarì a una spalla e fu salva da un avvelenamento per uno scambio di medicina.

Sara Lombardo (Catania) ottenne da D. F. R. che la scolaresca divenisse disciplinata e studiosa.

Letizia Lorenzi e famiglia (Vallecrosia) ringrazia D. F. R. per la guarigione del babbo da appendicite trasformatasi in peritonite.

Teresa Carletta (Alba) ottenne da D. F. R. una grazia importante di ordine spirituale.

Rosa Puleri (Canicattì) meritò la guarigione del marito da ascesso polmonare.

Direttrice Suore istituto Elvetico (Lugano) ringrazia D. F. R. per averle guarito un cognato da nevrite acuta.

Rita Zucchelli (Fontaneto Po) ricevette da D. F. R. tre importanti grazie.

Valditara Pollastro Francesca (Stresa) ottenne la liberazione della figlia da un noioso calcolo renale.

Dott. Nicola Swilokos, medico (Brunate), trovandosi in una situazione umanamente disperata, ricorse a D. F. R. e, dopo la novena, contro ogni previsione, la vide risolversi in modo favorevole.

Ignazio La Barbera (Barcellona) ottenne da D. F. R. la sistemazione di certi affari importantissimi.

Sac. Giuseppe Gobbato, S. D. B. (Belluno) chiese e ottenne due grazie per intercessione di D. F. R.

Svallone M. ringrazia D. F. R. per il felice esito di una lite.

Pietro Miele, S. D. B. (Joazeiro - Cearà - Brasile), affetto da grave edema-congiuntivite, in pericolo di perdere la vista, si raccomandò fervorosamente a D. R. e si vide completamente guarito.

Dott. Bianca Resegotti Migliari (Torino), in pericolo di dover lasciare la famiglia per raggiungere la sede, si raccomandò a D. F. R. e ottenne di restare a Torino.

Anna Stamura Galavotti (Torino), già sofferente di dolori artritici, fu colpita da altri mali. Allora si raccomandò a D. F. R. applicandone la reliquia e subito migliorò tanto da riprendere le sue occupazioni.

Coniugi Lupotti (Cambiano) ringraziano D. R. per la guarigione del marito da reuma articolare.

Tommaso e Adelina Passoni sono grati a D. R. per una segnalata grazia.

Elena Picco (Torino) ottenne da D. F. R. protezione sugli esami del figlio Piergiorgio.

Joaquin G. de Acevedo (Puebla - Messico) trovandosi in una situazione finanziaria caotica e senza possibilità di uscita, si raccomandò a D. F. R. e in meno di una settimana vide risolta una situazione che durava da due anni. Non esita quindi a dichiarare di aver ricevuto una grazia immensa ».

Ci hanno segnalato grazie ottenute per intercessione di Maria Ausiliatrice e di. S. Giovanni Bosco, di S. Maria Mazzarello e degli altri Servi di Dio - alcuni hanno anche inviato offerte per sante Messe, per le Missioni Salesiane e per altre opere di D. Bosco - i seguenti:

Abbagè A., Accomasso fam., Aghemo F., Airale G., Albanese A. Albera G., Alegramente A., Anaratone Unia M., Ariagno A., Artusio M., Audano AI., Baldessari Rosso O., Baracco G. B., Barberini A., Bardena A., Belardo, Berago U., Berardo M., Berguet R., Bernardi G., Bertino M., Bombara A., Bona E., Bona M., Bonomi E., Bonomi R., Borello G., Bormida E., Boschis C. e G., Bosio Sr. M., Bosticco A., Botta coniugi, Brambilla fam., Bruera A., Bruno U., Buscaglione M., Busnengo E., Calandra M., Cal si Lunati AI., Cambursano A., Capello C., Capirone T., Carabello I., Carlevaro M., Carnevale A., Carosso G., Carosso O., Casadei M., Cavazzo C., Cecconi fam., Cerrato L., Cerutti F., Clarteson G., Clovis A., Colombo A., Costa T., Cottini F., Cravino A., Cremonese D., Cristino G., Crivellaro E., Croce G., Crosio P., Curzi E., Dattrino faro., De Bernardi M., Deffacis P., Del Santo C., Depaoli D., De Sandre T., Derzani E., Dogliero coniugi, Dutto faro., Elia A. M., Faccioli T., Faggiani AL, Ferraris M., Ferrero D., Ferrero -I., Ferri G., Ficini M., Foglia Masaracchio, Forlano A., Francese E., Franco E., Frattini S., Gal F., Galea L., Gallo M., Gambarotta G., Garetti E., Gariglio R., Gatti G., Genevro C., Gemelli M., Giacobino L., Giacosa M., Gianna e Aldo, Gianoglio M., Gioberti C., Giorda M., Goria A., Granero V., Grasso G. e S., Grinde T., Grosso I., Grosso T., Guarneri M., Guaschino I'., Guzzardi faro., Lanfranco C., Lasagna L., Leonini G., Lisa A., Macchi A. e M., Magistrelli A., Magnano F., Malino A., Mancese A., Manno M., Manolino A., Marchisio S., Marello M., Margaria T., Marocchino M., Martegani L., Medda E., Menghi sorelle, Menzio A., Messina A., Micono G., Mileto L., Moizo faro., Mossuto G., Moda N., Negri G., Novina P., Occleppo I.., Oddone faro., Oliva P., Ormezzano E., Pavoni A., Pecchio M., Pedrali G., Pennisi A. M. Perazzo A., Perucca P., Petrone A., Pez M., Zoli A., Pia persona, Piana C., Piovano C., Pollone A., Porro coniugi, Porrone O., Possetto M., Princinella B., Ravina L., Rotti P., Rebora L., Regaldo F., Regis M., Rigoloni M., Rista T., Riva M., Rolando T., Rossi R., Rua A., Rubiani O., Sola G., Salomone M., Sandri D., Sanarino A., Seglie M., Serra G., Spada P., Squassi M., Stocco M., Storta V., Strumia G., Torta L., Toscano Curetti D., Tosi N., Tusi C., Vacchini E., Valentino A., Valenzona G., Valletto Stelio E., Vallero L., Valsania M., Vatri A., Viazzi G., Villanis E.. Virando M., Vitrotti R., Zacchero M., Zoccola G.

Raccomandiamo caldamente alle preghiere di tutti i devoti di Maria Ausiliatrice le particolari intenzioni delle seguenti persone:

Accornero V., Airoldi P., Alfieri M., Allione I., Belierati fan,., Bertazzi M., Bogliaccina M., Bonetto Bazzoni D.. Bonino M., Bonomi M., Borgetti G., Braga R., Buscaglione L., Castello T., Cerro M., Mosso E., De Martini A., Demichelis fam., Dezzani E., Dezzani T., Dogliatti L., Fabiani F., Fedrozzi P., Ferrario I.., Ferrero G., Ferrero T., Fontini C., Francesco E., Fusario F., Galvagno AI., Gamba D., Gedda M., Giusiana F., Grillone R., Irma N., Lagno M., Leone C., Malacria G., Marchetto M., Marietta, Masera M., Micale L., Molino G. B.. Navoni A., Nicolotti G., Olivero C., Parola G., Penati Sr. N., Piovano L., Piretto L., Pozzi A., Purillo avv. C., Rina B., Rostagno L., Rubino L., Salasco P., Sciddurolo G., Toso M., Travasino R., Trucco T., Vernazza Roncallo C., Vezza L., Visconti G.