COME DON BOSCO
di Bruno Ferrero
«Se un genitore non è sereno », scrive Giacomo Dacquino, «rende ansiosi i propri figli, anche se li ama intensamente. La serenità è un'equazione di emozioni, pensieri, idee; è anche una questione di fede nella vita, perché chi ha fede non può essere pessimista». Don Bosco concretizzava tutto questo in un modo semplice ed efficace: la festa. Gli exallievi di Valdocco ricordavano con struggente nostalgia le "feste", quelle feste frequenti, di carattere ,familiare, che Don Bosco animava con la sua fede gioiosa. Perché è essenziale che i bambini facciano festa. Soprattutto coni loro genitori, con la loro famiglia. È un'esigenza che la pedagogia di Don Bosco considera fondamentale. Per molti e validi motivi.
I bambini (ma anche gli adulti) arrivano al significato delle idee astratte attraverso immagini e gesti concreti, senza i quali le astrazioni rimangono gusci vuoti. Le immagini e i gesti delle feste trasportano un messaggio che "riscalda" l'anima. Sono un'interruzione della "routine" quotidiana, momenti in cui si fanno delle cose diverse, piacevoli, insieme. Sono gioia condivisa, il ricupero di un pezzo del "paradiso perduto". Occasioni rare in cui anche i grandi "si lasciano andare" un po' e mostrano un volto diverso.
La festa è un momento intensamente spirituale, un momento magico e prezioso, perché oltre alla gioia del momento trasmette ai bambini una vitale speranza per il futuro. Il ripetersi regolare di tali eventi, che scandiscono l'anno e dunque la vita del bambino, costituisce ai suoi occhi la garanzia che la sua importanza non viene meno.
Prima e dopo la festa, i bambini sono al centro dell'affettuosa attenzione di tutti, possono finalmente sentirsi importanti, e i regali che ricevono servono a dimostrar loro che sono amati e meritevoli di amore. Le feste sono gli anniversari segreti del cuore. Chi non conosce la struggente trepidazione con cui i bambini attendono compleanni od onomastici? Tutte le più importanti feste dei bambini (il compleanno, l'onomastico, il Natale, la Pasqua, l'Anniversario del Matrimonio) commemorano e celebrano la nascita o un nuovo inizio. Rassicurano così il bambino sul fatto che la sua venuta al mondo è stata un evento felice e desiderato e atteso con gioia dai suoi genitori e dal mondo intero. Quanto più festosamente celebreremo queste ricorrenze, tanto più i bambini si sentiranno sicuri di essere amati.
Molte feste celebrano "riti di passaggio" (Prima Comunione, Cresima, Maturità...), che solennizzano ed esaltano fasi della crescita umana o religiosa. È vitale che il loro significato spirituale sia prevalente. Le feste religiose devono essere fortemente "religiose". Il regalo costoso o il pranzo al ristorante diventano troppo facilmente solo un alibi per genitori che vogliono semplicemente "togliersi il pensiero" o fare bella figura, ma che hanno dimenticato che cosa vuoi dire "fare festa" in famiglia. • Le feste sono un momento di calore affettivo, contatto, comunicazione di sentimenti. Sono il momento in cui si rafforzano i legami tra genitori e figli. Anche Don Bosco usava per queste occasioni "i bigliettini". Le letterine che esprimono desideri e auguri, nascoste sotto il piatto o sotto il cuscino, in famiglia, possono diventare la possibilità di esprimere liberamente i sentimenti e gli angoli nascosti dell'anima. Le famiglie felici hanno di solito una frequente corrispondenza epistolare interna. Alcune feste possono essere il momento della grande "riconciliazione".
Tra i momenti rituali della festa compare sempre anche una tavola imbandita con maggiore attenzione e qualcosa di speciale. È la celebrazione dell'abbondanza e della convivialità: si sta insieme più a lungo, si conversa di più, si gioca insieme. E saranno momenti indelebili nell'anima dei bambini.