IL PUNTO GIOVANI

di Carlo di Cicco

GIOVANI E ADULTI UNIVERSI PARALLELI

Giovani soli in una società di adulti sempre più distratti e distanti. Lo conferma il più importante Rapporto annuale Censis che dedica un lungo paragrafo alla solitudine del mondo giovanile. Nello stesso periodo di pubblicazione del Rapporto si celebrava il processo ad alcuni giovani, killer lanciasassi sulle autostrade. "Per noia" come hanno ammesso gli stessi giovani. Il Rapporto riferisce di una generazione giovanile "mediamente appagata, dai forti toni individualistici, sufficientemente soddisfatta della propria condizione". Ma è dentro questo universo che spunta la solitudine, tanto diversa dai tempi passati. Essa pare frutto del disimpegno e della superficialità con la quale la società adulta risponde ai bisogni di valori e di socialità dei giovani.

L'89% DEI GIOVANI, secondo il Censis, è molto o abbastanza soddisfatto degli anni che sta vivendo, ma il 42% ha poca o nessuna voglia di diventare adulto. Il 92% è molto o abbastanza soddisfatto dei rapporto con i genitori, ma il 70% afferma che solo con gli amici può parlare liberamente. Contraddizioni dell'età ma che accentuano tuttavia la tendenza dei giovani a trovare nello stesso ambito giovanile la misura del proprio benessere. "Con noi e tra di noi" sembrano dire i giovani intervistati, il 63% dei quali afferma di esprimersi con gesti e linguaggi comprensibili solo dal gruppo di amici che frequenta. Una specie di arcipelago che non intende lasciarsi influenzare dal continente. Quello che emerge non è tanto la concordanza solo parziale tra giovani e adulti, ma la prospettiva di due traiettorie parallele, dentro "universi sempre meno comunicanti". Senza rimpianto da parte degli adulti, sempre più schiacciati dall'orizzonte anziani che avanza con forti contraccolpi sociali. Prima fra tutti la diseguaglianza degli investimenti sociali. Per i giovani ce ne sono sempre meno. Tra il '90 e il '93 i contratti di formazione lavoro sono diminuiti di 274 mila unità e l'apprendistato ha segnato nello stesso periodo un declino di quasi 100 mila unità.

LE POLITICHE INTEGRATE A FAVORE DELLA GIOVENTÙ anche a livello locale hanno subìto significative riduzioni. Sembra una beffa pensare che le principali fonti di finanziamento delle politiche per la gioventù derivano da progetti di prevenzione previsti dalla legge sulla droga e sui minori a rischio di criminalità. Si conferma così il carattere di emergenza degli interventi nei confronti dei giovani. E non ci sono soldi per i progetti giovanili. È proprio la povertà di progettualità della politica nei confronti dei giovani che incentiva in loro la sensazione di essere socialmente poco importanti. Le stesse occupazioni scolastiche hanno acceso poche passioni tra gli adulti.

SE L'INVECCHIAMENTO della popolazione è una spia del poco amore per la vita e della scarsa speranza di futuro, l'accresciuta distanza tra giovani e adulti potrebbe trasformarsi in una graduale lotta per la sopravvivenza. Consegnando così alla violenza il ruolo di arbitro nella contesa tra giovani e adulti ormai estraniati. È tempo di tornare a bussare alla porta.dei giovani. Dicendo loro che vogliamo capire e fare insieme la strada. Magari con il coraggio di cambiare molte cose, prendendo sul serio le loro indicazioni.