PRIMA PAGINA
di Elvira Bianco
Marie-Hélène Mathieu ha parlato dal pulpito più prestigioso di Francia. Per sensibilizzare ai problemi dell'handicap.
"Donna educatrice alla pace" è stato il tema del la 28a giornata della pace. Celebrata in tutte le comunità ecclesiali, è stato sottolineato il ruolo centrale della donna nel costruire la pace. Nel corso di quest'anno ci saranno altre iniziative internazionali dedicate espressamente alla donna, come la conferenza delle Nazioni Unite su "La donna e la sua azione in favore della legalità, dello sviluppo e della pace", che si terrà a Pechino dal 4 al 15 settembre.
IL RUOLO DELLA DONNA appare ormai centrale nella famiglia e nella società. Una donna sempre più in piedi e che cammina. Nel numero scorso della rivista ci siamo riferiti alle statistiche Istat, per dire che in Italia il numero delle donne ha superato quello degli uomini all'università; che le donne laureate superano ormai il numero dei laureati. Ci è stata segnalata un'al tra notizia degna di rilievo. La francese Marie-Hélène Mathieu è stata invitata dal cardinal Lustiger, arcivescovo di Parigi, a tenere alcune conferenze nella prestigiosa cattedrale di Notre Dame. Marie-Hélène Mathieu è una donna attenta all'handicap e a Notre Dame non ha esposto verità teologiche, ma ha semplicemente raccontato la sua esperienza. Quella di una donna che da trent'anni, quasi ogni giorno, incontra uomini e donne carichi di sofferenze. « Prima di venire da noi», ha raccontato in una delle sue "prediche", « molti hanno già bussato a tante porte. Poi si sono rivolti a noi sapendo che eravamo cristiani. "Voi che siete cristiani, che cosa potete fare?"».
MARIE-HÉLÉNE È UNA DONNA SENSIBILE, ricca di umanità e con una spiritualità eccezionale, che le circostanze della vita hanno portato a maturazione. E ricorda il giorno in cui l'handicap ha bussato alla sua porta. Tutto ebbe inizio quando faceva l'insegnante alle elementari. Nella sua classe il preside aveva per messo che trovasse posto anche una bambina handi cappata. Ma la piccola Alice, riservata e un po' scon trosa, finì parcheggiata in un angolo della classe, con la sua povera vita e i suoi poveri vestiti poco puliti. Un giorno l'insegnante diede come compito quello di disegnare un fiore. E anche Alice, in quella giornata piena di sole, consegnò il suo foglio, con uno scara bocchio in un angolo che passò inosservato alla stes sa insegnante. «Ma tu hai consegnato il foglio in bianco!», le disse la maestra. Alice con le sue mani ne rattrappite indicò in un angolo del foglio un piccolo scarabocchio che voleva essere un fiore. L'insegnante salì in cattedra e mostrò il foglio, tra le risate insensate della scolaresca. «Ridevo anch'io», ricorda Marie-Hélène, come rivivendo la scena. « Poi mi voltai e vidi Alice che piangeva. Non l'avevo mai vista così, perché in generale era chiusa. Adesso piangeva silenziosa come per non disturbare nessuno. E fu questo che mi colpì. Per la prima volta riconoscevo in lei una persona in pena. Mi avvicinai e condivisi con lei la sua sofferenza». Da quel seme nacque la "passione" di Marie-Hélène per le persone che hanno bìsogno di aiuto e si specializzò in educazione per soggetti minorati. È stata anche a Milano, qualche tempo fa, a parlare di Catechesi e handicap.
GIOVANNI PAOLO Il nel suo Messaggio per il nuovo anno auspica che le numerose iniziative internazionali previste per il 1995 - come la Conferenza Mondiale di Pechino - costituiscano un'occasione importante per . umanizzare i rapporti interpersonali e sociali. E invita le donne a farsi protagoniste nel promuovere la dignità della persona, della propria e di quella dell'uomo.