RETTOR MAGGIORE
di don EGIDIO VIGANÒ
"La Lettera Apostolica "Tertio millenio adveniente". L'invito di Giovanni Paolo II a preparare il Grande Giubileo per l'anno Duemila"
Mancano 5 anni al 2.000: una data simbolo! Il Papa Giovanni Paolo Il ha scritto, per tale significativo evento, una importante Lettera apostolica: "Terzo millennio adveniente". Collocandosi a cavalcioni sul 2.000 - come su una cuspide dei tempi - il Papa contempla con lungimiranza gli ultimi dieci secoli del passato e ne scruta altrettanti per il futuro; rivolge lo sguardo - anche con senso penitente - verso il secondo millennio già trascorso, e precorre in avanti il futuro con l'audace magnanimità di chi crede alla vittoria della risurrezione. Il lettore scopre con meraviglia, nella Lettera, una vista acuta e una volontà risoluta. Non gli passa neppur per la mente che si tratti di una pagina di un qualche "anziano" prossimo alla pensione, bensì l'esposizione nitida e antiveggente di un grande campione in carica, che si lancia in avanti quasi fosse un abile atleta del tempo e dello spazio. La lettera spazia appunto tra storia e geografia, tra secoli e continenti, alla luce del mistero di Cristo.
II 2.000 sarà l'anno del Grande Giubileo: un anno ricolmo di speciali grazie per il ripristino della fede cristiana. Il termine "giubileo" parla di gioia (di giubilo, che si manifesta anche all'esterno), di festa commemorativa, di profezia di liberazione. Si celebrano i 20 secoli dell'incarnazione del Verbo: nulla di più grande nella storia dei tempi, nulla di più urgente nella geografia dei popoli. Nel mondo, purtroppo, molti non si sono ancora accorti di Cristo; altri parlano di Lui come di Budda, di Maometto, di Socrate, o di un Profeta sociale, senza percepire l'assoluta originalità di un personaggio unico e totalmente irripetibile. Eppure il Concilio ci assicura che Lui "è il fine della storia umana, il punto focale dei desideri della storia e della civiltà, il centro del genere umano, la gioia di ogni cuore, la pienezza delle loro aspirazioni'. Commemorando Cristo, si illumina anche il mistero dell'uomo.
Il Papa ci invita a preparare il Grande Giubileo del Duemila con intelligenza e praticità di programmazione: la Chiesa intera è invitata a predisporre le condizioni per una nuova primavera di vita cristiana. Anche noi della Famiglia Salesiana vogliamo sentirci coinvolti in questo protagonismo di speranza: dar inizio al primo secolo del terzo millennio con una più consapevole visione di Cristo, cuore del mondo. Il nostro carisma nella Chiesa comporta una pastorale di futuro perché è rivolto ai giovani. Nel 2.000, ma soprattutto nelle prime decadi del prossimo secolo, gli operatori saranno i giovani che oggi ci sforziamo di educare alla fede. "Il futuro del mondo e della Chiesa - scrive il Papa - appartiene alle giovani generazioni che, nate in questo secolo, saranno mature nel prossimo, il primo del nuovo millennio. Cristo attende i giovani!". Che bello essere giovani alla vigilia del Grande Giubileo! E che stimolante è sentirsi inviati ad essere i loro educatori nella fede! Nella Nuova Evangelizzazione dovremo guardare al 2.000 come a un indispensabile punto di riferimento per le ricchezze cristologiche dei suoi contenuti da privilegiare con i giovani. Vincolare la fede con la storia (eventi e persone) e illuminare la missione con la geografia dei popoli (i cinque continenti), è quanto ha fatto e invita a fare - soprattutto nell'educazione dei giovani - questo Papa durante il suo dinamico pontificato