FATTI E PERSONE
TORINO. Mercoledì 8 febbraio, alle ore 17, nella basilica di Maria Ausiliatrice, il cardinale Giovanni Saldarini, arcivescovo della città, ha istituito il tribunale diocesano per il processo di beatificazione di cinque servi di Dio. Tra essi figurava Margherita Occhiena, madre di San Giovanni Bosco. È questo un altro passo importante di Mamma Margherita verso la glorificazione. L'inizio del processo va considerato per noi un evento importante. La madre di Don Bosco ha condiviso con il figlio le vicende della sua vocazione al sacerdozio, gli inizi dell'attività con i giovani e la stessa nascita della congregazione salesiana, che da Mamma Margherita ha ricevuto l'impronta dello spirito di famiglia. Gli altri servi di Dio erano Carlo Tancredi Falletti, marchese di Barolo, marito di Giulia Colbert di Barolo; suor Consolata Betrone; mons. Alfredo Barberis e il ragazzo Silvio Dissegna.
JAKUTSK (Siberia). Nella città più fredda del mondo i salesiani di Aldan hanno aperto un Centro giovanile con la collaborazione di alcuni giovani volontari provenienti dalla Slovacchia. Qui, dove esiste una piccola comunità cattolica, i giovani sono vittime dell'alcolismo, oltre che del clima gelido (la temperatura a Jakutsk supera d'inverno i meno 35 gradi).
VARAZZE. L'oratorio aveva già ospitato profughi albanesi; poi ha avuto in casa ragazzi bosniaci di religione musulmana. Ora di fronte alla Croce Rossa Internazionale che presentava le esigenze dei ragazzi dei Rwanda, il direttore don Marcello non si è tirato indietro. Si tratta di una decina di piccoli ruandesi. «Cercheremo di fargli dimenticare gli orrori della guerra», promette. E ci riuscirà. Don Marcello ha sfidato le granate dei serbi per andarsi a prendere una dozzina di bambini. Una di queste, Mersiha, 13 anni, ha raccontato la sua storia e quella delle tre sorelline, di quando le hanno ucciso il papà e la mamma; ma ora dice di avere trovato a Varazze tanti amici e amiche.
BREVI
VERONA. Al Seminario di studio "All'ascolto della Chiesa in Cina" il salesiano cinese Joseph Zen, docente di teologia a Shanghai, è stato invitato a portare la sua esperienza sul tema: Preti in Cina oggi: come si preparano i successori dei vecchi testimoni. Il programma prevedeva anche vari altri temi, come la storia contemporanea della Cina e le attese e speranze dei cinesi cristiani. E crescente in Italia l'interesse per il futuro della fede in Cina.
ROMA. Avrebbe compiuto 94 anni a gennaio don Pietro Battezzati, missionario in Cina dal 1926 al 1961. Salesiano della prima ora, godette giovanissimo a Valdocco dell'amicizia del beato don Rinaldi. Era stato ordinato prete in Cina dal beato monsignor Luigi Versiglia, che avrebbe dovuto accompagnare nell'ultimo viaggio, ma fu invece sostituito dal beato Callisto Caraviario. Egli stesso raccontava volentieri questo "martirio mancato", che non gli impedì tuttavia di vivere con pienezza e gioia il suo sacerdozio. In Cina fu direttore, parroco, rettore di seminario, delegato del rettor maggiore per le FMA. Negli anni '40 visse per un anno nei campi di concentramento cinesi. Tornato in Italia fu soprattutto confessore. «Aveva la passione di vivere propria di un giovane», dice di lui don Giovanni Fedrigotti, regionale d'Italia. E ricorda una sua frase-testamento: «In terra è possibile essere felici, ma solo a patto di amare il Signore sopra ogni cosa».
SANTO DOMINGO (Repubblica Dominicana). Per il secondo anno consecutivo il 31 gennaio, festa di Don Bosco, si è celebrata la Giornata della Gioventù dominicana. Una grande assemblea giovanile convocata nella cattedrale si è conclusa con Eucaristia, celebrata dal cardinal Lopez Rodriguez, presidente del Celam.