LETTERE
EXALLIEVI E NOTORIETÀ. «Sono lieto che altre persone la pensino come me, in tema
di spazio dato agli exallievi (cf. la lettera del BS/novembre '94). Tra le
migliaia di exallievi nel mondo, penso che non sia appunto "degno di interesse"
parlare di Berlusconi o di Pippo Baudo. Non basta essere stati allievi, occorre
conservarne il comportamento. Non basta - anzi, talvolta è controproducente -
essere "baciati" dalla notorietà e dal successo, per riscuotere il vanto di
essere exallievi di rilievo» (Osvaldo Alessandria, Savona).
«Lungi dal condividere le opinioni della irritata signora di Piombino (cf.
BS/novembre '94) per l'intervista a Berlusconi, credo che questo exallievo
abbia fatto certamente tesoro dei preziosi insegnamenti di laboriosità e
operosità che sanno impartire ai giovani i salesiani. Mi stupisco che di certe
antipatie debba essere infornato anche il Bollettino Salesiano». (Dott. Corrado
Gigante, Napoli)
La pagina sugli exallievi (cf. BS/settembre 1994), non era un'intervista a Berlusconi, né a Pippo Baudo. Al di là di un comprensibile compiacimento per aver avuto tra i banchi personaggi oggi diventati famosi, e che occupano posti di responsabilità in politica e nella società, c'era soprattutto il richiamo a essere exallievi coerenti. Insieme alla riaffermazione dell'impegno da parte degli educatori di sfornare "prodotti" sempre meglio riusciti.
SETTE DOLLARI AL MESE. « Due anni fa mi sono messa in contatto con voi tramite una lettera scritta senza il mio vero nome e voi l'avete pubblicata nel giugno 1992. Allora vivevo nelle strettezze con sette dollari al mese. Nella mia lettera non chiedevo nulla, ma una signora di Genova è riuscita a rintracciarmi e mi ha aiutata moltissimo. Ora ho la pensione più alta e vi ringrazio tanto per quello che avete fatto per me ». Maria Ashilzar, Scetzari
SONO CONTRO L'OBBLIGO SCOLASTICO. « Una volta gli alunni avevano dei modelli: i genitori, i più bravi, qualche insegnante. Ora i modelli si impongono con la prepotenza, i leader di classe sono persone negative da cui i buoni non riescono a difendersi, a volte neanche l'insegnante, che è circondato da 25 persone estranee e maleducate che non aspettano altro che di prenderti in giro, picchiarsi, bestemmiare e ricattarti. E tu sei solo. Gli ispettori e i presidi invece di guardare i registri e la contabilità, entrino in classe, controllino il comportamento dei ragazzi... Sarebbe interessante che qualcuno dei responsabili si improvvisasse docente in incognito in qualche scuola media di periferia... L'ideale sarebbe poter espellere dalla scuola i facinorosi. Con la scuola democratica c'è il rischio che tutti vadano a scuola, ma che non si impari niente, quando non si subisca o impari la delinquenza. Per obbligare uno o due alunni per classe a continuare oltre i 14 anni, perché rovinare tutte le superiori? ». Luciano Ridolfi, Ostiglia (Mn)
Ho ridotto il suo scritto per motivi di spazio, ma il pensiero è chiarissimo. Lo pubblichiamo perché presenta uno stato d'animo diffuso, una esasperazione di cui la scuola in qualche misura deve farsi carico. E chiaro però che molto dipende dal tipo di rapporto che l'insegnante riesce a costruire con i suoi allievi.
L'OCCASIONE. «Sono una catechista. Ieri sera per caso mi è capitato tra mano la vostra rivista e mi è piaciuta molto, soprattutto dove parla dei paesi poveri e delle missioni. Siccome sono anche una crocerossina, mi chiedevo se dovevo andare in missione o no. Grazie a voi ho capito che se non parto sarei un'egoista. Quindi credo proprio che ci farò un pensierino sopra ». Lettera firmata, Randazzo (Ct)
AMARSI E TESTIMONIARE. « Ho 22 anni e ho cominciato a frequentare l'oratorio lo scorso anno dopo una delusione d'amore. Mi sentivo sola e malinconica, non avevo amici e il mio tempo libero lo passavo in casa. Una domenica, con la scusa che si faceva la castagnata, sono andata all'oratorio. Ho cominciato a frequentarlo come passatempo, poi mi sono accorta che mi rendeva felice far felici i bambini, giocare con loro, anche se alla sera ero poi stanca. Mi sono così ritrovata in un gruppo stupendo di persone che insieme riflettono e organizzano con le suore la domenica all'oratorio. Dopo qualche mese ho conosciuto Marco, 23 anni. Sono Marco. Ho cominciato a frequentare l'oratorio per incontrare Elisabetta. Poi il punto di partenza è cambiato, adesso ci vado per testimoniare quello che anni fa è capitato a me: incontrare delle persone che col solo farmi giocare e stare insieme, trasmettono la gioia e il significato della vita. Quello che sto vivendo all'oratorio, l'amicizia con gli altri animatori, il rapporto con le suore, il bene che voglio a Elisabetta, sonoil dono promesso da Gesù: il centuplo e la vita piena di gioia ». Elisabetta e Marco, Alassio
GIOVANNI PAOLO Il A CATANIA. «Catania e Siracusa finalmente hanno potuto ascoltare la voce del Santo Padre. È stata grande la partecipazione e il calore umano che la Sicilia gli ha manifestato in occasione della visita per la beatificazione della nostra beata, la salesiana Maddalena Morano. 30 mila i giovani per incontrarlo allo stadio. Mi auguro che il seme della parola del Santo Padre possa cadere su buona terra fertile, e soffochi la zizzania della mafia, dell'usura e della droga... ». Cav. Giuseppe Fraziano, Catania
PADRE BALBI. «È stata per me una grande soddisfazione far vedere al mondo la mia attività di prete fra i marinai (cf. BS/maggio '94). Sono uomini che vengono dal mondo intero. Oggi le navi hanno fretta e si fermano in porto poche ore e se non è il prete ad andare tra i marinai, essi non riescono a venire in chiesa. A settembre è venuta la Ever Green, di una compagnia di Taiwan: carica 4600 contenitori e ha un equipaggio di sole 16 persone! Praticamente non si fermano mai, percorrono il mondo est-ovest senza sosta. Io incontro i marinai, celebro la messa, li confesso. L'hanno scorso ho visitato 1885 navi. Quest'estate, 190 ogni mese ». Padre Mario Balbi, Newark (USA)
BS DOMANDA
QUELLI DEL RINNOVAMENTO. «Da qualche tempo sta prendendo piede un tipo di preghiera particolare: assemblee affollate, tanta emotività, esorcismi, un modo spettacolare di pregare insieme... Che pensare?» (Enrico Franco, Genova).
Risponde Juan Vecchi (Vicario del Rettor Maggiore).
Una sete di preghiera percorre oggi la Chiesa. Se ne vedono prove dappertutto. Si deve alle ricchezze di spiritualità suscitate dal Concilio Vaticano e anche al bisogno di senso che travaglia l'uomo d'oggi. A questa domanda ha dato una risposta il movimento del Rinnovamento dello Spirito. In esso ci sono gruppi che seguono orientamenti verificati e altri che vi si ispirano in forma libera e indipendente. Il fenomeno totale somiglia ad una galassia che non consente una valutazione unica. I primi danno un contributo positivo alle persone e alla comunità cristiana. Nei raduni di preghiera, animati in generale da persone preparate, si impara a meditare la Parola, ad ascoltare lo Spirito che prega in noi, a esprimere i sentimenti verso il Padre, a esultare con spontaneità, a condividere quello che il Signore ispira. Le frange libere invece suscitano seri interrogativi. Gli assembramenti, eterogenei o impreparati, le stimolazioni non calibrate possono portare la preghiera fuori dagli alvei evangelici. I fenomeni straordinari poi, quello conosciuto delle lingue e, nell'ultimo tempo, le guarigioni, gli esorcismi, il rilassamento psicofisico, o "il cadere nello Spirito" corrono sul filo dell'ambiguità. E comunque rischioso pronunciarsi in forma sommaria su quanto essi giovino o deviino dall'autentica fede. Bisogna giudicare ogni singolo caso. Quanto più grande è il numero di persone che intervengono, quanto più sono stimolate emotivamente, quanto più si è presi dallo spettacolare, tanto più sono giustificate le riserve. Il nostro discernimento comunque può vénir aiutato da coloro che sono incaricati di regolare le espressioni della comunità cristiana: i pastori. Ma che dire della parte più sana del Movimento per fare un cammino personale di preghiera? Come tutti i carismi, offre un dono e una esperienza valida e, a sua volta, ha bisogno di essere integrato con altre espressioni della preghiera cristiana. La preghiera perfetta è quella della Chiesa e i criteri rispondenti al Vangelo sono contenuti nella liturgia. A una preghiera troppo sbilanciata sulla soggettività e l'intimità, sarà utile confrontarsi con altre forme che portano di più verso l'impegno nella storia. Mentre coloro che tendono a trascurare la propria interiorità dovranno coltivare la capacità di esprimersi di fronte a Dio e alla comunità. La sintesi personale dipende dal dono che ciascuno ha ricevuto da Dio e dalla spiritualità che orienta la propria vita. Ognuno va plasmando il proprio modo di pregare, come va plasmando il proprio modo di ragionare, di guardare e di parlare.