LETTERE

FOTO E DISEGNI BANALI E INOPPORTUNI? «Nel numero di dicembre avete pubblicato fotografie banali e squallide (alle pagg. 4, 13, 18, 22, 23, 40). Date spazio alle foto dei vostri seminaristi, ai giovani senza treccine, alle facce pulite. C'è bisogno di esempi positivi... (Vitaliano Darelli, Chiavari). «Ho visto la vignetta dei tre re Magi (cf. Il diario di Andrea, BS/dicembre '94). Uno indossa una veste con il segno dei dollari, un altro è sbronzo, il terzo... Chi sarebbero questi tre personaggi? Non certo i veri re Magi! (Claudio Serravallo, Trieste). «Ho 22 anni. Ho trovato la rivista in fondo alla chiesa. A prima vista mi sembrava una delle solite riviste un po' noiose che distribuiscono nelle chiese. Poi sfogliando più pagine ho dovuto ricredermi. Questo non è uno dei soliti "bollettini". Lo dico perché tratta soprattutto di iniziative e problemi di giovani e molti argomenti interessanti» (Fabrizio Verolengo, Torino). «Non mettete fondini scuri alle pagine del BS: la pagina diventa di difficile lettura» (Francesco Stippelli, Roma).

Pareri discordanti e utili suggerimenti. Ha scritto qualcuno: «Una rivista non è viva se non scontenta ogni volta un buon cinque per cento dei suoi lettori. L'importante è che non siano sempre gli stessi ». Quando ci si preoccupa troppo di accontentare tutti, si finisce per perdere sapore. Ringraziamo chi ci manifesta il suo parere anche negativo. Vorremmo pere) che si andasse al di lei della prima impressione, e si leggesse il contesto nel quale le fotografie e i disegni vengono utilizzati.

GRUPPO MISSIONARIO. «Scrivo per avere suggerimenti su come iniziare un gruppo missionario in parrocchia. Vorrei conoscere finalità, modalità, tecniche, mezzi, ecc. Insomma come far funzionare un gruppo. La proposta è nata dalle missioni che abbiamo fatto al nostro paese, ma è tutto da iniziare ». Lettera firmata, Potenza Picena (Mc)

Corne far nascere un gruppo missionario? La risposta non è da poco. Bisognerebbe tra l'altro conoscere se si tratta di tin gruppo giovanile o di adidti. In ogni caso, mi auguro che gli articoli della nostra rivista offrano un buon materiale missionario da conoscere e da discutere insieme. Dovreste poi mettervi in collegamento con qualche missionario. Molte volte stilla rivista segnalianio i loro indirizzi. Potreste ricevere corrispondenza, sostenere le loro iniziative, ecc. Se infine si tratta di un gruppo giovanile, le consiglio di cercare presso una libreria cattolica qualche libro che tratti di tecniche di animazione.

APPELLI. «Il Centro Salesiano Vocazioni Missionarie di Napoli raccoglie fondi a favore dei giovani aspiranti al sacerdozio nelle missioni salesiane. Sono già oltre un migliaio i benefattori, dei quali 362 con adozione e miniadozione. Per adesione e informazioni, scrivere a: Don Emilio Pollice, Ispettorato salesiano, via Don Bosco, 8 - 80141 Napoli, tel. (081) 751.10.29». «Faccio la raccolta di santini (immagini sacre antiche e recenti). Se qualche lettore ne fosse in possesso e volesse aiutarmi a incrementare la mia raccolta, gliene sarei molto grato» (Maurizio Flores, via F. Albani, 25 - 40129 Bologna). «Sono una figlia di Maria Ausiliatrice. Ho un fratello missionario terziario francescano, che lavora da due anni a Nairobi in Kenya, fra tanti disagi e povertà. Chiedo di pubblicare il mio appello, perché lui possa continuare a lavorare fra tanti fratelli bisognosi. Gli è possibile anche effettuare l'"affidamento a distanza" di bambini poveri» (Br. Francesco Adamo, Remote Custody Service, P.O. Box 41353, Nairobi, Kenya; oppure: suor Marisa Adamo, Istituto Santa Cecilia, via Ginori, 10 - tel. (06) 574.63.91 -001_53 Rama). « A quanti mi. invieranno immaginette sacre, di tutti i luoghi e di tutti i tempi, per la mia raccolta, ricambierò con immaginette, oppure francobolli o cartoline» (Prof. Sebastiano Cambrio, corso Calatafimi, 1019 - 90129 Palermo). «Pensionati filatelici: se desiderate scambiare francobolli commemorativi usati, scriveteci» (Giulio Vallerini, via Dei Bombar(li, 8 - 37131 Verona). «Cerco francobolli nuovi e usati, soprattutto commemorativi, vecchie e nuove cartoline, "santini", monete in carta e in metallo, adesivi, ecc. per aiutare le missioni salesiane del Madagascar» (Gennaro Di Nuzzo, Via Don Bosco, 8 - 80/41 Napoli).

AMICIZIA. «Frequento un oratorio salesiano e sono catechista. Mi piacerebbe trovare altre persone con cui scambiare opinioni circa il volontariato e anche per amicizia» (Marinella Saija, piazza san Matteo, 6 - 98121 Messina). «Vorrei corrispondere per lettera con persona colta di sesso maschile per discutere di questioni religiose e per amicizia fraterna. Ho 64 anni e sono un ex insegnante, non del tutto autosufficiente. Amo anche la musica classica e gli animali» (Renato Bolelli, via Ernesto Masi, 5 - 40137 Bologna). LE LENTI AFFUMICATE. «La Sicilia del 15 dicembre intitolava in terza pagina "Le suore non contano nulla", confermando questo pregiudizio con dare a esse un quarto di spazio nella stessa colonna, che tratta d'altro. Contrariamente a quanto asserisce l'articolista Narina Spadaro, uno spazio molto più ampio è, invece, riservato alle donne e alle suore nella realtà sociale, sia all'interno che all'esterno della Chiesa. Le donne cristiane non cercano di valere o di contare, ma di servire. Tantissime si affermano professionalmente nella società a tutti i livelli, anche i più alti, come docenti, direttrici o presidi di scuole di ogni ordine e grado, infermiere o dottoresse negli ospedali, e in vari altri ruoli. Queste donne sono felici di essere quelle che sono. Non si sbracciano per esibirsi o per sollevare poiveroni perché soffrono di frustrazione. Tutte le donne cristiane, suore o laiche, sanno di essere già "sacerdoti", perché esercitano questo ruolo in mille modi e non aspirano a una esplicita nuova ordinazione». Giovanni Migliore, Siracusa

DUE EXALLIEVI A TOBRUK. «Un giorno di settembre, nell'Hotel Modenese, a Riccione. Tra gli ospiti, un gruppo giunto dal Sud per le cure termali e alcune coppie dal Nord. Nella hall si intrecciano discorsi. Ma ecco che fra due ospiti, non più giovanissimi, i ricordi incalzano, diventano vibranti, spuntano le lacrime. Si abbracciano e tutti i presenti sono intorno a loro. Sono Marcianò, di Corigliano d'Otranto (Lecce) e Chiodi di Azzanello (Cremona). Richiamato nel maggio 1940, Salvatore Marcianò, Toto per gli amici, lascia la moglie, da poco sposata e incinta; il Chiodi, la madre anziana. Sono tutti e due a Tobruk. Presi prigionieri nel '41 e portati in Egitto, vengono trasferiti in Sudafrica. Furono anni di sofferenze, senza sapere più nulla dell'Italia e dei loro familiari. Marcianò, professore di sassofono, è incaricato di formare un'orchestrina per rallegrare le serate dei prigionieri e degli alleati. Ed ecco affiorare il carisma del Padre e Maestro Don Bosco: la prudenza fa stabilire una certa armonia nelle relazioni umane, fa superare gli ostacoli, vincere la paura. Dopo 5 anni e 8 mesi, il rimpatrio tanto atteso da non sembrare vero. La gioia di rivedere la sposa, il figlio non ancora conosciuto. Per il Chiodi l'amarezza di non poter riabbracciare la mamma defunta. Sulle labbra di tutti il sorriso di gioia, strette di mano, promessa di rivedersi ancora». Flora Flori, Corigliano d'Otranto (Le)

BS DOMANDA

È UNA RAGAZZA-MADRE. « Mio figlio, noto professionista di 30 anni, ragazza si è invaghito di una sua paziente di 29 anni, che è una ragazza-madre. Questa ragazza ha avuto il figlio da un uomo sposato, per cui il figlio pona il cognome della madre, in quanto il padre non l'ha riconosciuto. A quanto pare, mio figlio vorrebbe sposarla e questo mi preoccupa molto, sia perché per mio figlio, cresciuto ed educato in una famiglia moralmente sana, non pensavo minimamente ad una di questo genere coi-ne moglie, sia perché penso che mio figlio si assuma delle responsabilità dul momento che c'è un figlio non suo e penso che in avvenire potrà avere dei problemi anche coi vero padre. E il cuore ferito di una madre che mi fa pensare questo, o effettivamente ragazza va incontro a dei problemi? (lettera firmata, Caltanisetta).

Risponde Guido Gatti.

Non ci si può nascondere che le sue preoccupazioni per suo figlio hanno un qualche fondamento: l'ambiente sociale cui appartenete potrebbe non capire e magari disapprovare suo figlio per questa scelta, indubbiamente controcorrente rispetto alle regole non scritte di una certa società. Di più: l'amore per una ragazza può avere delle venature, magari non consapevoli, di compassione che ne minano l'autenticità e, magari, la durata. Assumersi le responsabilità educative parentali nei confronti di un figlio non proprio comporta indubbiamente preoccupazioni e problemi. Ma nessuna di queste evenienze spiacevoli è certa e inevitabile: ponderando e disponendo bene le cose, tutte le difficoltà possono essere superate. Una ragazza-madre non sarà forse il partito più desiderabile da un punto di vista sociale. ma spesso si tratta di persone degue, vittime incolpevoli di situazioni più grandi di loro, che un amore vero potrebbe redimere pienamente. E comunque un figlio di 30 anni - "noto professionista", come dice lei - ha tutto il diritto di compiere autonomamente una scelta di questo genere. La madre, pur col cuore ferito, e magari dopo averlo aiutato a chiarire e valutare in modo sereno e responsabile i pro e i contro della situazione. invece di ostacolarlo, deve essergli vicina per sorreggerlo coraggiosamente nel far fronte alle responsabilità che egli si assume. Del resto nessuna madre può sottrarre del tutto i suoi figli alle responsabilità, ai pericoli, ai possibili fallimenti e alle sofferenze che la vita porta inevitabilmente con sé. Se tentasse di farlo, li condannerebbe a una dipendenza paralizzante che ne ostacolerebbe la maturazione umana. Una cosa i genitori possono sempre fare per i loro figli, quale che sia la loro età e le loro scelte: accompagnarli con la preghiera. affidandoli a Colui che li può sorreggere e guidare molto più di quanto essi non possano mai fare.