IN ITALIA E NEL MONDO

CATANIA: MADRE MORANO BEATA

La "seconda edizione" della festa di Madre Maddalena Morano ha avuto un esito felicissimo. Dalla viva voce di Giovanni Paolo Il, in visita alla Sicilia, le figlie di Maria Ausiliatrice hanno finalmente potuto sentire la formula della beatificazione, che faceva entrare nella gloria dei santi una donna che superando regionalismi e pregiudizi, ha seminato a piene mani la bontà. Sono venuti per la festa in 13.000, dall'Europa, dal Medio Oriente, dal Giappone. 2.500 le figlie di Maria Ausiliatrice. Giovanni Paolo II ha delineato la figura di Madre Morano: l'ha definita "maestra nata", giunta in Sicilia da Torino con uno spiccato talento pedagogico e un grande amore per i giovani. Una donna che ha saputo fare da ponte tra la cultura del Nord, sua terra natale, e la cultura del Sud, sua patria di adozione: «Le ha amate entrambe e si è inculturata penetrando i bisogni della gente, dei giovani in particolare, ed esprimendo una comunione ecclesiale profetica per i tempi in cui è vissuta». Suggestiva la concelebrazione del giorno dopo ad Alì Terme (Messina), Don Fedrigotti, che rappresentava il Rettor Maggiore, pensando alla travolgente dinamicità di Madre Morano, si è chiesto: «Donna di braccio o di cuore? In lei è avvenuta la sintesi di una profondità interiore sposata a un'attività prodigiosa. Don Rua, passando da Alì Terme e incontrandola, disse che aveva visto in lei i ruoli del parroco e del sindaco. Una donna matura, che ha influito sul territorio e sulle singole persone».

CORIGLIANO CALABRO: UNA NUOVA PRESENZA ORATORIANA

Grande folla, una moltitudine di ragazzi e giovani per festeggiare l'apertura della nuova opera voluta dai salesiani del Piemonte a servizio della gioventù del territorio. I salesiani erano attesi a Corigliano almeno da 10 anni. Anche l'arcivescovo, il clero e i religiosi, il sindaco e gli amministratori erano presenti a dare il benvenuto ai primi due, don Mario Delpiano e don Francesco Gobbin, che guideranno stabilmente l'oratorio. Quest'estate nel mese di luglio dal Piemonte erano già arrivati due salesiani e sei giovani animatori, che insieme ad alcuni salesiani della ispettoria Meridionale, hanno organizzato in grande l'Estate Ragazzi, che ha coinvolto trecento ragazzi dai 9 ai 14 anni.

EVANGELIZZARE CON IL SORRISO DI DIO.

La città di Siena ogni anno premia i cittadini che hanno contribuito a renderla famosa nel mondo. Per il 1994 tra i quattro eletti, c'era anche la suora agostiniana Maria Rosa Guerrini, che ha messo al servizio di Dio l'hobby del disegno. I suoi 30 libri-fumetto hanno avuto già 56 edizioni e traduzioni in molte lingue, trasmettendo simpatici messaggi evangelici. Il disegno che proponiamo è un inno all'amicizia, e il commento è di sant'Agostino: « Con un amico non si affonda».

INDIA: L'AUXILIUM PARISH DI CALCUTTA

Calcutta, dieci milioni di abitanti, la maggior parte induisti e musulmani. Qui, dove splendore e miseria convivono, sono sorte tante presenze di solidarietà e i salesiani hanno aperto sette grandi opere. Nella periferia orientale della città sono presenti in una parrocchia missionaria di circa diecimila cattolici. Molto presto la comunità ha avviato il progetto per una nuova chiesa, la scuola, i servizi parrocchiali e assistenziali. La scuola è già in funzione nella parte bassa dell'edificio e accoglie 500 ragazzi poverissimi. La nuova chiesa, che sarà inaugurata il 31 gennaio '95, festa di Don Bosco, è nata da un progetto ambizioso. Dice don Rosario Stroscio, «Una grande scalinata porta al primo piano dove sorge la chiesa di Maria Ausiliatrice. Essa parlerà al cuore e alla mente della nostra gente, perché insieme al senso estetico abbiano anche la percezione del divino. La cultura indiana sente d'istinto che a Dio si debba dare quanto vi è di più grande, più bello e più prezioso». Le figlie di Maria Ausiliatrice, le missionarie della carità di Madre Teresa e altre suore collaborano nelle varie attività della parrocchia: oltre alla scuola parrocchiale, casa della giovane, dispensari e scuolette negli sluMs, casette per i senza casa.

VERONA: LE CIFRE DEL DISAGIO

Il Centro Studi della Comunità dei giovani di Verona ha pubblicato le conclusioni della più recente inchiesta sui giovani presenti in comunità di ricupero. I dati raccolti fanno riferimento agli anni '91'93; la campionatura ha interessato 13 comunità terapeutiche e ha coinvolto 212 giovani (178 maschi, 34 femmine). Molti i dati su cui riflettere: di questi giovani, 124 (58,49%) hanno fatto la scuola media inferiore, 28 solo l'elementare; 164 (77,36%) hanno subìto denunce, 116 (54,72%) carcerazioni; 138 (65,09%) provengono dalla provincia; 208 (98,11 %) hanno assunto cannabis, 211 (99,53%) eroina, 189 (89,15%) cocaina; 132 (62,26%) hanno cominciato tra i 12-15 anni. Alla domanda: perché hai cominciato a farti?, le risposte principali sono state: Stavo male con me stesso (33,49%); Avevo paura di rimanere solo, mi sentivo più sicuro nel rapporto con gli altri (29,72%); Pensavo di riuscire a smettere quando volevo (29,25%). Alla domanda: perché hai deciso di entrare in una comunità terapeutica?, il 48,1'1%o ha risposto: Per il bisogno di essere aiutato a smettere. Tra le priorità, le più importanti appaiono quella di riacquistare fiducia in se stesso e conoscere le proprie possibilità e limiti. Tra le situazioni che possono creare problemi o stimolare ad affrontare una vita normale, l'esigenza più sentita è quella di riuscire a costruire una relazione affettiva importante (69,34%), ma anche poter contare su un'amicizia sincera e il superamento della solitudine.