I NOSTRI MORTI
CASTELLI Giovanni, salesiano, t Gerusalemme il 31/5/1994 a 85 anni. Era un confratello laico profondamente salesiano. Uomo di Dio, aveva profondo spirito di preghiera. Ebbe grande laboriosità, ingegnosa e utilissima alle case salesiane di Terra Santa, dove visse la sua lunga esistenza.
BABETTO Giannina, cooperatrice, t Padova il 18/10/1994 a 57 anni. Una vita stroncata nel pieno delle forze da un incidente stradale. Il suo motto era "donare nello spirito salesiano" e nella parrocchia animava le catechiste, i gruppi sportivi, le riunioni dei genitori. Si faceva tutta a tutti. Iscritta all'Avis e all'Aldo, desiderava dare i suoi organi vitali quale dono ai fratelli.
PIZZERA Renata, cooperatrice, t Genova il 10/8/1994 a 80 anni. Fu per molti anni scrupolosa e attenta segretaria del nostro centro san Domenico Savio, di Genova-Sampierdarena. Ogni mercoledì era lei a guidare il santo rosario e la lettura spirituale per l'associazione e il laboratorio Mamma Margherita.
CERIANI suor Caterina, figlia di Maria Ausiliatrice, t Busto (Varese) il 20/10/1994 a 73 anni. Lei che animava da giovanissima i pomeriggi domenicali all'oratorio, continuò a vivere per i giovani anche quando, a 26 anni, il suo impegno la chiamava a "servire" silenziosamente le comunità dei salesiani. Era di uno spirito di sacrificio incredibile: un sacrificio sereno, disinvolto, nascosto da qualche battuta umoristica.
MUNOZ OPAZO sac. Honorio, salesiano, t Santiago del Cile il 6/4/1994 a 98 anni. Era il salesiano più anziano dell'ispettoria. Era stato ordinato dal cardinal Cagliero e per qualche tempo in Spagna fu segretario privato del beato Filippo Rinaldi. E stato il primo salesiano cileno "missionario" in India (1930-1934), dove fu professore di teologia (tra i suoi allievi don Archimede Pianazzi). Poi per vent'anni lavorò a Magellano. Scrittore, professore preparato, fu economo e preside. Dal 1976 si trovava a La Gratitud Nacional come confessore, ministero che lo vide disponibile fino alla mattina della sua morte. Fu un buon salesiano: indefesso lavoratore, studioso, allegro, uomo di preghiera.
CESAREO Claudio, cooperatore, t Taranto il 318/1994 a 43 anni. Formatosi alla scuola di Don Bosco presso l'oratorio del Sacro cuore a Taranto, giovane collaboratore di don Nicola Palmisano, ha maturato con gli anni un'esperienza di fede che lo ha preparato all'incontro prematuro con Dio. Sposo e padre felice, tutti lo ricordano come un fratello paziente, sorridente, gioioso, pur tra tribolazioni personali e familiari. Sempre disponibile, pronto a sacrificarsi per gli altri, accettò con eroismo il male che lo devastava.
PAPWORTH sac. Adrian, salesiano, t Heathcote (Australia) il 19/3/1994 a 73 anni. Morì il giorno di san Giuseppe mentre si preparava a celebrare la santa messa. Aveva studiato in Italia, a Bollengo e a Torino-Crocetta ed era stato ordinato a Valdocco. Tornato in Australia fu successivamente insegnante, direttore, economo, parroco in varie case. Era conosciuto per la sua cordialità, pietà, abilità nel comunicare. Fu un uomo buono, un buon prete, un buon salesiano.
BROTTO suor Alberta, figlia di Maria Ausiliatrice, t Conegliano Veneto (Tv) il 9110/1994 a 52 anni. In dieci mesi un male aggressivo l'ha stroncata, mentre aveva ancora tanti progetti educativi per i giovani e la comunità di Bessica (Tv). Il dolore, portato con dignità e grande speranza fino a quando ha intravisto, chiaro, un diverso progetto di Dio, è stato la grande lezione della sua vita, sempre riservata e schiva.
FRATTALLONE sac. Giuseppe, salesiano, t Palermo il 28/6/1994 a 57 anni. Laureatosi ingegnere al Politecnico di Torino, ricco di entusiasmo e di competenza dedicò la sua vita ai giovani, soprattutto nella scuola professionale a Catania-Barriera e a Palermo-Gesù Adolescente. In un periodo delicato per la formazione professionale in Sicilia, per la sua competenza tecnica e giuridica ebbe incarichi regionali, apprezzato dalle istituzioni lavorative e sociali. Sempre dalla parte dei giovani, per i quali non risparmiò fatiche e umiliazioni. Ci ha lasciati improvvisamente alla fine di una giornata faticosa.