I NOSTRI MORTI

CELERINO ANGELA, exallieva e cooperatrice, t Alessandria il 9/8/1994 a 72 anni. Consigliera confederale exallieve e cooperatori salesiani, fu sempre disponibile e altruista, attiva in parrocchia e al laboratorio. Dipingeva su ceramica, ricavandone fondi a scopo di beneficienza. Il suo sorriso dava a tutti sicurezza e tranquillità.

SACCHETTO Primo, salesiano, t Chàtillon (Aosta) il 24/8/1994 a 72 anni. Ha lavorato per oltre 60 anni a servizio dei giovani. Entrato fra i salesiani pienamente disponibile, frequentò il Magistero di falegnameria e quale maestro d'arte insegnò la professione con amore e competenza. Dotato di spiccate doti per la musica, conseguì l'abilitazione all'insegnamento del canto, che insegnò con maestria e abilità in varie case salesiane.

MAZZARELLO sac. Luigi, salesiano, t Santiago (Cile) il 15/7/1994 a 79 anni. Era nato a Mornese, patria di Maria Mazzarello. Portato agli studi, dottore "in utroque", fu professore di Sacra Teologia per 15 anni e per oltre 15 anni lavorò nel tribunale archidiocesano. Aveva un carattere forte, ma sapeva sorridere con delicatezza.

ACOSTA LOTERO sac. Gabriel Maria, salesiano, t Medellín (Colombia) il 15/3/1994 a 86 anni. Lo si vide sempre allegro, conviviale, aperto verso tutti. Non amava la solitudine. In lui si realizzò ciò che dicevano di Don Bosco: i giovani lo amavano perché si sentivano amati da lui. Era il più anziano dell'ispettoria.

MAIO sac. Antonino, salesiano, t Randazzo (Catania) il 2/8/1992 a 74 anni. MAIO sac. Salvatore, salesiano, t Catania il 15/11/1994 a 75 anni. Per questi due fratelli morti a distanza di due anni l'uno dall'altro, viene in mente quanto è detto di san Benedetto e di santa Scolastica: "Furono uniti in vita da un solo ideale e neppure la tomba li ha separati". Nacquero e crebbero a Randazzo, culla dell'opera salesiana in Sicilia, e si formarono nell'oratorio, alla scuola dei grandi salesiani degli inizi del secolo. Docenti nei licei, seppero fare della scuola il campo dei loro zelo apostolico, unendo professionalità e spirito salesiano. Credevano nella scuola come luogo per prepararsi alla vita.

TONEGUZZO sac. Ruggero, salesiano, t Negrar (Verona) il 6/3/1994 a 78 anni. Fin da ragazzo aveva amato l'ideale missionario. Dopo la visita militare ottenne di partire missionario per l'india. Durante la guerra mondiale trascorse due anni in campo di concentramento. Diventato sacerdote, fu parroco a Nongstoin e in alcuni centri della diocesi di Shillong. Per motivi di salute dovette tornare in Italia nel 1977, dove trascorse gli ultimi 18 anni di vita religiosa dedicandosi al ministero sacerdotale nella zona di Legnago (Verona), sempre desideroso di sostenere le iniziative missionarie. Dava l'impressione del missionario d'assalto, dal temperamento robusto, entusiasta, zelante nel suo ministero, a cui si dedicava con gioia.

TAMAGNONE. suor Anna, figlia di Maria Ausiliatrice, t Torino 18/12/1994 a 80 anni. Per 54 anni lavorò presso le comunità salesiane e per 41 fu responsabile della comunità. Cresciuta in una famiglia che ha dato due figlie di Maria Ausiliatrice alla Chiesa, suor Anna ha lasciato una traccia serena dovunque: ci rimangono una manciata di parole buone, il vigore della sua preghiera, il cuore operoso, il suo accettare la vita nel suo svanire.

RAIMONDI sac. Giuseppe, salesiano, t Varazze (Savona) il 23/12/1994 a 75 anni. Una bella figura di sacerdote e di salesiano. Gentile e disponibile, pacato e delicato, sapeva incontrare la gente con grande attenzione alla persona, infondendo fiducia, segnando nella sua mente nomi, persone, circostanze significative. Prete fino in fondo, autentico figlio di Don Bosco, si è prodigato per chiunque l'avvicinasse. Davvero si è dato tutto a tutti, facendo suo ogni problema che assillasse un altro: da quello della salute, al reperimento di un posto di lavoro.

CORDERO suor Clarina, figlia di Maria Ausiliatrice, t Casale Monferrato (Alessandria) il 7/1211994 a 74 anni. Stava per lasciare l'ospedale quando un improvviso malore ha segnato il suo passaggio al cielo, concludendo una vita laboriosa e avvolta di silenzio. Ha avuto una vita segnata dal dolore fisico, rimasto nascosto fino all'ultimo intervento che ha diagnosticato un male diffuso. Ha sempre fatto del dolore un motivo di offerta per quella ricchezza di vita interiore che la caratterizzava. Fino all'ultimo la fede è stata il suo conforto.

MACAK sac. Ludovit, salesiano, t Bratislava (Slovacchia) il 19/1211994 a 73 anni. Nei tempi turbolenti degli anni '50 il suo amore per i giovani gli costò 13 mesi di carcere. In seguito la maggior parte della vita di apostolato lo svolse in Austria, Italia e Svizzera. A Roma fu uno dei fondatori dell'Istituto dei SS. Cirillo e Metodio e del Seminario minore per i giovani slovacchi all'estero e a varie riprese ne fu direttore. Curò numerose trasmissioni alla Radio Vaticana, fu apostolo della stampa cattolica e formativa, indirizzando in tal modo numerosi giovani alla vocazione religiosa e sacerdotale. Passò gli ultimi anni in patria con la salute ormai logorata, accettando l'apostolato della sofferenza.