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nata a Manerbio (Brescia). Figlia di Maria Ausiliatrice da 20 anni. Missionaria a Timor dal 1988.
Suor Paola Battagliola, 42 anni. Un corpo minuto (è alta 1,45). E missionaria da 6 anni. Con altre due figlie di Maria Ausiliatrice è pioniera della presenza in Timor (Indonesia). Si sente pienamente realizzata, non solo come persona, ma come "famiglia" che vive salesianamente la missione.
Già nella mia infanzia uscivo spesso da me stessa e dai miei programmi per aiutare gli altri. Ricordo che anche in seguito, verso i 18 anni, accettai di dormire fuori casa per due anni, nello stesso letto di un'anziana signora che aveva bisogno di compagnia. Forse sono state queste le prime partenze per la "missione". Ma l'elemento determinante è stato il Progetto Africa. Feci la domanda e mi ritrovai... in Indonesia!
Molto bello. I salesiani avevano preparato il terreno, ci avevano desiderate e volute per lavorare insieme. Al nostro arrivo abbiamo trovato già un gruppo di ragazze che ci chiedevano di diventare aspiranti FMA. E non avevamo la casa. Dopo tante insistenze, le abbiamo accolte quando i muri erano ancora freschi di calce. Così abbiamo costruito insieme la comunità, in tutti i sensi. Hai delle paure? Prima di venire qui non molte. Le ultime esperienze hanno messo a prova la mia fede. Ho avuto e continuo ad avere paura. Ma so che Dio è Padre. Lui mi toglie l'ansia, ma comunque l'ultima parola è la speranza.
La vite e i tralci. Fin dai primi anni della mia formazione ho sentito che solo in Lui è la mia radice.
Non mi sento di dare una definizione. Mi sembra che le comunità internazionali (siamo cinque persone appartenenti a quattro nazioni diverse) che abbiamo costituito a Timor sono la premessa per una maggior accoglienza tra noi e con la gente dell'isola.
Credo di sì. Ci sono alcune cose che facciamo noi che gli uomini non pensano neppure. Siamo più attente all'ordine, al dettaglio che dice cura della persona. Quando arriva il vescovo ci curiamo della sua camera. Chiamiamo i salesiani a bere un buon caffè italiano o a gustare un panino con il salame nostrano (da quando sono qui ho imparato a fare i salami!). Questo rientra nella normalità, in collaborazione con i salesiani che apprezzano il nostro lavoro, anche nel settore educativo e sanitario. Una FMA è medico. L'animazione delle feste giovanili è affidata a noi. Loro fanno cose altrettanto importanti. Credo che se l'ONU sapesse come funziona bene la famiglia salesiana a Tìmor ci darebbe l'oscar della famiglia.