IN MISSIONE
di Teodoro Delgado
Tra gli Shuar di Sucúa. Una parrocchia che ha reso trasparenti i segni liturgici, per favorire la catechesi popolare.
Don Giulio Scarparo, 56 anni. Da molti anni è missionario in Ecuador: Ora è parroco a Sucúa, tra gli Shuar
Sucúa ha una estensione di tremila chilometri quadrati e circa 23 mila abitanti. In questa residenza missionaria sono già operanti un centro di formazione per ministri ecclesiali shuar e un sistema radiofonico biculturale. Ma forse la cosa più originale è il centro parrocchiale che ruota attorno alla chiesa di Maria Ausiliatrice. Una chiesa parrocchiale che è stata progettata secondo le indicazioni del Vaticano II. Affermava la Sacrosantunz Concilii (ai numeri I e 14) di "far crescere di giorno in giorno tra i fedeli la vita cristiana, adattando meglio alle necessità del nostro tempo le istituzioni che sono soggette a cambiamenti, favorendo l'avvicinamento della gente alla Chiesa e assicurando una partecipazione piena, cosciente e attiva alle celebrazioni liturgiche". È ciò che hanno cercato di fare don Giulio e i suoi collaboratori.
La parrocchia si è proposta di dare significato pieno ai simboli liturgici, perché trasmettano in modo più immediato l'esperienza cristiana, e facciano comprendere più in profondità il significato del sacramento che stanno celebrando. Già soltanto l'entrare nella chiesa di Sucúa è ricevere una catechesi. La prima cosa che balza agli occhi è la posizione dei banchi, disposti a croce latina e su diversi piani, per garantire la visibilità. Circondano tutt'intorno il battistero e l'altare e favoriscono il senso di comunità. Una delle prime cose che si incontra entrando in chiesa è il battistero o "piscina battesimale". Ha la forma di croce, perché siamo stati salvati dalla croce di Cristo. La croce è inserita in un ottagono, che è simbolo di piena realizzazione, di risurrezione, di eternità gloriosa alla quale si arriva tramite la croce. La piscina si alimenta dall'acqua che sgorga da una spaccatura della roccia, simbolo dell'acqua di Vita e della ferita del costato di Cristo. É dal battistero, come dal seno della Chiesa, che nascono alla luce i nuovi figli, che formano un solo corpo con il Capo e con i fratelli che gli stanno attorno. Per immergersi nella piscina si discende per sette gradini, che rappresentano i sette peccati capitali che ci portano alla morte, fino ad arrivare alla roccia che è Cristo, rappresentato dalla pietra nera del fondo. Resta così sepolto nelle acque un uomo col peccato e risuscita con Cristo, salendo i sette gradini, che rappresentano i sette doni dello Spirito Santo che ci portano al riposo dell'Ottavo giorno, il cui anticipo è l'Eucaristia. Erano così i battisteri nei primi secoli della Chiesa, quando il Battesimo si amministrava immergendo il catecumeno totalmente nell'acqua, segno visibile di morte e di risurrezione. Nei quattro angoli della croce del battistero sono stati messi in mosaico le immagini dei quattro evangelisti che conducono alla fede; per far capire che la fede che si riceve nel Battesimo nasce dalla Parola di Dio. Questa chiesa è dedicata a Maria Ausiliatrice, che è la Patrona della parrocchia, alla quale si sono consacrati i primi coloni e il popolo shuar, con il solenne giuramento del 1941; promettendo di celebrare ogni anno la festa patronale il 24 maggio. In una cappella che si trova nella parte opposta del presbiterio si trova la tomba di suor Maria Troncatti, missionaria salesiana di cui è stata avviata la causa di canonizzazione. All'ingresso della chiesa nel lato sinistro vi è la "crying room" o "angolo del pianto", e lo occupano le mamme che assistono alla messa con i loro bambini piccoli, che qui sono molti, in modo che non disturbino gli altri durante la messa. Questa zona della chiesa non è ancora del tutto ultimata. Del resto sono ancora tante le cose da portare a termine in parrocchia. Stiamo anche cercando di costruire la nuova casa parrocchiale, perché quella attuale è cadente. Dovremo pensare nello stesso tempo ai locali per un centro-giovanile e una sala per gli incontri di comunità.
Nel centro della chiesa c'è la mensa eucaristica. La sua grandezza (tre metri per tre) fa capire che tutti i popoli sono invitati a prendervi parte, per celebrare e dividere lo stesso cibo e la stessa bevanda. Dietro è collocata la "cattedra della Parola di Dio". La Parola ci introduce all'Eucaristia e agli altri sacramenti; ci chiama alla fede ed è potente per trasformare la vita di chi l'accoglie. Per questo il primo comandamento comincia con "ascolta Israele". Al fondo ci sono le sedi. Qui, quando presiede l'Eucaristia, si colloca il sacerdote con il suo presbiterio. Il parroco, come prolungamento del vescovo, rende presente Cristo capo della Chiesa locale. Ai lati della sede principale ci sono dodici sedi, simbolo dei dodici apostoli.