GIOVANI Attraverso Veneto e Friuli, una ripresa delle passeggiate autunnali di Don Bosco. Un'avventura per crescere anche oggi, attraverso il teatro.

"GIO & NA TOURNÉE"

di Beppe Misdariis


La Gio & Na Tournée, campo mobile teatrale per 54 ragazzi. Obiettivo: favorire l'incontro tra ragazzi di varie città attraverso uno spettacolo offerto da alcuni loro.

L'allegra compagnia di "Teatro & Danza" di Castello di Godego (Treviso) ha vissuto giornate intense, ritmate dalla sveglia mattiniera, l'incontro formativo, di preghiera, il confronto con la storia biblica del profeta Giona. E l'allestimento del palco, lo spettacolo e l'incontro con i ragazzi delle diverse città, il lavoro di smontaggio e carico di scene, costumi; il viaggio in treno. E infine il momento di preghiera e di revisione serale, prima del riposo. E momenti di svago, piscina, gioco, canto, danza, mattinate di stage sull'espressione, momenti forti di riflessione e vita sacramentale.

I ragazzi erano divisi in quattro squadre per il servizio a mensa, il gonfiaggio dei materassini per il pernottamento, per il gioco e il lavoro di gruppo e l'allestimento: scarico del furgone, scene, impianto audio e luci, palco, costumi, trucco. Ci siamo adattati a palcoscenici di varia misura, pestati i piedi per i movimenti dove non c'erano camerini o spogliatoi per 54 persone.

Un'ora e un quarto di spettacolo. Gran movimento di parallelepipedi ruotanti, una "Rumor band" fornita di batteria, tastiera, campanelli, campane, pentole, mestoli e coperchi... Risate e applausi del pubblico. E poi in fretta a prendere il treno, perché non aspetta!

Un'idea cresciuta poco a poco

L'idea era partita da lontano, durante tutto un anno di lavoro sull'espressione svolto nella scuola media di Castello di Godego. Nelle attività del doposcuola, ma anche nella programmazione didattica di alcune classi, più volte si era usato i linguaggi del teatro, della danza e della musica come occasioni di incontro, di conoscenza reciproca, di scoperta e valorizazione delle capacità dei ragazzi, di confronto con temi della vita quotidiana, dell'annuncio religioso e della fantasia. Le forti emozioni del teatro, un sano protagonismo ben guidato, un cammino di gruppo e una costante riflessione e revisione su questa attività sono diventati un itinerario per confrontarsi su temi importanti. Molti ragazzi attraverso gli spettacoli preparati per Natale o fine anno, nelle ore di italiano o religione, nei "buongiorno" o nei ritiri di classe avevano parlato ai loro compagni attraverso l'espressione. Ognuno pian piano aveva fatto emergere doti, aveva trovato un suo ruolo nel gruppo, aveva imparato ad affrontare alcune difficoltà. Perché allora non fare di questo linguaggio, a cui si erano affezionati, un modo per incontrare amici di altre zone? E avere in mente uno spettacolo, appunto "Gio&Na, storia di uomini e balene con la partecipazione straordinaria di Dio", dei ragazzi di Arese. Una serie di condizioni favorevoli che ci ha fatto pensare alla possibilità di realizzare ciò che sembrava solo un sogno.

Avuto il via dai responsabili, incontrati i genitori siamo passati alla realizazione dello spettacolo e alla risoluzione di tanti problemi logistici e pratici, affrontati grazie la generosità di professori, ragazzi e mamme. E la Tournée è partita.

Il Libro di Giona, una parabola educativa

In verità il sogno di un campo mobile teatrale con i ragazzi era nella mente del salesiano responsabile del gruppo già da alcuni anni. La storia di Giona era subito apparsa come una parabola educativa particolarmente efficace. Essa avrebbe offerto abbondanti spunti per riflettere su chiamata di Dio e risposta dell'uomo, su "giustizia" umana e misericordia di Dio, sul 'fare di testa propria" o mettersi in atteggiamento di invocazione, sul fuggire da un Dio "concorrente" o incontrare un "Dio Amore", sul rifiutarsi di essere strumenti di questo annuncio o farsi gioiosi propagatori della lieta novella a scuola, tra gli amici, in parrocchia, all'oratorio.

Per chi ha preparato questa avventura e ha accompagnato i ragazzi, la "Gio&Na Tournée" si è dimostrata una via all'amicizia, occasione di vicinanza, conoscenza, ascolto di problemi, sostegno nei momenti di difficoltà, suggerimento si soluzioni, attivazione di energie. Scoperta di nuove capacità, accoglienza del proprio corpo in crescita, incontro sereno di ragazzi-ragazze, espressione del proprio vissuto, ascolto e accoglienza, servizio, vittoria su imbarazi e timidezze, dono agli altri sul palcoscenico.

Gioia e qualche lacrima

Ragazzi e famiglie contente. Ma non basta! Si sono visti ragazzi delle assumersi responsabilità, lavorare insieme, servire, imparare ad avere pazienza. I più grandi, con delicatezza, si sono presi cura dei più piccoli. Ragazzi, a volte un po' pigri durante l'anno scolastico, hanno dimostrato di saper affrontare difficoltà impreviste: lo sciopero di treni, la sveglia alle cinque, il palco troppo piccolo, il vestito rotto, la battuta dimenticata, recitare senza voce, dover apparecchiare quando non si ha voglia... Ragazi "bene" fare i conti con la semplicità, il sacrificio, il doversi adattare. Di baruffe ce ne sono state, ma anche tante riconciliazioni e tanti sorrisi d'intesa. Quanta creatività, invenzioni eccezionali durante gli spettacoli.

Ovunque abbiamo ricevuto accoglienza e grande simpatia. Lo spettacolo, che prevedeva tra l'altro varie occasioni e forme di partecipazione del pubblico è stato non solo applaudito, ma è diventato spunto di riflessione su una storia già in parte o del tutto nota agli spettatori. Alla fine dell'esperienza, tra i ragazzi gioia e un po' di rimpianto, mentre i genitori ci hanno assicurato il loro consenso sul nostro modo di accompagnare i loro figli.

La "Gio&Na Tournée" è stata una creativa provocazione: la via dell'espressione può diventare un modo alternativo di incontrare, coinvolgere, far crescere i ragazzi e i giovani. Credo proprio di sì.