IL PUNTO GIOVANI
di Carlo di Cicco
Vigilia d'estate. Le vacanze sono uno dei sogni più attesi dai giovani. Essi ci pensano, vi investono progetti. E per molti sono un test per la vita.
I grandi, specialmente quando sono molto impegnati in una professione, hanno paura dei tempi liberi. Li chiamano tempi morti, ossia improduttivi. I giovani che solitamente sono fuori dai cicli produttivi e vedono il mondo rovesciato, amano i tempi liberi come le vacanze. I fine-settimana anzitutto, quando le giornate sono ritmate in modo autonomo, senza le ore scandite dai doveri che altri scelgono per i ragazzi e le ragazze. Ma le vacanze estive rappresentano uno dei sogni più attesi. Su di esse si investe fantasia, progetto. Sono quasi una spia che rivela i desideri profondi. Danno la possibilità di gestirsi.
NON TUTTO È ROSEO NELLE VACANZE. Per tanti giovani sono giorni più faticosi di altri. Al lavoro manuale sotto padrone, si aggiunge il caldo afoso dei cantieri. Ma per un numero rilevante di ragazzi, quando la scuola chiude, si popola la strada. I muretti di quartiere prendono vita fino a notte fonda. Ragazzi e ragazze hanno più tempo per le confidenze. Il sole del mattino dopo potrà intanto attendere, perché le campanelle di scuola tacciono e la paura di perdere l'autobus è sospesa. Per tanti ragazzi si apre la stagione di nuovi amori, di ricerche di avventure. A gruppi e gruppetti, simili ad armate Brancaleone, passeranno ore interminabili a caccia di possibilità e amicizie. Frequentando i baretti di quartiere, andando nei centri vicini ai paesi, invadendo spiagge e pinete. Un po' meno la montagna che richiede fatica. Gli epigoni dei "vitelloni" felliniani non finiscono mai.
MA ACCANTO A QUESTO VIVERE LEGGERO il tempo vacanziero, mi colpisce il fatto che un numero sempre più alto di giovani attende l'estate per realizzare obiettivi culturali per sé o progetti di solidarietà e formazione. Un tempo, trent'anni fa, c'erano i campi di lavoro dell'Abbè Pierre o la vendemmia. Poi si aggiunsero le prime campagne per la cooperazione. Sono restate celebri le raccolte di carta per il Mato Grosso. L'esplosione del volontariato ha aperto nuove possibilità. E i giovani non sono rimasti insensibili. Le vacanze sono diventate, perciò, anche un'occasione di misurare quanto interesse abbiano i giovani di aiutare progetti capaci di cambiare il futuro. Essi si dedicano a quelle attività che sono segno del forte desiderio di mondi e società nuove. C'è una grande passione tra questi giovani che si rimboccano le maniche per iniziative che, non di rado, non sono meno impegnative ed esigenti della scuola. Campi di lavoro, campi di formazione, microrealizzazioni, stage di servizi ai più piccoli o agli anziani; tutela di monumenti, animatori di incontri. E insomma la fiera della disponibilità.
I GRANDI POTREBBERO FARE UN PENSIERINO: quanto gioverebbe di più creare scuole e centri educativi rispondenti alle attese dei giovani. Se d'estate riescono a fare tante cose con senso di responsabilità, come mai nella scuola tornano a essere così "infantili" ed evasori? Estate e vacanze come tempo di una diversa qualità della vita. Una lezione da ripensare.