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Nuove fondazioni salesiane nel 1995. Uno sviluppo costante in ogni parte del mondo per una presenza più efficace verso i nuovi giovani. Interviene il segretario generale della congregazione.
Anche nel 1995 è continuato lo sviluppo della missione salesiana nel mondo. Sono state complessivamente 29 le nuove presenze salesiane avviate in quest'anno, distribuite nei cinque continenti: 11 in Asia, 6 in Africa, 6 in Europa, 3 in America, 3 in Oceania (Australia e Papua Nuova Guinea). Alcune aperture sono particolarmente significative, anche per il loro carattere "pionieristico", nel senso che rappresentano il primo ingresso dei salesiani in paesi nuovi. Tra queste ricordo, in modo speciale: l'inizio della presenza salesiana in Bosnia-Erzegovina a Zepce, non distante da Sarajevo; I'avvio dell'opera salesiana nel Ciad, a Sarh, e nel Malawi, a Chilinde- Lilongwe, nell'ambito del "Progetto-Africa"; l'ingresso dei primi salesiani - dalla Corea del Nord - in Manciuria, a Yanji; e il permesso dato per il progetto della prima opera nell'Eritrea (Dekaméré). Si è cominciato anche a studiare le possibilità di entrare in Romania.
Tra le aperture importanti non si può dimenticare l'avvio di due nuovi noviziati: nello Sri Lanka, a Dombawinna, e in Russia, a Oktiabrskij.
CHIUSURA DI OPERE. Nell'anno c'è stata anche la chiusura di alcune opere o attività, ritenute non più rispondenti alle mutate condizioni dei luoghi. Sono 14 le case soppresse nel 1995: in vari casi si è trattato di piccole presenze o di opere la cui attività era già stata sospesa.
Certo, si è avviato anche il processo per un ridimensionamento ed anche la chiusura di opere che fanno parte della nostra storia salesiana. Si pensa subito a Lanzo Torinese, una delle prime case aperte da Don Bosco, dove è stata data l'autorizzazione per un ridimensionamento, che comporterà anche l'alienazione di immobili che risalgono a primi tempi della nostra Società. Ricordo anche il permesso dato per la chiusura della casa di Maynooth, in Irlanda, che ha avuto una storia gloriosa nella vita salesiana di quella nazione. Ciò fa parte dei cambiamenti che sopravvengono nella vita sociale ed ecclesiale, specialmente nella condizione giovanile, che rendono necessario anche il rinnovamento delle opere.
I criteri che guidano i superiori nella scelta delle opere, e nell'eventuale loro soppressione, oggi si sogliono esprimere con la parola "significatività". Sono i criteri ben descritti negli articoli dal 40 al 43 delle nostre Costituzioni, che privilegiano i bisogni della gioventù, soprattutto la più povera, negli specifici contesti sociali ed ecclesiali. A don Egidio Viganò piaceva parlare di "criterio oratoriano", facendo riferimento ai criteri stessi che guidarono Don Bosco nel fondare il suo Oratorio.
LA NUOVA FRONTIERA DELLA CINA. Per il "Progetto-Cina" i passi sono ancora piccoli: oltre all'insegnamento della teologia da parte di nostri professori salesiani di Hong Kong in alcuni seminari della Cina continentale e ai conseguenti contatti e incontri più frequenti, si è intensificato il lavoro a favore dei figli di lebbrosi e di altri ragazzi bisognosi nel sud della Cina. Purtroppo non è stato ancora possibile impiantare un'opera stabile nel continente. Ma rimangono aperti gli orizzonti. E ci sono confratelli che già hanno chiesto di impegnarsi nel "Progetto-Cina" e si stanno preparando.
COME SI STA SVILUPPANDO L'EST EUROPEO. Per quanto riguarda l'Est europeo, mentre continua lo sviluppo, si cerca di consolidare la presenza salesiana, un po' in tutti i paesi. La costituzione della Circoscrizione Est ha molto aiutato questo processo. Un chiaro segno di vitalità è il buon numero di vocazioni, con l'apertura di un proprio noviziato, vicino a Mosca. Sono 15 i novizi presenti. C'è davvero speranza di futuro!