FOCUS

SCELTE DI QUALITÀ DAL SERVIZIO CIVILE

Sono circa 600 i giovani in servizio civile quest'anno presso le case salesiane. Impegnati sul fronte dell'animazione oratoriana, di quella scolastica e dell'emarginazione, è spesso grazie a loro che si porta freschezza e dinamismo alle attività tra i ragazzi e i giovani. La Caritas ha comunicato che dal gruppo di obiettori di coscienza che ha prestato servizio presso di loro, ben 200, terminato il periodo di velontariato, sono poi diventati preti. Anche tra i salesiani avviene qualcosa di simile. Quest'anno, nel gruppo dei giovani salesiani che hanno fatto la "professione perpetua", ben 6 erano ex obiettori. La stessa indagine della Caritas comunica che il 30 per cento degli obiettori in congedo normalmente rimane a prestare servizio o assume responsabilità direttive nelle Caritas diocesane. Più del 23 per cento viene poi impiegato nelle équipe di formazione dei nuovi obiettori, mentre il 19 per cento generalmente trova sbocchi successivi nei centri Caritas. Questi dati significativi fanno capire che il servizio civile non è visto da chi lo fa come una parentesi nella vita, ma come un'esperienza che continua. Da quando nel 1972 fu promulgata la legge sull'obiezione di coscienza sono oltre 100 mila i giovani che hanno scelto questo servizio altemativo. Migliaia lo hanno fatto tra i salesiani e nelle altre organizzazioni socio-ecclesiali. Una ricchezza umana nuova e davvero interessante, uua riserva di esperienze e di possibilità che può assicurare sviluppi impensati, anche vocazionali. La Caritas ha già sin d'ora istituito corsi di formazione degli obiettori di coscienza, auticipando di fatto la legislazione, che prevede tre mesi di formazione prima del servizio. Incontri regolari di formazione per preparare al servizio sono organizzati anche dalle altre istituzioni educative.