IL DIARIO DI ANDREA
di Jean-François Meurs
Non ricordo come mai ci siamo messi a parlare di lacrime. Eravamo riuniti in gruppo per parlare di Dio, a partire dalla parabola del buon Samaritano. E all'improvviso, la conversazione è stata più o meno questa.
Maria: lo penso che sia bene piangere. Tutti hanno il dovere di piangere e dovrebbero sapere che ne hanno il diritto. Stefania: Trovi? Per conto mio, mi scoccia stare vicino a uno che piange. Vorrei fuggire. lo non saprei cosa fare, e non saprei cosa dire. Virginia: Piangere non è certo una forma di espressione come un'altra! Tu la senti dentro! È un'emozione che ti piaccia o no ti prende. È più forte di te e tu non hai le parole, né il modo di uscirne. Bisogna saper sopportare! Altrimenti l'acqua straripa.
(silenzio)
Stefania: lo non riuscirei a piangere davanti a qualcuno. Quando ho voglia di piangere mi chiudo nella mia stanza. Maria: A volte, al contrario, è perché sei con qualcuno che puoi piangere. Con lui, puoi farlo. Tu superi tutte le barriere, riconosci la tua fragilità. Piero: Non è facile ammettere di essere fragile, accettare di perdere il controllo di sé. Maria: Certo; è come amare. E per questo che io credo che piangere è così bello. È più bello del ridere. lo mi sento felice se qualcuno piange vicino a me. Lo prendo tra le braccia senza dire niente. Piero: Mi sembri una mamma... Stefania: Forse piangere è un po' come ritornare bambini... Francesca: Sì, ma i fanciulli hanno in genere dei dispiaceri molto piccoli. Sono magari un po' stanchi e non lo sopportano più... Quando si cresce, si impara a resistere e se si piange è perché è una cosa seria. Non ne puoi più e crolli. Cristina: A volte piangi per delle cose che gli altri non possono capire. lo avevo nella mia stanza un fiore seccato. Per me era pieno di ricordi. Un giorno qualcuno facendo pulizia me l'ha gettato via. Ho pianto da morire. Solo io potevo sapere. Francesca: Per piangere vicino a qualcuno bisogna assolutamente che ci sia tanta confidenza, che si sia grandi amici. Maria: Quando uno piange la cosa migliore che puoi fare è toccarlo. Col solo toccarlo, gli porti via il dispiacere. Stefania: Tu comunichi al di là delle parole. È per questo che piangere è una cosa grande.
(silenzio)
Maria: Piangi, e dopo tutto è finito e ti sei liberata. Cristina: A volte si piange non perché si è tristi, ma perché ciò che vedi è troppo bello. La gioia è così grande che esce da te.
(Devo dire che noi, i ragazzi, stavamo soprattutto ascoltando ciò che dicevano le ragazze. La sapevano davvero lunga...).
Francesca: A volte si dice: non piangere, sii uomo! Piangere fa tanto ragazzina! Cristina: Non sono d'accordo. Ci vuole coraggio anche a piangere. Oppure piangi perché non hai il coraggio di guardare in faccia una situazione che ti fa soffrire. Patrick: Non è un disonore, piangere. Anzi. Maria: E tu, Vincenzo, piangi qualche volta? Vincenzo: Chiaro che mì capita. Sono anch'io come gli altri! Sono normale... Piero: E Dio, cosa ne dite, piange anche lui? Andrea: Sì, nel Vangelo Gesù piange per la morte di un amico. Stefania: Ma quando Dio piange, chi lo consola?