IL DIARIO DI ANDREA

di Jean-François Meurs

ANCHE LA NOIA E UN DIRITTO

Gli adulti vogliono evitare ai loro figli momenti di noia e li riempiono di cose da fare. Eppure i ragazzi hanno bisogno di riflettere per costruire la loro personalità. Devono prendere fiato tra un'esperienza e l'altra per diventare se stessi.

« Cosa hai fatto oggi?». La mamma era seccata e papà aveva l'aria di chi sta perdendo la pazienza. Avevo passato tutta la giornata nel silenzio più nero. «Ma muoviti, fa' qualcosa! ». Erano nervosi e demoralizzati nello stesso tempo. Non pensavo che il mio modo di fare potesse disturbarli tanto. Che cosa avevo fatto oggi? Ma che ne so, io! È già tanto che mi sia reso conto... Beh, riassumiamo.

QUESTA MATTINA mi sono alzato che erano le 11. Ero già sveglio da un po', ma che importa? Giulia è andata a Parigi per una settimana, e io me ne stavo lì, dentro il mio piumone. Joris è venuto a bussare alla mia porta, ma non ho risposto. Ha messo dentro la testa, e non gli ho nemmeno urlato dietro che non gli avevo detto di entrare. Mi ha spiegato che voleva farmi sentire un CD, per farmi passare la noia, ma non c'era bisogno di tante spiegazioni, faccia pure ciò che vuole... Flípot ha approfittato per scivolare sul mio letto e si è messo a ronzare. Quando ero bambino, credevo fosse il suo motorino.

HO FATTO LA DOCCIA e poi non so più cosa ho fatto, ma all'improvviso è arrivato mezzogiorno. Mi sono presentato a tavola a dorso nudo e scalzo. E sono cominciate le discussioni... «Mettiti una maglietta, almeno, no?! ». «Bene, d'accordo, non c'è bisogno di gridare!», ho detto sicuro di me. « Perché gridate? É così che mi volete bene qui?». Dopo mezzogiorno: « Perché non vai un po' in bicicletta? La bicicletta ti piace, no? Vai a vedere i tuoi amici, è da un po' che non vedi Carlo». Ma perché mi devono sempre cercare qualcosa da fare? « Vi sono tante cose che si possono fare!». Ebbene, io, da parte mia, trovo che vi sono un sacco di cose per niente interessanti da non fare... Avevo voglia di stare in pace, e basta. Perché sempre programmare cose e cose... No, niente programmi. Niente attività. A forza di sentire: «Muoviti!», mi sono detto: bene, vado fino in fondo al giardino. Ho fatto qualche metro sul prato e mi sono lasciato cadere sull'erba. Ho concentrato tutte le energie nello stare fermo, piatto, a pancia in giù. Non ero triste, no. lo so cosa sia la tristezza. L'ho avuta quando ero bambino. Ma ora, no! Niente! Rien! Nihil Nada! Nothing! Nichts!

SONO RIENTRATO in sala. «Se vuoi, accendo la tele per te», mi ha detto Joris, che dimostrava di aver capito il mio stato d'animo. Cambio io i canali per te ... ». Neanche la tele! E il colmo! Lei che è la compagnia ideale per chi si vuole annoiare! Poi mi ha preparato un bel sandwich. Si divertiva Joris a vedermi così. Stavo pensando a me, ero là per me. Non ero là per nessun altro. Assente fisso. Inutile chiamarmi, l'automatico era staccato! Staccato, guasto. Che farò oggi? Mi sono messo ai bordi del nulla, del vuoto, respiro l'assenza. Ma mi sento forte mentre resisto alla vertigine di fare qualche cosa. Ho avuto il coraggio di guardare il nulla in faccia... Oh, mi è sembrato qualcosa di grande!