IL DIARIO DI ANDREA
di Jéan-François Meurs
Dicono i genitori: «Sappiamo cosa sia il piacere di avere dei soldi e che cosa sia non averne». Ma sulla "paghetta" da dare ai figli, non hanno le idee chiare e si domandano: «Quanto e come dare? E se diamo troppo? O troppo poco? Come valutare le loro necessità? E come fare accettare le diverse esigenze a seconda dell'età? »
Carlo ha avuto un bellissimo Invicta. Per lui è un affare: lo ha pagato "solo" 250 mila lire, Se lo può permettere! Da parte mia questo lo considero un bel malloppo! Ti rendi conto? Un Invicta! E tutti a sbavare d'invidia! Carlo non avrebbe dovuto cambiare scuola. I suoi compagni adesso sono tutti fighetti che vestono solo roba di marca. E lui non può fare a meno di tutto ciò che hanno gli altri. Noi invece siamo ben contenti di comperare ai mercatini. «Bisogna che io passi dall'"ufficio richieste'!», mi ha detto. L'ufficio richieste è la cucina, se si rivolge alla madre: e poi aspettare che sia occupata nei piatti o nel forno; allora, stando dietro di lei, si getta là la richiesta. Altrimenti bisogna aspettare sulla scala dopo il film, quando papà va a dormire. Questo gli è già riuscito molte volte, perché vengono colti di sorpresa, e non hanno nessuna voglia di discutere. Il fatto è che i suoi genitori gliela danno facilmente vinta. Da parte mia, con un padre come il mio, glielo sconsiglierei, perché per parlare di una cosa importante (e i soldi sono sempre una cosa importante per i genitori) bisogna che lui sia disponibile. Quindi nessun rischio inutile. È meglio scegliere il momento giusto, e preparare con calma ciò che si deve dire.
«CHIEDO UN AUMENTO. È normale, sono stato promosso e poi, compirò diciassette anni il mese prossimo, e posso chiedere un anticipo sulla mia festa». Carlo scambia la sua famiglia per un'azienda e suo padre come il padrone. D'altra parte, quando lui fa un servizio, viene sempre pagato: se lava la macchina, quando scarica le immondizie... Da noi, sarebbe assurdo. E poi, questo non ci piace: tutti fanno qualcosa per aiutare in famiglia. A volte rompe, ma non ci si fa caso, e non si fanno contratti. Almeno, non troppo... Non ci sono tariffe secondo gli anniversari. La mamma ci ha spiegato come nostro padre guadagna i suoi soldi e come lei si dà da fare. Diamo la precedenza a chi ha bisogno, e si cerca di mantenere un certo equilibrio. Dal momento che siamo molti, basta parlarsi.
« IL MIO VECCHIO naturalmente mi farà ancora la predica», continua Carlo. Dice: «Si direbbe che hai un buco nel tuo portafogli. Credi che il denaro venga giù dal cielo?». Carlo nota che da quando suo padre ha delle biglietterie automatiche, non dice più: "credi che i soldi escano dai muri?". Questo mi ricorda di un giorno in cui mio padre si lamentava delle fatture da pagare. Joris, che era ancora piccolo, gli aveva detto: «Ma basta che tu vada a comprare i soldi in banca, come fa la mamma!». Lei era andata a ritirare il denaro allo sportello e Joris lo aveva trovato bellissimo. «Ah, perché tu credi che i soldi escano dai muri? Bisogna lavorare, per questo». Allora Joris, che era già abbastanza sveglio, gli aveva ricordato che lui aveva appena tagliato il prato. Quanto valeva quel lavoro? Ed era andato a dirlo all'impiegato di banca: gli spiegava il lavoro che aveva fatto e voleva essere pagato per dare i soldi a papà. Ho chiesto a Carlo perché non aveva un conto in banca. «Ne ho già avuto uno. Ma era sempre vuoto. Preferisco chiedere di volta in volta, quando ho bisogno di qualcosa: ti giuro che ci guadagni... Io conosco i miei vecchi, vogliono essere dei buoni genitori e fanno di tutto per farmi contento». « E se te li rifiutano? ». «Credo che loro abbiano paura che io rubi o addirittura che spacci droga! Per questo non hanno il coraggio di rifiutarmeli, perché non faccia delle sciocchezze... ».
HO LAVORATO DURANTE LE VACANZE e ora ho un conto in banca. Non potrei più accontentarmi dei guadagni di qualche lavoretto. Quando ho bisogno di un supplemento, lo chiedo. Ma preferisco la mia autonomia fin che è possibile; e non dover rendere conto. Per la mia nuova bici ho risparmiato, e loro hanno voluto aiutarmi, perché quest'anno non si partiva per le ferie. Con papà, le discussioni sono più complicate, ma imprevedibili. Sembra che non si possa proprio insistere e all'improvviso, accetta. Mamma invece è molto più paziente e astuta. Con Anna Caterina che spende un po' troppo, l'ha obbligata a scrivere tutte le spese che avrebbe voluto fare nei quindici giorni. Poi hanno esaminato insieme il budget, e concluso che se lei aboliva metà cioccolato, avrebbe ricuperato la metà di ciò che chiedeva. Mamma ha voluto mettere la sua parte per il CD. Poi le ha consigliato di rivendere i dischi che lei non ascoltava più. È una buona idea!