LETTERE

TESTIMONI DI GEOVA. «Mi permetto di insistere, soprattutto dopo aver letto ciò che scrive il signor Rizzo (cf. BS/maggio). I testimoni di Geova dicono che se un familiare si dissocia, si devono ridurre al minimo i rapporti verso di lui. Così è stato di mia moglie, che odia mia Madre, uscita dai testimoni dopo 25 anni. Quanto ai soldi, di cassette i TDG ne hanno molte nella loro "sala dei Regno*`: vi è una cassetta per le spese dei locale, una per la costruzione di nuove sale, una per le opere della predicazione, ecc. E ci sono quote fisse alle quali ogni testimone si ímpegna secondo le sue possibilità Forse amo questo può non apparire negativo, il problema in realtà è che il TDG entra in un sistema con il quale l'organizzazione riesce a tenerti in pugno e a dettarti centinaia di regole di comportamento, a cui devi rigorosamente sottostare» (Giuseppe Catalano, Druento. Torino). «Non so se il signor Rízzo sia un TDG o semplicemente un simpatizzante o niente di questo. Ho due figli che si sono convertiti a questo movimento e nella nostra famiglia è finita la pace. Si sono sposati e arrivano al punto di non portarci la nipote (dì due anni!) per paura che le parliamo della fede cattolica. Quanto alle riviste, le diffondono gratis, ma loro le pagano e l'organizzazione americana è certa di intascare i soldi del venduto I miei figli si sono confidati con me, ma non hanno la forza di tirarsi fuori» (P. R., Zurigo) «Sono venuti anche oggi due testimoni di Geova a bussare a casa mia. Ho scambiato due parole con loro: la loro dottrina non è la nostra e si nota subito; ma bene o male sono ancora gli unici che hanno il coraggio di parlare di Dio per le nostre strade. Ho pensato a noi, al nostro cristianesimo fatto della sola messa alla domenica. Ma è proprio il caso di bisticciare tra noi quando siamo così pochi a parlare di fede?» (Silvana Marocco, Alessandria).

EXALLIEVI INGEGNOSI. «Conservo tutti i numeri di alcune rubriche del BS, in particolare "Il punto giovani" e "Come Don Bosco". Anzi ho fotocopiato e rilegato in un unico volume tutte le pagine e, a nome della nostra associazione exallievi, ne ho distribuite 150 copie in paese. Il libretto è stato accolto e letto con grande interesse nelle famiglie. Ripeteremo l'iniziativa il prossimo anno». Claudio Gambaretto, S. Giovanni Ilarione (Verona)

DON BOSCO A CROTONE. «Sono un exallievo di Roma San Tarcisio (anni 1955-58). Ricevo puntualmente il BS e mi sento salesiano anche dopo 40 anni. Volevo informarvi che Crotone conosce Don Bosco grazie al nostro giovane parroco don Pino Caiazzo. Non è salesiano, ma possiede il carisma di Don Bosco. Da dieci anni è alla guida ali una giovane parrocchia attiva e itinerante, sorta in un nuovo quartiere della città. La nostra parrocchia è l'unico punto ali incontro dei giovani. Abbiamo momenti di catechesi, l'azione cattolica, la Fuci, incontri di preghiera, il teatro. Don Pino è autore di musical. fondatore di una compagnia teatrale che ha varcato l'oceano e si è esibita anche in Canada. Per i giovani è amico e confidente. Quest'anno don Pino ha regalato ai giovani l'"Oratorio Don Bosco". una struttura ancora in via di sviluppo, con spazi per le attività e lo sport». Mimmo Ferro, Crotone

ANCHE Al LAICI E AGLI INDIFFERENTI. «Quasi da tre anni ricevo il BS. Sono professore di italiano e spagnolo nella scuola di lingue a Praga. Ogni tanto uso anche un articolo del BS. Nella Repubblica Ceca oggi la gente è molto sensibile e rifiuta qualsiasi tipo di "indottrinamento". Nonostante questo, trovo sempre un articolo (droga, tempo libero, disoccupazione, senso della vita ...) con considerazioni interessanti e profonde che possono essere presentate anche a laici e a indifferenti. Tanto più che da noi vengono sia giovani che adulti, tutti desiderosi di qualificarsi in una nuova lingua». Lettera firmata. Praga

LA TRAGEDIA FAMILIARE DI BRIGIDA. « La storia della psiche umana è antica quanto l'uomo, come scienza ha ameno di un secolo di vita. I grandi poeti tragici hanno posto al centro dei loro drammi la psiche umana, in essa trasferendo fatti ed eventi sicuramente accaduti ai loro tempi. Forse non sapevano spiegarsi come un padre potesse uccidere una figlia e inventarono la storia di Agamennone, che sacrificò la figlia Ifigenia, per ottenere una navigazione favorevole alla sua flotta dalla Grecia a Troia, anche se consigliato da qualche oracolo, che interpretava i voleri degli dei. Ed è giustificabile, a sua volta, la vendetta della moglie, che lo fece uccidere dall'amante Egisto? Come spiegare la figura di Medea nell'omonima tragedia di Seneca, che non esita a uccidere i propri figli avuti con Giasone, per vendicarsi di lui, che l'ha tradita? II mondo classico ha espresso prima di noi questo scontro perpetuo tra la ragione e la passione, che l'uomo ancora non riesce a risolvere, per raggiungere almeno un certo equilibrio. Tullio Brigida ha un avvocato che lo difende: è riuscito questo difensore a entrare nel cuore di Brigida, per scoprirlo colpevole o innocente? E se colpevole, secondo la amorale corrente, lo è a tal punto da meritare la condanna. coree Agamennone e Giasone? Siamo, allora, ancora a quei tempi? Sappiamo noi quanto peso abbia avuto in lui la ragione'? Quanto la passione? Potrà mai l'uomo scoprire i meccanismi che determinano la vittoria dell'una sull'altra? Ecco, allora, la psicanalisi Cile. scavando nell'entroterra di quest'uomo. ne vede le carenze educative, che hanno provocato il dramma. Di chi è la colpa'' Qual grado di socializzazione ha assimilato Brigida. per distinguere il bene dal male, il lecito dall'illecito? Che cosa si innesca nei labirinti della ragione con la passione, se non un corto-circuito, che brucia i nessi della comunicazione logica. esplodendo nella violenza? Più che essere attore di un crimine, non potrebbe essere Brigida la vittima di una cultura della morte, che la sua società gli ha propinato da quaudo è nato? Come può una società. che ha distrutto il senso morale della vita sentirsi legittimata a condannarlo? Forse dobbiamo aspettare chi a certi accusatori ipocriti rispose: "Chi è senza peccati, scagli la propria pietra contro questa donna!"?». Giovanni Migliore, Siracusa

Il giudizio su un uomo si fonda su fatti concreti e oggettivi. Ma l'animo umano e più complesso. Ciò che è interessante del suo ragionamento è proprio il tentativo di farcelo capire. Anche se il suo discorso è paradossale, nel senso che non si dorrebbe più giudicare nessuno, lasciando solo a Ilio ogni verdetto. Tra l'altro questo sminuisce l'uomo e la sua libertà.

BS DOMANDA

NON SO A CHI RIVOLGERMI. «Ho 22 anni. Sono innamoratissima del mio ragazzo. Credo in Dio a tal punto da metterlo al primo posto nella mia vita, però non riesco a pensare che sia peccato che due giovani innamorati non possano amarsi anche in senso tisico. Conte può vietarlo Dio, se è amore? Tanto più che viviamo in un mondo dove sovente non c'è amore. Sbaglio a pensare così? Forse sì, ma non ho nessuno a cui chiedere consiglio. Vi prego di rispondermi ». (Alea. Ciriè, Torino).

Risponde ,lean-Manie Petitclerc.

Posta in questi termini (« È peccato che due giovani che sì vogliono bene facciano l'amore?"), la domanda non può avere una risposta soddisfacente. Intanto bisogna vedere quale significato si dà alla parola "peccato". Infatti. se la parola dal punto di vista della legge morale appartiene al complesso delle leggi (e quindi è possibile rispondere in nodo affermativo o negativo), quello del peccato appartiene alla categoria dell'amore. Sono due registri ben distinti, anche se collegati. Infatti se l'amore non può amai essere confuso con la sola osservanza della legge, noti si dà però amore senza legge. come tanti giovani oggi hanno, la tendenza a pensare, perché è la legge che permette di prendere con verità in considerazione il rispetto per l'altro. Cos'è dunque il peccato? E decidere, in modo libero, di dire "no" a colui che ci ama e che ci propone un cammino di piena umanizzazione. La domanda cambia allora: l'esperienza amorosa, condivisa sul piano fisico, significa per voi una tappa indispensabile? Perché possiate dare una risposta (perché siete voi, tu e il tuo ragazzo, che la dovete dare), fermiamoci un poco sul significato profondo dell'atto sessuale. Esso comporta tre dimensioni. Prima di tutto una dimensione erotica, che è fonte di piacere sessuale. E questo piacere è buono. «Maschio e femmina li creò. (...) E Dio vide tutto ciò che aveva fatto: era molto buono». Si sbaglia quando si pensa che la Bibbia associ l'idea di piacere a quello di peccato. Vi è poi una dimensione relazionale. La sessualità conduce una persona a incontrarne un'altra, che non va imprigionata in quel che uno vuole, tea accettata nella sua realtà. Infine vi è una dimensione di fecondità. Dato che la sessualità non è ripiegamento su di sé, ama apertura, è portatrice dei frutti dell'amore. Uomo e donna sono chiamati a diventare "procreatori". Dimenticare una (li queste dimensioni costituisce sempre una riduzione della ricchezza umana. La Chiesa afferra che è nel quadro di quell'alleanza unica e duratura che è il matrimonio che è possibile lo sviluppo di queste tre dimensioni. Per questo ci sono delle coppie giovanili che attendono che il loro legame reciproco diventi duraturo e definitivo prima di sperimentare tutta la ricchezza della loro sessualità. E così finiscono per scoprire che l'attesa, ben lontana dal diventare una frustrazione, è già portatrice della felicità di ciò che promette.