LETTERE
120 ANNI... PORTATI BENE! «Sono un'affezionata lettrice. Da ben tre generazioni il Bollettino Salesiano viaggia nella nostra famiglia e ci fa piacere leggerlo. Complimenti: è una rivista che nonostante l'età è sempre giovane e aggiornata! » (L.S., Torino). « Anch'io voglio essere presente per i 120 anni della rivista. Per due ragioni. Mio padre Innocenzo Giuseppe, nato nel 1886. fu uno dei primi abbonati. Ho conservato sempre con tanta cura i numeri del Bollettino Salesiano, però il terremoto del 1980 me li portò via. Era un tesoro per papà e per me. Il secondo motivo è che ricevo e leggo sempre con interesse la rivista e. di volta in volta, trovo sempre qualche novità da trasmettere a parenti. amici. conoscenti e giovani soprattutto » (Livio Nargi, Castelvetere sul Calore, Avellino).
L'IMPORTANTE È PENSARE AL BENE COMUNE. «Sono un ex obiettore di coscienza. Faccio riferimento alle lettere di gennaio (`Servizio civile o servizio militare? "). Tutte si ostinavano a sostenere una delle tesi, a discapito delI'altra, senza accettare il dialogo. A mio parere è la persona che svolge un determinato servizio che gli dà un senso rendendolo utile. Purtroppo c'è sempre qualcuno, e non solo tra queste due categorie, che invece di pensare al bene della collettività, pensa a se stesso. Ma non dobbiamo cadere nell'intolleranza solo perché qualcuno —sporca- una scelta buona, anche se diversa dalla nostra. L'importante è essere coerenti con se stessi e comportarsi con dignità e rispetto». Pier Paolo Carasin, Mogliano l'eneta
IO PREGO COSÌ. « Ho letto sul BS di gennaio dell'eliminazione di padre Jacques. Così come di padre Onorino. Aldo e Katina dei saveriani. Non posso rimanere indifferente e non manifestare la mia costernazione. Scrive Mario Valente: "La paura non gli chiudeva la bocca... Non sopportava la menzogna... Qualcuno lo fece fuori solo perché era in possesso di un'arma: non credo che padre Jacques lo abbia maledetto...". Certamente questo qualcuno non sapeva quello che faceva, diversamente da chi ha messo nelle mani di quest'uomo l'arma. Su queste persone che uccidono tutti i giorni e su chi li arma, scenda la sventura e la maledizione di Dio. Ho 50 anni e, data la mia esperienza di vita, io prego così ». Lettera, firmata. La Spezia
Padre Jacques e gli altri non approverebbero la sua preghiera. Sono proprio i suoi 50 anni di vita che dorrebbero convincerla che il "nuovo" nasce soltanto dalla misericordia.
STAMPA JUNIOR. «Ho letto con interesse nel numero di gennaio l'articolo in cui si parla della crisi delle riviste cattoliche per i ragazzi. Però devo anche (lire elle tali riviste non sono abbastanza conosciute. Da tempo vorrei fare un abbonamento alla rivista Primavera per i miei figli, ma non so come fare ». Leu'ra,firnzata, Stornarella, Foggia
Ecco gli indirizzi di alcune testate. Chi è iutere.c.ialo può nc lnedere copia-saggio: PRIMAVERA - ras. post. 123 20092 Cinisello Balsamo (Mi). MONDO ERRE-c.so Francia. 214 10090 Cascine Vica-Rivoli (To). IL MESSAGGERO DEI RAGAZZI - via Orto Botanico, I I 35123 Padova. IM (Italia Missionaria) via Monte Rosa. HI 20149 Milano.
DON BOSCO AL CINEMA. «Con interesse e non poca nostalgia mi sono soffermato su "Don Bosco al cinema" del BS di dicembre, per il ricordo di quel cinema dell'oratorio salesiano del Vomero (Napoli) del quale come tanti altri ragazzi fui assiduo frequentatore. Ho letto poi "1 salesiani nella resistenza". Credo elle se don Ponzetto e i suoi generosi confratelli volessero scrivere di sé, sce_lierebbero come titolo: "Lo spirito di carità dei salesiani negli anni 194345". Mi pare definisca meglio il carattere dei loro interventi... un po' meno ''resistenziali" ». Doti. Corrado Gigante, Napoli
ROBERTO HA IL CUORE NUOVO. « Frequento ormai da 25 anni l'oratorio. All'inizio mi sembrava soltanto un luogo di ritrovo e di svago, di allegria. Poi ho scoperto la voglia di essere utile. Sono entrato nel dicembre del 1976 nel gruppo Amici Domenico Savio. Feci anche tre anni nella scuola professionale Don Bosco. I giovani non sembrano cambiati. I preti a volte non hanno tempo, altre volte fanno distinzioni tra giovani buoni e quelli sbandati. Insieme ad altri giovani come me abbiamo cominciato a dare 23 ore al giorno per i ragazzi "soli", rinunciando magari a una pizza tra di noi o con la fidanzata. Abbiamo giocato con loro, li abbiamo portati a messa. Qualcuno di loro è passato ai gruppi più impegnati. Non dovrebbe mai mancare chi risponda a questo tipo di collaborazione con i preti. anche se a volte viene da dire "e chi me lo fa fare'?''. Vi mando fotocopia di un articolo su mio fratello Roberto, che da due anni vive con un cuore nuovo. dopo il trapianto. Roberto sta bene e ha ricevuto solidarietà (la molte personalità (ha scritto a Scalfaro. Baggio, e anche al Papa e a Clinton). rna è an cora in cerca di un impiego per aiutare la sua famiglia». An,,elo Ptrdoran, Stipi Donà di Piace (Venezia)
QUALE CHIESA. «Come mai nella Chiesa non cambia mai niente? E tutte queste persone pronte a osannare, non sono forse tutta una illusione? Non è credibile che la Chiesa dei poveri e degli ultimi abbia i privilegi dei capi di stato... (Francesco Rebora. Catnponrorone, Genova). «Avete pubblicato la foto di un cardinale con gli occhiali "Cartier", che hanno un valore commerciale pari almeno a uno stipendio medio attuale» (Valentino Ghillini, Milano). Aparte il tono cortese delle due lettere (la prima parla di "accorata preghiera"), in realtà sono piene di indignazione. Voi laici-cristiani siete sempre più esigenti cot gli uomini di Chiesa, a volte fino alla mancanza di realismo e di senso della storia. Accogliamo questo invito alla coerenza, una ciascuno la pretenda allo stesso modo da se stesso e soprattutto impariamo a guardare agli altri con più benevolenza.
BS DOMANDA
INTERCETTAZIONI TELEFONICHE «C'è chi ci scherza sopra: "Oggi non sei nessuno se non hai il telefono sotto controllo"! Ma io mi domando quale società stiamo costruendo, se ciò che uno dice in privato può trovarselo stampato sui giornali. Un tempo si parlava di segreto naturale, professionale e divino (quello sacramentale). Nel caso di Antonio Di Pietro mi pare di capire che c'erano degli obiettivi nascosti, ma questo non cancella il disgusto. Dove andiamo a finire?» (Fortunato Martino, Roma).
Risponde Alessandro Risso
Ci sono ormai familiari le espressioni "informazione-spettacolo", "politìcaspettacolo" e "`giustizia-spettacolo". In comune hanno i toni forti, il fastidio per l'analisi meditata, la tendenza alla superficialità, a fare di ogni erba un fascio. Prendiamo l'avviso di garanzia: chi ne riceve uno non è un cittadino indagato, ma un ladro e basta. Così chi subisce un'intercettazione telefonica: è già sospetto in partenza, deve avere qualcosa da nascondere. Nel paese dallo scarso senso civico, dai molti "corvi" e infiniti dossier, violare la privacy sta diventando strumento primario di lotta politica (ma Inghilterra e Stati Uniti non sono da meno). Scoprire un segreto compromettente dell'avversario costa meno fatica e rende assai dì più che elaborare una qualsiasi seria riforma. E anche se di scheletri negli armadi non se ne trovano, si ottiene comunque il risultato di sminuire il rivale. Nell'intimità ogni grande uomo diventa un uomo comune: un "mito" in mutande non è più il mito di prima. Saggio chi sentenziò: «Nessun uomo è grande per iI proprio cameriere». Esistono rimedi? «Anche i più delicati strumenti investigativi - ha dichiarato Lamberto Dini - devono essere utilizzati nel rigoroso rispetto delle leggi e del diritto alla riservatezza, un bene da tutelare con particolare impegno e cura». Allora, primo intervento: che bisogno c'è di depositare agli atti chiacchiere private di nessun valore per le indagini? II giudice ascolta i nastri, ciò che gli serve conme elemento d'accusa viene trascritto. il resto va distrutto. Secondo pulito: il segreto istruttorio è diventato il segreto di pulcinella. E non si riesce mai a scoprire uno solo dei "topi di tribunale", abilissimi nell'uso della fotocopiatrice a vantaggio di voraci (ma riconoscenti!) quotidiani e riviste. E da noi l'unico vero segreto professionale blindato è quello sulle fonti di informazione. Ma il diritto allo scoop vale il mancato rispetto della sfera privata, che è rispetto della libertà dell'uomo, dei suoi sentimenti, del suo essere "persona"? Nessuna società che si definisce "civile" o "democratica" può prescindere dal rispetto della persona. «Il diritto alla riservatezza è inviolabile », ha vigorosanmente ribadito Antonio Baldassarre, ex presidente della Corte Costituzionale. «In Italia avvengono cose inaudite per ogni altro paese occidentale, perché oggi siamo in una condizione di barbarie giuridica». Fa bene a preoccuparsi, signor Martino: che società stiamo costruendo?