DALLE MISSIONI
di Luigi Zuppini
L'avventura africana di quattro amici dell'oratorio di San Donà di Piave (Venezia). Per montare il pilone della prima radio cattolica dei Madagascar, la «Radio Don Bosco»
C'è in Madagascar un telefono che funziona sempre. Non costa niente. Non c'è bolletta a fine mese. È il telefono "gasy", il telefono cioè che passa di bocca in bocca ed è più efficace e più rapido di qualsiasi telefono cellulare. Fu così che la notizia si sparse in un batter d'occhio in tutta Antananarivo quando qualcuno alzò gli occhi e vide un pilone che cresceva in altezza di ora in ora e quattro "Vazaha" (stranieri) grandi e grossi che si arrampicavano come dei lemuri... Questo ad Andohalo, sulla più alta collina di Antananarivo, accanto a quello che fu il palazzo della regina che un sabotaggio di natura politica ha ridotto in cenere un mese fa. Che cos'è? Chi sono? Che cosa fanno? ». In un attimo da Mahamasina ad Anosy, da Analakely ad Antanimena, in tutti i quartieri girò la notizia: «Radio katolika io!» (É il pilone della radio cattolica!).
É SICURAMENTE EMOZIONANTE, e non soltanto per i malgasci, vedere gente arrampicarsi con disinvoltura fino a quota 27 metri. E i più curiosi decisero di godersi io spettacolo. Fu così che una piccola folla assicurò gli spettatori quotidiani. Senza contare tutta la gente alle .finestre delle case, comprese le suore della vicina scuola di "Saint Joseph de Cluny" che per una settimana misero tra parentesi l'assistenza ai loro ragazzi... Lo spettacolo c'era veramente. Degli stranieri grandi e grossi che gridavano, si richiamavano dall'alto al basso, si davano ordini, si arrabbiavano ma restavano sempre amici. E un prete magrissimo con tanto di barba, don Luca Treglia direttore della Radio, che dava loro ordini perentori. Ma quanta fatica rimanere ore e ore con la testa in su. Problema subito risolto: ci si sdraia per terra e si guarda il tutto senza nessuna fatica. Così mentre quei quattro Vazaha lavoravano a prova di record, i buoni amici malgasci si assicurarono lo spettacolo. In sei giorni fu montato e verniciato in bianco e rosso il pilone di 27 metri, con tanto di parafulmine e di antenne già in direzione di Ivato Aéroport, sede centrale degli Studi della Radio Don Bosco. Ricordiamo con piacere i nomi di quei magnifici quattro: Luciano Pasqualato, Antonio Donadi, Gilberto Brisotto e Renato Florian. Essi sono amici dell'oratorio di San Donà di Piave (Venezia). Hanno sentito parlare tempo fa del progetto Radio Don Bosco. Hanno trovato il modo di procurare il pilone. Lo hanno spedito con tutte le attrezzature necessarie per montarlo. Un loro collega, Ivano Maschietto, che ha trascorso le vacanze a Mahajanga a insegnare la banda ai ragazzi dell'oratorio, ha guidato a settembre i lavori del getto della base. E ora il pilone svetta su tutta Antananarivo, lassù ad Andohalo, vicino al palazzo della regina, in una posizione che può coprire tutta la capitale e trasmettere fino a 100 kilometri di raggio.
IL PROGETTO «RADIO DON BOSCO» di Antananarivo dunque pian piano decolla. Progetto ambizioso, se si pensa che è la prima radio cattolica del Madagascar e che si pone in serrata concorrenza con una decina di radio commerciali, di partiti politici, oppure di qualcuna delle sette fondamentaliste che pullulano ormai nella capitale. Sarà una radio cattolica con piglio salesiano: fatta soprattutto per i giovani e dai giovani. L'8 dicembre prenderà il via il secondo stage di formazione alla radiodiffusione. Il primo, che è durato due mesi, ha visto la partecipazione di trenta giovani con livello di studi universitari. Al prossimo ne partecipano cinquanta. Animatore di questo stage il neoeletto direttore della radio e della televisione malgascia monsignor Louis Bernard Rakotomanga. Nel frattempo fervono i lavori per ultimare la nuova casa del Centro nazionale salesiano della comunicazione sociale e sede degli studi della Radio Don Bosco. I tempi stringono: il primo marzo 1996 lo staff ha iniziato le prove di trasmissione. A maggio il lancio pubblicitario della nuova radio. Il primo giugno 1996 l'inaugurazione ufficiale. Impresa sicuramente non facile qui in Madagascar. Ma senza dubbio un contributo originale di Don Bosco alla nuova evangelizzazione di questa grande isola dell'Oceano Indiano.