PROMOZIONE FEMMINILE

di Maria Antonia Chinello

In Ecuador le Figlie di Maria Ausiliatrice e le volontarie VIDES hanno inventato un lavoro per le donne, organizzandole in cooperativa.

DONNE IN COOPERATIVA SULLE ANDE

 In un villaggio delle Ande le donne con il loro lavoro hanno migliorato la qualità della vita e il clima familiare.

Suor Carmen Cuñas svolge attualmente la sua missione a Limón, nel vicariato apostolico di Mendez, ma il ricordo di Guaranda è ancora vivo. Nel 1980 infatti, nel nome di Don Bosco si è dato inizio all'Hospiteria Campesina Juan Pablo II a Guaranda, capoluogo della provincia Bolivar: 55 per cento di concentrazione indigena, 1200 metri di altezza e la Cordigliera delle Ande per anfiteatro.

UN PROGRAMMA DI INTERVENTO SOCIALE

La comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice, cinque suore, viene espressamente chiamata dal vescovo della zona, monsignor Lopez. Devono diventare, con la loro presenza, punto di riferimento per i contadini che scendono in città per vendere i propri prodotti; e per le giovani che lavorano presso le famiglie più benestanti e gli alberghi. Attorno a questa prima attività si è poi sviluppato un piano di pastorale sociale attento alla promozione della persona: corsì di taglio e cucito, prima alfabetizzazione e avviamento professionale, interventi di educazione socio-sanitaria, visita alle comunità indigene, formazione degli animatori e dei catechisti, accompagnamento pastorale e liturgico dei cristiani.

 Incaricata della parte sanitaria è suor Elba, che visita, nei centri dislocati sulla montagna, le mamme e i bambinì; e cura la formazione degli operatori sanitari che la coadiuvano e la sostituiscono durante la sua permanenza in altri villaggi. L'educazione alimentare è un punto importante del programma educativo: non basta dare il cibo per oggi, bisogna insegnare a procurarselo e a consumarlo nel migliore dei modi, attivare la rotazione delle coltivazioni perché il terreno possa essere sfruttato sapientemente. Suor Elba, con alcuni volontari, si prende cura anche del coordinamento con i vari laboratori medìci cittadini. Si cerca con insistenza di superare gli ostacoli burocratici e di assicurare un minìmo di assistenza medica.

ACCEDERE AL MERCATO

Dal campo-base di Guaranda, con il sostegno di alcuni progetti VIDES (Volontariato Internazionale Donne per l'Educazione e lo Sviluppo), è partita, dal 1988, una rivoluzione pacifica che ha ormai raggiunto circa 500 donne. La donna guichua, l'etnia predominante ìn questa zona dell'Ecuador, è per tradizione legata alla propria casa, alla famiglia, alla terra. E lei la custode della vita, in tutti i sensi. Il suo lavoro, ìntenso e spesso faticoso, da mattina a sera, non è socialmente riconosciuto. L'uomo, marito, padre e fratello, la sottomette: le mani della donna non sono fonte di reddito, per questo il suo lavoro non conta nulla, Dall'osservazione attenta della realtà e dalla costatazione di questo ruolo, le suore hanno proposto la formazione di alcune cooperative che, lasciando la donna nel proprio ambiente domestico, le permettessero però di produrre, vendere e guadagnare denaro per arrotondare il bilancio familiare. All'inizio con un po' di titubanza, in seguìto con sempre maggior decisione, le stesse donne hanno parlato e progettato una vera e propria mappa di interventi che, sfruttando le risorse del luogo, ha offerto loro la possibilìtà di trasformarsi da persone senza voce a capì della comunità. Ora i prodotti della fabbrica di tessitura, di abbigliamento, di sartoria, di maglieria sono in grado di competere con i prodotti di altre fabbriche, sui mercati nazionali dell'Ecuador. «Abbiamo iniziato sfidando il consenso sociale, soprattutto degli uomini », dice suor Carmen. « Scuotevano la testa e dicevano che sarebbe stato un buco nell'acqua, ma le donne hanno tentato. Ora qualcuno è un prezioso collaboratore, impegnato nella fabbrica di filatura della lana. Questo è uno degli investimenti previsti per il futuro. Per competere sul mercato è necessario che la lana sia filata meglio, che non sia troppo grossa. Dobbiamo arrivare a varcare l'Oceano e ad arrivare con i nostri maglioni anche in Europa».

LE IDEE VENGONO GUARDANDO

I primi tempi sono stati di "apprendistato" per tutte: accanto ad ogni gruppo di donne c'era una responsabile che coordinava e insegnava ìl lavoro. Memorabile resta l'inizio della produzione del torrone, Le montagne che circondano Guaranda sono ricche di eucalyptus. Sono stati ì bambini a suggerire l'idea di fare il torrone con il miele procurato dalle api. Occorreva però un locale in cuì mettere la pentola, i tavolì su cui appoggiare le nocciole. La comunità si è guardata attorno. C'era un sottoscala che ospitava le galline. Molto gentilmente si è pensato di trovare per loro un'altra sistemazione e lì, una notte, un gruppo di donne con suor Carmen hanno "provato". Missione compiuta a giudicare dal solo fatto che la fabbrica è ormai avviata e ìl torrone di Guaranda viene dato ai bambini dei vari villaggi e viene venduto nei mercati e supermercati delle città. Suor Carmen racconta sorridendo i tentativi, gli scoraggiamenti e le pause dedicate alla riflessione; la fatica di imparare e di migliorare il lavoro; di studiare e di apprendere le leggi del mercato per determinare di volta in volta i costi per la vendita dei capi di abbigliamento, del pane e dei dolci. È un lavoro d'insieme. Le donne restano nelle proprie famiglie e ognuna dà quello che può. I guadagnì vengono divisi equamente in base al lavoro di ciascuna. Non ci si accontenta di quello che si è raggiuuto. Si tende sempre al meglio».


 

Nell'ultimo decennio è cresciuto l'allarme per le condizioni dell'infanzia latino-americana: alle espressioni tipiche della tradizionale povertà, si sono venute sommando le manifestazioni nuove delle moderne emarginazioni. Si diffonde la consapevolezza che questa è la "punta dell'iceberg" della crisi di un continente oppresso dal debito estero, impoverito dalle regole di un commercio internazionale e dalla mancanza di disinteressati aiuti umanitari. L'Ecuador non è esente da questa problematica. Le vie delle maggiori città sì popolano di bambini e bambine, giovani e ragazze, che fanno della strada la loro casa. Le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno aperto a Quito due case di accoglienza per le bambine della notte, mentre suore itineranti vanno a cercarle per iniziare l'aiuto in tempo utile.