STATI UNITI Alla "Mary Help of Christians Academy" di North Haledon si lavora da anni per l'educazione alla vita delle giovani americane.
«Da noi l'abuso sessuale e la violenza sono fenomeni dilaganti», dice suor Mary Ann. La scuola si è impegnata a ridurre il numero degli aborti tra le donne e ragazze.
Nascosta nel verde delle colline del New Jersey, North Haledon è una cittadina tranquilla, ordinata. Ben squadrati i quartieri, e le strade incrociano i viali alberati. Qui si rifugia chi vuole fuggire dal traffico e dalla frenesia estenuante di New York, la grande metropoli, i cui grattacieli, velati dalla nebbia dello smog, coprono l'orizzonte. Qui è ancora possibile vedere a volte il cielo srotolare i suoi colori più belli.
Crocevia di vento e di razze, al centro di North Haledon hanno trovato casa intere famiglie provenienti dai paesi ispanici e del sud-est asiatico. Sono giunte fin qui spinte dal sogno degli States: un lavoro, una sistemazione sicura, un angolo di libertà. Ma adulti, giovani e donne hanno dovuto fare presto i conti con una realtà ben più dura di quella sognata. Violenza, emarginazione, droga e abbandono. Ragazzi e bambini lasciati soli nelle strade e nelle case. Una stabilità economica pagata, a volte, a caro prezzo. L'istruzione scolastica è sostenuta a fatica, è duro apprendere un'altra lingua, integrarsi in una cultura diversa, costruirsi una nuova immagine.
Alla "Mary Help of Christians Academy" di North Haledon si lavora da anni per l'educazione delle giovani. L'intero complesso scolastico, articolato in palazzine dislocate su una vasta area verde, accoglie ogni anno centinaia di ragazze, dal kindergarten all'high school. Una popolazione scolastica colorata, chiassosa, vivace. I volti delle giovani ogni giorno riempiono le classi, i loro nomi risuonano nei corridoi, le loro voci fanno da sottofondo musicale ai cortili... Eppure, dietro ai nomi, ai volti, ai colori si nascondono a volte drammi impenetrabili. Le suore lo sanno.
Suor Mary Ann Zito, FMA, insegna alla "Mary Help of Christians". Ha conosciuto generazioni e generazioni di giovani. Sui banchi di scuola siedono ormai le figlie delle antiche allieve. Conosce bene, dunque, cosa significa essere donna negli Stati Uniti e sa i percorsi che l'educazione deve percorrere per diventarlo.
«Le giovani a North Haledon», dice, «e anche nei dintorni, sono le più esposte ai pericoli di una cittadina che fatica a trovare la sua dimensione umana. Risentono della fragilità dei giovani di oggi, della frammentazione e dell'entusiasmo tipici della loro età. Crescere è difficile e responsabilizzarsi di fronte alla vita è un cammino che esige scelte concrete. La maturità non è un optional. E le ragazze lo percepiscono. Ma l'abuso sessuale e la violenza sono ormai fenomeni dilaganti». Da tempo, dagli ospedali e dai centri di assistenza medica arrivavano segnalazioni allarmanti circa il numero degli aborti effettuati da donne e ragazze: «Anche se non è il caso specifico della nostra scuola», precisa suor Mary Ann, «un numero sempre maggiore di ragazze dopo essere rimaste incinte, aver abortito o partorito il bambino, non ritornavano più a scuola per non sottomettersi al giudizio delle compagne e delle insegnanti. Di fronte a questo, abbiamo deciso che bisognava voltare pagina, anche come scuola. Da sempre il nostro istituto ha accolto giovani provenienti dalle zone più povere di North Haledon, di Paterson... Ma era necessario fare qualcos'altro».
E' nata così l'idea di inserire nei programmi e nei curricoli un corso di educazione all'amore. Nel sistema scolastico americano sono previste alcune ore settimanali di formazione religiosa, morale e sociale. Utilizzando questo tempo e facendosi aiutare dalle ragazze stesse, sono state preparate apposite lezioni, corredate da sussidi, posters, pubblicazioni, per la formazione dei giovani alle grandi scelte della vita. Settimane e settimane spese nella riflessione, nell'approfondimento, nell'incontro con équipe mediche, con esperti di pedagogia e di psicologia, con sacerdoti, religiose, uomini e donne impegnati sul fronte della difesa della vita. L'obiettivo era unico: rendere le ragazze responsabili delle proprie scelte e aiutarle a conoscere e valutare le conseguenze di certi atti.
Le ragazze potevano approfittare anche di momenti di ritrovo nel tempo libero dalla scuola, oltre le molte ore di lezione. Il gruppo delle leaders organizzava e proponeva occasioni di festa, di volontariato, di lavoro e di preghiera.
Ma la problematica delle giovani in gravidanza andava affrontata in ogni caso. A North Haledon operano numerose agenzie di servizio per la promozione e la difesa della vita e della donna.
Centri come "Birth Haven", "Birthrigh", "Bethany Christian Home", "Rainbows" sono diventati gli interlocutori abituali dei complessi scolastici. Dopo un tempo di riflessione in comune con i laici, gli operatori e gli educatori di questi centri con gli insegnanti e i genitori stessi, è stato deciso di aiutare concretamente le giovani seguendole nel periodo dell'attesa, durante il tempo del parto per riaccoglierle, poi, nella scuola. Questo non come affermazione, tacito consenso dell'accaduto, ma piuttosto per far sentire loro che è sempre possibile ricominciare, non darsi per sconfitte. «La nostra vice-preside», commenta suor Mary Ann, «è una donna molto aperta e molto comprensiva. E' lei che tiene i contatti. Le ragazze della nostra scuola sono a conoscenza di questo suo impegno. Basta un accenno, una parola, una telefonata. Le giovani in difficoltà possono rivolgersi a lei perché le accompagni ai centri interessati». Alcuni centri predispongono, per le ragazze che durante la gravidanza non possono seguire le lezioni in classe, dei programmi speciali da svolgere a casa propria con l'aiuto di insegnanti che periodicamente, verificano l'apprendimento e lo svolgimento degli impegni scolastici.
Educare le ragazze ha significato coinvolgere anche gli adulti. Il passo è stato breve. Le famiglie partecipano alla scelta decisiva che spetta alle giovani di fronte all'annuncio di una nuova vita. Incontri, visite e una serie di pubblicazioni molto agili, volantini, depliants aiutano le ragazze e i ragazzi, insieme a propri genitori, a percorrere un cammino di conoscenza reciproca e di accoglienza della vita. La fiducia, la serenità vogliono prendere il posto della paura, dello sgomento, del timore. «Spesso», spiega suor Mary Ann, «ci si trova di fronte a storie molto tristi. Ma la comprensione, la vicinanza ottengono molto di più che il giudizio o l'esclusione. E' un'esperienza dura quella di sentirsi tagliati fuori dal cerchio delle amicizie, del consenso sociale. Nella nostra scuola il lavoro con i genitori è sostenuto dalla solidarietà di tanti cooperatori e collaboratori. Non è stato difficile inventare qualcosa che, di volta in volta, coinvolgesse un numero maggiore di adulti per momenti di scambio, di condivisione, di impegno, di festa. Senza dimenticare che più si è, e ci si conosce, più si riesce a stabilire una rete di solidarietà che permette di aiutare concretamente le famiglie colpite da un maggior disagio economico e sociale». Una scuola, quella di North Haledon, che guarda al futuro e alla vita con gli occhi dei più giovani. Suor Mary Ann sorride mentre conclude: «Il lavoro da fare è sempre molto. Educare all'amore e alla vita è la sfida che ogni giorno come insegnanti, come religiose e come educatrici ci poniamo di fronte. La nostra scuola, insieme a tante altre, con l'aiuto e la collaborazione di amici, è diventata un punto di speranza, un'oasi in cui si può sostare e riprendere il cammino. Crediamo nella forza che nasce quando si uniscono le energie, quando si guarda la realtà da più punti di vista. Vogliamo dire un sì pieno alla vita come dono per noi, per le giovani e per i bambini».