IN ITALIA E NEL MONDO
A Costa Rica è molto forte l'emigrazione femminile dalla campagna alla città. Migliaia di donne cercano in questo modo opportunità maggiori, ma spesso si bruciano nell'impatto cittadino perché non possiedono strumenti adatti ad affrontare la realtà urbana. Per rispondere all'esigenza di promozione, le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno aperto un istituto professionale femminile. il centro è aperto tutte le domeniche nei locali del collegio Maria Ausiliatrice di San José e accoglie ragazze e donne dai 13 ai 60 anni. Le donne possono scegliere tra due opportunità: un corso professionale o l'alfabetizzazione di base. Per far fronte ai numerosi problemi e difficoltà che le donne immigrate incontrano inserendosi in una nuova realtà culturale, è stato attivato un dipartimento di orientamento e psicologia, dove è possibile trovare persone esperte per la soluzione cli casi più difficili: educazione dei figli, abbandono del coniuge, abuso sessuale, e simili.
è un paesino della provincia di Alessandria legato al nome di Maria Mazzarello, ma è anche patria del grande missionario don Francesco Bodrato, che ha guidato la seconda spedizione missionaria salesiana in America Latina. L'illustre concittadino è stato ricordato nel paese in occasione della pubblicazione dell'Epistolario pubblicato a cura dell'istituto storico salesiano. E stato il prof, don Brenno Casali a commemorarne la figura nella sala comunale e nella chiesa parrocchiale. Per le autorità e la popolazione si è trattato di un'autentica scoperta, al punto che il sindaco senza esitazione ha proposto di intitolare a Francesco Bodrato la scuola del paese. Singolare la biografia di questo missionario, padre di due figli e maestro comunale. Rimasto presto vedovo, ebbe l'opportunità di incontrarsi con Don Bosco, decidendo di farsi salesiano, dopo aver sistemato i suoi figli a Valdocco. In missione successe a don Cagliero come responsabile dei salesiani d'America Latina e fu fondatore di numerose opere, anche delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che volle presenti nella stessa Patagonia (nella foto il santuario di Gavi, a Mornese, patria di Maria Mazzarello, don Pestarino e don Bodrato).
A conclusione dell'Anno centenario del cinema l'Associazione Nazionale Esercenti Cinema ha fatto ristampare il film Don Bosco dei regista Goffredo Alessandrini (1935). La pellicola. che è entrata nella storia del cinema per il suo neorealismo ammorbidito dall'intenso affiato poetico, racconta la storia difficile del giovane Don Bosco. La copia è risultata in ottime condizioni ed è probabilmente destinata al Museo del Cinema di Torino. Ora è già disponibile in cassetta VHS, distribuita dalla ELLEDICI Video.
Tradizionale foto di gruppo della 125 spedizione missionaria. 33 nuove coraggiose presenze (17 salesiani, 9 Figlie di Maria Ausiliatrice e 7 volontari) destinate in gran parte all'Africa, ma anche all'India, Hong Kong. Sudamerica, Swaziland, Cambogia e Indonesia, Albania e Grecia. Alla cerimonia di saluto e alla consegna del crocifisso erano presenti il consigliere delle missioni don Luciano Odorico, e il regionale don Giovanni Fedrigotti.
I ragazzi della Banda Don Bosco di Napoli hanno vissuto una giornata davvero indimenticabile. Ospiti del presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro, dopo una visita guidata al Quirinale, hanno tenuto un concerto nei giardini dei palazzo. Dopo il concerto e prima del cordiale saluto ai ragazzi, il presidente ha preso sottobraccio il maestro Corrado Guercia, instancabile animatore di quei ragazzi, e a sorpresa lo ha promosso "commendatore". Immancabile foto-ricordo, e colazione sotto gli alberi dei parco.
I tredici anni in Africa sono i più belli della mia vita», dice padre Johann Kiesling, un austriaco di 51 anni, che da artigiano è diventato sacerdote salesiano. Nel 1982 fu assecondata la sua aspirazione di partire per le missioni e fu inviato in Zaire. « Penso di avere ereditato dalla mia natura molte cose in comune con la mentalità africana», dice. «Anch'io non mi sento perfetto e mi lascio guidare più facilmente dal cuore. E mi piace il senso della famiglia degli africani, sa molto di "salesiano"». La visita dei villaggi, che per lui sono ormai una quarantina, gli dà la maggior soddisfazione. « Passare una giornata in mezzo a questa gente, condividere le loro gioie e preoccupazioni, celebrare la messa con loro, visitare i malati, amministrare i sacramenti, discutere dei loro problemi e cercare le possibili soluzioni spesso non è facile, ma è bello ». II progetto dei pozzi per Padre Kiesling è sorto quando, durante una epidemia di colera, vide morire impotente tanta gente perché mancava l'acqua fresca e sana. Incoraggiato da varie parti cominciò a costruire dei pozzi. Avere in un villaggio un pozzo di due metri e mezzo di diametro e profondo 25 vuol dire lavorare fino a otto mesi. Si scava con le mani, e la terra si trasporta coi secchi. Poi vengono fabbricati i mattoni e si fanno le sponde in muratura. In tal modo nel territorio della missione sono sorti 60 pozzi. Altri hanno seguito il suo esempio e ora nella regione ce ne sono un centinaio.
Al Don Bosco Youth Centre di Brunswick è stato inaugurato il D. BEST (Don Bosco Employment Support Team). Tra gli invitati di riguardo era presente il calciatore del Carlton Mil Hanna, che (la ragazzo abitava in quel quartiere e frequentava l'ambiente salesiano. «II D. BEST nasce per aiutare i giovani che frequentano il Don Bosco Youth Centre a trovare un impiego. Ma anche per dare sostegno a quelli che già lavorano, offrendo loro la possibilità di confrontarsi sulle loro esperienze di lavoro», scrive nella sua corrispondenza Peter Swain. « D. BEST è una risposta a un bisogno attuale nella zona a nord della città, dove, pur essendo migliorato nel paese il mercato del lavoro, vi sono ancora grandi problemi per i giovani disoccupati. Si sa che esistono in città altre organizzazioni che affrontano lo stesso problema e il D. BEST si servirà di loro e della loro competenza. Ma si sa che molti giovani, per un motivo o per l'altro, non sono capaci di rivolgersi a questo tipo di organismi. Ci sono dei giovani che vengono a passare il loro tempo libero al Don Bosco Youth Centre, e a volte hanno la necessità di fare un passo in più e di rivolgersi agli educatori per altre loro esigenze: di un aiuto finanziario, di alloggio, di consiglio, di ricerca di un posto di lavoro». li D. BEST sarà diretto dal salesiano laico David O'Brien. Il giorno dell'inaugurazione ha ricordato ai giovani e alle autorità presenti l'opera di Don Bosco a favore degli apprendisti. E ha assicurato che i salesiani accettavano la sfida di aprire un'opera che si prospettava impegnativa e difficile. Ha tagliato il nastro Mil Hanna, che tra i giovani gode di una grande popolarità.