IN ITALIA E NEL MONDO
ARGENTINA
FORTÍN MERCEDES CENTO ANNI SUL RIO COLORADO Nel 1910 don Pietro Bonacina inviava a don Rua, successore di Don Bosco, una dettagliata storia dell'opera che aveva fondato a Fortín Mercedes nel 1895, cento anni fa. Diceva che quel luogo era "predestinato" dalla Madonna, che era ancora venerata nell'antico forte militare dove sarebbe apparsa due volte, tanto da far cambiare il nome di Fortín Zelarrayan in quello di "Mercedes", che era la devozione più popolare a Bahia Bianca. Ben presto l'opera era cresciuta: scuola agraria, casa per aspiranti, casa di formazione (a Fortín si sono formati quasi tutti i salesiani della Patagonìa) e, nel 1919, il grandioso santuario di Maria Ausiliatrice. Qui si conserva il quadro che Don Bosco diede al Cagliero per la sua ordinazione episcopale. Dal 1992 nel battistero vi sono le reliquie del venerabile Zeffirino Namuncurà. l'indio "mapuche" già considerato santo dalla gente. Continui i pellegrinaggi, una media di 400 persone al giorno. Oggi a Fortín Mercedes vi è una scuola completa mista con 700 allievi. Le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno un collegio di 200 allieve, in maggioranza figlie di immigrati della Bolivia, accorsi in questi ultimi anni per coltivare cipolle, ben quotate sul mercato. Le suore sono pre- senti anche con nuove forane di evangelizzazione nei barrios e fra gli indigeni. Fortín con- serva ancora la scuola agraria e ha una casa di spiritualità. Da Fortín dipendono infine la va- sta parrocchia Maria Ausi- liatrice e varie scuole e zone rurali di quella che fu la glo- riosa missione del Rio Colorado. L'opera ha festeggiato per tutto il 1995 il Centenario degli inizi. Per le Figlie di Maria Ausiliatrice invece è il 1996 l'anno centenario dell'inizio della loro presenza in Patagonia.
BULGARIA
PRIMA OPERA E PRIME ATTIVITÀ La fondazione di una presenza in Bulgaria fu decisa un paio di anni fa e fu affidata all'ispettoria di Praga. Primo impegno fu quello di preparare il personale attraverso un corso di lingua, di storia e di civiltà bulgara; poi, dopo alcuni viaggi esplorativi, fu decisa la prima fondazione. Tre salesiani e due volontari si sistemarono nella casa parrocchiale dì Kazanlak, nella Bulgaria centrale, sotto la responsabilità dell'Esarca di Sofia. Dopo i lavori di sistemazione della casa parrocchiale, poterono iniziare le prime attività per i giovani e la popolazione. Questo primo timido tentativo di inserimento nella Chiesa e nella società bulgara è già stato positivo. Lo sviluppo dell'opera è legato in gran parte all'abilità di questo gruppo di iniziatori.
BUKINA FASO
LE MIGLIORI SONO LE BAMBINE È in fase di avanzata costruzione l'«Oasi Giovanni Bosco», fondata da don Augusto Musso e diretta da Enzo Missoni, un exallievo di Udine. L'Oasi sta trasformando la sua zona d'influenza. Sono già stati avviati un centro medico-sociale, un reparto ospedaliero con 20 posti letto per bambini denutriti e le loro mamme, assistiti da due infermiere africane specializzate in ricupero ed educazione alimentare; un dispensario con una fornitissima farmacia, dove anche i più poveri possono curarsi. Tutto è nato grazie alla collaborazione di laici di buona volontà che dal Piemonte e da tutta Italia, con offerte libere e adozioni a distanza (sono oltre 500 i bambini adottati), sostengono le varie iniziative. Tra le realizzazioni di maggior rilievo ricordiamo ancora la distribuzione alimentare di un chilo di miglio al giorno a circa 600 persone. 200 tonnellate di viveri all'anno. Se fino a pochi anni fa solo il 10% dei bambini frequentava la scuola dei villaggi, oggi sono il 90%. 280 li segue da vicino l'Oasi, che dà il materiale per lo studio, paga la refezione, controlla le pagelle e premia i più meritevoli. E sono le bambine le migliori; mentre prima la famiglia preferiva tenersele a casa. Infine un'iniziativa originale, quella di normalizzare l'iscrizione anagrafica dei bambini. Qui prima dei 4 anni nessuno viene registrato e spesso non si conosce né la sua età, né il suo vero nome. Come si vede si tratta di iniziative che mentre aiutano a sopravvivere, mettono le basi per un diverso sviluppo sociale.
ETIOPIA. I PROGETTI CONTINUANO. Ad Addis Abeba, l'oratorio e il centro di promozione della ragazza e della donna hanno avuto notevole sviluppo. Per far fronte alla scarsità di scuole della capitale, dove le classi raggiungono a volte anche il centinaio di alunni, le suore hanno offerto alle giovani, che frequentano gratuitamente la scuola professionale, di prestarsi a turno per l'insegnamento nelle classi di alfabetizzazione e di recupero per le bambine della scuola elementare per quattro pomeriggi alla settimana durante l'attività dell'oratorio al sabato e alla domenica. Questo impegno forma le giovani al servizio della propria gente e dona loro dignità e rispetto. Il diritto all'istruzione per il popolo etiope è ancora molte volte un optional l'apprendimento è minimo, causa la mancanza di scuole e il numero enorme di alunni nelle classi, e poi una grossa percentuale di bambine non frequenta perché i genitori non possono provvedere il materiale scolastico, non hanno indumenti per vestirle, o semplicemente le trascurano perché... non sono maschi. Suor Giovanna Giudici e suor Agnes Lee a Dilla hanno organizzato il primo raduno per le exallieve della scuola professionale. Molta trepidazione per l'incontro, che poteva anche non avvenire dato che i "portalettere" e le "caselle postali" sono realtà sconosciute alla maggioranza della gente. Le distanze sono enormi e i mezzi di trasporto scarsi. E invece le giovani sono arrivate, da tutte le direzioni, dai villaggi più lontani e anche da Addis Abeba. Qualcuna addirittura il giorno prima. E stato un momento ricco di "vita raccontata": chi è già mamma, chi ancora alla ricerca del lavoro, chi già sistemata.
PROTAGONISTA. Il nome di don Elio Scotti si era legato negli ultimi anni soprattutto al colle Don Bosco, dove visse per oltre dodici anni, prima come direttore e poi rettore del grande santuario. 73 anni, don Scotti è morto mentre era superiore dell'opera di Asti. Giovanissimo direttore e ispettore, incaricato nazionale e fondatore del Centro dì pastorale giovanile, fu un sacerdote dinamico e zelante, molto amato dai giovani, che avviò numerosi alla vita salesiana e alla testimonianza cristiana nel sociale. Ad Asti si ricorda ancora la sua generosa ospitalità durante l'ultima inondazione, quando mise per alcune settimane interamente a disposizione la casa salesiana alle centinaia di alluvionati. Nella foto, è il primo a sinistra al Colle Don Bosco nel gennaio 1991, per la prima colata di cemento del "Ristoro del pellegrino Mamma Margherita". Tra le autorità presenti, don Egidio Viganò.
CINA. In questo mese di aprile, a Yanji City, a nord-est di Pechino, nella provincia di Jihn, iniziano i lavori per la prima scuola tecnico-professionale del paese, con corsi di elettromeccanica ed elettronica. La realizzazione del progetto, che è stato approvato sia dal governo provinciale che da quello centrale, è affidato alla direzione del salesiano coreano don Henry Bonetti. L'iniziativa è stata voluta ed è affidata alla visitatoria della Corea del sud. Nella provincia di Jilin sono numerose le famiglie di origine coreana.
HAITI. Con un tasso di analfabetismo dell'85% lo stato ha dato il via a un coraggioso programma di alfabetizzazione per elevare ed estendere il livello di istruzione in tutto il paese. A Lamandou. il Ministero dell'Educazione ha affidato alle Figlie di Maria Ausiliatrice la direzione di una scuole primaria statale di oltre 300 allievi e una scuola superiore per la l'orinazione delle insegnanti. L'arrivo delle suore in quella zona rurale ha portato sorpresa e vivacità: funziona già l'oratoriocentro giovanile, un gruppo di giovani mamme si ritrova il pomeriggio per lavorare insieme, sorgono gruppi di impegno e di catechesi.
VIETNAM. A un centinaio di giovai è stata offerta la possibilità di possedere un piccolo terreno incolto a 80 km da Ho Chi Min. Essi potranno coltivarlo e costruirvi la loro casa. L'assistente sociale incaricata dal partito ha chiesto aiuto ai salesiani. Con la collaborazione di vari enti, tra cui il VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo), sono già sorti una strada di accesso, le camerate per dormire, quattro pozzi per l'acqua con motopompa e un campo di calcio. Il terreno comincia a produrre. Una fornace dall'inizio dell'anno produce 80 mila mattoni al mese: stanno così arrivando i primi guadagni e la possibilità di costruirsi la casa.
COREA. Le religiose coreane, guidate dalla loro presidente suor Orsolina Kim, Figlia di Maria Ausiliatrice, hanno organizzato una marcia e una veglia di preghiera davanti all'ambasciata giapponese di Seoul per chiedere riparazione del male fatto durante la seconda guerra mondiale alle cosiddette "donne del conforto", forzate a prostituirsi per l'esercito imperiale giapponese, pena la condanna a morte. Le religiose hanno iniziato una campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica. In una lettera al primo ministro giapponese, le suore non chiedono soltanto denaro per queste donne che ancora sentono il peso del loro passato, ma una riparazione pubblica.