DALLE MISSIONI
di Piero Gavioli e Piera Tortore
Georges, figlio di una zairese e di un belga, attraversa tutta l'Africa alla ricerca di una famiglia.
Questa storia ha il sapore triste e commovente di quelle del libro "Cuore" che da bambina mi facevano piangere fino a quando non avevo più lacrime», racconta Piera. Georges è un bel ragazzo di circa 14 anni: la sua pelle chiara, i suoi lineamenti esprimono chiaramente quella parte di "sangue bianco" che scorre nelle sue vene. Il ragazzo è un meticcio, figlio di una zairese e di un belga. Non conosce suo padre, ma il suo più grande desiderio è quello di poterlo incontrare presto.
LA SUA STORIA HA DELL'INVEROSIMILE. Abbandonato per la strada qui, a Lubumbashi, anche lui viene raccolto da don Mario e ospitato alla Maison Magone. Di qui cominciano le ricerche della sua famiglia. Si trova la madre, che fa per professione la prostituta. Essa promette di lasciare Lubumbashi per Kalemie, una città sul lago Tanganika a circa 1000 km da qui, di occuparsi del bambino e di cambiare vita. A Kalemie la donna si sposa, ma continua la sua squallida "professione". Inoltre il marito non vuole vedere il bambino "diverso" dagli altri. Georges scappa di casa: iI suo desiderio è tornare a Lubumbashi, ma non sa veramente come arrivarci. Trova un "passaggio" prima su un battello, poi su un camion, e il ragazzo si ritrova in Burundi, a Bujumbura! Lubumbashi è sempre più lontana. Georges fa amicizia con un altro bambino che vive anche lui sulla strada dopo che i Tutsi gli hanno distrutto la casa, uccisa la madre e i fratelli. Georges promette al suo nuovo amico che presto troverà una casa: a Lubumbashi c'è un padre che è amico di tutti i ragazzi della strada, vorrà bene anche a lui. Così i due amici si mettono in viaggio per... Lubumbashi. Uno sguardo alla carta geografica e ci si rende conto dell'impossibilità dell'impresa. Ma Georges non si perde d'animo: deve trovare don Mario che lo aiuterà a trovare il suo papà in Europa. Nel disastro di questo periodo non è difficile per due ragazzi svegli e furbi di trovare aiuto per ritornare in Zaire: su un piccolo aereo di fortuna i due arrivano a Goma (nord dello Zaire). Senza perdersi d'animo, si fanno accettare su un aereo che trasporta merci a Kinshasa. Qui si sentono quasi arrivati. Restano tuttavia qualche mese all'aeroporto finché qualcuno avverte i salesiani della città. Georges racconta la sua storia e quella del suo amico: a tutti i costi debbono arrivare a Lubumbashi. Così vengono imbarcati questa volta su un aereo passeggeri e con una destinazione precisa: Lubumbashi, Maison Magone.
GEORGES HA VINTO CON IL SUO CORAGGIO la prima parte della sua impresa: trovare don Mario e affidargli anche il suo amico di sventura. Ma non può fermarsi qui: deve trovare il suo papà. Attraverso alcune testimonianze, viene a sapere che si trova in Belgio chi potrebbe essere suo padre: l'interessato ammette di aver vissuto per un breve periodo con la madre del ragazzo, ma ignorava di avere un figlio da questa donna. Prima di vedere il ragazzo, chiede che vengano fatte alcune ricerche per stabilire, nel limite dei possibile, se Georges è veramente suo figlio. Il ragazzo segue con calma, ma anche con determinazione, ogni passo fatto in questa ricerca: è fiducioso, anzi è sicuro che prima o poi abbraccerà il suo papà.
Piero Gavioli è direttore del Theologicum di Lubumbashi, Piera Tortore è una volontaria italiana che da sei anni esercita la professione di medico al Policlinico Don Bosco nella stessa città. Mario Pérez è direttore della Maison Magone, che ospita ragazzi in difficoltà.