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Don Edward Cappelletti

è nato a New York. Dal 1959 è incaricato della Procura Missionaria di New Rochelle.

Sì, mio padre era di Lucca, mia madre della Garfagnana. A 14 anni mio padre emigrò in Brasile, per lavorare nelle piantagioni di caucciù a Manaus A 17 anni si spostò negli Stati Unitì dove si sposò

Neglì anni del dopoguerra ì vescovi chiesero a tutti i religiosi che regolassero il flusso dei missionari che ogni domenica predicavano nelle varie parrocchie degli Stati Unitì per chiedere soccorsi. Fu padre James O'Loughlen a fondare la Procura salesiana, e anche a dare inizio alla nostra rivista missionaria. Dopo quattro annì gli succedette padre A.J. Louis, che ìntrodusse il direct mail, cioè gli aìuti missionari per corrispondenza. Io gli sono subentrato nell incarico nel 1959.

Salesian esce quattro volte all'anno e ha una tiratura di un milione di copie, e a volte anche di un milione e mezzo. La grafìca è dignitosa: servizi e reportages pur avendo una destinazione popolare, sono giornalisticamente curati. Lo scopo è quello di far vedere dove e come spendiamo il danaro che la gente offre per i missionari. Attraverso il racconto delle esperienze missionarìe è come se dicessìmo: vedete. ci siamo andati noi là, ma senza di voi, non avremmo potuto farlo. Ed è vero. Gli Statunitensi sono ancora generosi. Non vogliono che sia l'amministrazione pubblica a fare tutto: sono contenti di sostenere direttamente alcune iniziative benefiche, sociali. Metà dei nostri sostenitori non sono cattolici.

In Africa, nell'America del Sud. Specie in Asia, nelle Filippine per esempio. C'è tanta vitalità, anche mìssionaria. Invece noi europei siamo un po' seduti.

Ci sono i cicli storici: oggi c'è un po' di crisi. ma dobbiamo guardare al futuro con fiducia. Negli Stati Uniti alcuni seminari sono colmi di giovani. I religiosi soffrono invece la crisi, C'è troppa discussione teologica, confusiine dottrinale. Non si dà la vita per un dubbio, ma per una certezza. I giovani rispondono nelle diocesi in cui l'amore e la fedeltà alla Chiesa sono vivi. Noi salesìani mi pare che abbiamo adesso questo problema: noli Stati Uniti i giovani; oggi prendono decisioni vocazionali nei primi anni dell'università e noi siamo poco presenti con i giovani universitari.