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Figlia di Maria Ausiliatrice. E nata a Tenerife, nelle Isole Canarie. Dal 1975 è missionaria in Africa. È responsabile della Comunità di Kasenga (Zaire) e incaricata della pastorale giovanile a livello diocesano.
Da venti: sono partita nel 1975 e sono stata 12 anni nello Zaire poi, con il "Progetto Africa", sono partita per il Rwanda. Ci sono rimasta 7 anni. Sono infatti uscita lo scorso anno, dopo la guerra scoppiata al mese di aprile.
Ora mi trovo a Kasenga, un villaggio al sud dello Zaire, 25 mila abitanti. Le attività primarie sono l'agricoltura e la pesca. Le case, qui, sono ancora di paglia e fango, per i più fortunati in mattone. Non c'è acqua, se non quella del fiume Lwapula. Siamo senza luce, ma ci bastano le piccole luci a petrolio che si confondono con le stelle così chiare e numerose... La mia vita (e quella delle altre tre FMA): 55 ragazze della strada (tra i 10 e i 17 anni), 45 bambini (dai 3 ai 5), 22 ore di scuola al liceo, la pastorale giovanile in parrocchia.
Sentimenti abbastanza contrastanti. Delusione e scoraggiamento di fronte al ripetersi di una storia millenaria. Ma anche una sfida e una domanda: se si dovesse ritornare, come impostare l'evangelizzazione?
Senza pregiudizi: conoscerla e capirla senza condannarla. Umiltà per uno scambio sereno sui valori, senza fare "tabula rasa", né imporre dal di fuori. Un cammino di amore e di conversione, lontano dall'autosufficienza. Questo mi sembra possa aiutarci a vivere in Africa, per "fare insieme" e non su binari paralleli che non s'incontrano.
Una nuova visione della giustizia: comprare le materie prime al loro effettivo prezzo; che finisca il "teatro" della guerra con i figli d'Africa e sulla terra africana: non ci si può tranquillizzare la coscienza mandando generi alimentari; basta con il mercato delle armi; uno sguardo più umano e non di compassione o disprezzo: prendiamoci sul serio per mano e le guerre finiranno; lasciare che l'Africa cammini con i suoi piedi...
Siamo una congregazione per i giovani. Proprio perché lo Zaire, come tutta l'Africa, è un continente giovane ci viene richiesto' un maggior impegno nella formazione dei giovani, con un'attenzione politica come la intendeva Don Bosco: preparare cittadini per una nuova società zairese.