IL PUNTO GIOVANI
di Carlo Di Cicco
Dedicato ai bambini il "Messaggio di pace 1996". Una chiamata alla riflessione e un invito alla vera accoglienza.
Negli ultimi dieci anni si calcola che un milione e mezzo di bambini nel mondo siano stati uccisi in conflitti armati e altri 4 milioni siano rimasti invalidi, zoppi, ciechi, con lesioni cerebrali; 5 milioni di bambini sono rifugiati, altri 12 milioni sono sfollati, sradicati dalle comunità di appartenenza. Nei massacri del Rwanda è stato riferito di ragazzi che non solo hanno denunciato i loro coetanei ma che hanno partecipato alla loro esecuzione brandendo il machete. In molti paesi del mondo i bambini sono torturati o costretti ad assistere a violenze di ogni genere, stupro compreso. Sono dati snocciolati dal rapporto annuale dell'Unicef che mette il dito su molte altre piaghe che oggi accompagnano l'infanzia: la denutrizione, le malattie, la mancanza di istruzione. Esiste un circolo vizioso (povertà - popolazione - ambiente) che impedisce a milioni di bambini di vivere da bambini.
GIOVANNI PAOLO Il per la giornata mondiale del 1996 raccomanda: diamo un futuro di pace ai bambini. Si tratta di un appello davvero attuale. Fuori dalle lacrime dei romanzi di appendice o degli eroi da cartoons, i bambini sono condannati spesso a soffrire la violenza degli adulti. E non di rado sono utilizzati per consumare violenze organizzate dai grandi: si pensi aii corrieri e ai baby killer della droga. Nei paesi poveri i bambini soffrono doppiamente e per loro la vita è una avventura impietosa. Basti un dato: in alcune zone dell'Africa, dal 25 al 30% delle donne incinte che seguono i corsi di preparazione alla maternità è sieropositivo. Uno su tre dei loro bambini nascerà con il virus. Tutti contrarranno l'AIDS e la maggior parte di loro morirà prima di raggiungere l'età di 5 anni. Finora sono stati contagiati un milione di bambini e, in tutta l'Africa, 500 mila sono già morti.
UN TEMPO, scrittori inquietanti come Albert Camus si chiedevano con sincera angoscia come si potesse credere in Dio di fronte a un bambino innocente che muore di peste. Oggi la domanda è attuale, ma rovesciata: come si fa a credere che i bambini sono il futuro o sono il bene prezioso della vita adulta se poi sono i grandi a procurare indicibili lacrime ai bambini e alle bambine. Il Dio della vita è senza dubbio dalla parte dei bambini ma l'incuria e l'incoscienza degli uomini mette in forse la loro felicità. E ancora l'Unicef a disegnare due possibili scenari del mondo per il 2.050. Nel primo, in una terra sfruttata all'inverosimile, con un clima irrespirabile, un indebolimento della resistenza fisica dell'uomo, asfissiato da un altissimo tasso di violenza e di timore del futuro, gli attuali problemi dei bambini, allora non ancora risolti, sarebbero davvero tragici. Ma nelle nostre mani si trova un'altra possibilità: giungere a quella data avendo risolto tutti i più gravi problemi che impediscono lo sviluppo dei bambini: istruzione, sanità, nutrizione. Obiettivi raggiungibili con politiche adeguate.
BAMBINO "PELUSCIO", se mai sei esistito, oggi non hai futuro. Il mondo deve ritrovare un'anima anche per riscoprirti come un dono e come indicatore della cura che tutti noi abbiamo per la creazione.