DOCUMENTO
Nei giorni 30 novembre - 3 dicembre si è tenuto al Salesianum di Roma l'importante convegno su "Scuola Salesiana e profezia in Europa". Giovanni Paolo II ha fatto pervenire a don Van Looy e ai partecipanti questo significativo messaggio personale.
Carissimi fratelli e sorelle!
1. Sono lieto di rivolgermi, con questo messaggio, a voi che partecipate al convegno europeo sulla scuola salesiana. Siete venuti come rappresentanti di tutti i Paesi del Continente, a nome delle vostre comunità, per riflettere su come contribuire efficacemente alla costruzione di una Europa che promuove i valori culturali e religiosi della sua storia. Ciò per imprimere rinnovato vigore al carisma educativo di Don Bosco, applicato ai tempi nuovi e riletto in funzione dell'educazione dei giovani di oggi. È questo un compito non facile, ma urgente. Per essere preparati ad affrontare le sfide del nuovo millennio, i giovani hanno infatti bisogno di chiarezza sui valori.
2. La Congregazione Salesiana in Europa ha contribuito - in oltre cento anni di vita - alla educazione della gioventù soprattutto, anche se non esclusivamente, attraverso la scuola, in modo speciale quella professionale e tecnica. Negli ultimi anni essa ha dato prova di vitalità aprendo nuove scuole nell'Europa dell'Est. So che sono stati avviati centri professionali oltre che in Polonia, anche a Gatchina, nelle vicinanze di San Pietroburgo, e ora in Bosnia, presso Sarajevo. Questo preché i figli spirituali di Don Bosco continuano a credere nell'importanza della scuola come ambiente e mezzo efficace per la formazione dei giovani e per la promozione dei più poveri. La scuola cattolica in Europa ha influito nella cultura e nella vita cristiana della gente, soprattutto preparando i giovani ad essere capaci di trasformare la società con la forza de! Vangelo. La scuola, infatti, non deve mirare solamente a dare un titolo o a preparare per un impiego; ma deve puntare a offrire un'educazione integrate della persona.
3. Alcuni giorni fa, parlando alla Plenaria della Congregazione per l'Educazione Cattolica, ricordavo che l'educazione è la comunicazione dell'amore di Dio e solo chi ama sa educare, "perché solo chi ama sa dire la verità che è l'amore" (14 novembre 1995). Cari insegnanti nelle scuole salesiane, per comunicare la verità dell'amore ai giovani, voi avete un grande modello in san Giovanni Bosco. Ben cosciente era "il Santo dei giovani" che la scuola è un ambiente dove il giovane si incontra con gli amici e crea rapporti vitali con gli adulti. È pertanto importante il rapporto che viene a instaurarsi tra educatore e giovane. Per Don Bosco questo costituisce un elemento educativo essenziale. «Educare è cosa del cuore», diceva, e voleva che i suoi collaboratori fossero presenti tra i giovani: una presenza non ridotta alle aule scolastiche, ma estesa a ogni momento della vita, attraverso il contatto e la collaborazione con i genitori, nella consapevolezza che l'insegnante è chiamato a essere un modello per i suoi allievi.
4. Questo vostro incontro, carissimi fratelli e sorelle, testimonia inoltre che la preoccupazione della Famiglia Salesiana, è far sì che la scuola, superando i confini di un ambiente ristretto, diventi una autentica palestra formativa che dischiuda ai giovani un orizzonte mondiale, facendo crescere in loro la coscienza della generosità e della solidarietà, necessarie per trasformare il mondo. La scuola infatti può contribuire molto al servizio dei popoli in maggiore necessità. Voi avete una lunga esperienza in merito: sono numerosi gli insegnanti e gli allievi delle vostre scuole che partecipano a iniziative di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, soprattutto nei mesi estivi. Le scuole professionali, in particolare, hanno il merito di aver impostato e seguito non pochi centri di addestramento professionale in Paesi meno sviluppati. Continuate su tale cammino di apertura e di solidarietà coinvolgendo gli allievi in iniziative di promozione e di educazione, in modo che essi stessi diventino a loro volta educatori delle generazioni future. Per rinnovare l'Europa è indispensabile questa apertura di orizzonte e questa capacità di offrire le proprie risorse culturali ed educative al mondo intero.
5. Desidero ora indirizzare una parola particolare ai laici. Voi, carissimi fratelli e sorelle, avete nella scuola di Don Bosco, il compito impegnativo di essere pienamente corresponsabili nell'educazione umana e cristiana degli allievi. Ecco perché siete chiamati a formare salde comunità educative, che portino insieme le responsabilità connesse con la gestione delle strutture e con l'accompagnamento di ogni alunno e alunna. II compito educativo, infatti, non può essere realizzato dai singoli individui, ma nella comunione e partecipazione di tutti. Quanto importante era per Don Bosco la presenza dell'educatore tra i giovani: cercate, quindi, anche voi la vostra gioia nello stare in mezzo ai giovanìl Inoltre, cari docenti laici, voi avete un ruolo prezioso da svolgere nella formazione sociale e politica dei giovani. Aiutateli a saper leggere i segni dei tempi e ad affrontare con saggio discernimento la realtà nella quale vivono. Nella mia lettera Iuvenum Patris (1988) ho sottolineato l'importanza di un cammino educativo grazie al quale "i giovani siano forniti di una coscienza critica che sappia percepire i valori autentici e smascherare le egemonie ideologiche" (n. 16).
6. Esorto, infine, tutti a rivolgere lo sguardo a Cristo, l'educatore perfetto e a imparare da Lui a dialogare con i giovani. Come Gesù accompagnò i discepoli nel cammino verso Emmaus (cfr LC 24), così prendete l'iniziativa dell'incontro. Ponetevi accanto ai giovani, percorrete la loro strada ascoltandoli; condividete le loro ansie ed aspirazioni; spiegate loro con pazienza e amore il Vangelo, suscitando in essi l'ardore della fede che li trasformi in testimoni e annunciatori credibili del Vangelo. Auguro di cuore che il vostro incontro sia ricco di frutti, mentre, per mezzo vostro, porgo il mio affettuoso saluto alle comunità educative che rappresentate. Prego il Signore - per intercessione di Maria Ausiliatrice e di san Giovanni Bosco - che vi ispiri e vi aiuti a tracciare un vero profilo europeo e cristiano della scuola salesiana. A voi, che avete partecipato a questo Convegno, ed alle scuole salesiane dell'Europa invio volentieri una speciale Benedizione Apostolica.
Dal Vaticano, sabato, 2 dicembre 1995
Joannes Paulus II