FOTOSERVIZIO
di Umberto De Vanna
In una delle zone più povere del Messico, proprio di fronte a un carcere, è sorto il centro giovanile Alborada
Assediare le grandi città e la costa messicana con centri giovanili: si direbbe questo, a cento anni dall'arrìvo dei primi salesiani, il progetto delle ispettorie di Guadalajara e México.
Basta guardare la cartina: dal confine con gli Stati Uniti allo Yucatàn è tutto un fiorire di oratori-centri giovanili, secondo le parole di Don Bosco: «Volete eliminare le carceri? Pensate ai giovani, circondate le città di oratori». Di fatto, proprio di fronte al carcere di Mérida, capitale dello stato dello Yucatàn, è sorto un centro giovanile che per i giovani della zona è diventato casa, parrocchia, scuola e cortìle.
I giovani di Mérida rientrano a pieno titolo tra i primi destinatari dell'attività dei salesianì: la zona è tra le più povere, molti i conflitti, droga, prostituzione, bande giovanìli. Il Centro di Mérida, che ha preso il nome significativo di Alborada, parte da una maggior sensibilità alle più forti esigenze latino-americane. In Messico il 60 per cento della popolazione ha meno di 20 anni. Tutte le istituzionì pubbliche e private si presentano assicurando una maggior attenzione ai giovanì. Ma a Mérida i salesiani sono rìusciti in un'impresa fortunata: i giovanì stessi sono stati coinvolti nel ricupero dei loro compagni. Sono animatori che escono anch'essi dalle bande e vivono situazioni economiche e familiari difficili, una si sono messi con allegria e coraggio a fianco dei nuovi educatori e l'ambiente sociale si è trasformato.