COPERTINA La storia Michael e Jade, due ragazzi australiani difficili, in crisi con la scuola e la famiglia. La loro nuova vita è cominciata alla Boys' Town di Engadine.
Michael Bemrose, 15 anni, era davvero un tipo indisciplinato. Aveva sempre avuto un rapporto difficile con la scuola, ma anche la sua vita in famiglia era stata una storia di spiacevoli discussioni, lacrime e rabbia. «Michael non aveva nessuna regola di vita», dice Valeria, la madre, 33 anni. Non andava a scuola e noi in casa non ci parlavamo più.
Finì che la scuola non volle più tenerlo e la madre si spaventò: che sarebbe stato di questo ragazzo? E fu a questo punto che comparve sulla scena la Boys' Town, la "città dei ragazzi" di Engadine (Sydney), una casa-scuola che si ispira a un film del 1939 con Spencer Tracy e Mickey Rooney.
Dalla sua famiglia, alla periferia di Kingswood, a ovest di Sydney, Michael un anno e mezzo fa si trasferì alla Boys' Town, e Valerie si dice convinta che quella scuola è diventata la salvezza per la sua famiglia. Il marito Colin la pensa allo stesso modo: «La scuola ci ha lanciato una corda di salvataggio e noi l'abbiamo afferrata con tutte due le mani», dice. «Hanno fatto un magnifico lavoro. Ora l'impegno scolastico di Michael è incredibile e lui è molto più contento di sé e della sua famiglia. Michael dimostra finalmente di apprezzare molto di più i valori della vita». Anche Michael, che era stato diagnosticato Attention Deficit Disorder (ADD), riconosce di essere cambiato molto. Prima era un tipo isolato e senza ambizioni, oggi sa stare con gli altri e vuole diventare un capo. Un'esperienza lavorativa presso il ristorante della Boys' Town lo ha aiutato ha realizzarsi nelle sue ambizioni di cuoco e prova gusto a cucinare per i suoi compagni.
Michael e la su famiglia attendono con impazienza di passare i week-end insieme. «Prima che io venissi qui non amavo la vita in casa neanche un minuto», sorride. «Ora invece mi è molto più facile parlare con la mamma ed è piacevole vederli tutti senza dover discutere e bisticciare. E' bello anche mostrare loro che li ami».
Valerie è davvero soddisfatta. «Quando mi parlarono per la prima volta della Boys' Town, ero titubante, perchè non la conoscevo bene. Ma hanno fatto un bellissimo lavoro con mio figlio. Adesso ama la scuola e vi passa anche il suo tempo libero, avendo trovato tutto ciò che non aveva avuto nelle altre scuole. I responsabili poi, hanno sempre tempo anche per noi, i genitori».
La Boys' Town è una scuola speciale, che lavora per i ragazzi e le loro famiglie da oltre 55 anni. Si è conquistata una buona reputazione aiutando quel tipo di adolescenti, che spesso hanno avuto a che fare con la giustizia e sono stati espulsi dalle scuole regolari. «Noi ci occupiamo di ragazzi di cui nessuno vorrebbe occuparsi», dice il direttore padre Peter Monaghan. «I ragazzi qui sono davvero difficili - sono passati tutti per situazioni difficili - ed è una sfida attuare un programma che li aiuti e trasformi la loro vita. Ma i nostri più grossi problemi, come dicevo, riguardano il futuro. Fino all'anno scorso il Dipartimento dei servizi comunitari (DOCS) disse che non ci avrebbero finanziati oltre l'ottobre del 1995. A volte si discute sulla opportunità di far vivere fuori famiglia questi ragazzi, ma questo diventa il sistema migliore per allontanarli momentaneamente dalla loro vita precedente, riavvicinarli ai genitori e far loro capire l'importanza di prepararsi con la scuola, a un mestiere e al futuro. Tutte queste cose vanno condotte però con un metodo adeguato, che parta dalla stima per ogni ragazzo e da un'attenzione e affetto personalizzati. Si tratta insomma di rendere operante quel sistema preventivo tipico delle opere di Don Bosco. Piuttosto che aspettare che certe cose capitino e poi occuparsi di loro, noi invece ci occupiamo di loro prima che queste cose capitino. Normalmente i ragazzi amano stare qui».
Jade Bowe, 13 anni, di Matraville, un quartiere a ovest di Sydney, andò alla Boys' Town un anno fa, dopo essere stato espulso dalle altre scuole. «Lui non riesce ad adattarsi e loro non riescono ad essere di aiuto ai ragazzi in difficoltà», dice Anne Naree, madre di Jade. «Se tu a scuola non ti comporti come gli altri, vieni sbattuto fuori. E poi c'erano troppi allievi per poter badare a ciascuno di loro». Anne Maree non è sposata. E non conosceva la Boys' Town, anzi non era favorevole al suo inserimento; ma la situazione si era fatta così pesante e Jade peggiorava. Stava prendendo una brutta piega e mandava al diavolo tutte le sue qualità. Non riuscivo più a controllarlo, avevo paura di cosa potesse capitargli.
Jade fece un po' di fatica a inserirsi nella nuova scuola, ma alla fine tutto andò bene. «Qui tutto è piacevole», dice. «Ci sono tante attività in cui ci si può impegnare, secondo i propri gusti e questo non ha nulla a che vedere con le altre scuole. A me piace lavorare. E poi non ero mai stato su una moto prima e sto imparando a fare il meccanico».