OSSERVATORIO
di Umberto Pivatello
L'opera, in tandem con le aziende, sempre alla ricerca di nuove strategie per adeguarsi alle esigenze giovanili.
Il 1995 sarà ricordato come un anno particolarmente intenso all'istituto salesiano San Zeno. Per tanti motivi; ma due spiccano in modo particolare: l'istituto è cresciuto nello spazio con l'entrata in funzione della nuova ala che si sviluppa su tre piani di 1500 metri quadrati ciascuno; sono stati avviati i corsi di formazione continua. Questi ultimi si aggiungono alle attività consolidate nel settore grafico andando a completare il ventaglio di possibilità offerte dal San Zeno: ai giovani freschi di scuola che vogliono imparare un mestiere; ai disoccupati in cerca di una chance; agli adulti in mobilità che chiedono un aiuto per la loro riqualificazione.
DAL CALZOLAIO ALL'INFORMATICO. È un rinnovamento che arriva ad appena due anni dal centenario (1993) e che verrà ricordato nel '96 con la presentazione di un libro. Partito da via Provolo, il San Zeno prima ha ospitato sarti, calzolai, falegnami, meccanici, tipografi poi ecco che arriva il salto di qualità negli anni sessanta con la grande costruzione di via Don Minzoni in Borgo Milano. E oggi apre alla formazione continua nelle nuove tecnologie diventando un riferimento per le aziende che cercano personale specializzato, tanto da essere già qualificato come centro di formazione Microsoft (uno dei pochi in Italia), di certificazione Drake-Prometric, unico nel Triveneto, nonché training center di Autodesk e Siemens. E lo scopo di fondo, il filo conduttore che attraversa generazioni di allievi, è uno solo e in linea con gli insegnamenti di Don Bosco, fa sapere il direttore don Roberto Oberosler che lo riassume così: «Guardare ai giovani più bisognosi, aiutare le famiglie completando l'educazione familiare e quindi la formazione dei ragazzi». Quindi aggiunge: «Su questo solco negli anni '68 e '69 abbiamo aperto l'istituto tecnico industriale con corsi serali anche per gli adulti. E ora siamo arrivati ai corsi post-diploma con gruppi di lavoro di 12-18-20 persone al massimo». E il mondo del lavoro come reagisce? « Le aziende sono molto interessate a ciò che facciamo e ci chiedono sempre con maggiore frequenza personale tecnico». Un'ulteriore riprova della recentissima tendenza in atto soprattutto nel Triveneto: i portafogli ordini delle fabbriche traboccano e di pari passo cresce la produzione, ma non si assume. Non è un mistero infatti che da un lato sono sempre più numerose le aziende che cercano manodopera specializzata e tecnici preparati (introvabili) e dall'altro che si assottigliano le strutture in grado di preparare il personale richiesto dall'attuale sviluppo industriale. In altre parole. Da una parte ci sono le aziende che fanno la fila per avere un perito meccanico, dall'altra non c'è offerta e gli istituti (come il san Zeno) più di tanti all'anno non riescono a sfornarne. Riprende don Oberosler: «Non solo è sempre più richiesto il perito meccanico, ma anche quello elettronico e adesso ci chiedono anche i periti con conoscenza e pratica di computer applicato alle esigenze industriali. Se questo da un lato ci pone in una posizione di dialogo privilegiato con il mondo produttivo, dall'altro diventiamo interessanti per la famiglia perché assicuriamo ai loro figli una formazione umana e cristiana».
SOLIDARIETÀ E FORMAZIONE. « I ragazzi infatti sono sempre seguiti e rimarranno in collegamento con i salesiani per tutta la vita perché c'è uno spirito di solidarietà che perdura anche dopo il periodo di formazione. E le aziende dal canto loro ci danno gli indirizzi giusti per adeguare i nostri corsi, tanto che chiediamo che siano anch'esse presenti con spirito di collaborazione durante il percorso formativo».
ATTORNO AL SAN ZENO di Borgo Milano ruotano a vario titolo qualcosa come 1200 allievi. Sono 600 quelli impegnati nella formazione di base, altri 350 allievi frequentano l'istituto tecnico industriale mentre i corsisti variano da 70 a 85 (in genere hanno già un lavoro) e 180 sono coloro che frequentano i corsi post diploma a vario livello. Quest'anno, infine, sono partiti una decina di corsi con 12-16 allievi ciascuno finanziati dal fondo sociale europeo. E gli insegnanti? «Per i docenti ci sono corsi di perfezionamento qui da noi o in altre sedi. Sono corsi che durano da 3 a 7 giorni su temi specifici come lingua, matematica, scienze, laboratorio, ecc. Sono corsi a livello nazionale perché li facciamo tenere da specialisti». E così conclude: «Tornando alla formazione c'è da dire che un capitolo a parte è rappresentato dai corsi che teniamo nelle carceri, per adesso a Verona, Vicenza e Venezia». « Per quanto riguarda invece la nostra futura attività posso dire per il momento che da mesi stiamo pensando all'organizzazione di un centro, uno sportello informativo che si chiamerà Centro informazione orientamento (Cio) e che avrà il compito di collegare le esigenze delle imprese con i giovani che stanno cercando lavoro».