MISSIONI Un itinerario attraverso il Perù salesiano da Lima a Cuzco, dal mare alle vette silenziose delle Ande
Una casa costruita quasi in riva al mare... Sono bastati alcuni anni, l'umidità dovuta a infiltrazioni di un corso d'acqua sotterraneo, un po' di pioggia, così rara a Lima, e giù... come un giunco piegato dal troppo peso.
Ma, dopo il primo momento di smarrimento, si è rinsaldata l'audacia e il proposito di ricostruire per offrire un ambiente educativo ai bambini e alle bambine della strada. La voce è circolata: «Ci si ritrova sulla spiaggia: le attività continuano». Arrivano in 700.
Il sindaco della città aveva fatto costruire un edificio da adibire a casa per i ragazzi e cercava una congregazione religiosa che potesse gestirla. Le Figlie di Maria Ausiliatrice, a loro volta, cercavano locali per un'opera a favore dell'infanzia e dell'adolescenza a rischio.
Da questa coincidenza è nata, nel 1993, la "Casa del bambino" nel rione Chorrillos. Il quartiere è ai confini, punto di riferimento per gli ultimi che giungono alla capitale in cerca di lavoro, casa, fortuna. Qui i mezzi pubblici stentano ad arrivare.
La città sta faticosamente cercando un nuovo assetto politico e sociale. "Lima rinasce e la sua gente agisce". Lo slogan campeggia agli svincoli delle grandi arterie, sovrasta i palazzi del centro storico, occhieggia tra la pubblicità delle banche, delle paraboliche... Ma c'è sempre un prezzo da pagare, anche in costo umano di povertà e di esclusi.
La crisi economica galoppa, si insinua il fenomeno del lavoro nero e l'instabilità occupazionale diventa sempre più grave. Le famiglie cercano nuovi mezzi di sussistenza: anche i bambini devono aiutare a racimolare il magro pasto quotidiano. Cresce l'abbandono scolare, si accentuano i fenomeni di disagio. La situazione è ad alto rischio, soprattutto per i giovani.
L'Hogar del Niño è uno tra i tentativi che le Figlie di Maria Ausiliatrice di Lima avanzano per rispondere alla situazione di bambini e adolescenti semiabbandonati dalle famiglie, per i quali la strada diventa casa. Il progetto è chiaro fin dagli inizi. Suor Rosa Ballon, l'ideatrice, lo condivide con alcune sorelle, e assieme a loro e a tanti laici iniziano l'avventura di creare un tetto per chi ha solo per chi ha solo povertà, solitudine e abbandono lungo le strade faticose e tristi dell'emarginazione e del bisogno.
Il crollo non ha impedito di continuare a pensare un futuro per i "Chorrillos". Mentre proseguivano i lavori di restauro, i laboratori, le aule di studio, il refettorio hanno traslocato sulla spiaggia. Se prima il mare lo si scorgeva dalle ampie finestre, ora lo si aveva ai piedi.
«La Provvidenza ci ha aiutato - confida commossa suor Hortensia -. Con tutti i ragazzi, le bambine e i giovani che continuavano a frequentare con assiduità la nostra "casa" ci chiedevamo come avremmo affrontato l'inverno. Invece, mai un giorno di pioggia o di freddo. Su quello scampolo di spiaggia e di mare c'era sempre il sole».
«Con i Chorrillos si vive la pedagogia dell'amore in concreto - dice suor Virginia -. Andiamo avanti con affetto e pazienza. Constatiamo che nei ragazzi e nelle bambine diminuisce l'aggressività. I momenti più attesi, oltre al gioco, sono quelli dello studio. Li seguiamo e li aiutiamo a reinserirsi nell'ambiente scolare, abbandonato anche da molto tempo. Noi, e gli altri operatori sociali, crediamo che l'educazione sia la carta per pensare un domani migliore».
Carlos, Edgar, Zoila, Joel e tanti altri l'hanno capito presto. Accanto allo studio c'è ora la voglia di imparare una professione e di guadagnarsi da vivere con le proprie mani. Sorgono così i laboratori di produzione di ciabatte e portachiavi. Sono loro stessi a venderli agli incroci, nelle piazze, dove c'è folla e dove arrivano i turisti.
C'è addirittura una banda: tanti tamburi, trombe e strumenti a fiato tipici della cultura peruviana. Con i ragazzi e le ragazze si va alla ricerca delle proprie radici, per riappropriarsi della propria storia e di quella del popolo di appartenenza. È una festa poter cantare e danzare, coinvolgere nel cammino di scoperta anche i genitori.
Un'attenzione particolare è rivolta alle famiglie. L'intento è quello di aiutare a ricostituirle dove non ci sono e rafforzarle dove vacillano. Se un giovane, una ragazza non hanno un punto di riferimento affettivo sicuro, li aiutiamo a ritrovarli. Per questo c'è tutto un lavoro formativo con papà e mamma che va dall'educazione religiosa a quella sanitaria dei figli». L'opera, nata nell'ottica della preventività e soprattutto per offrire "spazi di famiglia" ai ragazzi e alle ragazze più poveri, è proiettata verso il futuro.
Dopo alcune ore di volo da Lima, si atterra nel cuore delle Ande.
Cuzco, che in lingua quechua significa "ombelico del mondo", conserva intatto lo splendore di antica capitale dell'impero Inca. Situata a 3.800 metri di altitudine, la città si presenta custodita dai picchi delle Ande, che le fanno corona. È' meta continua di turisti alla ricerca di bellezze artistiche e culturali, testimonianze di un popolo profondamente legato allo spirito della natura.
Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice ci sono da anni. Le due scuole hanno formato ormai generazioni di uomini e donne. La continua ricerca di una qualità educativa contraddistingue e coinvolge la comunità educante del Collegio Maria Ausiliatrice. Qui, poche suore condividono con numerosi laici e laiche la fatica quotidiana di stare al passo coi tempi.
Sono loro che accolgono gli ospiti, organizzano le feste, coordinano alcune aree d'insegnamento. Antonietta, presidente del gruppo dei docenti, è entusiasta. Crede allo spirito salesiano e alla forza del metodo preventivo: «Ci sentiamo comunità che "insieme" pensa, attua e verifica il progetto educativo. Si ricerca il meglio per le ragazze che accogliamo nella scuola».
E questa unità di intenti tra suore, collaboratori, collaboratrici, genitori e studenti si riversa come segno nell'intera città.
Le autorità locali hanno chiesto alle suore di istituire la scuola pomeridiana per i bambini più poveri . Si è potuto rispondere positivamente alla domanda perché gli insegnanti, le exallieve e i cooperatori hanno dato la loro disponibilità di tempo e di competenza professionale. Ma non solo questo servizio per l'istruzione e l'alfabetizzazione è un gesto che dice la volontà di esserci in modo significativo nel territorio.
Sono numerose le manifestazioni in cui pubblicamente si rende ragione della proposta culturale attuata dalla comunità del Collegio. Per esempio, la partecipazione come scuola alle manifestazioni dell'IntiRaimi, la festa del sole, un'antichissima tradizione quechua. Nella Plaza de Armas, il centro ideale di Cuzco, ci si incontra per momenti di rivisitazione culturale, storica e artistica. Qui, le istituzioni scolastiche possono presentare danze folkloriche che sono il culmine di tutto un lavoro svolto durante l'anno nella scuola.
Sempre più spesso, i due collegi dei salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice, partecipano insieme raggiungendo espressioni significative e suscitando ammirazione e stima per il loro lavoro educativo e formativo.