CARTA Dl COMUNIONE
Articolo 20: "L'ottimismo e la gioia della speranza".
Don Albera, III successore di don Bosco, coglie nel sistema preventivo che l'educazione al senso di Dio, chiamato con terminologia ormai desueta 'timor di Dio', è un punto nodale. Crescere nella persuasione che l'amore di Dio fascia la vita dell'uomo in tutte le ore del giorno e della notte, dal primo istante del concepimento all'ultimo alito, è una iniezione di fiducia, che orienta verso l'armonia compiuta della persona. Il timor di Dio non è paura di Dio, è quel sentimento squisito e sublime che nasce da una intimità così profonda che anche la minima scortesia verso l'amato apparirebbe intollerabile.
La gioia è l'ambiente in cui prospera il timor di Dio, il biglietto da visita dei salesiani e laici collaboratori, che dà tono all'azione pastorale. Non è abito da indossare, è pelle che appartiene costitutivamente alla persona. Frutto della grazia di Dio, esperienza del suo amore. Nel quotidiano anche più complesso, pregare, riflettere, adorare sono costanti che garantiscono un rapporto peculiare col Padre.
La carta di comunione indica gli atteggiamenti che ogni educatore è chiamato a fare propri.
LA FIDUCIA. In ogni giovane c'è una breccia che permette di penetrare nell'intimo, per incontrarvi la bontà che vi è celata. Don Bosco ha la certezza, sperimentata, che in ogni giovane "Havvi un punto sensibile al bene".
L'OTTIMISMO. Don Bosco è un pratico e osserva che i giovani amano le cose belle e nuove. Non ha remore sui sani divertimenti in voga. Anche i salesiani e quanti partecipano del carisma devono fare altrettanto. In 'quel che piace ai giovani' sta il punto d'incontro educativamente più costruttivo.
LE GIOE UMANE. Don Bosco crede al valore della vita e alla bontà del Signore provvidente che ha l'ha disseminata di gioie; perciò sprona i salesiani a valorizzarle nell'educazione.
C'è nello spirito salesiano una ricchezza cui attingere, non c'è posto per il pessimismo, la rassegnazione e il piagnisteo; siamo chiamati a estrarre la gioia dal cuore dei giovani, per fargliela gustare.