CULTURA SALESIANA

 

 

Una nuova rubrica svela alcune iniziative di spessore delle associazioni culturali di matrice salesiana sparse in Italia

 

ESSERCI,

QUESTO E’ IL PROBLEMA

di  Nadia Ciambrignoni

 

 «Insomma, esistiamo oppure no? E quanto crediamo veramente nella necessità di “esserci”?». Sono queste le espressioni più vicine allo stato d’animo degli animatori e responsabili del C.G.S. DORICO di Ancona quando parlano del senso della presenza salesiana nel mondo della cultura, specialmente giovanile. Forse pensano di avere dentro più domande che risposte, ma è questa la sfida del nostro secolo.

 

Sull’onda di tanti interrogativi, circa venti anni fa, sotto il segno degli “anni di piombo” non solo cinematografici, il Cinecircolo Giovanile Socioculturale “Dorico” di Ancona (fondato nel 1967, operante fino al 1972, ma poi inattivo fino al ‘77) cominciava a cercare di “esserci”, appunto, in un momento storico difficile, che non lasciava molta speranza di futuro a progetti di animazione culturale che non fossero estremi nelle prese di posizione, anche politiche e partitiche, “contro”: contro il Sistema, contro tutte le forme di “poteri” organizzati (e la Chiesa-istituzione era tra i primi della lista); erano ancora accese le questioni delle leggi sul divorzio e sull’aborto, si dibatteva sull’identità sessuale....Su tutto si apriva la discussione, spesso serrata, e i cattolici, “quelli che vanno dai preti”, erano chiamati in causa: bisognava esserci, non ci si poteva chiamare fuori.

Di lì la presenza nelle nascenti consulte giovanili di quartiere, con ragazzi appartenenti a tutte le forze politiche, anche se quelli dei CGS un partito dietro non ce l’avevano né lo volevano; l’interesse stava nelle iniziative culturali-sociali pensate e realizzate insieme, nella presentazione dell’oratorio e delle associazioni salesiane agli enti pubblici, agli amministratori, nel lavoro costante con i ragazzi dell’oratorio-centro giovanile e con quelli della città nei settori del cinema, del teatro, della stampa, delle prime Radio... E su questa strada del ”volerci essere” il circolo ha continuato a cercare la sua collocazione, con fatica e attraverso fasi alterne, lavorando per crescere nel numero di animatori responsabili e nella qualità delle proposte culturali elaborate.

 

GLI SVILUPPI E LA CRESCITA

Nel tempo il marchio CGS DORICO si è fatto conoscere. Compare sui manifesti affissi in città con accanto i marchi dell’Assessorato alla Cultura, del Patrocinio del Comune. E’ uno spazio consolidato nella programmazione di proposte culturali di interesse cittadino. Il riconoscimento del ruolo di interlocutori “alla pari” con le istituzioni del territorio e con le altre associazioni culturali, l’inserimento nel vivo del tessuto civile con una dichiarata identità educativa e salesiana, sono stati gli obiettivi a lungo termine che il circolo si è posto in questi anni. E’ maturata nel tempo, infatti, la convinzione supportata dall’esperienza che esistere vuol dire farsi conoscere, presentarsi, pretendere di essere chiamati nei luoghi in cui si pensano e si progettano le politiche culturali per i giovani. Per questo la “frontiera” del Dorico è la città e sul territorio arrivano le proposte, elaborate gradualmente attraverso errori ed insuccessi, che, però, sono stati anche gli indicatori della direzione migliore da prendere.

 

CINEMA, TEATRO, STAMPA...

Nel settore Cinema, ad esempio, quello più tradizionale di attività, le rassegne periodiche autunnali, invernali ed estive sono oggi appuntamenti fissi per la città .

“Frammenti dalla Biennale” è forse l’iniziativa più prestigiosa e propone in rassegna alcune delle pellicole della Mostra del cinema di Venezia scelte dagli animatori del circolo che partecipano ogni anno al laboratorio veneziano organizzato dall’associazione nazionale; iniziata nel 1988 con pochi film programmati ad Ancona, “Frammenti dalla Biennale” è divenuta da almeno 5 anni un circuito interregionale ed è distribuita in nove sale delle Marche, tre in Abruzzo ed una in Liguria.

Tropicittà è invece una proposta estiva di cinema all’aperto capace di aggregare fino a 20.000 spettatori in due mesi, in prevalenza famiglie, e che si è guadagnata un posto di primaria importanza nel panorama estivo della città. Quando, undici anni fa, venne proposta per la prima volta, il quartiere la sera era deserto e le strade buie erano frequentate da piccole bande giovanili: oggi è un appuntamento per le serate estive di tutta la città e anche per questo l’amministrazione, a sua volta, ha gradualmente migliorato le infrastrutture esistenti nel quartiere. Può essere un esempio di applicazione del metodo preventivo al lavoro di animazione culturale: un ambiente socioculturale meno degradato, arricchito di una proposta aggregativa e di adeguate strutture può contribuire a prevenire situazioni di disagio e devianza.

Accanto a quelle descritte figurano anche altre proposte cinematografiche. Su questo terreno lavorano i giovani animatori culturali, impegnati nella selezione della pellicole, nella scelta delle tematiche, nell’elaborazione del materiale critico da fornire al pubblico: in questo perenne “laboratorio” è continuo il confronto con le produzioni culturali che si riversano sul mercato e diventa pressante l’acquisizione di competenze specifiche di lettura, per poter operare scelte che non siano “di tendenza” ma di spessore.

E’ così anche per il settore Teatro, in cui il taglio educativo e socializzante guida la conduzione dei gruppi di ragazzi coinvolti: “gruppi”, appunto, più che “compagnie” teatrali, in cui il centro del lavoro è la crescita delle singole personalità attraverso un cammino fatto insieme. Si cercano, così, produzioni originali, oppure da riscrivere ed adattare “su misura” alla situazione reale; si cercano e si coltivano competenze molteplici, musicali, recitative, gestuali ma anche tecniche, perché ciascuno trovi il suo modo di essere protagonista, sopra o dietro il palco.

La formula del musical ha saputo finora rispondere meglio a questa serie di esigenze e la riuscita di “In maniche di camicia” (un riadattamento del musical spagnolo su Don Bosco che ha coinvolto circa 50 ragazzi e che da tre anni gira per i palchi dell’Italia salesiana) e di “Voglio la libertà” (liberamente tratto da un copione di Tonino Lasconi) indica che, per il momento, è questa la strada da battere.

 

LE STRUTTURE E LA PROPOSTA

Come per ogni realtà comunicativa, ciò che si propone non può essere separato dal mezzo con cui viene presentato. In questo senso, “fanno parte” dell’identità del CGS Dorico anche le strutture attraverso le quali si articolano le sue proposte. Il cinema, che certamente non serve al circolo per fare soldi, ma come “sala della comunità”, luogo di incontro e di scelte culturali; le sale dell’oratorio-centro giovanile attrezzate per una proposta educativa credibile, che possa ospitare incontri, prove teatrali, laboratori; una sala di incisione per la musica... La prospettiva a lungo termine è quella di realizzare un centro in cui sia possibile “produrre” cultura, rendendo protagonisti, animatori e responsabili i giovani stessi.

La formula elaborata prevede, insomma, un CGS fortemente radicato nell’oratorio, centro vivo della chiesa locale, e nel territorio, che lavora assieme alle altre associazioni salesiane e costituisce un volano a livello interregionale (coordinando, ad esempio, i campi scuola ispettoriali, il comitato regionale, le iniziative comuni...); un CGS presente anche nella vita diocesana, con agganci nella pastorale giovanile, nella scuola di formazione politica... Si delinea così l’identità di un giovane protagonista di scelte culturali e politiche concrete per il suo territorio, se necessario scomodo per i partiti, ma presente e “altro” rispetto agli sfiduciati del disimpegno o agli arrabbiati dei centri sociali. Le nuove sfide lanciano il CGS nel difficile compito di reinventarsi, tra certe politiche egemoniche “laiche” che troppo spesso creano monopoli.

 

SEMPRE A SCUOLA

In un terreno di questo tipo è tanto più necessario un percorso di formazione permanente, itinerante, un lavoro incessante di ascolto, captazione, aggiornamento su tutti i fronti della produzione culturale del nostro tempo, senza poter tralasciare nulla: musica, cinema, teatro, tecnologie d’avanguardia, libri, riviste, giornali, mostre, convegni, scuola... A più livelli: cittadino, regionale, nazionale... Con più “interfaccia”: oratorio, quartiere, città, regione, diocesi... Certo una sfida, un richiamo a disegnarsi uno spazio di presenza ben delineato, sempre dialogante ma dai contorni precisi. Per esserci.