LETTERA AI GIOVANI
Carissimo/a,
Il 2000 è alle porte.
Pochi mesi e una nuova era inizierà con noi la sua storia, la sua attualità. Come sarà? Cosa sarà? Un nuovo umanesimo, un nuovo rinascimento? Ci sarà posto per la giustizia, per la tolleranza, per la pace, per la solidarietà, per la santità, per l'eroismo?
Gli interrogativi di fronte ad una porta ancora chiusa rendono più viva l'attesa e più consapevole la responsabilità di abitare il terzo millennio. Se dipendesse da te - mi sento chiedere nell'ambito di una conversazione - chi porteresti nel nuovo millennio: Romolo e Remo, Carlo Magno, Cristoforo Colombo, Dante Alighieri? O Un generale, un poeta, uno scienziato, un presidente, un santo?
Senza far torto a nessuno vorrei che fosse data nuova cittadinanza a quanti contribuiscono a rendere l'uomo sempre più uomo nel rispetto della vita e della morte, dell'amore e della solidarietà, dei diritti e dei doveri. Ai santi insomma.
In questa ipotetica convocazione Don Bosco, san Francesco, san Benedetto, santa Teresina, santa Chiara, sant'Antonio troverebbero spazio e ruoli, con tutto il loro carisma e corredo di virtù. Perciò voglio dar voce a chi con la sua vita ha scritto per noi "la carta dell'uomo" e ha la chiave per capire la storia, Dio, l'eternità. E' gennaio, comincio con Don Bosco.
A 9 anni ha la vita segnata. Da un sogno: ragazzo tra ragazzi ha una grande voglia di portare in mezzo a loro un contributo di qualità, di ossigeno, e di futuro per farli buoni cristiani e onesti cittadini. Il sogno ha, più che un baricentro un epicentro, perché un vero terremoto è stato don Bosco nel campo della formazione professionale, dell'oratorio, della educazione, del lavoro e del tempo libero, della comunicazione, della cultura. "Renditi umile forte e robusto" è l'imperativo categorico del sogno e del suo progetto di vita. "Io non sono che il povero Don Bosco", ripeteva a quanti volevano incontrare il santo di Torino. Ai suoi figli raccomandava "umiltà, lavoro, temperanza"
Portare nel terzo millennio l'umiltà è assicurarsi tutte le altre virtù. L'umiltà è un pungiglione che impedisce all'uomo di compiacersi, di fermarsi. E' il rifiuto di esistere all'infuori di Dio. "Ho trovato Dio il giorno che ho perso di vista me stessa", ripete santa Teresa. A bussare alla porta del 2000 sono tutte le virtù, ad aprirla è l'umiltà.
Essa aiuta la persona ad amare la vita, a fidarsi di Dio, a conservare la pace per offrire pace, a far del bene, a dare senso e gioia alle cose di tutti i giorni.
Renditi umile e ti troverai forte e robusto per tutte le traversie che la vita ti presenta.
A presto, tuo