CULTURA SALESIANA Il CGS AGAPE dell'oratorio di Santeramo di Bari opera tenendo alto il nome di Don Bosco

DIVERTIRE FORMANDO FORMARE DIVERTENDO

di Massimo Leone


La storia del Cinecircolo Socioculturale Agape comincia ufficialmente il 26 gennaio 1978, quando un gruppo di adulti legati all'oratorio salesiano costituì legalmente l'associazione nell'ufficio di un notaio del paese. Li aveva mossi il desiderio di arricchire la presenza salesiana a Santeramo di momenti culturali significativi, ma in modo particolare la passione per il teatro, che diventò l'attività qualificante.

Alti e bassi caratterizzano le istituzioni e le attività umane e quasi nulla sfugge a questa che è, si può dire, una legge di natura! Anche l'associazione culturale Agape, che si ispira al sistema di Don Bosco, terminata la fase di fervore post-fondazione, col ricambio naturale o per "obbedienza religiosa" degli uomini che ne avevano stimolato e seguito il progetto, iniziò il periodo di "luna calante" fino all'estinzione delle attività. L'associazione resisteva solo sulla carta, nel rogito notarile che l'aveva legalizzata.

L'ARTE DI FORZARE I SOGNI

A ridare corpo e speranza al CGS ci pensò un gruppo dei animatori dell'oratorio. Vivendo sulla propria pelle le idee del sistema preventivo, i metodi dell'animazione culturale e soprattutto i sogni di Don Bosco, fu relativamente facile per loro lanciarsi nell'avventura di forzare i sogni fino alla realtà, dandogli inoltre una precisa identità educativa e pastorale. Del resto, questo aveva sempre fatto Don Bosco e questa audacia aveva trasmesso tanto ai suoi figli quanto ai suoi ragazzi.

Era una proposta forte, affascinante ed esigente per i giovani del paese. E proprio così venne recepita. Nel 1990 l'annuale campo estivo di formazione condusse gli animatori ad una riflessione sul rapporto fra ambiente educativo e territorio e alla presa di coscienza che la grande sfida di educare i giovani passava per il radicamento critico nella cultura circostante, humus che nutre e dà senso a scelte e progetti.

ALLA CONQUISTA DEL TERRITORIO

L'animazione del territorio costituì la grande sfida, che spinse quel gruppo di volenterosi a dotarsi di uno strumento che permettesse di inserirsi legalmente nel sociale e di fare animazione culturale. Non poteva essere che un'associazione civilistica. Così vennero rispolverate le vecchie carte dove il cinecircolo era seppellito e... fu richiamato in vita!

I primi destinatari delle sue attività furono i ragazzi dell'oratorio che, guidati dagli animatori "cigiessini", partirono lungo itinerari di scoperta e conoscenza storico-ambientale del proprio paese. Seguivano, come segugi, le tracce di un'identità comune, lasciate dal tempo tra i vicoli del centro storico, i sentieri dei boschi o gli spazi aperti della campagna santermana, suddivisi dal correre antico dei muretti a secco, segno di una vecchia civiltà contadina. A casa poi i ragazzi s'impegnavano in lavori di sintesi dei contenuti, che successivamente venivano diffusi al pubblico.

IL CARNEVALE SANTERMANO.

Quei primi tentativi d'animazione furono il germoglio di una pianta che è cresciuta in diverse direzioni, pur rimanendo fortemente legata alle sue radici. Il recupero di un'identità storico-culturale si è trasformato man mano affezione e cura per paese. Oggi si concretizza nel Carnevale dei Ragazzi e nel Festival della canzone oratoriana: due grandi manifestazioni, giunte nelle mani dell'associazione tre anni fa, con il peso di una lunga storia: entrambe sono alla 32a edizione. Costituiscono ormai appuntamenti che travalicano l'ambito locale. Protagonisti assoluti sono bambini, ragazzi e giovani delle scuole, delle parrocchie, delle associazioni, e. i "cani sciolti" dell'oratorio, che nelle due grandi sfilate di carnevale colorano le vie e le piazze, gremitissime, di Santeramo. Organizzati per gruppi mascherati a tema, ogni anno in numero mai inferiore al migliaio, riportano la festa più mondana dell'anno alla dimensione rigenerante del divertimento sano e collettivo, lontano da eccessi sfrenati e consumistici. Un evento capace di offrire messaggi positivi.

IL FESTIVAL

Protagonisti sono ragazzi e giovani. I più piccoli stipati nel coro, i più grandi lanciati come solisti a presentare canzoni d'autore, in uno spettacolo lungo tre serate nel primo week-end d'agosto. Sul palco s'alternano anche giovani attori, imitatori, gruppi di ballo. Riescono a coinvolgere nella gioia dello spettacolo gente di ogni età e provenienza. L'originalità di queste proposte educative, l'ottimo livello qualitativo raggiunto da entrambe le manifestazioni, la loro popolarità nel senso della partecipazione e della fruizione, la fitta rete di rapporti con le istituzioni che s'intesse attorno ad esse, ne fanno due spazi irrinunciabili di espressione e protagonismo giovanile.

DUE GRUPPI TEATRALI

Il legame stretto con la vita e le scelte educative dell'oratorio, che ogni animatore dell'associazione si sforza di incarnare nel proprio stile di vita, la passione per il teatro, il cinema, la musica, la danza portarono a ripensare la cultura come luogo di formazione e di crescita per i giovani.

Sono nati così i due gruppi teatrali, uno di ragazzi della scuola media, l'altro di giovani dai vent'anni in su. Svolgono la loro attività nell'oratorio. Entrambi, partendo dall'attività teatrale, guadagnano una forte identità formativa, in cui sono maturate esperienze di preghiera comune e di volontariato, senza rinunciare ad una fitta attività culturale.

Sono infatti diventati protagonisti in città di spettacoli di vario genere, dalla riduzione teatrale del Piccolo Principe di Saint-Exupéry, all'analisi profonda del Processo a Gesù di Diego Fabbri, alle commedie in vernacolo di 'produzione propria', rappresentazioni capaci di radunare molta gente e renderli presenza significativa nella cultura locale.

Nella convinzione che i linguaggi mediali siano oggi 'il nuovo volto della cultura', habitat naturale dei giovani, via obbligatoria di educazione, sono state pensate nuove forme di aggregazione attorno al cinema, che ha fruttato fra l'altro l'esperienza importante di un laboratorio con giovani tossicodipendenti, e alla musica, che ha inventato laboratori di composizione i cui elaborati hanno spesso raggiunto la ribalta del Festival.

Il tentativo, in sostanza, è quello di abilitare i ragazzi ad una produzione artistica di spessore, che rielabori e personalizzi contenuti e competenze.

LA FORMAZIONE E' IL SEGRETO

Per raggiungere questo traguardo il cinecircolo cura la formazione permanente di animatori, pre-animatori e dirigenti attraverso riunioni settimanali, incontri comunitari di preghiera, campi scuola locali, regionali e nazionali, momenti specifici. Su questa base si è costruita e definita man mano l'identità, e si regge il suo impegno diviso fra oratorio e territorio. Nuovi campi d'azione si aprono. La scuola per esempio. In questi ultimi anni si sono tenuti corsi sulla figura dell'animatore del tempo libero, tanto in scuole secondarie superiori che in stage regionali di formazione specifica, oltre a lezioni nelle scuole elementari e medie. S'intessono nuove relazioni con le istituzioni: alcuni animatori sono in consulte comunali di area culturale; con altre associazioni del paese, con gruppi di volontariato, per collaborare in iniziative particolari; e, finalmente, con gli altri cinecircoli della regione, cui si è legati dal comune progetto e da una storia parallela.

Queste sono le linee di sviluppo. All'orizzonte rimane l'utopia di una cultura che migliori l'ambiente e la vita.